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Le Province incontrano il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Erika Stefani

Trovare soluzioni alla difficile situazione finanziaria delle Province ed intervenire con una revisione della Legge Delrio, per tornare a dare risposte alle comunità e ai territori. Di questo si è parlato nell’incontro avuto oggi tra il Ministro degli Affari Regionali Erika Stefani e una delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi composta dal Presidente Achille Variati, e dai Presidente Nicola Valluzzi, Provincia di Potenza, e Giammaria Manghi, Provincia di Reggio Emilia.
 
“La situazione di emergenza causata dai tagli ai bilanci ingiustificati subiti negli anni passati è tutt’altro che risolta – hanno detto i Presidenti al Ministro – e i servizi per i cittadini continuano a risentirne: ancora diverse Province non sono state in grado di approvare i bilanci triennali. C’è poi da sciogliere i nodi più critici della riforma delle Province, che a quattro anni dall’entrata in vigore mostra pesanti lacune sia per quanto riguarda le funzioni che per gli organi politici. Nodi che saranno evidenti se non si interviene al più presto quando, tra settembre gennaio prossimo, scadranno i mandati di 48 Presidenti di Provincia e di 71 Consigli provinciali. Per non dire della confusione sui territori, dove invece che semplificare sono stati creati ulteriori enti intermedi che stanno causando complicazioni e sovrapposizioni di burocrazia.
 
L’incontro di oggi – hanno concluso i rappresentanti dell’Upi – è stato certamente positivo: con il Ministro Stefani si è da subito impostato il confronto in un clima di rispetto istituzionale e collaborazione. Ora ci auguriamo che si riesca a trovare le prime risposte già nei prossimi provvedimenti del Governo ma riteniamo essenziale che si sia aperta, da oggi, una fase di dialogo e confronto costruttivo”.
 
 

Autonomia Regioni: Decaro (ANCI) e Variati (UPI) scrivono alla Ministra Stefani

Il principio di leale collaborazione tra istituzioni guidi tutto il percorso di attuazione del regionalismo differenziato, rilanciato in questi mesi dalle iniziative delle Regioni. Lo scrivono i Presidenti di ANCI, Antonio Decaro, e Upi, Achille Variati, nel documento inviato oggi alla Ministra delle Regioni Erika Stefani, insieme alla richiesta di aprire un confronto comune.
“L’attuazione dei principi di autonomia – scrivono i Presidenti – è lo strumento per consentire ai diversi territori di configurare in chiave propria i poteri da esercitare per il governo delle specificità delle rispettive comunità. Si tratta di una sfida importante, ma che necessita una attenta salvaguardia dei valori costituzionali di unità giuridica ed economica del Paese e dell’affermazione di una funzione unificante dello Stato”. Per questo ANCI e UPI hanno redatto un documento unitario, che fissa alcuni principi imprescindibili, a partire dalla tutela dell’unità giuridica e dell’unità economica della Repubblica e quindi dalla garanzia su tutto il territorio nazionale di livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali.  Essenziale poi, la definizione di fabbisogni e costi standard, e l’intangibilità delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Le Regioni, si legge infine nel documento, dovranno mantenere il loro un ruolo legislativo, di indirizzo e programmazione, dando piena attuazione ai principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
“Questioni di straordinaria importanza che toccano inevitabilmente assetti, ruoli e funzioni proprie degli enti locali” scrivono in conclusione Decaro e Variati, chiedendo un incontro alla Ministra Stefani.
IN ALLEGATO, IL DOCUMENTO UNITARIO ANCI UPI

Documenti allegati:

L’appello dei Presidenti e “Restituire dignità, autonomia e autorevolezza alle Province”

