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Provincia di Monza Brianza: nasce il primo Comitato provinciale per le pietre di inciampo

Dalla Colonia (Germania) alla Brianza nel segno della memoria: con la posa di 21 nuove pietre d’inciampo anche la Provincia di Monza Brianza  partecipa alla costruzione del più grande monumento diffuso d’Europa, nato su iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, per ricordare le vittime della Shoah e della deportazione.
Le pietre di inciampo, infatti, sono installazioni che hanno la forma di piccoli blocchi quadrati di pietra (10×10 cm.), ricoperti di ottone lucente, che vengono posti davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza (nel selciato del posto di lavoro o di arresto) un deportato nei campi di sterminio nazisti per ricordarne il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione e la data di morte. Queste installazioni diffuse in diverse città dell’Europa rappresentano metaforicamente delle tessere per costruire un grande mosaico della memoria.

Dal 16 gennaio al 1° febbraio in 17 Comuni MB sono programmate 17 cerimonie di posa per ricordare i cittadini della Brianza che non fecero più ritorno a casa.

La prima cerimonia si terrà a Monza giovedì 16 gennaio alle 11 in via Prina, dove c’era la dimora dei coniugi Alessandro Colombo e Ilda Zamorani, italiani ebrei, morti ad Auschwitz nelle camere a gas.

L’arrivo delle pietre di inciampo è il risultato del lavoro promosso dal Comitato nato lo scorso anno su iniziativa di Aned, Anpi, Associazione Senza Confini di Seveso.
Si tratta del primo Comitato a valenza provinciale che si è costituito in Italia con l’obiettivo di realizzare una rete della memoria coinvolgendo le istituzioni e le associazioni locali.

Ne è Presidente Milena Bracesco, figlia di un deportato, Vice Presidente Aned Monza- Sesto San Giovanni, Vice Presidente Fabio Lopez, Figlio di un salvato dalla Shoah, segretaria Roberta Miotto, vice Presidente di “Senza confini” e consigliere Loris Maconi, Presidente sezione Provinciale di Anpi.

La Provincia MB ha aderito al progetto nel 2019 per allargare la partecipazione a tutti i Comuni MB portando all’attenzione dell’Assemblea dei Sindaci il progetto Europeo promosso dall’artista tedesco.
Lo scorso gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, sono state posate le prime pietre di inciampo a Cesano Maderno, Lissone, Seregno.
Quest’anno, oltre ai primi tre Comuni, hanno aderito altri 14 Comuni in cui saranno posate le nuove installazioni: Monza, Bernareggio, Bovisio Masciago, Briosco, Brugherio, Cogliate, Desio, Limbiate, Meda, Nova Milanese, Sovico, Sulbiate, Verano Brianza, Villasanta.

La volontà di costruire una rete provinciale della memoria si è concretizzata nella realizzazione del 1° Open data “Stolpersteine – Pietre di inciampo” in cui è possibile geolocalizzare la distribuzione delle pietre d’inciampo posate nei Comuni MB e ricostruire idealmente il mosaico delle installazioni che si realizzerà nel corso degli anni nel territorio.

L’Open data è il primo ad essere stato pubblicato nella sezione del portale dedicato ai dati aperti di Regione Lombardia e nelle pagine del portale Agid dati.gov.it.

“Siamo orgogliosi di essere riusciti a creare una rete della memoria lavorando in sinergia tra Comuni ed altri enti coinvolti grazie all’iniziativa di tutto il Comitato per le pietre di inciampo Monza e Brianza – spiega Luca Santambrogio il Presidente della Provincia MB – La memoria è un patrimonio che ci appartiene e che abbiamo la responsabilità di trasmettere ai giovani. Le pietre di inciampo sono un modo per portare il ricordo nella quotidianità legandolo ad un nome e ad un luogo. Ogni cerimonia ci porterà a ridare dignità ad un nostro concittadino riportando il suo ricordo nei luoghi che gli sono appartenuti. E’ un ritorno a casa. L’idea della geolocalizzazione nasce proprio dalla volontà di avere in piccolo il nostro mosaico della memoria sapendo dove poter inciampare nel ricordo di chi ha subito le barbarie della Shoah e delle deportazioni politiche”.

