Esplora tutte le news

Il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale alle dichiarazioni del Ministro Salvini sulle Province

“Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro dell’Interno rispetto alla volontà di inserire nella prossima legge di bilancio risorse mirate per un piano di piccole opere per il territorio. Ora ci aspettiamo che si proceda con celerità a rifinanziare gli investimenti e rivedere le funzioni e la governance delle Province”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale in merito alle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Matteo Salvini riportate dai media, che annuncia un piano di 6 miliardi per le piccole opere.

“Noi siamo pronti, abbiamo già progetti cantierabili per mettere in sicurezza le scuole superiori, le strade provinciali e i ponti, viadotti e gallerie che abbiamo in gestione.

La revisione della riforma delle Province ha questo obiettivo ed è per questo che è urgente: perché attraverso il rafforzamento delle Province sarà possibile garantire ai territori, alle comunità locali, alle aree interne del Paese, servizi e sviluppo.

Per questo ci auguriamo che il lavoro fatto al tavolo del Ministero dell’Interno sulla riforma possa riprendere quanto prima: da mesi plaudiamo alle prese di posizione di alcuni esponenti del Governo sul tema province, ma ora non c’è più tempo da perdere”.

Cabina Strategia Italia UPI “Province: utilizziamo le risorse disponibili per un piano delle piccole opere”

“Nei primi 4 mesi dell’anno le Province hanno ricevuto e speso 120 milioni di euro aprendo e chiudendo 471 cantieri in tutta Italia grazie alle risorse avute sulla viabilità.  Stiamo concludendo i lavori per la messa in sicurezza dei  primi 9 ponti del Po su cui abbiamo ricevuto finanziamenti, e abbiamo pronti altri 176 interventi prioritari di messa in sicurezza di altrettanti ponti. La spesa per gli investimenti delle Province per la prima volta dopo anni di crollo, è in netta risalita:  siamo ad oltre il + 20% nel primo semestre del 2019. Quando le Province hanno le risorse necessarie, sono in grado di realizzare investimenti in efficienza e nel pieno rispetto dei tempi. Chiediamo che una parte delle risorse per gli investimenti che il Governo è riuscito ad ottenere dall’Europa, e che devono essere spesi per tempo, siano utilizzate per un piano delle piccole opere. Un piano che noi Province abbiamo già pronto: si tratta di 1.712 progetti di messa in sicurezza di strade, ponti e gallerie, di cui 630, se finanziati con 560 milioni, potrebbero aprirsi e chiudersi in autunno. Con un impatto immediato sull’economia locale. Lo stesso vale per i progetti che permetterebbero di intervenire sulla messa in sicurezza di 789 scuole superiori, già pronti e addirittura già ritenuti ammissibili anche dalle Regioni.  Il pregiudizio sulle Province, che purtroppo ancora non è pienamente superato, rischia di frenare questa piccola grande opera di sviluppo, che può produrre in tempi brevissimi vantaggi per l’economia e sicurezza per i cittadini. Chiediamo al Governo di agire con saggezza, e di considerare prioritario lo sviluppo dei territori”.

Lo dichiara il Vicepresidente dell’UPI, Carlo Riva Vercellotti, in merito al piano delle piccole opere su strade, scuole superiori e ponti, consegnato oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Economia Giovanni Tria nella riunione della Cabina di regia Strategia Italia nella Sala Verde di Palazzo Chigi

 

Qui la Nota UPI strategia italia e il monitoraggio progetti cantierabili province scuole strade ponti 11 luglio 2019 cosnegnati al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Economia Giovanni Tria

Il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale alle dichiarazioni del Ministro Salvini sulle Province

“Accogliamo con soddisfazione le dichiarazioni del Ministro dell’Interno rispetto alla volontà di inserire nella prossima legge di bilancio risorse mirate per un piano di piccole opere per il territorio. Ora ci aspettiamo che si proceda con celerità a rifinanziare gli investimenti e rivedere le funzioni e la governance delle Province”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale in merito alle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Matteo Salvini riportate dai media, che annuncia un piano di 6 miliardi per le piccole opere.

“Noi siamo pronti, abbiamo già progetti cantierabili per mettere in sicurezza le scuole superiori, le strade provinciali e i ponti, viadotti e gallerie che abbiamo in gestione.

