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COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

 

Province: Gli auguri di Pastacci a Sergio Chiamparino,

nuovo Presidente della Conferenza delle Regioni

 

 

 “Auguri al nuovo Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, con il quale mi impegno fin da subito ad avviare un percorso di stretta collaborazione in rappresentanza delle Province italiane. Siamo infatti in un momento particolare in cui dobbiamo attuare la riforma delle istituzioni locali  per rendere più efficiente e funzionale tutta la pubblica amministrazione.” Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, sottolineando che “il Presidente Chiamparino, con la sua esperienza e autorevolezza, saprà costruire un punto di riferimento per definire posizioni condivise e unitarie delle Autonomie territoriali nei rapporti con il Governo e con il Parlamento.”

 

Roma, 31-07-2014

Riforma Province: emergenza tagli ai bilanci al centro della Stato Città Pastacci “Il Governo finalmente comprende. Ascoltarci avrebbe fatto risparmiare tempo”

“Se il Governo ci avesse ascoltato quando lanciavamo l’allarme sul rischio di mandare  a monte tutta la riforma delle Province e delle Città metropolitane a causa dei tagli insostenibili ai bilanci, avremmo risparmiato mesi e oggi saremmo davvero pronti a partire. Prendo atto che finalmente è stata compresa la necessità di tenere insieme le riforme istituzionali con le manovre economiche, e non posso che augurarmi che nei prossimi atti del Governo questa scelta sia attuata nel concreto”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, al termine della riunione della Conferenza Stato Città , tenutasi oggi al Ministero dell’Interno, nel corso della quale è stato ufficialmente comunicato dal Governo la volontà di operare, prima di applicare i tagli della spending review alle Province, un monitoraggio dettagliato dello stato dei bilanci, per verificare l’impatto delle manovre sui servizi erogati. “Nessuno – ha detto Pastacci al Ministro Alfano e ai Sottosegretari Bressa, Bocci e  Baretta presenti alla riunione – vuole consegnare ai sindaci che andranno alla guida delle Province in autunno, enti in disequilibrio, o peggio, in dissesto. Ne’ è sensato pensare di spostare funzioni e servizi ad altri enti, con il rispettivo personale, se non ci sono risorse adeguate per coprirli. Tra l’altro, ormai non si tratta più di tagli ai bilanci ma della sottrazione di risorse proprie delle Province per coprire la spesa pubblica centrale.  In tutto nel 2014 si tratta di 1,6 miliardi, risorse che utilizziamo per la manutenzione e gestione del 70% della rete viaria nazionale o per interventi necessari a rendere le scuole superiori non solo più belle, ma anche più accoglienti e sicure. Rivedere questi tagli è essenziale  per raggiungere l’obiettivo, che ormai ci siamo posti tutti, di consentire che la riforma delle Province e delle Città metropolitane non produca caos o disservizi ai cittadini.  Resta il tema della chiara riorganizzazione delle funzioni delle Province: vogliamo sapere come le Regioni intendono continuare ad assicurare i servizi sui territori, nel rispetto dei tempi che impone la legge. Entro il 31 dicembre 2014 – ha detto- il processo deve essere completato, per permettere alle Città metropolitane e alle nuove Province di entrare a regime dal 1 gennaio 2015 avendo ben chiaro chi fa che cosa, senza pregiudicare l’erogazione dei servizi ai cittadini e senza inutili duplicazioni. Non vorremmo – ha concluso Pastacci – che invece che riordinare le funzioni tra Province e Comuni, si assistesse alla nascita di ennesime agenzie e società regionali”.

