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Province: L’UPI ricevuta dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati

La revisione della riforma delle Province, la necessità di garantire su tutto il territorio pari qualità dei servizi offerti ai cittadini, la centralità degli investimenti locali per assicurare la ripresa e mettere in sicurezza un patrimonio pubblico che è presidio di cittadinanza, la sida del regionalismo differenziato per le autonomie locali: sono questi i temi che il Presidente dell’UPI, Michele de Pascale insieme ai Vicepresidenti Carlo Riva Vercellotti e Stefano Marcon hanno portato all’attenzione della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

“Il Parlamento sarà impegnato a breve su alcuni dossier che riguardano direttamente le Province – hanno detto i rappresentanti UPI – a partire dalla revisione della riforma di queste istituzioni, le cui linee guida si stanno scrivendo al Tavolo del Ministero dell’Interno e che dovranno poi essere tradotte in norme.

Ma di altrettanta importanza sono gli interventi normativi che riguarderanno i cantieri e le opere pubbliche, nei quali ci auguriamo si riesca a trovare risposta all’urgenza di investimenti sul patrimonio gestito dalle Province: 130 mila chilometri di strade e oltre 5.000 scuole secondarie superiori.

Alla Presidente abbiamo poi rivolto la nostra richiesta affinché il Parlamento abbia un ruolo centrale nel percorso di attuazione del regionalismo differenziato, perché crediamo che una riforma di tale impatto sul sistema Paese debba trovare spazi di confronto tra tutte le istituzioni.

Su questi temi – concludono de Pascale, Vercellotti e Marcon – abbiano riscontrato piena attenzione da parte della Presidente, che non possiamo che ringraziare per il suo ascolto”.

 

 

Le linee guida UPI per la contrattazione integrativa territoriale

Ecco “Le linee guida di supporto alla contrattazione integrativa di livello territoriale e alcuni chiarimenti su quesiti relativi al CCNL del personale delle funzioni locali” che   l’UPI ha elaborato, in collaborazione con l’UPI Emilia Romagna.

Si tratta di una documentazione utile per le Province che vorranno sperimentare l’avvio di percorsi di contrattazione integrativa di livello territoriale con il necessario coinvolgimento dei Comuni, anche attraverso protocolli di intesa tra le UPI regionali e i sindacati firmatari del CCNL.

Cliccando nei link potrete scaricare:

Il dossier sul personale prodotto da UPI 

Il protocollo d’intesa del 2018 tra UPI e sindacati

Parere sui Questiti ARAN

 

Investimenti: UPI scrive al Presidente Conte “Strategiche le piccole opere”

802 progetti per riaprire altrettanti ponti, viadotti e gallerie oggi chiusi o sottoposti a limite di peso o di velocità perché non sicuri; 1.390 progetti per garantire la sicurezza di altrettante scuole superiori del Paese; cantieri che le Province potrebbero aprire già nel 2019, se finanziati in via diretta e con procedure rapide.

E’ questo il messaggio che il Presidente dell’Upi, Michele de Pascale, ha voluto inviare oggi in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, quale “contributo concreto che le Province, in pieno spirito di collaborazione, possono offrire al sostegno sui territori della ripresa economica del Paese”.

“Riteniamo – scrive de Pascale al Presidente Conte – che la scelta dichiarata del Governo di promuovere gli investimenti locali sia strategica, perché permetterebbe non solo di aprire subito cantieri in tutto il Paese, ma anche di avviare un’indispensabile opera di sistemazione e messa in sicurezza del patrimonio pubblico degli enti locali, ormai fortemente deteriorato”.

Per quanto riguarda le Province – ricorda de Pascale – si tratterebbe di investire in opere pubbliche, che, seppur piccole, interessano direttamente la vita dei cittadini, che ne avrebbero quindi un immediato riscontro, su aree strategiche per la crescita e la tenuta della coesione territoriale. Mi riferisco alla viabilità, con la gestione, manutenzione e messa in sicurezza di circa 132 mila chilometri di rete viaria nazionale, su cui insistono oltre 30.000 tra ponti, viadotti e gallerie; alla gestione, manutenzione e messa in sicurezza degli oltre 5.100 edifici scolastici delle scuole superiori italiane; agli interventi a contrasto del dissesto idrogeologico. Ma la cosa essenziale – sottolinea il Presidente de Pascale – è che abbiamo progetti pronti, sia per le strade e i ponti che per le scuole superiori”

Progetti che potrebbero trovare finanziamento nei prossimi provvedimenti urgenti che il Governo si appresta a varare per velocizzare gli investimenti, su cui de Pascale chiede al Presidente Conte la disponibilità ad aprire una interlocuzione fattiva “così da individuare risposte che possano portare nell’immediato all’avvio di un piano programmato di investimenti”.

