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Manovra: il Presidente Variati a Il Foglio “Su sicurezza strade in manovra c’è poco o nulla”

“Quando ad agosto il Ministero delle Infrastrutture ci ha chiesto di fare il monitoraggio dei ponti e delle gallerie a rischio, lo abbiamo fatto nonostante i tempi strettissimi. Sembrava il preludio ad un impegno serio del Governo per la ristrutturazione di strade e ponti. E invece niente. Nella manovra non c’è nulla su questo capitolo. Nulla, nemmeno un segnale”.

Queste le riflessioni del Presidente dell’Upi, Achille Variati, su il quotidiano Il Foglio di oggi.

Ieri il Presidente, commentando le misure previste dalla Manovra economica per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali , dei 30 mila ponti e gallerie e delle oltre 5.100 scuole superiori, ha parlato di  “delusione e preoccupazione” ribadendo come “la situazione di grave emergenza delle Province non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato alla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

Variati ha per questo chiesto un incontro urgente al Governo, ed in particolare ai Ministri Castelli e Garavaglia, per trovare soluzioni immediate prima dell’avvio dei lavori in Senato.

 

 

 

Manovra: le Province in Conferenza Unificata “Servono risorse per la messa in sicurezza del Paese. Il Paese non è solo il Po”

Se in Senato non saranno approvati gli emendamenti che l’Upi presenterà, non sarà possibile per le Province dare parere favorevole alla manovra economica 2019.  Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervenendo alla riunione di oggi dellla Conferenza Unificata, riportando quanto deciso dal Comitato direttivo Upi riunito oggi a Roma.

“Emendamenti – ha sottolineato Variati – che riguardano principalmente le risorse per la manutenzione di ponti, gallerie e strade, ma in generale di tutte le infrastrutture che sono sotto la diretta responsabilità delle Province. Non si può pensare di stanziare 50 milioni di euro per 5 anni solo per le infrastrutture del bacino del Po, dopo che, con il monitoraggio che ci hanno cheisto di fare e che abbiamo portato a termine a settembre, abbiamo chiaramente evidenziato che la situaizone di criticità è molto più complessa e diffusa su tutto il Paese. Come se il Governo di quello studio abbia deciso di non tenere conto. Il problema è che bisogna garantire la sicurezza a tutti,mettere in sicurezza tutta la rete stradale, perchè se viene abbandonata la manutenzione si mette a rischio la vita stessa dei cittadini.

E poi, è incredibile che i 7 miliardi di fondi previsti per gli investimenti locali che dovranno passare dalle Regioni, siano diretti esclusivamnte al patrimonio pubblico dei Comuni, escludendo le Province e le Città Metropolitane”.

Consegneremo al Senato queste nostre richieste – ha poi concluso – che sono semplici e dirette esclusivamente a garantire i servizi e la sicurezza dei cittadini. Se non saranno approvati, il nostro parere sulla manovra non potrà essere positivo e i Presidenti delle Province prenderanno atto del fatto che il Parlamento si è dimenticato di garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade provinciali e di tutte le 5.100 scuole superiori”.

Manovra: il Presidente Variati a Il Foglio “Su sicurezza strade in manovra c’è poco o nulla”

“Quando ad agosto il Ministero delle Infrastrutture ci ha chiesto di fare il monitoraggio dei ponti e delle gallerie a rischio, lo abbiamo fatto nonostante i tempi strettissimi. Sembrava il preludio ad un impegno serio del Governo per la ristrutturazione di strade e ponti. E invece niente. Nella manovra non c’è nulla su questo capitolo. Nulla, nemmeno un segnale”.

Queste le riflessioni del Presidente dell’Upi, Achille Variati, su il quotidiano Il Foglio di oggi.

Ieri il Presidente, commentando le misure previste dalla Manovra economica per la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali , dei 30 mila ponti e gallerie e delle oltre 5.100 scuole superiori, ha parlato di  “delusione e preoccupazione” ribadendo come “la situazione di grave emergenza delle Province non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato alla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

Variati ha per questo chiesto un incontro urgente al Governo, ed in particolare ai Ministri Castelli e Garavaglia, per trovare soluzioni immediate prima dell’avvio dei lavori in Senato.

 

 

 

Manovra, UPI “Delusione e preoccupazione. I territori sono stati abbandonati”

Delusione e preoccupazione per il testo della Legge di Bilancio approvato dalla Commissione Bilancio dalla Camera dei Deputati. E’ quanto dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati che sottolinea come, sulle Province “La situazione di grave emergenza non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato dalla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

“Non riusciamo a comprendere perché, in una situazione di criticità e di emergenza che accomuna ponti e gallerie di tutto il Paese, come è emerso nel monitoraggio dettagliato che Governo e Parlamento ben conoscono, si sia deciso di intervenire a rendere sicure solo le opere del bacino del Po.  Il resto del Paese è abbandonato, come se oltre la pianura padana non ci fosse alcun ponte a rischio.