D-l 90/2014 – misure urgenti Pubblica Amministrazione

Le principali modifiche apportate alla Camera dei Deputati all’articolo 23 (Interventi urgenti in materia di riforma delle province e delle città metropolitane) del DL 90/14,  riferite alla legge 56/2014, in  particolare stabiliscono che:

 

–          la data ultima per lo svolgimento delle elezioni di secondo livello degli organi provinciali per le province commissariate o scadute nel 2014 e per le Città Metropolitane è fissata al 12 ottobre, quindi l’ultimo giorno utile per la convocazione dei comizi elettorali è il 2 settembre (il quarantesimo giorno prima delle elezioni);

–          l’attribuzione dei seggi per il consiglio provinciale è riferita in primis alla lista e non al singolo candidato: questo vuol dire che la ripartizione dei seggi secondo il metodo D’Hondt deve essere operata sui voti raccolti dalle diverse liste;

–          gli oneri contributivi, i permessi retribuiti, i rimborsi spese per la partecipazione alle riunioni degli organi provinciali, nonché delle associazioni di rappresentanza, per gli incarichi di presidente dei Provincia, di Consigliere provinciale e di componente dell’assemblea dei sindaci sono a carico della Provincia.

 

      Inoltre siamo riusciti ad ottenere la cancellazione della norma contenuta al comma 14 della Legge 56/14, che imponeva per tutte le Province che andranno al rinnovo con organi di secondo livello in autunno, la gestione ordinaria, ovvero quella riferita all’articolo 163, comma 2 del TUEL. Abbiamo spiegato che con questa limitazione, che tra l’altro non avrebbe avuto nessuna base giuridica, si rischiava di compromettere per i prossimi sei mesi la gestione degli enti, bloccando di fatto qualunque investimento, pur a bilanci approvati.

 

        Un’altra importante novità è stata l’approvazione dello spostamento dell’applicazione del taglio imposto a Province e Città metropolitane dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, da luglio al 10 ottobre 2014, scadenza che appare più coerente  con i termini di variazione dei bilanci di cui all’art. 175 TUEL (inizialmente era previsto lo slittamento a novembre).

 

      Relativamente al personale delle Province, alcune proposte emendative approvate affrontano in parte le problematiche sollevate dagli emendamenti proposti da Anci e Upi:

–       le risorse del fondo di sostegno ai processi di mobilità sono, in sede di prima applicazione destinate, oltre che agli uffici giudiziari, anche alla “piena applicazione della riforma delle province di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56”;

–       come le altre pubbliche amministrazioni, le province possono risolvere anticipatamente il contratto individuale di lavoro del personale dirigenziale con un preavviso di 6 mesi a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal 1° gennaio 2012, dall’art. 24, commi 10 e 12 del DL 201/11;

–       all’art. 11 si prevede per gli Enti locali un maggiore margine di autonomia nel ricorso alle forme di lavoro flessibile, coerentemente con l’esigenza di garantire servizi ai cittadini. La norma stabilisce che le limitazioni all’utilizzo di personale a tempo determinato, con convenzioni o con collaborazioni coordinate continuative, (previsti dall’articolo 9, comma 28, del D.L. 78/2010), non trovino applicazione nei confronti degli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione delle spese di personale previsti dalla normativa vigente (di cui ai commi 557 e 562 della L. 296/2006 ).

 

Da ultimo la prima commissione ha approvato un emendamento del Relatore che non da certezze circa la proroga dei contratti dei lavoratori precari delle Province.

 

Documenti allegati:

Protocollo di impegni per pagamento dei debiti della PA

Il 21 luglio scorso l’UPI ha sottoscritto, unitamente al Ministero dell’Economia, Conferenza delle Regioni, Anci, Confidustria, ABI, Cassa DDPP, Unioncamere ed altri rappresentanti delle categorie produttive, un protocollo di impegni volto a favorire ed accelerare il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Il tema è da molti mesi al centro dell’agenda politica del Governo, ed a tal fine sono stati complessivamente stanziati ad oggi circa 57 miliardi di euro. Con il protocollo di impegni si è inteso determinare e sottolineare la necessità di uno sforzo ancora maggiore, sia sotto il profilo delle possibili azioni politiche volte a rimuovere le cause che determinano tali debiti, sia sotto il profilo procedurale ed organizzativo, al fine di garantire celerità e fluidità dei processi di certificazione dei crediti da parte delle imprese e dei pagamenti da parte della PA.

