Esplora tutte le news

Disegno di Legge “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni dei Comuni” (AS 1212)

Martedì 25 marzo p.v. si dovrebbe concludere l’esame in commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica del Provvedimento recante “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni dei Comuni”.

Il Disegno di legge è calendarizzato in aula al Senato martedì 25 marzo p.v. con approvazione finale mercoledì 26 marzo alle ore 18.
La scadenza per la presentazione degli emendamenti in aula è stata fissata al 25 marzo ore 12.
Si allega una circolare con l’aggiornamento sul dibattito in commissione e la bozza di testo coordinato con gli emendamenti proposti dal relatore.
La commissione nella seduta del 20 marzo ha approvato solo i primi tre articoli.
Documenti allegati:

ENERGYMED 2014: GREEN SMART SOLUTION!

Dopo il successo delle precedenti edizioni, si accendono i riflettori sulla 7° edizione di EnergyMed, l’evento leader del Centro Sud Italia sull’Energia, il Riciclo e la Mobilità Sostenibile, che si svolgerà a Napoli dal 27 al 29 marzo 2014.

La manifestazione è un’occasione di business, visibilità, confronto e aggiornamento professionale di assoluto interesse per tutti i tecnici e le imprese del settore sulle novità che caratterizzano il comparto delle fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, l’edilizia sostenibile (area “Ecobuilding“), il recupero di materia ed energia dai rifiuti (area “Recycle”) e la mobilità sostenibile (area “MobilityMed“).

Oltre ad un’ampia Sessione Convegnistica che vedrà la partecipazione di esperti di livello nazionale e internazionale della Green economy, sono previsti premi, iniziative speciali e aree tematiche specializzate, che comprenderanno i settori più innovativi del comparto verde: Cogeneration Area, Fotovoltaico innovativo, Solare termico, Domotica, ICT, Smart Cities, Ciclo dei rifiuti, Elettrico in filiera.

La tre giorni dedicata alle tecnologie e all’innovazione, ha potuto contare in questi anni su una crescente affluenza di visitatori qualificati a conferma del trend positivo delle sei edizioni precedenti, creando le condizioni ideali per l’aggiornamento professionale e per incontri BtoB e scambi di know-how tra aziende nazionali e straniere, favorendo un processo di internazionalizzazione sempre più proficuo nel settore dellaGreen economy.

 

– link di registrazione: http://www.energymed.it/infovis/registrazione.htm

– codice di invito riservato:  ASSUPI14.


Per ulteriori informazioniwww.energymed.it

 

Segreteria Organizzativa ANEA

Via Toledo, 317 – 80134 Napoli

Tel. +39 081 419528 – Fax +39 081 409957

e-mail: [email protected] – web www.energymed.it

Saitta “La Garanzia Giovani deve partire entro marzo: serve forte coinvolgimento di tutti”

“La Garanzia Giovani è lo strumento più importante che abbiamo a disposizione per provare a dare risposte concrete ai tanti giovani senza occupazione. Non possiamo permetterci di sprecare nulla di quanto l’Unione Europea ci assegnerà, e dobbiamo partire subito, entro la fine di marzo. Per questo serve un forte coinvolgimento di tutte le istituzioni, a partire dalle Province che gestiscono i 550 Centri per l’impiego che saranno gli uffici pubblici che in trincea offriranno i servizi”.  Lo sottolinea il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, annunciando di avere richiesto un incontro urgente al Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

“Il rischio – sottolinea Saitta – è che tra passaggi burocratici tra Ministeri e Regioni, si perda il tempo utile che dovrebbe invece essere usato per rafforzare i servizi, per aumentare gli standard  e assicurare su tutto il territorio le stesse garanzie ai giovani disoccupati.  Ad oggi invece c’è un quadro incerto di interventi regionali privo di un sistema nazionale di riferimento e di un programma di intervento. Con la disoccupazione giovanile al 40%, non possiamo permetterci di mettere in piedi un intervento boomerang , che rischia di non funzionare  perché la rete dei servizi e degli strumenti non è operativa su tutto il territorio e non è coordinata. Nessuna politica per il lavoro di tipo europeo – conclude il Presidente Saitta-  può ignorare il ruolo dei servizi per l’impiego che in Italia sono sostenuti da risorse pubbliche  dieci volte inferiori alla media europea e su cui la Garanzia giovani aveva dato aspettative di rilancio che rischiano di essere disattese”.    

