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Sicurezza scuole superiori: l’UPI chiede risposte in Conferenza Unificata

“Dobbiamo rimarcare tutta la nostra preoccupazione sullo stato delle scuole superiori. Servono pù risorse e tempi radipi per fare aprire i cantieri”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Michele De Pascale, intervenendo oggi alla riunmione della Conferenza Unificata

“Insieme a Regioni e Comuni – spiega De Pascale – avevano chiesto al Ministero dell’Istruzione di intervenire al tavolo per fare il punto sullo stato di approvazione dei provvedimenti e sull’erogazione delle risorse a favore degli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole. Purtroppo il Ministro Bussetti non ha potuto partecipare, ma ci ha mandato una scheda che studieremo attentamente.

“Il dato da cui partire è che l’edilizia vive una crisi e le scuole hanno bisogno di interventi. Noi chiediamo di aumentare le risorse a disposizione e di darci regole semplici che consentano di spendere le risorse in tempi brevi. Ci auguriamo di ricevere risposte alle nostre richieste”.

Stati Generali della Montagna: all’UPI il coordinamento del tavolo servizi e infrastrutture

Prima riunione, oggi, dei tavoli di lavoro sulla Montagna, isituiti dal Ministro degli Affari regionali e delle autommie locali Erika Stefani.

L’UPI, con il Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, coordinerà il tavolo servizi e infrastrutture.  Ecco il testo del suo intervento di apertura.

“Le politiche per le aree montane in Italia  hanno assunto negli anni connotazioni differenti: da una politica nazionale per la montagna, basata sulla definizione di zone montane e sulla individuazione di una serie di strumenti finanziari dedicati si è passati ad esperienze improntate ad una strategia territoriale, finalizzata al sostegno e allo sviluppo di aree ben delimitate, di natura interregionale o di livello subregionale.

Tali politiche, spesso caratterizzate da discontinuità di azione e da una governance complessa, interessano una parte preponderante del territorio italiano, quella caratterizzata da aree montane, spesso organizzate in piccoli centri, che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi essenziali.

Al contrario dei centri urbani che offrono una fitta rete di servizi essenziali, le aree montane sono spesso soggette a spopolamento a causa della scarsa presenza sul territorio di servizi e infrastrutture, quali la carenza di servizi di viabilità e trasporto ferroviario, stazioni ferroviarie e arterie di collegamento rapido con i centri principali; la mancanza di offerta completa di scuole secondarie superiori; la ridotta offerta di servizi sanitari, ad esempio di strutture sanitarie sedi di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) di I livello; la carenza di infrastrutturazione telematica.

Tutte queste problematiche si sono inasprite ulteriormente a seguito della crisi finanziaria ed economica che ha colpito il nostro Paese e che ha notevolmente ridimensionato le politiche pubbliche. Ciò vale sia per il sostegno alle imprese e al settore economico produttivo, sia soprattutto per una serie di politiche rivolte a beni e servizi pubblici essenziali come la viabilità, la scuola e la sanità.

Gli ingenti tagli ai bilanci delle regioni e degli enti locali hanno fortemente compromesso la capacità di finanziamento di tali politiche per quegli enti locali che hanno minori capacità di procurarsi risorse proprie, con particolare riferimento a quelli situati in montagna.

Occorre oggi rimettere al centro delle strategie di sviluppo, soprattutto in un Paese in cui sono presenti moltissime imprese piccole e medie come l’Italia, il rilancio delle politiche ordinarie di investimento sulle infrastrutture e sui servizi territoriali, attraverso strategie condivise dai sindaci a livello provinciale nell’ambito delle quali si possono collegare gli interventi aggiuntivi di potenziamento delle aree interne e dei territori montani.

Risulta infatti necessario individuare un modello di governance condiviso e semplificato che metta a sistema con una azione continuativa le varie politiche a sostegno della montagna.

In questo senso, una valorizzazione della pianificazione strategica per le Aree montane in capo alle Province potrebbe facilitare l’integrazione fra la pianificazione strutturale e strategica dal basso e le relative progettualità ed i quadri di riferimento strutturali e strategici regionali e della programmazione socio-economica ed infrastrutturale, in coerenza con i programmi nazionali e dell’Unione Europea.

L’implementazione di una strategia unitaria e di sistema della governance territoriale della montagna favorirebbe lo sviluppo socio-economico di questi territori, attraverso la collaborazione tra la Provincia, in grado di pianificare e gestire servizi comuni, e i Comuni/Unioni di Comuni.