In allegato, il testo del protocollo d’intesa

Documenti allegati:

Scuola, Edilizia Pastacci a Reggi “Il Governo spieghi ai ragazzi delle superiori perché per le loro scuole non c’è nessun investimento”.

“Il Sottosegretario Reggi elenca oggi gli interventi che il Governo ha messo in piedi per la messa in sicurezza delle scuole elementari e medie. Ma trascura di spiegare perché lo stesso Governo Renzi ha deciso che per le scuole superiori italiane non sia previsto nessun intervento. I 2 milioni e 500 mila ragazzi che studiano nelle superiori non hanno diritto a scuole belle, nuove e sicure? Spieghi loro perché”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, commentando le dichiarazioni del Sottosegretario Roberto Reggi a proposito degli interventi del Governo sull’edilizia scolastica. “Da più di due mesi abbiamo consegnato al Governo un monitoraggio completo con l’elenco di progetti di investimento necessari per le oltre 5.000 scuole superiori italiane. Oltre a facili rassicurazioni, non abbiamo avuto nessun segnale concreto del Governo per correggere l’errore grave commesso, per cui ai soli Comuni è stato concesso di escludere le spese per gli investimenti in sicurezza delle scuole dal patto di stabilità. Non consentire alle Province di poter accedere a questa misura vuol dire escludere dalla possibilità di investimento tutte le scuole superiori italiane che gestiamo. Se il Governo Renzi ha preso questa decisione, la spieghi ai presidi, agli alunni, ai professori delle superiori, che aspettano risposte”. 

Bilanci Province: al via ‘due diligence’ Upi – Ministero Interno – Ragioneria dello Stato

“I tagli ai bilanci delle Province imposti dalla finanziaria e dalla spending review stanno avendo impatti devastanti sulla tenuta dei servizi. Finalmente anche il Governo ha compreso la necessità di avviare una valutazione puntuale della situazione, per capire quanto le  minori risorse  a disposizione degli enti incidono sull’erogazione dei servizi e quale sia il rischio di portare le Province al dissesto.”  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, annunciando l’avvio di una due diligence sui bilanci delle Province che sarà realizzata da qui alla fine del mese dall’Upi, con il supporto della Direzione Finanza locale del Ministero dell’Interno, e della Ragioneria Generale dello Stato. L’analisi permetterà di acquisire una serie di dati finanziari delle Province per arrivare ad una rappresentazione quanto più puntuale possibile circa la sostenibilità del taglio di 444 milioni di euro per il 2014 imposti dalla spending review e  alle possibili conseguenze sul mantenimento del livello dei servizi. “Abbiamo richiesto con forza di avviare  la “due diligence” – spiega Pastacci – per verificare, con il Ministero dell’economia e con il ministero dell’Interno, l’effettiva sostenibilità dei tagli: noi riteniamo che dall’analisi emergerà la necessità di rivedere l’ammontare della manovra a carico delle Province per gli anni 2014 e 2015. ”. Oggi il Ministero dell’Interno  ha quindi inviato ad ogni Provincia, con posta certificata, un breve questionario sui dati finanziari, di consuntivo e previsionali, corredati dalle ipotesi dei tagli previsti dal Dl 66, in modo da poter prefigurare l’impatto sulla gestione del bilancio. Le Province hanno tempo fino al 28 luglio per compilare i moduli ed inviare i dati richiesti. “E’ per questo – conclude Pastacci – che stiamo chiedendo a Governo e Parlamento di rinviare a dopo l’estate il termine per il versamento all’erario dei 444 milioni richiesti alle Province”.

