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Il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi nuovo Vice Presidente Upi

È Nicola Valluzzi, il Presidente della Provincia di Potenza, il nuovo Vice Presidente dell’Upi. A nominarlo è stato il Presidente Achille Variati sottolineando come “il Presidente Valluzzi è ormai da anni un punto di riferimento dell’Associazione, protagonista nelle occasioni di confronto con Governo e Parlamento,  e impegnato a seguire alcuni dei temi più importanti all’ordine del giorno a partire dalle riforme istituzionali.
In questo nuovo incarico non potrà che assicurare, con la sua autorevolezza, un contributo ancora più determinante ai tavoli di lavoro cui l’Upi è chiamata ad intervenire per restituire dignità alle Province e assicurare ai territori e alle comunità servizi e diritti essenziali”.

Pa: Upi e sindacati firmano intesa su attuazione disposizioni contratto

Firmato tra Upi, l’Unione delle Province d’Italia, e i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral un protocollo di intesa che ha “l’obiettivo di favorire l’attuazione delle disposizioni contrattuali riferite all’avvio degli organismi paritetici per l’innovazione e la sperimentazione di percorsi di integrazione a livello territoriale”. Il protocollo di intesa, firmato a Roma presso la sede dell’Upi, è centrato sull’organismo paritetico per l’innovazione previsto dal contratto degli Enti Locali, firmato il 21 maggio scorso, e ne individua le modalità operative.
“Col rinnovo del contratto – affermano congiuntamente Upi e Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral – si è interrotto non solo il ciclo del blocco della contrattazione ma introdotto elementi di innovazione della partecipazione sindacale. I punti individuati nel testo dell’intesa che abbiamo raggiunto aprono spazi di innovazione che puntiamo a sfruttare al meglio, anche e soprattutto in considerazione del fatto che la logica delle decisioni unilaterali non ha in questi anni funzionato. Per queste ragioni, riprendere in modo diverso e innovativo il sistema di partecipazione sindacale può qualificare le stesse amministrazioni, valorizzando il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori nell’offerta di servizi ai cittadini, esaltando un loro protagonismo”.
Nel merito il protocollo individua quattro punti condivisi. Il primo: “L’Organismo paritetico per l’innovazione previsto dall’articolo 6 del Ccnl può essere costituito nelle Province in forma associata, attraverso Protocolli di intesa stipulati tra le Unioni regionali delle Province e i livelli regionali delle organizzazioni sindacali, con il coinvolgimento dei rappresentanti degli enti interessati”. Inoltre, secondo punto: “Nell’ambito dell’organismo paritetico saranno monitorati i piani di riassetto organizzativo delle Province e previste iniziative formative per accompagnare i processi di riordino degli enti sulla base delle esigenze dei territori e dell’evoluzione del contesto normativo”.
Terzo punto del protocollo: “Le parti si impegnano a sperimentare, sulla base di iniziative avviate a livello territoriale e degli indirizzi condivisi a livello nazionale nel Comitato di coordinamento di cui al punto 4, un sistema più funzionale di relazioni sindacali con gli enti locali dei territori e l’avvio di percorsi di contrattazione integrativa a livello territoriale, in forma associata o attraverso la condivisione di indirizzi comuni, per valorizzare in modo appropriato la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici degli enti locali e rendere più funzionali e rispondenti ai bisogni delle comunità i servizi degli enti locali”. Quarto e ultimo punto: “Per l’attuazione ed il monitoraggio del presente protocollo è costituito un Comitato di coordinamento composto da due rappresentati UPI e due rappresentati per ogni sindacato firmatario”.
In allegato, il protocollo siglato

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Province, Variati al Ministro Salvini “Election day il 31 gennaio e apertura tavolo per revisione profonda della riforma”.

