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Riforma Pa: Polli, Upi “Accordo importante. Tutte le istituzioni in forte sinergia per modernizzare la Pa”

 “E’ davvero positivo che questo accordo si sia raggiunto coinvolgendo tutti gli attori della Pa, Comuni, Province, Città metropolitane, Governo Regioni. Solo con una forte sinergia tra tutte le istituzioni può prendere forma un processo, ormai ineludibile, per dare le giuste riposte alle domande dei cittadini e delle imprese”. Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli che ha firmato per l’Upi l’accordo per la riforma della Pa insieme ai Ministri Madia e Lanzetta.  “Bisogna avere la capacità di immaginare un percorso complessivo, — ha detto il Presidente – con azioni che investano gli enti centrali e le autonomie locali e regionali abbattendo, nei fatti, quella nostra abitudine di intendere e vivere ogni amministrazione come qualcosa a se stante e reinventando, come giustamente scritto nell’accordo il ruolo della funzione pubblica come soggetto unico di chi, nel nostro Paese, organizza la Repubblica per assecondare i fabbisogni della Comunità . Rilanciare oggi la Funzione Pubblica nel Paese – ha poi sottolineato – significa, prima di tutto, costruire le basi per dare seguito alle grandi riforme che il Governo e il Parlamento stanno portando avanti, valorizzando  il grande patrimonio di professionalità che esiste nella nostra PA, investendo risorse significative nella formazione e nella qualificazione del personale. Il personale è, infatti, l’ossatura su cui deve camminare qualsiasi riforma si voglia immaginare. E’ per questo  necessario che nella PA inizi un percorso di ricambio generazionale: lo sblocco del turnover non è solo questione di creare nuovi posti di lavoro in una congiuntura storica in cui, comunque, sarebbe già un risultato in se. Sbloccare oggi il turnover significa, invece e prima di tutto, immettere nella PA una nuova generazione capace di far vivere in maniera piena e compiuta il processo di digitalizzazione e trasparenza che serve a modernizzare la PA del nostro Paese”

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DL Irpef: Saitta “Il Governo confermi l’impegno per le 5mila scuole superiori”.

“Il Governo confermi l’impegno di non escludere le scuole superiori dal piano per l’edilizia scolastica, intervenendo in Senato sul Decreto Legge 66 per garantire la possibilità anche per le Province, come già avviene per i Comuni, di escludere dal patto di stabilità le spese per la messa in sicurezza delle scuole superiori”.

Lo chiede il Presidente dell’Upi Antonio Saitta in merito alla mancata approvazione degli emendamenti presentati in Commissione bilancio al Senato al decreto legge 66 per garantire anche alle Province di potere avere lo sblocco del patto di stabilità per l’edilizia scolastica.

“Il Governo con il Ministro Giannini e il Sottosegretario Reggi si erano impegnati: ora intervengano urgentemente in aula in Senato e concedano anche alle Province la possibilità di utilizzare le risorse per la messa in sicurezza e la manutenzione delle 5.000 scuole superiori italiane dove studiano 2 milioni e mezzo di ragazzi”.

DL Irpef, Upi “I tagli per le Province restano drammatici”

“Nessun intervento dal Senato a mitigare i drammatici tagli ai bilanci delle Province. Così il comparto rischia il default”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, dopo l’approvazione in Commissione bilancio del Senato del Decreto Legge 66, che a breve arriverà per la votazione finale in Aula.

“Nonostante l’intervento sensato del Senatore Fornaro, che ha permesso con un emendamento, di escludere dall’elenco dei costi che dovranno essere tagliati, le spese per i contratti di servizio per i trasporti e per lo smaltimento rifiuti e quelli relativi ai corsi di formazione professionale, la situazione per i bilanci delle Province con i 440 milioni di tagli della spending resta drammatica. Avevamo invitato il Senato a riflettere sul fatto che questi tagli si riverbereranno sui nuovi enti che dovranno nascere dalla riforma Delrio, e che non si possono fare partire nuovi enti con i bilanci in dissesto. Invitiamo il Governo a riflettere su questo allarme che lanciamo, ormai da ex amministratori provinciali, e che è esclusivamente a tutela dei diritti dei nostri cittadini”.