La revisione della riforma delle Province ha questo obiettivo ed è per questo che è urgente: perché attraverso il rafforzamento delle Province sarà possibile garantire ai territori, alle comunità locali, alle aree interne del Paese, servizi e sviluppo.

Per questo ci auguriamo che il lavoro fatto al tavolo del Ministero dell’Interno sulla riforma possa riprendere quanto prima: da mesi plaudiamo alle prese di posizione di alcuni esponenti del Governo sul tema province, ma ora non c’è più tempo da perdere”.

BES delle Province 2019: gli indicatori territoriali per il governo del territorio

Presnetato il “BES delle Province 2019”, un progetto al quale hanno collaborato venti amministrazioni provinciali e sette città metropolitane che si confrontano sulle innovazioni sviluppate e le problematiche affrontate per l’elaborazione di indicatori territoriali utili per il governo del territorio.

Il progetto ha l’obiettivo di arrivare alla misurazione del benessere equo e sostenibile secondo una concezione multidimensionale del benessere, attenta sia ai parametri economici sia a quelli sociali e ambientali, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità.

‼️Il “Bes delle province” prevede la produzione di Rapporti sul benessere equo e sostenibile nei territori degli enti aderenti e l’aggiornamento di un sito web dedicato alla diffusione delle pubblicazioni e delle basi dati all’indirizzo www.besdelleprovince.it

“Vogliamo fornire a tutte le Province e le Città metropolitane un insieme di dati e indicatori utili alla programmazione locale e al governo del territorio, attraverso una collaborazione tra gli uffici di statistica degli enti e l’ISTAT, nell’ambito del Sistema statistico nazionale – spiega il Presidente dell’UPI Michele de Pascale – Gli indicatori di BES territoriale consentono di mettere a confronto il contesto territoriale in cui le PA operano e di valutare in modo adeguato l’impatto delle politiche e delle azioni dei governi locali, con un ritorno informativo utile a tutto il Paese.
Anche questo progetto si conferma la capacità di gestione delle funzioni di «raccolta ed elaborazione dati» che la legge assegna alle Province non solo per sé, ma a supporto degli enti locali del loro territorio, nella consapevolezza che le sfide per costruire un futuro migliore si giocano anche sulla distanza tra «chi sa» e «chi non sa».

Convegno nazionale su “Il rapporto BES delle Province: indicatori statistici, programmazione locale, governo del territorio”

La Provincia di Ravenna e l’Unione delle Province d’Italia hanno organizzato, a Ravenna, per il prossimo 8 luglio, il Convegno nazionale su “Il rapporto BES delle Province: indicatori statistici, programmazione locale, governo del territorio” nel quale sarà presentato l’aggiornamento annuale degli indicatori del BES delle Province da parte del CUSPI (Coordinamento degli uffici di statistica delle province italiane) con una particolare attenzione a quelli che possono essere utilizzati nei documenti di programmazione contabile degli enti locali.

Il Convegno rappresenta l’occasione per evidenziare lo stretto rapporto che intercorre tra le attività statistiche dei Comuni e l’esercizio delle funzioni fondamentali delle Province e delle Città metropolitane in materia di “raccolta ed elaborazione dati” e di “assistenza tecnica ed amministrativa” agli enti locali del territorio.

In una società in cui è sempre più centrale la circolazione delle informazioni ed in cui le disuguaglianze territoriali dipendono sempre di più anche dall’accesso alle conoscenze, le Province e le Città metropolitane possono rappresentare un hub per il presidio delle funzioni strumentali e conoscitive nei territori, mettendo a fattor comune professionalità e risorse, per consentire a tutti gli enti locali, anche ai Comuni di più piccole dimensioni, di disporre dei dati e delle conoscenze necessarie alla migliore programmazione e valutazione delle politiche pubbliche locali.

