Esplora tutte le news

Programmi elettorali: Saitta, Upi “Riportare al centro le istituzioni locali

“Che si chiamino agende o più rigorosamente programmi elettorali, i partiti politici che parteciperanno alle prossime elezioni dovranno proporre interventi concreti per fare ripartire lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali e dei territori. La scelta perseguita in questi ultimi anni di penalizzare le istituzioni locali, con tagli continui alle risorse e normative fortemente centraliste,  non ha fatto che indebolire il tessuto produttivo locale e il livello di servizi garantiti ai cittadini. Chiediamo a chi verrà di invertire questa tendenza, di tornare a considerare Province, Regioni e Comuni come una risorsa del Paese e di ristabilire una vera concertazione tra tutte le istituzioni dello Stato”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, annunciando la definizione di una piattaforma programmatica delle Province che verrà presentata ai candidati premier, alle forze politiche e ai candidati alla Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

“Ci sono alcune priorità – dichiara Saitta – che sono centrali per la ripresa e che devono essere affrontate assicurando sia allo Stato centrale che alle istituzioni locali la possibilità di intervenire con risorse adeguate e investimenti unitari. Penso al grande tema della scuola e dell’istruzione, al rilancio delle politiche per il lavoro, agli investimenti per le opere infrastrutturali e la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico, al sostegno della green economy. Su questi, è indispensabile un impegno di tutto il Paese, che potrà essere portato avanti solo se si smetterà di considerare le istituzioni locali come un costo da tagliare e si avvieranno politiche collegiali che esaltino le diverse competenze assegnate a ciascuna parte dello Stato”.

 

CHIUSURA UFFICI UPI

In occasione delle festivita’ natalizie gli uffici dell’Upi resteranno chiusi dal 24 dicembre 2012 al 1° gennaio 2013.

Le attivita’ riprenderanno regolarmente mercoledi’ 2 gennaio 2013.

L’unione Province d’Italia augura a tutti Buone Feste.

Legge di stabilità: alle Province tagliate del 31% risorse per servizi

“Governo e Parlamento approveranno, consapevolmente,  una Legge di stabilità che manda in dissesto le Province, come dimostrano le dichiarazioni dei relatori. Evidentemente hanno deciso che la sicurezza nelle scuole, la manutenzione delle strade, gli interventi per la difesa del territorio sono diritti di cui i cittadini potranno fare a meno”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando come “Governo e Parlamento – aggiunge – hanno scelto di tagliare del  31% le risorse destinate ai servizi. E’ evidente che si è scelto di adottare una linea iniqua, ben sapendolo. Avevamo infatti rappresentato al Governo, alla Corte dei Conti, al Commissario Straordinario Bondi e a tutti i gruppi parlamentari quali sarebbero state le conseguenze di questa scelta assurda, presentando, dati alla mano, l’elenco delle Province che nel 2013 andranno al default. Ci chiediamo in che modo riusciremo a tutelare per il prossimo anno i 57 mila dipendenti delle Province, e come ci sarà possibile continuare a garantire i servizi ai cittadini. Non possiamo che ribadire – conclude Saitta – che questa scelta avrà conseguenze drammatiche e porterà ripercussioni immediate sia sui cittadini che sul bilancio del Paese, perché il dissesto del 70% delle Province non potrà che incidere pesantemente sul complesso della finanza pubblica”. 

 

 

Legge di stabilità: lo Stato sottrae 260 milioni alle Province

“Con questa Legge di Stabilità ha vinto chi voleva affossare definitivamente il federalismo e fare ritornare il Paese indietro di venti anni ad un centralismo che credevamo ormai superato. L’autonomia delle Province e degli Enti locali è definitivamente cancellata, con tagli ai bilanci di portata tale da non consentire agli enti alcun margine per svolgere le loro funzioni e con la sottrazione da parte dello Sato perfino delle risorse che sono dei territori e che sui territori dovrebbero essere usati”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il maxiemendamento alla legge di stabilità, che non solo conferma per le Province il taglio di 1,2 miliardi di euro, ma non  intervien sulla scelta del Governo di prelevare 260 milioni di euro dalle entrate relative alle imposte RcAuto delle Province e riportarle nelle casse dello Stato.  

“Cosa resta dell’autonomia delle Province, garantita dalla stessa Costituzione, se ci vengono tolte perfino le tasse che i cittadini pagano e che sono destinati a garantire servizi essenziali?”.

