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Borse di studio Luiss/ Invitalia per Master in Economia e Politiche dello Sviluppo

Il Master si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato alla formazione di una figura professionale esperta sugli strumenti e sulle metodologie necessarie per la promozione e per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno. 

 

I candidati devono presentare la domanda di ammissione entro il 10 febbraio 2017 secondo le modalità descritte on line e scaricabili dal seguente link: http://sog.luiss.it/graduate-and-summer-programs/meps.

 

Le lezioni inizieranno entro la fine del mese di marzo 2017 e  si svolgeranno prevalentemente presso la sede LUISS di Viale Romania 32 con alcune attività anche presso la sede centrale di INVITALIA.

Province, Variati Upi “Emergenza è su tagli ai fondi per sicurezza dei cittadini” Venerdì 27 i Presidenti delle Province del Centro Italia riuniti a Pescara

Lo ribadisce il Presidente dell’Upi, Achille Variati, ricordando come “La manovra economica del 2015 ha imposto un taglio insostenibile di oltre 3 miliardi ai bilanci delle Province: in istituzioni dove il costo della politica è pari a zero e dove la metà del personale è stata spostato, il taglio ha inciso direttamente sulle risorse a disposizione per i servizi essenziali dei cittadini. Questo ha creato una pesante sperequazione tra i cittadini delle grandi città e il resto degli italiani, oltre il 70% del Paese.  Sono almeno due anni ormai che la manutenzione su scuole e strade è ridotta all’osso, e situazioni di rischio vero per i cittadini ci sono ovunque nel Paese.

 

E’ questa- ribadisce Variati –  l’emergenza che va risolta, e subito, con un decreto legge che assicuri agli enti i fondi necessari per la sicurezza delle strade e delle scuole superiori, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi.  Venerdì insieme ai Presidenti delle Province del Centro Italia saremo a Pescara per portare il nostro sostegno agli amministratori e alle popolazioni coinvolte da questo dramma: anche a loro dobbiamo una risposta immediata.  Il nuovo Governo si trova a dovere affrontare una situazione critica, di cui è però bene a conoscenza: ora è tempo di passare ai fatti”. 

 

Documenti allegati:

Emergenza neve: uomini e mezzi delle Province al lavoro da giorni. Variati “Si lavora in condizioni proibitive e senza risorse sufficienti”

“Da più di due settimane gli uomini delle Province in tutta Italia lavorano ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, in condizioni proibitive, per cercare di mettere in sicurezza le nostre strade. Il centro Italia è il cuore della tragedia: lì i nostri operatori lavorano senza sosta, affiancando gli uomini della protezione civile, per cercare di risolvere quante più emergenze possibili. A loro va il nostro plauso e tutto il nostro sostegno. 

Spiace dover ricordare che avevamo avvertito con un anno d’anticipo Governo e Parlamento che tagliare oltre ogni misura i bilanci delle Province avrebbe messo in crisi servizi essenziali, come appunto lo spazzamento neve”. Lo dichiara il Presidente del Upi, Achille  Variati “Una situazione di continua e costante criticità, che ovviamente si trasforma in vera e propria emergenza se ci si trova a dover far fronte alle drammatiche condizioni meteo che stanno colpendo il centro Italia, martoriato dai terremoti.

Ho ritenuto indispensabile – aggiunge Variati- informare di questa situazione anche il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, cui ho inviato una lettera per rendere noto il lavoro che le Province stanno svolgendo, costrette a fronteggiare un vero e proprio stato di crisi e ad investire risorse straordinarie e del tutto impreviste per sgomberare la neve e assicurare il ripristino della viabilità. Ho ribadito al Presidente che la situazione finanziaria delle Province è già fortemente compromessa a causa dei tagli che negli ultimi due anni ne hanno minato i bilanci con un impatto drammatico sui servizi ai cittadini: una situazione, come abbiamo più volte spiegato, che sta deteriorando il patrimonio pubblico al punto da mettere a rischio la sicurezza stessa dei cittadini. Per questo – conclude il Presidente dell’Upi – a nome delle Province ho chiesto che sia consentito alle Province l’accesso al fondo di emergenza oggi deliberato dal Consiglio dei Ministri, per permetterci di continuare a sostenere il lavoro che stiamo portando avanti per non lasciare abbandonati cittadini, comunità e territori”.

