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Legge stabilita’ e Province: dall’Upi appello al Senato Pastacci “Modificare le norme sul personale”

“Il Senato ha la possibilità’ di intervenire a modificare l’emendamento del Governo sul personale delle Province e delle Citta’ metropolitane: cosi come e’ ora rischia di produrre effetti davvero preoccupanti per l’occupazione e complica ulteriormente la gia’ difficile attuazione della riforma Delrio”. E’ l’appello del Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci alla Commissione bilancio del Senato, dove tra oggi e domani si discuteranno gli emendamenti alla finanziaria sulle Province e sulle Citta’ metropolitane.

“Nei nostri enti la giustificata preoccupazione dei dipendenti sta creando un clima di allerta sociale: e’ necessario dare risposte a 20 mila persone che vedono messo a rischio il loro futuro lavorativo. Le soluzioni possibili ci sono, e sono soluzioni che partono, prima di tutto, dal percorso di attuazione della riforma delle Province, che sposta funzioni e il personale corrispondente in altri enti.  Il Senato prenda in considerazione queste proposte e non sottovaluti la crescente tensione che si va creando nei territori”.

Legge di Stabilità Pastacci “Aspettiamo il maxiemendamento del Governo. Nei territori situazione critica”

“Aspetteremo di conoscere le decisioni che il Governo prenderà nel maxiemendamento che depositerà stasera in Senato. Certo, nei territori la situazione è critica: per il personale delle Province non si apre uno scenario definito ne’ si stabilisce un percorso chiaro. Gestire cosi l’attuazione della riforma delle Province e delle Città metropolitane è davvero impossibile”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, intervenendo nella conferenza unificata dove Regioni, Province e Comuni erano chiamati a dare un parere sulla Legge di stabilità, parere che ovviamente non è stato reso.

“Il Governo metterà quello che vuole nel maximendamento, certo, in una situazione di normale dialettica, le novità non dovrebbero uscire da decisioni unilaterali ma da un confronto tra tutte le istituzioni. In questo momento siamo nella  totale incertezza e mancanza di punti di riferimento. Voglio ribadire – ha concluso Pastacci – che oltre alla gravissima situazione legata al destino del personale delle Province e delle Città metropolitane, resta, con il taglio di 1 miliardo, l’emergenza sui servizi essenziali, dalla gestione e manutenzione di strade e scuole agli interventi sull’ambiente, che questa manovra mette a rischio già a partire dal 1 gennaio prossimo”.

 


Riordino Province, i presidenti di Ascoli Piceno e Fermo:”Evitare il caos istituzionale e garantire la continuità dei servizi”

A margine della conferenza stampa sull’iter per la ricostruzione del ponte in località Rubbianello, i Presidenti delle Province di Ascoli Piceno e Fermo hanno anche fatto cenno alla difficile fase di riordino che stanno vivendo attualmente le Province con il corto circuito istituzionale che rischiano di provocare provvedimenti legislativi tra loro contrastanti, che vanno assolutamente armonizzati e corretti.

 

Con i tagli insostenibili previsti dalla Legge di Stabilità che si tradurrebbero in minori entrate per 5 milioni e 100 mila euro per la Provincia di Ascoli e circa 3 milioni e 39 mila euro per la Provincia di Fermo nonché con l’emendamento che propone la riduzione del 50% del personale, palesemente in contraddizione con la Legge Delrio – hanno evidenziato con preoccupazione Cesetti e D’Erasmosi rischia la confusione organizzativa e la paralisi dell’attività delle Province che non potrebbero garantire servizi essenziali come scuole, strade e tutela dell’ambiente, dando quelle risposte sul territorio a cui i cittadini hanno diritto“.

 

Siamo pronti a fare la nostra parte – ha affermato il Presidente D’Erasmo – ma tutti i soggetti coinvolti devono fare la propria e mi auguro che le Regioni si facciano presto soggetto attivo del processo di riordino che altrimenti non può avere seguito. A tale riguardo, chiedo con forza alla Regione Marche di recuperare il ritardo e varare, entro fine anno, la legge che definisce le competenze delle Province marchigiane, oltre a quelle fondamentali attribuite dallo Stato, adempimento indispensabile per evitare il collasso istituzionale e finanziario degli Enti di Area Vasta“.

 

Legge di stabilità: il Presidente della Provincia di Pisa al Consiglio Nazionale Anci

“Quella delle nuove province resta la criticità più grave e investe in pieno le responsabilità dei comuni che le gestiscono. Condividiamo l’allarme e l’appello del presidente Fassino. Serve emendare la legge di stabilità. Il taglio delle risorse rende la legge Delrio inattuabile e non consente di gestire le competenze fondamentali quali scuole, strade e difesa del suolo. L’esubero del personale slegato dalle funzioni è una scelta che non si giustifica”.

