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Province, de Pascale alla XXXVI Assemblea Nazionale ANCI

“Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica ci danno grande forza: il suo sottolineare che la Repubblica si articola in Regioni, Province e Comuni e che nel percorso di attuazione dell’ autonomia differenziata occorre ricomporre il quadro e la disciplina degli enti locali, delle Città metropolitane e delle Province deve essere un monito e una spinta a consolidare dal punto di vista istituzionale e finanziario questi enti” .

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo all’Assemblea dei Presidenti di Provincia nell’ambito dei lavori dell’Assemblea ANCI in corso ad Arezzo.
“In queste due giornate di lavoro molti degli intervenuti hanno richiamato l’urgenza di chiudere la fase di indeterminatezza in cui da cinque anni si trovano le Province. Lo ha fatto il Presidente Decaro, ricordando l’importanza dei servizi che sono assegnati a queste istituzioni, lo ha sottolineato il Ministro dell’Interno che ha definito Province e Città metropolitane quali motori dello sviluppo locale.
“Abbiamo una occasione importante con il collegato alla manovra per la revisione della riforma delle Province – ha aggiunto de Pascale – su cui sentiamo forte l’impegno del Sottosegretario all’interno Achille Variati. Noi come Province, insieme ad Anci in maniera unitaria,  contribuiremo in maniera fattiva affinché questo percorso sia finalmente portato a conclusione e si riesca a semplificare il sistema, consolidando le funzioni delle Province e delle Città metropolitane  assicurando a questi enti la capacità di garantire prima di tutto strade efficienti e scuole superiori sicure, moderne e all’avanguardia. Ma serve il sostegno e l’impegno di Governo e Parlamento, che devono avere chiaro che risolvere l’incertezza dell’assetto di governo dei territori è indispensabile per garantire ai cittadini i servizi essenziali. Anche in vista dell’attuazione del regionalismo differenziato che ha bisogno di istituzioni locali forti, o rischia di lasciare indietro una parte del Paese, dalle aree interne alle comunità lontane dalle grandi aree urbane”.

Province, de Pascale alla XXXVI Assemblea Nazionale ANCI

“Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica ci danno grande forza: il suo sottolineare che la Repubblica si articola in Regioni, Province e Comuni e che nel percorso di attuazione dell’ autonomia differenziata occorre ricomporre il quadro e la disciplina degli enti locali, delle Città metropolitane e delle Province deve essere un monito e una spinta a consolidare dal punto di vista istituzionale e finanziario questi enti” .

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo all’Assemblea dei Presidenti di Provincia nell’ambito dei lavori dell’Assemblea ANCI in corso ad Arezzo.
“In queste due giornate di lavoro molti degli intervenuti hanno richiamato l’urgenza di chiudere la fase di indeterminatezza in cui da cinque anni si trovano le Province. Lo ha fatto il Presidente Decaro, ricordando l’importanza dei servizi che sono assegnati a queste istituzioni, lo ha sottolineato il Ministro dell’Interno che ha definito Province e Città metropolitane quali motori dello sviluppo locale.
“Abbiamo una occasione importante con il collegato alla manovra per la revisione della riforma delle Province – ha aggiunto de Pascale – su cui sentiamo forte l’impegno del Sottosegretario all’interno Achille Variati. Noi come Province, insieme ad Anci in maniera unitaria,  contribuiremo in maniera fattiva affinché questo percorso sia finalmente portato a conclusione e si riesca a semplificare il sistema, consolidando le funzioni delle Province e delle Città metropolitane  assicurando a questi enti la capacità di garantire prima di tutto strade efficienti e scuole superiori sicure, moderne e all’avanguardia. Ma serve il sostegno e l’impegno di Governo e Parlamento, che devono avere chiaro che risolvere l’incertezza dell’assetto di governo dei territori è indispensabile per garantire ai cittadini i servizi essenziali. Anche in vista dell’attuazione del regionalismo differenziato che ha bisogno di istituzioni locali forti, o rischia di lasciare indietro una parte del Paese, dalle aree interne alle comunità lontane dalle grandi aree urbane”.

