Pubblichiamo le slides proiettate all’Assemblea Nazionale dell’Upi del 28 gennaio 2015
Pubblichiamo le slides proiettate all’Assemblea Nazionale dell’Upi del 28 gennaio 2015
Le ripercussioni sulle Province del Fvg del progetto di legge costituzionale n. 77 d’iniziativa del senatore Pegorer (di cui la Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica ha avviato nei giorni scorsi l’esame) sono al centro della lettera che il presidente dell’Upi Fvg Pietro Fontanini ha inviato al Ministro per le riforme costituzionali Elena Boschi e ai componenti della I Commissione del Senato. Fontanini critica il contenuto del disegno di legge per le conseguenze sulle attuali Province. “In base alla disposizione transitoria contenuta nell’art.2 del progetto di legge – spiega Fontanini – le attuali Province possono essere soppresse anzitempo, con legge regionale ordinaria, una volta entrata in vigore la legge costituzionale di modifica dello Statuto di autonomia del Fvg. Una disposizione che, se recepita, non solo provocherebbe immediate ripercussioni negative sul regolare svolgimento del mandato amministrativo ma che si pone in palese contrasto con il diritto degli enti elettivi, e dei loro rappresentanti legittimamente eletti, al compimento del mandato conferito nelle elezioni”. Ma, è il complesso della provvedimento in esame che risulta non condivisibile, per quanto analogo alla proposta di legge nazionale approvata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e presentata al Senato il 6 febbraio 2014. “La legge 56/2014 nota come Delrio – ricorda Fontanini – non dispone la soppressione delle Province ma le trasforma in enti di secondo grado, con proprie funzioni di governo del territorio. In coerenza con questa disciplina rammento che l’originaria proposta di riforma della II parte della Costituzione presentata dal Governo, confermava la permanenza di una competenza legislativa esclusiva dello Stato sull’ordinamento non solo dei Comuni e delle città metropolitane, ma anche degli enti di area vasta. Interventi di esclusivo rilievo regionale possono quindi introdurre segnali contraddittori che porterebbero non a semplificare ed a rendere più efficiente l’assetto del governo locale bensì a destabilizzarlo”. “Ritengo improprio – aggiunge Fontanini – che oggi la Commissione Affari Costituzionali del Senato possa avviare la discussione di ulteriori disegni di legge costituzionale di rilievo regionale ‘di soppressione delle Province’ che dovrebbero essere eventualmente presi in esame solo in esito all’approvazione del complessivo progetto di riforma del Titolo V, seconda parte, della Costituzione”. Al riguardo, Fontanini chiede che la riforma dello Statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia, nella parte in cui si rivolge al superamento delle Province, venga collocata in modo appropriato al termine del processo di riforma dell’ordinamento costituzionale in corso, con l’auspicio che esso coerente con l’ordinamento complessivo degli enti di area vasta avviato dalla Legge 56/2014.
I mutui potranno essere utilizzati per interventi straordinari di ristrutturazione, di messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico. Si potrà intervenire sulle scuole, ma anche su immobili dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica e sulle residenze per studenti universitari di proprietà degli enti locali. Con questo strumento potrà procedere anche all’edificazioni di nuovi edifici scolastici, si potrà intervenire sulle palestre e si potranno creare nuovi impianti sportivi nelle scuole.
La tempistica, così come anticipato nei giorni scorsi, è molto stringente: le Regioni entro il 31 marzo prossimo dovranno inviare al Miur e, per conoscenza, al ministero dell’Economia e delle finanze e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, i piani regionali triennali di edilizia scolastica redatti sulla base delle richieste presentate dagli enti locali tenendo conto di alcune priorità (quali le segnalazioni già inviate al Presidente del Consiglio nel mese di marzo; l’esaurimento definitivo delle graduatorie del D.L. 69/2013 convertito nella L. 98/2013 -decreto del fare; degli ulteriori progetti esecutivi immediatamente cantierabili, esecutivi o definitivi appaltabili relativi ad edifici scolastici di proprietà degli enti locali e non oggetto di altri finanziamenti statali).