“La memoria è un vaccino che ci fa essere cittadini migliori” – ha detto il Sindaco di Monza Dario Allevi citando la Senatrice Liliana Segre per annunciare la posa delle Pietre d’Inciampo fissata per il prossimo mercoledì, 16 gennaio alle ore 10.30 in via Manara. “Siamo onorati di poter ospitare l’artista Gunter Demnig il prossimo 16 gennaio alla posa delle prime pietre d’inciampo nel nostro capoluogo: sarà una cerimonia densa di significato, alla quale invito fin d’ora a partecipare numerosi. Insieme ai familiari dei deportati abbiamo invitato una rappresentanza degli studenti monzesi e le massime autorità istituzionali del territorio per confermare che la città di Monza, dove nel 2018 abbiamo inaugurato il Bosco della Memoria, non dimentica. Anzi custodisce la Memoria e coltiva il valore del rispetto per i diritti umani e della convivenza civile”.

Per l’ideazione del logo e dell’immagine grafica coordinata del Comitato per le pietre di inciampo Monza e Brianza è stato deciso di coinvolgere i sette istituti che insegnano arte visiva grafica nel territorio attraverso un concorso di idee.

Sono stati raccolti 145 elaborati accuratamente selezionati da una Commissione ad hoc che ha scelto 13 proposte meritevoli di valutazione. Fra i 13 selezionati la Commissione ha ritenuto, unanime, vincitrice del concorso l’opera denominata “La memoria non è per un solo giorno” di Chiara Mafrica del Liceo Meroni di Lissone, che sarà utilizzata dal Comitato per tutte le iniziative. Il progetto vincitore sintetizza in pochi segni essenziali le Pietre d’Inciampo, associandole immediatamente all’idea del binario ferroviario, quel Binario 21 della Stazione Centrale di Milano da cui sono stati tradotti i martiri di gran parte del nord Italia.

“Le adesioni al bando sono state numerose e ci hanno piacevolmente sorpreso. Ogni elaborato ha dimostrato sensibilità e competenza. Il compito di selezionare non è stato facile, abbiamo cercato di prendere in considerazione quei lavori che meglio hanno rappresentato visivamente la complessità delle Deportazioni tutte. Congratulazioni vivissime a tutti quegli studenti che si sono cimentati in un lavoro così complesso e delicato. A nome del Comitato ringrazio studenti, insegnanti, la Provincia, i Comuni, le Associazioni protagonisti di questa bella riuscita del primo Concorso indetto. Ne seguiranno molto probabilmente altri negli anni a venire per un sempre importante coinvolgimento di tutte le realtà presenti nel territorio.” Spiega Milena Bracesco, Presidente del Comitato per le Pietre d’Inciampo, Vice Presidente Aned Monza, Sesto S. Giovanni. La vincitrice del concorso di idee e gli ideatori degli altri 12 progetti degni di menzione saranno premiati alla presenza del Prefetto Patrizia Palmisani.
Si ringrazia il professor Raffaele Mantegazza – docente di pedagogia interculturale all’Università di Milano-Bicocca – per il dono del volume “Al di là del niente”.
Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea dove risiede anche il “Bosco dei Giusti”, protocollo d’intesa tra il Parco, “Senza confini” e Gariwo – la foresta dei Giusti, ha donato ai partecipanti alcuni gadgets come segno della partecipazione alle iniziative del Comitato.
Nell’atrio della sede provinciale – in Via Grigna 13 a Monza – fino a fine mese sono esposti i lavori delle scuole che hanno ricevuto la menzione.

Il Presidente della Provincia di Belluno da Papa Francesco

Il presidente della Provincia di Belluno ha partecipato questa mattina all’Udienza generale del Santo Padre, in Vaticano. Con l’occasione, ha omaggiato il pontefice di uno speciale ricordo della tempesta Vaia, dell’ottobre 2018. Un calendario dell’Avvento scolpito in uno dei tronchi schiantati dal maltempo, con i nomi di tutti i Comuni bellunesi colpiti, opera dello scultore Rudi De Candido, con la collaborazione del calligrafo Floriano Cian.