 

Foto tratta dalla galleria ufficiale del sito del Governo

Contabilita economica patrimoniale: al via corsi di formazione isituzionale gratuita

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), la Scuola Nazionale della Amministrazione (SNA), l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), l’Istituto per la finanza e l’economica locale (IFEL) e l’Unione Province italiane (UPI) hanno organizzato una formazione istituzionale, totalmente gratuita, avente ad oggetto la contabilità economico patrimoniale, di cui al d.lgs. n. 118 del 2011, destinata al personale amministrativo contabile di tutte le città metropolitane, province, comuni e consorzi di enti locali.

Ogni edizione del percorso formativo sarà articolata in:

  • 14 lezioni in modalità e-learning della durata di 30 minuti ciascuna propedeutiche alla partecipazione alle giornate formative in aula, disponibili dal 20 febbraio 2019 al link che sEgue e collega al sito della Scuola nazionale dell’amministazione e-learning open SNA
  • 2 giornate formative, in aula, di 6 ore, ciascuna comprensiva di esercitazioni guidate dal docente e di analisi di casi pratici, secondo il calendario di seguito pubblicato.

 

Al seguente link tutte le informazioni necessarie anche all’iscrizione alle singole edizioni formative: Ragioneria Generale dello Stato Formazione istituzionale

 

 

 

Tavolo riforma Province. Il presidente de Pascale “Ripartiamo dalla Costituzione. Costruttivo apporto dalle Regioni”

“Credo che il lavoro che stiamo portando avanti in questo tavolo debba muoversi avendo come faro la Costituzione e come priorità, quella di garantire ai cittadini servizi essenziali efficienti e senza spreco di risorse”. Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, intervenuto insieme al Vicepresidente Carlo Riva Vercellotti al tavolo del Ministero dell’Interno presieduto da Sottosegretario Stefano Candiani che ha l’obiettivo di rivedere la riforma di Province e Città metropolitane.

“La divisione delle funzioni delle Province che è stata fatta con riforma del 2014 –  hanno sottolineato i rappresentati UPI – ha prodotto caos, sovrapposizioni di competenze, spesso l’assegnazione alle istituzioni meno idonee delle funzioni stesse, e quindi uno spreco di risorse e una riduzione della qualità dei servizi ai cittadini che è evidente a tutti.

Spesso le Province sono state sostituite nella gestione di servizi da una variegata miriade di Enti strumentali, agenzie, strutture, che di certo non semplificano la pubblica amministrazione, anzi.

Per questo accogliamo positivamente il contributo costruttivo delle Regioni, che oggi al tavolo hanno mostrato la disponibilità a superare la frammentazione organizzativa e gestionale delle funzioni locali, in un’ottica di semplificazione del sistema amministrativo, anche attraverso la possibile revisione delle leggi regionali sulle Province, che non viene pregiudizialmente esclusa.”

 

Tavolo riforma Province. Il presidente de Pascale “Ripartiamo dalla Costituzione. Costruttivo apporto dalle Regioni”

“Credo che il lavoro che stiamo portando avanti in questo tavolo debba muoversi avendo come faro la Costituzione e come priorità, quella di garantire ai cittadini servizi essenziali efficienti e senza spreco di risorse”. Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, intervenuto insieme al Vicepresidente Carlo Riva Vercellotti al tavolo del Ministero dell’Interno presieduto da Sottosegretario Stefano Candiani che ha l’obiettivo di rivedere la riforma di Province e Città metropolitane.

“La divisione delle funzioni delle Province che è stata fatta con riforma del 2014 –  hanno sottolineato i rappresentati UPI – ha prodotto caos, sovrapposizioni di competenze, spesso l’assegnazione alle istituzioni meno idonee delle funzioni stesse, e quindi uno spreco di risorse e una riduzione della qualità dei servizi ai cittadini che è evidente a tutti.

Spesso le Province sono state sostituite nella gestione di servizi da una variegata miriade di Enti strumentali, agenzie, strutture, che di certo non semplificano la pubblica amministrazione, anzi.

