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Pubblicazione Short List per la selezione di esperti nelle attività di valutazione.

A seguito di apposita valutazione svoltasi in data 20 dicembre u.s. da parte della Commissione istituita dall’UPI per la valutazione delle candidature presentate a valere sull’”Avviso per la selezione pubblica mediante procedura comparativa per titoli e esperienze professionali di esperti a supporto dell’Unione delle Province d’Italia nelle attività di valutazione dell’iniziativa Azione ProvinceGiovani 2019”, pubblichiamo la relativa short list:

Short List

Le domande pervenute sono state 15 in totale, delle quali una arrivata oltre il termine ultimo previsto dall’avviso.

AZIONEPROVINCEGIOVANI: TANTI I PROGETTI PRESENTATI

Lo scorso 18 dicembre è scaduto il termine per la presentazione delle candidature a valere sull’Avviso pubblico a presentare progetti destinati a promuovere interventi nell’ambito delle Politiche Giovanili – Iniziativa Azione Province Giovani 2019.

Nonostante la tempistica a disposizione fosse molto ridotta, la risposta di tutto il sistema delle Province è stata ottima:  sono pervenute infatti 50 candidature per un importo complessivo di oltre due milioni di euro. Segno della buona capacità progettuale degli enti e della particolare attenzione che le tematiche del bando rivestono per le Province.

 

Relativamente alle proposte pervenute, la Commissione di valutatori, selezionati tramite apposito Avviso Pubblico, si insedierà subito dopo la pausa natalizia per valutare immediatamente la ammissibilità delle candidature e richiedere eventuali chiarimenti ed integrazioni, così da approvare rapidamente la graduatoria per consentire l’avvio delle attività nei tempi previsti dal Bando.

 

Tutti gli aggiornamenti relativi alla Iniziativa Azione Province Giovani 2019 sono disponibili sul sito nostro sito nella apposita sezione dedicata: https://provinceditalia.it/category/azione-province-giovani/.

Via libera dalla Conferenza unificata a decreto per la messa in sicurezza dei Ponti del bacino del PO

“Con il via libera di oggi al decreto di riparto dei 250 milioni di fondi stanziati nella manovra 2019 per la messa in sicurezza dei ponti del bacino del Po finalmente si potrà dare avvio ad opere strategiche. Non possiamo però non sottolineare che con questi fondi sarà possibile finanziare solo 76 dei 255 progetti totali presentanti da Province, Città metropolitane e Anas, che si riferiscono a strutture su cui la necessità di intervento è valutata prioritaria e per la cui realizzazione occorre trovare risorse aggiuntive”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, al via libera all’intesa tra Stato, Regioni ed Enti locali attestato oggi dalla Conferenza Unificata al decreto del Ministero dei Trasporti che ripartisce le risorse assegnate con la legge di bilancio 2019 per la messa in sicurezza o ricostruzione dei ponti del solo bacino del Po.

“In via prioritaria – aggiunge de Pascale – chiediamo al Governo il finanziamento dei 161 progetti rimanenti di Province e Città metropolitane per un fabbisogno totale di oltre 180 milioni 771 per il quadriennio 2020-2023, escludendo l’ANAS dalla partecipazione alla ripartizione dei fondi, considerate le cifre cospicue di cui dispone grazie al contratto di programma. Ma soprattutto ribadiamo che è urgente strutturare un programma di finanziamento su bacini diversi da quelli del Po. Secondo le nostre stime, verificate grazie al monitoraggio delle opere, il fabbisogno per il quadriennio 2020/2023 ammonta a circa 800 milioni di euro”.

Nel dettaglio, dei 255 progetti totali ritenuti ammissibili, il decreto finanzia 76 Progetti, per un fabbisogno totale di 250 milioni. Di questi, 106 milioni 558 mila sono assegnati alle Province per 49 Progetti 54 milioni 619 mila sono assegnati a 2 città metropolitane per 11 progetti, 26 milioni all’ANAS per 16 progetti.