 

 In allegato, la lettera inviata al Presidente del Consigilio

Documenti allegati:

Emergenza Neve: interventi della Provincia di Terni nell’orvietano per eliminazione ghiaccio su strade

Sono di nuovo percorribili in sicurezza i tratti della SP 34 e delle SR 71 e 74 rispettivamente a Montecchio, Orvieto e Monteleone di Orvieto sui quali si era formato uno strato di ghiaccio eliminato dagli operatori stradali della Provincia di Terni con l’utilizzo e spargimento di sale. Lo strato di ghiaccio si era formato dopo una lieve nevicata ed era stato favorito dalle basse temperature. Il monitoraggio su tutta la rete stradale di competenza continua, il servizio viabilità ricorda l’obbligo di pneumatici invernali o di catene a bordo e raccomanda sempre massima attenzione e prudenza alla guida.

Maltempo, Riva (UPI): “Scuole e strade al gelo, primi effetti di tagli ai bilanci delle Province”

“I fatti di cronaca di questi giorni legati al maltempo riportano l’attenzione su un tema che, purtroppo senza successo, tentiamo da diverso tempo di far comprendere: i servizi erogati dalle Province sono essenziali per garantire la sicurezza e i diritti fondamentali allo studio ed alla mobilità dei cittadini. I tagli drastici e insostenibili, in particolare negli ultimi due anni, alle risorse di questi enti hanno pregiudicato gravemente l’espletamento di quei servizi. Ora le Province, gestite con grande senso di responsabilità da amministratori che sono a tutti gli effetti dei volontari, si stanno facendo in quattro per cercare di garantire i servizi ma sono costrette ad operare senza risorse e con personale dimezzato”. Così dichiara Carlo Riva Vercellotti, Presidente della Provincia di Vercelli e Vicepresidente Nazionale dell’UPI, Unione delle Province Italiane.

 

“Serve l’intervento urgente di Governo e Parlamento, per azzerare l’ulteriore taglio di 650 milioni di euro che la manovra 2017 ci ha imposto e assicurare risorse aggiuntive che ci permettano di garantire la rimozione della neve su 120 mila km di strade e il riscaldamento di 5mila edifici scolastici per i 2 milioni e mezzo di studenti delle scuole superiori che li frequentano.  Togliere la neve, garantire i trattamenti antigelo, riscaldare le scuole e programmare i dovuti interventi edilizi: non si tratta di richieste inutili avanzate da enti inutili per opere inutili. Si tratta di assicurare le risorse necessarie e sufficienti per garantire -conclude Riva- servizi degni di un Paese civile e senza un solo centesimo sprecato”.

 

 

Provincia di Potenza: 1milione 200 mila euro per il piano neve

L’abbondante nevicata e la forte ondata di gelo che ha colpito negli ultimi 8 giorni l’intero territorio regionale ha interessato tutti i 2.600 km della rete stradale di competenza della Provincia.
Il Piano neve, predisposto dall’Ente e finanziato con una spesa di 1 milione e 200 mila euro, è entrato in azione già dalla notte di mercoledì 4 gennaio e prosegue senza sosta fino al superamento di tutte le criticità.
Lo rende noto l’Ufficio Viabilità della Provincia di Potenza, specificando che per gli interventi sull’intera rete stradale di competenza provinciale sono stati impiegati 113 mezzi e 20.700 quintali di sale.
I 2600 km di strade provinciali sono stati suddivisi, nel piano, in 4 macroaree, a loro volta ripartite in 82 microzone, con un’estensione di circa 30 km ciascuna. Ogni microzona è stata attestata alla competenza di un responsabile capocantoniere che ha gestito, e continuerà a gestire, le attività di sgombero neve e trattamento antighiaccio eseguite dalle 72 ditte esterne affidatarie del servizio e dal personale dell’Ente.
Finora, oltre alla chiusura del valico di Montocchio inevitabile a causa delle bufere di neve verificatesi, le maggiori criticità si sono presentate nell’area del potentino e sugli altri 2 valici di Pazzano (Tolve) e Occhionero (Cancellara).
Nella nottata appena trascorsa una forte nevicata ha colpito l’alto Agri e l’intera zona sud della provincia. Attualmente le strade provinciali sono tutte percorribili. Si ricorda a tutti gli automobilisti di non mettersi in viaggio se non con veicoli equipaggiati con catene o gomme termiche idonee.

