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Manovra: UPI chiede incontro urgente al Presidente Conte

Un incontro concreto e operativo, da tenersi prima del termine dei lavori in Senato sulla Legge di Bilancio, indispensabile per porre all’attenzione del Presidente del Consiglio alcune questioni prioritarie e che rischiano di non trovare soluzione. E’ la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sottoporre all’attenzione del Capo del Governo le criticità ancora irrisolte.

“Da quanto emerge rispetto ai lavori sulla Legge di Bilancio all’esame in Senato – sottolinea de Pascale – non si stanno risolvendo alcune questioni prioritarie rispetto alla capacità delle Province di assicurare a tutti i cittadini servizi essenziali che spettano loro di diritto.  In questi mesi – sottolinea il Presidente de Pascale – abbiamo molto apprezzato la linea adottata dal Presidente Conte e dal Governo di un confronto continuo con le istituzioni locali, sui temi centrali come lo sviluppo, il rilancio degli investimenti o le politiche di promozione della crescita sostenibile. Per questo siamo certi che non si farà mancare la disponibilità ad un incontro, concreto ed operativo come nei nostri costumi, su questioni che impattano direttamente sulla vita delle comunità.  Mi riferisco in particolare alla possibilità di superare l’ormai del tutto incomprensibile blocco alle assunzioni di personale delle Province, svuotate dall’esodo imposto nel 2015. Si tratta di ricostruire al meglio dell’efficienza strutture strategiche, quali quelle destinate alla progettazione e alle verifiche di sicurezza dei 130 mila chilometri di strade, dei 30 mila ponti e viadotti, delle 7.400 scuole superiori, all’assistenza ai Comuni. Così come alla necessità di completare definitivamente il percorso di annullamento dei tagli iniqui subiti dalle Province con la Legge di stabilità del 2015. Riteniamo poi essenziale – conclude il Presidente de  Pascale – aprire con il Presidente del Consiglio una franca discussione sull’indispensabile opera di revisione profonda delle norme che interessano le Province, per restituire a questo ente piena stabilità istituzionale, organizzativa ed economica, come indicato dalla Costituzione”.

 

 

 

Manovra: UPI ribadite in Conferenza Unificata le priorità

Superare i vincoli alle assunzioni, per restituire alle Province la piena efficienza del personale, e concedere a tutte le istituzioni locali, Province, Comuni e Città metropolitane, l’accesso al fondo di 2,7 miliardi per la progettazione previsto dalla Legge di Bilancio.

Queste le richieste ribadite oggi dai rappresentanti UPI in Conferenza Unificata, Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo e Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca.

“Riteniamo positivi alcuni segnali contenuti nella manovra – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma non ancora sufficienti. Le Province devono tornare ad essere pienamente operative, e per questo ci deve essere consentito di assumere il personale necessario, eliminando i vincoli come previsto per tutte le altre istituzioni.

Accogliamo invece con favore la scelta del Ministero dell’Istruzione, che ha ascoltato le nostre richieste di semplificazione delle procedure e ha deciso di assegnare direttamente alle Province le risorse disponibili per l’adeguamento alle norme antincendio delle 7.400 scuole superiori.

Anche rispetto alla messa in sicurezza degli edifici scolastici però – hanno concluso Chiassai Martini e Menesini – ci aspettiamo da Governo e Parlamento più coraggio: ad oggi nella legge di bilancio c’è meno dell’1% del fabbisogno di ciò che servirebbe per rendere davvero sicure, moderne e accoglienti le scuole superiori italiane”.

 

Manovra: UPI ribadite in Conferenza Unificata le priorità

Superare i vincoli alle assunzioni, per restituire alle Province la piena efficienza del personale, e concedere a tutte le istituzioni locali, Province, Comuni e Città metropolitane, l’accesso al fondo di 2,7 miliardi per la progettazione previsto dalla Legge di Bilancio.

Queste le richieste ribadite oggi dai rappresentanti UPI in Conferenza Unificata, Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo e Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca.

“Riteniamo positivi alcuni segnali contenuti nella manovra – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma non ancora sufficienti. Le Province devono tornare ad essere pienamente operative, e per questo ci deve essere consentito di assumere il personale necessario, eliminando i vincoli come previsto per tutte le altre istituzioni.

Accogliamo invece con favore la scelta del Ministero dell’Istruzione, che ha ascoltato le nostre richieste di semplificazione delle procedure e ha deciso di assegnare direttamente alle Province le risorse disponibili per l’adeguamento alle norme antincendio delle 7.400 scuole superiori.

