Esplora tutte le news

UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA: CI PRESENTIAMO

L’Unione delle  Province  d’Italia  fu  istituita nell’Assemblea che si svolse il 23 e 24 marzo del 1908  nell’aula  del  consiglio  della  Provincia  di Roma:  vi  aderirono  57  Province  sulle  69  allora esistenti.

Primo  Presidente  dell’Associazione  fu  Giuseppe  Cerutti,  Presidente della deputazione provinciale di Venezia.

Il giorno  dopo  la  chiusura  dei  lavori  una  delegazione dell’Upi fu ricevuta dal Primo Ministro Giovanni  Giolitti,  che  la  riconobbe  ufficialmente  e avviò  i  primi  accordi  per  inserirne  una  rappresentanza nelle Commissioni di governo chiamate a studiare regolamenti sulle autonomie locali.

Sciolta  dal  regime  fascista,  l’associazione  continuò  ad  operare,  attraverso  la  pubblicazione  de “La Rivista delle Province”.

Nel 1946 fu ricostituita ed ebbe un ruolo determinate negli anni tra il ‘50 e il  ’70, nel riaffermare il ruolo delle Province.

Abbiamo il piacere di presentarci e di raccontarvi la nostra storia e chi siamo oggi.

TROVATE TUTTO QUI presentazione UNIONE PROVINCE D’ITALIA

UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA: CI PRESENTIAMO

L’Unione delle  Province  d’Italia  fu  istituita nell’Assemblea che si svolse il 23 e 24 marzo del 1908  nell’aula  del  consiglio  della  Provincia  di Roma:  vi  aderirono  57  Province  sulle  69  allora esistenti.

Primo  Presidente  dell’Associazione  fu  Giuseppe  Cerutti,  Presidente della deputazione provinciale di Venezia.

Il giorno  dopo  la  chiusura  dei  lavori  una  delegazione dell’Upi fu ricevuta dal Primo Ministro Giovanni  Giolitti,  che  la  riconobbe  ufficialmente  e avviò  i  primi  accordi  per  inserirne  una  rappresentanza nelle Commissioni di governo chiamate a studiare regolamenti sulle autonomie locali.

Sciolta  dal  regime  fascista,  l’associazione  continuò  ad  operare,  attraverso  la  pubblicazione  de “La Rivista delle Province”.

Nel 1946 fu ricostituita ed ebbe un ruolo determinate negli anni tra il ‘50 e il  ’70, nel riaffermare il ruolo delle Province.

Abbiamo il piacere di presentarci e di raccontarvi la nostra storia e chi siamo oggi.

TROVATE TUTTO QUI presentazione UNIONE PROVINCE D’ITALIA

DOSSIER UPI : LE PROVINCE OGGI E DOMANI

Nelle slide, il racconto delle Province dalla Legge 56/14 ad oggi.

Il risparmio inesistente, la semplificazione mancata, i talgi ai servizi, il caos sui territori.

Ma anche la ripresa degli investimenti, il ruilancio di un ente che è motore di sviluppo.

Il piano per i mille cantieri.

Il Profilo di una nuova Provincia con le proposte per migliorare i servizi ai territori attraverso la semplificazione

LEGGI TUTTO QUI slide UPI convegno 18 luglio 2019  

e nel DOSSIER con tutti i dati analizzati Dossier le Province il futuro luglio 2019

 

Decreto sicurezza”Perplessità sulla cancellazione della non punibilità per la “particolare tenuità del fatto”.

Decreto sicurezza, de Pascale UPI
“Perplessità sulla cancellazione della non punibilità per la “particolare tenuità del fatto”.”

“Ci associamo alle perplessità  espresse dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispetto alla cancellazione della non punibilità nei casi di ‘particolare tenuità del fatto’  prevista dal decreto sicurezza. Non si tratta di non sostenere la giusta pena per chi oppone violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, ma di consentire al giudice di valutare la reale portata della gravità del reato commesso. Il rischio è che aumenti il conflitto sociale tra chi, nella pubblica amministrazione, esercita il proprio compito di pubblico ufficiale a vari livelli, dalla polizia provinciale all’impiegato del catasto, e i cittadini. A tutto danno del sistema giudiziale che rischierebbe di essere ulteriormente intasato anche per questioni non pericolose e risolvibili con il buon senso. Su questo invitiamo il Parlamento a riflettere”. È il commento del Presidente dell’Upi Michele de Pascale, in merito a quanto previsto dall’articolo 16 lettera b) del cosiddetto Decreto sicurezza, che modifica l’art. 131 bis del codice penale, rendendo inapplicabile la causa di non punibilità per la “particolare tenuità del fatto” alle ipotesi di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale “quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni”, su cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso forti perplessità.

