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Riforma Province: Pastacci, Upi “Serve due diligence sui bilanci.

“Abbiamo fatto una prima verifica: nel 2014, con 1 miliardo e 200 milioni di tagli delle manovre economiche passate e 440 milioni di tagli della recente spending review, dovremo ridurre del 30% i servizi erogati ai cittadini perché non avremo i soldi necessari per garantirli. E’ in questa percentuale infatti che il taglio incide sulle risorse destinate alla gestione di oltre 130 mila chilometri di strade, che in autunno si riempiono di neve, di oltre 5.100 edifici scolastici, che devono essere gestiti in sicurezza e riscaldati, sul trasporto pubblico locale, sugli interventi a difesa dell’ambiente. Ed è il risultato delle scelte degli ultimi Governi, che hanno ridotto all’osso i bilanci delle Province senza considerare che questo avrebbe comportato l’emergenza sui territori. Emergenza che adesso, con la riforma delle Province e l’istituzione delle Città metropolitane,  ricadrà sulle spalle dei Sindaci, se non interverremo a riequilibrare la situazione”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, ribadendo la necessità che si faccia subito una due diligence sui bilanci delle Province. “Abbiamo chiesto al Governo di lavorare con noi alla verifica voce per voce dei bilanci delle Province, per appurare l’impatto che avrà sui servizi ai cittadini e alle imprese il taglio di 1 miliardo e 600 milioni totale per il 2014 –  di cui quasi 500 milioni sulle Province delle Città Metropolitane –  che ci hanno imposto con la manovra economica e la spending review. Lo ribadiremo – conclude il Presidente Pastacci –  nell’incontro che avremo giovedì con il Presidente della Corte dei Conti e nelle audizioni che avremo in settimana in Parlamento sul decreto legge 90 sulle semplificazioni, presentando emendamenti per riequilibrare i tagli ai bilanci, che oggi incidono su questi enti in percentuali molto superiori che negli altri comparti dello Stato”.

Riforma Province: Anci e Upi al Ministro Lanzetta

Anci e Upi considerano positiva la determinazione del Governo, espressa oggi dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Maria Carmela Lanzetta, a definire  entro la fine del mese il  decreto sul riordino delle funzioni delle nuove Province e delle Città metropolitane, previsto dalla  Legge 56/14,  e confermano piena disponibilità a collaborare e ad essere parte attiva di una  riforma che intendono contribuire ad attuare.  Per questo, in vista della definizione dell’accordo in Conferenza Unificata,  Anci e Upi hanno predisposto un documento unitario di proposte, inviato oggi al Governo, nel quale si sottolinea l’importanza dell’accordo sulle funzioni, un atto che secondo,  le due Associazioni, deve essere l’occasione per riordinare e semplificare il sistema di governo dei territori e che per questo deve essere colta da tutte le istituzioni, in primo luogo dalle Regioni. Obiettivo del riordino deve essere il superamento delle logiche di accentramento e l’assegnazione di tutte le funzioni amministrative in capo ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Province, ricomponendole in modo unitario in capo ad un unico livello istituzionale le per salvaguardare l’integrità di funzionamento degli enti, l’organizzazione del lavoro, l’efficienza dei servizi, e l’equilibrio finanziario. Equilibrio che può essere assicurato, scrivono nel documento Anci e Upi, solo se la riforma sarà accompagnata dalla garanzia della certezza di disponibilità di risorse adeguate. Quanto alle Città metropolitane, vera innovazione della riforma, Anci e Upi chiedono nel documento di assegnare a questi nuovi enti tutte quelle funzioni necessarie a rafforzarne adeguatamente la vocazione allo sviluppo  economico territoriale. Sarebbe grave, sottolineano Anci e Upi nel documento,  se il riordino delle funzioni, si traducesse invece nella creazione di ennesimi enti, consorzi e società, perché si tratterebbe di una vera e propria sconfitta per tutto il sistema di governo territoriale.

