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Fondi sanificazioni e straordinari Polizia locale: via libera dalla Conferenza Stato città

Via libera dalla Conferenza Stato Città alla ripartizione del fondo per la sanificazione degli edifici pubblici di Comuni, Province e Città metropolitane e di quello per l’assegnazione degli straordinari alla Polizia Locale, previsti dal cosiddetto Decreto Cura Italia .

Nei prossimi giorni il Ministero dell’Interno renderà note le tabelle con le risorse assegnate per Comune, Provincia e Città metropolitana, secondo una ripartizione che tiene conto sia del totale della popolazione residente, sia del totale dei casi di COVID 19 registrati.

“Per quanto riguarda il fondo per gli straordinari della Polizia locale – ha aggiunto il Presidente di UPI Michele de Pascale intervenendo alla videoconferenza con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – occorre considerare la necessità di rifinanziarlo nel prossimo decreto, perchè con la disponibilità attuale non è possibile coprire il fabbisogno reale, considerato il massiccio impiego della Polizia provinciale e metropolitana nelle azioni di controllo e contrasto sulle restrizioni previste contro l’epidemia di COVID 19. Proprio per questo – ha aggiunto de Pascale – ho chiesto di aprire un focus apposito su tutte le questioni che riguardano la Polizia provinciale, dalla valorizzazione del ruolo di questo Corpo alla possibilità di rafforzarne la presenza su tutto il territorio con nuove assunzioni, nelle prossima riunione della Conferenza Stato città. Richiesta che è stata accolta dal Ministro Lamorgese”.

Ponte Aulla, UPI “Le Province siano parte attiva della ricostruzione”

“La ricostruzione del Ponte di Aulla, una struttura strategica per il territorio, deve vedere il pieno coinvolgimento delle Province, che dispongono di tutte le strutture, del personale tencico e dei mezzi necessari per partire da subito. Il Presidente della Provincia di Massa Carrara, Gianni Lorenzetti, ha offerto piena disponibilità sia al Ministro delle Intrastrutture Paola de Micheli, cui va il nostro ringraziamento per avere risposto immeditamente e con efficacia, che alla Regione Toscana, per affiancare il commissario in questa operazione che deve essere il più possibile rapida. Ci auguriamo che questa disponibilità a collaborare sia colta con favore”.

Questo il commento del Presidente di UPI Michele de Pascale, e del Presidente di UPI Toscana Luca Menesini, alla richiesta della Provincia di Massa Carrara di essere coinvolta nella ricostruzione del Ponte di Aulla, crollato nei giorni scorsi.

“Nonostante le difficoltà, anche organizzative, di dovere gestire una situazione di emergenza di questa portata nel mezzo dell’epidemia – ha voluto sottolineare il Presidente della Provincia di Massa Carrara, Gianni Lorenzetti –  non possiamo che evidenziare come la risposta  della Ministra Paola De Micheli sia stata immediata ed efficace. I cittadini hanno bisogno di sapere che tutte le istituzioni sono impegnate con una azione unitaria per risolvere quanto prima l’emergenza e avviare da subito l’opera di ricostruzione di una infrastruttura strategica sia per l’economia che per il tessuto sociale”.

“La Provincia di Massa Carrara – aggiunge il Presidente Lorenzetti – è a piena disposizione del commissario alla ricostruzione, disponendo tra l’altro delle competenze tecniche necessarie, in termini di personale e di mezzi. Siamo certi di potete dare alla Regione tutto il sostegno  necessario, evitando tutti i ritardi e anche la dispersione di risorse che deriverebbe dal dovere istituire una struttura nuova, che sarebbe chiamata a svolgere gli stessi compiti dei nostri uffici tecnici”.

Le Province si occupano di oltre 30 mila tra ponti, viadotti e gallerie e hanno dimostrato, anche con i monitoraggi effettuati in questi ultimi due anni, di disporre di personale tecnico specialistico preparato. In situazioni come questa, la risposta unitaria di tutto il sistema isituzionale, nazionale e territoriale, è di certo la più efficace.