La Vicepresidente Upi Chiassai Martini all’apertura dei lavori dell’Assemblea ANCI

Ecco alcuni dei passaggi dell’intervento pronunciato  dalla Vicepresidente UPI Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo, nel suo intervento di saluto all’apertura dei lavori dell’Assemblea ANCI, di fronte al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“È a tutti chiaro che è necessaria una revisione profonda della Legge 56/14 e che lo slogan “tagliare le Province” non produce altro che il drammatico indebolimento dei territori.

Finalmente riusciamo a vedere alcuni primi segnali che indicano un cambio di atteggiamento di Governo e Parlamento nei confronti delle Province: le risorse per gli investimenti che nella passata finanziaria ci sono state assegnate per intervenire sul patrimonio, sono confermate e assicurate fino al 2034 nella Legge di Bilancio 2020. Certo, sono ancora insufficienti a garantire la messa in opera del piano dei mille cantieri su strade, ponti e scuole superiori che le Province hanno pronto, ma almeno ci consentono di riprendere a programmare investimenti sui territori per i prossimi 15 anni.

C’è poi il Disegno di Legge di riforma del TUEL e di revisione della legge 56/14 collegato alla Legge di Bilancio, da cui ci aspettiamo prime importanti modifiche sia sul versante della definizione delle funzioni, sia rispetto alla governance e alla semplificazione del quadro amministrativo territoriale.

Quello che chiediamo è che questo dispositivo, insieme alla Legge di Bilancio, siano l’occasione per fare uscire una volta per tutte le Province da questa lunghissima fase di transizione, riportare stabilità economica e istituzionale e garantire la piena funzionalità degli enti.

Per questo, anche da qui oggi, nel pieno della discussione per l’approvazione della manovra economica, permettetemi di sollecitare il Parlamento ad ascoltare le richieste che vengono dalle Province e dai Comuni, perché è attraverso le istanze delle istituzioni locali che si risponde concretamente alle domande che vengono dai cittadini, dalla società civile, dalle forze economico sociali.

Questa Assemblea si intitola “Ascoltare, decidere, migliorare”.

Mi sento di dire anche a nome dell’Unione delle Province d’Italia a Governo e Parlamento che ascoltando le istituzioni locali, sarà possibile impostare un percorso di sviluppo e di progresso nell’interesse generale del Paese”.

La Vicepresidente Upi Chiassai Martini all’apertura dei lavori dell’Assemblea ANCI

Ecco alcuni dei passaggi dell’intervento pronunciato  dalla Vicepresidente UPI Silvia Chiassai Martini Presidente della Provincia di Arezzo, nel suo intervento di saluto all’apertura dei lavori dell’Assemblea ANCI, di fronte al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“È a tutti chiaro che è necessaria una revisione profonda della Legge 56/14 e che lo slogan “tagliare le Province” non produce altro che il drammatico indebolimento dei territori.

Finalmente riusciamo a vedere alcuni primi segnali che indicano un cambio di atteggiamento di Governo e Parlamento nei confronti delle Province: le risorse per gli investimenti che nella passata finanziaria ci sono state assegnate per intervenire sul patrimonio, sono confermate e assicurate fino al 2034 nella Legge di Bilancio 2020. Certo, sono ancora insufficienti a garantire la messa in opera del piano dei mille cantieri su strade, ponti e scuole superiori che le Province hanno pronto, ma almeno ci consentono di riprendere a programmare investimenti sui territori per i prossimi 15 anni.

C’è poi il Disegno di Legge di riforma del TUEL e di revisione della legge 56/14 collegato alla Legge di Bilancio, da cui ci aspettiamo prime importanti modifiche sia sul versante della definizione delle funzioni, sia rispetto alla governance e alla semplificazione del quadro amministrativo territoriale.

Quello che chiediamo è che questo dispositivo, insieme alla Legge di Bilancio, siano l’occasione per fare uscire una volta per tutte le Province da questa lunghissima fase di transizione, riportare stabilità economica e istituzionale e garantire la piena funzionalità degli enti.

Per questo, anche da qui oggi, nel pieno della discussione per l’approvazione della manovra economica, permettetemi di sollecitare il Parlamento ad ascoltare le richieste che vengono dalle Province e dai Comuni, perché è attraverso le istanze delle istituzioni locali che si risponde concretamente alle domande che vengono dai cittadini, dalla società civile, dalle forze economico sociali.

