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Valluzzi su Patto per la Basilicata: “necessario un piano di interventi straordinario sulla viabilità provinciale”

Il Patto per la Basilicata firmato ieri dal presidente del Consiglio Mattero Renzi e dal presidente della Giunta regionale Marcello Pittella, non prevede, tra gli investimenti per 4,3 miliardi di euro, interventi straordinari di ammodernamento della viabilità provinciale di Basilicata, indispensabili per consentire l’adeguamento e la messa in sicurezza di arterie che si trovano in forte criticità, a causa dell’inarrestabile esautoramento dei bilanci delle province. Gli oltre 3.500 km di strade provinciali sono le vie dell’uguaglianza e della civiltà per i residenti della quasi totalità dei piccoli comuni lucani”.

Lo ha dichiarato il presidente dell’Upi Basilicata e della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi.

“Programmare un elenco di interventi infrastrutturali destinati a migliorare l’accessibilità complessiva della nostra regione è cosa molto positiva, ma dimenticare – ha concluso- un pezzo essenziale della viabilità infra-territoriale rappresenta una mancanza a cui dovrà essere immediatamente posto rimedio. Fra non molto tempo, infatti, ci ritroveremo con infrastrutture di collegamento tra i comuni e le fondovalli che saranno ai limiti della transitabilità o al collasso, con conseguenti disagi per le comunità e con un arretramento dell’intero sistema economico – sociale e della mobilità territoriale”.

Viabilità, Provincia di Parma: nel 2015 appaltate 106 opere

Sono ben 106 le opere appaltate dalla Provincia nel 2015, a 50 ditte, in 40 Comuni, per oltre 9,4 milioni di euro.

Il 50% delle opere è già stato realizzato. Tutti i dati illustrati dal Presidente Fritelli e dal Delegato Serpagli. Ne esce l’immagine di una Provincia molto attiva sul versante delle opere pubbliche, nonostante le note difficoltà di bilancio e di riordino istituzionale.

 

Parma,   29 aprile  2016 – Sono stati presentati stamattina in Piazza della Pace dal Presidente Filippo Fritelli e dal Delegato alla Viabilità Gianpaolo Serpagli tutti i dati relativi alle opere appaltate nel corso del 2015 dal servizio Viabilità della Provincia di Parma.

 

Si tratta di 106 opere, appaltate in 40 Comuni, a 50 ditte che hanno vinto almeno un lavoro su un totale di 74 ditte invitate, per un importo che supera i 9,4 milioni di euro.

La metà di queste opere è già stata terminata, garantendo i trasporti e i collegamenti tra i vari centri del Parmense nonché con le province limitrofe.

 

“Sono numeri che ci parlano di una Provincia molto attiva sul versante delle opere pubbliche, nonostante le note difficoltà di bilancio e di riordino istituzionale – ha commentato il Presidente Fritelli – Determinante per sbloccare i finanziamenti è stata la decisione di non rispettare il Patto di Stabilità.”

 

“Abbiamo operato con estrema trasparenza, determinando ricadute positive su buona parte dei Comuni del Parmense e sulle ditte del territorio – ha sottolineato il  Delegato alla Viabilità Serpagli – In estate si provvederà al ripristino principalmente dei manti d’asfalto, oltre che del Ponte Verdi.”

 

I FINANZIAMENTI sono riconducibili a risorse della Regione Emilia Romagna (ribassi sulla SP 121, detta tangenziale di Felino, accordati per la sistemazione della SP 15; articoli 10/05 per opere di somma urgenza a causa delle calamità dell’ottobre 2014 e del febbraio 2015; risorse derivanti da ordinanze di protezione civile nazionale per gli eventi dell’ottobre 2014 e del settembre 2015; risorse regionali per il mantenimento della viabilità strategica d’interesse regionale), a fondi del Ministero dell’Ambiente, risorse derivanti dal fondo di solidarietà europea, fondi provinciali. In parte erano già iscritti a bilancio negli anni precedenti e sono stati sbloccati dal rispetto del Patto di Stabilità, sia in quanto alla deroga del Governo per 4 milioni (novembre 2015 a seguito dell’alluvione)  e sia dalla decisione politica di superamento dello stesso Patto.

