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Fase2 Il messaggio del Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin

Questo è il momento delle idee. E del gioco di squadra. La ripartenza vera del nostro territorio passa da qui e dalla presa di coscienza che la crisi post-coronavirus, inevitabile, riserva anche delle opportunità inattese, che dovremo essere in grado di cogliere e trasformare in concretezza.
Da domani possono riaprire le attività economiche e gran parte di quelle realtà che sono chiuse dall’inizio della pandemia. È un primo passo, un primissimo passo; non certo l’ultimo. La riapertura impone ancora diverse restrizioni, che rendono sicuramente difficile l’attività di chi lavora e anche dei clienti. Servirà un po’ di pazienza, perché non possiamo pensare che tutto sarà come prima del virus, immediatamente. Ci sarà bisogno di un periodo di rodaggio e contemporaneamente di attenzione e rispetto delle norme di sicurezza, per non ripiombare nella “Fase 1”.
Però non basta dire che saremo vicini a chi riapre, a chi tenta di riprendere la propria vita lavorativa, di rimettere in moto la propria impresa. La ripartenza comincia, ma le restrizioni sono ancora tante e tali da mettere in discussione la tenuta stessa di un’attività, già provata dal lungo lockdown. È in gioco il futuro delle nostre aziende, piccole e grandi, che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio.
Non possiamo dimenticare neanche il mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, ancora fermo e impossibilitato a lavorare in questa “Fase 2”. Si tratta di un settore fondamentale per la vita civile di un Paese e che dà respiro anche al nostro turismo, assicurando quegli eventi e quelle occasioni di movimento delle persone in grado di generare reddito e ricchezza. Un settore che quest’estate, penso anche ai grandi appuntamenti sportivi e ciclistici sulle Dolomiti, dovrà rimanere ancora al palo.
Proprio il turismo potrebbe essere il mezzo con cui far uscire il Bellunese dalla crisi del Covid. Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, siamo tra le province montane dell’arco alpino con il più basso tasso di contagi. E la discesa continua dei numeri di soggetti positivi al virus è un dato estremamente positivo. Significa che siamo sulla strada giusta. Su questo dovremo costruire una stagione estiva all’insegna della salubrità – l’aria, le montagne e gli ampi spazi aperti lo consentono – e della bellezza delle nostre Dolomiti.
Per questo e per la ripartenza dei negozi, delle piccole e medie imprese, delle attività anche del Terzo Settore serviranno misure forti di sostegno da parte del Governo, dell’Europa, della Regione, per rafforzare le prime azioni già messe in campo da diversi Comuni, sempre in prima linea nell’erogazione dei servizi.
Cosa può fare la Provincia in tutto questo? Può essere la cabina di regia di un movimento di ripartenza che abbracci tutte le componenti del nostro territorio. Ed è proprio quello che intendiamo fare. È il momento delle idee, perché servono le idee di tutti. È il momento di fare squadra e forse è la chance più ghiotta che abbiamo mai avuto per accantonare i campanilismi che da troppo tempo frenano la crescita del Bellunese e dei bellunesi.
La prima occasione per fare squadra sarà giovedì prossimo. A Palazzo Piloni ci incontreremo con sindacati, mondo dell’industria e del lavoro, categorie economiche e amministrative. Ragioneremo sulle prospettive del trasporto pubblico locale, anche in funzione della ripresa della scuola a settembre. E cercheremo insieme una soluzione alle criticità che le norme di distanziamento sociale della “Fase 2” impongono per i servizi di trasporto e per l’istruzione. Potrà essere un modello di discussione su cui costruire la ripartenza anche per tutti gli altri settori.
Come dice un vecchio proverbio africano, “se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare distante, vai insieme”. Noi abbiamo bisogno di andare distanti, di disegnare il futuro della provincia di Belluno.

Via libera ai test sierologici per i dipendenti della Provincia di Cosenza.