Corte dei conti e partecipate: Saitta “In un anno costi cresciuti di 1 miliardo”

“L’allarme che rilancia oggi il Presidente della Corte dei Conti è serissimo: secondo le nostre analisi, i costi delle società e degli enti strumentali sono aumentate di oltre 1 miliardo dal 2012 al 2013.  Chiediamo da tempo che il Governo e il Parlamento intervengano con norme stringenti per bloccare il moltiplicarsi di queste strutture che, come sottolinea il Presidente Squitieri, sono le zone grigie del bilancio dello Stato perché non possono nemmeno essere controllate dalla magistratura contabile”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando le dichiarazioni del Presidente della Corte dei Conti rispetto alle società partecipate degli enti locali.

Secondo quanto desumibile dalla Banca dati Siope del Ministero dell’economia, infatti, i costi di questi enti, di cui non si individua un numero certo, sono passati da 7,4 miliardi del 2012 a 8,4  miliardi del 2013. Nel dettaglio il costo degli Ato (che dovrebbero essere aboliti  dal 2010) nel 2013 è stato di oltre 126 milioni di euro; i Bacini imbriferi Montani sono costati 254 milioni di euro; il costo dei Consorzi è passato da oltre 459 milioni di euro a più di 583 milioni di euro.

“E’ evidente che analizzando le cifre si comprende come le società strumentali siano diventate in molti casi lo strumento degli enti per aggirare il blocco del patto di stabilità. Ma non è questa la soluzione: continuare a tenere in piedi strutture che impropriamente gestiscono funzioni tipiche delle istituzioni locali non fa che aumentare la zona grigia del bilancio pubblico incontrollato. E’ un tema che abbiamo proposto al Governo Monti e al Governo Letta, presentando puntuali dossier e proposte normative,  finalizzate al contenimento della spesa pubblica per liberare risorse a favore degli investimenti, un tema che ci è sempre stato a cuore. Fino ad oggi nessuno ha avuto la forza di intervenire: anche su questo crediamo debba  misurarsi il Governo Renzi, perché è qui che si può fare la vera spending review”.

Di seguito, riportiamo la tabella completa con tutte le voci presenti nella banca dati del Siope.

ENTE

COSTO 2012

COSTO 2013

ATO

202.998.705

126.047.516

BIM

227.866.995

254.551.127

COMUNITA’ MONTANE

1.480.273.372

1.356.803.691

CONSORZI

459.785.622

583.873.955

Enti e agenzie regionali e territoriali

3.388.158.341

3.565.215.598

Aziende e Società comunali

1.370.886.162

2.128.274.974

Aziende e società provinciali

357.496.878

403.039.524

TOTALE

7.487.466.075

8.417.806.385

                                   (Fonte: elaborazione Upi su banca dati Siope bilanci 2013)

Casagrande,Upi Marche “Scuola: Renzi chieda anche alle Province”

Bene, anzi benissimo, la scelta assunta dal presidente del consiglio Matteo Renzi di caratterizzare questo suo inizio di mandato partendo da un settore strategico e di vitale importanza come l’edilizia scolastica. Una questione che, come sanno bene insegnati e studenti, ha una stretta relazione con la qualità della didattica e, quindi, della formazione dei ragazzi. Lo sanno bene anche i sindaci, ai quali il premier si è giustamente rivolto chiedendo di individuare e comunicare le priorità e gli interventi urgenti dei propri territori, ma lo sanno bene soprattutto le Province, che da anni gestiscono l’enorme patrimonio degli istituti superiori dove, tanto per intenderci, i giovani si preparano al futuro.

