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“Azione Province Giovani”: la Provincia di Piacenza tra i vincitori del bando

La Provincia di Piacenza è stata ammessa al finanziamento di 37.400 euro del bando “Azione ProvincEgiovani” promosso dal Dipartimento per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, rendendo disponibile un sistema territoriale di azioni che ne favorisca il successo formativo.

Dieci i partners del Progetto “Stra.Te.G.I.A. – Strada, Territorio, Giovani in Azione” (Ufficio scolastico territoriale di Piacenza e Parma, I.C. Gandhi, Associazione La Ricerca Onlus, Associazione oratori piacentini, Cooperativa Sociale Eureka, L’Arco, Comuni di Rottofreno e Castel San Giovanni, Unioni dei Comuni Valli Trebbia e Luretta) che è risultato essere il sesto in graduatoria nazionale e il primo tra le Province dell’Emilia – Romagna, tra le cinquanta domande presentate nei mesi scorsi.

Il Partenariato prevede la compartecipazione di tutti i soggetti che condividono finalità e obiettivi del progetto, partecipando attivamente alle diverse fasi attuative e rafforzando il dialogo e la collaborazione.

I risultati attesi del progetto, che partirà entro la fine del mese di febbraio 2020 e avrà una durata complessiva di 8 mesi, sono:

  • Favorire dinamiche di partecipazione attiva e sostegno ai ragazzi coinvolti nell’assunzione di responsabilità, attivando capacità personali e sociali, competenze utili ed efficaci nella promozione del benessere all’interno dei gruppi di appartenenza, a scuola e nel territorio: le cosiddette life skills;
  • Aumentare l’empowerment dei giovani favorendo il protagonismo degli stessi, creando una rete stabile di giovani che operano con la logica dell’educazione tra pari;
  • Maggiore conoscenza di luoghi e gruppi di ragazzi in situazione di marginalità;
  • Ampliare la conoscenza delle esperienze attivate sul territorio a favore dei giovani e la diffusione delle “buone pratiche” esistenti nell’ambito delle Politiche giovanili.

Beneficiari diretti del progetto, sono gruppi di giovani a rischio di marginalizzazione, disagio giovanile, NEET (Not in Education, Employment or Training) di età compresa tra i 13 e 20 anni, oltre a giovani studenti delle scuole secondarie di primo grado ad alto rischio di dispersione e con disagio socio economico e famigliare.

Beneficiari indiretti, invece, sono gruppi di giovani dai 14 ai 20 anni che saranno “formati” per le attività di sostegno e supporto ai loro pari e per i quali viene prevista una Borsa di Studio. Inoltre, attraverso accordi con gli Istituti secondari di secondo grado di provenienza, verranno riconosciuti crediti formativi quale riscontro per l’esperienza vissuta.

Per l’iniziativa Azione ProvincEgiovani, il Dipartimento della Presidenza del Consiglio, mediante risorse del Fondo nazionale per le politiche giovanili, ha stanziato complessivamente 1,2 milioni di euro quale contributo per finanziare la realizzazione dei progetti presentati da Province o UPI Regionali.

La Provincia di Piacenza, inoltre, insieme alle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena, è partner del progetto di Upi Emilia Romagna “No Drop, No Out” per il contrasto all’abbandono e la sedenterietà che a Piacenza si concretizzerà con il coinvolgimento dell’A.U.S.L. e dei Licei Sportivi “Respighi” e “San Benedetto” che organizzeranno azioni a favore di disabili e over 65.

“E’ un riconoscimento importante – commenta il Presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri – che dimostra come le Province sappiano svolgere al meglio il loro ruolo di coordinamento e programmazione di azioni territoriali rivolte alle proprie comunità. Voglio sottolineare l’importanza delle politiche giovanili e di quanto promuovere interventi integrati e valorizzare strategie e politiche coordinate in grado di coinvolgere i diversi livelli istituzionali, l’associazionismo e tutti gli attori che si occupano di giovani, sia fondamentale per sostenere le nuove generazioni”.

 

Politiche giovanili: finanziato il progetto della Provincia di Salerno

Si chiama “InCOR – includere, crescere, orientare” il progetto che la Provincia di Salerno ha presentato all’UPI, come capofila di un importante partenariato, in risposta all’Avviso “Azione Province Giovani 2019” che consentiva alle Province italiane ed alle sezioni regionali dell’UPI di candidare progetti nell’ambito delle politiche giovanili entro il 18 dicembre scorso, data di scadenza.