“Non è ammissibile – conclude Saitta – che il Parlamento, che per voce dei due relatori alla Legge di Stabilità ieri in aula ha ammesso le gravi difficoltà in cui si troveranno le Province e l’impossibilità di garantire i servizi ai cittadini, non abbia nemmeno provato a risolvere questa emergenza, lasciando al prossimo Governo e Parlamento  l’onere di farsene carico”.  

 

Legge di stabilità e Tagli ai bilanci delle Province

“Siamo fortemente delusi dalle decisioni prese dalla Commissione Bilancio del Senato sui tagli ai bilanci delle Province. Ci saremmo aspettati più coraggio nel difendere i territori e i cittadini dai drammatici tagli imposti dal Governo”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando le ultime decisioni prese dalla Commissione Bilancio del Senato che non ha ridotto in alcun modo i tagli ai bilanci delle Province. 

“L’iniquità della manovra a carico delle Province è palese, e Governo e Parlamento hanno dovuto ammetterlo, ma non hanno voluto affrontare e risolvere questa emergenza. Gli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio ne sono la prova: alle Province restano 1,2 miliardi di tagli ai bilanci, un peso insostenibile che manderà in dissesto il 70% degli enti nel 2013”.

 

 

Legge stabilità e Tagli ai bilanci delle Province

E’ drammatico che oggi si sia stabilito con la Legge di stabilità che andare a scuola oltre i 14 anni  sia meno sicuro, che dovere percorrere strade provinciali sia  più rischioso  che percorrere quelle nazionali, che vivere nell’entroterra voglia dire non essere certi di trovare strade libere dalla neve o dal ghiaccio”. Lo dichiara il Vicepresidente Vicario dell’Upi, Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona. “Di queste scelte  – sottolinea Vaccarezza – sono responsabili i senatori di questa legislatura, che non hanno voluto trovare soluzioni per ridurre un taglio drammatico ed ingiusto ai bilanci delle Province. Il paradosso è avere salvato le poltrone e umiliato le funzioni. Evidentemente hanno scambiato noi che siamo amministratori del territorio per dei semplici parlamentari”.

 

Caos Province, il Vice presidente dell’Upi, Angelo Vaccarezza

“Se non fosse una tragedia sarebbe quasi una comica e si sta avverando quello che noi avevamo detto qualche tempo fa. Con la mancata conversione del decreto sul riordino si apre una fase di incertezza e confusione che francamente non ci voleva. Bisogna trovare subito una soluzione nella Legge di stabilità : deve essere abrogato l’art. 23 del decreto Salva Italia e devono essere restituite alle Province le funzioni previste dalla spending review”. Lo dichiara il Vice Presidente Vicario dell’Upi, Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona.

 “Sulle Province è stato fatto un gran pasticcio – sottolinea Vaccarezza –  a partire dal Salva Italia, una norma giudicata  anticostituzionale, che ha tolto tutte le funzioni a questi enti. Per questo nella spending review il Governo aveva fatto un passo indietro, restituendo alle province la gestione delle scuole, 5000 istituti superiori, dei 125 mila chilometri di strade, della difesa del suolo e della programmazione territoriale, con un ruolo primario nel governo dei territori e risorse proprie. Ma ha legato la norma al percorso di accorpamento a livello territoriale. Caduto il riordino, siamo al caos, e sono a rischio servizi essenziali ai cittadini. Per questo ora l’unica soluzione – conclude il Presidente Vaccarezza –  è abrogare con la Legge di stabilità l’articolo 23 del decreto Salva Italia, dimezzando il taglio ai bilanci previsto per le Province. Solo così potremo continuare a garantire i servizi”.

 In allegato, l’articolo del Vice Presidente Vaccarezza pubblicato oggi su “La Stampa”

Documenti allegati:

Tagli ai bilanci delle Province: le decisioni dell’Assemblea dei Presidenti di Provincia

Ricorso al Tar contro i tagli ai bilanci previsti dalla spending review, che ammontano a 500 milioni di euro per il 2012 e decreti ingiuntivi per ottenere i 2, 8 miliardi di crediti le Province devono avere dallo Stato. Saranno queste le azioni che tutte le Province italiane porteranno avanti per intervenire contro i drammatici tagli ai bilanci operati dal Governo con le manovre economiche.

A deciderlo è stata una assemblea straordinaria dei Presidenti di Provincia convocata oggi a Roma dall’Upi per definire le iniziative che, da qui ai prossimi giorni, saranno messe in campo per chiedere modiche sulla Legge di stabilità.