Festa del tricolore: il discorso pronunciato dal Presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, davanti al Capo dello Stato, Presidente Sergio Mattarella

“Signor Presidente della Repubblica, Autorità, cittadini e studenti reggiani,

un caro benvenuto a voi tutti in questa giornata di festa che celebra, a distanza di ben due secoli e due decadi, la nascita del primo Tricolore, avvenuta nella nostra città il 7 gennaio 1797.

Benvenuto soprattutto a Lei, Presidente Mattarella, che siamo onorati di avere qui con noi e a cui rivolgo un ringraziamento, non rituale ma autentico, per l’attenzione che ha deciso di riservare alla nostra comunità, la comunità reggiana, la quale si riconosce pienamente in quegli ideali di libertà, democrazia e solidarietà, ben rappresentati dal vessillo nazionale di cui, appunto, oggi, ricordiamo le origini.

Da quando, il 7 gennaio 1947, l’allora Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, venne a Reggio Emilia per celebrare i 150 anni del nostro Tricolore da quel 7 gennaio 1947, appunto, Lei è il settimo Presidente della Repubblica ad onorare questa città con la propria presenza.

Proprio 70 anni fa, nell’accogliere il Presidente De Nicola, il quotidiano Reggio Democratica titolava “De Nicola è col popolo che acclama in lui l’Italia repubblicana e democratica”, ponendo la prossimità tra la massima espressione della Repubblica e le persone comuni come emblema assai significativo di uno Stato democratico autenticamente inteso.

Si tratta di quella indispensabile prossimità che Lei, Presidente Mattarella, ha dimostrato, tra l’altro, recandosi già ben cinque volte nell’Italia Centrale duramente provata dal terremoto, esprimendo con la sua forte vicinanza uno Stato che affianca ed accompagna le comunità, a partire da quelle maggiormente in difficoltà. Noi reggiani, colpiti insieme ad altre province emiliane dal sisma del 2012, sappiano bene quanto sia importante questa vicinanza. Perché abbiamo imparato dall’esperienza diretta cosa significhi avere necessità di sentire la presenza rassicurante dello Stato e del suo sostegno complessivo, in particolare nel momento della prova, oltre che di beneficiare di ogni forma di aiuto possibile. E oggi la Provincia e i Comuni di Reggio Emilia, memori di quanto avuto, stanno a loro volta sostenendo con concretezza  e generosità le popolazioni dell’Italia Centrale, rendendo idealmente la solidarietà ricevuta pochi anni or sono e lanciando un messaggio di speranza vera, confermando così di essere quel “popolo giusto, energico, generoso” come lo definì Giosuè Carducci, primo Nobel italiano della letteratura, il 7 gennaio 1897, celebrando nella nostra città il centenario della nascita del Tricolore.

Se, dunque, la prossimità tra lo Stato e le comunità è fondamentale, anche per generare una credibilità massima delle istituzioni, le articolazioni statali fisicamente più contigue ai cittadini, ovvero le autonomie locali, in particolare i Comuni e le Province, devono essere messe nelle condizioni più idonee per ottemperare incombenze particolarmente delicate, poiché inerenti i bisogni e le necessità che ogni persona esprime nella quotidianità. In particolare, nel processo di ripensamento dell’architettura istituzionale del nostro Paese, volto a rendere più efficaci e rapide le risposte ai bisogni dei cittadini, in linea con i tempi del mondo contemporaneo, le Province sono un livello sul quale si delinea con maggior urgenza la necessità di una riflessione ulteriore e definitive scelte conseguenti. Se infatti, il percorso di riordino, avviato poco meno di tre anni fa dalla legge 56, ha introdotto novità importanti, dai concetti di Città Metropolitana e di Area Vasta a una ridefinizione delle funzioni, all’idea di una Provincia, ente di secondo grado, intesa come casa dei Comuni, in grado di assicurare – specie a quelli più piccoli – servizi e competenze che forniscano risposte migliori ai cittadini, alla luce dell’esito referendario del 4 dicembre scorso s’impone l’esigenza di una ulteriore riflessione  su come conciliare questi approdi con la permanenza delle Province nel testo costituzionale, che le riafferma come una articolazione della Repubblica a tutti gli effetti.