 

Non temo smentite, affermando che su questo terreno, una realtà come le Marche, nell’ultimo ventennio ha raggiunto livelli di eccellenza, rispondendo all’esigenza di edifici più sicuri, economici e confortevoli, ma soprattutto investendo sull’innovazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie per garantire lo sviluppo di percorsi didattici all’altezza delle sfide poste dal mercato del lavoro. Non è un caso, per esempio, che una Provincia come quella di Ancona abbia occupato stabilmente e per lungo tempo i vertici delle classifiche sulla qualità delle strutture scolastiche stilate dagli operatori del settore. E del resto le altre Province marchigiane non sono state da meno.

 

Ciò è stato reso possibile da una programmazione seria e concreta, che ha saputo dare la precedenza all’interesse generale piuttosto che al particolare, che ha guardato alle esigenze vere in una logica di area vasta, garantendo interventi mirati ed equilibrati, affinché nessun territorio rimanesse indietro o fosse penalizzato. Certo, la crisi economica, i tagli agli enti locali degli ultimi anni, i soffocanti vincoli imposti dal patto di stabilità hanno pesato sulla possibilità di dare continuità a questo processo di rinnovamento e ammodernamento. Lo dimostrano i tanti progetti, molti dei quali cantierabili, che giacciono nei cassetti degli uffici tecnici provinciali per l’impossibilità di investire risorse che pure ci sarebbero.

 

Per tali ragioni dispiace che il premier, il quale tra l’altro è stato anche presidente della Provincia di Firenze e dunque conosce bene la materia, non abbia ritenuto utile inserire tra i suoi interlocutori anche le Province; soprattutto se si considera che il tema dell’edilizia scolastica degli istituti superiori interessa oltre 2 milioni e mezzo di studenti in tutta Italia.

 

L’invito che mi sento di fare a Matteo Renzi, dunque, anche a nome di tutte le Province marchigiane, è quello di aprirsi al confronto con tutti i soggetti istituzionali che si occupano di edilizia scolastica. Il fatto che le Province siano da oltre due anni oggetto di riforma non cancella le loro funzioni. E soprattutto non cancella il diritto di tutti gli studenti, anche quelli delle scuole superiori, ad avere la giusta attenzione da parte del governo ai loro bisogni.

 

Scuole: appaltate dalle Province tutte le gare per la messa in sicurezza

40 Province su 41 che avevano visto approvati i progetti presentati alle Regioni per i bandi del Decreto del Fare hanno appaltato i lavori nei tempi previsti: l’unica ferma è la Provincia di Salerno, bloccata, insieme a tutti i Comuni della Campania, dal ricorso presentato dal Comune di Napoli contro la graduatoria regionale, che ha costretto gli enti ad uno stop forzato fino alla risoluzione della vertenza. Le 41 Province hanno ottenuto finanziamenti per 56 progetti: in totale su 150 milioni a disposizione alle scuole superiori sono andati solo 19 milioni di euro.

 

“Le risorse sono poche – commenta il Presidente dell’Upi Antonio Saitta – ma intanto le Province possono iniziare ad aprire i cantieri per le scuole superiori. Oltre ai progetti finanziati, le Province ne hanno presentato al bando del Decreto del Fare altri 250 considerati ammissibili ma non finanziati per mancanza di risorse, per la cui copertura basterebbero circa 140 milioni di euro. Oggi ho parlato con il Sottosegretario Delrio, che mi ha assicurato che anche le scuole superiori rientrano tra quelle per cui il Governo intende assicurare risorse per il piano dell’edilizia scolastica. Per questo stiamo inviando la documentazione sui progetti già appaltati al Ministero dell’Istruzione, così che possa avere il quadro delle Province, e nel frattempo abbiamo già iniziato ad inviare alla mail predisposta dal Governo le proposte di interventi, così da essere certi di potere permettere al Presidente Renzi di disporre, entro la data indicata del 15 marzo prossimo,  di almeno un progetto per Provincia sulle scuole superiori”.