DL Irpef: Lettera aperta agli esponenti del Governo e ai parlamentari lucani

Dal 2011 ad oggi, le Province sono state oggetto di un massiccio piano di tagli lineari che ha inciso profondamente sulla stabilità dei loro bilanci e sulla gestione delle funzioni e di importanti servizi pubblici attestati alla loro competenza. Oggi, come se non bastasse, le Province stanno per subire un’ulteriore riduzione delle entrate, con effetti letali sulla capacità di sopravvivenza istituzionale.

Di fronte a questa eventualità non si può restare silenti.

È necessaria,  e non più  rinviabile, ogni iniziativa utile a scongiurare i disastrosi effetti che potrebbe avere sul bilancio della nostra Provincia la conversione del Decreto Legge 66/2014, nella parte in cui prevede un ulteriore contributo alla riduzione della spesa pubblica a carico delle Province, attraverso “risparmi” del 10% da effettuarsi sulle spese correnti riferite ai cosiddetti consumi intermedi.    

Per la Provincia di Potenza, la media delle spese correnti riferite ai codici Siope (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) degli ultimi tre anni è pari a 60 Meuro ed il contributo del 10% previsto dal Decreto assommerebbe quindi a 6 Meuro. Una riduzione di risorse che, aggiunta ai reiterati ed iniqui tagli già operati nel triennio 2011-2013, in applicazione dei decreti legge 78/2010, 201/2011 “Salva Italia”, 95/2012 “Spending review”, 151/2013, che hanno determinato una contrazione dei trasferimenti statali per oltre 61 milioni di euro, rappresenterebbe il definitivo collasso per la gestione di strade e scuole, innanzitutto, con inimmaginabili ripercussioni negative sull’intero territorio provinciale.

Il Decreto, per di più, inserisce nella base di calcolo delle spese da “tagliare” anche costi incomprimibili, quali quelli riguardanti servizi pubblici assicurati con risorse statali e regionali, come ad esempio il trasporto pubblico locale, e i servizi che, come la formazione professionale o la forestazione, da qui a poco,  passeranno ad altra gestione, per effetto delle modifiche funzionali introdotte dalla riforma Delrio.

Oltre il danno, dunque, la beffa, considerato che la mancata esclusione di tutte le spese derivanti da deleghe regionali (che per la Provincia di Potenza sono ben 45 Meuro sui 60 Meuro  di spese correnti) fa aumentare a dismisura l’entità del taglio subito da un ente che non può più, in alcun modo, compartecipare alla riduzione della spesa pubblica.

Tutto questo assume un carattere ancora più allarmante se si considera che la Provincia di Potenza, insieme ad altre 4 province italiane, per far fronte agli imponenti tagli del triennio precedente, ha approvato nel 2013 un piano di riequilibrio finanziario, non replicabile, ai sensi degli artt. 243bis e successivi del Decreto legislativo 267/2000, validato dalla Corte dei Conti e dal Ministero degli Interni. In tale quadro il contributo previsto dal DL 66/2014 provocherebbe un inevitabile tracollo del bilancio provinciale, conducendo l’Ente al dissesto.

Per scongiurare tale pericolo, purtroppo sempre più concreto, e i conseguenti, gravissimi, contraccolpi sulla gestione delle principali funzioni (scuole, strade e trasporto pubblico) attestate alla competenza della Provincia, chiedo agli esponenti del Governo e ai parlamentari lucani l’immediata apertura di una interlocuzione con i Ministeri dell’Economia e degli Affari regionali, utile ad evitare il dissesto dell’ente che, già con grossissima difficoltà, sta provando a traghettare verso una nuova e complessa prospettiva istituzionale la vicenda del personale dipendente e le aspettative riguardanti servizi essenziali per la vita quotidiana di cittadini e imprese.