«È stata un’emozione grandissima poter incontrare Papa Francesco per portargli un regalo di rappresentanza della nostra terra – commenta il presidente Roberto Padrin -. La tempesta Vaia è stata un evento eccezionale, assolutamente disastroso. Ma da quella tragedia le nostre comunità si sono subito impegnate per la ricostruzione, e l’omaggio portato al Papa rappresenta proprio questo, un fortissimo segno di rinascita».
Il calendario dell’Avvento è stato consegnato a margine dell’Udienza generale, dal presidente Padrin, accompagnato dal consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, dall’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari e da una delegazione bellunese.
«Ho spiegato al Santo Padre il significato e la realizzazione dell’opera, e gli ho detto che lo aspettiamo a Belluno – prosegue Roberto Padrin -. Mi ha colpito la sua risposta: “Per la beatificazione di Papa Luciani”. Non posso nascondere l’emozione per le sue parole, che ci aprono la speranza di poter ricevere il Papa tra le nostre montagne. Sarebbe una benedizione enorme per tutto il territorio e per tutti i bellunesi».

Il Presidente della Provincia di Belluno da Papa Francesco

Il presidente della Provincia di Belluno ha partecipato questa mattina all’Udienza generale del Santo Padre, in Vaticano. Con l’occasione, ha omaggiato il pontefice di uno speciale ricordo della tempesta Vaia, dell’ottobre 2018. Un calendario dell’Avvento scolpito in uno dei tronchi schiantati dal maltempo, con i nomi di tutti i Comuni bellunesi colpiti, opera dello scultore Rudi De Candido, con la collaborazione del calligrafo Floriano Cian.

«È stata un’emozione grandissima poter incontrare Papa Francesco per portargli un regalo di rappresentanza della nostra terra – commenta il presidente Roberto Padrin -. La tempesta Vaia è stata un evento eccezionale, assolutamente disastroso. Ma da quella tragedia le nostre comunità si sono subito impegnate per la ricostruzione, e l’omaggio portato al Papa rappresenta proprio questo, un fortissimo segno di rinascita».
Il calendario dell’Avvento è stato consegnato a margine dell’Udienza generale, dal presidente Padrin, accompagnato dal consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, dall’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari e da una delegazione bellunese.
«Ho spiegato al Santo Padre il significato e la realizzazione dell’opera, e gli ho detto che lo aspettiamo a Belluno – prosegue Roberto Padrin -. Mi ha colpito la sua risposta: “Per la beatificazione di Papa Luciani”. Non posso nascondere l’emozione per le sue parole, che ci aprono la speranza di poter ricevere il Papa tra le nostre montagne. Sarebbe una benedizione enorme per tutto il territorio e per tutti i bellunesi».

Pubblicazione Short List per la selezione di esperti nelle attività di valutazione.

A seguito di apposita valutazione svoltasi in data 20 dicembre u.s. da parte della Commissione istituita dall’UPI per la valutazione delle candidature presentate a valere sull’”Avviso per la selezione pubblica mediante procedura comparativa per titoli e esperienze professionali di esperti a supporto dell’Unione delle Province d’Italia nelle attività di valutazione dell’iniziativa Azione ProvinceGiovani 2019”, pubblichiamo la relativa short list:

Short List

Le domande pervenute sono state 15 in totale, delle quali una arrivata oltre il termine ultimo previsto dall’avviso.

AZIONEPROVINCEGIOVANI: TANTI I PROGETTI PRESENTATI

Lo scorso 18 dicembre è scaduto il termine per la presentazione delle candidature a valere sull’Avviso pubblico a presentare progetti destinati a promuovere interventi nell’ambito delle Politiche Giovanili – Iniziativa Azione Province Giovani 2019.