Oggi, in un Paese ancora alle prese con gli effetti di una crisi economica che produce non trascurabili risvolti sul piano sociale, vi è oltremodo bisogno di un’Italia fondata sulla prossimità a chi ha più necessità, sulla voglia di rialzarsi e ripartire e, dunque, degna del Tricolore, che anche di questi valori è emblema. Così come occorrono una politica e istituzioni oneste e credibili, che, oltre ad ascoltare i bisogni delle persone, sappiano parlare in particolare ai giovani, generando in loro positività e speranza. “Abbiamo un debito con i giovani … abbiamo condannato i nostri giovani a non avere uno spazio di reale inserimento” ha detto Papa Francesco. Un Paese che non riesce a farsi immediato punto di riferimento per coloro che crescono e si affacciano alla vita, infatti, fatica a generare futuro, rischiando di depotenziare valori ideali, a partire dal senso di comunità e dal rispetto dello Stato e delle sue istituzioni. Dobbiamo aiutare i giovani a riscoprire il valore della politica, perché è attraverso essa e l’impegno a favore della cosa pubblica che si cambia e si migliora il nostro Paese. L’impegno dei nostri giovani, il loro entusiasmo, le loro idee nuove sono fondamentali per quella ripartenza sostanziale e definitiva che da anni stiamo cercando. Ritengo Reggio Emilia, sulla spinta di una nobile tradizione educativa che continua ad inverarsi nell’attualità, stia facendo la propria parte, generando percorsi formativi importanti, ma tutto rischia di essere vano se ciò non si traduce nel compimento di opportunità lavorative concrete, sulle quali poter incardinare la costruzione del proprio cammino di vita. Anche perché le incertezze e le paure che segnano la contemporaneità non sono legate solo all’andamento dell’economia e ad un respiro di portata nazionale, ma sono proprie di un contesto ben più ampio, le cui dimensioni coincidono con quelle del globo nella sua interezza. Il terrorismo internazionale e i grandi movimenti migratori costituiscono le espressioni più profonde di ciò, rappresentando al contempo le sfide più ingenti e delicate del tempo che viviamo.

La spietata malvagità terroristica, dispiegata in modo da voler rendere paradossalmente ordinari, attraverso la reiterazione periodica, atti di una gravità inaudita, toglie serenità e certezze e, peggio ancora, spezza tante vite umane, tra cui anche quelle dei nostri giovani. In tal senso, il nostro ricordo va, ancora oggi, a Valeria Solesin e a Fabrizia Di Lorenzo, due giovani donne della cosiddetta “generazione Erasmus”, ultime vittime italiane di questa stagione di terrore, senza dimenticare, limitandosi solo ai fatti più recenti, quanto accaduto ad Istanbul l’ultimo giorno dell’anno. Accanto a ciò vi è il dramma di chi – in una situazione internazionale che non genera ancora una società di eguali – fugge dalle guerre e dalla fame per cercare una vita migliore. Una scelta dinanzi alla quale nessuno di noi può girarsi dall’altra parte, perché quello dell’accoglienza è un impegno che ogni Comune della nostra Provincia, l’Italia intera e la stessa Europa sono chiamati ad assolvere senza slogan e sbrigatività di pensiero, ma con un atteggiamento di responsabilità e coinvolgimento corale, accompagnato da indispensabili regole precise ed impegni.

In questo contesto universale così complesso, fragile e dominato dalle paure, l’auspicio, nel giorno in cui celebriamo l’anniversario del nostro Tricolore, allora, è che l’Italia, ispirata dalla tensione morale che animò la lotta di Resistenza, l’approdo alla Costituzione e che consentì di uscire dalle macerie della Seconda guerra mondiale  sia in grado di fornire un proprio autorevole e sostanziale contributo, a beneficio di sé medesima e della comunità internazionale tutta, rivelandosi così ancora all’altezza di quanto affermato da Giosuè Carducci  nell’evocato discorso in occasione del primo centenario della nascita del Tricolore “l’Italia è risorta nel mondo per sé e per il mondo, ella, per vivere, deve avere idee e forze sue, deve esplicare un officio suo civile ed umano, un’espansione morale e politica”.

