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Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Nominato il nuovo Coordinatore nazionale dei Segretari Provinciali

Rinnovata l’organizzazione del Coordinamento nazionale dei segretari provinciali, a seguito delle dimissioni del Coordinatore nazionale: sarà Paolo Caracciolo, segretario generale della Provincia dell’Aquila a prendere il testimone da Angelo Macchia, segretario generale della Provincia di Vicenza, cui va il ringraziamento del Direttore Generale dell’UPI Piero Antonelli per l’impegno profuso come Coordinatore nazionale in questi anni difficili.

Complimenti e auguri di buon lavoro a Paolo Caracciolo per la disponibilità ad assumere l’impegno come nuovo Coordinatore nazionale.

Questa dunque  la nuova organizzazione del Coordinamento nazionale dei segretari provinciali:

Coordinatore nazionale: Paolo Caracciolo (L’Aquila)

Vicecoordinatore: Giulia Colangelo (Savona)

 

Comitato direttivo:

Stefano Bellotta (Isernia)

Francesco Loricchio (Viterbo)

Antonella Mollia (Vercelli)

Marina Savini (Arezzo)

Giacomo Scalzulli (Foggia)

 

Il nuovo Coordinatore nazionale provvederà ad individuare i nuovi referenti regionali in modo che il Coordinamento nazionale dei segretari provinciali si riunisca con cadenza mensile e, sulla base del lavoro svolto, si arrivi a convocare un’assemblea nazionale di tutti i segretari provinciali entro l’estate del 2020.

 

Politiche giovanili: le Province tornano a progettare

Oltre 50 Progetti presentanti per un fabbisogno di tre milioni di euro, a fronte di un fondo a disposizione di poco più di un milione, con iniziative su ambiente, territorio e sviluppo sostenibile, promozione degli sport sul territorio, contrasto alla dispersione scolastica e maggiore occupabilità.

Questi i dati che il rappresentante UPI Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca, ha presentato oggi al tavolo della Conferenza Unificata a proposito del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, sul cui riparto la Conferenza è stata chiamata ad esprime intesa.

“Grazie all’impegno del Ministro per le Politiche giovanile Vincenzo Spadafora – ha sottolineato Menesini – le Province hanno potuto lanciare una nuova edizione dell’iniziativa Azione ProvincEgiovani, un segnale molto importante, che conferma il ritorno alla piena operatività degli enti.

Attraverso questi progetti sarà possibile sviluppare un partenariato diffuso coinvolgendo migliaia di ragazzi e ragazze: dai Comuni del territorio, agli Istituti Scolastici, dalle associazioni giovanili alle onlus ed organizzazioni non governative, dalle imprese sociali cooperative al mondo del no profit, agli sportelli Informagiovani ed Eurodesk.

Un modo per animare le comunità e per accendere iniziative soprattutto nei territori lontani dalle grandi aree urbane dove troppo spesso i ragazzi non trovano occasioni stimolanti di crescita e di condivisione”.

 

 

 

 

Le Province nel Comitato per l’organizzazione della Conferenza Stato Regioni e Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

Definire nuove relazioni con la rete degli italiani all’estero definendo a loro favore servizi e azioni integrate e unitarie di tutte le istituzioni locali, regioni Province e Comuni. Questa una delle proposte sostenute dal rappresentante dell’UPI , Piero Marrese, Presidente della Provincia di Matera, nella prima riunione del Comitato Ristretto per l’organizzazione della “Conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni, le Province autonome ed il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che si è tenuta oggi presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

 

“Si tratta – dichiara Marrese al termine dell’incontro – di trovare soluzioni ad alcune delle questioni che incidono direttamente sulla vita dei nostri connazionali all’estero, dalla mobilità alla promozione della lingua e della cultura, e di garantire servizi e sportelli a tutela dei cittadini nei quali sia possibile per chi ci si rivolge ritrovare una rete unitaria di soggetti, dalle istituzioni locali e nazionali alle associazioni. Ma soprattutto, attraverso una azione congiunta di tutte le istituzioni nazionali e locali, si tratta di trovare risposte ai tanti ragazzi e ragazze che ogni anno lasciano l’Italia, cercando di creare per loro maggiori opportunità”.

