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31 OTTOBRE 2018 – FOCUS LE ELEZIONI DATI PER AREE GEOGRAFICHE

Più di 700 consiglieri candidati in 73 liste per i 328 incarichi di consigliere provinciale nei 27 consigli al voto.

80 Sindaci candidati presidenti per le 47 cariche in lizza, che saranno votati da oltre 58 mila 650 tra Sindaci e Consiglieri Comunali chiamati con il loro voto a rappresentare gli oltre 26 milioni 511 mila cittadini dei loro 4.765 Comuni.

Questi i numeri dell’election day delle elezioni provinciali di mercoledì 31 ottobre.

“Il 31 ottobre prossimo – commenta Achille Variati – ci sarà una tornata molto importante di elezioni, si voterà per il rinnovo di 47 Presidenti di Provincia e di 27 Consigli Provinciali. Queste elezioni devono essere considerate un appuntamento importante dal Governo, dai Sindaci e dagli stessi cittadini. Il protagonismo dei Sindaci nelle Province è totale. Certo – aggiunge Variati –  non possiamo non sottolineare quanto sulle norme elettorali sia ormai imprescindibile un intervento per restituire autorevolezza e dignità a queste istituzioni. A prescindere dal sistema di elezione che si vorrà tenere, che sia diretto e o indiretto, occorredare una prospettiva certa alle Province in coerenza con le disposizioni della Costituzione e della Carta europea delle autonomie locali, sia relativamente agli organi di governo che al loro sistema di elezione, cancellando le storture che in questi anni noi che per primi abbiamo guidato le nuove Province, abbiamo potuto sperimentare. A partire dalla solitudine istituzionale dei Presidenti di provincia dovuta alla mancata previsione di un organo esecutivo; l’aleatorietà della rappresentanza di tutto il territorio nell’ambito delle elezioni provinciali e dei consigli provinciali; l’ineleggibilità degli amministratori comunali agli organi di governo provinciali se il loro mandato scade 12 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni; la durata degli organi, 4 anni per i Presidenti di Provincia e 2 anni per i Consigli provinciali.

31 OTTOBRE 2018 – FOCUS LE ELEZIONI DATI PER AREE GEOGRAFICHE

Più di 700 consiglieri candidati in 73 liste per i 328 incarichi di consigliere provinciale nei 27 consigli al voto.

80 Sindaci candidati presidenti per le 47 cariche in lizza, che saranno votati da oltre 58 mila 650 tra Sindaci e Consiglieri Comunali chiamati con il loro voto a rappresentare gli oltre 26 milioni 511 mila cittadini dei loro 4.765 Comuni.

Questi i numeri dell’election day delle elezioni provinciali di mercoledì 31 ottobre.

“Il 31 ottobre prossimo – commenta Achille Variati – ci sarà una tornata molto importante di elezioni, si voterà per il rinnovo di 47 Presidenti di Provincia e di 27 Consigli Provinciali. Queste elezioni devono essere considerate un appuntamento importante dal Governo, dai Sindaci e dagli stessi cittadini. Il protagonismo dei Sindaci nelle Province è totale. Certo – aggiunge Variati –  non possiamo non sottolineare quanto sulle norme elettorali sia ormai imprescindibile un intervento per restituire autorevolezza e dignità a queste istituzioni. A prescindere dal sistema di elezione che si vorrà tenere, che sia diretto e o indiretto, occorredare una prospettiva certa alle Province in coerenza con le disposizioni della Costituzione e della Carta europea delle autonomie locali, sia relativamente agli organi di governo che al loro sistema di elezione, cancellando le storture che in questi anni noi che per primi abbiamo guidato le nuove Province, abbiamo potuto sperimentare. A partire dalla solitudine istituzionale dei Presidenti di provincia dovuta alla mancata previsione di un organo esecutivo; l’aleatorietà della rappresentanza di tutto il territorio nell’ambito delle elezioni provinciali e dei consigli provinciali; l’ineleggibilità degli amministratori comunali agli organi di governo provinciali se il loro mandato scade 12 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni; la durata degli organi, 4 anni per i Presidenti di Provincia e 2 anni per i Consigli provinciali.