Raggiunto l’accordo e approvato il “Protocollo delle misure di prevenzione e sicurezza da attuare negli ambienti di lavoro degli uffici della Provincia di Cosenza”.

Ieri insieme al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, si è svolta una riunione con il Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, alla quale erano presenti i dirigenti dell’Ente, il medico competente, i delegati Rspp, Rls, Rsu. Inoltre, il presidente Iacucci ha annunciato che darà il via libera ai test sierologici per la rilevazione di eventuali anticorpi diretti contro Sars-CoV-2.

“Uno screening rivolto ai dipendenti in modo tale da garantire maggiore sicurezza sul lavoro e avere un quadro più definito dello stato di salute. Un investimento non da poco ma necessario. Con grande soddisfazione – ha affermato il presidente Franco Iacucci – devo dire che le attività dei settori del nostro Ente non si sono mai fermate, abbiamo continuato a lavorare, in un sistema di sicurezza, continuando a garantire l’erogazione dei servizi e le funzioni istituzionali della Provincia.

Siamo una delle prime Province in Italia ad adottare i test sierologici. Non abbiamo avuto alcuna notizia sulle strategie che intende adottare la Regione e, purtroppo, anche se più volte chiesto come sistema delle autonomie locali, non siamo stati coinvolti nella fase 1 e continuiamo a non essere coinvolti nella fase 2. Cosa che invece è avvenuta in tutte le altre Regioni d’Italia. La sfida si vince solo con il coinvolgimento e la solidarietà di tutte le istituzioni, mentre la Regione continua ad operare in solitaria.

Oggi credo sia fondamentale, soprattutto in una regione che ha avuto una minore diffusione del virus, monitorare i contagi. Questi test sono considerati anche dal Ministero della Salute uno strumento importante per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità, nonostante non possano essere considerati sostitutivi al test molecolare. Al di là dei test sierologici, il Protocollo approvato ieri è la dimostrazione del lavoro no-stop del Comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Protocollo definisce nel dettaglio le misure di prevenzione e sicurezza da attuare negli ambienti di lavoro degli uffici della Provincia di Cosenza, finalizzate al contenimento della diffusione del fenomeno correlato alla pandemia da COVID-19”.

Ciascun dipendente, prima di effettuare le procedure di ingresso, dovrà ritirare i DPI (mascherine e guanti – quantità necessaria per una settimana lavorativa) nei punti di distribuzione che saranno localizzati alle portinerie dei due Palazzi. Misure adottate, ovviamente, a seconda delle mansioni e delle attività da svolgere. Ingressi e uscite scaglionati, riunioni tra colleghi solo in caso di urgenza ma seguendo rigide misure, regole precise sull’utilizzo dei mezzi dell’Ente. Nel Protocollo si riportano le linee guida e le disposizioni di riferimento alle quali dovranno uniformarsi tutte le articolazioni organizzative dell’Ente, in considerazione della necessità di evitare situazioni di pregiudizio per la sicurezza dei lavoratori.

“Dall’ingresso in sede con la misurazione della temperatura tramite termoscanner alla consegna dei dispositivi di protezione individuale, dalle modalità di accesso al personale esterno fino alla pulizia e sanificazione dei luoghi lavoro. Nel Protocollo, redatto in applicazione di quello sottoscritto tra Governo e parti sociali il 24 aprile 2020, troviamo – ha spiegato Franco Iacucci – le linee guida e le prescrizioni da rispettare per lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di sicurezza. Ovviamente, ove possibile, verrà prediletta, ancora l’attività di smart working, così come previsto nel Dpcm del 26 aprile 2020. Come Provincia, prendiamo tutte le precauzioni possibili, ma abbiamo il dovere e l’obbligo di contribuire a far ripartire il Paese, partendo dai tanti investimenti e dai lavori che possiamo mettere in campo. Voglio ringraziare tutti i dipendenti della Provincia per il grande spirito di collaborazione e per l’impegno dimostrato in questa difficile fase di emergenza”.