 

 

Scuola: le Province all’Osservatorio sull’edilizia

Le risorse a disposizione ancora insufficienti, la tempistica irragionevole e una programmazione che procede per bandi estremamente settoriali, che non sempre corrispondono alle reali necessità delle scuole superiori. Sono queste le maggiori criticità sollevate dalla Vicepresidente dell’UPI, Silvia Chiassai Martini, intervenendo ai lavori dell’Osservatorio e della Cabina di regia per l’edilizia scolastica, organismi presieduti dalla Ministra per l’istruzione Lucia Azzolina e dalla Viceministra responsabile per l’edilizia scolastica Anna Ascani.

“Criticità che permangono, anche se alcuni segnali positivi sul fronte degli investimenti negli ultimi provvedimenti del Governo sembrano indicare che il nostro allarme sulla necessità di accendere un faro sulle scuole secondarie superiori inizia ad essere compreso. A partire dalla scelta di assegnare direttamente agli enti locali alcuni fondi per interventi importanti, evitando così che si perda inutile tempo in passaggi burocratici.

Si tratta in particolare delle risorse destinate alle verifiche sui solai e controsoffitti cui poi dovranno seguire i necessari interventi e di quelle per la messa a norma degli edifici scolastici rispetto all’antincendio: primi importanti passi in avanti, ma questo impegno per le scuole superiori deve proseguire con determinazione.

L’UPI – ha poi aggiunto la Presidente Chiassai Martini – sta completando un monitoraggio del fabbisogno di investimenti per la messa in sicurezza e la modernizzazione degli oltre 7.400  edifici scolastici in gestione, un piano di opere che a breve consegneremo al Governo e su cui chiederemo risposte concrete”-

 

 

Scuola: le Province all’Osservatorio sull’edilizia

Le risorse a disposizione ancora insufficienti, la tempistica irragionevole e una programmazione che procede per bandi estremamente settoriali, che non sempre corrispondono alle reali necessità delle scuole superiori. Sono queste le maggiori criticità sollevate dalla Vicepresidente dell’UPI, Silvia Chiassai Martini, intervenendo ai lavori dell’Osservatorio e della Cabina di regia per l’edilizia scolastica, organismi presieduti dalla Ministra per l’istruzione Lucia Azzolina e dalla Viceministra responsabile per l’edilizia scolastica Anna Ascani.

“Criticità che permangono, anche se alcuni segnali positivi sul fronte degli investimenti negli ultimi provvedimenti del Governo sembrano indicare che il nostro allarme sulla necessità di accendere un faro sulle scuole secondarie superiori inizia ad essere compreso. A partire dalla scelta di assegnare direttamente agli enti locali alcuni fondi per interventi importanti, evitando così che si perda inutile tempo in passaggi burocratici.

Si tratta in particolare delle risorse destinate alle verifiche sui solai e controsoffitti cui poi dovranno seguire i necessari interventi e di quelle per la messa a norma degli edifici scolastici rispetto all’antincendio: primi importanti passi in avanti, ma questo impegno per le scuole superiori deve proseguire con determinazione.