Crollo Ponte ANAS: de Pascale “Ancora un disastro per mancanza di manutenzione”

Il ponte crollato questa mattina nel Comune di Aulla, in Provincia di Massa Carrara, era stato preso in gestione dall’ANAS dal 2018 e si innesta su una strada statale, la ss 62, non su una strada provinciale.

“Un crollo che solo per un caso fortuito, l’assenza di traffico data dalla chiusura per l’emergenza Coronavirus, non si è trasformato in una tragedia. Però deve essere chiaro, ancora una volta che quando le Province dicono a gran voce, e dati alla mano, che il Paese ha bisogno urgente di manutenzione non è per fare allarmismo ma perché la presenza sul territorio ci consente di avere un quadro chiaro delle necessità”. Lo dichiara il Presidente di UPI Michele de Pascale, commentando il crollo del ponte avvenuto questa mattina in Provincia di Massa Carrara.

“C’è poi un’altra nota che va sottolineata – aggiunge de Pascale –  questo ponte nel 2018 è stato inglobato nella rete viaria in gestione ad ANAS, azienda che ogni anno, dobbiamo ricordarlo, riceve dallo Stato finanziamenti dieci volte superiori a quelli delle Province per manutenzione ed investimenti. Parliamo di cifre di circa 22 mila euro a chilometro per le strade statali Anas e di non più di 2 mila euro a chilometro per le Province. Il Governo con le ultime misure finanziarie ha iniziato a invertire al rotta, dando fiducia alle Province e con la Ministra Paola de Micheli abbiamo avviato una stagione di grande collaborazione tra Ministero e Enti locali: tra l’altro la procedura di assegnazione delle risorse direttamente alle Province ci permette di aprire i cantieri velocemente. Ora  è il momento, con la fase 2 alle porte per il Paese, di proseguire su questa strada. Si dia  il via ad un grande piano di investimenti sui 130 mila chilometri di strade provinciali e sulle oltre 7.400 scuole superiori: le Province, nonostante l’emergenza stanno continuando a progettare. Possiamo aprire subito più di mille cantieri in tutta Italia per fare, finalmente, quell’opera di messa in sicurezza del patrimonio pubblico che manca al Paese e contribuire a far ripartire l’economia”.

NEL LINK PUBBLICHIAMO I DUE DOSSIER PRODOTTI DA UPI CON I PROGETTI PRONTI PER INVESTIMENTI IN OPERE PUBBLICHE SIA RISPETTO ALLE INFRASTRUTTURE VIARIE (STRADE, PONTI, GALLERIE) SIA PER LE 7.400 SCUOLE SUPERIORI ITALIANE

dossier-strade-gennaio-2020

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UPI E ANCI ABBANDONANO LAVORI CONFERENZA UNIFICATA

“Le Province sono in prima fila per far fronte, con tutti i mezzi a disposizione, all’emergenza che sta attraversando il Paese, pienamente consapevoli che serve una risposta unitaria di tutto il sistema isituzionale. Ma non possiamo che rilevare la scarsa considerazione che il Governo sta riservando alle criticità che le Province, insieme ai Comuni stanno affrontando: con le entrate in picchiata e le spese straordinarie che stiamo sostenendo, i bilanci rischiano di saltare. Se saltano i bilanci, si interrompono i servizi, e non possiamo permettercelo”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, dopo avere lasciato che insieme all’ANCI i lavori della conferenza unificata, convocata oggi in videoconferenza, in attesa degli sviluppi del tavolo tecnico-politico.