Questa Assemblea si intitola “Ascoltare, decidere, migliorare”.

Mi sento di dire anche a nome dell’Unione delle Province d’Italia a Governo e Parlamento che ascoltando le istituzioni locali, sarà possibile impostare un percorso di sviluppo e di progresso nell’interesse generale del Paese”.

Sul nostro sito le FAQ per AzioneProvincEgiovani

Nella sezione del sito dedicata all’iniziativa AzioneProvincEgiovani sono pubblicate le FAQ relative al bando.

Le FAQ   saranno tempestivamente aggiornate in base ai quesiti più impegnativi pervenuti all’Help Desk.

Ricordiamo che la mail a cui rivolgere le richieste di assistenza è [email protected].

“Piena adesione delle Province al Manifesto dei Sindaci proposto da ANCI Veneto”

“Da anni ormai, dopo gli effetti negativi della Legge Delrio e la bocciatura della riforma costituzionale da parte dei cittadini con il referendum del 2016, – continua Marcon – le Province avanzano le loro richieste per il ripristino della legalità costituzionale, attraverso il riconoscimento dell’autonomia organizzativa e finanziaria alle Province e della legittimazione democratica degli organi”.

Non si tratta di una battaglia per mantenere posizioni di privilegio, ma per garantire servizi e sicurezza ai cittadini, con i necessari interventi di manutenzione delle strade e delle scuole.

Le Province del Veneto devono tenere in sicurezza oltre 7200 km di strade e circa 550 istituti scolastici secondari di 2° grado con medie di oltre 9mila classi. Poi c’è la tutela dell’ambiente e la prevenzione dal dissesto idrogeologico, fortemente ridotti a seguito dei tagli dissennati e insostenibili alle risorse disponibili per le Province”.

“E’ urgente altresì – conclude Marcon – intervenire sulle modalità di elezione degli organi; il permanere dell’attuale sistema e il doppio ruolo come oggi imposto dalla Legge Delrio, impone ai Sindaci un enorme aggravio di responsabilità che non fa il bene dei cittadini”.

“Ribadisco dunque due punti essenziali del “manifesto” di ANCI Veneto, sottolineandone la grande valenza istituzionale:

“I Comuni devono fare squadra con le Province che sono anch’esse espressione di uno dei livelli fondamentali del governo locale, cariche di storia e nate dall’aggregazione di territori con un tessuto storico e culturale omogeneo. Vanno create le condizioni affinché possano essere esercitate al meglio le loro competenze: la cura degli interventi a difesa del suolo e il consolidamento delle aree a rischio; della viabilità di una capillare rete stradale che collega tra loro piccoli e piccolissimi centri con le città più grandi; della gestione delle scuole secondarie superiori, assicurandone sicurezza e funzionalità. I Sindaci ritengono che il consolidamento dell’esperienza della Provincia quale ambito di positivo riferimento per il livello comunale, vada accompagnato da un rilancio dell’autorevolezza istituzionale e della capacità di coordinamento del territorio Provinciale: obiettivo perseguibile con la previsione della legittimazione democratica della figura del Presidente, il ripristino di una forma collegiale e riconosciuta del suo esecutivo e l’elezione diretta del Consiglio Provinciale.

I Sindaci sono il motore dell’autonomia e del processo federalista; i processi di autonomia differenziata non debbono snaturare il ruolo delle Regioni come enti di legislazione, programmazione e indirizzo ma esaltare i principi costituzionali di autonomia e sussidiarietà attraverso il riconoscimento delle funzioni amministrative a Comuni, Province e Città metropolitane con i Comuni che possono svolgere un ruolo da protagonisti. Questo processo deve avvenire in un quadro coordinato e coerente di scelte del legislatore statale e dei legislatori regionali che portino ad una chiara definizione di compiti e responsabilità di ciascun livello di governo. Chiarezza di competenze, semplificazione delle procedure, eliminazione di strutture intermedie e di adempimenti consentono di dare risposte certe e tempestive a cittadini e imprese che richiedono alle Amministrazioni autorizzazioni e abilitazioni per svolgere la loro attività.”