Antincendio: via libera a piano straordinario. Proroga a 31 dicembre 2021 per adeguamento

Entro il 31 dicembre 2021 tutti gli edifici e le strutture adibite a servizi scolastici dovranno essere in regola con la normativa antincendio e a questo scopo è definito un piano straordinario con un fondo di 25 milioni di euro per l’anno 2019, di 25 milioni di euro per l’anno 2020 e di 48 milioni di euro per l’anno 2021.

A prevederlo è un emendamento, fortemente sostenuto da UPI assieme ad ANCI, approvato nella conversione in legge del DL 59/2019 recante “Misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020”, che il Parlamento ha definitivamente licenziato il 6 agosto.

Si tratta dell’articolo 4-bis che prevede l’adozione di un piano straordinario per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico.  Nelle more dell’attuazione del piano, viene prorogato (dal 31 dicembre 2018) al 31 dicembre 2021 il termine di adeguamento delle strutture adibite a servizi scolastici, nei casi in cui a ciò non si sia già proceduto. Differisce, inoltre (dal 31 dicembre 2018) al 31 dicembre 2019 il termine per l’adeguamento degli asili nido. Con decreto interministeriale sono definite misure gestionali di mitigazione del rischio, da osservarsi fino al completamento dei lavori di adeguamento e, nell’ambito del termine massimo previsto per gli edifici scolastici, scadenze differenziate per il completamento dei lavori.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’art. 4-bis:

« Art. 4-bis. – (Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, e piano straordinario per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico) –

  1. Al fine di garantire la sicurezza nelle scuole, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è definito un piano straordinario per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico. All’attuazione del piano straordinario di cui al primo periodo si provvede, nei limiti di 25 milioni di euro per l’anno 2019, di 25 milioni di euro per l’anno 2020 e di 48 milioni di euro per l’anno 2021, mediante utilizzo delle risorse assegnate al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri attuativo dell’articolo 1, commi 95 e 98, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.
  2. Nelle more dell’attuazione del piano straordinario di interventi di cui al comma 1, all’articolo 4 del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. al comma 2, le parole: “al 31 dicembre 2018” sono sostituite dalle seguenti: “al 31 dicembre 2021”;
  2. al comma 2-bis, le parole: “al 31 dicembre 2018” sono sostituite dalle seguenti: “al 31 dicembre 2019”.
  1. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono definite idonee misure gestionali di mitigazione del rischio, da osservare sino al completamento dei lavori di adeguamento. Con lo stesso decreto, fermo restando il termine del 31 dicembre 2021, sono altresì definite scadenze differenziate per il completamento dei lavori di adeguamento a fasi successive ».

 

Il testo originario del provvedimento è scaricabile al seguente link https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/06/29/19G00067/sg, in allegato le modifiche approvate dal Parlamento in sede di conversione in legge del DL 59/2019 (tra cui art. 4-bis).

Fondo progettazione enti locali MIT – Termine ultimo per la presentazione delle candidature 30 agosto 2019

Per ottenere i fondi già assegnati alle Province dal MIT a valere sul Fondo progettazione di cui al DM 46/2019 è necessario presentare le domande entro e non oltre il 30 agosto 2019 alle ore 13:59, tramite l’applicativo informatico predisposto da Cassa depositi e prestiti, a cui si accede attraverso il link in calce alla pagina http://mit.gov.it/node/10775, cliccando su “ACCEDI ALL’APPLICATIVO”.

 

Come ricorderete, con DM 46 del 18 febbraio 2019 (e successivo decreto direttoriale n. 6131 del 20 giugno 2019) il MIT ha dato attuazione in via sperimentale per gli anni 2018, 2019 e 2020 al riparto delle risorse di cui alla legge n. 205 del 2017, che all’art. 1 comma 1079 istituiva un Fondo per la progettazione degli enti locali, destinato al cofinanziamento della redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e dei progetti definitivi degli enti locali per opere destinate alla messa in sicurezza di edifici e strutture pubbliche, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2030.