 

Le opere sono state finalizzate al superamento di evidenti necessità impellenti in rapporto agli eventi meteorici accaduti.

Lo sblocco reso possibile a fine anno ha indotto ad intervenire su situazioni compromesse di sicurezza, transitabilità, con possibile chiusura e/o interruzione di strade per evitare ulteriori danni al patrimonio in previsione dell’imminente arrivo della stagione invernale.

 

L’importo lordo degli investimenti (comprensivo quindi di IVA 22%, spese tecniche e imprevisti per una incidenza tra il 30 – 35% degli effettivi lavori eseguiti) ammonta a circa 9,4 milioni di euro.

Dall’analisi degli appalti si evidenzia che:

1 Ditta si è aggiudicata lavori, al lordo, per un importo superiore a 700.000euro

3   Ditte con aggiudicazioni di almeno 500.000 euro

8   Ditte con aggiudicazioni di almeno 300.000 euro

16 Ditte con aggiudicazioni di almeno 100.000 euro

8   Ditte con aggiudicazioni di almeno   50.000 euro

13 Ditte con aggiudicazioni inferiori a   50.000 euro

 

Nella tabella allegata sono elencati in sintesi gli interventi attivati, i Comuni principalmente interessati, l’importo lordo, il numero di ditte invitate, la ditta aggiudicataria.

 

L’esame della tabella evidenzia che i lavori si sono svolti in circa 40 dei 46 Comuni Parmensi. In ogni caso i benefici sono da estendere, per la natura delle strade provinciali, anche agli altri Comuni non direttamente interessati dalle opere ma di cui hanno usufruito, ad esempio per i collegamenti intercomunali.

Documenti allegati:

Appalti, Upi ricevuta da Anac: già oltre 1.000 Comuni nelle Stazioni Uniche Appaltanti delle Province

Sono 47 le Stazioni Uniche Appaltanti delle Province già operative e a tutti gli effetti funzionanti, a cui sono aggregati 1.035 Comuni.

Questo il dato che emerge dal un report sullo stato di attuazione della Stazione Unica Appaltante nei 76 Enti di Area Vasta riformati dalla Legge 56/14, che l’Upi ha consegnato all’ANAC  e ha inviato al Governo.

“La dimostrazione tangibile – sottolinea il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco di Vicenza  – che, malgrado le pesanti difficoltà economiche e le criticità che hanno attraversato gli Enti alle prese con la riorganizzazione e la ristrutturazione interna, i Sindaci alla guida delle Province hanno tenuto ben salda la rotta, cogliendo a pieno lo spirito fortemente innovativo della Legge 56/14. Una riforma – sottolinea Variati – che ci chiedeva di traghettare le vecchie Province verso una nuova missione istituzionale: di essere l’ente in grado di assistere e sostenere i Comuni, soprattutto i più piccoli, per efficientare le procedure e rendere la pubblica amministrazione più moderna, efficace e trasparente su tutto il territorio, anche lontano dalle grandi aree urbane”.

 

L’indagine condotta dall’Upi, realizzata attraverso un sistema informatico di questionari diretti ai dirigenti tecnici dei singoli Enti, disegna un quadro che conferma e attesta questo impegno.

 

Ad oggi, infatti, in 47 Province su 76 la Stazione Unica Appaltante è una realtà funzionante a tutti gli effetti, a cui hanno già aderito 1.035 Comuni, di dimensione piccola o medio piccola.

 

Si tratta di strutture stabili e organizzate per le esigenze specifiche, quali la progettazione tecnica, di cui gli Enti di Area Vasta sono dotati; uffici che nel 65% dei casi hanno definito una modulistica standard e unitaria a garanzia della trasparenza e della massima efficienza e che stanno sperimentando, attraverso il sostegno di Upi, la condivisione di esperienze e know.  I servizi offerti ai Comuni, quasi esclusivamente a titolo gratuito,  accompagnano gli enti lungo tutta il processo della gara di appalto, dalle fasi preparatorie antecedenti alla gara (predisposizione dei capitolati ecc.) alla redazione dei documenti tecnici necessari fino all’assistenza legale anche nei contenziosi.