In questa logica le province hanno dato l’avvio alle stazioni uniche appaltanti come strumento principale per ridurre la spesa e realizzare economie di scala negli acquisti e negli appalti pubblici locali, migliorando e rendendo più efficace l’erogazione dei servizi. E’ inoltre sempre più diffusa la costituzione di uffici comuni per la gestione dei servizi strumentali: sistemi informativi e di innovazione, servizi Europa, di avvocatura, uffici tecnici, gestione unificata dei concorsi.

Allo stesso tempo occorre potenziare le politiche infrastrutturali nelle aree montane nei settori della viabilità e della scuola, non solo attraverso lo stanziamento di risorse ulteriori, ma individuando forme di “riserva finanziaria” per quei luoghi che si vuole privilegiare con le politiche, attivando bandi “ah hoc” o stabilendo punteggi più favorevoli per beneficiari localizzati nelle aree che si intende privilegiare.

Altro punto strategico è la necessità di dare nuovo e definitivo impulso al Piano Nazionale Banda Larga, per azzerare il divario digitale e garantire una adeguata infrastrutturazione telematica a questi territori che spesso non sono connessi con il resto del territorio per mancanza di interesse da parte degli operatori privati o per costi troppo elevati di questa operazione.

Infine è fortemente raccomandato promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il notevole patrimonio naturale e culturale di queste aree, puntando anche su filiere produttive locali, nonché su interventi di prevenzione del rischio idrogeologico.

In questo senso ad esempio Natura 2000, principale strumento per la conservazione delle biodiversità, deve garantire il mantenimento degli habitat naturali di flora e fauna in modo omogeneo su tutto il territoro nazionale, anche a frotne di orientamenti diversi delle singole regioni”.

Tavolo per la riforma delle Province. De Pascale “Ricostruiamo funzioni certe in tutto il Paese”

Funzioni chiare, risorse per i servizi essenziali ed una spinta alla semplificazione che trovi nelle Province le istituzioni chiave dove concentrare tutte quelle funzioni oggi frammentate tra organismi e enti strumentali. Queste le proposte portate dal Presidente dell’Upi Michele De Pascale, al tavolo per la revisione delle riforme degli enti locali del Ministero dell’Interno, presieduto dal Sottosegretario Stefano Candiani, che oggi ha iniziato il confronto sulle Province e delle Città metropolitane.

“Per noi – ha detto De Pascale – è urgente riuscire ad arrivare ad una revisione della riforma, perché si tratta di uscire da una situazione di straordinarietà al limite della costituzionalità.

La priorità per le Province resta ancora l’emergenza finanziaria, non solo per assicurare la manutenzione ordinaria di strade provinciali e scuole superiori, ma perché servono investimenti strutturali su un patrimonio che deve essere modernizzato e reso più efficiente.

Rispetto alle questioni istituzionali, per noi la priorità sono le funzioni, la chiarezza dei ruoli di ciascuno, perché oggi nel Paese il quadro delle funzioni delle Province è molto frammentato.

Noi pensiamo di potere svolgere un compito essenziale per la Repubblica – ha sottolineato – per questo chiediamo la  piena applicazione dell’articolo 118  della Costituzione, e l’assegnazione alle province di tutte le funzioni che non possono essere esercitate  dai Comuni e non necessitano di essere esercitate dalle Regioni. Le funzioni vanno svolte dagli enti che possono farlo al meglio, e con minore spesa.

Quanto al ritorno dell’elezione diretta delle Province  – ha concluso il Presidente dell’UPI – accogliamo con favore che sia in atto un dibattito e che ci siano aperture e interesse al riguardo ma vogliamo precisare che questa non sarà la battaglia dell’UPI. Come si svolgeranno le lezioni, quali sarà il sistema elettorale, lo decideranno Governo e Parlamento. Certo, comunque è urgente, prima delle prossime elezioni provinciali che ci saranno a maggio, sciogliere alcuni nodi essenziali, a partire dal limite di incandidabilità per i sindaci con meno di 18 mesi di mandato”.

Nel link, il Documento di proposte UPI consegnato al tavolo nella riunione del 14 febbraio

Intesa Fondo Politiche giovanili: alle Province risorse per progetti sui territori

Anche le Province avranno un ruolo centrale nella messa in campo di progetti per le politiche giovanili.

Nell’Intesa siglata oggi sulla ripartizione del Fondo delle Politiche giovanili per il 2019, infatti Governo, Regioni e Comuni hanno accolto la richiesta avanzata da UPI, destinando una quota delle risorse alle Province, per la programmazione e realizzazione di iniziative volte a promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale e all’inserimento nella vita sociale.

