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Rinegoziazione mutui: la circolare predisposta dalla Cassa Depositi e Prestiti

In allegato, il testo della Circolare indirizzata a Province e Città metropolitane sulla rinegoziazione dei prestiti concessi attualemente in ammortamento. 

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Rinegoziazione mutui: Accordo quadro ABI – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Si allega l’accordo che ABI e Dipartimento Presidenza del  Consiglio hanno siglato lo scorso 8 aprile relativo alle linee guida sulla base delle quali le banche aderenti daranno attuazione al comma 430 della Legge di stabilità 2015 sulla rinegoziazione mutui.

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Tenuta degli albi provinciali autotrasporto: accordo in Conferenza Stato Città

In allegato, l’accordo sottoscritto il 23 aprile 2015 in sede di Conferenza Stato Città Autonomie Locali in materia di trasferimento delle funzioni ai sensi del comma 94, art. 1, legge n. 147/13 – tenuta degli albi provinciali autotrasportatori conto terzi.

Si allega inoltre, la bozza di dpcm, di prossima pubblicazione in GU, previsto dal medesimo comma 94.

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Province: Assemblea generale straordinaria Upi il 15 maggio a Roma

Rilanciare l’azione politica dell’Associazione, attraverso il massimo coinvolgimento  dei  Sindaci e degli amministratori comunali protagonisti dei nuovi enti di area vasta in linea con la riforma Delrio, stabilire la linea politica dell’associazione per proseguire nel confronto con Governo e Parlamento, riportare all’attenzione del dibattito la gravissima situazione dei servizi ai cittadini, a rischio a causa del prelievo di 1 miliardo che impedirà l’approvazione dei bilanci di previsione 2015, la cui scadenza è imminente, e manderà in dissesto gran parte delle Provincce. 

Queste le ragioni per cui il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci e i  Presidenti delle Upi regionali, nel corso dell’incontro convocato a Roma, hanno deciso all’unanimità di convocare per venerdì 15 maggio a Roma una Assemblea Generale straordinaria dell’Associazione.

“La situazione delle nostre amministrazioni – hanno detto i Presidenti – è drammatica. Non siamo più in grado di garantire la sicurezza nelle nostre strade, che siamo costretti a chiudere con grave danno sia per i cittadini che per le imprese locali.

Tra la riduzione delle risorse e il blocco del patto di stabilità, che ancora ostacola la nostra azione negli investimenti, non abbiamo la possibilità  di intervenire con opere per l’edilizia scolastica e i soldi per la gestione ordinaria –  le spese che vanno dalle bollette elettriche al riscaldamento –  non sono più sufficienti a garantire il regolare svolgimento dell’anno scolastico.

Una situazione, quindi, che  mette in pericolo i territori e lede i diritti dei cittadini.

Per questo il Presidente Pastacci insieme ai Presidenti delle Upi regionali hanno condiviso la necessità di promuovere azioni che rimettano al centro i nuovi enti di area vasta, portando all’attenzione dei cittadini, delle istituzioni e della politica questa situazione drammatica, anche attraverso iniziative unitarie nazionali”.

 

Politiche giovanili: Antonelli “Valorizzata la rete delle Province. Scuole e Comuni al centro dei progetti”

Promuovere progetti di politiche giovanili che, valorizzando le reti dei Comuni, coinvolgono le scuole e i ragazzi di tutto il territorio.

Questo l’obiettivo degli interventi realizzati dalle Province attraverso i fondi stanziati nell’ambito del programma AzioneProvinceGiovani nato dall’intesa tra il Dipartimento della Gioventù e l’Unione delle Province d’Italia.

“Il ruolo delle Province – ha detto il Direttore Generale dell’Upi Piero Antonelli, intervenendo in una conferenza stampa sui progetti del Dipartimento per la gioventù con il Sottosegretario Luigi Bobba – è proprio quello di  promuovere sistemi di reti tra Comuni, favorendo in questo modo l’utilizzo pieno delle risorse a diposizione su tutto il territorio.

Lo dimostrano i progetti No Bulls Be Friends e Be Active che vedono impegnate le Province per quest’anno e che hanno coinvolto, su 44 progetti finanziati, 68 Province insieme a:  Comuni, istituti scolastici superiori, le Asl, le Università, le Associazioni di volontariato e le fondazioni teatrali.  In totale nel 2015 saranno coinvolti oltre 180 soggetti partner”.