“Piena adesione delle Province al Manifesto dei Sindaci proposto da ANCI Veneto”

“Da anni ormai, dopo gli effetti negativi della Legge Delrio e la bocciatura della riforma costituzionale da parte dei cittadini con il referendum del 2016, – continua Marcon – le Province avanzano le loro richieste per il ripristino della legalità costituzionale, attraverso il riconoscimento dell’autonomia organizzativa e finanziaria alle Province e della legittimazione democratica degli organi”.

Non si tratta di una battaglia per mantenere posizioni di privilegio, ma per garantire servizi e sicurezza ai cittadini, con i necessari interventi di manutenzione delle strade e delle scuole.

Le Province del Veneto devono tenere in sicurezza oltre 7200 km di strade e circa 550 istituti scolastici secondari di 2° grado con medie di oltre 9mila classi. Poi c’è la tutela dell’ambiente e la prevenzione dal dissesto idrogeologico, fortemente ridotti a seguito dei tagli dissennati e insostenibili alle risorse disponibili per le Province”.

“E’ urgente altresì – conclude Marcon – intervenire sulle modalità di elezione degli organi; il permanere dell’attuale sistema e il doppio ruolo come oggi imposto dalla Legge Delrio, impone ai Sindaci un enorme aggravio di responsabilità che non fa il bene dei cittadini”.

“Ribadisco dunque due punti essenziali del “manifesto” di ANCI Veneto, sottolineandone la grande valenza istituzionale:

“I Comuni devono fare squadra con le Province che sono anch’esse espressione di uno dei livelli fondamentali del governo locale, cariche di storia e nate dall’aggregazione di territori con un tessuto storico e culturale omogeneo. Vanno create le condizioni affinché possano essere esercitate al meglio le loro competenze: la cura degli interventi a difesa del suolo e il consolidamento delle aree a rischio; della viabilità di una capillare rete stradale che collega tra loro piccoli e piccolissimi centri con le città più grandi; della gestione delle scuole secondarie superiori, assicurandone sicurezza e funzionalità. I Sindaci ritengono che il consolidamento dell’esperienza della Provincia quale ambito di positivo riferimento per il livello comunale, vada accompagnato da un rilancio dell’autorevolezza istituzionale e della capacità di coordinamento del territorio Provinciale: obiettivo perseguibile con la previsione della legittimazione democratica della figura del Presidente, il ripristino di una forma collegiale e riconosciuta del suo esecutivo e l’elezione diretta del Consiglio Provinciale.

I Sindaci sono il motore dell’autonomia e del processo federalista; i processi di autonomia differenziata non debbono snaturare il ruolo delle Regioni come enti di legislazione, programmazione e indirizzo ma esaltare i principi costituzionali di autonomia e sussidiarietà attraverso il riconoscimento delle funzioni amministrative a Comuni, Province e Città metropolitane con i Comuni che possono svolgere un ruolo da protagonisti. Questo processo deve avvenire in un quadro coordinato e coerente di scelte del legislatore statale e dei legislatori regionali che portino ad una chiara definizione di compiti e responsabilità di ciascun livello di governo. Chiarezza di competenze, semplificazione delle procedure, eliminazione di strutture intermedie e di adempimenti consentono di dare risposte certe e tempestive a cittadini e imprese che richiedono alle Amministrazioni autorizzazioni e abilitazioni per svolgere la loro attività.”

La Presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini nuova Vicepresidente UPI

Silvia Chiassai Martini, la Presidente della Provincia di Arezzo, è stata oggi designata ad assumere il ruolo di Vicepresidente dell’UPI.

A conferirle l’incarico, il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, che l’ha voluta al suo fianco nel complesso compito di guida dell’Associazione delle Province.

Silvia Chiassai Martini, Sindaco di Montevarchi, è alla guida della Provincia dal 2018, prima donna ad essere eletta in questo incarico.

Per l’UPI è anche responsabile Istruzione e rappresenta le Province in seno all’Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica.