Il DM 46/2019 stanzia risorse per gli anni 2018, 2019, 2020 per un importo complessivo pari a 90 milioni e vengono così ripartite per ciascuna annualità:

– 4.975.000,00 euro alle Città Metropolitane;

12.437.5000,00 alle Province;

– 12.437.5000,00 ai Comuni.

 

Nel caso delle Province le risorse sono già ripartite tra gli enti come da tabella allegata che potete scaricare a questo link Decreto del Ministro n.46 del 18.02.2019 ma devono comunque essere richieste utilizzando l’applicazione informatica disposta da CdP, pena la revoca delle risorse stesse.

Ci risulta che finora pochissime sono le Province che hanno correttamente caricato le domande di cofinanziamento, vi sollecitiamo pertanto ad attivarvi nei tempi prefissati per non perdere le risorse assegnate.

Al tal fine ritengo utile sottolineare che:

 

  • Si possono presentare domande anche per progetti per la messa in sicurezza di edifici scolastici di cui le Province sono proprietarie e/o competenti ai sensi della Legge 23/96;
  • Il Fondo MIT finanzia 2 livelli di progettazione (fattibilità tecnica ed economica e definitivi);
  • I progetti oggetto di candidature devono essere inseriti nella programmazione dell’ente (programma triennale delle OO.PP. o programma biennale delle Forniture e Servizi o un atto di programmazione nel quale venga individuata la progettazione che l’amministrazione intende avviare con la presentazione della domanda di ammissione al cofinanziamento statale, quale il DUP, un decreto presidenziale, una determina dirigenziale, ecc…);
  • La percentuale massima del cofinanziamento statale è fissata per ogni progetto all’80%;
  • Possono essere al momento presentate le domande per le annualità 2018 e 2019, per il 2020 è prevista una scadenza diversa dall’art. 5 comma 5 del decreto direttoriale.

 

Pertanto potranno essere ripresentate tutte quelle candidature già eventualmente avanzate sul fondo progettazione MIUR, qualora non finanziate, relative a progetti di fattibilità o definitivi per interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici.

Per chiarire meglio eventuali ulteriori dubbi è possibile visionare le FAQ con le risposte già fornite dal MIT, disponibili al seguente link http://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/progetti/2019-08/20190802%20FAQ.pdf .

QUI INVECE TROVATE:

Circolare Fondo Progettazione MIT

Decreto del Ministro n.46 del 18.02.2019

Decreto direttoriale n.6131 del 20.06.2019 – Province e Città metropolitane

L’UPI al tavolo che ha approvato il Piano operativo del Piano strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017/20

Pubblichiamo il Piano operativo 2017-2020  del Piano strategico Nazionale suella violenza maschile contor le donne, approvato dalla Cabina di regia nella riunione che si è svolta il 18 luglio.

Un documento che costituisce la sintesi del lavoro di tutte le Amministrazioni, che con il coordinamento del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno concorso all’aggiornamento dello stato di attuazione e indicato, ove disponibili, le risorse finanziarie per la relativa attuazione.

“Il  Piano – ha sottolineato  il Sottosegretario di Stato On. Vincenzo Spadafora – ha natura flessibile e dinamica e quindi  sarà possibile, per tutto il periodo della sua attuazione, aggiornarlo ed integrarlo con ulteriori azioni concrete e risorse dedicate, sulla base delle priorità ed esigenze che di volta in volta emergeranno dal confronto nelle apposite sedi deputate : Comitato tecnico e Cabina di regia”.

“La legge 56/14 – ha dichiarato nel suo intevrento alla Cabina di regia la Consigliera della Provincia di Como Maria Grazia Sassi, che rappresenta l’UPI nel tavolo con il Governo e ha partecipato alle riunioni della cabina di regia che si sono susseguite in questi mesi- ha assegnato alle Province come funzione fondamentale proprio il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.

E’ una funzione che le Province esercitano a pieno, e che può garantire concretezza a questo piano. Essenziale, per diffondere una nuova cultura delle pari opportunità , è l’incontro con la scuola e la promozione di percorsi di conoscenza e formazione che aiutino i ragazzi e le ragazze nella crescita di una coscienza non solo egualitaria, ma capace di respingere e denunciare la violenza. Imparando, anche, a comprendere l’importanza di un lessico corretto e l’estrema pericolosità della violenza verbale.