Manovra, Upi a Toninelli “Mancano le risorse per mettere in sicurezza ponti e strade”.

“A quasi un mese dal  monitoraggio sui ponti e gallerie che abbiamo portato a termine dopo la tragedia di Genova su richiesta del Ministero delle infrastrutture, abbiamo ricevuto solo silenzi. Il Ministro Toninelli ha dichiarato di essere preoccupato per le opere delle Province. I cittadini devono preoccuparsi, un ministro deve intervenire, con risposte adeguate a risolvere le giuste richieste di sicurezze dei cittadini. Per ora,  nelle bozze di manovra che si leggono in questi giorni, non troviamo nessuna risorsa per mettere in sicurezza ponti e gallerie”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervendo a Rimini all’assemblea dell’Anci.
“Ci è stato chiesto di monitorare le criticità delle strutture affidate in gestione alle Province – ha poi ricordato – e dal monitoraggio è emerso che ci sono quasi 6.000 ponti che hanno bisogno di interventi, e di questi 1.918 già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi, hanno bisogno di interventi urgenti. La stima del fabbisogno per mettere in sicurezza queste strutture è di 2 miliardi e 500 milionii. Al Ministro Toninelli, che speriamo possa quanto prima riceverci, chiediamo di mettere in primo piano la sicurezza dei cittadini e di destinare a queste opere necessarie e urgenti le risorse indispensabili nella Legge di bilancio “.

Educazione alla cittadinanza: l’UPI sostiene la proposta ANCI

Anche l’UPI sostienene l’ANCI nella promozione della legge di iniziativa popolare “Sull’introduzione dell’insegnamento di educazione alla cittadinanza come materia autonoma con voto, nei curricula scolastici di ogni ordine e grado”, che è stata depositata in Cassazione il 14 giugno scorso, con successiva pubblicazione dell’annuncio in Gazzetta Ufficiale.
La proposta di legge ha tra le proprie finalità quella di formare i giovani cittadini al senso di responsabilità e al rispetto reciproco e di promuovere lo sviluppo civico e il valore della memoria, attraverso lo studio della Costituzione, dei diritti umani e degli elementi di educazione alla legalità, educazione all’ambiente, educazione digitale, educazione alimentare.
L’obiettivo dell’Anci, che riteniamo opportuno sostenere, è quello di raccogliere 50 mila firme necessarie per presentare la proposta di legge in Parlamento entro la fine dell’anno.

Tutti i cittadini potranno recarsi nel proprio Comune di residenza per la sottoscrizione.

Una iniziativa, che nasce dall’esigenza diffusa di riappropriarsi del senso di appartenenza alla comunità e di regole di convivenza che aiutino i giovani a diventare “buoni cittadini”.

Educazione alla cittadinanza: l’UPI sostiene la proposta ANCI

Anche l’UPI sostienene l’ANCI nella promozione della legge di iniziativa popolare “Sull’introduzione dell’insegnamento di educazione alla cittadinanza come materia autonoma con voto, nei curricula scolastici di ogni ordine e grado”, che è stata depositata in Cassazione il 14 giugno scorso, con successiva pubblicazione dell’annuncio in Gazzetta Ufficiale.
La proposta di legge ha tra le proprie finalità quella di formare i giovani cittadini al senso di responsabilità e al rispetto reciproco e di promuovere lo sviluppo civico e il valore della memoria, attraverso lo studio della Costituzione, dei diritti umani e degli elementi di educazione alla legalità, educazione all’ambiente, educazione digitale, educazione alimentare.
L’obiettivo dell’Anci, che riteniamo opportuno sostenere, è quello di raccogliere 50 mila firme necessarie per presentare la proposta di legge in Parlamento entro la fine dell’anno.