L’UPI – ha poi aggiunto la Presidente Chiassai Martini – sta completando un monitoraggio del fabbisogno di investimenti per la messa in sicurezza e la modernizzazione degli oltre 7.400  edifici scolastici in gestione, un piano di opere che a breve consegneremo al Governo e su cui chiederemo risposte concrete”-

 

 

Il drone della Provincia di Novara per i controlli sul territorio

E’ stato ribattezzato “Maverick” il drone della Provincia di Novara che questa mattina ha
ufficialmente spiccato il suo primo volo di ricognizione nelle campagne di Barengo, nei pressi del
castello di Proh.
Oltre ai tecnici del Settore della Polizia provinciale erano presenti il presidente Federico Binatti e i
consiglieri delegati alla Polizia provinciale Andrea Bricco, alla Caccia e Pesca Maurizio Nieli e alla
Viabilità Marzia Vicenzi, <<i tre settori – spiegano gli amministratori – che godranno
principalmente del lavoro di “Maverick”, dal momento che il suo utilizzo è finalizzato alle attività
di prevenzione e al controllo di varie criticità del nostro territorio delle quali si occupano gli agenti
della Polizia provinciale e i volontari delle Guardie ecologiche venatorie e ittiche. In breve tempo
avremo dunque preziose informazioni rispetto a problematiche che vanno dalle discariche abusive,
al monitoraggio delle attività di escavazione, alla presenza e ai danni arrecati dai cinghiali, allo stato
dei ponti e degli alvei di fiumi e torrenti, alle situazioni emergenziali che spesso devono affrontare
anche i volontari del Coordinamento provinciale della Protezione civile. Insomma, il drone è uno
strumento che riteniamo un prezioso alleato a supporto delle azioni di tutela dell’ambiente e anche
della sicurezza dei cittadini>>.
“Maverick” è un’apparecchiatura di ultima generazione: si tratta di un “Phantom 4 Advanced”, tra i
modelli più performanti in commercio, con un’autonomia di volo di circa mezz’ora, in grado di
raggiungere la velocità massima di 57,6 chilometri orari, con un raggio d’azione di 3,5 chilometri e
dotato di fotocamera da dodici megapixel in grado di realizzare filmati e scattare fino a cinquanta
fotogrammi al secondo.
<<Le immagini – spiegano i tecnici – sono ad altissima definizione. Vero che questo genere di
apparecchiature possono arrivare fino a cinquemila metri di altezza, ma è anche vero che i piani di
volo devono sempre rispondere alle disposizioni zonali dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, al
quale la Provincia si è rivolta per il rilascio dell’autorizzazione del drone e per formare il proprio
personale all’uso di questo strumento>>.
Il presidente Binatti rimarca il fatto che la nostra Provincia sia stata <<tra le prime a livello
nazionale a dotarsi di questa apparecchiature: siamo orgogliosi del fatto che il nostro esempio sia
stato seguito anche da altre realtà. L’uso della moderna tecnologia rappresenta sicuramente un plus
del quale si dovrebbe approfittare, perché questi mezzi contribuiscono a migliorare, in maniera
concreta e sicura, il servizio e la presenza sul territorio>>

L’investimento dell’Ente è stato di circa 1.500 euro per l’acquisto della strumentazione, <<cifra –
precisa il consigliere Bricco – alla quale si devono aggiungere le spese per la formazione di tre unità
del personale della Provincia, per circa 5.000 euro complessivi. Si tratta di un investimento che
abbiamo ritenuto necessario e prioritario rispetto alle problematiche che spesso ci vengono
segnalate dai cittadini dei nostri Comuni. La dotazione del drone da parte della Polizia provinciale e
dei Settori Caccia e Pesca e Viabilità virtualmente rappresenta non uno, ma diversi “uomini” in più,
“uomini” che possono muoversi in modo più rapido sul territorio, arrivando anche dove è
difficoltoso arrivare, e soprattutto – conclude il consigliere – restituendo immagini reali e
inconfutabili riferite alle varie situazioni>>.