“Proprio ieri – dichiara il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese – abbiamo ricevuto la conferma dal Direttore Generale dell’UPI, Piero Antonelli, dell’ammissione al finanziamento per un contributo di 39.600 euro. Il progetto “InCOR – includere, crescere, orientare” ha lo scopo di contrastare la dispersione scolastica, agendo sul doppio binario dell’inclusione e della motivazione, attraverso l’implementazione di “buone pratiche” facilmente (ed economicamente) replicabili a scala provinciale, regionale e nazionale.

All’avviso UPI hanno risposto 50 soggetti (tra Province, UPI regionali e sezioni ANCI regionali), ma solo 23 progetti sono stati ammessi a finanziamento e tra questi il nostro che è stato elaborato dal Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, con il fondamentale supporto del Consigliere provinciale delegato alle Politiche Giovanili, Giovanni Guzzo.

Molto significativa è poi la composizione del partenariato di questo progetto, composto da: Ufficio Scolastico Regionale della Campania; Consorzio COSVITEC; Azienda Consortile “Agro solidale”; Centro Sportivo Italiano (CSI); Fondazione della Comunità Salernitana onlus; Associazione Fortis; Comuni di Albanella, Castelnuovo Cilento, Nocera Inferiore, Oliveto Citra, San Valentino Torio; Fondazione CARISAL quale sponsor co-finanziatore.

La scelta dei partner da coinvolgere è stata guidata dalla esigenza di costruire una sinergia solida tra soggetti interni ed esterni alle istituzioni, in grado di attivarsi per implementare azioni concrete di contrasto alla dispersione scolastica. La presenza dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania per esempio potrà consentire una puntuale diffusione dei risultati e delle pratiche sperimentate, oltre a favorire il dialogo con gli altri protagonisti della lotta alla dispersione (Procura, Servizi Sociali, Piani di Zona, etc.).

Noi come Provincia sicuramente cureremo e coordineremo le relazioni con tutti i 158 Comuni del territorio, primi interlocutori nella individuazione di una efficace strategia di contrasto della dispersione scolastica. I nostri giovani meritano la nostra attenzione anche ai fini di una maggiore occupabilità. Auguro a tutti buon lavoro.”

Politiche giovanili: finanziato il progetto della Provincia di Salerno

Si chiama “InCOR – includere, crescere, orientare” il progetto che la Provincia di Salerno ha presentato all’UPI, come capofila di un importante partenariato, in risposta all’Avviso “Azione Province Giovani 2019” che consentiva alle Province italiane ed alle sezioni regionali dell’UPI di candidare progetti nell’ambito delle politiche giovanili entro il 18 dicembre scorso, data di scadenza.

“Proprio ieri – dichiara il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese – abbiamo ricevuto la conferma dal Direttore Generale dell’UPI, Piero Antonelli, dell’ammissione al finanziamento per un contributo di 39.600 euro. Il progetto “InCOR – includere, crescere, orientare” ha lo scopo di contrastare la dispersione scolastica, agendo sul doppio binario dell’inclusione e della motivazione, attraverso l’implementazione di “buone pratiche” facilmente (ed economicamente) replicabili a scala provinciale, regionale e nazionale.

All’avviso UPI hanno risposto 50 soggetti (tra Province, UPI regionali e sezioni ANCI regionali), ma solo 23 progetti sono stati ammessi a finanziamento e tra questi il nostro che è stato elaborato dal Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali, con il fondamentale supporto del Consigliere provinciale delegato alle Politiche Giovanili, Giovanni Guzzo.

Molto significativa è poi la composizione del partenariato di questo progetto, composto da: Ufficio Scolastico Regionale della Campania; Consorzio COSVITEC; Azienda Consortile “Agro solidale”; Centro Sportivo Italiano (CSI); Fondazione della Comunità Salernitana onlus; Associazione Fortis; Comuni di Albanella, Castelnuovo Cilento, Nocera Inferiore, Oliveto Citra, San Valentino Torio; Fondazione CARISAL quale sponsor co-finanziatore.

La scelta dei partner da coinvolgere è stata guidata dalla esigenza di costruire una sinergia solida tra soggetti interni ed esterni alle istituzioni, in grado di attivarsi per implementare azioni concrete di contrasto alla dispersione scolastica. La presenza dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania per esempio potrà consentire una puntuale diffusione dei risultati e delle pratiche sperimentate, oltre a favorire il dialogo con gli altri protagonisti della lotta alla dispersione (Procura, Servizi Sociali, Piani di Zona, etc.).