“Ieri il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha fatto dichiarazioni importanti sulle Province, che come Upi abbiamo molto apprezzato. Dopo anni di silenzio, finalmente il Ministero dell’Interno torna ad occuparsi delle Province, preannunciando la volontà di rivedere profondamente la riforma della Legge 56/14 e di restituire dignità e coerenza a questa istituzione”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervenendo al Viminale alla riunione della Conferenza Stato Città che ha poi sottolineato come questo intento rischia di essere compromesso dalla norma del milleproroghe appena varata dal Governo che, fissa le elezioni provinciali al 31 ottobre, anticipando a quella data la votazione dei Consigli provinciali che scadranno entro dicembre.
“Il 31 ottobre, quindi – ha spiegato Variati –  si voterà per 47 Presidenti e 27 Consigli Provinciali, e a gennaio si tornerà a votare per i restanti 43 Consigli provinciali. Questo vuol dire non solo che non ci sarà un election day, ma che in 32 Province, si voterà il 31 ottobre per il Presidente e a gennaio per il Consiglio, consolidando la confusione creata dalla riforma.
Per questo come Upi proporremo al Parlamento di modificare questa data con il 31 gennaio 2019, in modo da arrivare ad un vero “election day” che coinvolgerà 70 province sulle 76 totali.
Resta per noi essenziale – ha poi concluso Variati – una revisione profonda delle attuali norme che regolano le Province che, in linea con la Costituzione, consolidi queste istituzioni non solo da punto di vista degli organi, ma soprattutto per le competenze e le relative risorse, per assicurare i servizi ai cittadini nell’ottica della semplificazione. Su questi temi chiediamo al Ministro Salvini un incontro, per presentare le nostre proposte e trovare insieme le soluzioni migliori ad uscire dal caos in cui sono stati lasciati i territori”.

Milleproroghe: secondo indiscrezioni stampa il Govenro penserebbe ad elezioni Province il 14 ottobre 2018

“La norma che prorogherebbe i mandati di Presidenti di Provincia e Consigli Provinciali fino ad ottobre 2018 fissando nel 14 ottobre la data unica per le elezioni provinciali, che secondo la stampa sarebbe contenuta nel decreto milleproroghe all’esame del Consiglio dei Ministri, è sbagliata e dannosa. Se confermata, tra ottobre 2018 e gennaio 2019 rischieremo di avere almeno tre tornate elettorali per i Consigli provinciali, altro che election day”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, sottolineando come “probabilmente la norma nasce dalla mancata conoscenza del caos istituzionale creato dalla legge 56/14: un quadro frastagliato e disomogeneo, che da qui al gennaio 2019 vedrà la scadenza dei mandati di 48 Presidenti di Provincia e 70 Consigli provinciali, in date tutte diverse. Se si confermasse il 14 ottobre, entro quella data si potrebbero tenere le elezioni di solo 12 Consigli Provinciali su 70, perché il mandato dei restanti 58 scadrà tra novembre 2018 e gennaio 2019.
Questa delle scadenze diversificate è una delle incongruenze della Legge 56/14 – prosegue Variati – che devono essere risolte, come la limitazione della candidabilità a Presidente di Provincia dei Sindaci con meno di 18 mesi di mandato, che, a causa della importante tornata amministrativa del 2019, non permetterebbe ad oltre il 60% dei sindaci di candidarsi. Abbiamo esempi di Province, come Biella in cui ad ottobre avrebbero legittimità a competere per la presidenza della Provincia solo 13 Sindaci su 78; a Reggio Emilia, 10 su 42; a Siena 6 su 35, ma la situazione è complessa in tutto il Paese.  Il risultato è la grave limitazione della rappresentanza democratica e territoriale in istituzioni della repubblica che si occupano, ricordiamolo, di temi chiave per le comunità: dalle scuole superiori alle strade, all’ambiente, solo per citare quelle che interessano la stessa sicurezza dei cittadini.
Per questo – conclude Variati – chiediamo al Governo di fermarsi, di non inserire norme di proroga organi nel decreto legge e di aprire immediatamente un confronto nel merito per individuare la soluzione migliore.  La riforma delle Province deve essere profondamente modificata: prima di arrivare alle elezioni, bisogna avere chiaro cosa dovrà fare, con quali responsabilità, e con quali risorse, questa istituzione. O gli errori commessi saranno confermati da questo Governo”. 

Le Province incontrano il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Erika Stefani

Trovare soluzioni alla difficile situazione finanziaria delle Province ed intervenire con una revisione della Legge Delrio, per tornare a dare risposte alle comunità e ai territori. Di questo si è parlato nell’incontro avuto oggi tra il Ministro degli Affari Regionali Erika Stefani e una delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi composta dal Presidente Achille Variati, e dai Presidente Nicola Valluzzi, Provincia di Potenza, e Giammaria Manghi, Provincia di Reggio Emilia.
 