 

 

Questi i 56 progetti approvati e appaltati, divisi per Regione:

 

Regione Abruzzo su 4 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 1 milione di euro  per 1 progetto della Provincia di Teramo di messa in sicurezza di un istituto alberghiero.

Regione Basilicata su 2 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 1 milione 613 mila euro, così suddivisi: Provincia di Matera, 2 progetti di messa in sicurezza per un liceo classico e  un istituto tecnico, per un totale di 660 mila euro. Provincia di Potenza, 3 progetti per un istituto tecnico, un alberghiero ed un campus per 953 mila euro.

Regione Calabria su 13 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 1 milione 488 mila euro così suddivisi: Provincia di Catanzaro, 1 progetto per  manutenzione straordinaria di un liceo classico per 500 mila euro. Provincia di Crotone, 1 progetto per messa in sicurezza di un istituto tecnico per 498 mila 500 euro. Provincia di Vibo Valentia, 1 progetto per messa in sicurezza di un istituto tecnico commerciale per 490 mila euro.

Regione Emilia Romagna su 7 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 2 milioni di euro, così suddivisi: Provincia di Bologna,  1 progetto di messa in sicurezza e bonifica amianto su più edifici, per 400 mila euro. Provincia di Ferrara, 1 progetto di adeguamento per un istituto tecnico per 50 mila euro. Provincia di Forlì Cesena, 1 progetto di adeguamento per un istituto tecnico per 241 mila euro; Provincia di Modena, 1 progetto di messa in sicurezza per un istituto tecnico per 350 mila euro. Provincia di Parma, 1 progetto di manutenzione straordinaria per un istituto tecnico per 208 mila 950 euro. Provincia di Piacenza, 1 progetto per intervento di bonifica amianto in un istituto tecnico per 100 mila euro. Provincia di Ravenna, 2 progetti di bonifica amianto e messa in sicurezza per diversi istituti, per 220 mila 751 euro; Provincia di Reggio Emilia 1 progetto di messa in sicurezza e manutenzione su diversi plessi per 341 mila 880 euro. Provincia di Rimini, 1 progetto di messa a norma e bonifica amianto per diversi istituti per 150 mila euro.

Regione Friuli Venezia Giulia su 2 milioni 500 mila euro a disposizione sono stati assegnati alle scuole superiori 272 mila 500 euro per un progetto manutenzione straordinaria per un istituto tecnico della Provincia di Udine.

Regione Lazio su 14 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 595 mila così suddivisi: Provincia di Latina, 1 progetto per messa in sicurezza di un istituto tecnico per 265 mila euro. Provincia di Rieti, 1 progetto per messa in sicurezza di un liceo scientifico per 330 mila euro.

Regione Liguria su 4 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 456 mila 795 euro, così suddivisi: Provincia di Genova, 2 progetti per la rimozione amianto di diversi istituti per 358 mila 650 euro.  Provincia di Imperia, 1 progetto per manutenzione straordinaria di un liceo classico per 98 mila 145 euro.

Regione Lombardia su 15 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 2 milioni 267 mila euro, così suddivisi Provincia di Milano, 1 progetto per la bonifica amianto di un istituto tecnico per 922 mila 603 euro. Provincia di Bergamo, 1 progetto per la bonifica amianto di due istituti tecnici per 234 mila 516 euro. Provincia di Brescia 1 progetto per bonifica amianto di un istituto professionale per 510 mila 476 euro. Provincia di Pavia, 1 progetto per bonifica amianto di un istituto tecnico per 600 mila euro.

Regione Molise su 2 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 606 mila euro così suddivisi: Provincia di Campobasso, 2 progetti per adeguamento alle normative di sicurezza di diversi istituti per 396 mila euro. Provincia di Isernia, 4 progetti per messa in sicurezza e manutenzione di diversi istituti per 210 mila euro.