Noi come Provincia sicuramente cureremo e coordineremo le relazioni con tutti i 158 Comuni del territorio, primi interlocutori nella individuazione di una efficace strategia di contrasto della dispersione scolastica. I nostri giovani meritano la nostra attenzione anche ai fini di una maggiore occupabilità. Auguro a tutti buon lavoro.”

Politiche giovanili: finanziato il progetto dell’UPI Emilia Romagna

UPI Emilia-Romagna è stata ammessa al finanziamento di 60mila euro del bando “Azione ProvincEgiovani” promosso dal Dipartimento per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono sportivo e la conseguente sedentarietà, sensibilizzando alla pratica dello sport e alla corretta alimentazione i ragazzi tra i 14 e i 20 anni.

Il progetto di UPI Emilia-Romagna, chiamato “No drop, no out”, è risultato essere il quinto in graduatoria nazionale e il primo come UPI regionale, tra le sessanta domande presentate le scorse settimane.

Per il Presidente di UPI Emilia-Romagna Gian Domenico Tomei “questo risultato dimostra che le Province possono svolgere a pieno un ruolo di coordinamento in azioni territoriali rivolte alle comunità locali. La capacità di coesione della nostra Regione ha tra le sue componenti fondamentali proprio le Province, che debbono assolutamente uscire dalla sola fase di gestione di strade e scuole per riaffermare con forza un ruolo di progettualità e prossimità territoriale”.

Il progetto di UPI punta, attraverso la formazione di gruppi di giovani, a dedicare due giornate agli sport di strada, come il parkour, la danza urbana, gli sport della glisse, le giocolerie, il basket 3×3, che prevederanno workshop e seminari specifici, laboratori e scambi di esperienze.

Il progetto, che partirà nei primi mesi del 2020, avrà una durata complessiva di 8 mesi e si svolgerà nelle quattro Province aderenti, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, dimostrando la forte capacità di coesione e di fare sistema delle Province emiliane, tutte presenti nel progetto, coinvolgendo anche i Comuni di Novellara, Polesine Zibello, Neviano degli Arduini, Boretto, Rio Saliceto, San Martino in Rio, San Polo d’Enza, Villa Minozzo, Castelnuovo di sotto, Polinago, Albinea e Cavriago: realtà territoriali di piccole dimensioni che non sempre possono intercettare offerte sportive strutturate.

Per l’iniziativa Azione ProvincEgiovani, il Dipartimento della Presidenza del Consiglio, mediante risorse del Fondo nazionale per le politiche giovanili, ha stanziato complessivamente 1,2 milioni di euro quale contributo per finanziare la realizzazione dei progetti presentati da Province o UPI Regionali.

 

Politiche giovanili: finanziato il progetto dell’UPI Emilia Romagna

UPI Emilia-Romagna è stata ammessa al finanziamento di 60mila euro del bando “Azione ProvincEgiovani” promosso dal Dipartimento per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono sportivo e la conseguente sedentarietà, sensibilizzando alla pratica dello sport e alla corretta alimentazione i ragazzi tra i 14 e i 20 anni.

Il progetto di UPI Emilia-Romagna, chiamato “No drop, no out”, è risultato essere il quinto in graduatoria nazionale e il primo come UPI regionale, tra le sessanta domande presentate le scorse settimane.

Per il Presidente di UPI Emilia-Romagna Gian Domenico Tomei “questo risultato dimostra che le Province possono svolgere a pieno un ruolo di coordinamento in azioni territoriali rivolte alle comunità locali. La capacità di coesione della nostra Regione ha tra le sue componenti fondamentali proprio le Province, che debbono assolutamente uscire dalla sola fase di gestione di strade e scuole per riaffermare con forza un ruolo di progettualità e prossimità territoriale”.

Il progetto di UPI punta, attraverso la formazione di gruppi di giovani, a dedicare due giornate agli sport di strada, come il parkour, la danza urbana, gli sport della glisse, le giocolerie, il basket 3×3, che prevederanno workshop e seminari specifici, laboratori e scambi di esperienze.

Il progetto, che partirà nei primi mesi del 2020, avrà una durata complessiva di 8 mesi e si svolgerà nelle quattro Province aderenti, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, dimostrando la forte capacità di coesione e di fare sistema delle Province emiliane, tutte presenti nel progetto, coinvolgendo anche i Comuni di Novellara, Polesine Zibello, Neviano degli Arduini, Boretto, Rio Saliceto, San Martino in Rio, San Polo d’Enza, Villa Minozzo, Castelnuovo di sotto, Polinago, Albinea e Cavriago: realtà territoriali di piccole dimensioni che non sempre possono intercettare offerte sportive strutturate.