Anche rispetto alla messa in sicurezza degli edifici scolastici però – hanno concluso Chiassai Martini e Menesini – ci aspettiamo da Governo e Parlamento più coraggio: ad oggi nella legge di bilancio c’è meno dell’1% del fabbisogno di ciò che servirebbe per rendere davvero sicure, moderne e accoglienti le scuole superiori italiane”.

 

Manovra: UPI chiede incontro urgente al Presidente Conte

Un incontro concreto e operativo, da tenersi prima del termine dei lavori in Senato sulla Legge di Bilancio, indispensabile per porre all’attenzione del Presidente del Consiglio alcune questioni prioritarie e che rischiano di non trovare soluzione. E’ la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sottoporre all’attenzione del Capo del Governo le criticità ancora irrisolte.

“Da quanto emerge rispetto ai lavori sulla Legge di Bilancio all’esame in Senato – sottolinea de Pascale – non si stanno risolvendo alcune questioni prioritarie rispetto alla capacità delle Province di assicurare a tutti i cittadini servizi essenziali che spettano loro di diritto.  In questi mesi – sottolinea il Presidente de Pascale – abbiamo molto apprezzato la linea adottata dal Presidente Conte e dal Governo di un confronto continuo con le istituzioni locali, sui temi centrali come lo sviluppo, il rilancio degli investimenti o le politiche di promozione della crescita sostenibile. Per questo siamo certi che non si farà mancare la disponibilità ad un incontro, concreto ed operativo come nei nostri costumi, su questioni che impattano direttamente sulla vita delle comunità.  Mi riferisco in particolare alla possibilità di superare l’ormai del tutto incomprensibile blocco alle assunzioni di personale delle Province, svuotate dall’esodo imposto nel 2015. Si tratta di ricostruire al meglio dell’efficienza strutture strategiche, quali quelle destinate alla progettazione e alle verifiche di sicurezza dei 130 mila chilometri di strade, dei 30 mila ponti e viadotti, delle 7.400 scuole superiori, all’assistenza ai Comuni. Così come alla necessità di completare definitivamente il percorso di annullamento dei tagli iniqui subiti dalle Province con la Legge di stabilità del 2015. Riteniamo poi essenziale – conclude il Presidente de  Pascale – aprire con il Presidente del Consiglio una franca discussione sull’indispensabile opera di revisione profonda delle norme che interessano le Province, per restituire a questo ente piena stabilità istituzionale, organizzativa ed economica, come indicato dalla Costituzione”.

 

 

 

DOSSIER UPI: MONITORAGGIO PONTI

Le Province delle Regioni a Statuto Ordinario (escluse le Città metropolitane) gestiscono circa 100 mila chilometri di strade su cui insistono almeno 30.000 tra ponti, viadotti e gallerie.

Il 27 agosto scorso, a seguito della richiesta alle Province operata dai Provveditori Regionali alle Opere Pubbliche di effettuare un monitoraggio sulle opere infrastrutturali in gestione e di trasmetterne i risultati, l’Upi ha inviato una lettera a tutte le Province chiedendo di far pervenire anche all’Associazione i risultati del monitoraggio.

Per agevolare la compilazione dei dati, l’Upi ha fornito alle Province una tabella con alcune indicazioni chiare.

Questo perché le richieste che i provveditori avevano inviato erano molto disomogenee per Regione: si andava da una richiesta di dati estremamente dettagliata, con relazioni tecniche di accompagno a più vaghe richieste di accertamento dello stato di conservazione delle opere. Con il rischio, dunque, che arrivassero informazioni troppo diverse per essere poi utilizzate.

Nella tabella di rilevazione l’Upi ha chiesto alle Province di distinguere due tipologie di segnalazioni:
– quelle riguardanti le opere già sottoposte a monitoraggio o su cui siano stati avviati o programmati interventi, quindi con una fase di progettazione – quantomeno lo studio di fattibilità – già avviata e con una stima dei costi. Per queste opere è stata chiesta una indicazione di priorità.
– quelle relative alle opere su cui si ritiene necessario procedere con indagini tecnico-diagnostiche approfondite, con la stima media dei costi necessari.