Nonostante la tempistica a disposizione fosse molto ridotta, la risposta di tutto il sistema delle Province è stata ottima:  sono pervenute infatti 50 candidature per un importo complessivo di oltre due milioni di euro. Segno della buona capacità progettuale degli enti e della particolare attenzione che le tematiche del bando rivestono per le Province.

 

Relativamente alle proposte pervenute, la Commissione di valutatori, selezionati tramite apposito Avviso Pubblico, si insedierà subito dopo la pausa natalizia per valutare immediatamente la ammissibilità delle candidature e richiedere eventuali chiarimenti ed integrazioni, così da approvare rapidamente la graduatoria per consentire l’avvio delle attività nei tempi previsti dal Bando.

 

Tutti gli aggiornamenti relativi alla Iniziativa Azione Province Giovani 2019 sono disponibili sul sito nostro sito nella apposita sezione dedicata: https://provinceditalia.it/category/azione-province-giovani/.

Via libera dalla Conferenza unificata a decreto per la messa in sicurezza dei Ponti del bacino del PO

“Con il via libera di oggi al decreto di riparto dei 250 milioni di fondi stanziati nella manovra 2019 per la messa in sicurezza dei ponti del bacino del Po finalmente si potrà dare avvio ad opere strategiche. Non possiamo però non sottolineare che con questi fondi sarà possibile finanziare solo 76 dei 255 progetti totali presentanti da Province, Città metropolitane e Anas, che si riferiscono a strutture su cui la necessità di intervento è valutata prioritaria e per la cui realizzazione occorre trovare risorse aggiuntive”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, al via libera all’intesa tra Stato, Regioni ed Enti locali attestato oggi dalla Conferenza Unificata al decreto del Ministero dei Trasporti che ripartisce le risorse assegnate con la legge di bilancio 2019 per la messa in sicurezza o ricostruzione dei ponti del solo bacino del Po.

“In via prioritaria – aggiunge de Pascale – chiediamo al Governo il finanziamento dei 161 progetti rimanenti di Province e Città metropolitane per un fabbisogno totale di oltre 180 milioni 771 per il quadriennio 2020-2023, escludendo l’ANAS dalla partecipazione alla ripartizione dei fondi, considerate le cifre cospicue di cui dispone grazie al contratto di programma. Ma soprattutto ribadiamo che è urgente strutturare un programma di finanziamento su bacini diversi da quelli del Po. Secondo le nostre stime, verificate grazie al monitoraggio delle opere, il fabbisogno per il quadriennio 2020/2023 ammonta a circa 800 milioni di euro”.

Nel dettaglio, dei 255 progetti totali ritenuti ammissibili, il decreto finanzia 76 Progetti, per un fabbisogno totale di 250 milioni. Di questi, 106 milioni 558 mila sono assegnati alle Province per 49 Progetti 54 milioni 619 mila sono assegnati a 2 città metropolitane per 11 progetti, 26 milioni all’ANAS per 16 progetti.

Restano da finanziare 179 progetti per un fabbisogno totale di 216 milioni. Di questi: 126 sono progetti di Province per un fabbisogno di 129 milioni 985. 117 di questi interventi sono riferiti a PONTI indicati con livello di degrado strutturale ALTO 35 sono progetti di Città metropolitane per un fabbisogno di 50 milioni 786, 18 sono progetti ANAS per un fabbisogno 36 milioni 870.

 

L’UPI al Presidente Conte “Personale Province, Governo trovi soluzione in Milleproroghe”

Quanto avvenuto ieri in Senato con lo stralcio dalla Legge di Bilancio 2020 dell’emendamento che avrebbe finalmente cancellato tutti i vincoli che impediscono alle Province, anche se virtuose, di assumere personale, è ingiustificabile e rischia di avere gravi ripercussioni sui servizi ai cittadini. Per questo il Governo deve assumersi l’impegno di trovare una soluzione, garantendo la riproposizione della norma nel Milleproroghe che sarà adottato da qui alla fine dell’anno.

E’ l’appello rivolto dal Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele de Pascale, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Ieri la Presidenza del Senato ha commesso un errore – aggiunge de Pascale – del tutto incomprensibile: ha infatti stralciato la norma sul personale delle Province, mantenendone di identiche per altri enti locali.