Concorsi PA, l’UPI scrive alla Ministra Dadone

“Con la fase2 diventa urgente per le Province portare a termine le procedure concorsuali avviate prima dell’emergenza sanitaria. Dobbiamo potere assumere al più presto quel personale specialistico – ingegneri, geometri, tecnici informatici –  che nei prossimi mesi saranno essenziali per permettere alle Province di riprendere con nuovo slancio la progettazione e la programmazione degli investimenti. Servono indicazioni per riavviare la macchina dei concorsi, prima del 18 maggio”.

Lo scrive il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera inviata alla Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone.

“Dobbiamo riorganizzare le nostre strutture amministrative – scrive de Pascale alla Ministra-  anche per riempire i vuoti che derivano dal lungo blocco delle assunzioni nelle Province e dal prepensionamento anticipato del personale, per far fronte alle esigenze di una rapida ripartenza delle attività economiche in condizioni di sicurezza. Nel periodo di sospensione dei concorsi stabilito dal decreto Cura Italia abbiamo comunque cercato di portare avanti tutte le procedure consentite, per accelerare l’assunzione di nuove professionalità nelle Province. Ora serve un intervento urgente affinché, a partire dal prossimo 18 maggio, le Province e tutte le pubbliche amministrazioni possano portare a conclusione le procedure concorsuali avviate e programmare nuove assunzioni. Per questo c’è bisogno di sapere per tempo e  già da ora, le modalità che si intende adottare per lo svolgimento delle prove concorsuali, che ci auguriamo saranno previste nelle forme semplificate in deroga alla normativa vigente,  come annunciato dal Governo”.

Pubblicato sul sito MIBACT l’avviso pubblico per il Fondo COVID Spettacolo dal vivo

E’ pubblicato a questo link  https://bit.ly/2SLA9xQ  sul sito del Ministero dei Beni Culturali l’avviso pubblico per l’accesso al fondo di 20 milioni di euro a sostegno delle realtà delle arti performative che non hanno ricevuto contributi provenienti dal FUS nel 2019. Tali risorse provengono dai fondi istituiti con il decreto “Cura Italia”, varato dal Governo lo scorso 17 marzo, che destinano 130 milioni di euro alle emergenze dello spettacolo e del cinema.

Questo stanziamento fornisce una prima risposta alle esigenze di tante piccole realtà che operano nei settori del teatro, della musica, della danza, del circo prive del sostegno statale e pertanto sottoposte a maggiori incertezze in questo momento di emergenza.

Le risorse verranno ripartite in parti uguali per ciascun beneficiario e verranno devolute ai soggetti che presenteranno domanda nel rispetto di quattro requisiti: prevedere nello statuto o nell’atto costitutivo lo svolgimento di attività di spettacolo dal vivo; avere sede legale in Italia; non aver ricevuto nel 2019 contributi dal FUS; aver svolto tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 un minimo di 15 rappresentazioni e aver versato contributi previdenziali per almeno 45 giornate lavorative, ovvero,  in alternativa aver  ospitato, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020, un minimo di 10 rappresentazioni essendo  in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Le domande potranno essere presentate utilizzando unicamente i modelli predisposti e resi disponibili sulla piattaforma on-line dalla Direzione Generale Spettacolo.

LE DOMANDE DOVRANNO PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE LE ORE 16 DEL 25 MAGGIO 2020

Piano Infanzia: de Pascale “Apriamo le attività il 28 maggio giornata del diritto al gioco. Servono linee guida”

“La riapertura di spazi di socialità per i bambini e i ragazzi non è solo un modo per dare sollievo alle famiglie, che sono tornate al lavoro. E’ una vera necessità per la salute dei bambini, come ci stanno sollecitando da giorni i pediatri. Il 28 Maggio è la giornata internazionale del Diritto al gioco: lavoriamo per essere pronti a restituire ai bambini i loro spazi di gioco e socialità per quella data”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo alla seconda riunione della Cabina di regia sul Piano infanzia e adolescenza insieme alle Ministre Azzolina e Bonetti.