Regione Piemonte su 9 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 2 milioni 876 mila euro, così suddivisi:  Provincia di Torino, 6 progetti per messa in sicurezza e rimozione amianto per diversi istituti per 2 milioni 376 mila euro. Provincia di Cuneo, 1 progetto per la manutenzione straordinaria di un istituto professionale per 500 mila euro.

Regione Sardegna su 5 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori solo 113 mila 807 euro per 2 progetti per la rimozione amianto e messa in sicurezza di due istituti tecnici della Provincia di Oristano.

Regione Sicilia: su 16 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 99 mila 800 euro per il progetto della Provincia di Enna, per la messa in sicurezza di un istituto tecnico.

Regione Toscana; su 10 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 2 milioni 464 mila euro, così suddivisi:   Provincia di Livorno, 1 progetto di rimozione amianto di un liceo scientifico per  375 mila euro. Provincia di Pisa, 1 progetto per la ristrutturazione della palestra che serve diversi istituti per 1 milione di euro. Provincia di Prato, 1 progetto di adeguamento antincendio di un istituto professionale per 89 mila 787 euro.

Regione Umbria: su 2 milioni e 500 mila euro a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 322 mila euro per il progetto della Provincia di Perugia, che prevede la bonifica amianto per diversi istituti.

Regione Venetosu 10 milioni a disposizione, sono stati assegnati alle scuole superiori 669 mila 200 euro, così suddivisi: Provincia di Padova, 1 progetto per la messa in sicurezza di un istituto tecnico per 119 mila euro. Provincia di Rovigo, 1 progetto per bonifica amianto per un istituto tecnico per 89 mila 600 euro. Provincia di Vicenza, 1 progetto per messa in sicurezza di un istituto tecnico per 238 mila euro. Provincia di Venezia, 1 progetto per manutenzione straordinaria di un istituto tecnico per 210 mila euro. Provincia di Treviso, 1 progetto di bonifica facciate di un istituto per 12 mila 600 euro.

 

 

 

 

 

Scuola: Saitta a Renzi “Servono interventi anche per le scuole superiori”

“Alle Province non è arrivata nessuna mail dal Presidente del Consiglio che chiede di presentare progetti per le scuole superiori,  ma siamo certi che Renzi non consideri cittadini di serie B i 2 milioni e 500 mila ragazzi che studiano nelle nostre 5.000 scuole”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, aggiungendo che “certamente è stata solo una dimenticanza, perciò noi Province ci siamo permesse di compilare un primo elenco di interventi di messa in sicurezza immediatamente cantierabili: sono gli oltre 250 progetti che le Province hanno presentato ai bandi regionali per il Decreto del Fare e che non hanno ricevuto finanziamenti perché i soldi a disposizione erano troppo pochi. Ce ne sono già inseriti nelle graduatorie di tutte le regioni: 45 in Lombardia per più di  27 milioni di euro, 30 in Veneto per oltre 7 milioni 396 mila euro, 40 nel Lazio per oltre 14 milioni 954 mila euro; 32 in Sicilia per oltre 16 milioni di euro e 23 in Piemonte per più di 4 milioni 985 mila euro; e questo solo citando i numeri più consistenti. Tra l’altro le Province hanno dato prova di avere davvero grandi professionalità tecniche, visto che, da un monitoraggio che abbiamo effettuato oggi, ci risulta che il 98% degli interventi finanziati dal Decreto del Fare sono già stati appaltati. Anche in questo caso, lo vogliamo sottolineare, la salute dei ragazzi e dei professori è stata considerata meno importante, visto che su 150 milioni a disposizione solo 19 sono stati assegnati alle scuole superiori, e che di oltre 550 progetti presentati dalle Province, solo 51 sono stati ammessi a finanziamento”.

Pagamenti P.A. Saitta scrive a Bassanini

Una convocazione straordinaria del Consiglio di Amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti per definire le modalità attraverso cui attuare il piano dei pagamenti di tutti i debiti della PA annunciato del Consiglio Matteo Renzi. Questa la richiesta contenuta nella lettera inviata oggi da Antonio Saitta, componente del Consiglio di Amministrazione della Cassa Depositi in rappresentanza delle Province, al Presidente della CdP, Franco Bassanini.