“In nessuno dei decreti fin qui varati sono previste misure a favore degli Enti locali , nonostante le continue rassicurazioni che a parole ci arrivano dal Governo. Avevamo chiesto un fondo di almeno 5 miliardi per gli enti locali, perché i nostri bilanci rischiano di saltare. Non solo: crediamo che il nostro ruolo nella cosiddetta fase di ripresa debba essere primario, perché siamo in grado di promuovere subito investimenti, ma i segnali che stiamo cogliendo dal Governo non vanno in questa direzione. Nel lasciare a malincuore la conferenza, abbiamo come sempre apprezzato le parole del Ministro Boccia, ma al suo positivo lavoro di coordinamento e mediazione, serve seguano i fatti da parte del resto del Governo. Attendiamo, come sempre pienamente disponibili a riprendere il confronto, risposte chiare ed immediate”

Mutui Province Comuni: sottoscritto accordo ABI ANCI UPI

ABI, ANCI e UPI hanno sottoscritto un Accordo per la sospensione per un anno della quota capitale dei mutui dei Comuni e delle Province. I Comuni e le Province potranno chiedere alle banche, che aderiranno all’Accordo, la sospensione per un anno della quota capitale delle rate dei finanziamenti che scadono nel corso del 2020. In questo modo i Comuni e le Province potranno disporre di liquidità aggiuntiva per sostenere le maggiori spese conseguenti agli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19.

 

L’Associazione Bancaria Italiana, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e l’Unione Province d’Italia hanno, infatti, sottoscritto nella giornata odierna l’Accordo che prevede, tra l’altro,

– la possibile sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui in essere in scadenza nel 2020, per un periodo di sospensione di 12 mesi,

– che non siano modificate le condizioni economiche previste contrattualmente (il tasso di interesse al quale viene realizzata l’operazione di sospensione è quello originariamente previsto nel contratto e le banche aderenti non applicheranno alcuna commissione all’operazione di sospensione),

– che gli interessi maturati nel periodo di sospensione siano corrisposti alla banca alle scadenze contrattualmente previste,

– che al termine del periodo di sospensione, la banca estenda la durata del piano di ammortamento originario di 12 (dodici) mesi.

L’Accordo si applica ai Comuni, alle Province e agli altri enti locali che intendono aderire: città metropolitane, comunità montane, unioni di comuni e consorzi fra enti locali.

Nell’Accordo è previsto che le banche possano applicare misure di maggior favore per gli enti locali rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso.

Il testo integrale dell’accordo siglato accordo_mutui enti locali ABI ANCI UPI

 

Mutui Province Comuni: sottoscritto accordo ABI ANCI UPI

ABI, ANCI e UPI hanno sottoscritto un Accordo per la sospensione per un anno della quota capitale dei mutui dei Comuni e delle Province. I Comuni e le Province potranno chiedere alle banche, che aderiranno all’Accordo, la sospensione per un anno della quota capitale delle rate dei finanziamenti che scadono nel corso del 2020. In questo modo i Comuni e le Province potranno disporre di liquidità aggiuntiva per sostenere le maggiori spese conseguenti agli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19.

 

L’Associazione Bancaria Italiana, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e l’Unione Province d’Italia hanno, infatti, sottoscritto nella giornata odierna l’Accordo che prevede, tra l’altro,

– la possibile sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui in essere in scadenza nel 2020, per un periodo di sospensione di 12 mesi,

– che non siano modificate le condizioni economiche previste contrattualmente (il tasso di interesse al quale viene realizzata l’operazione di sospensione è quello originariamente previsto nel contratto e le banche aderenti non applicheranno alcuna commissione all’operazione di sospensione),

– che gli interessi maturati nel periodo di sospensione siano corrisposti alla banca alle scadenze contrattualmente previste,

– che al termine del periodo di sospensione, la banca estenda la durata del piano di ammortamento originario di 12 (dodici) mesi.

L’Accordo si applica ai Comuni, alle Province e agli altri enti locali che intendono aderire: città metropolitane, comunità montane, unioni di comuni e consorzi fra enti locali.

Nell’Accordo è previsto che le banche possano applicare misure di maggior favore per gli enti locali rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso.