“Sono molto contento di questa scelta – commenta il Presidente dell’UPI Michele de Pascale – perché rappresenta la nostra volontà di dare sempre più spazio alle amministratrici provinciali, purtroppo ancora molto poche. La Presidente Chiassai è la prima donna ad assumere in UPI l’incarico di Vicepresidente dell’Associazione.”.

La prima occasione pubblica della Vicepresidente sarà la XXXVI Assemblea nazionale ANCI ad Arezzo, dove porterà i saluti delle Province in apertura dei lavori, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

NELLA FOTO, LA PRESIDENTE CHIASSAI MARTINI AL CENTRO, AL FIANCO DLE RPESIDENTE DE PASCALE

#uominicheamanoledonne: la campagna antiviolenza della Provincia di Teramo

Il Teramo Calcio, la Roseto Sharks e la Amicacci di Giulianova scenderanno in campo, nelle prossime partite (il 16 e il 17 novembre) indossando le magliette che promuovono la campagna di comunicazione sociale contro la violenza sulle donne #uominicheamanoledonne – non uccidono, non violentano, non maltrattano.
Quest’anno, in occasione delle iniziative per la Giornata Internazionale contro la violenza delle donne (25 novembre) la Commissione Provinciale Pari Opportunità e la Provincia, hanno scelto di parlare agli uomini e di farlo utilizzando come testimonial i giocatori di due fra gli sport più seguiti: il calcio e il basket.
L’iniziativa, che serve a promuovere l’attività dei servizi antiviolenza gestiti dalla Provincia, il Centro La Fenice e la casa di accoglienza “Casa Maya”, è stata presentata questa mattina insieme alla dirigenza delle squadre: Franco Iachini per il Teramo Calcio, il presidente del Roseto Sharks Antonio Norante, il vicepresidente dell’Amicacci di Giulianova, Peppino Marchionni.

Una battaglia così importante, ogni due giorni una donna viene uccisa, ha bisogno del coinvolgimento di tutti, anche degli uomini – spiega la presidente della CPO Tania Bonnici Castelli – non la possiamo vincere se non siamo uniti e poi c’è lo sport, un veicolo potente. Gli atleti scenderanno in campo indossando le nostre magliette con lo slogan, abbiamo scelto parole forti: gli atleti uomini diventeranno paladini del messaggio contro un fenomeno che, non dobbiamo dimenticarlo mai, è assolutamente drammatico”.

Le parole sono importanti – dichiara la consigliera Beta Costantini – il Piano Nazionale Antiviolenza, che non decolla per mancanza di finanziamenti, sottolinea l’importanza delle azioni di formazione e informazione per evitare gli stereotipi e individua nelle attività da promuovere, quelle che si rivolgono agli uomini.  Per la prevenzione dei comportamenti a rischio e il sostegno psicologico, indispensabile per modificare comportamenti aggressivi e condannabili”.
Il presidente Diego Di Bonaventura ha posto l’accento sullo sforzo degli enti locali come la Provincia che stanno sostenendo i servizi Antiviolenza senza avere una continuità di finanziamenti: “Lo facciamo perché sappiamo che le donne hanno bisogno di aiuto e sostegno e non possono essere lasciate sole. Formare e informare, parlare alle giovani generazioni, sostenere la Rete è quello che continueremo a fare”.

A riprova dell’impegno della Provincia, il 22 apre un nuovo sportello del Centro Antiviolenza (il quarto) a Isola del Gran Sasso, in collaborazione con il Comune.

Numerosi gli interventi in conferenza stampa dal vicepresidente della provincia Alessandro Recchiuti al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto“Il mondo dello sport ha una forza trainante molto forte per le iniziative di carattere sociale e in questo caso la campagna mi pare molto centrata” ha dichiarato Franco Iachini.