Per questo come UPI sensibilizzeremo le Province a promuovere iniziative coordinate nelle scuole in particolare in occaisone degli eventi che saranno realizzati per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre prossimo”.

 

 

L’UPI al tavolo che ha approvato il Piano operativo del Piano strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017/20

Pubblichiamo il Piano operativo 2017-2020  del Piano strategico Nazionale suella violenza maschile contor le donne, approvato dalla Cabina di regia nella riunione che si è svolta il 18 luglio.

Un documento che costituisce la sintesi del lavoro di tutte le Amministrazioni, che con il coordinamento del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno concorso all’aggiornamento dello stato di attuazione e indicato, ove disponibili, le risorse finanziarie per la relativa attuazione.

“Il  Piano – ha sottolineato  il Sottosegretario di Stato On. Vincenzo Spadafora – ha natura flessibile e dinamica e quindi  sarà possibile, per tutto il periodo della sua attuazione, aggiornarlo ed integrarlo con ulteriori azioni concrete e risorse dedicate, sulla base delle priorità ed esigenze che di volta in volta emergeranno dal confronto nelle apposite sedi deputate : Comitato tecnico e Cabina di regia”.

“La legge 56/14 – ha dichiarato nel suo intevrento alla Cabina di regia la Consigliera della Provincia di Como Maria Grazia Sassi, che rappresenta l’UPI nel tavolo con il Governo e ha partecipato alle riunioni della cabina di regia che si sono susseguite in questi mesi- ha assegnato alle Province come funzione fondamentale proprio il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.

E’ una funzione che le Province esercitano a pieno, e che può garantire concretezza a questo piano. Essenziale, per diffondere una nuova cultura delle pari opportunità , è l’incontro con la scuola e la promozione di percorsi di conoscenza e formazione che aiutino i ragazzi e le ragazze nella crescita di una coscienza non solo egualitaria, ma capace di respingere e denunciare la violenza. Imparando, anche, a comprendere l’importanza di un lessico corretto e l’estrema pericolosità della violenza verbale.

Per questo come UPI sensibilizzeremo le Province a promuovere iniziative coordinate nelle scuole in particolare in occaisone degli eventi che saranno realizzati per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre prossimo”.

 

 

Riforma Province, de Pascale “Discutiamo dati alla mano”

“Quella di oggi è una giornata importante per riprendere una riflessione cha ha avuto un brusco stop per la campagna elettorale. Noi chiediamo che la discussione riparta dai fatti, che sono i dati che oggi presentiamo: un’operazione verità. La prossima Legge di bilancio deve trovare una soluzione definitiva e ripristinare l’autonomia istituzionale, finanziaria ed organizzativa delle Province”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale aprendo i lavori della giornata di confronto per fare il punto sulla revisione della riforma, sulle risorse per i servizi, sulla necessità di restituire a queste istituzioni la capacità di garantire servizi e rappresentanza ai territori”.

“La riforma delle Province è valsa 26 centesimi di risparmio annuo a cittadino: lo 0,001 della spesa pubblica. Per contro, ha provocato un taglio drammatico alle risorse che ha bloccato per cinque anni la manutenzione ordinaria dei 130 mila chilometri di strade e dalle oltre 7.400 scuole secondarie superiori in gestione: con – 43% alla spesa corrente e -71% di risorse per gli investimenti dal 2013 al 2018. E’ fallito poi completamente l’obiettivo della semplificazione, anzi, le Regioni hanno accentrato funzioni amministrative. Così nel Paese abbiamo ancora oltre 1.700 enti strumentali, e più di 7.000 società e consorzi vari, oltre 300 Ato Acqua, Gas e Rifiuti che a livello provinciale, svolgono compiti che potrebbero essere assegnati alle Province. Con un risparmio reale, ma soprattutto realizzando quella semplificazione indispensabile che ci chiedono prima di tutto le aziende”.

Semplificazione e investimenti, sono secondo l’UPI  le parole chiave intorno cui ricostruire una nuova Provincia: ‘Noi abbiamo un piano – ha ricordato de Pascale – con 6 miliardi di investimenti si rimette in sicurezza il Paese, si possono aprire cantieri per piccole opere pubbliche e favorire lo sviluppo locale”, con progetti già pronti e immediatamente cantierabili.