Restano da finanziare 179 progetti per un fabbisogno totale di 216 milioni. Di questi: 126 sono progetti di Province per un fabbisogno di 129 milioni 985. 117 di questi interventi sono riferiti a PONTI indicati con livello di degrado strutturale ALTO 35 sono progetti di Città metropolitane per un fabbisogno di 50 milioni 786, 18 sono progetti ANAS per un fabbisogno 36 milioni 870.

 

L’UPI al Presidente Conte “Personale Province, Governo trovi soluzione in Milleproroghe”

Quanto avvenuto ieri in Senato con lo stralcio dalla Legge di Bilancio 2020 dell’emendamento che avrebbe finalmente cancellato tutti i vincoli che impediscono alle Province, anche se virtuose, di assumere personale, è ingiustificabile e rischia di avere gravi ripercussioni sui servizi ai cittadini. Per questo il Governo deve assumersi l’impegno di trovare una soluzione, garantendo la riproposizione della norma nel Milleproroghe che sarà adottato da qui alla fine dell’anno.

E’ l’appello rivolto dal Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele de Pascale, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Ieri la Presidenza del Senato ha commesso un errore – aggiunge de Pascale – del tutto incomprensibile: ha infatti stralciato la norma sul personale delle Province, mantenendone di identiche per altri enti locali.

Eppure, che a tre anni dalla conferma delle Province nella Costituzione ci sia la necessità di superare, finalmente, i limiti imposti dalle leggi dal 2015 è ormai unanimemente riconosciuto, tanto che l’emendamento stralciato era stato presentato e sottoscritto da tutta la maggioranza, aveva ricevuto il parere positivo del Governo e il via libera dalla Ragioneria Generale dello Stato. Si tratta di permettere alle Province, svuotate dopo l’esodo forzato del 2015, di ricostruire la piena efficienza delle strutture, soprattutto rispetto a figure professionali strategiche, impegnate a garantire i servizi essenziali che attengono direttamente alla stessa sicurezza dei cittadini: i tecnici che si occupano della progettazione, programmazione e verifica della sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali e delle oltre 7.400 scuole superiori italiane.

Non chiediamo un trattamento favorevole nei confronti delle Province – conclude de Pascale rivolgendo l’appello al Presidente Conte – ma di assicurare che una istituzione della Repubblica cui sono affidati servizi essenziali per i cittadini si trovi nelle condizioni di garantire il pieno esercizio delle proprie funzioni”.

 

Il ruolo fondamentale delle Province e la valorizzazione degli amministratori

La Provincia come elemento di identità del Paese. Il ruolo incancellabile che gli enti di prossimità svolgono sui territori come anello di congiunzione tra gli amministratori e il Governo. L’importante lavoro normativo per restituire loro dignità, funzionale e amministrativa, in un momento storico di grande cambiamento. E poi il delicato e difficile compito dei sindaci, di coloro che ogni giorno sono chiamati a rispondere al territorio, ai cittadini, a gestire emergenze e bisogni che danno la misura di come un amministratore sia in grado di risolvere i problemi e fornire soluzioni.

È stata una lezione di altissimo profilo istituzionale quella del sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni, onorevole Achille Variati, ospite insieme al direttore generale dell’Unione Province d’Italia, Piero Antonelli, del convegno ‘La Provincia di Frosinone 1926-2019. Storia e prospettive future’, a conclusione delle celebrazioni in onore del 93° anniversario della Provincia di Frosinone.

Un momento importante di riflessione sul ruolo di questi enti e sulla necessità di riscrivere, così come sottolineato dallo stesso Antonelli, la legge 56 del 2014.

Al tavolo dei relatori anche il Prefetto di Frosinone, dottor Ignazio Portelli, mentre la platea è stata gremita di autorità civili e militari e da tantissimi sindaci della provincia di Frosinone. A loro è stata dedicata la parte finale della mattinata, con la consegna di una copia numerata e personalizzata per ciascun amministratore dello schizzo prospettico del palazzo provinciale, a firma dell’architetto Giovanni Iacobucci.