Il testo integrale dell’accordo siglato accordo_mutui enti locali ABI ANCI UPI

 

#Coronavirus, Restiamo a casa: l’appello di Provincia, Comune, Prefettura e San Matteo di Pavia

Pubblichiamo l’appello promosso da Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, e condiviso dal Sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, Flavio Ferdani  ViceprefettoVicario Reggente, Raffaele Bruno Direttore Malattie Infettive Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

In queste settimane migliaia di medici e infermieri della nostra provincia sono impegnati ad assistere e curare migliaia di ammalati di Covid19.

In queste settimane migliaia di volontari sono impegnati in tutti i nostri comuni per portare aiuto e conforto alle persone fragili, sole o impossibilitate a muoversi.

In queste settimane migliaia di operatori e Forze dell’Ordine si stanno prodigando per garantire a tutti noi servizi essenziali senza i quali non potremmo andare avanti.

In queste settimane tutti ci siamo chiesti cosa possiamo fare noi per loro. Una cosa semplice ma fondamentale: restare a casa.

Se vogliamo dare un senso al lavoro che quelle migliaia di persone stanno facendo quotidianamente per noi restiamo a casa.

Se vogliamo impedire che il contagio si diffonda e ci faccia cadere in una notte buia e disperata restiamo a casa.

Se vogliamo sconfiggere il virus e tornare a riabbracciare le nostre vite restiamo a casa.

Se amiamo la vita e tutte le persone che la rendono bella restiamo a casa.

In questi giorni, oggi, adesso c’è bisogno del vostro aiuto per sconfiggere un nemico invisibile pronto a colpirci se abbassiamo la guardia. Il vostro aiuto oggi è il bene più prezioso.

Anche nelle prossime festività pasquali.

Restiamo a casa!

 

 

#Coronavirus:l’appello alla Regione Lombardia dei Presidenti delle Province di Brescia,Bergamo,Cremona e Mantova

Egregio Presidente Fontana,

I Presidenti della Lombardia Orientale, Province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, vista l’epidemia che sta duramente colpendo questa zona, chiedono:

– Di  avere disponibilità immediata dei dispositivi di protezione per gli operatori sanitari di ospedali e RSA;

– Che siano sottoposti a tampone tutti gli operatori sanitari, i cittadini sintomatici e, qualora risultino positivi, i loro familiari e contatti, come da direttive dell’Istituto Superiore di Sanità;

– Che  si autorizzi l’avvio della sperimentazione dei test sierologici, come avvenuto in Veneto e in Emilia Romagna;

– Che i medici di base e gli operatori dei territori in cui vengono istituite le USCA siano forniti in modo capillare di Dpi.

– Che per le Amministrazioni Provinciali sia possibile acquistare i test in vitro veloci che i medici di base potranno utilizzare per le persone in isolamento fiduciario,  in modo da poter fare attività di prevenzione, come già avvenuto in altre Province, prima che ci sia speculazione sul costo degli stessi.

In attesa di un riscontro,
Porgiamo i nostri saluti,

Il Presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi
Il Presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli
Il Presidente della Provincia di Cremona Paolo Mirko Signoroni
Il Presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli.

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: prima boccata d’ossigeno per gli enti locali

La decisione di Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui con Comuni e Province, in un momento drammatico come quello in corso, è un’importante, fondamentale boccata d’ossigeno per gli enti locali che, in questa emergenza, soffrono e soffriranno una notevole riduzione degli introiti, ritrovandosi con le casse ancora più magre. Ma l’operazione di Cdp deve poter essere anche un traino per ulteriori misure, che saranno messe in campo dal Governo anche successivamente alla fase emergenziale, affinché gli enti locali possano continuare a garantire servizi ai cittadini, riaprire cantieri, incentivare investimenti: in una parola, essere il motore base della ripresa economica dell’intero paese”.