Il piano prevede 1.712 progetti per mettere in sicurezza strade provinciali, ponti, viadotti e gallerie per 2,5 miliardi; 1.092 progetti per mettere in sicurezza altrettante scuole secondarie superiori per 2,6 miliardi; 1.918 ponti e viadotti su cui le relazioni tecniche attestano la necessità di interventi urgenti di messa in sicurezza per 730 milioni; 14.089 ponti, viadotti o gallerie che necessitano di indagini tecnico diagnostiche approfondite con una stima di fabbisogno di 566 milioni.

“In questi giorni in tutta Italia i Sindaci stanno sottoscrivendo ordini del giorno a sostegno delle Province: siamo già a 1.550 firme ma il numero è in continuo aumento. La prossima settimana porteremo il fascicolo con tutti gli atti siglati dai Sindaci al tavolo della Conferenza Stato Città, per chiedere che si riprenda il percorso di revisione della riforma”.

POSTIAMO QUI LE SLIDES CON L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DE PASCALE UPI convegno 18 luglio 2019

 

Riforma Province, de Pascale “Discutiamo dati alla mano”

“Quella di oggi è una giornata importante per riprendere una riflessione cha ha avuto un brusco stop per la campagna elettorale. Noi chiediamo che la discussione riparta dai fatti, che sono i dati che oggi presentiamo: un’operazione verità. La prossima Legge di bilancio deve trovare una soluzione definitiva e ripristinare l’autonomia istituzionale, finanziaria ed organizzativa delle Province”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale aprendo i lavori della giornata di confronto per fare il punto sulla revisione della riforma, sulle risorse per i servizi, sulla necessità di restituire a queste istituzioni la capacità di garantire servizi e rappresentanza ai territori”.

“La riforma delle Province è valsa 26 centesimi di risparmio annuo a cittadino: lo 0,001 della spesa pubblica. Per contro, ha provocato un taglio drammatico alle risorse che ha bloccato per cinque anni la manutenzione ordinaria dei 130 mila chilometri di strade e dalle oltre 7.400 scuole secondarie superiori in gestione: con – 43% alla spesa corrente e -71% di risorse per gli investimenti dal 2013 al 2018. E’ fallito poi completamente l’obiettivo della semplificazione, anzi, le Regioni hanno accentrato funzioni amministrative. Così nel Paese abbiamo ancora oltre 1.700 enti strumentali, e più di 7.000 società e consorzi vari, oltre 300 Ato Acqua, Gas e Rifiuti che a livello provinciale, svolgono compiti che potrebbero essere assegnati alle Province. Con un risparmio reale, ma soprattutto realizzando quella semplificazione indispensabile che ci chiedono prima di tutto le aziende”.

Semplificazione e investimenti, sono secondo l’UPI  le parole chiave intorno cui ricostruire una nuova Provincia: ‘Noi abbiamo un piano – ha ricordato de Pascale – con 6 miliardi di investimenti si rimette in sicurezza il Paese, si possono aprire cantieri per piccole opere pubbliche e favorire lo sviluppo locale”, con progetti già pronti e immediatamente cantierabili.

Il piano prevede 1.712 progetti per mettere in sicurezza strade provinciali, ponti, viadotti e gallerie per 2,5 miliardi; 1.092 progetti per mettere in sicurezza altrettante scuole secondarie superiori per 2,6 miliardi; 1.918 ponti e viadotti su cui le relazioni tecniche attestano la necessità di interventi urgenti di messa in sicurezza per 730 milioni; 14.089 ponti, viadotti o gallerie che necessitano di indagini tecnico diagnostiche approfondite con una stima di fabbisogno di 566 milioni.

“In questi giorni in tutta Italia i Sindaci stanno sottoscrivendo ordini del giorno a sostegno delle Province: siamo già a 1.550 firme ma il numero è in continuo aumento. La prossima settimana porteremo il fascicolo con tutti gli atti siglati dai Sindaci al tavolo della Conferenza Stato Città, per chiedere che si riprenda il percorso di revisione della riforma”.