Allo stadio Bonolis e nei Palazzetti dello Sport, prima del fischio d’inizio, sarà proiettato il cortometraggio del regista teramano Marco Cassini, prodotto dalla Provincia: “Un posto sicuro” che “racconta” il Centro Antiviolenza La Fenice.
Queste le date delle partite interessate:

  • 16 Novembre ore 18 Pala Maggetti (Roseto) incontro tra Associazione Amicacci Giulianova contro Santo Stefano (Campioni d’Italia in carica)
  • 17 Novembre ore 16 Stadio Bonolis (Teramo) incontro tra Teramo Calcio contro Ternana (partita ripresa in diretta da Rai Sport)
  • 17 Novembre ore 18 Pala Maggetti (Roseto)  incontro Roseto Sharks contro Orzinuovi

Il 23 notte, infine, a Piazza Orsini, si illuminerà di rosso l’opera dello scultore, Venanzo Crocetti, “La statua della maternità”.
Il linguaggio, gli stereotipi al centro della campagna di comunicazione sociale
Tempesta emotiva: la definizione è entrata anche in una sentenza, quella della Corte d’Appello di Bologna che, riconoscendo le attenuanti generiche, ha ridotto da 30 a 16 anni di reclusione la pena per un uomo che ha strangolato la donna che aveva iniziato con lui una relazione da un mese. Tra queste attenuanti generiche, la ormai famosa “tempesta emotiva“. Un altro caso a Genova: una riduzione della pena per un uomo che ha ucciso a coltellate sua moglie, per le attenuanti generiche riconosciute. Tra le parole che colpiscono nelle motivazioni, “il misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento” dell’uomo, e il suo stato d’animo “molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile“.
Anche i titoli dei giornali associano spesso, ancora, il femminicidio alla  “pazzia d’amore” alla “follia della gelosia”: nel racconto del tragico fatto di cronaca, che in tanti casi diventa strage per l’uccisione anche dei figli oltre che della moglie o compagna,  si sottolineano aspetti come “famiglia normale” e “uomo tranquillo”.
Le parole sono importanti: il Piano Nazionale Antiviolenza, che non decolla per mancanza di finanziamenti, sottolinea l’importanza delle azioni di formazione e informazione per evitare gli stereotipi e individua nelle attività da promuovere, quelle che si rivolgono agli uomini, per la prevenzione e il sostegno psicologico, indispensabile per modificare comportamenti sbagliati e ampiamente condannabili.
La Campagna di comunicazione sociale promossa dalla Commissione Provinciale Pari Opportunità e dalla Provincia in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) si rivolge, quindi, in maniera particolare e per la prima volta agli uomini, coinvolgendo il mondo dello sport.
#uominicheamanoledonne. Il claim è la parafrasi del libro “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson; una trilogia che ha venduto milioni di copie nel modo e la cui protagonista Lisbeth Salander è un simbolo di riscatto femminile. Dopo lo slogan il messaggio “Non uccidono, non violentano, non maltrattano” che richiama i drammatici casi di femminicidio e gli stereotipi del linguaggio e stigmatizzando l’uso di parole ambigue e fuorvianti presenti anche nel linguaggio giornalistico oltre che in quello di uso comune.
Non si tratta dell’unica iniziativa, la campagna avrà uno sviluppo sui social, in particolare FB e INSTAGRAM (con attività che consentiranno un’interazione: sondaggi, valutazioni, suggerimenti, segnalazioni) con l’obiettivo di promuovere i servizi del Centro Antiviolenza La Fenice e della Casa di Accoglienza “Casa Maia” gestiti dalla Provincia.

#uominicheamanoledonne: la campagna antiviolenza della Provincia di Teramo

Il Teramo Calcio, la Roseto Sharks e la Amicacci di Giulianova scenderanno in campo, nelle prossime partite (il 16 e il 17 novembre) indossando le magliette che promuovono la campagna di comunicazione sociale contro la violenza sulle donne #uominicheamanoledonne – non uccidono, non violentano, non maltrattano.
Quest’anno, in occasione delle iniziative per la Giornata Internazionale contro la violenza delle donne (25 novembre) la Commissione Provinciale Pari Opportunità e la Provincia, hanno scelto di parlare agli uomini e di farlo utilizzando come testimonial i giocatori di due fra gli sport più seguiti: il calcio e il basket.
L’iniziativa, che serve a promuovere l’attività dei servizi antiviolenza gestiti dalla Provincia, il Centro La Fenice e la casa di accoglienza “Casa Maya”, è stata presentata questa mattina insieme alla dirigenza delle squadre: Franco Iachini per il Teramo Calcio, il presidente del Roseto Sharks Antonio Norante, il vicepresidente dell’Amicacci di Giulianova, Peppino Marchionni.