 

Viva il Tricolore

Viva la Repubblica

Viva l’Italia

 

Giammaria Manghi

Presidente della P­­­­rovincia di Reggio Emilia

Elezioni provinciali: domenica 8 gennaio. Variati “Istituzioni salde ma con bilanci in crisi per tagli insostenibili”

Si chiude il 29 gennaio la tornata elettorale che ha visto per il 2016 il rinnovo degli organi di 71 su 76 delle nuove Province delle Regioni a Statuto ordinario con elezioni di secondo livello; le cinque Province rimaste non sono interessate al voto poiché hanno avuto elezioni nel 2015. Il grosso delle elezioni si terrà però nella giornata dell’8 gennaio prossimo, quando si andrà al voto per il rinnovo di 38 Consigli provinciali: altre cinque andranno al voto tra il 9 e l’11 gennaio, una il 29 gennaio, mentre in 27 Provincesi è già votato tra settembre e dicembre.

 

In tutto, le elezioni già svolte e quelle che si terranno tra domenica prossima e la fine di gennaio, porteranno a votare per le 71 Province 61.127 elettori, sindaci e consiglieri comunali in rappresentanza di 5.120 comuni coinvolti, chiamati ad eleggere 842 consiglieri provinciali e 16 Presidenti di Provincia.

 

Nelle Province nelle quali si è già votato molta alta è stata l’affluenza al voto, con una media che si è attestata al 78% e picchi che hanno sfiorato il 95% degli aventi diritto.

 

“I Sindaci e i consiglieri comunali – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati – hanno fiducia in queste nuove Province e ne comprendono il ruolo, tanto che si mettono al servizio gratuitamente per amministrare al meglio i territori e partecipano attivamente alle elezioni.

Eppure rischiamo di arrivare al paradosso di enti saldi dal punto di vista della governance istituzionale, ma in default finanziario a causa dei tagli insostenibili delle manovre economiche: allo stato attuale nessuna Provincia è infatti in grado di approvare i bilanci, e la legge di bilancio licenziata in fretta dal Parlamento ha lasciato irrisolto questo grave problema.

Serve subito un decreto legge – conclude Variati – che risolva questa vera e propria emergenza, mettendo in sicurezza i bilanci e consentendo alle Province di continuare ad erogare quei servizi essenziali, a partire dalla gestione alla messa in sicurezza di strade, scuole superiori e ambiente, che noi Sindaci consideriamo diritti ineludibili delle nostre comunità”.

 

Con le votazioni che si terranno tra domenica e la fine di gennaio si completa il quadro dei nuovi Presidenti e si procede al primo rinnovo dei consiglieri provinciali: in tutto, dunque, saranno 858 i nuovi eletti che amministreranno le Province a titolo gratuito.

 

Ricordiamo infatti che, secondo quanto stabilito dalla cosiddetta Legge Delrio che è entrata in vigore nell’aprile del 2014, a comporre gli organi delle nuove Province sono: il Presidente di Provincia, che è un sindaco  eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della Provincia e resta in carica quattro anni; il Consiglio provinciale, che è composto da sindaci e consiglieri comunali eletti da sindaci e consiglieri dei comuni della Provincia e resta in carica due anni; l’Assemblea dei Sindaci, che è l’organo in cui siedono tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia.

 

Presidente Sindaco, Consiglieri Provinciali e Sindaci dell’Assemblea, eletti dunque con votazioni di secondo livello, non ricevono indennità per amministrare queste istituzioni, i cui costi della politica sono pari a zero.

L’Upi al nuovo Governo: “Senza un decreto legge a rischio servizi per la sicurezza dei cittadini”

“Il nuovo Governo deve porre tra le priorità il varo di un decreto legge per risolvere l’emergenza bilanci delle Province e delle Città metropolitane che, dopo il referendum, continuano a dover assicurare alle comunità servizi da cui dipende la sicurezza stessa dei cittadini”.

È quanto definito nel documento approvato dal Comitato Direttivo delle Province italiane, che si è riunito oggi a Roma per fare le prime valutazioni sul post referendum e analizzare lo stato dei bilanci degli enti.