Tutti i cittadini potranno recarsi nel proprio Comune di residenza per la sottoscrizione.

Una iniziativa, che nasce dall’esigenza diffusa di riappropriarsi del senso di appartenenza alla comunità e di regole di convivenza che aiutino i giovani a diventare “buoni cittadini”.

Monitoraggio ponti: Upi “Censite 5. 931 opere: servono 3 miliardi per intervenire su sicurezza”

Sono 5931 le opere censite su cui il quadro degli interventi necessari è chiaro, come il totale delle risorse necessarie per intervenire, che ammonta a 2 miliardi 454 mila.

1.918 di queste opere sono considerate in priorità 1: necessitano cioè, di interventi urgenti in quanto già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi, e per solo queste urgenze servono almeno 730 milioni.

Questi i risultati del monitoraggio operato dalle Province sullo stato di conservazione delle infrastrutture viarie – ponti, viadotti e gallerie – presentato oggi alla stampa dal Presidente dell’Upi Achille Variati e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti.

Una verifica dello stato di sicurezza di queste opere che risponde alla richiesta che il Ministero delle Infrastrutture, all’indomani della tragedia del Ponte Morandi di Genova, ha avanzato a tutte le istituzioni.

Ma non ci sono solo interventi immediati: dall’analisi delle Province risultano infatti almeno 14.000 ponti, viadotti o gallerie, su cui è necessario avviare da subito un monitoraggio dettagliato.

“Il nostro è un Paese fragile – hanno detto i Presidenti – non si può trascurare la manutenzione continua. Invece inseguendo l’assurda campagna contro le Province sono state cancellate tutte le risorse destinate proprio a questa funzione. Si è sospesa la cura di 100.000 chilometri di strade, di oltre 30.000 tra ponti e gallerie: si è risparmiato non investendo nella sicurezza dei cittadini. Non ce lo possiamo permettere”.

Denuncia che Variati e Vercellotti  hanno espresso dati alla mano “Nel 2009 – hanno detto – le Province avevano a diposizione per investimenti 1 miliardo 947milioni. Nel 2013 siamo scesi a 1 miliardo 328 milioni per arrivare nel 2015 a 981 milioni. Nel 20 17, per investire nella  sicurezza di 100 mila chilometri di strade e di 5.100 scuole superiori italiane,  avevamo appena 712 milioni:  un crollo di oltre il 51%”. 

Le Province  – hanno poi aggiunto – hanno svoto il compito assegnato: nonostante agosto, nostante le risorse  ridotte al lumicino e nonostante il personale tecnico quasi azzerato dallo svuotamento degli enti dopo la riforma del 2014, abbiamo completato il monitoraggio. Abbiamo dati certi: ora però chiediamo al Governo di stanziare i fondi”

A partire dai 280 milioni di euro per superare lo squilibrio di parte corrente, indispensabile per far chiudere i bilanci a tutte le Province e assicurare la corretta erogazione dei servizi essenziali.

Due invece le richieste per la parte investimenti: l’incremento di 1,5 miliardi del fondo di investimenti per le opere di straordinaria manutenzione viaria che oggi ammonta a 1 miliardo 620 milioni per 6 anni e che assicura la disponibilità di appena 2 mila euro a chilometro l’anno. Una cifra del tutto insufficiente, e assolutamente non paragonabile agli oltre 22 mila euro a chilometro di cui dispone Anas per la rete stradale, o ai 120 mila euro al chilometro per la rete autostradale. E inoltre, la costituzione di un Fondo pluriennale straordinario di 3 miliardi per le opere infrastrutturali viarie (ponti, viadotti, gallerie, etc.) di pertinenza delle Province, proprio sulla base di quanto emerso dal monitoraggio.