 

“Una esperienza – conclude Variati – che non può e non deve essere dispersa, e che ci auguriamo venga piuttosto valorizzata nella fase di attuazione della delega appalti, quando dovranno essere disegnate le nuove Stazioni Uniche Appaltanti, sia rispetto all’ambito territoriale che in quanto ai requisiti tecnici organizzativi delle strutture”.

 

Finanziamenti per l’efficientamento energetico delle scuole

Si segnala che sulla Gazzetta Ufficiale del 22 febbraio 2016 è stato pubblicato il Decreto del Ministro dell’Ambiente che riprogramma le risorse provenienti dall’ex Fondo rotativo per Kyoto e che già lo scorso anno (Dm Ambiente 14 aprile 2015) erano state in parte assegnate per interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio scolastico. 

Sono ora disponibili 247.093.955 euro con le stesse regole e modalità attuative del precedente Decreto; i termini di presentazione delle domande sono fissati in 180 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione da parte del Ministero dell’Ambiente di un apposito comunicato in Gazzetta Ufficiale.

Province, Scuole: il punto sui fondi per l’edilizia

790 interventi finanziati per 155 milioni grazie ai fondi CIPE; 82 progetti finanziati sul bando ‘indagini diagnostiche’ per oltre 7 milioni; 50 Progetti sul bando ‘scuole sicure’ per oltre 50 milioni; 243 interventi sul bando mutui Bei per nuove scuole. Questi i dati sugli investimenti delle Province per l’edilizia scolastica delle scuole superiori grazie ai fondi del Governo, emersi  oggi in un incontro a Roma promosso dall’Upi, che ha visto la presenza e gli interventi della Coordinatrice della Struttura di Missione del Governo per l’edilizia Scolastica, Laura Galimberti, e della Direttrice Generale del Miur per l’edilizia scolastica, Simona Montesarchio.

“Dopo anni in cui gli Enti locali sono stati lasciati soli – ha sottolineato Il Presidente della Provincia di Brescia Pier Luigi Mottinelli che rappresenta l’Upi nell’Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica – finalmente con  il Governo Renzi sono stati messi a disposizione ingenti risorse e un piano articolato sull’edilizia scolastica che ci permetterà di affrontare sia l’emergenza delle manutenzioni e della messa in sicurezza degli edifici, sia la costruzione di nuove e moderne scuole. Erano interventi che aspettavamo da tempo, tanto che, nonostante la situazione di forte emergenza finanziaria e di criticità dovuta al nuovo assetto degli Enti di Area Vasta, le Province sono state in grado di mettere in campo una forte capacità progettuale, come dimostrano i dati presentati oggi”.

“ Siamo convinti – ha aggiunto la  Vice Presidente della Provincia di Mantova, Francesca Zaltieri, rappresentante Upi nel Consiglio Superiore per la pubblica Istruzione-  che la buona scuola passi anche dalle strutture in cui studiano i nostri ragazzi. Costruire edifici non solo sicuri, moderni e decorosi, ma anche innovativi dal punto di vista del risparmio energetico, è fondamentale per contribuire a diffondere una coscienza civica tra le nuove generazioni”.

All’incontro erano presenti i dirigenti all’edilizia scolastica di tutte le Province italiane, che hanno potuto avere così un confronto diretto con le strutture del Governo sulle tematiche più urgenti riferite anche alle prossime linee di finanziamento .

In allegato, il report presentato dalla Struttura di Missione del Governo sui fondi per l’edilizia scolastica e le Schede preparate dai nostri uffici.

Documenti allegati:

“Misurare il Bes dei territori: il contributo del Bes delle province”

 

E’ stato recentemente pubblicato il Rapporto nazionale sul Bes delle province (http://www.sistan.it/index.php?id=88&no_cache=1&tx_ttnews%5Btt_news%5D=4545)

con cui, insieme alla pubblicazione dei 25 fascicoli provinciali, si concludono le attività del 2015 del progetto Bes delle province. 

 

La presentazione degli ultimi avanzamenti avverrà in un workshop scientifico che l’Istat sta organizzando per il 14 marzo all’aula magna di via Balbo e che si intitolerà “Misurare il Bes dei territori: il contributo del Bes delle province”.