Il drone della Provincia di Novara per i controlli sul territorio

E’ stato ribattezzato “Maverick” il drone della Provincia di Novara che questa mattina ha
ufficialmente spiccato il suo primo volo di ricognizione nelle campagne di Barengo, nei pressi del
castello di Proh.
Oltre ai tecnici del Settore della Polizia provinciale erano presenti il presidente Federico Binatti e i
consiglieri delegati alla Polizia provinciale Andrea Bricco, alla Caccia e Pesca Maurizio Nieli e alla
Viabilità Marzia Vicenzi, <<i tre settori – spiegano gli amministratori – che godranno
principalmente del lavoro di “Maverick”, dal momento che il suo utilizzo è finalizzato alle attività
di prevenzione e al controllo di varie criticità del nostro territorio delle quali si occupano gli agenti
della Polizia provinciale e i volontari delle Guardie ecologiche venatorie e ittiche. In breve tempo
avremo dunque preziose informazioni rispetto a problematiche che vanno dalle discariche abusive,
al monitoraggio delle attività di escavazione, alla presenza e ai danni arrecati dai cinghiali, allo stato
dei ponti e degli alvei di fiumi e torrenti, alle situazioni emergenziali che spesso devono affrontare
anche i volontari del Coordinamento provinciale della Protezione civile. Insomma, il drone è uno
strumento che riteniamo un prezioso alleato a supporto delle azioni di tutela dell’ambiente e anche
della sicurezza dei cittadini>>.
“Maverick” è un’apparecchiatura di ultima generazione: si tratta di un “Phantom 4 Advanced”, tra i
modelli più performanti in commercio, con un’autonomia di volo di circa mezz’ora, in grado di
raggiungere la velocità massima di 57,6 chilometri orari, con un raggio d’azione di 3,5 chilometri e
dotato di fotocamera da dodici megapixel in grado di realizzare filmati e scattare fino a cinquanta
fotogrammi al secondo.
<<Le immagini – spiegano i tecnici – sono ad altissima definizione. Vero che questo genere di
apparecchiature possono arrivare fino a cinquemila metri di altezza, ma è anche vero che i piani di
volo devono sempre rispondere alle disposizioni zonali dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, al
quale la Provincia si è rivolta per il rilascio dell’autorizzazione del drone e per formare il proprio
personale all’uso di questo strumento>>.
Il presidente Binatti rimarca il fatto che la nostra Provincia sia stata <<tra le prime a livello
nazionale a dotarsi di questa apparecchiature: siamo orgogliosi del fatto che il nostro esempio sia
stato seguito anche da altre realtà. L’uso della moderna tecnologia rappresenta sicuramente un plus
del quale si dovrebbe approfittare, perché questi mezzi contribuiscono a migliorare, in maniera
concreta e sicura, il servizio e la presenza sul territorio>>

L’investimento dell’Ente è stato di circa 1.500 euro per l’acquisto della strumentazione, <<cifra –
precisa il consigliere Bricco – alla quale si devono aggiungere le spese per la formazione di tre unità
del personale della Provincia, per circa 5.000 euro complessivi. Si tratta di un investimento che
abbiamo ritenuto necessario e prioritario rispetto alle problematiche che spesso ci vengono
segnalate dai cittadini dei nostri Comuni. La dotazione del drone da parte della Polizia provinciale e
dei Settori Caccia e Pesca e Viabilità virtualmente rappresenta non uno, ma diversi “uomini” in più,
“uomini” che possono muoversi in modo più rapido sul territorio, arrivando anche dove è
difficoltoso arrivare, e soprattutto – conclude il consigliere – restituendo immagini reali e
inconfutabili riferite alle varie situazioni>>.

La Provincia di Frosinone inaugura una nuova scuola

Una scuola bella, accogliente, luminosa, spaziosa ma, soprattutto, sicura. La nuova sede dell’Istituto Agrario ‘Luigi Angeloni’ in via Armando Fabi è finalmente una realtà e presto, grazie al finanziamento recentemente accordato dal Miur, sarà adeguata anche la restante parte della struttura, che ospiterà gli studenti attualmente rimasti nell’edificio viale Roma.