Ed è incredibile come Governo e deputati che nella manovra stanziano quasi 7 miliardi per la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, abbiano deciso di escludere da questi investimenti i 30 mila ponti e gallerie, gli oltre 130 mila chilometri di strade provinciali e le 5.100 scuole superiori. Abbandonando il territorio, le comunità e i 2 milioni 500 mila studenti che continueranno a frequentare scuole insicure.

Chiediamo al Governo, a partire dai Viceministri Castelli e Garavaglia, un incontro urgente per chiarire questi nodi e trovare immediate soluzioni in vista del passaggio della Legge di bilancio in Senato”.

 

 

Manovra, UPI “Delusione e preoccupazione. I territori sono stati abbandonati”

Delusione e preoccupazione per il testo della Legge di Bilancio approvato dalla Commissione Bilancio dalla Camera dei Deputati. E’ quanto dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati che sottolinea come, sulle Province “La situazione di grave emergenza non è in alcun modo risolta. Anzi, il testo approvato dalla Commissione Bilancio peggiora il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri”.

“Non riusciamo a comprendere perché, in una situazione di criticità e di emergenza che accomuna ponti e gallerie di tutto il Paese, come è emerso nel monitoraggio dettagliato che Governo e Parlamento ben conoscono, si sia deciso di intervenire a rendere sicure solo le opere del bacino del Po.  Il resto del Paese è abbandonato, come se oltre la pianura padana non ci fosse alcun ponte a rischio.

Ed è incredibile come Governo e deputati che nella manovra stanziano quasi 7 miliardi per la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, abbiano deciso di escludere da questi investimenti i 30 mila ponti e gallerie, gli oltre 130 mila chilometri di strade provinciali e le 5.100 scuole superiori. Abbandonando il territorio, le comunità e i 2 milioni 500 mila studenti che continueranno a frequentare scuole insicure.

Chiediamo al Governo, a partire dai Viceministri Castelli e Garavaglia, un incontro urgente per chiarire questi nodi e trovare immediate soluzioni in vista del passaggio della Legge di bilancio in Senato”.

 

 

Manutenzione strade provinciali: servono 5,6 miliardi. Lo studio ACI

Una priorità per il Paese” è così che l’Automobile Club d’Italia definisce la necessità di sanare il gap di manutenzione dei 132.000 chilometri di rete stradale provinciale, strategici per il tessuto economico e sociale del Paese. Le attuali inefficienze e criticità della rete sono dovute al fatto che, negli ultimi 10 anni, sono mancati investimenti in manutenzione per 42 miliardi di euro, come si legge ne “Il recupero dell’arretrato manutentorio della rete viaria secondaria: una priorità per il Paese”, lo studio della Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, presentato  alla 73a Conferenza del Traffico e della Circolazione.

Secondo questo studio il fabbisogno annuo per la manutenzione della rete stradale provinciale ammonta a 6,1 miliardi di euro: 1,7 per la manutenzione ordinaria e 4,4 per quella straordinaria. Ogni chilometro di provinciale richiede, in media, 46.000 euro l’anno, ma le risorse oggi stanziate non superano i 500 milioni, sufficienti alla manutenzione di poco più di 10.800 chilometri: l’8% della rete provinciale.

Investire in manutenzione i 5,6 miliardi di euro che mancano all’appello, frutterebbe il triplo, con un incremento dello 0,9% del PIL (pari a 16,2 miliardi) e una riduzione della disoccupazione fino al 4% (pari a 120.000 nuovi posti di lavoro).

Dal link che segue potete scaricare  Lo Studio ACI sulle strade provinciali 2018

Nel link  che segue invece trovate un Abstract dello studio ACI strade provinciali 2018 a cura dell’Ufficio stampa ACI

Sicurezza strade: da studio ACI confermate richieste UPI. “Servono investimenti chiari in legge bilancio 2019”

Il fabbisogno annuo per la manutenzione della rete stradale provinciale ammonta a 6,1 miliardi di euro: 1,7 per la manutenzione ordinaria e 4,4 per quella straordinaria. Ogni chilometro di provinciale richiede, in media, 46.000 euro l’anno, ma le risorse oggi stanziate non superano i 500 milioni, sufficienti alla manutenzione di poco più di 10.800 chilometri: l’8% della rete provinciale. 

A dirlo è lo studio Fondazione Filippo Caracciolo di ACI “Il recupero dell’arretrato manutentorio della rete viaria secondaria: una priorità per il Paese”, presentato oggi a Genova, alla 73a Conferenza del Traffico e della Circolazione. 