In allegato il documento unitario inviato al Governo

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Il Direttore dell’Upi al Convegno Anci sulle Province

La grande innovazione della riforma Delrio è rappresentata dalla nascita delle Città metropolitane. Ma questa innovazione non può tradursi nell’abbandono delle comunità al di fuori delle grandi aree urbane”. Lo ha detto il Direttore del’Upi Piero Antonelli, nel suo intervento al convegno Anci “I Comuni alla guida delle Province”. “L’ente di area vasta – ha sottolineato – serve a garantire lo sviluppo equilibrato di tutto il Paese. I Sindaci dei Comuni al di fuori delle grandi aree urbane -ha concluso Antonelli – hanno la responsabilità di assicurare l’attenzione necessaria all’Italia dei territori e dei piccoli Comuni”.

In allegato, le slides illustrate dal Direttore rispetto alle prospettive e alle criticità dell’attuazione della legge 56/14.

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Elezioni di secondo grado dei consigli metropolitani, dei presidenti delle province e dei consigli provinciali nelle regioni a statuto ordinario.

La Circolare inoltre che domenica 28 settembre 2014 ci sarà l’elezione di secondo grado dei consigli metropolitani, dei consigli provinciali e dei presidenti di provincia.

La circolare inoltre chiarisce:

  • che le Province sono enti competenti per l’organizzazione delle consultazioni elettorali;
  • quali sono le indicazioni per attuare le disposizioni sulla ponderazione del voto di secondo grado;
  • che sono eleggibili a consigliere provinciale e a presidente di Provincia anche tutti i consiglieri provinciali, tra cui i presidenti, delle Province i cui organi siano scaduti tra la fine del 2011 e il 2014 purché gli amministratori fossero in carica al momento della scadenza.

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Province: Di Giuseppantonio al Convegno Anci

 “I mesi che abbiamo davanti, fino alla definitiva trasformazione delle Province in nuovi Enti guidati dai Sindaci, si preannunciano davvero impegnativi, sia sul fronte dell’attuazione della legge di riforma delle Province sia nel confronto con Governo e Parlamento. Le Province e i Comuni sono impegnati insieme per dare piena attuazione alla Legge, ma servono interventi per evitare che i tagli ai bilanci compromettano l’avvio dei nuovi enti”. Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Enrico Di Giuseppantonio, intervenendo al convegno promosso dall’Anci “I Comuni alla guida delle Porvince”. Diversi i nodi evidenziati dal Vicepresidente “ L’attuazione della Legge – ha detto – non può prescindere dall’accordo sulle funzioni con le Regioni: è evidente che questo accordo è l’occasione per il Paese di cogliere una grande opportunità: quella di riuscire a mettere ordine tra chi gestisce le funzioni di governo territoriali. Alle Regioni chiediamo con forza di cogliere l’importanza di questa opportunità, perché è l’occasione per avviare la semplificazione degli enti locali, ricomponendo tutte le funzioni in capo agli enti che possono gestirle al meglio. Se invece l’operazione si dovesse tradurre nella creazione di ennesimi enti, consorzi e società, sarebbe davvero una sconfitta per tutto il sistema di governo territoriale. Ma il tema dello stato della finanza provinciale è una vera emergenza. Dobbiamo assicurare ai sindaci che governeranno le Province bilanci solidi e in grado di garantire i servizi essenziali. Con i nuovi tagli imposti dalla spending review non saremo in grado di farlo: il rischio e’ che con l’autunno saremo costretti a chiudere tratti di strada perche’ non saremo in grado di togliere la neve, o che non riusciremo a riaprire le scuole a settembre. Ne abbiamo discusso più volte con il Governo, proponendo di avviare,  una analisi della sostenibilità finanziaria dei bilanci delle Province rispetto all’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Questo permetterebbe di comprendere la reale capacità degli enti di sostenere i tagli, a fronte delle funzioni che dovranno gestire con la Legge 56/14.  Sono certo che su questi temi Anci e Upi potranno lavorare insieme in una forte azione unitaria per affrontare e portare a termine questi processi e riaffermare il ruolo centrale delle autonomie locali nel sistema paese.  Abbiamo davanti uno nuovo, importante, scoglio da superare – ha poi concluso –  rappresentato dalla riforma costituzionale. Il ruolo dei Sindaci nell’affermare l’importanza delle nuove Province al servizio dei Comuni per il governo dei territori sarà essenziale per confermare la necessità del mantenimento dell’ente di area vasta nel quadro istituzionale del Paese