ECCO LE RISPOSTE DELLE PROVINCE Dossier Province monitoraggio ponti

Manovra, Scuole, la Fondazione Agnelli conferma la richiesta UPI

“Serve un piano di investimenti per le scuole superiori. In manovra nemmeno l’1% del fabbisogno”

 

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli non fa che confermare le richieste che da mesi stiamo ponendo a Governo e Parlamento: le scuole italiane hanno bisogno di un piano di investimenti, che ci permetta non solo di metterle in sicurezza, ma anche di renderle moderne, accoglienti, in grado di assolvere al ruolo educativo che gli ambienti scolastici hanno, con strutture in linea con i programmi didattici”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sui risultati del Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Giovanni Agnelli, riportato dai quotidiani, che segnala un fabbisogno di 200 miliardi di investimenti per le scuole italiane.

“Chiaro che una cifra di questo tipo, che non è certo ordinaria, può muovere solo dalla scelta di tutti di considerare la scuola come una delle priorità del Paese – sottolinea de Pascale.  Stando ai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli – aggiunge il Presidente dell’UPI –  in media gli investimenti su ogni scuola italiana dovrebbero essere pari a 5 milioni, che per le 7.400 scuole superiori significa un fabbisogno stimato pari a circa 37 miliardi. La legge di bilancio 2020 per le scuole superiori prevede un fondo di 450 milioni in 3 anni, 13 mila euro a scuola, meno dell’1% della stima indicata dal Rapporto: davvero troppo poco perché non si possa continuare a pretendere uno sforzo da parte del Governo e del Parlamento per offrire una risposta che sia almeno credibile. Stiamo parlando di un patrimonio pubblico strategico, al pari delle infrastrutture viarie, talmente fragile da essere reso insicuro ad ogni ondata di maltempo, tanto che ormai le ordinanze di Sindaci e Presidenti di Provincia di chiusura delle scuole durante le allerta meteo è quasi scontata. Un patrimonio che merita un piano di investimenti, su cui chiediamo in particolare al Presidente Conte di darci pieno sostegno”.

Manovra, Scuole, la Fondazione Agnelli conferma la richiesta UPI

“Serve un piano di investimenti per le scuole superiori. In manovra nemmeno l’1% del fabbisogno”

 

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli non fa che confermare le richieste che da mesi stiamo ponendo a Governo e Parlamento: le scuole italiane hanno bisogno di un piano di investimenti, che ci permetta non solo di metterle in sicurezza, ma anche di renderle moderne, accoglienti, in grado di assolvere al ruolo educativo che gli ambienti scolastici hanno, con strutture in linea con i programmi didattici”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sui risultati del Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Giovanni Agnelli, riportato dai quotidiani, che segnala un fabbisogno di 200 miliardi di investimenti per le scuole italiane.

“Chiaro che una cifra di questo tipo, che non è certo ordinaria, può muovere solo dalla scelta di tutti di considerare la scuola come una delle priorità del Paese – sottolinea de Pascale.  Stando ai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli – aggiunge il Presidente dell’UPI –  in media gli investimenti su ogni scuola italiana dovrebbero essere pari a 5 milioni, che per le 7.400 scuole superiori significa un fabbisogno stimato pari a circa 37 miliardi. La legge di bilancio 2020 per le scuole superiori prevede un fondo di 450 milioni in 3 anni, 13 mila euro a scuola, meno dell’1% della stima indicata dal Rapporto: davvero troppo poco perché non si possa continuare a pretendere uno sforzo da parte del Governo e del Parlamento per offrire una risposta che sia almeno credibile. Stiamo parlando di un patrimonio pubblico strategico, al pari delle infrastrutture viarie, talmente fragile da essere reso insicuro ad ogni ondata di maltempo, tanto che ormai le ordinanze di Sindaci e Presidenti di Provincia di chiusura delle scuole durante le allerta meteo è quasi scontata. Un patrimonio che merita un piano di investimenti, su cui chiediamo in particolare al Presidente Conte di darci pieno sostegno”.

Manovra, Scuole, la Fondazione Agnelli conferma la richiesta UPI

“Serve un piano di investimenti per le scuole superiori. In manovra nemmeno l’1% del fabbisogno”

 

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli non fa che confermare le richieste che da mesi stiamo ponendo a Governo e Parlamento: le scuole italiane hanno bisogno di un piano di investimenti, che ci permetta non solo di metterle in sicurezza, ma anche di renderle moderne, accoglienti, in grado di assolvere al ruolo educativo che gli ambienti scolastici hanno, con strutture in linea con i programmi didattici”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sui risultati del Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Giovanni Agnelli, riportato dai quotidiani, che segnala un fabbisogno di 200 miliardi di investimenti per le scuole italiane.