Particolare soddisfazione per la partecipazione e per il fondamentale contributo degli interventi, è stata espressa dal presidente della Provincia, Antonio Pompeo, che ha rimarcato la necessità di ‘riabilitare’ gli enti di prossimità nel solo interesse dei singoli territori, sottolineandone l’innegabile funzione di congiunzione tra realtà locali e Stato centrale ma anche il bisogno di vedersi riconosciute funzioni e risorse da investire sui comuni.

Voglio esprimere un sentito e sincero ringraziamento al sottosegretario e amico, Achille Variati, che prima di tutto da sindaco e presidente di Provincia, qual è stato, ha parlato a noi amministratori, dimostrando di comprendere fino in fondo le difficoltà di un ruolo tanto delicato quanto complesso da gestire. Lo ringrazio perché ha puntato dritto al cuore del problema senza nascondere le tante, troppe emergenze che, quotidianamente, si incontrano quando si deve gestire un territorio, grande o piccolo che sia. Una su tutte: la volontà di dare risposte nella contingenza di risorse, funzioni e limiti imposti da una legge che deve essere superata. Ringrazio il direttore generale dell’Upi, Piero Antonelli, per l’analisi puntuale sullo stato delle Province e tutti i colleghi sindaci per il lavoro, l’impegno e lo sforzo nella gestione quotidiana delle loro amministrazioni. Sono certo – ha concluso Pompeo – che quello di oggi sia stato un momento foriero di spunti di riflessione sul futuro degli enti locali: sta a tutti noi, adesso, lavorare ancora più duramente affinché si traducano in azioni concrete per la salvaguardia di tutti i livelli istituzionali”.

 

Qualche scatto dell’evento

  

 

L’UPI al Presidente Conte “Personale Province, Governo trovi soluzione in Milleproroghe”

Quanto avvenuto ieri in Senato con lo stralcio dalla Legge di Bilancio 2020 dell’emendamento che avrebbe finalmente cancellato tutti i vincoli che impediscono alle Province, anche se virtuose, di assumere personale, è ingiustificabile e rischia di avere gravi ripercussioni sui servizi ai cittadini. Per questo il Governo deve assumersi l’impegno di trovare una soluzione, garantendo la riproposizione della norma nel Milleproroghe che sarà adottato da qui alla fine dell’anno.

E’ l’appello rivolto dal Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele de Pascale, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Ieri la Presidenza del Senato ha commesso un errore – aggiunge de Pascale – del tutto incomprensibile: ha infatti stralciato la norma sul personale delle Province, mantenendone di identiche per altri enti locali.

Eppure, che a tre anni dalla conferma delle Province nella Costituzione ci sia la necessità di superare, finalmente, i limiti imposti dalle leggi dal 2015 è ormai unanimemente riconosciuto, tanto che l’emendamento stralciato era stato presentato e sottoscritto da tutta la maggioranza, aveva ricevuto il parere positivo del Governo e il via libera dalla Ragioneria Generale dello Stato. Si tratta di permettere alle Province, svuotate dopo l’esodo forzato del 2015, di ricostruire la piena efficienza delle strutture, soprattutto rispetto a figure professionali strategiche, impegnate a garantire i servizi essenziali che attengono direttamente alla stessa sicurezza dei cittadini: i tecnici che si occupano della progettazione, programmazione e verifica della sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali e delle oltre 7.400 scuole superiori italiane.

Non chiediamo un trattamento favorevole nei confronti delle Province – conclude de Pascale rivolgendo l’appello al Presidente Conte – ma di assicurare che una istituzione della Repubblica cui sono affidati servizi essenziali per i cittadini si trovi nelle condizioni di garantire il pieno esercizio delle proprie funzioni”.