Con un decreto che sarà emanato entro il prossimo 15 febbraio il MIUR ripartirà le risorse disponibili fra le Regioni che poi le gireranno agli Enti locali secondo le priorità di intervento (quali l’avanzato livello di progettazione, la capacità di cofinanziamento dell’opera da parte dell’amministrazione proponente definite,.. ecc.). In caso di mancata aggiudicazione provvisoria dei lavori entro il 30 settembre 2015 da parte degli anti locali competenti, il Miur con proprio decreto procederà alla revoca dell’assegnazione.
In allegato il testo del “DECRETO MUTUI”
Ammonta a 1, 7 miliardi di euro il totale di debiti, i cosiddetti residui perenti, che lo Stato ha nei confronti delle Province per risorse assegnate e mai trasferite dal 1996 ad oggi. “Finalmente – annuncia il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci – il Ministero dell’Interno ha preso oggi un formale impegno in Conferenza Stato Città a versare questa somma e ad estinguere il debito con un piano triennale. Si tratta di risorse – ribadisce Pastacci – che dal 1996 venivano inserite volta per volta nei bilanci dello Stato, come trasferimenti alle Province, ma che di fatto poi non sono mai state assegnate. Come Upi avevamo posto quella del saldo dei residui perenti come una delle priorità, tanto che diverse Province, soprattutto a seguito dei tagli pesantissimi subiti, hanno avviato azione di ingiunzione di pagamento allo Stato. L’impegno di oggi del Governo è un atto importante, che consentirà alle comunità di avere finalmente risorse che erano state destinate ai territori”.
’Il tempestivo riavvio del confronto sulle questioni relative alla legge di riforma della pubblica amministrazione’’. E’ quanto chiedono i presidenti di ANCI e UPI, Piero Fassino e Alessandro Pastacci, in una lettera inviata al ministro della Semplificazione Marianna Madia.
Dopo aver manifestato apprezzamento per la discussione sul disegno di legge appena ripresa dalla commissione Affari costituzionali del Senato, Pastacci e Fassino ricordano che ‘’il dibattito tra Governo e Autonomie sul provvedimento in sede tecnica e politica si e’ articolato in diverse tappe in Conferenza Unificata, in occasione delle quali le Associazioni scriventi hanno dato parere favorevole al disegno di legge, in considerazione di una valutazione generale positiva fatta dal Ministero alle nostre proposte fondamentali, in particolare per quanto attiene alla riforma della dirigenza pubblica e alle semplificazioni procedurali e del sistema dei controlli’’.
Da qui la richiesta del riavvio del confronto ‘’sugli argomenti di maggiore interesse per le Autonomie locali, al fine di inserire le proposte di modifica in sede di esame in Commissione al Senato’’.
“Siamo tutti impegnati in una intensa attività di collaborazione per consentire alle pubbliche amministrazioni di assorbire i circa 20.000 dipendenti delle Province che, secondo quanto stabilito dalle di Stabilità, dovranno essere dichiarati in soprannumero nei nostri enti. E’ un obiettivo impegnativo, che, perché sia pienamente raggiunto, ha bisogno di indicazioni certe da parte del Governo a tutte le amministrazioni statali e territoriali, altrimenti non sarà possibile garantire il futuro lavorativo e professionale di persone che sono e devono essere considerate una risorsa preziosa per il Paese”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, rivelando di avere per questo inviato una lettera al Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, per evidenziare le prime difficoltà e chiedere un intervento immediato. “La Legge di stabilità – ricorda Pastacci Ministro – prevede che le Regioni, i Comuni e le Amministrazioni centrali debbano prioritariamente assorbire il personale delle Province e delle Città metropolitane dichiarato in soprannumero, senza che gli stessi enti siano obbligati a versare alle amministrazioni che ricevono il personale il 50% della spesa annua per questi dipendenti. Eppure molte amministrazioni in questi giorni stanno emanando avvisi di mobilità che non tengono conto di queste norme: uno degli esempi più lampanti è il bando di mobilità per la copertura di 1.031 posti presso gli uffici giudiziari che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio 2015, che non considera né il criterio di priorità né quello della non onerosità, non dando alcun seguito alle scelte operate nella Legge di stabilità proprio per favorire un passaggio il più possibile semplificato di questi dipendenti. Eppure proprio gli uffici giudiziari sono in questi giorni da più parti richiamati, quasi fossero il naturale luogo di ricollocazione del personale delle Province. Per questo – afferma il presidente Pastacci – chiediamo al Ministro Madia di ribadire espressamente, anche attraverso una circolare a tutte le amministrazioni pubbliche, la previsione della non onerosità del processo di mobilità per le Province e le Città metropolitane e l’obbligo a dare priorità nei bandi di mobilità al personale in uscita delle Province e delle Città metropolitane. Solo in questo modo – conclude il Presidente dell’Upi – riusciremo a raggiungere l’obiettivo che è comune a Governo e Province: ricollocare tutto il personale, valorizzando le professionalità, senza che un solo esubero sia determinato da questo processo così complesso”.