Per questo accogliamo positivamente il contributo costruttivo delle Regioni, che oggi al tavolo hanno mostrato la disponibilità a superare la frammentazione organizzativa e gestionale delle funzioni locali, in un’ottica di semplificazione del sistema amministrativo, anche attraverso la possibile revisione delle leggi regionali sulle Province, che non viene pregiudizialmente esclusa.”

 

Scuole: la tabella del MIUR con le risorse in campo

Pubblichiamo nel link  Informativa MIUR su Finanziamenti Edilizia Scolastica consegnata dal Governo alla riunione della Conferenza Unificata sul tema dell’Edilizia Scolastica, richiesta da UPI, ANCI e Conferenza delle Regioni per poter avere un aggiornamento ed un confronto sui diversi provvedimenti e finanziamenti in itinere.

Infatti, molte risorse per l’edilizia scolastica stanziate negli ultimi due anni sono ancora nella casse dello Stato poiché i diversi provvedimenti attuativi, di riparto o di assegnazione o di autorizzazione all’avvio delle procedure di spesa, sono rimasti fermi nei Ministeri in attesa dell’acquisizione di firme, concerti, controlli, bollinature, pubblicazione in gazzetta Ufficiale.

La tabella dà conto dell’iter di attuazione dei diversi provvedimenti di finanziamento degli interventi, molti dei quali risultano di imminente pubblicazione.

Tra gli altri, segnaliamo che è stato adottato il Decreto di autorizzazione al Piano MUTUI BEI 2018 (Decreto 1 febbraio 2019, n. 87) attualmente alla registrazione della Corte dei Conti, che dopo il controllo di legittimità sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e da quel momento gli enti locali beneficiari dei finanziamenti avranno un anno di tempo per aggiudicare i lavori.

Riteniamo opportuno evidenziare anche la prossima pubblicazione dei decreti sul Fondo Progettazione (sia del MIUR che del MIT), su quali vi invitiamo a prestare una particolare attenzione poiché oggi in assenza di progettazione adeguata è sempre più difficile riuscire ad ottenere i finanziamenti.

Da ultimo, su richiesta di UPI e di diverse Province, è stato adottato un decreto del MIUR di proroga del termine per l’aggiudicazione dei lavori del DM 607/2017 (fondo comma 140 Province e Città Metropolitane) dal 13 maggio 2019 al 15 ottobre 2019.

Sicurezza scuole superiori: l’UPI chiede risposte in Conferenza Unificata

“Dobbiamo rimarcare tutta la nostra preoccupazione sullo stato delle scuole superiori. Servono pù risorse e tempi radipi per fare aprire i cantieri”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Michele De Pascale, intervenendo oggi alla riunmione della Conferenza Unificata

“Insieme a Regioni e Comuni – spiega De Pascale – avevano chiesto al Ministero dell’Istruzione di intervenire al tavolo per fare il punto sullo stato di approvazione dei provvedimenti e sull’erogazione delle risorse a favore degli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole. Purtroppo il Ministro Bussetti non ha potuto partecipare, ma ci ha mandato una scheda che studieremo attentamente.

“Il dato da cui partire è che l’edilizia vive una crisi e le scuole hanno bisogno di interventi. Noi chiediamo di aumentare le risorse a disposizione e di darci regole semplici che consentano di spendere le risorse in tempi brevi. Ci auguriamo di ricevere risposte alle nostre richieste”.

Sicurezza scuole superiori: l’UPI chiede risposte in Conferenza Unificata

“Dobbiamo rimarcare tutta la nostra preoccupazione sullo stato delle scuole superiori. Servono pù risorse e tempi radipi per fare aprire i cantieri”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Michele De Pascale, intervenendo oggi alla riunmione della Conferenza Unificata

“Insieme a Regioni e Comuni – spiega De Pascale – avevano chiesto al Ministero dell’Istruzione di intervenire al tavolo per fare il punto sullo stato di approvazione dei provvedimenti e sull’erogazione delle risorse a favore degli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole. Purtroppo il Ministro Bussetti non ha potuto partecipare, ma ci ha mandato una scheda che studieremo attentamente.

“Il dato da cui partire è che l’edilizia vive una crisi e le scuole hanno bisogno di interventi. Noi chiediamo di aumentare le risorse a disposizione e di darci regole semplici che consentano di spendere le risorse in tempi brevi. Ci auguriamo di ricevere risposte alle nostre richieste”.

Stati Generali della Montagna: all’UPI il coordinamento del tavolo servizi e infrastrutture

Prima riunione, oggi, dei tavoli di lavoro sulla Montagna, isituiti dal Ministro degli Affari regionali e delle autommie locali Erika Stefani.