“La situazione di emergenza causata dai tagli ai bilanci ingiustificati subiti negli anni passati è tutt’altro che risolta – hanno detto i Presidenti al Ministro – e i servizi per i cittadini continuano a risentirne: ancora diverse Province non sono state in grado di approvare i bilanci triennali. C’è poi da sciogliere i nodi più critici della riforma delle Province, che a quattro anni dall’entrata in vigore mostra pesanti lacune sia per quanto riguarda le funzioni che per gli organi politici. Nodi che saranno evidenti se non si interviene al più presto quando, tra settembre gennaio prossimo, scadranno i mandati di 48 Presidenti di Provincia e di 71 Consigli provinciali. Per non dire della confusione sui territori, dove invece che semplificare sono stati creati ulteriori enti intermedi che stanno causando complicazioni e sovrapposizioni di burocrazia.
 
L’incontro di oggi – hanno concluso i rappresentanti dell’Upi – è stato certamente positivo: con il Ministro Stefani si è da subito impostato il confronto in un clima di rispetto istituzionale e collaborazione. Ora ci auguriamo che si riesca a trovare le prime risposte già nei prossimi provvedimenti del Governo ma riteniamo essenziale che si sia aperta, da oggi, una fase di dialogo e confronto costruttivo”.
 
 

Autonomia Regioni: Decaro (ANCI) e Variati (UPI) scrivono alla Ministra Stefani

Il principio di leale collaborazione tra istituzioni guidi tutto il percorso di attuazione del regionalismo differenziato, rilanciato in questi mesi dalle iniziative delle Regioni. Lo scrivono i Presidenti di ANCI, Antonio Decaro, e Upi, Achille Variati, nel documento inviato oggi alla Ministra delle Regioni Erika Stefani, insieme alla richiesta di aprire un confronto comune.
“L’attuazione dei principi di autonomia – scrivono i Presidenti – è lo strumento per consentire ai diversi territori di configurare in chiave propria i poteri da esercitare per il governo delle specificità delle rispettive comunità. Si tratta di una sfida importante, ma che necessita una attenta salvaguardia dei valori costituzionali di unità giuridica ed economica del Paese e dell’affermazione di una funzione unificante dello Stato”. Per questo ANCI e UPI hanno redatto un documento unitario, che fissa alcuni principi imprescindibili, a partire dalla tutela dell’unità giuridica e dell’unità economica della Repubblica e quindi dalla garanzia su tutto il territorio nazionale di livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali.  Essenziale poi, la definizione di fabbisogni e costi standard, e l’intangibilità delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Le Regioni, si legge infine nel documento, dovranno mantenere il loro un ruolo legislativo, di indirizzo e programmazione, dando piena attuazione ai principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
“Questioni di straordinaria importanza che toccano inevitabilmente assetti, ruoli e funzioni proprie degli enti locali” scrivono in conclusione Decaro e Variati, chiedendo un incontro alla Ministra Stefani.
IN ALLEGATO, IL DOCUMENTO UNITARIO ANCI UPI

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L’appello dei Presidenti e “Restituire dignità, autonomia e autorevolezza alle Province”

“Tra i prossimi mesi di settembre e gennaio scadrà il mandato di 48 Presidenti di Provincia e di 70 Consigli Provinciali su 76 Province delle Regioni a Statuto Ordinario. 
Il sistema elettorale adottato dalla legge 56/14, pensato come transitorio, presenta evidenti criticità. Occorre che Parlamento e Governo prendano una decisione: tornare ad un sistema a suffragio universale di elezione diretta o mantenere l’elezione di secondo grado, che deve però essere rivisto totalmente”. A quattro anni dall’  entrata in vigore della Legge 56/14 i Presidenti di Provincia riuniti in Assemblea a Bergamo chiedono una profonda revisione della riforma , che restituisca autorevolezza, funzioni certe e risorse a queste istituzioni. 
“Bisogna restituire autorevolezza alle Province – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati aprendo i lavori dell’Assemblea –  Bisogna tornare ad assicurare autonomia finanziaria e risorse per assicurare i servizi ai cittadini. Serve personale qualificato per fare ripartire la macchina amministrativa. La crisi finanziaria causata dai tagli manifestamente irragionevoli delle manovre finanziarie, è tutt’altro che risolta: 3 Province sono in dissesto,  11 Province sono in pre-dissesto; non tutte le Province hanno ancora approvato il bilancio 2018 -2020;  le Province che hanno approvato il bilancio triennale, sono riuscite a farlo solo con operazioni contabili, senza garantire la piena copertura delle spese per le funzioni fondamentali e i servizi ai cittadini. 
Mancano a regime 280 milioni, 90 milioni nel 2018,  che sono il totale di risparmio eccessivo di spesa per personale a seguito del riordino delle funzioni, calcolato in maniera errata nel 2014″.

