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Iniziativa BE@CTIVE – Premio “The Best School”

Tra le attività si prevede il lancio di un concorso di video inchiesta giornalistica riservato alle scuole secondarie e la elaborazione di una ricerca sulle buone pratiche sviluppate a livello europeo, nazionale e territoriale.

La ricerca intende raccogliere le esperienze più rilevanti realizzate sul territorio italiano ed europeo in materia di politiche giovanili per la promozione della cittadinanza 2.0, con specifica attenzione ai 3 ambiti prioritari di riferimento di BE@CTIVE. In particolare, l’indagine avrà un focus sul ruolo della scuola nella promozione, diffusione e fruizione di strumenti innovativi per favorire la partecipazione e il coinvolgimento attivo dei giovani rispetto a: apprendimento scolastico, fruizione e valorizzazione del territorio, legame con la P.A.

Le 6 scuole che avranno segnalato le buone pratiche ritenute migliori a seguito di una analisi sulla trasferibilità e sostenibilità delle stesse verranno premiate con un riconoscimento in denaro di 1.500 euro ciascuno, da utilizzare per l’acquisto di attrezzature scolastiche.

Con la presente siamo dunque a richiedere la vostra collaborazione al fine di veicolare la presente iniziativa presso le scuole del territorio e poter così raccogliere le informazioni necessarie ad alimentare il database delle buone pratiche e ad elaborare il report di ricerca.

A tale scopo, allegata alla presente, una scheda di presentazione dell’iniziativa BE@CTIVE da inoltrare alle scuole, unitamente alla scheda per la segnalazione delle buone pratiche.

Per qualsiasi informazione o approfondimento sul progetto potete far riferimento alla dott.ssa Alessandra Butera, ai seguenti riferimenti: tel. 06 420 10 907 – 902; email: [email protected]

Documenti allegati:

Emergenza maltempo Provincia Reggio Emilia: domani ancora chiuse scuole

L’Unità di crisi per la piena del fiume Po coordinata dal prefetto vicario Adriana Cogode – riunitasi questa mattina in Prefettura alla presenza del presidente e della responsabile della Protezione civile della Provincia di Reggio Emilia, dei sindaci dei Comuni rivieraschi, di Aipo e delle forze dell’ordine – ha deciso quanto segue.

Scuole: tutte le scuole di ogni ordine e grado dei cinque comuni rivieraschi (Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla e Luzzara) rimarranno chiuse anche domani, giovedì 20. Per quanto riguarda la giornata di venerdì, una decisione verrà presa nel corso della riunione dell’Unità di crisi che si terrà domani. Già da ora, in considerazione della situazione determinatasi a seguito dell’evacuazione della frazione di Ghiarole, si è deciso che nel solo comune di  Brescello tutte le scuole rimarranno chiuse sino a lunedì compreso (le lezioni dovrebbero pertanto riprendere martedì).

Fiere e sagre: saranno sospese anche domani, giovedì. Per quanto riguarda la giornata di venerdì, una decisione verrà presa nel corso della riunione dell’Unità di crisi che si terrà domani.

Viabilità: restano in vigore fino a nuova comunicazione tutti i provvedimenti di chiusura al traffico relativi al ponte tra Boretto e Viadana e all’intera strada arginale (Sp 62R e Sp 2) da Brescello a Luzzara.

Il ponte tra Boretto e Viadana e la strada arginale nel solo
nel tratto di Sp 2
che va dalla rotonda della Cispadana di Tagliata fino all’innesto sulla Sp 35 (argine maestro) da Tagliata all’innesto con il ponte Guastalla-Dosolo, saranno riaperti a tutti i mezzi quando il livello del Po a Boretto tornerà a 7,50 metri, soglia che in base alle attuali stime dei tecnici di Aipo dovrebbe essere  raggiunto già nelle prime ore di domani, giovedì.

Si ricorda che sono comunque garantiti i collegamenti tra il Reggiano e il Parmense attraverso il ponte sull’Enza a Sorbolo e quelli tra il Reggiano e il Mantovano attraverso il ponte di Guastalla-Dosolo sulla Sp 35, raggiungibile dalla Variante Cispadana (uscita di San Giacomo) percorrendo via Sacco e Vanzetti a Guastalla (la stessa Cispadana garantisce anche i collegamenti tra tutti i cinque comuni rivieraschi).