“Le politiche giovanili – ha sottolineato il Direttore dell’Upi – non possono che essere tradotte in interventi trasversali, che riguardano tutte le tematiche al centro delle amministrazioni, dall’ambiente alla scuola, dal sociale alla sicurezza stradale, dallo sviluppo economico alla promozione dell’imprenditorialità. Quest’anno le Province sono impegnate nei progetti per il contrasto al bullismo e nella promozione delle innovazioni tra i giovani. E’ evidente che questo patrimonio di capacità progettuale e costituzione di reti virtuose non deve andare disperso: la riforma degli enti di Area Vasta, che assegna alle Province la funzione di istituzione di assistenza tecnica e progettuale ai Comuni – ha concluso Antonelli – può trovare proprio nel contesto dei programmi per le politiche giovanili il punto di partenza della sperimentazione della gestione integrate dei servizi ai cittadini. Una Provincia dei Comuni in grado di consentire a tutto il territorio di fruire delle opportunità offerte dalle risorse nazionali ed europee”. 

In allegato, le schede di report su AzioneProvinceGiovani, No Bulls Be Friends e Be@ctive

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Province Friuli Venezia Giulia – Progetto Upi comunicazione tecnologica attiva

Oltre mille gli studenti in Friuli Venezia Giulia, fra i 16 e i 19 anni, formati in nome della strategia EU2020, afferenti a 11 Istituti scolastici di II grado, per rafforzare il legame fra cittadino e pubblica amministrazione e l’alfabetizzazione digitale con l’obiettivo di incentivare la partecipazione civica anche attraverso l’utilizzo delle ICT. Da domani saranno pubblicati, in collaborazione con l’Associazione Tetra-Paraplegici del FVG e l’Istituto “Vincenzo Manzini” di San Daniele, i concorsi a tema per ciascuna delle quattro province: si posono consultare accedendo al sito del progetto CTA (Comunicazione tecnologica attiva, www.progettocta.it), promosso dall’UPI, in collaborazione con le Province di Udine, Gorizia, Pordenone, Trieste e cofinanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani all’interno dell’iniziativa Be@Active.

Possono accedere al concorso gli studenti che hanno partecipato, nei territori delle province del FVG, alla giornata formativa di riferimento del concorso: la candidatura scade lunedì 20 luglio e si invia tramite posta elettronica ([email protected]).

 

Concorsi: per ciascuna provincia sono tre, ovvero: realizzare un video di 7 minuti massimo dal titolo “L’era digitale nel mio territorio: pregi e difetti, potenzialità e involuzioni”; progettare una App sulla crescita sostenibile; creare un blog sulla crescita inclusiva. Dal 25 luglio, e fino al 31 agosto, si potranno votare on line i video: i 5 prodotti più votati per ciascun concorso e per ciascuna provincia saranno valutati da una Commissione giudicatrice che selezionerà i primi 3 classificati per ciascun concorso e ciascuna provincia. In palio tablet, video camere, ipod touch, ipod shuffle, hard-disk.

 

Istituti Scolastici aderenti al progetto: in provincia di Udine It “Zanon”, Isis “Enrico Mattei” (Latisana), Isis “Vincenzo Manzini” (San Daniele); in provincia di Pordenone Isis “Pujati” di Sacile, Istituto tecnico tecnologico “Kennedy”, “Torricelli” (Maniago); in provincia di Gorizia Isis “Marconi”, Isis “Dante Alighieri”, Isis “Cankar”; in provincia di Trieste Isis “Carducci-Dante e Liceo Oberdan”, Isis Nautico “Tomaso di Savoia Duca di Genova”.

DEF, il Governo conferma 5 miliardi di tagli su Province per 2016-17

“Con la Legge di stabilità 2015 ventitré Province su settantasei si vedranno ridotti  i bilanci in una percentuale che va dal 20 al 30 per cento della spesa corrente  in meno. La media nazionale è di oltre il 15%, che in valori assoluti significa quasi 9 milioni in meno a Provincia, con picchi che arrivano a quasi meno 35 milioni. E’ evidente che parlare di margini ulteriori di riduzioni per il prossimo biennio è del tutto impossibile. Vuol dire affossare la prima grande riforma istituzionale del Paese, la riforma degli enti di area vasta, proprio ad un anno dal suo varo”.