Riforme: l’Upi al Convegno Censis sulle Province

“Lo studio presentato oggi dal Censis, che negli ultimi anni è stata tra le pochissime voci che ha levato forti critiche contro le campagne mediatiche e politiche ai danni delle istituzioni provinciali, conferma la necessità di un ente di governo di area vasta nel sistema istituzionale del Paese. E conferma anche la superficialità con cui il tema dell’abolizione delle Province è stato affrontato”.  Lo ha detto il Presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, intervenendo oggi  come rappresentante della Presidenza Upi all’incontro promosso dal Censis “Il vuoto dell’assetto territoriale” nell’ambito delle iniziative  “Mese sociale – I vuoti che crescono” del Centro ricerche. “Oggi, con questa ricerca, si torna ad aprire un confronto serio e meticoloso che analizza il sistema sociale, economico e politico del Paese, a partire dai territori, valutando gli effetti che le riforme sulle Province potrebbero avere. E’ evidente – ha sottolineato Baccelli – che  la vera questione da affrontare, quando si avviano riforme di questa portata, non è tanto e solo come ‘smantellare’ l’esistente, quanto piuttosto quali modelli alternativi produrre, altrimenti si rischia di creare quel vuoto su cui oggi il Censis lancia l’allarme. E’ un monito importante, che deve essere considerato soprattutto dal Parlamento, impegnato in una riforma costituzionale che, nell’ultima stesura, cancella completamente l’area vasta. Ma la dimensione territoriale provinciale – ha sottolineato il Presidente – rimane centrale nel Paese, perché il Paese, come emerge anche in questa ricerca Censis, è organizzato e si articola su area vasta:   popolazione, imprese e servizi, sistemi economici e lavorativi si muovo all’interno dell’area provincia. Se dunque si vuole evitare di produrre quel “vuoto dell’assetto territoriale” che oggi la ricerca Censis porta all’attenzione, è necessario che prima di tutto i Sindaci, che possono diventare i protagonisti della governance del territorio, guardino alle nuove Province come ad una opportunità e ad un valore aggiunto,  sfruttando a pieno le potenzialità di questi enti, in grado di mettere a rete servizi e politiche territoriali. Mi auguro – ha concluso Baccelli – che una volta “uccise” le Province come istituzioni, si salvino le province come territori, aree essenziali nel sistema economico e politico italiano per continuare a garantire lo sviluppo territoriale e i servizi essenziali a tutti i cittadini, non solo nei grandi Comuni ma anche nelle piccole comunità”.

Riforma Province: il Presidente dell’Upi incontra il Ministro Lanzetta

“Attuare la riforma delle Province non può prescindere dall’intervenire a risolvere la grave emergenza causata dai tagli ai bilanci. Il 30 settembre ci saranno le elezioni dei nuovi enti: dobbiamo assicurare ai sindaci che governeranno le Province bilanci solidi e in grado di garantire i servizi essenziali. Con i nuovi tagli imposti dalla spending review non saremo in grado di farlo”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, nell’incontro avuto oggi con il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Maria Carmela Lanzetta. “Un incontro positivo – commenta il Presidente Pastacci – nel quale abbiamo avuto modo di condividere con il Ministro i nodi da sciogliere rispetto all’attuazione della riforma, a partire dalle scadenze legate alle elezioni dei nuovi organi, che si svolgeranno entro il 30 settembre. Un appuntamento importante, che necessita di una forte collaborazione, già da adesso, tra Province e Comuni e su cui è necessario definire regole chiare insieme al Governo, così da assicurare ai nuovi enti la piena governabilità.  Ma il tema dello stato della finanza provinciale – sottolinea il Presidente – è la prima emergenza. Per questo abbiamo proposto al Governo, alla luce dei 444 milioni di euro di tagli imposti dalla spending review, di avviare una analisi della sostenibilità finanziaria dei bilanci delle Province rispetto all’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Questo permetterebbe di comprendere la reale capacità degli enti di sostenere i tagli, a fronte delle funzioni che dovranno gestire con la Legge 56/14. Il monitoraggio dovrebbe partire da subito, e concludersi prima dell’elezione dei nuovi organi di governo delle Province di secondo livello, congelando fino alla conclusione il taglio ai servizi primari, che la spending review attesta a 340 milioni. Dagli incontri che stiamo avendo in questi giorni, come dal colloquio con il Ministro Lanzetta – conclude il Presidente Pastacci –  ci sembra che il Governo stia iniziando a comprendere la reale portata del nostro allarme, sia rispetto all’impatto dei tagli sull’attuazione della legge di riforma delle Province e delle Città metropolitane, sia rispetto al mantenimento dell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini”.