Si rammenta, infine, che la strada arginale è interdetta non solo a ogni genere di veicolo, ma anche a cittadini e curiosi per consentire lo svolgimento in condizioni di massima sicurezza e  rapidità le verifiche degli argini ed eventuali operazioni di pronto intervento.

 

Per info in tempo reale sulla piena del Po e sulla viabilità consultare il profilo Twitter  @ProvinciadiRE e la pagina Facebook (Provincia diRE) della Provincia di Reggio Emilia.

Premio Veneto Awards 2014 per la PA a Upi Veneto

L’UPI Veneto, Unione delle Province del Veneto, è stato insignito del Veneto Awards 2014 nella categoria Pubblica Amministrazione. Il Veneto Awards è un premio che viene assegnato annualmente Milano Finanza, Capital e Italia Oggi alle realtà venete d’eccellenza.

 

“Non è facile di questi tempi fare l’Amministratore – ha detto alla premiazione il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – credo che ci voglia passione per lavorare bene in favore dei cittadini. Questo credo le Province Venete lo abbiano dimostrato, enti vicini al territorio che hanno sempre svolto il proprio compito, per erogare il miglior servizio possibile”.

 

Riforma Province FVG, Fontanini “L’improvvisazione al potere. Dalla Giunta regionale confusione, superficialità e dilettantismo”

“A quale versione è arrivato il disegno di riordino degli enti locali? Quarta? Quinta? Pare che dall’approvazione da parte della Giunta, avvenuta il 14 ottobre scorso, non passi giorno senza che vengano annunciate modifiche. Insomma, ad oggi, nessuno conosce il testo definitivo eppure in tutta fretta s’intende andare alla sua approvazione. E’ l’ennesima conferma dell’improvvisazione, della superficialità e del dilettantismo con cui la Giunta regionale sta affrontando un provvedimento così importante, spinta solo dalla volontà di imporre un disegno senza tener conto delle sue pesanti implicazioni”.

Pietro Fontanini, dalla presidenza dell’Unione delle Province, tuona contro il modus operandi della Regione su un tema, quello del riordino delle autonomie locali, centrale per il futuro del Friuli e per la difesa dell’autonomia “è sconcertante assistere al continuo sovrapporsi delle proposte in un materia – quella dell’ordinamento – che richiede ben altra ponderazione, rispetto delle leggi e della storia delle nostre comunità, ed un ascolto vero di tutti gli attori coinvolti nel processo della riforma, non solo di quelli compiacenti”.

Sulla tutela delle minoranze linguistiche “stiamo ribadendo da tempo – precisa Fontanini – che non può essere una funzione della Regione e pare che, finalmente, se ne sia resa conto. Ma questo elemento, per quanto fondamentale, è solo uno degli aspetti che nella riforma non funzionano. L’impianto normativo di base è fragile, approssimativo, non tiene conto delle norme nazionali vigenti e della realtà specie per quel che riguarda l’organizzazione dei servizi ed i costi che, con la riforma, aumenteranno sensibilmente a fronte di un fortissimo accentramento regionale, che produrrà maggiore burocrazia e rallentamenti operativi”.

“Non si può nemmeno immaginare che la gestione di servizi fondamentali ora in capo alle Province, come strade ed edilizia scolastica, venga stravolta e trasferita ad Unioni di cui ancora non si conoscono l’assetto, l’organizzazione e le risorse”.

Fontanini conclude con un appello alla V Commissione, cui spetta in questi giorni l’esame del Ddlr 68: “Confido nel lavoro e nella responsabilità del consiglieri affinché concedano al Friuli un’autentica opportunità di riordino istituzionale e non concorrano, invece, a determinare un risultato legislativo da esibire a Roma ma che non fa gli interessi dei cittadini e del sistema economico della nostra Regione”. 

 

Udine, 11 novembre 2014.

AVVISO PUBBLICO BE@CTIVE 2014: UPI – AGENZIA NAZIONALE GIOVANI (ANG)

Tutte le candidature sono state valutate seguendo i criteri di valutazione qualitativa indicati nelle Linee Guida per i proponenti.

A seguito degli esiti della valutazione, specifica comunicazione scritta verrà inviata nel mese di gennaio ai promotori delle proposte ammesse a finanziamento per la formalizzazione dei relativi Accordi. 