 

“Ringraziamo il Governo, e in particolare il Sottosegretario alle Pari Opportunità e ai Giovani, Vincenzo Spadafora, le Regioni e l’Anci – dichiarano il Presidente dell’Upi Michele De Pascale e il Vicepresidente Carlo Riva Vercellotti – che hanno voluto riconoscere il ruolo delle Province su un tema così essenziale.

 

D’altronde tra le funzioni di queste istituzioni vi è proprio il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Non solo: le Province, cui spetta la gestione delle 5.100 scuole superiori italiane, hanno un rapporto privilegiato con i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 18 anni. Proprio la fascia cui si rivolge prioritariamente questo fondo.

 

Nei prossimi giorni incontreremo il Sottosegretario Spadafora – concludono De Pascale e Vercellotti –  per confrontarci sugli obiettivi da raggiungere e per rendere immediatamente operativo il ruolo delle Province”.

XXXIV ASSEMBLEA CONGRESSUALE DELL’UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA

Le Province nell’Italia di domani. Questo il titolo della XXXIV Assemblea Congressuale dell’Unione delle Province d’Italia in programma a Roma martedì 12 febbraio prossimo dalle 9,30 alle 14,00 a Roma presso il Centro Congressi Frentani (Via dei Frentani 4).

L’Assemblea sarà chiamata ad eleggere nuovo Presidente dell’UPI, che succederà, al termine dei quattro anni di mandato, al Presidente Achille Variati.

Ma sarà anche l’occasione per discutere dei tanti dossier aperti che attendono le Province, dalla revisione delle riforme istituzionali agli interventi indispensabili per assicurare la stabilità finanziaria a tutte le Province; dalle sfide che si apriranno con l’attuazione del regionalismo differenziato, al ruolo delle Province nello sviluppo locale. “Problematiche e opportunità – sottolinea il Presidente Varaiti – che dovranno essere affrontate avendo sempre come obiettivo prioritario la necessità di assicurare servizi sempre più efficienti ed ottimali ai cittadini e alle imprese. Si tratta di un appuntamento molto importante per l’Associazione – aggiunge Variati –  durante il quale si traccerà il percorso compiuto negli ultimi quattro anni e si indicheranno le prospettive e linee programmatiche, con l’elezione del nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia. L’occasione per cercare di individuare, grazie al contributo che nascerà dal confronto tra diversi livelli istituzionali che inviteremo a parteciapre, le strade possibili per costruire un disegno certo delle Province nel quadro istituzionale del Paese”.

Intesa Fondo Politiche giovanili: alle Province risorse per progetti sui territori

Anche le Province avranno un ruolo centrale nella messa in campo di progetti per le politiche giovanili.

Nell’Intesa siglata oggi sulla ripartizione del Fondo delle Politiche giovanili per il 2019, infatti Governo, Regioni e Comuni hanno accolto la richiesta avanzata da UPI, destinando una quota delle risorse alle Province, per la programmazione e realizzazione di iniziative volte a promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale e all’inserimento nella vita sociale.

 

“Ringraziamo il Governo, e in particolare il Sottosegretario alle Pari Opportunità e ai Giovani, Vincenzo Spadafora, le Regioni e l’Anci – dichiarano il Presidente dell’Upi Michele De Pascale e il Vicepresidente Carlo Riva Vercellotti – che hanno voluto riconoscere il ruolo delle Province su un tema così essenziale.

 

D’altronde tra le funzioni di queste istituzioni vi è proprio il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Non solo: le Province, cui spetta la gestione delle 5.100 scuole superiori italiane, hanno un rapporto privilegiato con i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 18 anni. Proprio la fascia cui si rivolge prioritariamente questo fondo.

 

Nei prossimi giorni incontreremo il Sottosegretario Spadafora – concludono De Pascale e Vercellotti –  per confrontarci sugli obiettivi da raggiungere e per rendere immediatamente operativo il ruolo delle Province”.

Il Sottosegretario Candiani al Congresso UPI: riflettere su elezione diretta

“Le Province sono un anello fondamentale, occorre un percorso per il ripristino delle risorse necessarie per le loro finalità, cosa che già stiamo facendo, e per dare dignità”.

Lo ha detto il Sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani, nel suo intervento all’assemblea congressuale UPI.