 

Introdurrà il presidente dell’Istat e seguiranno tre sessioni tematiche (una di analisi, una seconda di carattere più metodologico e una terza di focus sull’esperienza Bes delle province in chiave di sistema di informazioni al servizio del ciclo della programmazione) .

 

Seguirà nei prossimi giorni l’invito da parte di Istat con il programma dettagliato dell’evento.

Segreteria CUSPI

Coordinamento degli Uffici di Statistica Province Italiane

[email protected]

 

 

Master Link Campus per dipendenti della Pa: previste borse di studio INPS

Si segnalano i Master di I e II livello rivolti ai  dipendenti della pubblica amministrazione della Link Campus University

Nel link seguente la lista dei Master, le modalità di iscrizione ed accesso alle borse di studio offerte da INPS e Link Campus

 

http://www.unilink.it/master-per-pubblica-amministrazione-mpa/

Upi Basilicata, riunione del Direttivo regionale

SI è tenuto a Matera il primo direttivo 2016 dell’Upi Basilicata, all’ordine del giorno la complessa attuazione della Riforma e la difficile situazione finanziaria dei bilanci provinciali.

Presenti i due Presidenti e i consiglieri componenti del Direttivo delle Province di Potenza e Matera.

Nel corso della riunione sono state condivise ed approvate le linee d’azione per i prossimi mesi.

Il Presidente dell’Upi Basilicata Nicola Valluzzi ha affermato che l’obiettivo politico del sistema associativo dei nuovi Enti di Area Vasta dovrà essere quello di riuscire a mantenere le Province delle Regioni a Statuto ordinario in equilibrio di Bilancio, considerato che tre Province (Biella, Vibo Valentia e Caserta) sono in dissesto e altre 9 sono in predissesto o  piano di riequilibrio (Novara, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Varese, Imperia, La Spezia, Ascoli-Piceno, Chieti, Potenza) .

 

Il 2016 dovrà essere considerato un anno di transizione. Il confronto aperto con il Governo e con il Parlamento dovranno quindi non fermarsi alla gestione delle emergenze sull’immediato, ma soprattutto costruire le premesse affinché il sistema arrivi saldo compatto e in equilibrio finanziario al 2017.

 

A questo scopo è necessario determinare con attenzione gli effetti che le norme della legge di stabilità inducono per i bilanci 2016 delle Province lucane.

 

Appare però dirimente, anche al fine di proseguire una azione incisiva di contrattazione con il Governo, che tutte le Province usino appieno gli strumenti che sono previsti dalla  legge di Stabilità 2016:

– che si approvino SOLO bilanci annuali autorizzatori e non triennali;

– che si approvi il DUP 2016 – 2018 per traguardare il solo anno 2016 e prospettare il nuovo ente di area vasta con le proprie funzioni fondamentali e quelle non fondamentali in copertura totale regionale (non solo per il personale ma per l’esercizio delle funzioni – vedi Sentenze della Corte Costituzionale 10/2016), mentre nel contempo si dovrà confermare l’insostenibilità della manovra 2017 ancora in oggi vigente;

– che le Province accedano alla nuova moratoria mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, sia quelle che hanno rinegoziato nel 2015 che le restanti che non hanno usato questo strumento;

– che si affronti l’argomento delle sanzioni per sforamento del Patto di stabilità 2015 e del nuovo saldo di finanza pubblica 2016.

 

 

A tale scopo è stato già richiesto al Governo – e il punto sarà inserito nella prossima Conferenza Stato Città  di domani (18/02) – lo slittamento dei termini per l’approvazione del bilancio al 31 luglio 2016 e il conseguente spostamento della predisposizione del DUP al 30 giugno 2016.

 

Dal punto di vista economico, il 2017 deve aprirsi con la chiara e preventiva assegnazione di risorse certe a tutte le Province per garantire l’esercizio delle funzioni fondamentali e la copertura dei costi del personale impegnato in queste funzioni.

 

Occorre, in sintesi, tenere conto del nuovo impianto Costituzionale e del carattere di Enti di secondo livello assegnato alle nuove Province, in modo da ridefinire il sistema di finanziamento delle funzioni con un impianto di finanza derivata che assicuri a fabbisogni standard le risorse necessarie per la copertura dei costi di gestione per strade e scuole.