Richieste presentate nella Legge di stabilità 2019, con una specifica però: “I 1.918 interventi urgenti che abbiamo monitorato – sottolineano i Presidenti –  che valgono almeno 730 milioni sono in priorità 1: vuol dire che vanno risolti nel minor tempo possibile. Il primo strumento normativo utile è il Decreto-legge “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti”.

In allegato:

La nota stampa monitoraggio ponti

La cartina con il numero totale degli interventi sui ponti censiti divisi per Regione

La cartina il numero dei ponti in priorità 1 diviso per Regione

La cartina con i monitoraggi necessari divisi per Regione

 

 

Monitoraggio ponti: Upi “Censite 5. 931 opere: servono 3 miliardi per intervenire su sicurezza”

Sono 5931 le opere censite su cui il quadro degli interventi necessari è chiaro, come il totale delle risorse necessarie per intervenire, che ammonta a 2 miliardi 454 mila.

1.918 di queste opere sono considerate in priorità 1: necessitano cioè, di interventi urgenti in quanto già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi, e per solo queste urgenze servono almeno 730 milioni.

Questi i risultati del monitoraggio operato dalle Province sullo stato di conservazione delle infrastrutture viarie – ponti, viadotti e gallerie – presentato oggi alla stampa dal Presidente dell’Upi Achille Variati e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti.

Una verifica dello stato di sicurezza di queste opere che risponde alla richiesta che il Ministero delle Infrastrutture, all’indomani della tragedia del Ponte Morandi di Genova, ha avanzato a tutte le istituzioni.

Ma non ci sono solo interventi immediati: dall’analisi delle Province risultano infatti almeno 14.000 ponti, viadotti o gallerie, su cui è necessario avviare da subito un monitoraggio dettagliato.

“Il nostro è un Paese fragile – hanno detto i Presidenti – non si può trascurare la manutenzione continua. Invece inseguendo l’assurda campagna contro le Province sono state cancellate tutte le risorse destinate proprio a questa funzione. Si è sospesa la cura di 100.000 chilometri di strade, di oltre 30.000 tra ponti e gallerie: si è risparmiato non investendo nella sicurezza dei cittadini. Non ce lo possiamo permettere”.

Denuncia che Variati e Vercellotti  hanno espresso dati alla mano “Nel 2009 – hanno detto – le Province avevano a diposizione per investimenti 1 miliardo 947milioni. Nel 2013 siamo scesi a 1 miliardo 328 milioni per arrivare nel 2015 a 981 milioni. Nel 20 17, per investire nella  sicurezza di 100 mila chilometri di strade e di 5.100 scuole superiori italiane,  avevamo appena 712 milioni:  un crollo di oltre il 51%”. 

Le Province  – hanno poi aggiunto – hanno svoto il compito assegnato: nonostante agosto, nostante le risorse  ridotte al lumicino e nonostante il personale tecnico quasi azzerato dallo svuotamento degli enti dopo la riforma del 2014, abbiamo completato il monitoraggio. Abbiamo dati certi: ora però chiediamo al Governo di stanziare i fondi”

A partire dai 280 milioni di euro per superare lo squilibrio di parte corrente, indispensabile per far chiudere i bilanci a tutte le Province e assicurare la corretta erogazione dei servizi essenziali.

Due invece le richieste per la parte investimenti: l’incremento di 1,5 miliardi del fondo di investimenti per le opere di straordinaria manutenzione viaria che oggi ammonta a 1 miliardo 620 milioni per 6 anni e che assicura la disponibilità di appena 2 mila euro a chilometro l’anno. Una cifra del tutto insufficiente, e assolutamente non paragonabile agli oltre 22 mila euro a chilometro di cui dispone Anas per la rete stradale, o ai 120 mila euro al chilometro per la rete autostradale. E inoltre, la costituzione di un Fondo pluriennale straordinario di 3 miliardi per le opere infrastrutturali viarie (ponti, viadotti, gallerie, etc.) di pertinenza delle Province, proprio sulla base di quanto emerso dal monitoraggio.