Così il presidente della Provincia di Pisa Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, è intervenuto nella riunione del Consiglio nazionale dell’Anci.

“Va scongiurata una drammatizzazione – ha aggiunto Filippeschi – oggi i dipendenti sono giustamente preoccupati per l’incertezza e per il dissesto generalizzato che s’imporrebbe. Ci sono già molte mobilitazioni sindacali in corso. Dobbiamo poter dare risposte alle nostre comunità assicurando le funzioni e garantire il lavoro, con strumenti di mobilità e flessibilità. Anche le regioni devono poter fare la loro parte impiegando le risorse che rivendicano per compensare il trasferimento delle funzioni”. 

 

Legge di stabilita’: l’emendamento del Governo agli interventi sulle Province e il fascicolo dei sub emendamenti Upi

Si allega l’emendamento del Governo alla Legge di stabilita’ riguardo le Province, depositato in Commissione Bilancio al Senato sabato 13 dicembre. Si allega inoltre il fascicolo dei sub emendamenti al testo del Governo elaborato dall’Upi. La scadenza per il deposito dei subemendamenti in Commissione Bilancio al Senato e’ fissata per le 16 della giornata odierna.

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Legge di stabilità e attuazione riforma Delrio: ancora un nulla di fatto

“Il Governo non ha ancora definito l’emendamento che consegnerà domani alla Commissione Bilancio del Senato e che dovrebbe intervenire a modificare l’impatto della Legge di stabilità sulle Province. Senza questo intervento, il processo di attuazione della Legge Delrio è di fatto bloccato”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, al termine della riunione della Conferenza Unificata e dell’Osservatorio nazionale, nel quale si attendevano indicazioni dal Governo sulla alla legge di stabilità, che taglia alle Province per il 2015 1 miliardo e 182 milioni. “C’è stato invece – sottolinea Pastacci – l’ennesimo rinvio e nessuna risposta. Ma i tempi sono strettissimi: secondo la Legge Delrio il 1 gennaio 2015 le Province non dovrebbero più occuparsi dei corsi di formazione professionale, dei centri per l’impiego, degli interventi per l’agricoltura, di politiche per il turismo, la cultura. Ma se non si decide chi si occuperà di questi servizi, senza più le risorse per finanziarli, resteranno chiusi. C’è poi l’emergenza del personale delle Province, che ha il diritto  di sapere dal 1 gennaio dove lavorerà, se avrà ancora un lavoro e di cosa si occuperà: è una risorsa che va tutelata e che merita il massimo rispetto. Aspetteremo con senso istituzionale che il Governo abbia definito le risposte – conclude Pastacci – ma non possiamo che ribadire che di tempo sarebbe ormai scaduto”.  

Legge di stabilità: l’articolo del quotidiano La Repubblica sull’emergenza tagli alle Province

La mappa dei tagli al perosnale Regione per Regione Leggi di più

Legge di stabilità: su La Repubblica l’allarme delle Province

“Province, l’ora del caos per ventimila esuberi porte chiuse dalle Regioni e paghe a rischio nel 2015”. Pastacci, Presidente dell’Upi “Non si possono certo abolire i servizi ai cittaidni solo perchè le deleghe non sono state ancora trasferite”. Annunciate proteste clamorose “Porteremo le fasce tricolori ai prefetti. Decidano loro se chiudere le strade e spegnere le caldaie”. Cortocircuito tra i tempi della rforma Delrio e il taglio di un miliardo dei fondi statali. I nuovi compiti non sono ancora stati riaprtiti tra le vari amministrazioni. E gli impiegati sono nel limbo”.

In allegato, l’articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 7 dicembre 2014

Documenti allegati:

Legge di stabilità e attuazione riforma Delrio: domani l’Upi all’Osservatorio nazionale

“Domani, alla riunione dell’Osservatorio nazionale sull’attuazione della riforma Delrio, porteremo il quadro rispetto a quanto fatto dalle Province negli Osservatori regionali in attuazione del decreto del Governo sulla mappatura delle funzioni degli enti . Le Province hanno fatto quello che dovevano nei tempi previsti, adesso spetta alle Regioni, entro 15 giorni, validare i dati e inviare tutta la documentazione all’Osservatorio centrale. Ma i segnali che abbiamo dai territori sono di forti difficoltà, sia per la mole di dati che le Regioni devono analizzare, sia a causa del taglio di 1 miliardo alle Province che di fatto sta bloccando tutto il processo”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, sottolineando come “L’atteggiamento del Governo con la  Legge di stabilità si sta rilevando l’ostacolo più duro all’attuazione della riforma delle Province.  Per questo domani ci aspettiamo che nel corso della riunione si faccia sintesi della mole di dati che sono stati richiesti alle Province e consegnati alle Regioni e  si presentino soluzioni adeguate all’emergenza tagli.  Noi  – sottolinea Pastacci – non possiamo accettare che il Governo nel 2015 mandi gli enti in dissesto e vogliamo attuare la Legge Delrio, e questo è possibile solo se il Governo garantisce la piena copertura delle funzioni fondamentali che sono state assegnate alle Province dalla riforma: gestione delle strade, delle scuole, tutela dell’ambiente e assistenza ai Comuni”.