Documenti allegati:

LEGGE DI STABILITA’: L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI E I DATI DELL’IMPATTO DELLA MANOVRA SUI SERVIZI DI PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

I Presidenti di Provincia analizzata la Legge di stabilità 2015 che impone alle Province e alle Città metropolitane un taglio 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017, ritengono che non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane.

In questa condizione, se il Governo non riterrà di rivedere l’attuale impostazione, non possono assumersi alcuna responsabilità per le gravi conseguenze che da questo deriveranno per le comunità amministrate.

Servizi che, con la riforma Delrio, restano confermati: dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi, dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale, di cui 38 mila di strade montane, alla tutela dell’ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico.

Servizi che nel 2014 hanno avuto un costo di  3 miliardi e 188 milioni. Con i tagli imposti dalla legge di stabilità, nel 2015 le risorse su cui Province e Città metropolitane potranno contare per questi stessi servizi scende a 2 miliardi, per arrivare a 1 miliardo nel 2016 e all’azzeramento totale nel 2017.

Non si tratta di abolire le Province ma di chiudere servizi essenziali, di non potere assicurare il riscaldamento nelle scuole, lo sgombero della neve, la messa in sicurezza delle strade, la tutela del territorio e dell’ambiente.

I Presidenti di Provincia chiedono pertanto una presa di responsabilità da parte di tutti, e per questo,  oltre al confronto aperto con il Governo, chiedono incontri  a tutti i capigruppo in Parlamento fin dalla prossima settimana per rivedere l’attuale impostazione della manovra.

In allegato, l’OrdIne del giorno approvato dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia, la simulazione dei tagli sui bilanci di Province e Città metropolitane, l’impatto della manovra sui servizi erogati da province e Città metropolitana

Documenti allegati:

Legge di stabilità, Province: chiesto incontro ai capigruppo Camera

“Cari Onorevoli, abbiamo simulato gli effetti dei tagli imposti dalla Legge di stabilità sui bilanci delle Singole Province e Città metropolitane, e le criticità che emergono sono gravissime, tali da non potersi che tradurre in default e nell’impossibilità di erogare i servizi che sono in capo a questi enti”.  Lo scrive oggi il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, in una lettera inviata ai Capigruppo della Camera, con la richiesta di un incontro urgente  per avviare un confronto rispetto alle misure contenute nella manovra finanziaria a carico delle Province e delle Città metropolitane, in vista dell’avvio dell’iter di discussione e approvazione della Legge di stabilità 2015.  “La simulazione che abbiamo fatto sui singoli enti evidenzia che, in media, i tagli avranno una incidenza sulla spesa di Province e Città metropolitane pari al 51% dei bilanci degli enti,  condizione che evidentemente non consente agli enti di continuare ad assicurare l’erogazione dei servizi essenziali. E’ necessario e urgente verificare l’impatto sulle funzioni fondamentali, a partire dalle funzioni esercitate oggi per arrivare a quelle che dovranno restare in capo ai nuovi enti di area vasta di secondo livello dal 1° gennaio 2015”.  “Si tratta – ricorda il Presidente dell’Upi –  della gestione e la messa in sicurezza delle scuole superiori italiane, in cui studiano i 2 milioni e 500 mila studenti medi; della gestione e la messa in sicurezza della rete viaria provinciale, che rappresenta oltre il 70% della rete nazionale, la cerniera che tiene insieme la piccole e media imprenditoria italiana e attraverso cui viaggia il commercio e l’industria del Paese, e che, con l’inverno alle porte ha bisogno di risorse certe per assicurare lo sgombero della neve e l’antigelo; delle opere di salvaguardia e tutela dell’ambiente e  di contrasto al dissesto idrogeologico. Sono temi chiave – sottolinea – su cui non si può smettere di investire. Ci auguriamo che i capigruppo in parlamento sappiano comprendere questa nostra richiesta e che ci convochino già in settimana per avviare un confronto serio in pieno spirito di collaborazione e di responsabilità”.  

AVVISO PUBBLICO “NO BULLS BE FRIENDS” AZIONE PROVINCE GIOVANI 2014

Nell’ambito del Programma Azione ProvincEgiovani 2014, l’Unione delle Province Italiane e il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lanciano l’iniziativa intitolata No Bulls be Friends.