Richieste presentate nella Legge di stabilità 2019, con una specifica però: “I 1.918 interventi urgenti che abbiamo monitorato – sottolineano i Presidenti –  che valgono almeno 730 milioni sono in priorità 1: vuol dire che vanno risolti nel minor tempo possibile. Il primo strumento normativo utile è il Decreto-legge “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti”.

In allegato:

La nota stampa monitoraggio ponti

La cartina con il numero totale degli interventi sui ponti censiti divisi per Regione

La cartina il numero dei ponti in priorità 1 diviso per Regione

La cartina con i monitoraggi necessari divisi per Regione

 

 

Fondi Ue: l’Upi al tavolo di coordinamento convocato dal Ministro Lezzi

“Il quadro delle risorse necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio di scuole e strade del Paese è tale da avere bisogno dell’intervento anche di fondi europei. Che devono essere destinati agli investimenti indispensabili per ricostruire il patrimonio pubblico ormai fragile, dopo anni di risorse azzerate”. È la richiesta avanzata dal Vicepresidente Upi Nicola Valluzzi al tavolo sulle Politiche di Coesione convocato oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi dal Ministro del Sud e della Coesione Sociale, Barbara Lezzi.

“Proprio ieri – ha ricordato Valluzzi – abbiamo reso noti i risultati del monitoraggio che abbiamo effettuato sui 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione alle Province, e i numeri non possono che preoccupare: quasi 6.000 interventi già individuati, di cui più di 1.900 prioritari e urgenti, e più di 14.000 strutture su cui necessitano indagini tecnico diagnostiche, per un totale di più di 3 miliardi di risorse.  Questo per le sole strutture in Capo alle Province. Per non parlare dell’edilizia scolastica per cui, secondo una stima dell’associazione dei costruttori, servirebbero almeno 40 miliardi.   Sono cifre che da soli non possiamo sostenere – ha concluso il Vicepresidente Upi riportando al Ministro Lezzi la proposta delle Province- chiediamo che nella prossima programmazione vi sia la possibilità di finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, con particolare riferimento a scuole e strade, che con le regole attuali è consentito solo marginalmente”.

Fondi Ue: l’Upi al tavolo di coordinamento convocato dal Ministro Lezzi

“Il quadro delle risorse necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio di scuole e strade del Paese è tale da avere bisogno dell’intervento anche di fondi europei. Che devono essere destinati agli investimenti indispensabili per ricostruire il patrimonio pubblico ormai fragile, dopo anni di risorse azzerate”. È la richiesta avanzata dal Vicepresidente Upi Nicola Valluzzi al tavolo sulle Politiche di Coesione convocato oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi dal Ministro del Sud e della Coesione Sociale, Barbara Lezzi.

“Proprio ieri – ha ricordato Valluzzi – abbiamo reso noti i risultati del monitoraggio che abbiamo effettuato sui 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione alle Province, e i numeri non possono che preoccupare: quasi 6.000 interventi già individuati, di cui più di 1.900 prioritari e urgenti, e più di 14.000 strutture su cui necessitano indagini tecnico diagnostiche, per un totale di più di 3 miliardi di risorse.  Questo per le sole strutture in Capo alle Province. Per non parlare dell’edilizia scolastica per cui, secondo una stima dell’associazione dei costruttori, servirebbero almeno 40 miliardi.   Sono cifre che da soli non possiamo sostenere – ha concluso il Vicepresidente Upi riportando al Ministro Lezzi la proposta delle Province- chiediamo che nella prossima programmazione vi sia la possibilità di finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, con particolare riferimento a scuole e strade, che con le regole attuali è consentito solo marginalmente”.

Benvenuti nella nuova pagina delle Province

E’ on line la nuova pagina delle Province, che per l’occasione si sposta anche ad un nuovo indirizzo.