Province, l’Upi alla Commissione Affari Regionali del Senato

“Siamo nettamente contrari alla proposta avanzata dalla Commissione Affari Regionali di assegnare alle Regioni  la potestà di organizzare amministrativamente le nuove Province. La garanzia di una legislazione uniforme che valga per tutto il Paese, assicurata dalla previsione della riserva allo Stato sull’ordinamento degli enti di area vasta, non deve esser modificata. Alle Regioni deve spettare la possibilità di potere ridisegnare le nuove circoscrizioni provinciali, rendendole più rispondenti per dimensioni alle funzioni fondamentali che sono state assegnate alle nuove Province e alle Città metropolitane dalla legge Delrio”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il parere espresso sulla riforma costituzionale dalla Commissione Affari Regionali del Senato presieduta dal Senatore Renato Balduzzi.
“La previsione di lasciare alle Regioni l’organizzazione dell’amministrazione di area vasta – sottolinea Saitta – non sarebbe in linea con lo spirito della riforma costituzionale, che mira a semplificare, razionalizzare, snellire le istituzioni regionali e locali. In questo modo invece, come la stessa commissione sembrerebbe prevedere nella nota del parere, ci ritroveremmo decine di agenzie ed enti strumentali al posto delle nuove Province. L’esatto opposto di ciò a cui mira la proposta del Governo Renzi, che è invece coerente e in linea con la Legge Delrio e con l’attuazione che di questa si sta facendo a livello centrale con la piena collaborazione di Anci e Upi”.  

Scuola: incontro positivo con Ministro Giannini e Sottosegretario Reggi

“Il Ministro Giannini e il Sottosegretario Reggi ci hanno assicurato che anche le 5.000  scuole superiori saranno coinvolte dal Piano di investimenti del Governo. Questo vuol dire che da giugno potranno partire i cantieri e che anche i 2 milioni e mezzo di ragazzi che studiano nelle scuole gestite dalle Province potranno avere strutture più sicure e moderne”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, che ha incontrato oggi insieme al Vice Presidente Leonardo Muraro, il Ministro per l’Istruzione Stefania Giannini e il Sottosegretario Roberto Reggi, per fare il punto sugli investimenti per l’edilizia scolastica.

“Abbiamo consegnato al Ministro e al Sottosegretario una rilevazione che abbiamo effettuato, da cui risulta che ad oggi, se il Governo sblocca il patto di stabilità anche per le Province,  è possibile far partire investimenti per interventi su 1.651 scuole. Per questo chiederemo a tutte le forze politiche presenti in Parlamento di sostenere un nostro emendamento al decreto legge sulla spending review, che assicuri anche alle scuole superiori quello che è già previsto per le scuole primarie: lo sblocco del patto per il 2014 di almeno 120 milioni di euro. E’ una misura di equità che siamo certi sarà sostenuta da tutte le forze politiche. Questa misura, insieme al finanziamento previsto nel decreto sulla spending dei progetti presentati da Comuni e Province nel bando del decreto del fare, considerati ammissibili ma non finanziati per mancanze di risorse, porterà nei prossimi mesi ad una grande opera di riqualificazione e modernizzazione delle scuole del Paese. Ma sarà anche un importante volano per l’economia, perché è proprio attraverso queste opere che si sostengono le piccole e medie imprese del Paese. Una scelta strategica del Governo Renzi, che non possiamo che condividere e sostenere”.

 

In allegato la documentazione UPI consegnata al Ministro dell’Istruzione, On . Stefania Giannini 

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Piattaforma della Garanzia Giovani

In allegato la guida utente e la presentazione con le funzionalità per utente relative alla Piattaforma della Garanzia Giovani

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Garanzia Giovani: l’Upi incontra il Ministro del Lavoro

Piena collaborazione tra Upi e Ministero del Lavoro per sostenere attraverso i Centri per l’impiego delle Province l’attuazione degli interventi a sostegno dell’occupazione dei giovani previsti dal piano della Garanzia Giovani finanziato dall’Unione Europea. Lo ha confermato il Coordinatore nazionale degli assessori provinciali al lavoro, Carlo Chiama, nel corso di un incontro con il  Ministro del Lavoro Giuliano Poletti , richiesto dall’Upi per presentare le proposte delle Province sulla riforma dei servizi per l’impiego.  “Fino ad oggi in Italia  – ha detto l’Assessore Chiama al Ministro  – è mancata l’attenzione ai servizi per il lavoro, e il confronto con l’Europa è demoralizzante: secondo le rilevazioni di Eurostat  la spesa media annua francese in servizi per ogni persona che cerca lavoro è di 1500 euro, quella tedesca di 1700 euro , quella italiana di 74 euro. Abbiamo investito dieci volte meno la media europea, il 20% del  totale delle risorse nazionali contro una media Europea che viaggia intorno al 45%. Ma le politiche per il lavoro non possono tradursi solo in assistenza: è necessario investire in interventi e strumenti che sostengano chi cerca un lavoro e in questo la Garanzia giovani in questo è un’occasione che non possiamo perdere. Ma è determinante arrivare a definire una riforma complessiva del mercato del lavoro attraverso la legge delega cui il Governo sta lavorando. Riforma che dovrà a nostro parere prevedere un ruolo determinante per l’Agenzia nazionale, chiamata a definire standard nazionali dei servizi e dei loro livelli qualitativi, in modo da offrire le stesse opportunità a tutti i cittadini del Paese, promuovendo, coordinando, valutando gli interventi, lasciando alle Province e alle Città metropolitane la gestione vera e propria dei servizi. Le politiche attive  – ha concluso Chiama consegnando le proposte delle Province al Ministro Poletti – richiedono servizi che conoscano e rispondano al territorio ed alle sue peculiarità e potenzialità e che riconoscano le diversità e specificità delle persone e delle imprese sul territorio”.