Il Progetto, nato al fine di sensibilizzare i giovani sul fenomeno del bullismo, vede come beneficiari diretti gli studenti degli Istituti Superiori delle province partecipanti che saranno coinvolti, attraverso un concorso, in laboratori di approfondimento sul tema del bullismo e attività teatrali.

Il progetto intende, infatti, promuovere la cultura del rispetto e dell’accettazione di sé e dell’altro attraverso l’arte teatrale, così da stimolare, altresì, la creatività dei giovani, la loro capacità di comunicare e favorire l’aggregazione giovanile nel rispetto dei principi di uguaglianza e fratellanza.

Verranno selezionate 12 proposte progettuali che avranno accesso ad un finanziamento pari ad € 8.500,00 per la realizzazione dei laboratori e della pièce teatrale e, al concorso, che prevedrà un premio finale pari ad un contributo in denaro per le prime tre classificate.

Per candidarsi all’iniziativa compilare il formulario di candidatura pubblicato sul sito www.provinceditalia.it e sul sito http://www.azioneprovincegiovani.it/.

 

Di seguito alleghiamo i documenti per la presentazione delle proposte progettuali nell’ambito dell’Avviso Pubblico 2014 “NO BULLS BE FRIENDS”

 

1. Avviso Pubblico

2. Linee Guida proponenti

3. Formulario di candidatura

4. Schede finanziarie


ALLEGATI

Allegato A – Dichiarazione capofila 

Allegato B – Identificazione bancaria

Allegato C – Identificazione legale

Per informazioni in merito al presente Bando scrivere all’indirizzo email: [email protected]

In allegato le FAQ, il presente documento contiene una prima raccolta di domande e risposte sull’iniziativa No Bulls be Friends, nell’ottica di fornire un’assistenza più puntuale su alcuni aspetti ai fini di una corretta candidatura.
L’elenco sarà oggetto di possibile aggiornamento.

A rettifica di quanto indicato sulle linee guida del presente Bando si comunica che è possibile inviare i Progetti relativi all’Avviso Pubblico No Bulls be Friends anche tramite PEC al seguente indirizzo: [email protected]





Documenti allegati:

Legge stabilità: Assemblea dei Presidenti di Provincia “Non garantiti i servizi essenziali: il Governo ci ascolti”

“I Sindaci neo eletti Presidenti di Provincia e gli amministratori provinciali, analizzata la Legge di stabilità 2015 che impone alle Province e alle Città metropolitane un taglio 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017, ritengono che non sia possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini in capo alle Province e alle Città metropolitane. In questa condizione, se il Governo non riterrà di rivedere l’attuale impostazione, non possono assumersi alcuna responsabilità per le gravi conseguenze che da questo deriveranno per le comunità amministrate”.

Questo l’allarme lanciato dai nuovi Sindaci Presidenti di Provincia e dagli amministratori provinciali che si sono riuniti oggi in Assemblea a Roma, per discutere dell’impatto della Legge di stabilità 2015 sui servizi garantiti dalle Province e dalle Città metropolitane.

Servizi che, con la riforma Delrio, restano confermati: dalla gestione e messa in sicurezza delle oltre 5.100 scuole superiori italiane, in cui studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi, dei 130 mila chilometri di rete viaria nazionale, di cui 38 mila di strade montane, alla tutela dell’ambiente e agli interventi contro il dissesto idrogeologico. Servizi che nel 2014 hanno avuto un costo di  3 miliardi e 188 milioni. Con i tagli imposti dalla legge di stabilità, nel 2015 le risorse su cui Province e Città metropolitane potranno contare per questi stessi servizi scende a 2 miliardi, per arrivare a 1 miliardo nel 2016 e all’azzeramento totale nel 2017.

 “Non si tratta di abolire le Province – sottolineano i Presidenti di Provincia – ma di chiudere servizi essenziali, di non potere assicurare il riscaldamento nelle scuole, lo sgombero della neve, la messa in sicurezza delle strade, la tutela del territorio e dell’ambiente. Serve una presa di responsabilità da parte di tutti, per questo,  oltre al confronto aperto con il Governo, chiediamo a tutti i capigruppo in Parlamento di incontrarci fin dalla prossima settimana per rivedere l’attuale impostazione della manovra”.