Eppure, che a tre anni dalla conferma delle Province nella Costituzione ci sia la necessità di superare, finalmente, i limiti imposti dalle leggi dal 2015 è ormai unanimemente riconosciuto, tanto che l’emendamento stralciato era stato presentato e sottoscritto da tutta la maggioranza, aveva ricevuto il parere positivo del Governo e il via libera dalla Ragioneria Generale dello Stato. Si tratta di permettere alle Province, svuotate dopo l’esodo forzato del 2015, di ricostruire la piena efficienza delle strutture, soprattutto rispetto a figure professionali strategiche, impegnate a garantire i servizi essenziali che attengono direttamente alla stessa sicurezza dei cittadini: i tecnici che si occupano della progettazione, programmazione e verifica della sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali e delle oltre 7.400 scuole superiori italiane.

Non chiediamo un trattamento favorevole nei confronti delle Province – conclude de Pascale rivolgendo l’appello al Presidente Conte – ma di assicurare che una istituzione della Repubblica cui sono affidati servizi essenziali per i cittadini si trovi nelle condizioni di garantire il pieno esercizio delle proprie funzioni”.

 

Il ruolo fondamentale delle Province e la valorizzazione degli amministratori

La Provincia come elemento di identità del Paese. Il ruolo incancellabile che gli enti di prossimità svolgono sui territori come anello di congiunzione tra gli amministratori e il Governo. L’importante lavoro normativo per restituire loro dignità, funzionale e amministrativa, in un momento storico di grande cambiamento. E poi il delicato e difficile compito dei sindaci, di coloro che ogni giorno sono chiamati a rispondere al territorio, ai cittadini, a gestire emergenze e bisogni che danno la misura di come un amministratore sia in grado di risolvere i problemi e fornire soluzioni.

È stata una lezione di altissimo profilo istituzionale quella del sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni, onorevole Achille Variati, ospite insieme al direttore generale dell’Unione Province d’Italia, Piero Antonelli, del convegno ‘La Provincia di Frosinone 1926-2019. Storia e prospettive future’, a conclusione delle celebrazioni in onore del 93° anniversario della Provincia di Frosinone.

Un momento importante di riflessione sul ruolo di questi enti e sulla necessità di riscrivere, così come sottolineato dallo stesso Antonelli, la legge 56 del 2014.

Al tavolo dei relatori anche il Prefetto di Frosinone, dottor Ignazio Portelli, mentre la platea è stata gremita di autorità civili e militari e da tantissimi sindaci della provincia di Frosinone. A loro è stata dedicata la parte finale della mattinata, con la consegna di una copia numerata e personalizzata per ciascun amministratore dello schizzo prospettico del palazzo provinciale, a firma dell’architetto Giovanni Iacobucci.

Particolare soddisfazione per la partecipazione e per il fondamentale contributo degli interventi, è stata espressa dal presidente della Provincia, Antonio Pompeo, che ha rimarcato la necessità di ‘riabilitare’ gli enti di prossimità nel solo interesse dei singoli territori, sottolineandone l’innegabile funzione di congiunzione tra realtà locali e Stato centrale ma anche il bisogno di vedersi riconosciute funzioni e risorse da investire sui comuni.

Voglio esprimere un sentito e sincero ringraziamento al sottosegretario e amico, Achille Variati, che prima di tutto da sindaco e presidente di Provincia, qual è stato, ha parlato a noi amministratori, dimostrando di comprendere fino in fondo le difficoltà di un ruolo tanto delicato quanto complesso da gestire. Lo ringrazio perché ha puntato dritto al cuore del problema senza nascondere le tante, troppe emergenze che, quotidianamente, si incontrano quando si deve gestire un territorio, grande o piccolo che sia. Una su tutte: la volontà di dare risposte nella contingenza di risorse, funzioni e limiti imposti da una legge che deve essere superata. Ringrazio il direttore generale dell’Upi, Piero Antonelli, per l’analisi puntuale sullo stato delle Province e tutti i colleghi sindaci per il lavoro, l’impegno e lo sforzo nella gestione quotidiana delle loro amministrazioni. Sono certo – ha concluso Pompeo – che quello di oggi sia stato un momento foriero di spunti di riflessione sul futuro degli enti locali: sta a tutti noi, adesso, lavorare ancora più duramente affinché si traducano in azioni concrete per la salvaguardia di tutti i livelli istituzionali”.