 

Alessandro Pastacci, Presidente della Provincia di Mantova eletto nuovo Presidente dell’Upi

E’ Alessandro Pastacci, Presidente della Provincia di Mantova, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia. Ad eleggerlo è stata l’Assemblea generale dei delegati di tutte le province italiane,  riunita oggi a Roma per nominare la nuova guida dell’Associazione, a seguito delle dimissioni di Antonio Saitta, che ha assunto l’incarico di assessore alla sanità della Giunta regionale del Piemonte.

Il neo eletto Presidente resterà in carica, secondo quanto stabilito dall’Associazione, fino alla nuova assemblea congressuale, che si svolgerà non appena completato il rinnovo degli organi di secondo livello previsto dalla legge di riforma delle Province, in programma nel prossimo autunno.

“I mesi che abbiamo davanti – ha detto il Presidente Pastacci –  saranno molto impegnativi. Abbiamo il compito si sostenere e accompagnare le Province lungo il percorso di trasformazione avviato con la Legge 56. Un percorso complicato, che porterà a un profondo cambiamento delle istituzioni locali. Il nodo più urgente che abbiamo di fronte è quello delle risorse: con oltre 1,6 miliardi di tagli ai bilanci che sono stati imposti alle Province per il solo 2014 corriamo il rischio di fare nascere i nuovi enti, Province e Città metropolitane, già in dissesto. Governo e Parlamento devono comprendere che la tenuta dei servizi e dell’economia dei territori è la priorità. Decisivo sarà  il rapporto con i Comuni – ha sottolineato Pastacci –  con cui dobbiamo stringere un dialogo sempre più costruttivo, e in questo il confronto avviato con l’Anci è fondamentale per assicurare più forza alle proposte e alle richieste dei territori. Per questo già nella prossima chiederò al Presidente Fassino un incontro sui temi delle riforme costituzionali, dell’attuazione della Legge 56 e dell’emergenza tagli. Il sistema istituzionale – ha concluso – è cambiato e impone alle istituzioni  un forte spirito unitario per assicurare a Province e Comuni autonomia e sviluppo”.

Chi è Alessandro Pastacci

Alessandro Pastacci, 40 anni, è stato eletto Presidente della Provincia di Mantova nel 2011. Dal 1997 al 2001 è stato consigliere comunale del comune di Quistello, di cui viene eletto Sindaco per due mandati, fino al 2011. Nel 2011 si candida e viene eletto alla guida della Provincia di Mantova con una lista indipendente sostenuta da tutto il centro sinistra. Il suo mandato da Presidente della Provincia scadrà nel 2016.   

Dipartimento Funzione Pubblica: parere sulla scadenza dei contratti ed incarichi ex articoli 90 e 110 d.lgs.267/2000 a seguito dell’entrata in vigore della legge 56/2014

Pubblichiamo il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica in merito ai possibili atti da adottare in ordine ai rapporti di lavoro instaurati ai sensi degli articoli 90 e 110 d.lgs. 267/2000 in considerazione delle disposizioni introdotte dalla recente legge 56/2014.

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Riforme Enti locali: Anci e Upi siglano protocollo per massima integrazione delle Associazioni

Un protocollo d’intesa per affermare un percorso di massima integrazione delle associazione delle autonomie locali per il supporto delle politiche associative di  Comuni, Città metropolitane e Province:  è questa la sfida che il Presidente dell’Anci, Piero Fassino, e il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, hanno deciso di  cogliere, avviando un percorso che porterà all’integrazione delle associazioni di rappresentanza delle autonomie locali.