Il programma del convegno allegato prevede l’introduzione del Presidente dell’UPI, l’intervento di diversi esponenti in rappresentanza delle istituzioni territoriali e del Sistema statistico nazionale, le conclusioni del Presidente dell’ISTAT e prevede

La partecipazione è libera, è gradita la registrazione presso la segreteria organizzativa del convegno, telefonando al numero 0544.258466 o scrivendo all’indirizzo e-mail [email protected]

 

Programma in allegato

26-06-BES_Ravenna_8luglio2019_definitivo

Apertura applicativo per richiesta cofinanziamento Fondo Progettazione 2018/2019

Si comunica che è disponibile al seguente link http://mit.gov.it/node/10775 il decreto ministeriale che indica le modalità per accedere alle risorse messe a disposizione dal fondo progettazione enti locali per gli anni 2018, 2019 e 2020.

Si ricorda che sono risorse già assegnate alle Province, ma che devono essere formalmente richieste tramite l’applicativo indicato entro e non oltre il 30 agosto 2019, pena la revoca delle risorse stesse.

Si prega dunque di verificare le indicazioni fornite e di avviare celermente le richieste.

“Riorganizzare le Province valorizzando il personale”

“Le Province devono potere tornare a garantire a pieno i servizi che sono loro assegnati. Per questo, oltre alle indispensabili risorse, è necessario per gli Enti poter contare su una dotazione adeguata di personale. Personale che deve essere valorizzato e formato”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Michele de Pascale, alla fine dell’incontro tra l’UPI Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali della Regione, a cui hanno partecipato i rappresentanti della funzione pubblica di CGIL, CISL e UIL.

 

“L’UPI Emilia-Romagna – dichiara il Presidente Giandomenico Tomei – farà da apripista per dare attuazione al protocollo di intesa tra UPI e i sindacati per raggiungere diversi obiettivi: condividere un percorso di riorganizzazione delle Province nella prospettiva di ricostruzione del loro ruolo istituzionale, avviare percorsi sperimentali di contrattazione integrativa territoriale e organizzare la  gestione unitaria dei concorsi per le assunzioni negli enti locali.

E’ opportuno – prosegue Tomei –   accompagnare questi processi di innovazione amministrativa con azioni di supporto agli enti locali unitamente a percorsi di formazione condivisi che puntino alla valorizzazione dei dipendenti e dei dirigenti che operano e opereranno nelle amministrazioni locali.”

“Riorganizzare le Province valorizzando il personale”

“Le Province devono potere tornare a garantire a pieno i servizi che sono loro assegnati. Per questo, oltre alle indispensabili risorse, è necessario per gli Enti poter contare su una dotazione adeguata di personale. Personale che deve essere valorizzato e formato”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Michele de Pascale, alla fine dell’incontro tra l’UPI Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali della Regione, a cui hanno partecipato i rappresentanti della funzione pubblica di CGIL, CISL e UIL.

 

“L’UPI Emilia-Romagna – dichiara il Presidente Giandomenico Tomei – farà da apripista per dare attuazione al protocollo di intesa tra UPI e i sindacati per raggiungere diversi obiettivi: condividere un percorso di riorganizzazione delle Province nella prospettiva di ricostruzione del loro ruolo istituzionale, avviare percorsi sperimentali di contrattazione integrativa territoriale e organizzare la  gestione unitaria dei concorsi per le assunzioni negli enti locali.

E’ opportuno – prosegue Tomei –   accompagnare questi processi di innovazione amministrativa con azioni di supporto agli enti locali unitamente a percorsi di formazione condivisi che puntino alla valorizzazione dei dipendenti e dei dirigenti che operano e opereranno nelle amministrazioni locali.”

Strage Viareggio, sentenza appello: il commento della Provincia di Lucca parte civile

“Quella emessa oggi dal Tribunale di Firenze è una sentenza di secondo grado che conferma l’impianto della sentenza di primo grado, con l’aggiunta di alcune aggravanti per le cosiddette posizioni apicali coinvolte nel processo per la strage di Viareggio del 2009. Se quella emessa il 31 gennaio 2017 dal Tribunale di Lucca poteva essere una sentenza non scontata, in un dibattimento importante che ha acceso i riflettori su un tema come quello della sicurezza del trasporto merci ferroviario, quella emessa dalla Corte di Appello di Firenze rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la giustizia”.

 E’ questo il commento a caldo del presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini. Un ente, l’amministrazione provinciale di Lucca, che si era subito dichiarato parte civile nel processo, sempre presente alle udienze con i propri amministratori, e che nel giugno del 2017 aveva rinunciato a 250mila euro di rimborso, cifra offerta dalle assicurazioni affinché la Provincia uscisse dal processo e che invece con la sentenza di primo grado si è vista assegnare una provvisionale di 150mila euro.