 

Sul fronte regionale è necessario procedere al trasferimento del personale delle funzioni non fondamentali nell’organico della Regione Basilicata, entro la fine di Febbraio definendo le convenzioni per la gestione di quelle funzioni delegate che invece rimarranno in carico alle Province.

Infine, occorre avviare in tempi rapidi e certi, l’agenzia regionale per la formazione ed il lavoro, evitando ulteriori aggravi di spesa per i precari bilanci delle Province lucane.

Ambiente, Provincia di Potenza: siglato accordo di collaborazione scientifica con CNR

E’ stato sottoscritto questa mattina, nella Sala Giunta della Provincia di Potenza, un accordo di collaborazione scientifica tra la Provincia – Ufficio Ambiente e l’ Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IMAA-CNR).

L’Accordo di collaborazione ha come finalità la promozione di attività di studio e ricerca applicata a supporto dell’esercizio delle competenze in materia ambientale assegnate alla Provincia dalla normativa vigente.

La Provincia nell’ambito delle competenze ad essa assegnate in materia ambientale dalla vigente legislazione, come ha rilevato il Presidente Nicola Valluzzi, è chiamata ad espletare la propria attività in un contesto di criticità legate alla presenza di aree ad elevato rischio ambientale.

Proprio per affrontare la complessità che le problematiche ambientali presentano si è imposta la necessità di costruire sinergie tra le istituzioni presenti sul territorio attraverso la collaborazione in materia di ricerca, innovazione e trasferimento di conoscenze a supporto delle attività istituzionali della Provincia.

Con l’Accordo siglato l’Imaa-Cnr fornirà supporto tecnico-scientifico alla Provincia di Potenza – ed in modo specifico l’Ufficio Ambiente dello stesso Ente – nel campo delle tecnologie innovative per il controllo e la salvaguardia ambientale.

Alla firma dell’Accordo Collaborazione sono intervenuti il Presidente della Provincia, Nicola Valluzzi, il dirigente dell’Ufficio Ambiente, Antonio Santoro ed il Direttore dell’Imaa-CNR, Vincenzo Lapenna.

Benessere Equo Sostenibile: il sito con le analisi delle Province. L’esperienza della Provincia di Cremona

Si chiama Benessere Equo e Stostenibile delle Province il progetto che raccoglie in un unico sito  http://www.besdelleprovince.it/ tutte le esperienze e le analisi raccolte nei 25 enti che hanno aderito all’iniziativa. Uno strumento utile alla programmazione e alla valutazione dell’azione amministrativa locale, da fondare su un sistema organico di informazioni statistiche di qualità elevata, coerenti e pertinenti, condiviso dalle comunità locali degli stakeholders, implementabile nel breve-medio periodo e aggiornabile con continuità nel tempo.

Il quotidiano l’Avvenire di oggi racconta, nell’articolo che alleghiamo,  l’esperienza della Provincia di Cremona.

Documenti allegati:

L’attuazione della legge 56 in ambito regionale

La Legge 56/2014 (Legge Delrio) ha rivisto profondamente ruolo ed organizzazione delle Province, trasformate in enti territoriali di area vasta.

Questa riforma ha istituito le città metropolitane di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria e ha trasformato le Province in enti di secondo grado. Allo stesso tempo ha introdotto una nuova disciplina in materia di unioni e fusioni di comuni.

Sono organi di governo della Provincia: il Presidente, il Consiglio provinciale e l’Assemblea dei Sindaci. Il Presidente e il Consiglio provinciale sono organi elettivi di secondo grado, eletti dai Sindaci e dai Consiglieri dei comuni della provincia. L’Assemblea dei Sindaci è composta dai Sindaci dei comuni della provincia. Tutti gli incarichi sono a titolo gratuito.

La Legge  56/2014 aveva fissato al 31 dicembre 2014 il termine ultimo per le Regioni per approvare le proprie leggi di riordino delle funzioni delegate o trasferite alle Province. Nel settembre 2014, al fine di accelerare tale adempimento, Governo, Regioni, Province e Comuni hanno siglato, in sede di Conferenza Unificata, un Accordo nel quale la data del 31 dicembre veniva individuata non più per l’approvazione delle leggi regionali, ma quale limite temporale per la presentazione di idonei dispositivi normativi.