“Tra i prossimi mesi di settembre e gennaio scadrà il mandato di 48 Presidenti di Provincia e di 70 Consigli Provinciali su 76 Province delle Regioni a Statuto Ordinario. 
Il sistema elettorale adottato dalla legge 56/14, pensato come transitorio, presenta evidenti criticità. Occorre che Parlamento e Governo prendano una decisione: tornare ad un sistema a suffragio universale di elezione diretta o mantenere l’elezione di secondo grado, che deve però essere rivisto totalmente”. A quattro anni dall’  entrata in vigore della Legge 56/14 i Presidenti di Provincia riuniti in Assemblea a Bergamo chiedono una profonda revisione della riforma , che restituisca autorevolezza, funzioni certe e risorse a queste istituzioni. 
“Bisogna restituire autorevolezza alle Province – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati aprendo i lavori dell’Assemblea –  Bisogna tornare ad assicurare autonomia finanziaria e risorse per assicurare i servizi ai cittadini. Serve personale qualificato per fare ripartire la macchina amministrativa. La crisi finanziaria causata dai tagli manifestamente irragionevoli delle manovre finanziarie, è tutt’altro che risolta: 3 Province sono in dissesto,  11 Province sono in pre-dissesto; non tutte le Province hanno ancora approvato il bilancio 2018 -2020;  le Province che hanno approvato il bilancio triennale, sono riuscite a farlo solo con operazioni contabili, senza garantire la piena copertura delle spese per le funzioni fondamentali e i servizi ai cittadini. 
Mancano a regime 280 milioni, 90 milioni nel 2018,  che sono il totale di risparmio eccessivo di spesa per personale a seguito del riordino delle funzioni, calcolato in maniera errata nel 2014″.

Il presidente Variati ha poi presentato le richieste delle Province da risolvere nell’immediato attraverso il DL omnibus.

Assegnazione alle Province di 90 milioni destinati all’esercizio delle funzioni fondamentali e per il conseguimento degli equilibri di parte corrente risorse per l’anno 2018;

Evitare l’azzeramento dei flussi finanziari delle Province che si sta verificando per i recuperi che lo Stato opera, a fronte dei mancati versamenti dei tagli imposti dalle manovre economiche, a valere sull’imposta RCAuto e sull’imposta Provinciale di Trascrizione

Disapplicazione delle sanzioni per le Province per il mancato saldo di finanza pubblica 2017, anche per non vanificare le opportunità relative allo sblocco del turn over, dopo oltre 5 anni di blocco totale.

Fondo sperimentale di riequilibrio per province e città metropolitane, copertura che si rende necessaria ed improcrastinabile al fine di garantire l’immediata assegnazione delle rispettive risorse ai singoli enti.

Una norma che, in coerenza con le disposizioni della Costituzione, riconduca pienamente, nell’immediato, la disciplina delle Province nell’ambito dell’ordinamento degli enti locali, con l’obiettivo di dare una prospettiva certa all’assetto e al funzionamento delle Province quali istituzioni costitutive della Repubblica, al pari dei Comuni e delle Città metropolitane.

La proroga degli organi dei mandati dei Presidenti di Provincia e dei Consigli in scadenza fino al gennaio 2019, in attesa di una disciplina organica sul sistema elettorale delle Province, coerente con la Costituzione. 

Le Province: a quattro anni dalla riforma le criticità e le urgenze per restituire dignità ai territori

In allegato, le slide presentate dal Presidente dell’Upi Achille Variati alla due giorni di lavoro di  Bergamo dedicata alla riflessione e alle proposte su autonomia e riforme. “Serve una revisione profonda della riforma – ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati  Bisogna tornare ad assicurare autonomia finanziaria e risorse per assicurare i servizi ai cittadini. Serve personale qualificato per fare ripartire la macchina amministrativa. Servono organi politici pienamente riconosciuti: il modello elettorale previsto dalla legge Delrio non funziona. Va profondamente modificata oppure si torni all’elezione diretta. La scelta sta al Governo e e al Parlamento”.

Documenti allegati:

L’Upi al Governo “Concertare nella Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica le linee di principio della prossima legge di bilancio”