Così il presidente dell’Upi Lazio, Antonio Pompeo, commenta la decisione assunta da Cassa Depositi e Prestiti, su richiesta di Upi e Anci e sostenuta dal Governo, di rinegoziare i mutui di tutti gli enti territoriali. Operazione che, concretamente, si traduce nel far pagare la sola quota di interessi per le prossime due scadenze, quelle del 30 giugno e del 31 dicembre.

In questo modo, Comuni, Province e Città metropolitane avranno a disposizione 1,1 miliardi di euro: a tanto ammonta, infatti, la riduzione della quota capitale.

Grazie a questa manovra di Cdp – continua Pompeo – il debito strutturale degli enti locali sarà notevolmente alleggerito in un momento in cui l’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova la tenuta economica di Comuni e Province, che devono fare i conti con una notevole riduzione delle entrate senza potersi permettere, però, di venir meno nella fornitura di servizi ai cittadini. Questi, a loro volta e in modo altrettanto pesante, sono costretti ad affrontare il momento di drammatica crisi che pesa come un macigno sul bilancio familiare. Ecco, allora, che è importante la decisione di Cdp, come lo saranno, altrettanto, le misure e gli strumenti che il Governo certamente varerà a favore degli enti locali: Upi e Anci hanno già avanzato una serie di proposte che vanno esattamente in questa direzione. Quello che bisogna assolutamente scongiurare – conclude il presidente di Upi Lazio – è che Comuni e Province si avvicinino pericolosamente al default finanziario: loro costituiscono un anello importante nella filiera economica del nostro Paese, la base su cui costruire la ripartenza, lo sviluppo e la nuova fase di ricostruzione alla quale abbiamo tutti il dovere di lavorare insieme“.

FOTO REPERTORIO

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: prima boccata d’ossigeno per gli enti locali

La decisione di Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui con Comuni e Province, in un momento drammatico come quello in corso, è un’importante, fondamentale boccata d’ossigeno per gli enti locali che, in questa emergenza, soffrono e soffriranno una notevole riduzione degli introiti, ritrovandosi con le casse ancora più magre. Ma l’operazione di Cdp deve poter essere anche un traino per ulteriori misure, che saranno messe in campo dal Governo anche successivamente alla fase emergenziale, affinché gli enti locali possano continuare a garantire servizi ai cittadini, riaprire cantieri, incentivare investimenti: in una parola, essere il motore base della ripresa economica dell’intero paese”.

Così il presidente dell’Upi Lazio, Antonio Pompeo, commenta la decisione assunta da Cassa Depositi e Prestiti, su richiesta di Upi e Anci e sostenuta dal Governo, di rinegoziare i mutui di tutti gli enti territoriali. Operazione che, concretamente, si traduce nel far pagare la sola quota di interessi per le prossime due scadenze, quelle del 30 giugno e del 31 dicembre.

In questo modo, Comuni, Province e Città metropolitane avranno a disposizione 1,1 miliardi di euro: a tanto ammonta, infatti, la riduzione della quota capitale.

Grazie a questa manovra di Cdp – continua Pompeo – il debito strutturale degli enti locali sarà notevolmente alleggerito in un momento in cui l’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova la tenuta economica di Comuni e Province, che devono fare i conti con una notevole riduzione delle entrate senza potersi permettere, però, di venir meno nella fornitura di servizi ai cittadini. Questi, a loro volta e in modo altrettanto pesante, sono costretti ad affrontare il momento di drammatica crisi che pesa come un macigno sul bilancio familiare. Ecco, allora, che è importante la decisione di Cdp, come lo saranno, altrettanto, le misure e gli strumenti che il Governo certamente varerà a favore degli enti locali: Upi e Anci hanno già avanzato una serie di proposte che vanno esattamente in questa direzione. Quello che bisogna assolutamente scongiurare – conclude il presidente di Upi Lazio – è che Comuni e Province si avvicinino pericolosamente al default finanziario: loro costituiscono un anello importante nella filiera economica del nostro Paese, la base su cui costruire la ripartenza, lo sviluppo e la nuova fase di ricostruzione alla quale abbiamo tutti il dovere di lavorare insieme“.