Per l’iniziativa Azione ProvincEgiovani, il Dipartimento della Presidenza del Consiglio, mediante risorse del Fondo nazionale per le politiche giovanili, ha stanziato complessivamente 1,2 milioni di euro quale contributo per finanziare la realizzazione dei progetti presentati da Province o UPI Regionali.

 

Borsa di studio UPI per Master Universitario di Secondo Livello “Amministrazione e Governo del Territorio” – LUISS

La Luiss School of Government mette a concorso 1 borsa di studio (intesa come esonero dal pagamento della tassa di iscrizione) finanziate dall’Unione delle Province d’Italia per amministratori locali, per dipendenti pubblici a tempo indeterminato presso amministrazioni provinciali e delle città metropolitane e per dipendenti dell’UPI per favorire la partecipazione al Master Universitario di Secondo Livello “Amministrazione e Governo del Territorio” per anno accademico 2019/2020.

Come candidarsi:

  • allegare, tramite upload nella procedura sopraindicata, il modulo di adesione alla borsa di studio UPI (modulo da stampare, compilare ed allegare con upload);

Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente attraverso l’apposita piattaforma online sul sito del master. In caso di problemi tecnici relativi all’invio delle candidature eventuali reclami saranno accettati solo se presentati entro la scadenza del bando. Le candidature pervenute oltre il termine di scadenza non verranno accettate.

I dettagli nel link che segue

Graduatoria Progetti APG 2019

Nel documento allegato pubblichiamo la graduatoria dei Progetti Ammessi e Finanziati, Ammessi e non finanziati, Non Ammessi riferiti al bando “Avviso pubblico a presentare progetti destinati a promuovere interventi nell’ambito delle Politiche Giovanili – iniziativa Azione provincEgiovani anno 2019″.

Le Province beneficiarie di contributo riceveranno formale comunicazione nei prossimi giorni a mezzo pec

Graduatoria APG 2019 def

La Provincia sostiene la candidatura di Trani a Capitale Italiana della Cultura 2021

 “Dai Sindaci della Provincia parte finalmente un nuovo messaggio di unità e di visione di insieme nell’esclusivo interesse dell’intero territorio”.
Lo afferma il Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, dopo la decisione del Sindaco di Barletta Cosimo Cannito, di sostenere la candidatura della Città di Trani a Capitale Italiana della Cultura per il 2021.
“Ringrazio il Sindaco Cannito per il senso di responsabilità dimostrato – ha proseguito Lodispoto -. Come ripetuto nelle scorse settimane, quella di Trani era una candidatura di sistema dell’intero territorio provinciale. E’ innegabile che anche Barletta, Città della Disfida, le cui peculiarità storiche, artistiche e culturali sono sotto gli occhi di tutti, potesse avere le stesse aspirazioni, ma in questo momento la cosa più saggia da fare era mostrarsi uniti, sostenendo la prima candidatura partita da questa Provincia, vale a dire quella della Città di Trani. L’intesa raggiunta tra tutti i Sindaci, inoltre, prevede che il prossimo anno sarà proprio Barletta la Città candidata per questo territorio  a Capitale Italiana della Cultura per il 2022. Ringrazio dunque tutti i colleghi Sindaci per il messaggio di unità dimostrata in questa occasione, che sono certo potrà proseguire anche in futuro”.
A cominciare proprio da un’altra iniziativa che avrà proprio Barletta per protagonista. “Già dai prossimi giorni ci adopereremo per sostenere convintamente il riconoscimento di Canne della Battaglia come sito Unesco” ha poi concluso Lodispoto.

Cinghiali: le indicazioni della Provincia di Ancona

La presenza dei cinghiali  è una problematica sempre più ampia, sentita e grave. La Polizia Provinciale della Provincia di Ancona è, a tal proposito, sempre più impegnata in area rurale e montana, con l’effettuazione di interventi di controllo della specie in attuazione delle vigenti norme nazionali e regionali.

 

“Inoltre, da anni, la Provincia di Ancona provvede sistematicamente, tramite ditta specializzata, alla gestione di animali investiti nelle strade provinciali nel rispetto delle norme igienico sanitarie – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Pierfrancesco Gambelli – È importantissimo essere consapevoli che le carcasse dei cinghiali, e di altri ungulati rinvenute morte a seguito di incidenti o per cause non note non possono essere in nessun modo avviate al consumo umano, in quanto non sottoposte ai controlli sanitari obbligatori”.