 

Il ruolo fondamentale delle Province e la valorizzazione degli amministratori

La Provincia come elemento di identità del Paese. Il ruolo incancellabile che gli enti di prossimità svolgono sui territori come anello di congiunzione tra gli amministratori e il Governo. L’importante lavoro normativo per restituire loro dignità, funzionale e amministrativa, in un momento storico di grande cambiamento. E poi il delicato e difficile compito dei sindaci, di coloro che ogni giorno sono chiamati a rispondere al territorio, ai cittadini, a gestire emergenze e bisogni che danno la misura di come un amministratore sia in grado di risolvere i problemi e fornire soluzioni.

È stata una lezione di altissimo profilo istituzionale quella del sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni, onorevole Achille Variati, ospite insieme al direttore generale dell’Unione Province d’Italia, Piero Antonelli, del convegno ‘La Provincia di Frosinone 1926-2019. Storia e prospettive future’, a conclusione delle celebrazioni in onore del 93° anniversario della Provincia di Frosinone.

Un momento importante di riflessione sul ruolo di questi enti e sulla necessità di riscrivere, così come sottolineato dallo stesso Antonelli, la legge 56 del 2014.

Al tavolo dei relatori anche il Prefetto di Frosinone, dottor Ignazio Portelli, mentre la platea è stata gremita di autorità civili e militari e da tantissimi sindaci della provincia di Frosinone. A loro è stata dedicata la parte finale della mattinata, con la consegna di una copia numerata e personalizzata per ciascun amministratore dello schizzo prospettico del palazzo provinciale, a firma dell’architetto Giovanni Iacobucci.

Particolare soddisfazione per la partecipazione e per il fondamentale contributo degli interventi, è stata espressa dal presidente della Provincia, Antonio Pompeo, che ha rimarcato la necessità di ‘riabilitare’ gli enti di prossimità nel solo interesse dei singoli territori, sottolineandone l’innegabile funzione di congiunzione tra realtà locali e Stato centrale ma anche il bisogno di vedersi riconosciute funzioni e risorse da investire sui comuni.

Voglio esprimere un sentito e sincero ringraziamento al sottosegretario e amico, Achille Variati, che prima di tutto da sindaco e presidente di Provincia, qual è stato, ha parlato a noi amministratori, dimostrando di comprendere fino in fondo le difficoltà di un ruolo tanto delicato quanto complesso da gestire. Lo ringrazio perché ha puntato dritto al cuore del problema senza nascondere le tante, troppe emergenze che, quotidianamente, si incontrano quando si deve gestire un territorio, grande o piccolo che sia. Una su tutte: la volontà di dare risposte nella contingenza di risorse, funzioni e limiti imposti da una legge che deve essere superata. Ringrazio il direttore generale dell’Upi, Piero Antonelli, per l’analisi puntuale sullo stato delle Province e tutti i colleghi sindaci per il lavoro, l’impegno e lo sforzo nella gestione quotidiana delle loro amministrazioni. Sono certo – ha concluso Pompeo – che quello di oggi sia stato un momento foriero di spunti di riflessione sul futuro degli enti locali: sta a tutti noi, adesso, lavorare ancora più duramente affinché si traducano in azioni concrete per la salvaguardia di tutti i livelli istituzionali”.

 

Qualche scatto dell’evento

  

 

Strategia Italia, UPI “Destinare le risorse non spese dalle grandi aziende di Stato a grande opera di modernizzazione della rete viaria”

Oltre 1.600 progetti per un fabbisogno di più di 2,3 miliardi, non solo per mettere in sicurezza i 130 mila chilometri di strade provinciali e gli oltre 30 mila tra ponti, viadotti e gallerie che vi insistono, ma anche per avviare un’opera di modernizzazione dell’intera rete viaria provinciale.

Questa la proposta avanzata dal responsabile UPI per le Infrastrutture, Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, alla riunione della Cabina di regia Strategia Italia a Palazzo Chigi, che ha fatto il punto sullo stato degli investimenti statali finanziati con il fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.