Si è svolta questa mattina la cerimonia del taglio del nastro all’edificio di via Armando Fabi che ospita 150 ragazzi dell’Istituto ‘Angeloni’, alla presenza del presidente della Provincia, Antonio Pompeo; della consigliera provinciale delegata alla Pubblica Istruzione, Alessandra Sardellitti; del dottor Antonio Monteforte dell’Ufficio Scolastico Provinciale e della dirigente scolastica Alessandra Nardoni, oltre a tecnici e funzionari dell’Amministrazione provinciale, ai docenti e ai ragazzi. Assente, per impegni istituzionali, il consigliere provinciale delegato all’Edilizia Scolastica, Massimiliano Quadrini.

Momenti di grande emozione, soprattutto da parte degli studenti, che hanno voluto leggere alcuni pensieri attraverso i quali ringraziare le istituzioni per aver donato loro “la scuola che hanno sempre desiderato”.

Il presidente Pompeo, in apertura di discorso, ha sottolineato come lungo, difficile e complesso sia stato l’iter affrontato per arrivare a meta: “Oggi siamo estremamente soddisfatti di inaugurare questa scuola, che racchiude un po’ il simbolo della nostra missione: dotare il territorio di scuole belle, confortevoli e sicure. Sono  felice di annunciarvi anche che, proprio in questi giorni, è arrivata agli uffici della Provincia la comunicazione che il Ministero dell’Istruzione ci ha concesso il finanziamento per gli interventi di completamento e messa in sicurezza dal rischio sismico, relativi alla restante parte del complesso”.

L’importo, pari a 2.495.000 euro, rientra negli interventi inseriti nella Programmazione regionale del triennio 2018/2020 e relativi all’annualità 2019: insieme all’Angeloni, infatti, è arrivato l’ok anche per la richiesta di fondi destinati alla messa in sicurezza del Liceo ‘Vincenzo Gioberti’ di Sora, per quasi 4 milioni e mezzo di euro.

In questo modo, le restanti classi dell’Istituto ‘Angeloni’, che attualmente sono rimaste nella struttura di viale Roma, potranno essere trasferite nel plesso di via Fabi, concludendo, di fatto, la tanto attesa – e sperata – ricollocazione.

Attraverso il completamento della seconda struttura – ha detto il presidente – potremo dare vita a un vero e proprio ‘Polo Agrario’, che certamente potrà garantire una formazione specializzata per l’inserimento dei nostri giovani nel mondo del lavoro. Voglio ringraziare anche la Rete degli Studenti Medi per il continuo e costruttivo dialogo con l’Amministrazione provinciale, gli studenti dell’Agrario, i tecnici, i funzionari e gli uffici della Provincia, i consiglieri delegati Alessandra Sardellitti, Massimiliano Quadrini e Germano Caperna che hanno lavorato con costanza e impegno affinché si potesse raggiungere questo importante risultato”.

A sottolineare l’attenzione continua che l’Ente di piazza Gramsci dedica agli istituti tecnici e professionali è stata la stessa consigliera Sardellitti: “Sappiamo bene che, a differenza degli indirizzi classici e scientifici, questi istituti sono un po’ in sofferenza in termini di iscrizioni e scelte, soprattutto da parte dei genitori dei ragazzi: noi, come Amministrazione provinciale, siamo invece consapevoli che proprio attraverso questo tipo di formazione i ragazzi hanno molte possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Aver scelto di allocare in un istituto professionale di Pontecorvo il nuovo Its Meccatronico è la dimostrazione del nostro costante impegno in questo senso”.

Al termine della cerimonia, il presidente Pompeo ha visitato le aule della struttura e trascorso un momento conviviale con docenti, studenti e personale Ata, che hanno offerto un assaggio dei prodotti realizzati dalla scuola nell’Azienda Agraria adiacente l’istituto.

La Provincia di Frosinone inaugura una nuova scuola

Una scuola bella, accogliente, luminosa, spaziosa ma, soprattutto, sicura. La nuova sede dell’Istituto Agrario ‘Luigi Angeloni’ in via Armando Fabi è finalmente una realtà e presto, grazie al finanziamento recentemente accordato dal Miur, sarà adeguata anche la restante parte della struttura, che ospiterà gli studenti attualmente rimasti nell’edificio viale Roma.