Investimenti: il Presidente Pastacci incontra il Ministro Lupi

“Nel 2013 le Province hanno destinato 2,1 miliardi di euro per la costruzione, la manutenzione e la messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di strade provinciali che gestiscono.  Di queste risorse, 1,2 miliardi sono stati utilizzati  per investimenti, il 50%  del totale delle opere cantierate dalle Province. Ma tra i tagli operati con le manovre economiche e con la spending review e i limiti imposti dal  patto di stabilità interno, la possibilità di investire delle Province si è ridotta drasticamente, con evidenti ripercussioni sia ai danni dei servizi ai cittadini che per l’economia locale. Per questo chiediamo al Ministro Lupi di sostenere nel Governo la nostra richiesta di escludere le spese per gli investimenti in infrastrutture dal patto di stabilità”. E’ la proposta avanzata dal Presidente del’Upi, Alessandro Pastacci insieme al Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, in un incontro avuto con il Ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi.

“I tagli ai bilanci e i limiti del patto di stabilità stanno creando vere e proprie emergenze nelle Province: ormai – hanno detto i presidenti al Ministro – in molte realtà non solo è impossibile assicurare gli interventi urgenti,  ma soprattutto non siamo più in grado di  programmare la manutenzione per i prossimi mesi, a partire dai piani neve per la rete viaria provinciale. In questa situazione da una parte si riducono i servizi ai cittadini, dall’altra aumenta l’ insicurezza e l’impraticabilità della rete stradale, con il rischio di isolare porzioni intere di territorio e delle loro collettività.

C’è bisogno – hanno concluso i Presidenti – di un piano straordinario di investimenti  sulle infrastrutture di comunicazione, che superi i ritardi e la marginalizzazione che ancora persistono in alcune aree del Paese, colmi il gap infrastrutturale che caratterizza il Mezzogiorno e contribuisca fattivamente alla crescita delle competitività”.

 

Riforme costituzionali: l’Upi incontra il Sottosegretario Pizzetti

“Nei passaggi in Senato, la riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi sul Titolo V, che prevedeva una netta ridefinizione dei ruoli di Stato, Regioni ed Enti locali per ridurre la spesa pubblica e i contenziosi, è stata profondamente cambiata ed il rischio è che invece che consegnare ai cittadini un apparato pubblico meno costoso,  si moltiplichino i centri di spesa e aumentino i contenziosi tra Stato e Regioni in  Corte Costituzionale”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, incontrando oggi il Sottosegretario al Ministero delle Riforme Costituzionali e ai rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti.  “Il nuovo testo all’esame del Senato – ha sottolineato Pastacci – prevede tra le norme finali  la conferma della competenza legislativa statale sugli enti di area vasta. E’ di certo una prima garanzia,  ma rispetto alla stesura iniziale del Governo, che confermava all’articolo 117 l’ordinamento dell’area vasta in capo allo Stato, questa nuova versione rischia di essere troppo debole, e tale da aprire nuovi contenziosi tra Stato e Regione sull’attribuzione delle funzioni e anche sulla disciplina elettorale delle Province.  Ogni Regione finirebbe per decidere in maniera autonoma come erogare i servizi, lasciando il via libera alla possibilità di creare gli ennesimi enti strumentali e società regionali su cui ormai è unanime la critica. Una condizione che non solo non è accettabile dal punto di vista di una chiara e coerente organizzazione dei servizi ai cittadini, ma che è in netto contrasto sia con l’obiettivo della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi che con la riforma delle Province e delle Città metropolitane avviata con la Legge Delrio, che in questo modo verrebbe definitivamente interrotta ancor prima di partire. Per questo – ha detto il Presidente dell’Upi consegnando al Sottosegretario Pizzetti, una proposta emendativa all’articolo 117– chiediamo al Governo di riaffermare nell’iter parlamentare della riforma costituzionale, la necessità di una normativa di riferimento nazionale per gli enti di area vasta che eviti la creazione di modelli diversificati da Regione a Regione, garantendo, come previsto in  tutti gli altri stati europei, la copertura costituzionale di questi enti la cui competenza ordinamentale deve restare in capo allo Stato”. 