Una battaglia così importante, ogni due giorni una donna viene uccisa, ha bisogno del coinvolgimento di tutti, anche degli uomini – spiega la presidente della CPO Tania Bonnici Castelli – non la possiamo vincere se non siamo uniti e poi c’è lo sport, un veicolo potente. Gli atleti scenderanno in campo indossando le nostre magliette con lo slogan, abbiamo scelto parole forti: gli atleti uomini diventeranno paladini del messaggio contro un fenomeno che, non dobbiamo dimenticarlo mai, è assolutamente drammatico”.

Le parole sono importanti – dichiara la consigliera Beta Costantini – il Piano Nazionale Antiviolenza, che non decolla per mancanza di finanziamenti, sottolinea l’importanza delle azioni di formazione e informazione per evitare gli stereotipi e individua nelle attività da promuovere, quelle che si rivolgono agli uomini.  Per la prevenzione dei comportamenti a rischio e il sostegno psicologico, indispensabile per modificare comportamenti aggressivi e condannabili”.
Il presidente Diego Di Bonaventura ha posto l’accento sullo sforzo degli enti locali come la Provincia che stanno sostenendo i servizi Antiviolenza senza avere una continuità di finanziamenti: “Lo facciamo perché sappiamo che le donne hanno bisogno di aiuto e sostegno e non possono essere lasciate sole. Formare e informare, parlare alle giovani generazioni, sostenere la Rete è quello che continueremo a fare”.

A riprova dell’impegno della Provincia, il 22 apre un nuovo sportello del Centro Antiviolenza (il quarto) a Isola del Gran Sasso, in collaborazione con il Comune.

Numerosi gli interventi in conferenza stampa dal vicepresidente della provincia Alessandro Recchiuti al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto“Il mondo dello sport ha una forza trainante molto forte per le iniziative di carattere sociale e in questo caso la campagna mi pare molto centrata” ha dichiarato Franco Iachini.

Allo stadio Bonolis e nei Palazzetti dello Sport, prima del fischio d’inizio, sarà proiettato il cortometraggio del regista teramano Marco Cassini, prodotto dalla Provincia: “Un posto sicuro” che “racconta” il Centro Antiviolenza La Fenice.
Queste le date delle partite interessate:

  • 16 Novembre ore 18 Pala Maggetti (Roseto) incontro tra Associazione Amicacci Giulianova contro Santo Stefano (Campioni d’Italia in carica)
  • 17 Novembre ore 16 Stadio Bonolis (Teramo) incontro tra Teramo Calcio contro Ternana (partita ripresa in diretta da Rai Sport)
  • 17 Novembre ore 18 Pala Maggetti (Roseto)  incontro Roseto Sharks contro Orzinuovi