La richiesta principale dei Sindaci Presidenti di Provincia è l’azzeramento della manovra aggiuntiva per il 2017 attraverso il riparto del fondo per gli enti territoriali previsto dalla Legge di Bilancio con l’assegnazione alle Province di 650 milioni e 250 milioni alle Città metropolitane e l’implementazione delle risorse destinate a finanziare gli interventi di messa in sicurezza e gestione di 130 mila chilometri di strade, di 5100 scuole superiori e per le politiche di contrasto al dissesto idrogeologico.

 “Intendiamo aprire da subito un confronto franco con il nuovo Governo – ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati al termine della riunione – per arrivare nel più breve tempo possibile ad una soluzione. Abbiamo urgenze da rispettare, come i piani neve o il riscaldamento delle scuole: temi che devono essere considerati prioritari., e su cui l’attenzione delle istituzioni deve essere massima, perché si tratta di garantire la sicurezza dei cittadini.  Tanto più ora che il referendum ha sgombrato dal dibattito le questioni legate all’assetto delle Province e le ha confermate tra le istituzioni costitutive della Repubblica”.  

Province: Variati si rivolge al Presidente della Repubblica

“Le Province, che in seguito al risultato del referendum sono state confermate tra le istituzioni costitutive della Repubblica, a causa degli tagli insopportabili a cui sono state sottoposte sono nell’impossibilità di predisporre i bilanci per il 2017. La conseguenza di questa emergenza avrà, se non risolta, ripercussioni pesantissime sui servizi ai cittadini la cui erogazione non potrebbe più essere garantita”. Lo scrive il presidente dell’Upi Achille Variati in una lettera indirizzata oggi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Il governo uscente – spiega il Presidente Variait nella missiva – dopo un lungo confronto avuto nei mesi scorsi, aveva riconosciuto la gravità di questa situazione, tanto che aveva previsto di inserire interventi correttivi in grado di assicurare il finanziamento delle funzioni fondamentali dell’ente, nel passaggio in Senato della legge di Bilancio 2017. Con l’apposizione della fiducia però  tale possibilità è venuta a mancare e sono rimasti irrisolti tutti i nodi riguardanti gli Enti locali, Province e città metropolitane in particolare. Ritengo indispensabile informarLa – aggiunge allora Variati – che se non si individuerà un provvedimento straordinario attraverso cui risolvere tali questioni, nessuna Provincia sarà in grado di predisporre i bilanci per il 2017 con la conseguente interruzione dell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini. Mi rivolgo a Lei, garante della Costituzione – conclude il Presidente Variati rivolgendosi al capo dello Stato – certo di potere contare sulla Sua sensibilità riguardo al dovere da parte di tutti i livelli istituzionali della Repubblica di garantire ai cittadini uguali diritti e assicurare alle comunità e ai territori pari opportunità di potere partecipare alla crescita del Paese e favorirne lo sviluppo”. 

Documenti allegati:

Legge di Bilancio 2017, Upi: “Serve decreto legge per risolvere questioni di enti locali”

“La decisione di porre la fiducia sulla Legge di Bilancio non consentirà al Parlamento di affrontare le questioni riguardanti l’intero sistema degli Enti locali – Province, Città metropolitane e Comuni- che erano state lasciate indietro con l’intenzione di portare questi temi alla discussione in Senato. È necessario che il Governo intervenga con un provvedimento d’urgenza per adottare quelle misure correttive che, nel confronto avuto in queste settimane, erano state individuate quali interventi urgenti a garanzia dei servizi essenziali erogati dalle Province”. Lo chiede il Presidente dell’Upi Achille Variati, sottolineando in particolare gli interventi prioritari, a partire dall’eliminazione dei tagli previsti per il 2017 su Province e Città Metropolitane, dall’assegnazione a questi enti di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali e delle scuole superiori, dalla possibilità per quest’anno di approvare bilanci solo annuale e di usare eventuali avanzi di amministrazione per garantire gli equilibri, dalla opportunità di spostare l’approvazione del bilancio oltre la data del 28 febbraio fissata dal testo della Legge di Bilancio. “Sono misure minime indispensabili, come sanno bene sia Governo che Parlamento, senza le quali nessuna Provincia sarà in grado di predisporre i bilanci per il 2017, con la conseguente interruzione dell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini”.

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