Allo stato attuale, una legge regionale di riordino è stata approvata da tutte le 15 Regioni a statuto ordinario:

 

  1. TOSCANA: Legge regionale 3 marzo 2015 n. 22 “Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni). Modifiche alle leggi regionali 32/2002, 67/2003, 41/2005, 68/2011, 65/2014”

 

  1. UMBRIA: Legge regionale 2 aprile 2015, n. 10 “Riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative di Comuni e comunali – Conseguenti modificazioni normative”

 

  1. LIGURIA: Legge regionale 10 Aprile 2015 n. 15 “Disposizioni di riordino delle funzioni conferite alle province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)”

 

  1. MARCHE: Legge regionale 3 aprile 2015, n. 13 “Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province”

 

  1. CALABRIA: Legge regionale 22 giugno 2015, n. 14 “Disposizioni urgenti per l’attuazione del processo di riordino delle funzioni a seguito della legge 7 aprile 2014, n.56”

 

  1. LOMBARDIA: Legge Regionale 8 luglio 2015 , n. 19 “Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specificità dei territori montani in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)”

 

  1. EMILIA-ROMAGNA: Legge regionale 30 luglio 2015 n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni”

 

  1. ABRUZZO: Legge Regionale 20 ottobre 2015, n. 32 “Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative delle Province in attuazione della Legge 56/2014.”

 

  1. PIEMONTE: Legge Regionale 29 ottobre 2015, n. 23 “Riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni).”

 

  1. VENETO: Legge Regionale 29 ottobre 2015, n. 19 “Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative provinciali”

 

  1. PUGLIA: Legge regionale 30 ottobre 2015, n. 31 “Riforma del sistema di governo regionale e territoriale”.

 

  1. BASILICATA: Legge Regionale 6 novembre 2015, n. 49 “Disposizioni per il riordino delle funzioni provinciali in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 s.m.i.”

 

  1. CAMPANIA: Legge Regionale 9 novembre 2015 n. 14 “Disposizioni sul riordino delle funzioni amministrative non fondamentali delle province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 e della legge 23 dicembre 2014, n. 190”

 

  1. MOLISE: Legge Regionale 10 dicembre 2015, n. 18 “Disposizioni di riordino delle funzioni esercitate dalle Province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)”

 

  1. LAZIO:  Legge regionale 31 Dicembre 2015, n. 17 “Legge di stabilità regionale 2016” (cfr. articoli 7-8-9)

 

 

Nelle 3 Regioni a statuto speciale interessate, una legge di riordino degli enti locali di area vasta è stata approvata, ma in Sicilia è in corso di revisione per quanto riguarda le disposizioni su cui lo Stato ha fatto ricorso alla Corte costituzionale.

 

 

 

 

 

 

Gli atti del convegno Upi Emilia Romagna “ La prevenzione della corruzione alla luce dell’aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione (PNA)”

Ecco le relazioni del seminario sul Piano Naizonale Anticorruzione che si è tenuto a Bologna il 20 gennaio 2016

Salvatore Pilato, Procuratore regionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna: “La responsabilità amministrativa nell’approvazione e nell’attuazione del piano di prevenzione della corruzione”.

Adriano Gribaudo, Magistrato della Corte dei Conti Sezione Controllo del Piemonte  “L’Aggiornamento del PNA 2015 in materia di sanità”.

Riccardo Patumi, Magistrato della corte dei Conti Sezione Controllo dell’Emilia Romagna “Il punto sulla rotazione degli incarichi”

Gaetano Palombelli  Responsabile area Istituzionale Ufficio studi Upi “Le difficoltà degli Enti locali nell’ottemperare alle prescrizioni in materia di prevenzione dellla corruzione”

Giuseppe Piperata Docente SP.I.S.A. di Bologna “Corruzione e contratti pubblici alla luce dell’aggiornamento del PNA 2015”

Andrea Antelmi Esperto organizzazione e gestioen risorse umane degli Enti locali “Il coinvolgimento dei dipendenti per affermare l’imparzialità dell’azione amministrativa anche alla luce dell’aggiornamento 2015 del PNA”

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