Il presidente Variati ha poi presentato le richieste delle Province da risolvere nell’immediato attraverso il DL omnibus.

Assegnazione alle Province di 90 milioni destinati all’esercizio delle funzioni fondamentali e per il conseguimento degli equilibri di parte corrente risorse per l’anno 2018;

Evitare l’azzeramento dei flussi finanziari delle Province che si sta verificando per i recuperi che lo Stato opera, a fronte dei mancati versamenti dei tagli imposti dalle manovre economiche, a valere sull’imposta RCAuto e sull’imposta Provinciale di Trascrizione

Disapplicazione delle sanzioni per le Province per il mancato saldo di finanza pubblica 2017, anche per non vanificare le opportunità relative allo sblocco del turn over, dopo oltre 5 anni di blocco totale.

Fondo sperimentale di riequilibrio per province e città metropolitane, copertura che si rende necessaria ed improcrastinabile al fine di garantire l’immediata assegnazione delle rispettive risorse ai singoli enti.

Una norma che, in coerenza con le disposizioni della Costituzione, riconduca pienamente, nell’immediato, la disciplina delle Province nell’ambito dell’ordinamento degli enti locali, con l’obiettivo di dare una prospettiva certa all’assetto e al funzionamento delle Province quali istituzioni costitutive della Repubblica, al pari dei Comuni e delle Città metropolitane.

La proroga degli organi dei mandati dei Presidenti di Provincia e dei Consigli in scadenza fino al gennaio 2019, in attesa di una disciplina organica sul sistema elettorale delle Province, coerente con la Costituzione. 

Le Province: a quattro anni dalla riforma le criticità e le urgenze per restituire dignità ai territori

In allegato, le slide presentate dal Presidente dell’Upi Achille Variati alla due giorni di lavoro di  Bergamo dedicata alla riflessione e alle proposte su autonomia e riforme. “Serve una revisione profonda della riforma – ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati  Bisogna tornare ad assicurare autonomia finanziaria e risorse per assicurare i servizi ai cittadini. Serve personale qualificato per fare ripartire la macchina amministrativa. Servono organi politici pienamente riconosciuti: il modello elettorale previsto dalla legge Delrio non funziona. Va profondamente modificata oppure si torni all’elezione diretta. La scelta sta al Governo e e al Parlamento”.

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L’Upi al Governo “Concertare nella Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica le linee di principio della prossima legge di bilancio”

“Fissiamo insieme entro luglio l’agenda delle convocazioni della Conferenza in modo che sia la sede della concertazione tra Governo, Regioni, Province e Comuni della definizione delle linee di principio della legge di Bilancio 2019”. Questa la richiesta presentata dal Presidente dell’Upi Achille Variati e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti al Ministro degli Affari Regionali, Erika Stefani, e al Vice Ministro all’Economia, Massimo Garavaglia, nel suo intervento alla riunione di oggi della Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica.  “La legge sul federalismo fiscale – hanno ricordato Variati e Vercellotti – stabilisce, tra l’altro, che questo organismo, in cui siedono rappresentati di Governo, Regioni ed Enti locali, concorre alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto. Questa previsione non è mai stata rispettata e dal suo insediamento nell’ottobre 2013, ad oggi la Conferenza è sempre stata chiamata ad esprimere parere su DEF e Manovre economiche già approvati dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento. E’ del tutto evidente che, se permangono queste modalità, la Conferenza ha un significato meramente rituale. Per questo chiediamo al nuovo Governo di dare un segnale significativo e di convocare per il mese di luglio la prossima riunione della Conferenza, nella quale presentare l’agenda degli incontri che, dalla prima metà di settembre in poi, dovranno vedere impegnata la Conferenza nella concertazione sulla definizione delle linee di principio della legge di Bilancio 2019. In questo modo – hanno concluso i rappresentanti Upi – permetteremo a tutte le istituzioni costitutive della Repubblica di concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, verificarne l’attuazione e l’adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, come previsto dalla legge”.  