Un sito che vuole essere più chiaro ed immediato, per permettere una consultazione efficace a tutti: amministratori, cittadini, media.

Tra le nuove possibilità, una pagina di archivio che mostra nel’immediato tutte le notizie pubblicate nel mese, e un legame sempre più saldo con le pagine social dell’associazione e delle Province.

 

Benvenuti nella nuova pagina delle Province

E’ on line la nuova pagina delle Province, che per l’occasione si sposta anche ad un nuovo indirizzo.

Un sito che vuole essere più chiaro ed immediato, per permettere una consultazione efficace a tutti: amministratori, cittadini, media.

Tra le nuove possibilità, una pagina di archivio che mostra nel’immediato tutte le notizie pubblicate nel mese, e un legame sempre più saldo con le pagine social dell’associazione e delle Province.

 

Oggi e domani a Livorno la conferenza europea del progetto ThreeT

Il 25 e 26 settembre è in programma al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (Via Roma, 234) la conferenza europea di lancio delle attività del Progetto ThreeT.
L’evento è organizzato dalla Provincia di Livorno, ente capofila, insieme alla Regione Toscana, partner del progetto finanziato dal Programma di cooperazione INTERREG EUROPE.
Con il progetto ThreeT la Provincia va oltre la consueta programmazione dell’area transfrontaliera, per collegarsi operativamente con paesi partner dell’intera Europa: Finlandia, Germania, Malta, Polonia, Romania, Spagna, Ungheria.
Obiettivo principale del progetto, che si svilupperà nell’arco di circa 4 anni, sarà la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle otto regioni partner da perseguire attraverso il miglioramento dell’accessibilità ai siti di valenza culturale e turistica, sia in termini di mobilità sostenibile, sia incrementando le informazioni che consentano di individuare, conoscere e raggiungere agevolmente i luoghi di interesse. Le attività saranno volte, in particolare, a definire buone pratiche di mobilità sostenibile in sicurezza, intermodalità dei trasporti, tutela e valorizzazione dei beni naturali e culturali lungo uno o più percorsi. Tali pratiche saranno incorporate in un Piano di Azione per ogni regione partner. L’attuazione iniziale dei Piani avverrà negli ultimi 2 anni del progetto, mediante sostegni di finanziamento europeo o di altra origine.
Nella prima giornata di lavori, mercoledi 25 settembre, con inizio alle ore 9.30, saranno illustrati gli obiettivi del progetto, le attività previste, i risultati e gli impatti attesi nelle varie aree di intervento. I singoli partner, poi, presenteranno il proprio contesto territoriale, gli strumenti di policy, le attese circa il contributo del progetto allo sviluppo sostenibile sociale, economico ed ambientale.
Il 26 settembre, a partire dalle ore 9, sono in programma incontri tecnici e il comitato di pilotaggio.
Il progetto può contare su un budget complessivo di 2 milioni di euro, grazie a l’accesso ai fondi dell’Asse 4 del Programma INTERREG EUROPE, di cui 363.000 euro circa per la Provincia di Livorno e 112 mila per la Regione Toscana. Tale dotazione finanziaria permetterà di formulare e portare a finanziamento le azioni volte a definire e promuovere una serie di “itinerari tematici” differenti, esercitando un significativo effetto moltiplicatore di risorse, con ricadute positive sull’economia dei territori. Su tali itinerari convergeranno attività riguardanti il sistema modale a rete di collegamento fra diverse aree nella regione Toscana e la comunicazione turistica e culturale ad esse funzionale.
“Un’iniziativa di grande caratura non solo in termini di finanziamenti – sottolinea il Presidente della Provincia Alessandro Franchi – ma anche per i rapporti che il nostro territorio può avviare e intrattenere con i partner, facilitando la condivisione di conoscenze ed esperienze positive che coinvolgeranno anche le amministrazioni e gli attori economici locali, in particolare gli operatori turistici”.

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