“Certo – aggiunge il presidente Menesini – va ribadito che nessuna sentenza cancella il dolore di familiari delle 32 vittime e nessun verdetto le riporta in vita. Ritengo che l’unica strada perché gli errori non siano ripetuti e gli incidenti come questo siano in futuro evitati, sia non dimenticare e lottare con determinazione per la giustizia”.

Un processo di appello che ha visto spesso la presenza dei rappresentanti istituzionali della Provincia, tra questi il consigliere provinciale Luca Poletti che è di Viareggio.

“Rispetto alla prima sentenza – commenta – questo secondo pronunciamento dei giudici riconosce maggiori responsabilità ai vertici di ferrovie e all’ex a.d. Mauro Moretti. Dunque la battaglia dei familiari per ottenere giustizia trova la giusta risposta per una vicenda che ha sconvolto nel profondo la città di Viareggio e l’intero Paese. Colgo l’occasione, infine, per ringraziare i legali che hanno affiancato in questo processo la Provincia di Lucca che sarà sempre vicina ai familiari delle vittime”.

 

Foto: repertorio Daniela Rombi e Marco Piagentini, Presidente dell’Associazione “Il Mondo Che Vorrei” fondata dai familiari delle vittime della strage.

 

Ordine del Giorno Associazioni Enti locali Lombardia, Veneto, Emilia Romagna

Pubblichiamo l’Ordine del Giorno delle Associazioni degli Enitl locali di Lombardia, Veneto, Emilia – Romagna, sul Processo di Attuazione del Regionalismo differenziato, approvato a Mantova il 19 giugno.

Autonomia differenziata – Ordine del Giorno Enti locali Lombardia Veneto Emilia Romagna

 

 

Stati Generali della Montagna: “Rilanciare gli investimenti con strategie condivise. Alle Regioni chiediamo pieno rispetto delle specificità montane”

“Occorre individuare un modello di governance condiviso e semplificato che metta a sistema con un’azione continuativa le varie politiche a sostegno della montagna. Le strategie di sviluppo e gli investimenti sulle infrastrutture e sui servizi territoriali devono essere condivisi dai sindaci a livello provinciale”.

E’ quanto emerso dalla riunione del Tavolo Infrastrutture e Servizi istituito nell’ambito degli Stati Generali della Montagna e coordinato dal Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin,  che si è incontrato oggi a Roma per definire una proposta da sottoporre alla Ministro per gli Affari regionali e le autonomia locali, Erika Stefani.

“Si tratta di arrivare alla definizione di una strategia unitaria che valorizzi la specificità della montagna, per costruire su questi territori uno sviluppo socio-economico condiviso attraverso la collaborazione tra la Provincia e i Comuni”.

I Presidenti delle tre Province interamente montane – Sondrio, Elio Moretti, Belluno, Roberto Padrin, e Verbano Cusio Ossola, Arturo Lincio –  che oggi hanno avuto un incontro al Ministero degli Affari regionali su questi temi, hanno deciso di rilanciare un protocollo comune per chiedere alle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte un’azione coordinata per quanto riguarda le Province che assicuri il pieno rispetto delle specificità montane.

Stati Generali della Montagna: all’UPI il coordinamento del tavolo servizi e infrastrutture

Prima riunione, oggi, dei tavoli di lavoro sulla Montagna, isituiti dal Ministro degli Affari regionali e delle autommie locali Erika Stefani.

L’UPI, con il Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, coordinerà il tavolo servizi e infrastrutture.  Ecco il testo del suo intervento di apertura.

“Le politiche per le aree montane in Italia  hanno assunto negli anni connotazioni differenti: da una politica nazionale per la montagna, basata sulla definizione di zone montane e sulla individuazione di una serie di strumenti finanziari dedicati si è passati ad esperienze improntate ad una strategia territoriale, finalizzata al sostegno e allo sviluppo di aree ben delimitate, di natura interregionale o di livello subregionale.

Tali politiche, spesso caratterizzate da discontinuità di azione e da una governance complessa, interessano una parte preponderante del territorio italiano, quella caratterizzata da aree montane, spesso organizzate in piccoli centri, che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi essenziali.