 
 

Sisma centro Italia: assegnate le Borse di studio Upi gli studenti di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto

Guardare al futuro per ricostruire le comunità, a partire dai giovani. Con questo obiettivo l’Upi, all’indomani del terribile sisma che ha distrutto il centro Italia, aveva lanciato una raccolta fondi per la costituzione di Borse di studio all’estero per gli studenti e le studentesse di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.
Venerdì prossimo, 15 giugno, ad Amatrice – presso l’Area Food, luogo simbolo della volontà di ripresa di queste terre– si terrà la cerimonia di consegna delle borse di studio ai ragazzi e alle ragazze che hanno vinto il bando promosso grazie alla collaborazione di Intercultura.  “All’indomani della tragedia – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati – ci siamo chiesti quale potesse essere, da istituzioni e da amministratori al servizio dei cittadini, il nostro contributo alla ricostruzione e abbiamo ritenuto di mirare i nostri sforzi per ricostruire le comunità, con iniziative in grado di far guardare al futuro. Abbiamo scelto questa iniziativa perché riteniamo sia un messaggio di incoraggiamento a guardare avanti, a credere fermamente che seppure le case, le scuole sono andate distrutte, il futuro di questi ragazzi è ancora tutto da costruire”. L’appuntamento è per le ore 11,30 presso l’area Food di Amatrice (Fraz. San Cipriano 17): insieme ai Presidenti delle Province interessate – Giuseppe Rinaldi presidente della Provincia di Rieti e Paolo D’Erasmo, Presidente Provincia di Ascoli Piceno – interverrà il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a consegnare i premi ai vincitori e alle vincitrici con il Presidente Variati,
Alla cerimonia parteciperanno inoltre i Sindaci di Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto, i provveditori agli studi provinciali, studenti e accompagnatori delle scuole dei territori, rappresentanti delle istituzioni e aziende donatrici e della Fondazione Intercultura. Al termine della Cerimonia sarà offerto un buffet a cura degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Amatrice.
 

Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone

Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleonevViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleoneViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleoneViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleoneViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone

La Corte Costituzionale dichiara illegittimi due articoli della Legge Regionale della Toscana di riordino delle Province

Nuovo riconoscimento per i ricorsi delle Province toscane

Dopo il riconoscimento del Tar Toscana della questione di legittimità costituzionale su parte delle materie ambientali riordinate dalla Regione (grazie al ricorso avanzato dalla Provincia di Grosseto e da UPI Toscana con intervento ad adiuvandum a nome di tutte le Province), la Corte Costituzionale si è nel frattempo già espressa su un altro aspetto della L.R. 22 / 2015.
Nel corso di due procedimenti civili riguardanti provvedimenti adottati dalla Provincia di Pisa su materie non più provinciali a seguito del riordino (rifiuti e demanio idrico), era stata sollevata dal tribunale ordinario di Pisa questione di legittimità costituzionale relativamente agli artt. 10, comma 3 e 11-bis, comma 5 della L.R. 22 / 2015 che escludevano dal passaggio in Regione i procedimenti già in corso e il relativo contenzioso.
La Corte Costituzionale con sentenza n. 110 del 2018 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli sopra citati, come sostenuto dalla Provincia di Pisa, in quanto trattasi di norme processuali rientranti nella competenza esclusiva statale nella materia giurisdizionale e processuale.
La Consulta ha sancito inoltre quanto UPI Toscana e le Province hanno da sempre sostenuto nelle varie sedi di confronto: che la Legge regionale toscana contrasta con la stessa Legge Delrio laddove questa prevede che “l’ente che subentra nella funzione succede anche nei rapporti attivi e passivi in corso, compreso il contenzioso

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