“Pur con tutte le difficoltà tecniche,di ordine sanitario e di risorse da mettere in campo, che sicuramente ci sono, dobbiamo considerare questa attività come una priorità. Per quanto riguarda gli spazi – ha sottolineato de Pascale – non dobbiamo pensare solo a spazi aperti, ma anche musei, edifici scolastici delle scuole di secondo grado, palestre e spazi all’aperto afferenti agli edifici stessi per potere iniziare a far riprendere la socialità per i bambini e i ragazzi. Occorre elaborare specifici protocolli di sicurezza che abbiano valenza nazionale e contengano indicazioni regole chiare e valide su tutto il territorio, ma che possano poi essere declinati a livello regionale con il coordinamento degli enti locali.  Dobbiamo discipliare alcune azioni in maniera chiara, dai flussi di ingresso in entrata ed in uscita; dal rapporto numerico tra educatori e bambini alle selezione e formazione del personale; dall’uso dei dispositivi di protezione individuale di cui dovranno dotarsi bambini ed educatori, alle modalità di sanificazione degli spazi e dei giochi, all’utilizzo di test sierologici e tamponi periodici. Certo, servono risorse specifiche, ma non dobbiamo lasciarci travolgere dai problemi: il tema è troppo importante, merita che il Paese lo consideri tra le priorità della fase2”.

Appello ANCI e UPI a Governo: “Assegnare a Città metropolitane, Province e Comuni i fondi bloccati: al via piano di investimenti locali”

Spostare subito i miliardi di risorse non spese per gli investimenti a livello centrale, oggi fermi nei meandri delle diverse amministrazioni statali, a favore di Città metropolitane, Province e Comuni, per far partire subito un grande piano di investimenti locali.

È l’appello che lanciano il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il presidente di UPI Michele de Pascale Sindaco e Presidente di Ravenna, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Già prima dell’emergenza sanitaria – sottolineano Decaro e de Pascale –  nella cabina di regia Strategia Italia eravamo stati informati dei forti ritardi di spesa registrati dai ministeri e dalle grandi aziende di Stato: per contro, i fondi di Città metropolitane, Province e Comuni, laddove assegnati, sono stati spesi, tanto che nel 2019 il 30 per cento degli investimenti totali derivano proprio da queste istituzioni. Il Paese nella fase 2 ha bisogno di una forte scossa per riavviare l’economia. Città metropolitane, Province e Comuni, con il rifinanziamento del fondo Fraccaro, con risorse nuove e procedure semplificate, in particolare per la progettazione e l’appalto, sono pronte ad aprire migliaia di cantieri in tutta Italia per mettere in sicurezza il patrimonio che gestiscono con priorità su ponti, viadotti, scuole e dissesto idrogeologico. E’ da queste opere, che servono ai cittadini e aiutano le imprese che possiamo far ripartire subito l’Italia”.

Scuola: incontro positivo Cabina di regia MIUR

Un incontro positivo e costruttivo, nel quale si è iniziato a tracciare un percorso condiviso per essere pronti ad accogliere in sicurezza studenti e lavoratori alla riapertura delle scuole a settembre.

Questo il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale, e della Vicepresidente Silvia Chiassai Martini, che sono intervenuti oggi in videoconferenza alla Cabina di Regia de Ministero dell’Istruzione sull’ edilizia scolastica.

Due i temi prioritari su cui l’UPI ha richiesto l’attenzione del Ministro Azzolina e della Viceministro Ascani: lo sblocco delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, 855 milioni in 5 anni, con procedure accelerate, così da potere aprire subito i cantieri e al definizione di un protocollo chiaro, condiviso con il Comitato di Esperti del MIUR, che detti le indicazioni per la riapertura in sicurezza delle 7.400 scuole secondarie superiori.