L’UPI, con il Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, coordinerà il tavolo servizi e infrastrutture.  Ecco il testo del suo intervento di apertura.

“Le politiche per le aree montane in Italia  hanno assunto negli anni connotazioni differenti: da una politica nazionale per la montagna, basata sulla definizione di zone montane e sulla individuazione di una serie di strumenti finanziari dedicati si è passati ad esperienze improntate ad una strategia territoriale, finalizzata al sostegno e allo sviluppo di aree ben delimitate, di natura interregionale o di livello subregionale.

Tali politiche, spesso caratterizzate da discontinuità di azione e da una governance complessa, interessano una parte preponderante del territorio italiano, quella caratterizzata da aree montane, spesso organizzate in piccoli centri, che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi essenziali.

Al contrario dei centri urbani che offrono una fitta rete di servizi essenziali, le aree montane sono spesso soggette a spopolamento a causa della scarsa presenza sul territorio di servizi e infrastrutture, quali la carenza di servizi di viabilità e trasporto ferroviario, stazioni ferroviarie e arterie di collegamento rapido con i centri principali; la mancanza di offerta completa di scuole secondarie superiori; la ridotta offerta di servizi sanitari, ad esempio di strutture sanitarie sedi di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) di I livello; la carenza di infrastrutturazione telematica.

Tutte queste problematiche si sono inasprite ulteriormente a seguito della crisi finanziaria ed economica che ha colpito il nostro Paese e che ha notevolmente ridimensionato le politiche pubbliche. Ciò vale sia per il sostegno alle imprese e al settore economico produttivo, sia soprattutto per una serie di politiche rivolte a beni e servizi pubblici essenziali come la viabilità, la scuola e la sanità.

Gli ingenti tagli ai bilanci delle regioni e degli enti locali hanno fortemente compromesso la capacità di finanziamento di tali politiche per quegli enti locali che hanno minori capacità di procurarsi risorse proprie, con particolare riferimento a quelli situati in montagna.

Occorre oggi rimettere al centro delle strategie di sviluppo, soprattutto in un Paese in cui sono presenti moltissime imprese piccole e medie come l’Italia, il rilancio delle politiche ordinarie di investimento sulle infrastrutture e sui servizi territoriali, attraverso strategie condivise dai sindaci a livello provinciale nell’ambito delle quali si possono collegare gli interventi aggiuntivi di potenziamento delle aree interne e dei territori montani.

Risulta infatti necessario individuare un modello di governance condiviso e semplificato che metta a sistema con una azione continuativa le varie politiche a sostegno della montagna.

In questo senso, una valorizzazione della pianificazione strategica per le Aree montane in capo alle Province potrebbe facilitare l’integrazione fra la pianificazione strutturale e strategica dal basso e le relative progettualità ed i quadri di riferimento strutturali e strategici regionali e della programmazione socio-economica ed infrastrutturale, in coerenza con i programmi nazionali e dell’Unione Europea.

L’implementazione di una strategia unitaria e di sistema della governance territoriale della montagna favorirebbe lo sviluppo socio-economico di questi territori, attraverso la collaborazione tra la Provincia, in grado di pianificare e gestire servizi comuni, e i Comuni/Unioni di Comuni.

In questa logica le province hanno dato l’avvio alle stazioni uniche appaltanti come strumento principale per ridurre la spesa e realizzare economie di scala negli acquisti e negli appalti pubblici locali, migliorando e rendendo più efficace l’erogazione dei servizi. E’ inoltre sempre più diffusa la costituzione di uffici comuni per la gestione dei servizi strumentali: sistemi informativi e di innovazione, servizi Europa, di avvocatura, uffici tecnici, gestione unificata dei concorsi.

Allo stesso tempo occorre potenziare le politiche infrastrutturali nelle aree montane nei settori della viabilità e della scuola, non solo attraverso lo stanziamento di risorse ulteriori, ma individuando forme di “riserva finanziaria” per quei luoghi che si vuole privilegiare con le politiche, attivando bandi “ah hoc” o stabilendo punteggi più favorevoli per beneficiari localizzati nelle aree che si intende privilegiare.

Altro punto strategico è la necessità di dare nuovo e definitivo impulso al Piano Nazionale Banda Larga, per azzerare il divario digitale e garantire una adeguata infrastrutturazione telematica a questi territori che spesso non sono connessi con il resto del territorio per mancanza di interesse da parte degli operatori privati o per costi troppo elevati di questa operazione.