 

Tra le altre attività messe in atto, la Polizia Provinciale di Ancona, negli ultimi mesi, ha intensificato anche la vigilanza sulla caccia al cinghiale in area montana, finalizzata soprattutto alla verifica delle condizioni di sicurezza e sul trasporto delle armi. Durante le operazioni sono stati effettuati decine di controlli ed elevate numerose sanzioni per violazioni al codice della strada e delle norme in materia venatoria. 

 

“Si ricorda che tutte le irregolarità saranno trasmesse agli organi di Pubblica Sicurezza per l’applicazione di eventuali provvedimenti disciplinari.

I controlli continueranno quotidianamente anche dopo la chiusura della stagione venatoria, per prevenire per quanto possibile, comportamenti potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità – continua il Comandante Gambelli – In considerazione delle caratteristiche delle armi in uso, si raccomanda a tutti gli utenti, l’assoluto rispetto delle norme di sicurezza e di usare tutte le precauzioni del caso nel maneggio, uso e trasporto delle armi legalmente utilizzate”.

 

 

Cinghiali: le indicazioni della Provincia di Ancona

La presenza dei cinghiali  è una problematica sempre più ampia, sentita e grave. La Polizia Provinciale della Provincia di Ancona è, a tal proposito, sempre più impegnata in area rurale e montana, con l’effettuazione di interventi di controllo della specie in attuazione delle vigenti norme nazionali e regionali.

 

“Inoltre, da anni, la Provincia di Ancona provvede sistematicamente, tramite ditta specializzata, alla gestione di animali investiti nelle strade provinciali nel rispetto delle norme igienico sanitarie – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Pierfrancesco Gambelli – È importantissimo essere consapevoli che le carcasse dei cinghiali, e di altri ungulati rinvenute morte a seguito di incidenti o per cause non note non possono essere in nessun modo avviate al consumo umano, in quanto non sottoposte ai controlli sanitari obbligatori”.

 

Tra le altre attività messe in atto, la Polizia Provinciale di Ancona, negli ultimi mesi, ha intensificato anche la vigilanza sulla caccia al cinghiale in area montana, finalizzata soprattutto alla verifica delle condizioni di sicurezza e sul trasporto delle armi. Durante le operazioni sono stati effettuati decine di controlli ed elevate numerose sanzioni per violazioni al codice della strada e delle norme in materia venatoria. 

 

“Si ricorda che tutte le irregolarità saranno trasmesse agli organi di Pubblica Sicurezza per l’applicazione di eventuali provvedimenti disciplinari.

I controlli continueranno quotidianamente anche dopo la chiusura della stagione venatoria, per prevenire per quanto possibile, comportamenti potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità – continua il Comandante Gambelli – In considerazione delle caratteristiche delle armi in uso, si raccomanda a tutti gli utenti, l’assoluto rispetto delle norme di sicurezza e di usare tutte le precauzioni del caso nel maneggio, uso e trasporto delle armi legalmente utilizzate”.

 

 

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

Le Province agli Stati Generali della Montagna

“Nessuno si salva da solo. La montagna ha bisogno della pianura, tanto quanto la pianura ha bisogno che qualcuno presidi le aree in quota.

Sondrio,  Belluno e Provincia di Verbano Cusio Ossola sono  le tre Province italiane che la legge ha identificato come Province montane e che per questo dovrebbero essere destinarie di interventi che ne riconoscano il loro ruolo essenziale di coordinamento dello sviluppo locale”

Lo ha ricordato il Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin intervenendo agli Stati Generali della Montagna in corso a Roma promossi dal Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con il Consigliere per la montagna del Ministro, on. Enrico Borghi. “

Un processo mai avviato – ha denunciato Padrin – e su cui è urgente e ineludibile intervenire, a partire dalla revisione profonda della Legge 56 /14.

La richiesta che rivolgiamo oggi al Ministro, che presiede e coordina il Tavolo nazionale sul regionalismo differenziato – ha aggiunto Padrin – è  di vigilare affinché le singole leggi regionali prevedano e rispettino tali specificità.

Servono strumenti nuovi per risolvere criticità specifiche a partire dallo spopolamento delle aree montane, fenomeno che ha assunto dimensioni tali da rappresentare ormai una vera emergenza. Noi come Province abbiamo proposte per soluzioni concrete per provare a invertire la rotta, attraverso politiche a favore dell’agricoltura di montagna, servizi alle famiglie, misure attente alle necessità di cittadini e imprese.

Obiettivi che riproponiamo oggi con l’auspicio che possano essere condivise ed entrare nell’agenda del Ministro e del Governo: la  Provincia di Belluno – ha concluso Padrin – è pronta a sperimentare su questi temi un progetto pilota”.

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