“Fissiamo insieme entro luglio l’agenda delle convocazioni della Conferenza in modo che sia la sede della concertazione tra Governo, Regioni, Province e Comuni della definizione delle linee di principio della legge di Bilancio 2019”. Questa la richiesta presentata dal Presidente dell’Upi Achille Variati e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti al Ministro degli Affari Regionali, Erika Stefani, e al Vice Ministro all’Economia, Massimo Garavaglia, nel suo intervento alla riunione di oggi della Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica.  “La legge sul federalismo fiscale – hanno ricordato Variati e Vercellotti – stabilisce, tra l’altro, che questo organismo, in cui siedono rappresentati di Governo, Regioni ed Enti locali, concorre alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto. Questa previsione non è mai stata rispettata e dal suo insediamento nell’ottobre 2013, ad oggi la Conferenza è sempre stata chiamata ad esprimere parere su DEF e Manovre economiche già approvati dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento. E’ del tutto evidente che, se permangono queste modalità, la Conferenza ha un significato meramente rituale. Per questo chiediamo al nuovo Governo di dare un segnale significativo e di convocare per il mese di luglio la prossima riunione della Conferenza, nella quale presentare l’agenda degli incontri che, dalla prima metà di settembre in poi, dovranno vedere impegnata la Conferenza nella concertazione sulla definizione delle linee di principio della legge di Bilancio 2019. In questo modo – hanno concluso i rappresentanti Upi – permetteremo a tutte le istituzioni costitutive della Repubblica di concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, verificarne l’attuazione e l’adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, come previsto dalla legge”.  

 
 

Sisma centro Italia: assegnate le Borse di studio Upi gli studenti di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto

Guardare al futuro per ricostruire le comunità, a partire dai giovani. Con questo obiettivo l’Upi, all’indomani del terribile sisma che ha distrutto il centro Italia, aveva lanciato una raccolta fondi per la costituzione di Borse di studio all’estero per gli studenti e le studentesse di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.
Venerdì prossimo, 15 giugno, ad Amatrice – presso l’Area Food, luogo simbolo della volontà di ripresa di queste terre– si terrà la cerimonia di consegna delle borse di studio ai ragazzi e alle ragazze che hanno vinto il bando promosso grazie alla collaborazione di Intercultura.  “All’indomani della tragedia – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati – ci siamo chiesti quale potesse essere, da istituzioni e da amministratori al servizio dei cittadini, il nostro contributo alla ricostruzione e abbiamo ritenuto di mirare i nostri sforzi per ricostruire le comunità, con iniziative in grado di far guardare al futuro. Abbiamo scelto questa iniziativa perché riteniamo sia un messaggio di incoraggiamento a guardare avanti, a credere fermamente che seppure le case, le scuole sono andate distrutte, il futuro di questi ragazzi è ancora tutto da costruire”. L’appuntamento è per le ore 11,30 presso l’area Food di Amatrice (Fraz. San Cipriano 17): insieme ai Presidenti delle Province interessate – Giuseppe Rinaldi presidente della Provincia di Rieti e Paolo D’Erasmo, Presidente Provincia di Ascoli Piceno – interverrà il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a consegnare i premi ai vincitori e alle vincitrici con il Presidente Variati,
Alla cerimonia parteciperanno inoltre i Sindaci di Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto, i provveditori agli studi provinciali, studenti e accompagnatori delle scuole dei territori, rappresentanti delle istituzioni e aziende donatrici e della Fondazione Intercultura. Al termine della Cerimonia sarà offerto un buffet a cura degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Amatrice.
 

Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone

Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleonevViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleoneViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleoneViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e MonteleoneViabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone

La Corte Costituzionale dichiara illegittimi due articoli della Legge Regionale della Toscana di riordino delle Province

Nuovo riconoscimento per i ricorsi delle Province toscane

Dopo il riconoscimento del Tar Toscana della questione di legittimità costituzionale su parte delle materie ambientali riordinate dalla Regione (grazie al ricorso avanzato dalla Provincia di Grosseto e da UPI Toscana con intervento ad adiuvandum a nome di tutte le Province), la Corte Costituzionale si è nel frattempo già espressa su un altro aspetto della L.R. 22 / 2015.
Nel corso di due procedimenti civili riguardanti provvedimenti adottati dalla Provincia di Pisa su materie non più provinciali a seguito del riordino (rifiuti e demanio idrico), era stata sollevata dal tribunale ordinario di Pisa questione di legittimità costituzionale relativamente agli artt. 10, comma 3 e 11-bis, comma 5 della L.R. 22 / 2015 che escludevano dal passaggio in Regione i procedimenti già in corso e il relativo contenzioso.
La Corte Costituzionale con sentenza n. 110 del 2018 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli sopra citati, come sostenuto dalla Provincia di Pisa, in quanto trattasi di norme processuali rientranti nella competenza esclusiva statale nella materia giurisdizionale e processuale.
La Consulta ha sancito inoltre quanto UPI Toscana e le Province hanno da sempre sostenuto nelle varie sedi di confronto: che la Legge regionale toscana contrasta con la stessa Legge Delrio laddove questa prevede che “l’ente che subentra nella funzione succede anche nei rapporti attivi e passivi in corso, compreso il contenzioso