“Un quadro – sottolinea il Presidente Poma – che evidenzia ritardi sul piano nazionale, che rischiano di vanificare gli sforzi del Governo per reperire risorse destinate agli investimenti. L’unico fondo che è risultato essere stato completamente speso, e nei tempi, è quello assegnato a Province e Città metropolitane per la messa in sicurezza delle strade in gestione. Per questo avanziamo al Governo e al Parlamento una richiesta chiara, che può trovare spazio anche nella manovra in esame: le risorse che le grandi aziende di Stato non riescono ad utilizzare in investimenti per le grandi opere siano destinate a finanziare il Piano il cui fabbisogno è stato rilevato ed accertato dagli Uffici tecnici delle Province.

Questo permetterebbe l’apertura di oltre 1.600 cantieri in tutto il Paese, a vantaggio non solo delle comunità e dei cittadini, che troverebbero una risposta alle loro richieste di sicurezza ed efficienza, ma anche delle economie locali. Una richiesta che abbiamo avanzato ufficialmente ieri alla Cabina di Regia al Governo e su cui siamo pronti da subito al confronto”.

Nel link che segue, il documento consegnato alla Riunione della Cabina di Regia, con la tabella di sintesi del quadro dei Progetti rilevati dalle Province.

Nota UPI Cabina di regia Strategia Italia 2 dicembre 2019

 

 

Dalla Conferenza Stato Città slittamento bilanci al 31 marzo 2020

La Conferenza Stato Città di oggi, 11 dicembre ha stabilito lo slittamento del termine di approvazione dei bilanci di previsione degli Enti locali  al 31 marzo 2020.

Il Ministro Boccia incontra i Presidenti delle Province Montane

Le Province montane come le aree interne devono essere  tutelate e la loro valorizzazione deve essere considerata una priorità. Questo il tema al centro dell’incontro tra il Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, Francesco Boccia, i Presidenti delle tre Province montane: Arturo Lincio, Presidente di Verbano Cusio Ossola, Elio Moretti, Presidente di Sondrio e Roberto Padrin, Presidente di Belluno; e i consiglieri del ministro Boccia per la montagna, l’on.Enrico Borghi e il presidente del Fondo comuni confinanti, on. Roger de Menech.

Il rischio spopolamento, l’emergenza causata dal dissesto idrogeologico, le difficoltà ad assicurare la rete stradale montana, alle prese con nevicate e gelo, che spesso è l’unica ad evitare l’isolamento delle comunità: sono queste le problematiche che i Presidenti hanno segnalato al Ministro, e per la cui soluzione occorre che il riconoscimento della specificità montana si traduca in risorse e norme.

“La riforma delle Province– hanno sottolineato i Presidenti – ha identificato le tre Province montane e ne ha sottolineato la necessità che queste fossero valorizzate dalle Regioni nel processo di riordino delle funzioni, così da rilevarne le specificità socioeconomiche e tutelarne le peculiarità. Purtroppo, ad oggi questa indicazione è rimasta del tutto disattesa, e le forti criticità finanziarie ed istituzionali che hanno riguardato tutte le Province hanno avuto in questi territori ripercussioni ancora più gravi. Serve una tutela sia dal punto di vista istituzionale, a partire dalla puntualizzazione funzioni, sia economica, con canali specifici di finanziamento”.

Un percorso complesso quanto essenziale per dare risposte alle comunità,  che sarà affrontato a fine  gennaio negli Stati Generali della Montagna che il Ministro Boccia ha voluto annunciare ai Presidenti, una  sede, ha specificato il Ministro, da cui dovranno emergere proposte concrete da tradurre in atti in Parlamento

Il Ministro Boccia incontra i Presidenti delle Province Montane

Le Province montane come le aree interne devono essere  tutelate e la loro valorizzazione deve essere considerata una priorità. Questo il tema al centro dell’incontro tra il Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, Francesco Boccia, i Presidenti delle tre Province montane: Arturo Lincio, Presidente di Verbano Cusio Ossola, Elio Moretti, Presidente di Sondrio e Roberto Padrin, Presidente di Belluno; e i consiglieri del ministro Boccia per la montagna, l’on.Enrico Borghi e il presidente del Fondo comuni confinanti, on. Roger de Menech.