Ma c’è di più: secodo questo studio, infatti, investire in manutenzione i 5,6 miliardi di euro che mancano all’appello, frutterebbe il triplo, con un incremento dello 0,9% del PIL (pari a 16,2 miliardi) e una riduzione della disoccupazione fino al 4% (pari a 120.000 nuovi posti di lavoro).

“La rete provinciale – ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervenendo alla Conferenza – è il reticolo che tiene unito il Paese, e questa ricerca conferma quanto sia strategico non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico. In Italia, quasi l’87% delle merci circola su strada. Strade sicure e moderne servono per far muovere l’economia, e se una strada è chiusa, è proprio l’economia a risentirne. Ricordiamo che le Province gestiscono quasi l’80% della rete viaria nazionale”.

Variati ha poi ricordato le richieste avanzate dall’UPI sulla legge di bialncio 2019 “che questo studio – ha detto – confermano pienamente: a partire dall’assegnazione chiara di 1,5 miliardi di risorse per la manutenzione e sicurezza di ponti, viadotti e gallerie di competenza di Province e Città metropolitane (300 milioni l’anno per 5 anni)  anche sulla base di quanto emerso a seguito del monitoraggio richiesto dal Ministero delle Infrastrutture all’indomani della tragedia del Ponte Morandi, correttamente completato da tutte le Province. Anche perchè – ha sottolineato il Presidente – abbiamo progetti pronti e se arrivano le risorse, possiamo aprire da subito i cantieri”.

Secondo il monitoraggio UPI, infatti  5.931 sono le opere già sottoposte all’attenzione delle Province, su cui il quadro degli interventi necessari è chiaro. Di queste, 1.918 opere sono indicate in priorità 1. Necessitano cioè, di interventi urgenti e nel totale in priorità1:  802 interventi hanno già un livello di progettazione (129 con progettazione esecutiva, 61 con progettazione definitiva e 612 con progettazione in fase preliminare o di fattibilità).

“Ma servono anche figure specializzate – ha poi aggiunto – a partire da quelle da dedicare alle strutture tecniche necessarie per progettare, aggiudicare, realizzare gli appalti e monitorare i tempi di attuazione degli investimenti. Abbiamo bisogno di rafforzare gli uffici tecnici, lavori pubblici e di progettazione, mettendo a sistema il ciclo degli investimenti locali: progettazione, appalto, esecuzione, controllo tempistica, verifica dei lavori”.

Secondo l’Automobile CLUB  la necessità di sanare il gap di manutenzione dei 132.000 chilometri di rete stradale provinciale deve essere consdierata “Una priorità per il Paese” .

Il Ministro dell’Interno interviene sulle Province

“Bisogna avere il coraggio, la forza e la buona volontà di rivedere un impianto istituzionale che è monco. Parlo delle Province, non ha avuto senso cancellarle senza dare una soluzione”. Questa la dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa ADN Kronos, rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo a Roma ad un evento organizzato da Poste italiane in collaborazione con ANCI  sui piccoli comuni.

“Ci sono piccoli Comuni che, tolto il sostegno delle Province, restano abbadonati in una valle – ha aggiunto – Soprattutto in alcune zone di montagna non ha senso cancellare l’ente Provincia senza dare una soluzione, lasciando soli i Sindaci. Se togli il sostegno dell’ente provincia, ci sono Comuni che in Regione ci arrivano se non facendo chilometri e non si possono abbandonare nella valle”, ha aggiunto, concludendo che quello sulle Province sarà “sarà uno dei ragionamenti da fare e si farà”.

Le dichiarazioni sono state riportate da diversi quotidiani e agenzie di stampa.

Il Ministro dell’Interno interviene sulle Province

“Bisogna avere il coraggio, la forza e la buona volontà di rivedere un impianto istituzionale che è monco. Parlo delle Province, non ha avuto senso cancellarle senza dare una soluzione”. Questa la dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa ADN Kronos, rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini intervenendo a Roma ad un evento organizzato da Poste italiane in collaborazione con ANCI  sui piccoli comuni.

“Ci sono piccoli Comuni che, tolto il sostegno delle Province, restano abbadonati in una valle – ha aggiunto – Soprattutto in alcune zone di montagna non ha senso cancellare l’ente Provincia senza dare una soluzione, lasciando soli i Sindaci. Se togli il sostegno dell’ente provincia, ci sono Comuni che in Regione ci arrivano se non facendo chilometri e non si possono abbandonare nella valle”, ha aggiunto, concludendo che quello sulle Province sarà “sarà uno dei ragionamenti da fare e si farà”.

Le dichiarazioni sono state riportate da diversi quotidiani e agenzie di stampa.

Investimenti, alle Province la regia . Oggi su Il Sole 24 Ore

“Appalti, Province capofila” Titola così oggi in prima pagina l’analisi a firma Gustavo Piga, economista e docente di Economia politica all’Università di Tor Vergata e Gaetano Scognamiglio, Presidente della Fondazione Promo PA,  pubblicata dal quotidiano Il Sole 24 ORE.