Legge di stabilità, Pastacci “Governo taglia 1 miliardo di servizi ai cittadini”

Incontri in tutte le Province con i Sindaci, con i dirigenti scolastici, con le rappresentanze degli studenti, con le Associazioni dei cittadini e con le rappresentanze delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali per spiegare, nel concreto, quali sono i servizi che rischiano di saltare se la Legge di stabilità sulle Province non cambia. E’ quanto hanno deciso i Presidenti di Provincia, riuniti in Assemblea a Roma, e che vedrà impegnati gli amministratori la prossima settimana, contemporaneamente all’avvio in Senato dell’iter di discussione della Legge d stabilità. “Deve essere chiaro – ha detto il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci – che si sta tagliano 1 miliardo di servizi ai cittadini, non alle Province. Vogliamo che i nostri cittadini sappiano quale saranno le conseguenze della scelte del Governo  contro le Province, che conoscano quali sono i servizi che rischiano di scomparire, quali le scuole che non potremo più manutenere e  quali le strade che saremo costretti a chiudere a causa dei tagli del Governo Renzi. Da oggi – ha aggiunto – iniziamo il confronto con i gruppi in Senato per chiedere con forza di ascoltare le ragioni dei territori e delle comunità: è stata approvata una legge di riforma delle Province non più tardi di 6 mesi fa, salutata anche in Parlamento come una grande riforma in grado di cambiare il modo di amministrare. Adesso questi stessi parlamentari ci spieghino perché hanno deciso che questa riforma debba morire sotto i tagli del bilancio dello Stato ancora prima di iniziare a prendere forma”.

Legge stabilità Valluzzi “ Non garantiamo l’attuazione di una riforma in cui non crede più nemmeno Governo”

“Se l’impatto della Legge di stabilità sulle Province non viene modificato in Senato, allora non possiamo che pensare che nemmeno il Governo crede più nella riforma Delrio. A questo punto neanche noi possiamo più garantirne l’attuazione” Lo ha detto il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, intervenendo oggi  all’Assemblea di Presidenti di Provincia a Roma. “Il  Governo sta lavorando ad emendamenti correttivi, ma a quanto abbiamo potuto constatare, si tratta di risposte inefficaci. Quello che vogliamo sia chiaro è che questo atteggiamento, incomprensibile,  non si chiudono semplicemente le Province, si chiudono i servizi , si abbandonano le infrastrutture e i cittadini”.

 

Legge stabilità: domani a Roma Assemblea Presidenti Province

“Aspettiamo ancora di conoscere ufficialmente quale sia il testo dell’emendamento che il Governo vuole portare in Senato per intervenire sulle norme per Province e Città metropolitane.  Certo è che ci aspettiamo che in Senato si apra una vera riflessione, e che non avvenga quanto accaduto alla Camera dei Deputati, dove, pur avendo i gruppi presentato emendamenti migliorativi, con l’adeguata copertura finanziaria, al momento della discussione in Aula sono stati tutti ritirati”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, annunciando per domani, 4 dicembre, l’Assemblea dei Presidenti di Provincia, che si riuniranno a Roma (Palazzo Santa Chiara, Piazza di Santa Chiara, 14,  ore 10,30 – 14,00) per discutere delle iniziative da intraprendere sulla Legge di stabilità e fare il punto sullo stato di attuazione della riforma Delrio sui territori. “Qualunque sia l’emendamento che il Governo intende presentare in Senato – afferma Pastacci – certo è che deve essere coerente con l’attuazione della Legge Delrio e deve  essere in grado di produrre risultati  reali nel 2015.  Non si può da una parte avviare un processo di riforma che, anche attraverso il  lavoro che si sta portando avanti negli Osservatori regionali, impegna la istituzioni nel ridisegno dell’amministrazione dei servizi a livello territoriale, e dall’altra di fatto bloccarlo prima che inizi con tagli ai bilanci che azzerano quegli stessi servizi, dalla manutenzione delle scuole e delle, strade alla tutela dell’ambiente.

Accanto a questo, vogliamo monitorare il processo di attuazione della riforma Delrio sul territorio: a quanto ci risulta quasi tutte le Province hanno completato il monitoraggio imposto dal Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri del 12 novembre scorso, e hanno consegnato i dati agli Osservatori Regionali. Il 10 dicembre prossimo faremo il punto nell’Osservatorio nazionale, per capire cosa si farà ora con tutta la mole di dati che ci è stato chiesto di fornire”.

 

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