 

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci,  ricordando come “questi tagli arrivano quando l’attuazione della riforma delle Province, approvata esattamente un anno fa, l’8 aprile  2014, non è ancora neanche lontanatamene iniziata. Nel frattempo, con la legge finanziaria i nuovi enti sono stati messi nella condizione di non avere neanche le risorse sufficienti a coprire  le funzioni fondamentali che la Legge ha loro assegnato, dalla sicurezza delle strade provinciali alla gestione delle scuole superiori, dalla tutela dell’ambiente ai servizi di supporto e assistenza ai comuni.

 

Per molti enti – sottolinea Pastacci – questa stangata è la porta d’ingresso al dissesto, ma è evidente che se il Governo intende mantenere 2 miliardi di tagli per il 2016 e 3 miliardi di tagli per il 2017, anche quelle che riusciranno a chiudere il bilancio 2015 non saranno più in grado di fare nulla nei prossimi due anni.

 

Al Presidente del Consiglio – conclude il Presidente dell’Upi – chiederemo la disponibilità ad un incontro, dati alla mano, per verificare insieme i nostri conti e trovare quelle misure indispensabili per portare a termine la riforma senza pregiudicare la qualità del welfare locale e senza privare i cittadini e le imprese di servizi essenziali”.

 

Di seguito la tabella con le Province che dovranno versare un contributo dai 10 ai 35 milioni di euro.


 

 

 

PROVINCIA

CONTRIBUTO LEGGE STABILITA’ 2015

INCIDENZA % SPESA CORRENTE

Caserta

34.617.951

22,41 %

Salerno

24.554.623

20,99 %

Verona

23.553.210

30,24 %

Lecce

23.237.795

26,04 %

Brescia

23.149.908

21,49 %

Monza Brianza

19.385.812

30,24 %

Treviso

18.864.976

29,53 %

Bergamo

18.228.358

16,72 %

Latina

17.662.336

30,24 %

Padova

17.015.690

30,24 %

Vicenza

15.932.957

30,24 %

Avellino

15.575.313

30,24 %

Taranto

14.376.761

30,24 %

Modena

13.719.257

28,15 %

Pavia

13.114.465

23,09 %

Perugia

11.381.089

10,99 %

Mantova

11.063.194

21,38 %

Ravenna

10.014.853

29,59 %

 

 

 

 

 

 

                                                                                               

Fonte: Tabella riparto contributo Legge stabilità 2015 – Conferenza Stato Città Autonomie locali 31 marzo 2015 – su cui Upi ha espresso parere negativo.

Dal Consiglio Provinciale di Potenza via libera alla nuova dotazione organica dell’ente

Il Consiglio Provinciale di Potenza, all’unanimità, su proposta del Presidente ha proceduto alla individuazione del personale in soprannumero definendo, tra le prime amministrazioni in Italia l’articolazione della dotazione organica del personale per lo svolgimento delle funzioni fondamentali.
L’individuazione del personale in soprannumero costituisce adempimento obbligatorio che l’Ente guidato dal presidente dell’UPI Basilicata Nicola Valluzzi ha adottato nel rispetto delle previsioni statuite dalla legge di stabilità 2015, in  attuazione della specifica intesa definita con le OO.SS in delegazione trattante a seguito di un intenso e responsabile lavoro.

Il provvedimento approvato in data odierna dal Consiglio individua in 335 unità lavorative il personale in soprannumero, appartenenti agli  uffici preposti alla gestione delle funzioni non fondamentali.
Del personale soprannumerario, 113 unità afferiscono al settore Formazione, 92 al Mercato del Lavoro e 20 appartenenti al Corpo di Polizia provinciale. La Formazione, stante l’attuale previsione di riordino, dovrà essere attestata alla Regione mentre le altre due competenze saranno avocate direttamente dallo Stato.

Sono previsti, inoltre, 113 prepensionamenti fino alla data del 31/12/2016 fra la generalità delle funzioni storicamente attribuite alla competenza delle Province, per i quali l’Ente dovrà continuare  a pagare gli stipendi fino a maturazione dei requisiti.