Il rischio spopolamento, l’emergenza causata dal dissesto idrogeologico, le difficoltà ad assicurare la rete stradale montana, alle prese con nevicate e gelo, che spesso è l’unica ad evitare l’isolamento delle comunità: sono queste le problematiche che i Presidenti hanno segnalato al Ministro, e per la cui soluzione occorre che il riconoscimento della specificità montana si traduca in risorse e norme.

“La riforma delle Province– hanno sottolineato i Presidenti – ha identificato le tre Province montane e ne ha sottolineato la necessità che queste fossero valorizzate dalle Regioni nel processo di riordino delle funzioni, così da rilevarne le specificità socioeconomiche e tutelarne le peculiarità. Purtroppo, ad oggi questa indicazione è rimasta del tutto disattesa, e le forti criticità finanziarie ed istituzionali che hanno riguardato tutte le Province hanno avuto in questi territori ripercussioni ancora più gravi. Serve una tutela sia dal punto di vista istituzionale, a partire dalla puntualizzazione funzioni, sia economica, con canali specifici di finanziamento”.

Un percorso complesso quanto essenziale per dare risposte alle comunità,  che sarà affrontato a fine  gennaio negli Stati Generali della Montagna che il Ministro Boccia ha voluto annunciare ai Presidenti, una  sede, ha specificato il Ministro, da cui dovranno emergere proposte concrete da tradurre in atti in Parlamento

Manovra: UPI chiede incontro urgente al Presidente Conte

Un incontro concreto e operativo, da tenersi prima del termine dei lavori in Senato sulla Legge di Bilancio, indispensabile per porre all’attenzione del Presidente del Consiglio alcune questioni prioritarie e che rischiano di non trovare soluzione. E’ la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sottoporre all’attenzione del Capo del Governo le criticità ancora irrisolte.

“Da quanto emerge rispetto ai lavori sulla Legge di Bilancio all’esame in Senato – sottolinea de Pascale – non si stanno risolvendo alcune questioni prioritarie rispetto alla capacità delle Province di assicurare a tutti i cittadini servizi essenziali che spettano loro di diritto.  In questi mesi – sottolinea il Presidente de Pascale – abbiamo molto apprezzato la linea adottata dal Presidente Conte e dal Governo di un confronto continuo con le istituzioni locali, sui temi centrali come lo sviluppo, il rilancio degli investimenti o le politiche di promozione della crescita sostenibile. Per questo siamo certi che non si farà mancare la disponibilità ad un incontro, concreto ed operativo come nei nostri costumi, su questioni che impattano direttamente sulla vita delle comunità.  Mi riferisco in particolare alla possibilità di superare l’ormai del tutto incomprensibile blocco alle assunzioni di personale delle Province, svuotate dall’esodo imposto nel 2015. Si tratta di ricostruire al meglio dell’efficienza strutture strategiche, quali quelle destinate alla progettazione e alle verifiche di sicurezza dei 130 mila chilometri di strade, dei 30 mila ponti e viadotti, delle 7.400 scuole superiori, all’assistenza ai Comuni. Così come alla necessità di completare definitivamente il percorso di annullamento dei tagli iniqui subiti dalle Province con la Legge di stabilità del 2015. Riteniamo poi essenziale – conclude il Presidente de  Pascale – aprire con il Presidente del Consiglio una franca discussione sull’indispensabile opera di revisione profonda delle norme che interessano le Province, per restituire a questo ente piena stabilità istituzionale, organizzativa ed economica, come indicato dalla Costituzione”.

 

 

 

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