 

Qualche scatto dell’evento

  

 

L’UPI al Presidente Conte “Personale Province, Governo trovi soluzione in Milleproroghe”

Quanto avvenuto ieri in Senato con lo stralcio dalla Legge di Bilancio 2020 dell’emendamento che avrebbe finalmente cancellato tutti i vincoli che impediscono alle Province, anche se virtuose, di assumere personale, è ingiustificabile e rischia di avere gravi ripercussioni sui servizi ai cittadini. Per questo il Governo deve assumersi l’impegno di trovare una soluzione, garantendo la riproposizione della norma nel Milleproroghe che sarà adottato da qui alla fine dell’anno.

E’ l’appello rivolto dal Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele de Pascale, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Ieri la Presidenza del Senato ha commesso un errore – aggiunge de Pascale – del tutto incomprensibile: ha infatti stralciato la norma sul personale delle Province, mantenendone di identiche per altri enti locali.

Eppure, che a tre anni dalla conferma delle Province nella Costituzione ci sia la necessità di superare, finalmente, i limiti imposti dalle leggi dal 2015 è ormai unanimemente riconosciuto, tanto che l’emendamento stralciato era stato presentato e sottoscritto da tutta la maggioranza, aveva ricevuto il parere positivo del Governo e il via libera dalla Ragioneria Generale dello Stato. Si tratta di permettere alle Province, svuotate dopo l’esodo forzato del 2015, di ricostruire la piena efficienza delle strutture, soprattutto rispetto a figure professionali strategiche, impegnate a garantire i servizi essenziali che attengono direttamente alla stessa sicurezza dei cittadini: i tecnici che si occupano della progettazione, programmazione e verifica della sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali e delle oltre 7.400 scuole superiori italiane.

Non chiediamo un trattamento favorevole nei confronti delle Province – conclude de Pascale rivolgendo l’appello al Presidente Conte – ma di assicurare che una istituzione della Repubblica cui sono affidati servizi essenziali per i cittadini si trovi nelle condizioni di garantire il pieno esercizio delle proprie funzioni”.

 

Il ruolo fondamentale delle Province e la valorizzazione degli amministratori

La Provincia come elemento di identità del Paese. Il ruolo incancellabile che gli enti di prossimità svolgono sui territori come anello di congiunzione tra gli amministratori e il Governo. L’importante lavoro normativo per restituire loro dignità, funzionale e amministrativa, in un momento storico di grande cambiamento. E poi il delicato e difficile compito dei sindaci, di coloro che ogni giorno sono chiamati a rispondere al territorio, ai cittadini, a gestire emergenze e bisogni che danno la misura di come un amministratore sia in grado di risolvere i problemi e fornire soluzioni.

È stata una lezione di altissimo profilo istituzionale quella del sottosegretario di Stato al Ministero degli Interni, onorevole Achille Variati, ospite insieme al direttore generale dell’Unione Province d’Italia, Piero Antonelli, del convegno ‘La Provincia di Frosinone 1926-2019. Storia e prospettive future’, a conclusione delle celebrazioni in onore del 93° anniversario della Provincia di Frosinone.

Un momento importante di riflessione sul ruolo di questi enti e sulla necessità di riscrivere, così come sottolineato dallo stesso Antonelli, la legge 56 del 2014.

Al tavolo dei relatori anche il Prefetto di Frosinone, dottor Ignazio Portelli, mentre la platea è stata gremita di autorità civili e militari e da tantissimi sindaci della provincia di Frosinone. A loro è stata dedicata la parte finale della mattinata, con la consegna di una copia numerata e personalizzata per ciascun amministratore dello schizzo prospettico del palazzo provinciale, a firma dell’architetto Giovanni Iacobucci.