Lo stato di attuazione della legge Delrio sul riordino delle Province e i provvedimenti assunti assunti a livello regionale sarà il tema al centro dell’incontro che il presidente Leopoldo di Girolamo ha convocato per martedì 27 gennaio alle 16,30 in Provincia. Alla riunione parteciperà l’assessore regionale alle riforme Fabio Paparelli che illustrerà quanto dalla Regione fatto finora e in particolare i contenuti del nuovo ddl modificato ieri dalla giunta regionale e gli step dell’osservatorio regionale. Alla riunione prenderanno parte la rsu della Provincia, i sindacati e i consiglieri provinciali. Della situaizone delle Province si parlerà anche al Consiglio provinciale in programma sempre martedì 27 ma alle 15,30. Il presidente di Girolamo ha riconfermato stamattina l’intenzione da parte di Anci, Upi e Cal di valutare in tempi strettissimi il disegno di legge regionale che modifica il ddl sulla riorganizzazione delle funzioni delle due Province umbre. “L’impegno di tutti gli enti, Regione, Anci, Cal e Upi – ha detto di Girolamo – è quello di lavorare congiuntamente per assicurare servizi efficienti ai cittadini e salvaguardare i posti di lavoro. Un impegno che condividiamo nelle forma e nella sostanza con sindacati ed rsu delle due Province umbre”.
Il dossier pubblicato in occasione della Assemblea dei Presidenti di Provincia, che si è tenuta a Roma il 15 gennaio 2015
Il prelievo di 1 miliardo dalle casse delle Province e il taglio del 50% del personale imposti dal Governo hanno prodotto una vera e propria emergenza sociale sui territori. Impossibile garantire servizi essenziali mentre l’allarme sociale tra il personale continua a salire. Questo il quadro descritto oggi dai Presidenti delle Province, riuniti in Assemblea a Roma per definire iniziative unitarie, anche in vista della nuova riunione dei Presidenti che si terrà il 28 gennaio prossimo.
La Legge di riforma delle Province è ferma – hanno detto i Presidenti – bloccata dai ritardi delle Regioni e dalle risorse delle Province prelevate dal Governo. Eppure l’impegno delle Province ad attuarla è sempre stato pieno, ma senza soldi – è stato ribadito nell’ Assemblea – i servizi non si erogano, e se le Regioni non decidono «chi fa che cosa» la riforma di fatto non esiste. La preoccupazione è che, con il prelievo di un miliardo dai bilanci delle Province, e senza leggi di riordino di riorganizzazione delle funzioni approvate dalle Regioni, gli enti nel 2015 andranno al collasso finanziario. Ad oggi 10 Regioni hanno solo approvato in giunta Disegni di legge di riordino, che ora devono iniziare l’esame in Consiglio, e in 5 Regioni non è stato ancora approvato alcun atto. La posizione dei Presidenti di Provincia e il quadro di emergenza sui sevizi essenziali e sul personale sarà riportato nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale per l’attuazione della riforma, che si terrà giovedì, per chiedere al Governo interventi da subito sul Milleproroghe in grado di mitigare l’impatto dei tagli sui servizi essenziali, e riportare le difficoltà che le Province incontrano negli Osservatori regionali per attuare la riforma.