Pertanto, la nuova articolazione della dotazione organica dell’ente provinciale di area vasta che dovrà occuparsi di strade, scuole e ambiente, prevede 263 dipendenti a fronte degli attuali 654.
Dovranno essere infine oggetto di ricollocazione presso altre Amministrazioni pubbliche, prevalentemente Regione Basilicata 44 dipendenti provinciali.

Fin qui – ha concluso il Presidente Valluzzi – il formale rispetto da parte della Provincia di Potenza degli obblighi previsti dalla L. 190/2014 resta purtroppo indeterminato il termine della concreta attuazione del riordino delle funzioni non fondamentali, che fin quando non saranno avocate o attestate dalla Stato e dalla Regione ad altro soggetto istituzionale continueranno ad essere svolte dalla Province senza risorse e con una inevitabile prospettiva di squilibrio finanziario del bilancio dell’ente.
I tagli ed i prelievi forzosi imposti dalle varie spendig review degli ultimi anni alle province rendono non più sostenibile il pagamento regolare degli stipendi per l’intera annualità a tutti i dipendenti, men che meno l’assolvimento dei compiti istituzionali fondamentali su strade e scuole.
E’ inderogabile l’immediata assunzione di responsabilità di Stato e Regioni per l’attuazione della riforma Delrio.

Anci e Upi: “Accelerare i processi di mobilità per tutelare i lavoratori e i servizi ai cittadini”

Accelerare sulla definizione dei numeri del personale delle Province e delle Città metropolitane da destinare ai processi di mobilità, per assicurare un percorso rapido che tuteli i dipendenti e garantisca la piena funzionalità degli enti e i servizi ai cittadini. E’ quanto scrivono ANCI e UPI in una circolare inviata agli enti di area vasta, e per facilitare il processo, estremamente complesso, mettono a disposizione degli enti uno schema tipo di delibera,  per ricostruire in modo sintetico le categorie e i profili del personale da ricollocare o da inserire nella nuova dotazione organica.

Una operazione ancora più urgente dopo che ieri il Dipartimento della Funzione Pubblica, con una nota tecnica, ha chiarito proprio su richiesta di ANCI e UPI alcuni degli aspetti controversi, specificando in particolare che Province e Città metropolitane non dovranno sostenere alcun costo nei processi di mobilità del proprio personale. Importante anche l’annuncio dell’arrivo, in tempi che ANCI e UPI auspicano ridottissimi, dei due decreti ministeriali sui criteri di mobilità e sulle tabelle di equiparazione del trattamento economico del personale.

In questa fase quindi, ANCI  e UPI, per tutelare i dipendenti e assicurarne un rapido ricollocamento, ritengono opportuno ed urgente che le Province e le Città metropolitane e procedano comunque alla rideterminazione delle loro dotazioni organiche quantomeno per quanto riguarda le categorie e i profili professionali, definendo quali profili si ritengono essenziali allo svolgimento delle funzioni fondamentali – entro i limiti di spesa previsti dalla legge di stabilità –  e quali profili devono essere destinati alle procedure di trasferimento verso le Regioni e gli enti locali o verso altre amministrazioni pubbliche. 

 

In allegato la circolare Upi inviata a tutte le Province.

 

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Bilanci Province: stabilito quanto verseranno allo Stato i singoli enti

“Non possiamo che ribadire che la somma di oltre 1 miliardo richiesta a Province e Città metropolitane per il 2015 è abnorme e non è assolutamente sostenibile, anche perché si somma ai tagli previsti dalle passate manovre economiche, arrivando ad un totale di più di 2 miliardi. Andrà verificata ente per ente la concreta sostenibilità di questa nuova modalità di riparto, adottata dal Governo, che supera i tagli lineari e introduce i fabbisogni standard”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, intervenendo in Conferenza Stato Città, sul decreto del Governo che stabilisce ente per ente la riduzione di spesa obbligata per il 2015,  insieme ai Presidenti  Daniele Bosone di Pavia, Claudio Casadio di Ravenna, Leonardo Muraro di Treviso e Carlo Riva Vercellotti, Vercelli.