“La sfida della semplificazione delle istituzioni e della pubblica amministrazione lanciata dal Governo – commentano i due Presidenti – deve vedere in prima linea le associazioni di rappresentanza degli enti locali. Comuni, Città metropolitane e Province, che escono completamente innovate dalle ultime leggi approvate in Parlamento, prima fra tutti la cosiddetta Legge Delrio, hanno bisogno di una forte azione unitaria per affrontare e portare a termine questi processi e riaffermare il ruolo centrale delle autonomie locali nel sistema paese. La nostra è una scelta determinante – affermano i Presidenti – che può rappresentare un modello da mostrare  con orgoglio anche agli altri Paesi europei, dove il dibattito sulle riforme degli enti locali è appena iniziato”.

Il percorso di integrazione delle due associazioni avviato con la sottoscrizione da parte del Presidente Piero Fassino e del Presidente Antonio Saitta del protocollo, che detta le modalità attraverso cui attuare l’integrazione,  prevede ulteriori passaggi significativi in occasione delle prossime Assemblee di Upi e Anci.

Tagli ai bilanci: l’Upi incontra i Sottosegretari Baretta e Legnini

“Apprezziamo la disponibilità mostrata dai Sottosegretari Legnini e Baretta di avviare da subito una riflessione sulle ripercussioni che i tagli ai bilanci avranno sui servizi, a partire dalla messa in sicurezza delle strade e delle scuole e dagli interventi per il contrasto del dissesto idrogeologico. Ma deve essere chiaro che lo stato in cui versano i nostri bilanci dopo le tante manovre economiche rischia di compromettere l’attuazione della riforma delle Province”. Lo dichiara il Vice presidente dell’Upi, Leonardo Muraro, che intervenuto oggi all’incontro al Ministero dell’Economia insieme ad una delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi composta dai Presidenti Daniele Bosone di Pavia, Alessandro Pastacci di Mantova, Enrico Di Giuseppantonio di Chieti e Feliciano Polli  di Terni.  Ai Sottosegretari la delegazione dell’UPI ha consegnato un report dettagliato dello stato di salute dei bilanci delle Province, da cui emerge che:  due Province, Vibo Valentia e Biella sono in dissesto;  3 province hanno dovuto accedere ai piani di riequilibrio, Potenza per 4,5 milioni, Chieti per 10,3 milioni, Ascoli Piceno per 14 milioni;  Imperia, con 6,6 milioni e Verbano-Cusio-Ossola, con 2,1 milioni sono in predissesto con istruttoria in corso in attesa di accedere al piano di riequilibrio; 11 Province hanno sforato il patto di stabilità,  per un totale complessivo di 26 milioni;  15 province hanno dovuto ricorrere ad anticipazioni della Cassa Depositi e Prestiti per mancanza di liquidità, per complessivi 60 milioni.  “Servono interventi immediati – hanno detto i presidenti – perché mandare in disseto un comparto dello Stato avrà ripercussioni pesanti sull’intero bilancio del Paese.   Ribadiamo poi che troviamo assurdo e ingiustificato l’avere escluso dall’Operazione scuole del Governo i 5.000 edifici delle scuole superiori dove studiano 2 milioni e 500 mila ragazzi. Su questo chiediamo un intervento urgente per consentire anche a questi studenti l’opportunità di potere accedere in scuole più moderne e sicure”.

Antonio Saitta Assessore alla Sanità della Regione Piemonte

L’ufficio di Presidenza dell’Upi esprime vive congratulazioni ad Antonio Saitta, appena nominato Assessore alla Sanità della Giunta Chiamparino per la Regione Piemonte. Nel suo prezioso lavoro alla guida dell’Unione delle Province d’Italia  in questi ultimi due anni si è dimostrata la sua determinazione, la rettitudine, la lealtà, la grande passione politica di amministratore al servizio dei cittadini. Doti che saranno fondamentali in questo nuovo incarico. A lui le congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro da tutta l’Unione delle Province d’Italia.

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