“Azzolina ed Ascani– dichiarano de Pascale e Chiassai Martini – ci hanno assicurato che già dalla prossima riunione avremo la presenza di Patrizio Bianchi, il Presidente del Comitato degli esperti. Questo permetterà quel raccordo saldo tra tecnici e politica che ci consentirà di trovare soluzioni condivise ed immediatamente operative”.

Quanto alle risorse, i rappresentanti UPI hanno ribadito che le Province sono pronte con oltre 1.000 progetti da mettere in campo da subito per l’edilizia scolastica: non appena arriveranno le risorse si potranno avviare le gare, dando anche respiro alle imprese locali.

Province, UPI “Grazie a Report: finalmente chiarezza”

“Ieri Report ha mostrato con chiarezza cosa succede al Paese se si tagliano le risorse per curare il territorio. E anche che le istituzioni vicine ai cittadini, come le Province, non sono uno spreco ma un ente necessario per  programmare e progettare gli investimenti e coordinare lo sviluppo locale. È questo il ruolo che la Costituzione assegna alle Province, che in questo momento di crisi diventa essenziale per la ripresa”.

È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sull’inchiesta che la trasmissione Report ha dedicato alle Province, accendendo un faro sulle pesanti conseguenze subite dai cittadini a causa della riforma imposta nel 2015 che ne ha limitato le competenze e dei tagli lineari che hanno inciso sui servizi.

“Dobbiamo ringraziare la redazione di Report – aggiunge de Pascale – per avere raccontato, dati alla mano, le  conseguenze dei tagli alle Province e per avere fatto conoscere il caos che regna nelle Regioni a Statuto Speciale. Ora tocca a Governo e Parlamento fare un passo in avanti: noi siamo pronti, crediamo che le Province possano essere una risorsa importante come ente di cura e controllo del territorio,  che programma e progetta gli investimenti e semplifica la burocrazia.

Lo abbiamo già dimostrato, ogni volta che abbiamo avuto accesso alle risorse necessarie, solo a titolo di esempio: il Ponte di Colorno che unisce le Province di Cremona e Parma è stato costruito in 6 mesi grazie ai fondi del MIT per i ponti del PO; la Provincia di Matera ha un nuovo ponte, il Ponte San Laura sul fiume Sinni costruito grazie ai fondi della Regione Basilicata;la Provincia di Prato quest’anno ha potuto ricostruire un ponte mediceo, trasformandolo in ponte ciclopedonale, grazie al cofinanziamento di tutti gli attori istituzionali, mentre la Provincia di Ravenna ha potuto completare e riaprire alla circolazione diversi ponti, tra cui il San Silvestro Felisio; i finanziamenti regionali hanno permesso alla Provincia di Salerno di realizzare un nuovo liceo di 40 aule per mille ragazzi; mentre le Provincia di Brindisi ha potuto finanziare la costruzione di un nuovo Istituto alberghiero progettata interamente dal personale interno, come ha fatto la Provincia di Frosinone con il nuovo polo alberghiero appena aperto.

Abbiamo pronti altri 2 mila progetti tra strade e scuole: non è più sufficiente ammettere, come ormai è palese, di avere commesso un errore sulle Province. Ora serve fare un passo in avanti e restituire stabilità al sistema locale perché tutte le istituzioni possano, come devono, contribuire a garantire il benessere e i diritti dei cittadino”.

 

Nel link che segue, la ricerca di Openpolis su cui si basa l’inchiesta di Report

Province_Terra_di_nessuno

https://www.openpolis.it/esercizi/un-ente-che-continua-a-esistere-nellindifferenza-generale/

 

Scuola: incontro positivo Cabina di regia MIUR

Un incontro positivo e costruttivo, nel quale si è iniziato a tracciare un percorso condiviso per essere pronti ad accogliere in sicurezza studenti e lavoratori alla riapertura delle scuole a settembre.

Questo il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale, e della Vicepresidente Silvia Chiassai Martini, che sono intervenuti oggi in videoconferenza alla Cabina di Regia de Ministero dell’Istruzione sull’ edilizia scolastica.