Infine è fortemente raccomandato promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il notevole patrimonio naturale e culturale di queste aree, puntando anche su filiere produttive locali, nonché su interventi di prevenzione del rischio idrogeologico.

In questo senso ad esempio Natura 2000, principale strumento per la conservazione delle biodiversità, deve garantire il mantenimento degli habitat naturali di flora e fauna in modo omogeneo su tutto il territoro nazionale, anche a frotne di orientamenti diversi delle singole regioni”.

Tavolo per la riforma delle Province. De Pascale “Ricostruiamo funzioni certe in tutto il Paese”

Funzioni chiare, risorse per i servizi essenziali ed una spinta alla semplificazione che trovi nelle Province le istituzioni chiave dove concentrare tutte quelle funzioni oggi frammentate tra organismi e enti strumentali. Queste le proposte portate dal Presidente dell’Upi Michele De Pascale, al tavolo per la revisione delle riforme degli enti locali del Ministero dell’Interno, presieduto dal Sottosegretario Stefano Candiani, che oggi ha iniziato il confronto sulle Province e delle Città metropolitane.

“Per noi – ha detto De Pascale – è urgente riuscire ad arrivare ad una revisione della riforma, perché si tratta di uscire da una situazione di straordinarietà al limite della costituzionalità.

La priorità per le Province resta ancora l’emergenza finanziaria, non solo per assicurare la manutenzione ordinaria di strade provinciali e scuole superiori, ma perché servono investimenti strutturali su un patrimonio che deve essere modernizzato e reso più efficiente.

Rispetto alle questioni istituzionali, per noi la priorità sono le funzioni, la chiarezza dei ruoli di ciascuno, perché oggi nel Paese il quadro delle funzioni delle Province è molto frammentato.

Noi pensiamo di potere svolgere un compito essenziale per la Repubblica – ha sottolineato – per questo chiediamo la  piena applicazione dell’articolo 118  della Costituzione, e l’assegnazione alle province di tutte le funzioni che non possono essere esercitate  dai Comuni e non necessitano di essere esercitate dalle Regioni. Le funzioni vanno svolte dagli enti che possono farlo al meglio, e con minore spesa.

Quanto al ritorno dell’elezione diretta delle Province  – ha concluso il Presidente dell’UPI – accogliamo con favore che sia in atto un dibattito e che ci siano aperture e interesse al riguardo ma vogliamo precisare che questa non sarà la battaglia dell’UPI. Come si svolgeranno le lezioni, quali sarà il sistema elettorale, lo decideranno Governo e Parlamento. Certo, comunque è urgente, prima delle prossime elezioni provinciali che ci saranno a maggio, sciogliere alcuni nodi essenziali, a partire dal limite di incandidabilità per i sindaci con meno di 18 mesi di mandato”.

Nel link, il Documento di proposte UPI consegnato al tavolo nella riunione del 14 febbraio

Intesa Fondo Politiche giovanili: alle Province risorse per progetti sui territori

Anche le Province avranno un ruolo centrale nella messa in campo di progetti per le politiche giovanili.

Nell’Intesa siglata oggi sulla ripartizione del Fondo delle Politiche giovanili per il 2019, infatti Governo, Regioni e Comuni hanno accolto la richiesta avanzata da UPI, destinando una quota delle risorse alle Province, per la programmazione e realizzazione di iniziative volte a promuovere il diritto dei giovani alla formazione culturale e professionale e all’inserimento nella vita sociale.

 

“Ringraziamo il Governo, e in particolare il Sottosegretario alle Pari Opportunità e ai Giovani, Vincenzo Spadafora, le Regioni e l’Anci – dichiarano il Presidente dell’Upi Michele De Pascale e il Vicepresidente Carlo Riva Vercellotti – che hanno voluto riconoscere il ruolo delle Province su un tema così essenziale.

 

D’altronde tra le funzioni di queste istituzioni vi è proprio il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Non solo: le Province, cui spetta la gestione delle 5.100 scuole superiori italiane, hanno un rapporto privilegiato con i ragazzi e le ragazze dai 14 ai 18 anni. Proprio la fascia cui si rivolge prioritariamente questo fondo.

 

Nei prossimi giorni incontreremo il Sottosegretario Spadafora – concludono De Pascale e Vercellotti –  per confrontarci sugli obiettivi da raggiungere e per rendere immediatamente operativo il ruolo delle Province”.

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