Si è svolta questa mattina la cerimonia del taglio del nastro all’edificio di via Armando Fabi che ospita 150 ragazzi dell’Istituto ‘Angeloni’, alla presenza del presidente della Provincia, Antonio Pompeo; della consigliera provinciale delegata alla Pubblica Istruzione, Alessandra Sardellitti; del dottor Antonio Monteforte dell’Ufficio Scolastico Provinciale e della dirigente scolastica Alessandra Nardoni, oltre a tecnici e funzionari dell’Amministrazione provinciale, ai docenti e ai ragazzi. Assente, per impegni istituzionali, il consigliere provinciale delegato all’Edilizia Scolastica, Massimiliano Quadrini.

Momenti di grande emozione, soprattutto da parte degli studenti, che hanno voluto leggere alcuni pensieri attraverso i quali ringraziare le istituzioni per aver donato loro “la scuola che hanno sempre desiderato”.

Il presidente Pompeo, in apertura di discorso, ha sottolineato come lungo, difficile e complesso sia stato l’iter affrontato per arrivare a meta: “Oggi siamo estremamente soddisfatti di inaugurare questa scuola, che racchiude un po’ il simbolo della nostra missione: dotare il territorio di scuole belle, confortevoli e sicure. Sono  felice di annunciarvi anche che, proprio in questi giorni, è arrivata agli uffici della Provincia la comunicazione che il Ministero dell’Istruzione ci ha concesso il finanziamento per gli interventi di completamento e messa in sicurezza dal rischio sismico, relativi alla restante parte del complesso”.

L’importo, pari a 2.495.000 euro, rientra negli interventi inseriti nella Programmazione regionale del triennio 2018/2020 e relativi all’annualità 2019: insieme all’Angeloni, infatti, è arrivato l’ok anche per la richiesta di fondi destinati alla messa in sicurezza del Liceo ‘Vincenzo Gioberti’ di Sora, per quasi 4 milioni e mezzo di euro.

In questo modo, le restanti classi dell’Istituto ‘Angeloni’, che attualmente sono rimaste nella struttura di viale Roma, potranno essere trasferite nel plesso di via Fabi, concludendo, di fatto, la tanto attesa – e sperata – ricollocazione.

Attraverso il completamento della seconda struttura – ha detto il presidente – potremo dare vita a un vero e proprio ‘Polo Agrario’, che certamente potrà garantire una formazione specializzata per l’inserimento dei nostri giovani nel mondo del lavoro. Voglio ringraziare anche la Rete degli Studenti Medi per il continuo e costruttivo dialogo con l’Amministrazione provinciale, gli studenti dell’Agrario, i tecnici, i funzionari e gli uffici della Provincia, i consiglieri delegati Alessandra Sardellitti, Massimiliano Quadrini e Germano Caperna che hanno lavorato con costanza e impegno affinché si potesse raggiungere questo importante risultato”.

A sottolineare l’attenzione continua che l’Ente di piazza Gramsci dedica agli istituti tecnici e professionali è stata la stessa consigliera Sardellitti: “Sappiamo bene che, a differenza degli indirizzi classici e scientifici, questi istituti sono un po’ in sofferenza in termini di iscrizioni e scelte, soprattutto da parte dei genitori dei ragazzi: noi, come Amministrazione provinciale, siamo invece consapevoli che proprio attraverso questo tipo di formazione i ragazzi hanno molte possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Aver scelto di allocare in un istituto professionale di Pontecorvo il nuovo Its Meccatronico è la dimostrazione del nostro costante impegno in questo senso”.

Al termine della cerimonia, il presidente Pompeo ha visitato le aule della struttura e trascorso un momento conviviale con docenti, studenti e personale Ata, che hanno offerto un assaggio dei prodotti realizzati dalla scuola nell’Azienda Agraria adiacente l’istituto.

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