Dl Irpef: l’Upi chiede incontro urgente al Ministro dell’Economia

Un incontro urgente per discutere delle misure previste per Province e Città metropolitane dal Decreto Legge sulla spending review, per evitare tagli dei servizi che sarebbero insopportabili per i cittadini e assicurare che il percorso di avvio delle Città metropolitane e delle nuove Province previsto dalla riforma Delrio non abbia inizio a partire da enti con i bilanci in dissesto.

Questa la richiesta inviata oggi con una lettera al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e ai sottosegretari Legnini e Baretta dal Presidente dell’Upi Antonio Saitta.

“I tagli ai bilanci delle Province e delle Città metropolitane per 444 milioni nel 2014 e 576 milioni per il 2015 – scrive Saitta nella lettera al Ministro –  hanno un impatto diretto sull’erogazione dei servizi ai cittadini, già fortemente compromessi dalla riduzione di 1,2 miliardi stabiliti con le manovre precedenti, che, come attestato dalla Conferenza Permanente per  la finanza pubblica, hanno ridotto del 27% la spesa primaria delle Province destinata ai servizi. Misure di pesante impatto sulle Province, del tutto insostenibili per questo  comparto che non solo renderanno impossibile il conseguimento degli obiettivi di patto di stabilità, ma di fatto manderanno automaticamente in dissesto gli enti, con le evidenti ripercussioni che si avranno sul personale delle Province e delle Città metropolitane.

Non si tratta – sottolinea Saitta – di  una riduzione dei trasferimenti erariali alle Province, che già da due anni non esistono più, ma del versamento all’erario di tributi propri provinciali.

Per questo – chiede il Presidente Saitta al Ministro – riteniamo urgente discutere quanto prima con voi, per potere verificare le criticità riscontrate e individuare possibili soluzioni” anche perché, scrive il Presidente “queste misure di pesante impatto sulle Province, del tutto insostenibili per il comparto, rischiano di compromettere il percorso di attuazione della Legge 56/2014 di riordino delle Province e di istituzione delle Città metropolitane”.

 

In allegato, la lettera inviata

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Riforma Pa: l’Upi ai tavoli con il Governo

“Abbiamo davanti un mese e mezzo per confrontarci su una riforma che è davvero cruciale per lo sviluppo del Paese. La parola chiave deve essere semplificazione”. E’ il commento del Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, che è intervenuto come rappresentante dell’Ufficio di Presidenza Upi alla prima riunione con i Ministri Marianna Madia e Carmela Lanzetta per avviare il confronto sulla riforma della Pubblica amministrazione.

“La decisione del Governo di aprire 5 tavoli di lavoro con Regioni, Province e Comuni sui temi cruciali della riforma, semplificazione, dirigenza, mobilità, organizzazione degli enti e open data, è un segnale molto positivo: si tratta di interventi che modificheranno radicalmente la gestione amministrativa degli enti e devono per questo essere realizzati con il pieno confronto e la collaborazione di tutte le istituzioni interessate. Ma il nodo più importante da affrontare è quello della semplificazione istituzionale: fino ad ora l’unico intervento è stato quello sulle Province e le Città metropolitane. E’ del tutto evidente che se ci si ferma solo a questo i benefici per i cittadini e le imprese saranno nulli. 