Riforma Province: Vertice tra UPI e ANCI a Palazzo Cisterna

La difficile situazione finanziaria delle Province piemontesi, le incognite sul riordino delle funzioni loro assegnate, il futuro della Città Metropolitana di Torino, che erediterà dal 1° gennaio 2015 funzioni e attribuzioni di quella che fu la prima Provincia italiana (istituita nel 1859); ma soprattutto il destino di servizi fondamentali di area vasta(dalla viabilità ai Centri per l’Impiego, dalle scuole medie superiori alla regolazione del trasporto pubblico) che le Province hanno sinora assicurato ai territori e ai cittadini e che ora sono nel limbo di un processo di riforma tutt’altro che concluso

 

Sono gli argomenti su cui l’Unione Province Piemontesi ha chiamato oggi pomeriggio al confronto i nuovi Presidenti, eletti il 12 ottobre scorso con il voto dei Sindaci e dei Consiglieri comunali dei rispettivi territori. All’incontro che si è tenuto a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede della Provincia di Torino, hanno partecipato il Sindaco Metropolitano e Presidente dell’ANCI, Piero Fassino, il Presidente dell’Unione Province Italiane Alessandro Pastacci, il Vice-Presidente della Provincia di Torino, Alberto Avetta e l’Assessore provinciale alle Attività Produttive, Sergio Bisacca.

 

Il confronto è stato dedicato ad una ricognizione della situazione finanziaria ed organizzativa degli Enti piemontesi di area vasta, in vista dell’insediamento di un tavolo regionale di confronto sulle risorse e sulle competenze delle Province e della Città Metropolitana, previsto all’inizio di novembre. L’Unione Province Italiane, l’ANCI e l’UNCEM intendono fare fronte comune per chiedere al Governo di ridurre il taglio di risorse per un miliardo e 300 milioni di Euro alle Province, previsto dalla Legge di Stabilità all’esame del Parlamento. L’Unione Province Italiane e l’ANCI chiedono inoltre al Governo una riduzione di 100 milioni di Euro del prelievo forzoso di risorse e l’azzeramento delle sanzioni agli Enti locali che sforano il Patto di Stabilità. I tagli operati dal Governo vanno peraltro ad aggiungersi alla riduzione dei trasferimenti regionali per l’esercizio delle funzioni delegate alle Province ed al calo degli incassi provenienti dall’IPT e dall’addizionale sull’assicurazione RC auto, delineando un quadro allarmante. La Provincia di Biella già oggi è in dissesto finanziario e potrebbe essere presto seguita da quelle di Verbania e di Asti. Non se la passano molto meglio anche le altre amministrazioni provinciali. La Provincia di Torino ha deciso recentemente di sforare il Patto di Stabilità per appaltare interventi di messa in sicurezza di zone in dissesto idrogeologico. L’equilibrio dei conti della costituenda Città Metropolitana potrebbe venir meno nel 2015, se venissero confermati i tagli ai trasferimenti statali e regionali ed il prelievo forzoso di risorse, stabilito quest’anno dal Governo e rinviato dal 31 luglio scorso al 30 aprile prossimo. C’è il rischio che neanche le programmate dismissioni immobiliari e di partecipazioni azionarie siano sufficienti a far quadrare i conti.

 

Durante le riunione odierna è anche emerso come i tagli dei trasferimenti statali non abbiano colpito in modo omogeneo tutte le Province italiane, perché le realtà territoriali sono molti diverse tra loro. Non si può, ad esempio parlare di costi standard per il riscaldamento delle scuole e la manutenzione della viabilità, perché da Nord a Sud le condizioni climatiche variano molto. Quello che è certo è che, oltre a vedersi praticamente azzerata la possibilità di effettuare scelte discrezionali sulle spese, le Province rischiano di non riuscire più a garantire il livello minimo di servizi. La Provincia di Cuneo, ad oggi, ha risorse per appaltare lo sgombero neve solo nel 50% della viabilità di propria competenza.  Senza contare il problema degli eventuali esuberi di personale, che alcune Province chiedono di poter affrontare con il prepensionamento dei dipendenti con maggiore anzianità.