Il 23 notte, infine, a Piazza Orsini, si illuminerà di rosso l’opera dello scultore, Venanzo Crocetti, “La statua della maternità”.
Il linguaggio, gli stereotipi al centro della campagna di comunicazione sociale
Tempesta emotiva: la definizione è entrata anche in una sentenza, quella della Corte d’Appello di Bologna che, riconoscendo le attenuanti generiche, ha ridotto da 30 a 16 anni di reclusione la pena per un uomo che ha strangolato la donna che aveva iniziato con lui una relazione da un mese. Tra queste attenuanti generiche, la ormai famosa “tempesta emotiva“. Un altro caso a Genova: una riduzione della pena per un uomo che ha ucciso a coltellate sua moglie, per le attenuanti generiche riconosciute. Tra le parole che colpiscono nelle motivazioni, “il misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento” dell’uomo, e il suo stato d’animo “molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile“.
Anche i titoli dei giornali associano spesso, ancora, il femminicidio alla  “pazzia d’amore” alla “follia della gelosia”: nel racconto del tragico fatto di cronaca, che in tanti casi diventa strage per l’uccisione anche dei figli oltre che della moglie o compagna,  si sottolineano aspetti come “famiglia normale” e “uomo tranquillo”.
Le parole sono importanti: il Piano Nazionale Antiviolenza, che non decolla per mancanza di finanziamenti, sottolinea l’importanza delle azioni di formazione e informazione per evitare gli stereotipi e individua nelle attività da promuovere, quelle che si rivolgono agli uomini, per la prevenzione e il sostegno psicologico, indispensabile per modificare comportamenti sbagliati e ampiamente condannabili.
La Campagna di comunicazione sociale promossa dalla Commissione Provinciale Pari Opportunità e dalla Provincia in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) si rivolge, quindi, in maniera particolare e per la prima volta agli uomini, coinvolgendo il mondo dello sport.
#uominicheamanoledonne. Il claim è la parafrasi del libro “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson; una trilogia che ha venduto milioni di copie nel modo e la cui protagonista Lisbeth Salander è un simbolo di riscatto femminile. Dopo lo slogan il messaggio “Non uccidono, non violentano, non maltrattano” che richiama i drammatici casi di femminicidio e gli stereotipi del linguaggio e stigmatizzando l’uso di parole ambigue e fuorvianti presenti anche nel linguaggio giornalistico oltre che in quello di uso comune.
Non si tratta dell’unica iniziativa, la campagna avrà uno sviluppo sui social, in particolare FB e INSTAGRAM (con attività che consentiranno un’interazione: sondaggi, valutazioni, suggerimenti, segnalazioni) con l’obiettivo di promuovere i servizi del Centro Antiviolenza La Fenice e della Casa di Accoglienza “Casa Maia” gestiti dalla Provincia.

10 dicembre: L’UPI alla Manifestazione della Rete delle città contro l’Odio.

Manifestazione della Rete delle città contro l’Odio. De Pascale “10 dicembre a Milano anche le Province in piazza. Piena adesione di UPI”

Ci saranno anche le Province alla manifestazione in programma il 10 dicembre a Milano a sostegno della senatrice Liliana Segre e contro ogni forma di odio e razzismo. “L’UPI sarà insieme all’ANCI tra i promotori dell’evento al fianco della Rete delle città contro l’odio. Le Province italiane, nel solco tracciato dalla nostra Costituzione Repubblicana, non possono che essere in prima linea contro ogni forma di odio razziale, accanto alla Senatrice Liliana Segre e a custodia della memoria”.

Sicurezza Scuole: l’UPI incontra il Ministro Fioramonti

Portare le scuole superiori italiane al centro del dibattito politico nazionale, per assicurare a chi vive, lavora, e cresce nelle oltre 7.400 scuole italiane la piena attenzione del Paese.

Questo l’obiettivo condiviso oggi con il Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, dal Presidente di UPI Michele de Pascale, e dalla responsabile istruzione UPI Silvia Chiassai Martini, Presidente della Provincia di Arezzo.

“Non vorremmo mai arrivare a dovere chiudere le scuole – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma vogliamo che tutti abbiano chiaro che se non si torna ad investire per la manutenzione e la sicurezza degli edifici scolastici delle superiori, che sono stati penalizzati per anni, c’è il rischio concreto che questo avvenga.  Abbiamo due grandi emergenze che vanno risolte: da una parte, pochissime risorse, insufficienti a coprire il reale fabbisogno in termini di investimenti in messa in sicurezza e manutenzione. Basta guardare alla Legge di  bilancio appena varata dal Governo, che riserva alle scuole superiori solo 450 milioni a fronte dei 2,5 miliardi di fabbisogno accertato. Dall’altra, procedure burocratiche talmente complesse che fanno passare anche 3 anni da quando i soldi sono stanziati a quando arrivano agli enti. Su questi fronti abbiamo ricevuto dal Ministro Fioramonti piena condivisione e la disponibilità a lavorare insieme, anche attraverso la creazione di una Cabina di regia ristretta tra MIUR, UPI e ANCI.  E per accendere un gande faro su questi temi, abbiamo proposto al Ministro di realizzare entro la fine dell’anno gli Stati Generali delle scuole superiori, una giornata in cui, in tutta Italia, istituzioni, studenti, docenti personale e famiglie si troveranno  per raccontare insieme al Paese la scuola italiana, non solo nelle criticità ma anche in quelle poche ma significative eccellenze che con fatica sono state realizzare nelle Province italiane”

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