Due i temi prioritari su cui l’UPI ha richiesto l’attenzione del Ministro Azzolina e della Viceministro Ascani: lo sblocco delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, 855 milioni in 5 anni, con procedure accelerate, così da potere aprire subito i cantieri e al definizione di un protocollo chiaro, condiviso con il Comitato di Esperti del MIUR, che detti le indicazioni per la riapertura in sicurezza delle 7.400 scuole secondarie superiori.

“Azzolina ed Ascani– dichiarano de Pascale e Chiassai Martini – ci hanno assicurato che già dalla prossima riunione avremo la presenza di Patrizio Bianchi, il Presidente del Comitato degli esperti. Questo permetterà quel raccordo saldo tra tecnici e politica che ci consentirà di trovare soluzioni condivise ed immediatamente operative”.

Quanto alle risorse, i rappresentanti UPI hanno ribadito che le Province sono pronte con oltre 1.000 progetti da mettere in campo da subito per l’edilizia scolastica: non appena arriveranno le risorse si potranno avviare le gare, dando anche respiro alle imprese locali.

L’UPI alla Cabina di regia Terzo settore “Estendere al volontariato misure di sostegno delle imprese e contributi a fondo perduto”

Sostegni economici, agevolazioni fiscali, strumenti per affrontare l’emergenza sanitaria. Sono queste le principali richieste che sono arrivate all’Unione Province d’Italia dalle Associazioni del Terzo settore che hanno risposto all’appello lanciato nei giorni scorsi dal Presidente Michele de Pascale.

“In vista dell’insediamento della Cabina di regia per il terzo settore – spiega de Pascale – abbiamo chiesto alle Associazioni del terzo settore di farci avere proposte e richieste puntuali rispetto alle maggiori urgenze del volontariato a seguito dell’epidemia di COVID 19. Abbiamo piena consapevolezza dell’impegno delle Associazioni del volontariato, che stanno affrontando questa emergenza sanitaria senza risparmiarsi, come sempre e sappiamo bene che la crisi sta colpendo anche loro, al pari di famiglie e imprese. All’appello hanno risposto da tutta Italia, principalmente le piccole e medie associazioni di volontariato che hanno da sempre un rapporto privilegiato con la Provincia.  Vogliamo ringraziare tutte queste Associazioni, per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo e per avere risposto al nostro appello con tanto entusiasmo”.

Non a caso, molto pressante è la richiesta di istituire in tutte le Province una Cabina di regia permanente sul volontariato e una struttura di servizio per le Associazioni del terzo settore, che offra assistenza e informazioni, anche rispetto alle opportunità offerte da bandi regionali od europei e promuova formazione. Ovviamente l’altra richiesta in particolare per le Associazioni di tipo culturale è di trovare una soluzione per la riapertura delle attività, non appena possibile e per questo si chiede una calendarizzazione almeno di massima per la graduale ripresa delle attività. Particolare attenzione è rivolta al tema della ripresa della scuola per le persone con disabilità, tanto da chiedere l’inclusione di un rappresentante del mondo della disabilità al Tavolo Scuola promosso dalla Ministra Azzolina, per dare un contributo concreto per l’inserimento dei soggetti con disabilità nella fase 2. C’è per tutti il nodo di fondo: le Associazioni non possono più contare sulle risorse necessarie per le attività. La chiusura di tutte le attività e  il lockdown imposto per fermare l’epidemia, ha sospeso  la realizzazione delle occasioni di incontro con i cittadini dai quali discendono entrate economiche di notevole importanza, che vengono generalmente utilizzati per l’acquisto delle attrezzature e degli strumenti. È indispensabile che le misure che il governo ha disposto per la liquidità delle imprese siano estese agli enti del Terzo settore, anche privi di personalità giuridica, anche privi di partita IVA. Serve supporto anche con contributi a fondo perduto per chi opera al sostegno delle categorie più deboli, anziani e disabili prima di tutto”.