“C’è una riflessione seria sul ritorno all’elezione diretta delle Province”, ha detto il sottosegretario, rispondendo poi ai giornalisti, “l’esercizio della democrazia è sempre una buona norma per un Paese democratico”. In primavera il tavolo istituito per delineare le linee guida che porteranno alla riscrittura di un nuovo Testo Unico degli Enti locali, dovrebbe ultimare il suo lavoro”

Quanto ai lavori, il Sottosegretario ha ribadito la volontà di arrivare alal definizione delle Linee guida da proporre la Govnero in temi rapidi “Vogliamo chiudere entro la primavera per poi consentire al legislatore di avere un binario da cui partire per la scrittura del Testo Unico sugli Enti locali”

Il Sottosegretario Candiani al Congresso UPI: riflettere su elezione diretta

“Le Province sono un anello fondamentale, occorre un percorso per il ripristino delle risorse necessarie per le loro finalità, cosa che già stiamo facendo, e per dare dignità”.

Lo ha detto il Sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani, nel suo intervento all’assemblea congressuale UPI.

“C’è una riflessione seria sul ritorno all’elezione diretta delle Province”, ha detto il sottosegretario, rispondendo poi ai giornalisti, “l’esercizio della democrazia è sempre una buona norma per un Paese democratico”. In primavera il tavolo istituito per delineare le linee guida che porteranno alla riscrittura di un nuovo Testo Unico degli Enti locali, dovrebbe ultimare il suo lavoro”

Quanto ai lavori, il Sottosegretario ha ribadito la volontà di arrivare alal definizione delle Linee guida da proporre la Govnero in temi rapidi “Vogliamo chiudere entro la primavera per poi consentire al legislatore di avere un binario da cui partire per la scrittura del Testo Unico sugli Enti locali”

Il Sottosegretario Candiani al Congresso UPI: riflettere su elezione diretta

“Le Province sono un anello fondamentale, occorre un percorso per il ripristino delle risorse necessarie per le loro finalità, cosa che già stiamo facendo, e per dare dignità”.

Lo ha detto il Sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani, nel suo intervento all’assemblea congressuale UPI.

“C’è una riflessione seria sul ritorno all’elezione diretta delle Province”, ha detto il sottosegretario, rispondendo poi ai giornalisti, “l’esercizio della democrazia è sempre una buona norma per un Paese democratico”. In primavera il tavolo istituito per delineare le linee guida che porteranno alla riscrittura di un nuovo Testo Unico degli Enti locali, dovrebbe ultimare il suo lavoro”

Quanto ai lavori, il Sottosegretario ha ribadito la volontà di arrivare alal definizione delle Linee guida da proporre la Govnero in temi rapidi “Vogliamo chiudere entro la primavera per poi consentire al legislatore di avere un binario da cui partire per la scrittura del Testo Unico sugli Enti locali”

Il Ministro Stefani all’Assemblea UPI: la Provincia motore dello sviluppo locale

“La Provincia è una realtà che realizza una forte caratterizzazione di quel territorio. Tutti i confini geografici non sono tratti di penna ma identificano i territori. Per questo la Provincia è motore dello sviluppo locale”.

E’ quanto ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani, nel suo intervento all’assemblea congressuale dell’Unione delle Province.

“Il processo del regionalismo differenziato – ha sottolineato il ministro – è un percorso che è iniziato, andrà a coinvolgere le Province, senza dubbio. La logica è di una grande collaborazione tra Regioni, Province e Comuni. Sarà necessariamente una grande collaborazione sul territorio”.

Il Ministro Stefani all’Assemblea UPI: la Provincia motore dello sviluppo locale

“La Provincia è una realtà che realizza una forte caratterizzazione di quel territorio. Tutti i confini geografici non sono tratti di penna ma identificano i territori. Per questo la Provincia è motore dello sviluppo locale”.

E’ quanto ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani, nel suo intervento all’assemblea congressuale dell’Unione delle Province.

“Il processo del regionalismo differenziato – ha sottolineato il ministro – è un percorso che è iniziato, andrà a coinvolgere le Province, senza dubbio. La logica è di una grande collaborazione tra Regioni, Province e Comuni. Sarà necessariamente una grande collaborazione sul territorio”.

Il Ministro Stefani all’Assemblea UPI: la Provincia motore dello sviluppo locale

“La Provincia è una realtà che realizza una forte caratterizzazione di quel territorio. Tutti i confini geografici non sono tratti di penna ma identificano i territori. Per questo la Provincia è motore dello sviluppo locale”.

E’ quanto ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani, nel suo intervento all’assemblea congressuale dell’Unione delle Province.

“Il processo del regionalismo differenziato – ha sottolineato il ministro – è un percorso che è iniziato, andrà a coinvolgere le Province, senza dubbio. La logica è di una grande collaborazione tra Regioni, Province e Comuni. Sarà necessariamente una grande collaborazione sul territorio”.

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