“Il Presidente Renzi – scrive Saitta a Bassanini – ha annunciato di volere avviare da subito un  piano di pagamento dei debiti della PA con il diretto coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti. Ritengo che il Consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e prestiti debba quanto prima affrontare nel dettaglio la richiesta posta dal Governo per definire in modo concreto e puntuale le modalità attraverso cui attuare il piano pagamenti, e verificarne la condivisione e la praticabilità, tenuto conto dei vincoli attuali degli enti locali.”. Al Presidente Bassanini, Saitta chiede quindi la convocazione a stretto giro di una riunione del Consiglio di Amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti, così da “comprendere nel dettaglio le modalità con cui il Governo e la Cassa intendono attuare il  piano”.        

Scuola: Saitta scrive al Presidente Renzi. Per la messa in sicurezza delle scuole ci sono già progetti per oltre 1 miliardo di euro. Cominciare da quelli.

“Caro Presidente, apprezzando molto la grande attenzione che ha deciso di dare alle politiche per la scuola, mi permetto di darle un consiglio da amministratore ad amministratore, che darebbe al Paese un segnale immediato che questa volta si passerà dalle parole ai fatti: i progetti immediatamente operativi per la messa in sicurezza delle scuole di Province e Comuni ci sono già, e sono quelli presentati dalle amministrazioni per  accedere ai 150 milioni di euro messi a disposizione dal Decreto del Fare. Cominciamo con quelli, e potremo aprire cantieri già dal 15 giugno prossimo”. Lo scrive il Presidente dell’Upi Antonio Saitta  in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, spiegando che “i progetti già presentati, e non finanziati perché le risorse a disposizione erano scarsissime, hanno il vantaggio di essere immediatamente cantierabili, quindi ci permettono di fare partire da subito il Piano per l’edilizia scolastica che è stato, con nostro pieno apprezzamento, annunciato come priorità dal Governo. Noi stimiamo che si tratti di investimenti per almeno 1 miliardo, tutti mirati a garantire la salute di studenti e lavoratori, a partire dagli interventi di bonifica dell’amianto. I progetti sono stati presentati alle Regioni, che hanno stilato graduatorie puntuali. Sarebbe un segnale molto importante se, invece di perdere tempo prezioso ricominciando di nuovo con procedure burocratiche, per una volta si partisse da quello che c’è già. Ma accanto alla messa in sicurezza, abbiamo bisogno di cominciare ad uscire dalla logica dell’emergenza e puntare a costruire nuove scuole o a rendere quelle esistenti più moderne, dotate di strutture al passo con i tempi. Per questo – annuncia Saitta al Presidente Renzi – ho chiesto a tutte le Province di farci avere un quadro dettagliato dei progetti innovativi immediatamente  cantierabili, pronti nei cassetti in attesa di finanziamento, che le invieremo in un foglio excell entro la prossima settimana. Un Governo che decide di investire insieme a Province e Comuni sulla scuola – conclude Saitta nella lettera a Renzi –  investe nel futuro. Noi siamo pronti”.

Governo, Province Saitta: “Fissiamo una data nell’agenda del Governo anche per la riforma del Titolo V: noi siamo pronti”