Particolare soddisfazione per la partecipazione e per il fondamentale contributo degli interventi, è stata espressa dal presidente della Provincia, Antonio Pompeo, che ha rimarcato la necessità di ‘riabilitare’ gli enti di prossimità nel solo interesse dei singoli territori, sottolineandone l’innegabile funzione di congiunzione tra realtà locali e Stato centrale ma anche il bisogno di vedersi riconosciute funzioni e risorse da investire sui comuni.

Voglio esprimere un sentito e sincero ringraziamento al sottosegretario e amico, Achille Variati, che prima di tutto da sindaco e presidente di Provincia, qual è stato, ha parlato a noi amministratori, dimostrando di comprendere fino in fondo le difficoltà di un ruolo tanto delicato quanto complesso da gestire. Lo ringrazio perché ha puntato dritto al cuore del problema senza nascondere le tante, troppe emergenze che, quotidianamente, si incontrano quando si deve gestire un territorio, grande o piccolo che sia. Una su tutte: la volontà di dare risposte nella contingenza di risorse, funzioni e limiti imposti da una legge che deve essere superata. Ringrazio il direttore generale dell’Upi, Piero Antonelli, per l’analisi puntuale sullo stato delle Province e tutti i colleghi sindaci per il lavoro, l’impegno e lo sforzo nella gestione quotidiana delle loro amministrazioni. Sono certo – ha concluso Pompeo – che quello di oggi sia stato un momento foriero di spunti di riflessione sul futuro degli enti locali: sta a tutti noi, adesso, lavorare ancora più duramente affinché si traducano in azioni concrete per la salvaguardia di tutti i livelli istituzionali”.

 

Qualche scatto dell’evento

  

 

Strategia Italia, UPI “Destinare le risorse non spese dalle grandi aziende di Stato a grande opera di modernizzazione della rete viaria”

Oltre 1.600 progetti per un fabbisogno di più di 2,3 miliardi, non solo per mettere in sicurezza i 130 mila chilometri di strade provinciali e gli oltre 30 mila tra ponti, viadotti e gallerie che vi insistono, ma anche per avviare un’opera di modernizzazione dell’intera rete viaria provinciale.

Questa la proposta avanzata dal responsabile UPI per le Infrastrutture, Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, alla riunione della Cabina di regia Strategia Italia a Palazzo Chigi, che ha fatto il punto sullo stato degli investimenti statali finanziati con il fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.

“Un quadro – sottolinea il Presidente Poma – che evidenzia ritardi sul piano nazionale, che rischiano di vanificare gli sforzi del Governo per reperire risorse destinate agli investimenti. L’unico fondo che è risultato essere stato completamente speso, e nei tempi, è quello assegnato a Province e Città metropolitane per la messa in sicurezza delle strade in gestione. Per questo avanziamo al Governo e al Parlamento una richiesta chiara, che può trovare spazio anche nella manovra in esame: le risorse che le grandi aziende di Stato non riescono ad utilizzare in investimenti per le grandi opere siano destinate a finanziare il Piano il cui fabbisogno è stato rilevato ed accertato dagli Uffici tecnici delle Province.

Questo permetterebbe l’apertura di oltre 1.600 cantieri in tutto il Paese, a vantaggio non solo delle comunità e dei cittadini, che troverebbero una risposta alle loro richieste di sicurezza ed efficienza, ma anche delle economie locali. Una richiesta che abbiamo avanzato ufficialmente ieri alla Cabina di Regia al Governo e su cui siamo pronti da subito al confronto”.

Nel link che segue, il documento consegnato alla Riunione della Cabina di Regia, con la tabella di sintesi del quadro dei Progetti rilevati dalle Province.

Nota UPI Cabina di regia Strategia Italia 2 dicembre 2019

 

 

Dalla Conferenza Stato Città slittamento bilanci al 31 marzo 2020

La Conferenza Stato Città di oggi, 11 dicembre ha stabilito lo slittamento del termine di approvazione dei bilanci di previsione degli Enti locali  al 31 marzo 2020.

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