FOTO REPERTORIO

Edilizia scolastica: causa emergenza sanitaria prorogate scadenze dal MIUR

Per dare risposte alle Province, la cui attività è limitata dalle misure di conteniento dell’epidemia di Coronavirus attuate dal Governo, su richiesta dell’UPI  il MIUR ha concesso la proroga di alcune scadenze nel settore dell’edilizia scolastica.

In particolare è stata spostata al 31 ottobre 2020  la scadenza per il Fondo Comma 140 Province e Città Metropolitane (DM 607/2017).

Prorogati anche i termini per l’aggiudicazione degli interventi MUTUI BEI 2018 (DM 87/2019):
  • 30 settembre 2020 per progetti esecutivi
  • 31 dicembre 2020 per studi fattibilità e progetti definitivi
  • 28 febbraio 2021 per nuove costruzioni.
 
I decreti di proroga, firmati dal Ministro, sono ora in registrazione alla Corte dei Conti.
In allegato, il riepilogo delle scadenze pubblicato sul sito del MIUR

 

Mutui enti locali, Decaro (Anci) e de Pascale (Upi): “Da Cdp iniziativa senza precedenti”

“Per andare incontro alle esigenze dei Comuni e delle Province, in questo momento sottoposti, come qualsiasi azienda del Paese, a una difficoltà finanziaria senza precedenti, Cassa depositi e prestiti, su richiesta di Anci e Upi, una richiesta sostenuta dal governo, ha assunto una decisione anch’essa senza precedenti: una rinegoziazione dei mutui di tutti gli enti territoriali che si tradurrà nel far pagare alle prossime due scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre solo la quota di interessi. Un’operazione che porterà a un doppio beneficio. Uno, immediato, di disponibilità finanziaria (senza vincoli di destinazione, in base alle norme vigenti): per il 2020, 1,1miliardi in più, a tanto, infatti, ammonta la riduzione della quota capitale dei Comuni, Province e Città metropolitane. L’altro di prospettiva: la riduzione delle rate future, per l’allungamento della durata di molti dei mutui esistenti.

Lo dichiarano i presidenti dell’associazione dei Comuni, Antonio Decaro e dell’Unione delle Province, Michele de Pascale. “Già con la manovra del 2020 si era preso atto, finalmente, dell’esigenza di un intervento strutturale di alleggerimento del debito degli enti locali – continuano Decaro e de Pascale -. L’emergenza sanitaria, pur avendo inevitabilmente messo in stand by l’attuazione di quella ristrutturazione del debito tanto invocata dai Comuni, ha reso quanto mai urgente l’individuazione delle forme più rapide possibile di alleggerimento degli oneri per gli enti locali. È in gioco l’equilibrio di bilancio di tutti i Comuni e le Province che, appunto proprio come qualsiasi azienda, sono costretti ad affrontare un imprevisto stop che comporta inevitabilmente una forte riduzione delle entrate, ma nello stesso tempo devono continuare a fornire servizi ai cittadini, servizi anche maggior in questo momento di difficoltà per le nostre comunità”.

L’operazione di Cassa depositi e prestiti rappresenta dunque un inedito. “Una iniziativa spontanea e senza costi per lo Stato – osservano Decaro e de Pascale – mai assunta prima in forma così ampia e generalizzata. E’ un contributo importante, al quale devono affiancarsi necessariamente altri strumenti. Ci aspettiamo adesso che il governo accolga le nostre proposte e ci dia nel più breve tempo possibile tutte le risorse indispensabili per sostituire le tasse che non possiamo chiedere ai cittadini. Altrimenti in breve tempo salta tutto. E se salta il bilancio dei Comuni e delle Province si fermano i servizi – dal trasporto pubblico alla pulizia delle strade alla raccolta dei rifiuti – che tengono in piedi le nostre comunità, anche in un momento così drammatico”.

FOTO DI ARCHIVIO Gennaio 2019

 

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