“Per dare attuazione alla riforma delle Province e delle Città metropolitane – ha ribadito Pastacci – è necessario garantire l’equilibrio e la tenuta complessiva del comparto: con il miliardo che lo Stato si prende, la tenuta non è affatto assicurata.  Per questo – ha aggiunto il Presidente dell’Upi –  è davvero urgente un intervento straordinario del Governo attraverso un provvedimento eccezionale che possa garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini e il mantenimento degli equilibri di bilancio.  

Come Upi chiediamo misure straordinarie che consentano alle Province di utilizzare gli avanzi di amministrazione per evitare il dissesto degli enti, e di usare i risparmi che potrebbero derivare dallo spostamento al 2016 del pagamento delle rate dei mutui, per garantire la copertura di servizi essenziali, a partire dalla sicurezza e dalla gestione delle strade provinciali e delle scuole superiori. 

Deve essere chiaro – ha concluso Pastacci – che dopo il prelievo delle imposte provinciali operato con questa manovra, le Province non hanno più alcun margine di spesa. I tagli previsti dalla Legge di stabilità per il 2016 e il 2017 sono del tutto inattuabili”.

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UPI Veneto: Chiesto il Rinvio del Prelievo Statale alle Province per Garantire i Servizi

Il presidente dell’UPI Veneto (Unione delle Province del Veneto) e della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, si è recato oggi a Roma alla Conferenza Stato Città accompagnando il presidente UPI Nazionale, Alessandro Pastacci, per discutere in merito ai tagli alle Province con i sottosegretari Bocci, Baretta e Bressa.

 

“Il prelievo statale che dovrebbe avvenire entro il 30 aprile è una mannaia per le Province, i servizi offerti e i cittadini – spiega Leonardo Muraro, presidente dell’UPI Veneto – In Veneto la situazione è la seguente: 18.890.000 euro per Treviso, 9,5 milioni per Venezia, 23.560.000 per Verona, 15.950.000 per Vicenza, 5.940.000 per Rovigo, 17.020.000 per Padova, 5.515.000 per Belluno. Il taglio medio rispetto alla spesa media 2010-2012 e al netto del fondo perequativo è di circa il 30%, tranne per Venezia e Belluno che sono interessate da Città Metropolitana e Specificità Montana.

 

È chiaro che garantire i servizi con questo taglio è davvero improponibile. E ricordiamoci che al momento i dipendenti che offrono i servizi provinciali ai cittadini sono ancora incerti sul loro futuro e rimangono in carico ai bilanci delle Province prosciugate. Allora come UPI assieme a Pastacci abbiamo chiesto che sia concesso, perlomeno, di posticipare a fine maggio il prelievo da parte dello Stato, per concedere un po’ di tempo in più. Nell’interesse dei cittadini, dei servizi e dei dipendenti” chiude Muraro

Riordino Province Puglia, Gabellone “Irresponsabile Regione, si fa commissariare su riforma Province”

“Preoccupa enormemente per il futuro stesso delle province l’ultimo rinvio della Commissione Regionale chiamata a pronunciarsi sull’approvazione del Disegno di Legge sul Riordino delle Funzioni degli enti su scala Regionale, saltato anche oggi a Bari per una richiesta di rinvio avanzata da SEL e accolta dal voto del PD. La sola opposizione dei consiglieri di centrodestra non ha consentito che questo Disegno di Legge venga approvato e possa andare in aula domani, data dell’ultimo Consiglio Regionale della Puglia. All’orizzonte non vi saranno altri appuntamenti deliberativi in aula in coincidenza con la fine della Legislatura.

Il Governo Vendola, dunque, ha scelto in maniera irresponsabile di non interessarsi delle funzioni e dei poteri delle province o del loro incerto futuro. Non è riuscito a provare il minimo interesse per quasi 6 mesi, abbandonando le istituzioni al loro destino. Starà al Governo Renzi e al Dipartimento del Ministero delle Regioni, come già minacciato nei giorni scorsi, applicare ora il commissariamento dei poteri della Regione in questa materia, mentre nel frattempo ogni condizione di fragilità e di precario equilibrio finanziario degli enti pugliesi si potrà definitivamente complicare, uccidendo le province”  .

 

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