POSTIAMO QUI LE SLIDES CON L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DE PASCALE UPI convegno 18 luglio 2019

 

“Le Province oggi e domani: semplificare il Paese, migliorare i servizi, presidiare il territorio”

“Dopo anni di instabilità istituzionale e finanziaria, che hanno avuto ripercussioni pesanti sulle economie locali, è ormai evidente la necessità di restituire ai territorie alle Province  una nuova solidità sia dal punto di vista del quadro di amministrazione, sia rispetto alle risorse a disposizione.

Noi riteniamo che questo percorso non possa essere compiuto se non considerando come prioritari da una parte, la necessità di operare semplificazione amministrativa, e non di appesantire di nuove sovrastrutture il governo dei processi economici locali; dall’altra, rifiutando qualunque operazione di spending review che riduca risorse per i servizi e non intervenga piuttosto a tagliare duplicazioni di spesa.

Il risparmio, sia in termini di semplificazione che di riduzione di spesa inutile, che deriverebbe da un corretto assetto della gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è, a nostro parere, uno dei tasselli essenziali per avviare l’opera di taglio di sprechi e miglioramento dei servizi”.

Una considerazione accompagnata dai risultati della ricerca realizzata da PWC- PricewaterhouseCoopers, che verrà presentata in anteprima per UPI nel corso di un convegno che si terrà a Roma il 18 luglio prossimo (Società Dante Alighieri, Sala del Primaticcio, Piazza Firenze 21) QUI IL PROGRAMMA PROGRAMMA 18 LUGLIO

I lavori si svolgeranno secondo il programma allegato e saranno chiusi da Laura Castelli, Viceministro Economia e Stefano Candiani, Sottosegretario Ministero dell’Interno.

Province, de Pascale “Basta esitare, ripartiamo con la revisione della riforma”

Se si raffronta l’unico risparmio della Legge 56/14 accertato, i 52 milioni di cancellazione dell’indennità degli organi politici, con l’aumento di 36 milioni dei soli costi del personale transitato nelle Regioni e nei ministeri – oltre 12.000 ex dipendenti provinciali, il risparmio della riforma delle Province arriva ad un totale di non più di 16 milioni. Lo 0,001 della spesa pubblica: 26 centesimi annui a cittadino.

“A fronte di questo risparmio, alle Province sono stati tagliati oltre 3 miliardi di risorse per i servizi essenziali ai cittadini che hanno di fatto bloccato per cinque anni la manutenzione ordinaria (-43% della spesa corrente dal 2013 al 2018) e la capacità di investimento delle Province su servizi essenziali (-71%di risorse per gli investimenti dal 2013 al 2018) a partire dai 130 mila chilometri di strade e dalle oltre 7.400 scuole secondarie superiori in gestione. E il pregiudizio sulle Province continua a pesare: negli ultimi provvedimenti per la crescita, le scuole secondarie superiori sono state escluse dai finanziamenti per l’efficientamento energetico, e non un euro è stato stanziato per aprire i cantieri, per cui abbiamo già progetti pronti, per mettere in sicurezza strade, ponti e gallerie”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, anticipando alcuni dei temi su cui domani, giovedì 18 luglio, si confronteranno Governo, Parlamento, rappresentanti delle forze economiche e sociali, nell’incontro “Le Province oggi e domani: semplificare il Paese, migliorare i servizi, presidiare il territorio” (ore 10,30 – 13,30 Società Dante Alighieri, Sala del Primaticcio, Piazza Firenze 21). QUI IL PROGRAMMA 18 LUGLIO

“Chiediamo che si torni subito a discutere di come ridisegnare il ruolo delle Province, puntando su queste istituzioni per semplificare l’amministrazione locale, promuovere gli investimenti e assicurare servizi essenziali efficienti in tutto il Paese. Comprese le Regioni a Statuto Speciale, dove il caos sulle Province ha causato l’aumento delle strutture, come in Friuli Venezia Giulia con le 18 Unioni Territoriali Intercomunali, e il tracollo dei servizi, come in Sicilia e Sardegna dove le ex province sono commissariate dal 2013. Occorre intervenire anche sulla Legge elettorale, perché è del tutto evidente che se in 5 anni si torna a votare ben 11 volte, come è accaduto per le Province, qualcosa non funziona. Sono temi che vanno affrontati dati alla mano, tenendo presente sempre che da questi discende la sicurezza dei cittadini, lo sviluppo economico e sociale di gran parte del territorio, e che non possono essere trasformati in slogan politici”.

 

 

Cerca