Per questo –aggiunge Polli – ribadiamo che il DL sulla semplificazione che il Governo si appresta a predisporre deve contenere norme stringenti di riduzione del numero degli Enti strumentali nazionali, regionali e locali per evitare le duplicazioni e razionalizzare il sistema. Si tratta di enti strumentali che duplicano a livello nazionale e locale funzioni tipiche delle istituzioni, come gli Ato, i Consorzi di Bonifica, i Bim.  E’ anche attraverso questi tavoli di lavoro aperti che si può avviare quella ricognizione delle norme nazionali e regionali necessaria per avere il quadro reale della situazione ed avviare poi un vero e proprio disboscamento di quelli che non erogano servizi ai cittadini o i cui servizi interessano funzioni tipiche delle istituzioni nazionali e locali”.

 

Riforme: l’Upi incontra il Ministro Boschi

“Condividiamo il disegno del Governo di riforma dell’intera architettura istituzionale del Paese, ma chiediamo che siano assicurati a tutti i cittadini le stesse garanzie: se le Città metropolitane restano in Costituzione allora anche per le nuove Province deve esserci una tutela nella Carta”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi Antonio Saitta che ha incontrato oggi, insieme al Presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, per consegnare le proposte Upi sul disegno di legge di riforma costituzionale del Governo.

“Il timore– ha detto Saitta al Ministro – è che la grande attenzione che nelle riforme si sta dando solo alle grandi aree metropolitane trascuri tutta quella parte restante del Paese da dove si muove il vero sviluppo economico. Per questo crediamo che sia necessario assicurare una tutela costituzionale anche alla futura area vasta, come riteniamo indispensabile rivedere i confini di Regioni e Province e superare le Regioni a statuto speciale . Accorpare le Regioni fissando un minimo di popolazione tra i 3 e i 4 milioni di abitanti e assegnare alle Regioni la titolarità costituzionale di disegnare le  nuove circoscrizioni di area vasta riducendo il numero delle Province porterebbe ad una vera semplificazione istituzionale. Soprattutto – ha aggiunto Saitta – se nella riforma costituzionale si chiarirà che le Regioni hanno prevalentemente, se non esclusivamente, una funzione legislativa. Questo eviterebbe il proliferare  di nuovi enti strumentali, agenzie e società,  creati per esercitare funzioni amministrative di Province e Comuni”. Preoccupazione condivisa anche dal Preisdente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli che ha segnalato il rischio che ” senza una regia attenta e la piena condivisione di tutte le istituzioni, l’attuazione della legge di riforma delle Province porti ad un riaccentramento delle funzioni amministrative in capo alle Regioni, con l’abbandono dei territori”.

In allegato il Documento consegnato al Ministro Boschi con le proposte Upi sul DDL del Governo di iforma costituzionale

 

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SPENDING: MURARO (UPI), ANCORA TAGLI AI SERVIZI DELLE PROVINCE, SCUOLE SENZA SICUREZZA

“Se fossero confermate le indiscrezioni circa i contenuti del decreto legge “Italia coraggiosa e semplice”  si potrebbe dire che il governo ha introdotto una nuova differenziazione tra studenti di serie a e studenti di serie b, visto che l’esclusione dal patto di stabilità per gli interventi di messa in sicurezza delle scuole è prevista per i soli comuni. Le Province,   recentemente riformate dalla legge Delrio, vengono  estromesse da tale beneficio, nonostante avessero pronti ed appaltati numerosi interventi, come previsto dal decreto legge 69/13. Di fatto il Governo ha operato fatto la scelta – coraggiosa, questo sì – di escludere dagli interventi di messa in sicurezza in deroga al patto, oltre 2,5 milioni di studenti delle scuole superiori”. Ad affermarlo è Leonardo Muraro, Presidente della Provincia di Treviso e Vice-Presidente vicario dell’Unione delle Province d’Italia.

“Le Province, ancora una volta, sono destinatarie – continua Muraro – di tagli finanziari  abnormi e sproporzionati, sia rispetto al volume di spesa che effettuano, sia rispetto agli altri comparti di spesa locale; tagli che comprometteranno in maniera grave i servizi ai cittadini: 340 milioni da versare alle casse erariali entro due mesi, che si aggiungono al taglio di 1,2 miliardi annui equivale al blocco totale delle attività, per strade scuole, tutela del territorio e tutela ambientale. “

“Qui – conclude Muraro – non si tratta di costi della politica, qui si tratta di tagli ai servizi.” 

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