In allegato, le slides sullo stato di attuazione della Riforma
Il “Decreto mutui” è quasi realtà: dopo aver ottenuto la firma del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca è ora in attesa della firma del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e del Ministro dell’Economia. Si tratta di mutui trentennali stipulati dalle Regioni i cui oneri di ammortamento (sia per la parte capitale, sia per la parte interessi) saranno a totale carico dello Stato. Le somme di cui potranno beneficiare gli Enti locali per la ristrutturazione e le nuovi costruzioni di edifici scolastici ammontano a circa 850 milioni di euro e saranno escluse dal computo del patto di stabilità interno. Il decreto prevede che le Regioni, nella predisposizione dei piani di edilizia scolastica redatti sulla base delle richieste degli enti locali, tengano conto di alcune priorità quali l’avanzato livello di progettazione, la capacità di cofinanziamento dell’opera da parte dell’amministrazione proponente (qui saranno le Regioni a dettare la regola).
Gli interventi saranno finalizzati alla messa in sicurezza, all’adeguamento sismico, all’efficientamento energetico degli immobili adibiti ad edilizia scolastica, ma anche alle nuove edificazioni.
I tempi per gli adempimenti saranno molto ristretti dal momento che le Regioni dovranno trasmettere al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca i piani regionali triennali entro il 31 marzo 2015. Il MIUR entro il 30 aprile 2015 inserirà gli interventi in un’unica programmazione nazionale. IL 30 settembre 2015, in caso di mancata aggiudicazione provvisoria dei lavori, l’assegnazione sarà revocata con decreto del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
Fonte: Struttura di Missione per il Coordinamento e l’impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione di edilizia scolastica (collegamento ipertestuale a http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole.html)
Nuovo incontro a Palazzo Balbi per l’Osservatorio Regionale per il Riordino delle Province. Presenti l’assessore regionale agli Enti Locali, Roberto Ciambetti, il presidente dell’UPI Veneto Leonardo Muraro, la presidentessa dell’Anci Veneto Mariarosa Pavanello i rappresentanti delle sigle sindacali Regionali. Questo incontro fa seguito a quello avvenuto in Provincia di Treviso la scorsa settimana e ha come oggetto la discussione della legge 56/2014 “Delrio” sul riordino delle Province.
È’ intervenuto nel dibattito il presidente dell’Upi Veneto, Muraro che ha ribadito la necessita’ di avere da parte della Regione una regia con una tempistica realistica e compatibile con i provvedimenti presi dal Governo. Noi ci stiamo muovendo, ad esempio ieri abbiamo deliberato il prepensionamento di 25 dipendenti, cosa che comunque crea un precedente. La nostra attenzione è rivolta però a trovare quanto prima una soluzione sostenibile, che dia risposte ai dipendenti e ai servizi per i cittadini. Mi auguro che entro marzo si riesca a trovare un punto di contatto e una soluzione alla questione. Le Province, ormai è noto, coi recenti provvedimenti del Governo non riusciranno a chiudere i bilanci in positivo e questo danneggerà ulteriormente i servizi svolti quotidianamente. Chiediamo risposte anche perchè ci sono delle criticità, in primis i servizi per i disabili, che vanno risolte a breve”.
Sempre oggi, la delegazione UPI Veneto ha incontrato il presidente del Consiglio Regionale e i Capigruppo in Regione per discutere del medesimo argomento.
L’assemblea dei due consigli provinciali di Potenza e Matera riuniti ieri in seduta congiunta, ha eletto all’unanimità il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, Presidente regionale dell’Upi (Unione delle Province Italiane) nella carica di Vice Presidenti, sono stati invece eletti, con funzioni vicarie Franco di Giacomo, (presidente della Provincia di Matera) e il consigliere della Provincia di Matera, Gianluca Modarelli.
Le indicazioni emerse nel corso dell’assemblea regionale saranno rappresentate nel corso dell’assemblea nazionale in programma il prossimo 28 Gennaio a Roma, che di fatto sancirà il punto di non ritorno del sistema delle Province Italiane facendo emergere le insuperabili difficoltà nella gestione di servizi e funzioni fondamentali per la vita di cittadini ed imprese lasciando migliaia di dipendenti in una condizione di totale incertezza.