Al contrario dei centri urbani che offrono una fitta rete di servizi essenziali, le aree montane sono spesso soggette a spopolamento a causa della scarsa presenza sul territorio di servizi e infrastrutture, quali la carenza di servizi di viabilità e trasporto ferroviario, stazioni ferroviarie e arterie di collegamento rapido con i centri principali; la mancanza di offerta completa di scuole secondarie superiori; la ridotta offerta di servizi sanitari, ad esempio di strutture sanitarie sedi di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) di I livello; la carenza di infrastrutturazione telematica.

Tutte queste problematiche si sono inasprite ulteriormente a seguito della crisi finanziaria ed economica che ha colpito il nostro Paese e che ha notevolmente ridimensionato le politiche pubbliche. Ciò vale sia per il sostegno alle imprese e al settore economico produttivo, sia soprattutto per una serie di politiche rivolte a beni e servizi pubblici essenziali come la viabilità, la scuola e la sanità.

Gli ingenti tagli ai bilanci delle regioni e degli enti locali hanno fortemente compromesso la capacità di finanziamento di tali politiche per quegli enti locali che hanno minori capacità di procurarsi risorse proprie, con particolare riferimento a quelli situati in montagna.

Occorre oggi rimettere al centro delle strategie di sviluppo, soprattutto in un Paese in cui sono presenti moltissime imprese piccole e medie come l’Italia, il rilancio delle politiche ordinarie di investimento sulle infrastrutture e sui servizi territoriali, attraverso strategie condivise dai sindaci a livello provinciale nell’ambito delle quali si possono collegare gli interventi aggiuntivi di potenziamento delle aree interne e dei territori montani.

Risulta infatti necessario individuare un modello di governance condiviso e semplificato che metta a sistema con una azione continuativa le varie politiche a sostegno della montagna.

In questo senso, una valorizzazione della pianificazione strategica per le Aree montane in capo alle Province potrebbe facilitare l’integrazione fra la pianificazione strutturale e strategica dal basso e le relative progettualità ed i quadri di riferimento strutturali e strategici regionali e della programmazione socio-economica ed infrastrutturale, in coerenza con i programmi nazionali e dell’Unione Europea.

L’implementazione di una strategia unitaria e di sistema della governance territoriale della montagna favorirebbe lo sviluppo socio-economico di questi territori, attraverso la collaborazione tra la Provincia, in grado di pianificare e gestire servizi comuni, e i Comuni/Unioni di Comuni.

In questa logica le province hanno dato l’avvio alle stazioni uniche appaltanti come strumento principale per ridurre la spesa e realizzare economie di scala negli acquisti e negli appalti pubblici locali, migliorando e rendendo più efficace l’erogazione dei servizi. E’ inoltre sempre più diffusa la costituzione di uffici comuni per la gestione dei servizi strumentali: sistemi informativi e di innovazione, servizi Europa, di avvocatura, uffici tecnici, gestione unificata dei concorsi.

Allo stesso tempo occorre potenziare le politiche infrastrutturali nelle aree montane nei settori della viabilità e della scuola, non solo attraverso lo stanziamento di risorse ulteriori, ma individuando forme di “riserva finanziaria” per quei luoghi che si vuole privilegiare con le politiche, attivando bandi “ah hoc” o stabilendo punteggi più favorevoli per beneficiari localizzati nelle aree che si intende privilegiare.

Altro punto strategico è la necessità di dare nuovo e definitivo impulso al Piano Nazionale Banda Larga, per azzerare il divario digitale e garantire una adeguata infrastrutturazione telematica a questi territori che spesso non sono connessi con il resto del territorio per mancanza di interesse da parte degli operatori privati o per costi troppo elevati di questa operazione.

Infine è fortemente raccomandato promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il notevole patrimonio naturale e culturale di queste aree, puntando anche su filiere produttive locali, nonché su interventi di prevenzione del rischio idrogeologico.

In questo senso ad esempio Natura 2000, principale strumento per la conservazione delle biodiversità, deve garantire il mantenimento degli habitat naturali di flora e fauna in modo omogeneo su tutto il territoro nazionale, anche a frotne di orientamenti diversi delle singole regioni”.

Cerca