“Chiaro che una cifra di questo tipo, che non è certo ordinaria, può muovere solo dalla scelta di tutti di considerare la scuola come una delle priorità del Paese – sottolinea de Pascale.  Stando ai dati diffusi dalla Fondazione Agnelli – aggiunge il Presidente dell’UPI –  in media gli investimenti su ogni scuola italiana dovrebbero essere pari a 5 milioni, che per le 7.400 scuole superiori significa un fabbisogno stimato pari a circa 37 miliardi. La legge di bilancio 2020 per le scuole superiori prevede un fondo di 450 milioni in 3 anni, 13 mila euro a scuola, meno dell’1% della stima indicata dal Rapporto: davvero troppo poco perché non si possa continuare a pretendere uno sforzo da parte del Governo e del Parlamento per offrire una risposta che sia almeno credibile. Stiamo parlando di un patrimonio pubblico strategico, al pari delle infrastrutture viarie, talmente fragile da essere reso insicuro ad ogni ondata di maltempo, tanto che ormai le ordinanze di Sindaci e Presidenti di Provincia di chiusura delle scuole durante le allerta meteo è quasi scontata. Un patrimonio che merita un piano di investimenti, su cui chiediamo in particolare al Presidente Conte di darci pieno sostegno”.

Maltempo, UPI “Servono risposte chiare in manovra. Risorse e personale per investimenti in sicurezza”

“Nell’agosto del 2018, all’indomani della tragedia del ponte Morandi, ci venne chiesto un monitoraggio urgente sugli oltre 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione. In poche settimane consegnammo al Ministero delle Infrastrutture un quadro dettagliato da cui emergeva la necessità di intervenire su 5.931 strutture, su cui avevamo già pronti i primi progetti, e di procedere con indagini tecnico diagnostiche urgenti su 14.089 opere. Ci aspettavamo che questa analisi dettagliata portasse a risorse mirate, invece nulla è stato fatto. Non solo, le Province continuano ad essere sottoposte ad un assurdo blocco di assunzioni, del tutto ingiustificabile, che non ci permette di avere personale tecnico specializzato, ingegneri, progettisti, tecnici, indispensabili per far procedere rapidamente gli investimenti. Un blocco che sembra essere tutto ideologico, non giustificato da motivi tecnici né di spesa, frutto del pregiudizio contro le Province che non fa che riflettersi sui servizi ai cittadini, e perfino sulla loro incolumità e sicurezza”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, rispetto alla grave situazione d’emergenza che sta vivendo tutto il Paese, con danni pesantissimi alle infrastrutture viarie causati dal maltempo.

“Abbiamo chiesto a Governo e Parlamento di cancellare, nella Legge di Bilancio 2020, i limiti alle assunzioni di personale, per permetterci di ricostruire al meglio dell’efficienza le nostre strutture, svuotate dopo l’esodo imposto nel 2015, e anche di consentire a tutti gli enti locali di accedere al fondo per le progettazioni, oggi ad esclusivo appannaggio dei Comuni. Un fondo di 2,7 miliardi per 15 anni, da cui sono escluse Province e Città metropolitane, le istituzioni che hanno in gestione 7.400 scuole superiori, 130 mila chilometri di strade e 30.000 ponti, e a cui è demandato di assistere i Comuni, specie i piccoli, proprio nella progettazione.

Senza il personale tecnico e la possibilità di accedere al fondo progettazione rischiamo di non potere utilizzare a pieno i finanziamenti.

Proprio su queste due urgenze – aggiunge il presidente UPI Michele de Pascale – abbiamo avuto positive aperture da parte del Ministro delle Infrastrutture, Paola de Micheli, che all’Assemblea dei Presidenti delle Province ha sottolineato la necessità di assicurare a queste istituzioni il personale necessario per rafforzare la capacità di progettare. Una disponibilità che apprezziamo e su cui ci auguriamo si trovi accordo nel Governo”.

 

Di seguito, il dossier Ponti realizzato tra agosto e settembre 2018 sulle 76 Province delle Regioni a Statuto Ordinario

nota stampa monitoraggio ponti

 

 

L’UPI insieme al MIUR alla Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole

“Oggi siamo a Rivoli, al Liceo Darwin, per ricordare Vito Scafidi, il giovanissimo studente che il 22 novembre 2008 ha perso la vita qui, per il crollo di un soffitto di un’aula, e per ribadire insieme al Ministro Fioramonti, che l’emergenza rappresentata dalla mancata sicurezza delle scuole deve essere considerata una priorità”.