A muovere la riflessione, la norma contenuta nella Legge di Bilancio 2019 che assegna a Province e Città metropolitane il ruolo di Stazioni Uniche Appaltanti per i Comuni, che i due considerano un passaggio positivo verso la razionalizzazione del sistema degli appalti pubblici “ispirata alla logica di valorizzare l’esistente”

Nella loro analisi, Piga e Scognamiglio citano infatti una ricerca elaborata da Promo PA e Università di Tor Vergata, dove le Province “si configurano come centri strategici di aggregazione e di innovazione nerl sistema degli acquisti a livello locale”.

“Perciò- affermano i due – gli uffici delle Province vanno messi in grado di far fronte alle nuove funzioni” attraverso corsi di aggiornamento del personale presente e l’assunzione di nuove figure professionali da immettere nel sistema.

 

L’Upi alla Giornata Nazionale per la sicurezza nelle scuole

“La firma oggi del protocollo d’intesa tra i Ministeri dell’Istruzione e dell’Economia e la Banca Europea degli investimenti per la nuova programmazione triennale sull’edilizia scolastica 2018/20 è una notizia importante. Si tratta di 1 miliardo e 500 milioni che potranno essere utilizzati per investire nel miglioramento delle scuole pubbliche italiane. Certo, le risorse sono ancora insufficienti a coprire il fabbisogno reale, ma da oggi può iniziare un percorso virtuoso”.

Lo ha detto il Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, intervenendo a rappresentare l’Upi al Tavolo dell’edilizia scolastica, che si è riunito oggi al Miur alla presenza del Ministro Marco Bussetti.

“Le Province – ha ricordato Menesini – hanno presentato migliaia di progetti, e di questi circa 770 sono stati accolti e considerati ammissibili, per un fabbisogno totale di circa 2 miliardi. Se tutte le Regioni rispetteranno l’impegno preso di riservare alle scuole superiori almeno il 30% delle risorse a disposizione, la copertura massima arriverebbe a non più di 500 milioni: un quarto del fabbisogno. Ma i 770 progetti riguardano interventi necessari: le 5.100 scuole superiori italiane hanno bisogno di investimenti per la messa in sicurezza, per la modernizzazione di aule e laboratori, per l’efficientamento energetico. Dobbiamo garantire ai 2 milioni e mezzo di ragazzi e ragazze che ci studiano, aule accoglienti e sicure, edifici e strutture in grado di accompagnarli nella loro formazione e nel percorso di istruzione.

Per questo oggi a questo tavolo chiediamo al Ministro Bussetti di sostenere le nostre richieste avanzate in Parlamento sulla Legge di Bilancio 2019, perché si riesca almeno a coprire con 1 miliardo e mezzo tutti gli investimenti per le scuole superiori”.

L’Upi alla Giornata Nazionale per la sicurezza nelle scuole

“La firma oggi del protocollo d’intesa tra i Ministeri dell’Istruzione e dell’Economia e la Banca Europea degli investimenti per la nuova programmazione triennale sull’edilizia scolastica 2018/20 è una notizia importante. Si tratta di 1 miliardo e 500 milioni che potranno essere utilizzati per investire nel miglioramento delle scuole pubbliche italiane. Certo, le risorse sono ancora insufficienti a coprire il fabbisogno reale, ma da oggi può iniziare un percorso virtuoso”.

Lo ha detto il Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, intervenendo a rappresentare l’Upi al Tavolo dell’edilizia scolastica, che si è riunito oggi al Miur alla presenza del Ministro Marco Bussetti.

“Le Province – ha ricordato Menesini – hanno presentato migliaia di progetti, e di questi circa 770 sono stati accolti e considerati ammissibili, per un fabbisogno totale di circa 2 miliardi. Se tutte le Regioni rispetteranno l’impegno preso di riservare alle scuole superiori almeno il 30% delle risorse a disposizione, la copertura massima arriverebbe a non più di 500 milioni: un quarto del fabbisogno. Ma i 770 progetti riguardano interventi necessari: le 5.100 scuole superiori italiane hanno bisogno di investimenti per la messa in sicurezza, per la modernizzazione di aule e laboratori, per l’efficientamento energetico. Dobbiamo garantire ai 2 milioni e mezzo di ragazzi e ragazze che ci studiano, aule accoglienti e sicure, edifici e strutture in grado di accompagnarli nella loro formazione e nel percorso di istruzione.

Per questo oggi a questo tavolo chiediamo al Ministro Bussetti di sostenere le nostre richieste avanzate in Parlamento sulla Legge di Bilancio 2019, perché si riesca almeno a coprire con 1 miliardo e mezzo tutti gli investimenti per le scuole superiori”.

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