“Vorrei chiarire che lo spauracchio delle elezioni delle Province agitato dal Governo come scusa per approvare in fretta il Disegno di Legge Delrio non ha fondamento, perché la sospensione delle elezioni provinciali è già stato deciso con due commi infilati nella Legge di stabilità per il 2014: nessuna Provincia andrà al voto nella primavera 2014, che si approvi o meno il Disegno di Legge” . Così commenta il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, l’intervento di replica del Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel dibattito sulla fiducia alla Camera dei Deputati, che ha chiesto alle opposizioni di permettere al Governo di non far votare le Province, in vista della riforma della Costituzione su Regioni, Province e Comuni. “Una decisione –continua Saitta – presa dal Parlamento che noi  riteniamo incostituzionale, oltre che antidemocratica, perché votare, in democrazia, non dovrebbe mai essere considerato un pericolo da evitare.  Detto questo, se si vuole davvero una riforma delle istituzioni locali, che serva al Paese, si fissi anche per la riforma del Titolo V una data precisa nell’agenda del Governo e si  lavori con determinazione insieme per portarla a termine.  Al Presidente Renzi ribadiamo che siamo pronti a metterci in gioco, a proporre al Governo una autoriforma radicale che preveda la razionalizzazione delle funzioni e l’accorpamento delle Province,  con la conseguente riduzione e riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato.  E siamo certi che questa riforma possa essere fatta insieme a Regioni e Comuni, per cancellare le sovrapposizioni e i conflitti che sono la causa prima di sprechi di risorse e di cattiva amministrazione e permettere l’istituzione delle Città metropolitane da subito, con le funzioni, le dimensioni e l’autorevolezza necessaria per essere vero motore di sviluppo.  Una riforma che assicuri stessi diritti a tutto il Paese, anche quell’altra Italia, ed è la maggior parte, che è fuori dalle grandi aree urbane, e che rispetti a pieno il dettato della Costituzione, evitando così che ogni provvedimento approvato finisca poi inesorabilmente bocciato dalla Corte Costituzionale ”

Riforme: il Tar Liguria annulla il commissariamento della Provincia di Genova

“Dopo la Corte Costituzionale, anche il Tar sancisce con chiarezza che non permettere le elezioni provinciali e commissariare senza motivo le Province e’ un atto illegittimo. Il volere rincorrere la propaganda contro le Province continua a produrre instabilita’ e caos. Una incertezza che non ha fatto che creare disagi ai cittadini, perche’, sospese da oltre due anni nel limbo della riforma, alle Province piu’ che a ogni altro ente, sono stati tagliati i soldi necessari per garantire i servizi, per assicurare la manutenzione delle strade, per mantenere le scuole sicure, per contrastare il dissesto idrogeologico. L’accanimento contro le Province, culminato con la sospensione delle elezioni, non ha danneggiato i politici, che sono a scadenza di mandato, ma i cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, commentando la sentenza emessa ieri dal TAR Liguria, che annulla il commissariamento della Provincia di Genova sulla base della dichiarata incostituzionalità delle disposizioni del decreto Monti sulle Province, e intima il ripristino del corretto funzionamento delle istituzioni locali, secondo le norme vigenti, che per le Province prevedono l’elezione diretta di Presidente e Consiglio.
“E’  la conferma – continua Saitta – degli errori compiuti dai Governi in questi anni in materia di ordinamento degli enti locali, che l’Unione delle Province d’Italia ha da sempre denunciato.
Questa sentenza richiede alla politica di ripristinare il corretto funzionamento democratico delle istituzioni locali, superando le normative sui commissariamenti delle Province che si sono stratificate in questi due anni e consentendo ai cittadini di votare i loro rappresentanti nei territori, come previsto dall’articolo 48 della Costituzione.
Il Parlamento che in questi giorni sta esamindando il Disegno di Legge del Governo sulle Province – aggiunge Saitta – e’ lo stesso che ha votato i provvedimenti bocciati per incostituzionalita’ dalla Corte Costituzionale e dal Tar. Ci auguriamo che questa sentenza induca a riflettere su quanto si sta decidendo in questi giorni al Senato, quantomeno apportanndo quelle modifiche che sono indispensabili, se non si vuole incorrere in nuove bocciature della magistratura e se si vuole davvero produrre una legge in grado di costruire intorno alla Costituzione, una riforma capace di garantire un miglioramento nella gestione dei servizi essenziali per i cittadini e i territori. Resta il fatto che una corretta riforma delle istituzioni, tutte, dovrebbe partire dalla Costituzione”.

Cerca