 

A monte dei problemi finanziari sta però la questione della ricognizione e del riordino delle funzioni, su cui UPI, ANCI e UNCEM chiedono un confronto serrato con il Governo e con le Regioni. Perché le questioni delle risorse e del personale sono direttamente collegate con il tema delle funzioni, che debbono comunque essere esercitate e finanziate da un Ente. Oltre all’approvazione di un emendamento al Decreto “Sblocca Italia” che ridurrebbe di 100 milioni il prelievo di solidarietà imposto alle Province, UPI, ANCI e UNCEM chiedono quindi al Governo una valutazione complessiva delle risorse umane e finanziarie adeguate alle funzioni da riassegnare. E’ in fase di elaborazione  un documento con precise proposte di semplificazione e razionalizzazione amministrativa, su cui gli Enti locali si stanno confrontando, per poterlo sottoporre in tempi rapidi all’esecutivo.

 

 

Province e Città metropolitane, funzioni nuovi organi: la Circolare con i chiarimenti del Ministero per gli Affari Regionali e le autonomie

Poteri dei consigli metropolitani, proclamazione degli eletti, prima convocazione e presidenza del Consiglio metropolitano, insediamento dei Presidenti delle Province e del Conisgli provinciali, poteri del Presidente della Provincia, funzionamento degli organi provinciali in attesa di approvazione del nuovo statuto e disciplina delle province montane, rapporti tra sindaco e consiglio metropolitano e tra presidente e consiglio provinciale, applicabilità delle norme Tuel ai nuovi enti.
Queste le problematicità affrontate nella circoalre 1/2014 del Ministero delle Regioni e delle Autonomie locali, allegato alla notizia, che chiarisce i quesiti e precisa le modalità operative da seguire.

Documenti allegati:

Province Friuli Venezia Giulia: Sentenza Tar Fvg sospende le elezioni di secondo grado per la Provincia di Pordenone del 26 ottobre.

Giornata importante quella di oggi per le Province del Fvg. La decisione del Tar Fvg, resa nota nella tarda mattinata, che ha accolto il ricorso contro la legge regionale 2/2014 presentato da Alessandro Ciriani, presidente della Provincia di Pordenone e dall’Upi Fvg, Unione delle Province del Fvg, è stata salutata positivamente dai Presidenti e dai rappresentanti degli Enti di area vasta riuniti proprio oggi a Vito D’Asio per l’assemblea regionale. “Un segnale importante” ha commentato il presidente Ciriani nel ricordare che “il senso più profondo della sentenza è che nessuna riforma può essere varata privando il cittadino del proprio diritto a scegliersi chi lo deve amministrare e quindi a poterlo votare”.

Soddisfazione nelle parole del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini che proprio oggi si è insediato alla guida dell’Upi Fvg subentrando a Ciriani. “Un pronunciamento significativo quello del Tar Fvg sulla legge 2/2014 già bocciata dal Cal che, all’interno del testo, aveva individuato vizi e lacune. Di questa decisione, ora, la Regione Fvg dovrà obbligatoriamente tenere conto e non procedere frettolosamente. Altrimenti anche il riordino degli enti locali rischia lo stesso percorso. Quindi invito l’assessore Panontin a non essere precipitoso: lacune e inesattezze sono dietro l’angolo”.

“Prendiamo atto dell’ordinanza del Tar – ha affermato la presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat – che rinvia alla Corte Costituzionale la decisione ultima. Auspico che sulla riforma di riordino degli enti locali ci sia da parte della Regione la disponibilità e la possibilità di riflettere sul dispositivo. L’invito è a non aver fretta nel confezionare una riforma che tutti riteniamo necessaria ma che vista la portata richiede tempi e confronti”.

Per il presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta “la sentenza è giusta. Ha fermato il mercato di nomine che già si era costruito. Mi auguro che sia l’inizio di una nuova stagione di confronto tra le Province e la Regione”.

Il ricorso è stato presentato a seguito dell’emanazione del decreto dell’assessore regionale Paolo Panontin che fissava per il 26 ottobre la convocazione dei comizi elettorali per le elezioni di secondo livello della Provincia di Pordenone. A presentare l’istanza al Tar per Ciriani e per l’Upi Fvg sono stati gli avvocati Mario Bertolissi (costituzionalista di origini friulane, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Padova), Giuseppe Bergonzini e Giuseppe Sbisà. L’udienza si è tenuta mercoledì 8 ottobre.

 

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