Premio nazionale per la valorizzazione del patrimoni culturale materiale e immateriale “Patrimonio Vivente”, organizzato dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, con sede in Ravello (SA)

Pubblichiamo il Bando ed il Formulario del Premio nazionale per la valorizzazione del patrimoni culturale materiale e immateriale “Patrimonio Vivente”, organizzato dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, con sede in Ravello (SA).

L’iniziativa si articola in due distinte sezioni, una riservata agli enti pubblici e l’altra agli enti privati. Quale riconoscimento al valore esemplare dell’iniziativa di valorizzazione realizzata, al progetto risultato vincitore nella sezione “Pubblico” sarà consegnato il Premio «PATRIMONIO VIVENTE» – un’opera del maestro ceramista di Vietri sul Mare Lucio Liguori; al progetto risultato vincitore nella sezione “Privato”, sarà assegnato un premio in denaro dell’importo di € 3.000 euro.

 La scadenza per la presentazione delle candidature è il 31 agosto 2018. 

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Gli auguri delle Province al nuovo Governo

“A nome di tutte le Province auguro buon lavoro al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, confermando da subito piena disponibilità dell’Upi ad assicurare quella cooperazione istituzionale indispensabile per dare insieme ai cittadini le risposte necessarie. Il Paese ha bisogno di stabilità, e di consolidare lo sviluppo a partire dai territori”.
È il messaggio di congratulazioni al nuovo Presidente del Consiglio e al Governo del Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Achille Variati, che spiega come “Sarà necessario aprire da subito un confronto sui temi che riguardano l’amministrazione e lo sviluppo dei territori, dall’emergenza bilanci tutt’altro che risolta alle questioni istituzionali legate alla riforma delle Province. Occorre risolvere quanto prima le criticità che stanno compromettendo la capacità delle Province, istituzioni costitutive della Repubblica, di assicurare ai cittadini i servizi essenziali – prosegue Variati – dalla sicurezza sulle strade e nelle scuole alla difesa dell’ambiente. Temi che, ne siamo certi, sono all’attenzione del nuovo Governo”.

La Corte Costituzionale dichiara illegittimi due articoli della Legge Regionale della Toscana di riordino delle Province

Dopo il riconoscimento del Tar Toscana della questione di legittimità costituzionale su parte delle materie ambientali riordinate dalla Regione (grazie al ricorso avanzato dalla Provincia di Grosseto e da UPI Toscana con intervento ad adiuvandum a nome di tutte le Province), la Corte Costituzionale si è nel frattempo già espressa su un altro aspetto della L.R. 22 / 2015.
Nel corso di due procedimenti civili riguardanti provvedimenti adottati dalla Provincia di Pisa su materie non più provinciali a seguito del riordino (rifiuti e demanio idrico), era stata sollevata dal tribunale ordinario di Pisa questione di legittimità costituzionale relativamente agli artt. 10, comma 3 e 11-bis, comma 5 della L.R. 22 / 2015 che escludevano dal passaggio in Regione i procedimenti già in corso e il relativo contenzioso.
La Corte Costituzionale con sentenza n. 110 del 2018 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli sopra citati, come sostenuto dalla Provincia di Pisa, in quanto trattasi di norme processuali rientranti nella competenza esclusiva statale nella materia giurisdizionale e processuale.
La Consulta ha sancito inoltre quanto UPI Toscana e le Province hanno da sempre sostenuto nelle varie sedi di confronto: che la Legge regionale toscana contrasta con la stessa Legge Delrio laddove questa prevede che “l’ente che subentra nella funzione succede anche nei rapporti attivi e passivi in corso, compreso il contenzioso […

PROROGA TERMINI PER RINEGOZIAZIONE MUTUI CDP

Pubblichiamo in allegato la risposta che Cassa Depositi e Prestiti ha fatto pervenire ad UPI relativamente al differimento dei termini previsti (adesione e invio documentazione cartacea) rispettivamente al  22 giugno e 28 giugno 2018.

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