QUI LA NOTA CONSEGNATA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO nota UPI cabina di regia terzo settore

Coronavirus, piano infanzia e adolescenza de Pascale “Servono soluzioni già dal 4 maggio per sostegno alle famiglie’

“L’incontro di oggi segna un passo in avanti molto importante: finalmente il tema della condizione dei bambini e degli adolescenti in questa emergenza sanitaria è entrato a pieno titolo al centro del dibattito nazionale. Le Province sono pronte a mettere a disposizione spazi all’aperto per potere iniziare a far riprendere la socialità per i bambini e i ragazzi: possiamo scegliere una data simbolica, come il 28 maggio che è la Giornata mondiale del diritto al gioco, per organizzare un primo momento di socializzazione”

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine della riunione sul piano infanzia e adolescenza con i Ministri Bonetti, Azzolina, Spadafora e Catalfo.

“Oggi abbiamo deciso di partire dal Documento della Società italiana di pediatria, che ha richiamato la politica a sviluppare linee di indirizzo che si basino su prove scientifiche e raccomandazioni internazionali e che attribuiscano il giusto valore ai bambini, agli educatori e insegnanti e alle famiglie, per definire un protocollo unitario tra tutte le istituzioni che affronti il tema anche ragionando per tappe. Servono misure per l’immediato, quando dal 4 maggio si tornerà nei posti di lavoro, e poi progetti innovativi per la gestione delle attività nei mesi estivi. Oggi dal Ministero della Sanità ci è stato detto che è possibile, anche se ovviamente complesso, ma soprattutto che è assolutamente necessario per la salute dei bambini e degli adolescenti provare a trovare soluzioni”. “Abbiamo due esigenze, entrambe centrali: dobbiamo restituire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di socializzare e dobbiamo evitare in tutti i modi che al rientro al lavoro il problema di come curarsi dei figli ricada tutta sulle spalle delle famiglie, e delle donne in particolare. Per le  donne sarebbe un tornare indietro di anni che non possiamo permettere. Partiamo con un protocollo che detti le regole e che si muova sotto la stretta verifica del Comitato tecnico scientifico, e troviamo soluzioni utili e praticabili. I costi saranno molto alti, ma di certo come istituzioni, insieme non possiamo tirarci indietro”

Scuola: l’UPI chiede incontro urgente al Ministro Azzolina

“Condividiamo la decisione di svolgere gli esami di maturità in presenza, ma servono immediatamente le indicazioni necessarie per riorganizzare le scuole in modo che abbiano tutti i dispositivi di sicurezza necessari. Su infanzia e adolescenza impensabile però rinviare tutto a settembre”.

A lanciare l’allarme è il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che, condividendo le preoccupazioni espresse dal Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, ha scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e alla Viceministra Anna Ascani, prima del 4 di maggio.

“La scuola continua ad essere la grande assente del dibattito – sottolinea de Pascale – e nonostante i ripetuti appelli sollevati da UPI, da ultimo ieri nella riunione della Cabina di regia Fase 2, il tema della riorganizzazione della scuola per l’immediato continui a non essere considerata questione da affrontare. Non si può pensare di non parlare di scuola, demandando il tutto alle indicazioni sulla riapertura a settembre che verranno dal Comitato dei tecnici del MIUR: anche la scuola deve stare a pieno titolo nel cronoprogramma del Governo sulla fase 2. Anche ieri alla Cabina di regia del Governo su questi temi, come sulla proposta delle Province sulla verifica dell’opportunità di riapertura di edifici scolastici per assicurare alle famiglie in grandi difficoltà, almeno i servizi estivi, non abbiamo avuto risposte. Chiediamo al Ministro Azzolina e al Viceministro Ascani di convocare entro il 4 di maggio un incontro con Regioni, Province e Comuni in cui affrontare le questioni di stretta attualità inerenti la gestione dei servizi scolastici, dalla materna alle superiori, nell’immediato. Gli studenti, le famiglie e tutto il mondo della scuola hanno bisogno di risposte subito”

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