Lo ha detto la Vicepresidente UPI Silvia Chiassai Martini, responsabile UPI per l’edilizia scolastica, nel suo intervento all’Osservatorio sull’edilizia scolastica in programma oggi al Liceo Scientifico Darwin di Rivoli per la Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle scuole.

“Con il Ministro Fioramonti abbiamo avviato un confronto positivo e costruttivo – ha aggiunto la Vicepresidente – tanto che ci sono state accordate dal Ministero due delle richieste che avevamo avanzato direttamente al Ministro: la semplificazione delle procedure per accelerare l’utilizzo delle risorse, con lo stanziamento diretto dei fondi per l’antincendio e la costituzione di una Cabina di Regia ristretta, in cui discutere fattivamente delle questioni che riguardano l’edilizia scolastica. Nella Legge di Bilancio all’esame del Parlamento poi abbiamo colto alcune risposte, e dall’analisi degli emendamenti presentati e segnalati dai gruppi abbiamo constatato che la nostra richiesta di ampliare i fondi è stata almeno ascoltata, con la proposta di incremento del fondo disposto dal Governo.  Ci auguriamo che questo incremento, seppure esiguo, sia sostenuto da tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, e confermato nell’iter di approvazione della legge, perché la sicurezza degli studenti non può che essere condiviso da tutti.

Quello che continuiamo a chiedere con forza – ha aggiunto la Vicepresidente – è che il Paese decida finalmente un vero e proprio programma di investimenti strategici per le scuole superiori, in linea con il fabbisogno che è almeno di 2,5 miliardi.  Fino ad ora, quando ci è stato possibile, abbiamo potuto intervenire solo con micro interventi, centrandoli, chiaramente, tutti sulla sicurezza.  Ora serve un passo in avanti:  è urgente riportare al centro dell’attenzione il ruolo educativo degli ambienti scolastici che devono essere veri ‘ambienti educativi’. In questa importante operazione, noi siamo pronti ad affiancare e sostenere il Ministro Fioramonti e la Viceministra Ascani”.

 

L’UPI insieme al MIUR alla Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole

“Oggi siamo a Rivoli, al Liceo Darwin, per ricordare Vito Scafidi, il giovanissimo studente che il 22 novembre 2008 ha perso la vita qui, per il crollo di un soffitto di un’aula, e per ribadire insieme al Ministro Fioramonti, che l’emergenza rappresentata dalla mancata sicurezza delle scuole deve essere considerata una priorità”.

Lo ha detto la Vicepresidente UPI Silvia Chiassai Martini, responsabile UPI per l’edilizia scolastica, nel suo intervento all’Osservatorio sull’edilizia scolastica in programma oggi al Liceo Scientifico Darwin di Rivoli per la Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle scuole.

“Con il Ministro Fioramonti abbiamo avviato un confronto positivo e costruttivo – ha aggiunto la Vicepresidente – tanto che ci sono state accordate dal Ministero due delle richieste che avevamo avanzato direttamente al Ministro: la semplificazione delle procedure per accelerare l’utilizzo delle risorse, con lo stanziamento diretto dei fondi per l’antincendio e la costituzione di una Cabina di Regia ristretta, in cui discutere fattivamente delle questioni che riguardano l’edilizia scolastica. Nella Legge di Bilancio all’esame del Parlamento poi abbiamo colto alcune risposte, e dall’analisi degli emendamenti presentati e segnalati dai gruppi abbiamo constatato che la nostra richiesta di ampliare i fondi è stata almeno ascoltata, con la proposta di incremento del fondo disposto dal Governo.  Ci auguriamo che questo incremento, seppure esiguo, sia sostenuto da tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, e confermato nell’iter di approvazione della legge, perché la sicurezza degli studenti non può che essere condiviso da tutti.

Quello che continuiamo a chiedere con forza – ha aggiunto la Vicepresidente – è che il Paese decida finalmente un vero e proprio programma di investimenti strategici per le scuole superiori, in linea con il fabbisogno che è almeno di 2,5 miliardi.  Fino ad ora, quando ci è stato possibile, abbiamo potuto intervenire solo con micro interventi, centrandoli, chiaramente, tutti sulla sicurezza.  Ora serve un passo in avanti:  è urgente riportare al centro dell’attenzione il ruolo educativo degli ambienti scolastici che devono essere veri ‘ambienti educativi’. In questa importante operazione, noi siamo pronti ad affiancare e sostenere il Ministro Fioramonti e la Viceministra Ascani”.

 

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