 

 

AL VIA LE CITTA’ METROPOLITANE:INCONTRO ANCI E UPI PER ATTUAZIONE AL MEGLIO

Avviare un percorso per supportare gli amministratori comunali interessati al processo che porterà all’elezione dei consigli delle città metropolitane. E’ quanto hanno stabilito il Presidente dell’Anci, Piero Fassino, e il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, al termine del primo  incontro tra i sindaci delle Città metropolitane e i presidenti di provincia interessati ,che si è svolto oggi, presso la sede ANCI di Roma. Un impegno che segue il percorso stabilito dal recente protocollo d’intesa siglato da Anci e Upi per supportare e accompagnare   l’attuazione della Legge 56/14 di riforma delle Province e delle Città metropolitane.

“Nei prossimi giorni – hanno stabilito i due Presidenti – sarà inviata a tutti gli enti interessati una bozza di statuto elaborata dall’ANCI e un vademecum con la relativa documentazione sulle procedure elettorali elaborato dall’UPI, in modo da supportare gli amministratori in vista delle elezione dei consigli metropolitani che si svolgeranno il prossimo 28 settembre  e della successiva approvazione degli statuti metropolitani da parte delle conferenze metropolitane”. I Presidenti hanno ribadito la necessità di rispettare i tempi e le scadenze previste dalla legge.

Unanime l’allarme lanciato da presidenti di provincia e sindaci rispetto alla necessità di assicurare nell’immediato  la continuità dei servizi oggi gestiti dalle Province in vista del concreto avvio delle Città metropolitane. “In questa prospettiva – hanno ribadito Fassino e Pastacci – è essenziale che sia effettuata una “due diligence” sui bilanci provinciali, per verificare gli equilibri finanziari e il rispetto del patto di stabilità 2014, a seguito dei tagli intervenuti e di congelare almeno fino al 30 settembre, il termine entro il quale il Governo dovrà effettuare concretamente i tagli ai bilanci. Come è urgente – hanno aggiunto –  che sia abrogata la norma sulla gestione provvisoria dei bilanci delle Province,  al fine di garantire l’assolvimento dei servizi essenziali e delle funzioni istituzionali”.

E’ opportuno che anche a livello territoriale la gestione di questa fase avvenga congiuntamente e con il massimo coinvolgimento dei sindaci metropolitani e che sia rispettosa dei principi generali di sana gestione.

I Presidenti di Anci e Upi hanno concluso con l’esigenza di rilanciare la completa definizione del quadro normativo in ordine al finanziamento delle Città metropolitane. 


RIFORME COSTITUZIONALI

Da lunedì 14 luglio ore 11 inizierà l’esame in Aula al Senato del disegno di legge costituzionale 1429, nella versione approvata dalla prima Commissione.

 

Questo il calendario dell’Aula del Senato:

 

Lunedì 14 luglio (11-22) – Martedì 15 luglio (9.30-13.30) – (16-21) – Mercoledì 16 luglio (9.30-13.30) – (16-21) – Giovedì 17 luglio (9.30-13.30) – (15)

 

Gli emendamenti al ddl Cost. n. 1429 e connessi (Riforma costituzionale) dovranno essere presentati entro le ore 13 di martedì 15 luglio.

Si allega la lettera del Presidente Pastacci a tutti i Senatori con la proposta emendativa Upi 

 

In allegato:

  1. AS 1429A – Disegno di Legge di riforma costituzionale approvato in prima commissione
  2. Scheda sull’ Iter parlamentare della riforma del Titolo V cost. e gli enti di area vasta
  3. Lettera Upi con emendamenti
  4. Lettera ANCI –UPI con emendamento
Documenti allegati:

BILANCI PREVISIONALI RINVIATI AL 30 SETTEMBRE

Via libera al rinvio al 30 settembre dei bilanci previsionali 2014 per Comuni e Province.

EDILIZIA SCOLASTICA – AGGIORNAMENTI INTERVENTI GOVERNO

Il Governo ha reso noti i primi interventi del piano per l’edilizia scolastica, predisposti dall’Unità di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri consultabili on line sul sito del Governo 

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