 “Abbiamo cercato fino ad oggi un confronto franco con il Governo – sottolinea il Presidente dell’Upi Antonio Saitta –  facendo valere le ragioni che emergono chiaramente dai dati reali e che dimostrano come queste manovre non ci permettano di garantire i servizi essenziali.

Con i 500 milioni di euro di tagli previsti dalla spending review – ha aggiunto Saitta – le Province non hanno più i soldi nemmeno per pagare le bollette, e la legge di stabilità che si sta discutendo, che ci impone 1,2 miliardi di tagli¸ ci porterà al dissesto. Dobbiamo tutelare le nostre comunità, dobbiamo continuare a garantire i servizi ai cittadini e vogliamo potere pagare le imprese che lavorano per le nostre amministrazioni. Non abbiamo altra strada che rivolgerci ai giudici – conclude Saitta –  perché sia dimostrata l’iniquità di questi provvedimenti e per riavere quei 2,8 miliardi di euro che lo Stato ci deve e che sono delle Province”.

Tagli ai bilanci delle Province. Il Presidente dell’Upi chiede incontro al Presidente della Repubblica

Un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perché permetta alle Province di spiegare, dati alla mano,  le ragioni dell’allarme drammatico per i tagli ai bilanci lanciato dall’Upi e il rischio che siano compromessi i servizi essenziali ai cittadini,  a partire dalla gestione delle scuole superiori alla manutenzione e messa in sicurezza delle strade provinciali.

Questo il contenuto di una lettera inviata dal Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, con la quale si chiede un incontro urgente al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Ci siamo rivolti al Presidente della Repubblica  – spiega il Presidente Saitta – perché siamo certi che troveremo in lui l’attenzione e la sensibilità che su questi temi ha sempre mostrato.  Questi tagli sono ingiusti – prosegue il Presidente dell’Upi – e sono impossibili da sopportare per il bilanci delle Province. Tanto più che, proprio le Province stanno dando un contribuito significativo al risanamento dei conti pubblici dello Stato, portando a termine  il processo di riordino che , a detta del Ministro Giarda, varrà un risparmio di 500 milioni nel 2013. Abbiamo fatto appello al Parlamento, sia nelle sedi istituzionali che attraverso gli organi di stampa, perché  si arrivi all’approvazione, con le opportune modifiche, del decreto legge 188, così da potere avviare nel 2013 il processo di riordino delle Province e la riforma dell’amministrazione periferica dello Stato. 

Ma vogliamo ricordare che le Province si occupano di servizi che hanno un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini,  perché consentono di assicurare agli studenti scuole sicure e accoglienti, di mantenere le strade sicure e praticabili, di mettere in campo interventi a tutela dell’ambiente e al contrasto del dissesto idrogeologico.

Questi servizi, se non si interviene a dimezzare il taglio di 1,2 miliardi imposto dalle manovre economiche, oggi rischiano di essere fortemente compromessi”.

 

Lettera del Presidente dell’Upi Antonio Saitta su Il Corriere della Sera

Ecco il testo della lettera pubblicata oggi a pagina 13 de Il Corriere della Sera

“Dopo anni di inutili dibattiti sul ruolo e sul futuro delle Province, dettati dalla spinta propagandistica e portati avanti all’insegna di vuoti slogan, oggi il Parlamento si trova a potere discutere di un provvedimento che, partendo dal riconoscimento della necessità delle Province nel sistema di governo del Paese, ne prevede un riordino e una razionalizzazione. Un percorso di riforma che, è bene ricordarlo, è stato avviato proprio a partire da una proposta presentata al Governo da noi amministratori provinciali, lanciata dalle pagine di questo quotidiano meno di un anno fa.  Oggi però il decreto varato dal Governo rischia di restare impantanato nelle pastoie tipiche della fine di legislatura, perché si ritiene più facile lasciarlo cadere piuttosto che intervenire con tutte le correzioni necessarie ed approvarlo. E’ una eventualità che non possiamo accettare: per favore, non diteci “abbiamo scherzato”! Ora sono le Province a chiedere a gran voce una prova di serietà e di coerenza. E’ chiaro a tutti, perfino al Governo, che ci sono molti nodi su cui è necessario intervenire, e che come Upi abbiamo chiaramente evidenziato. La rigidità dei parametri stabiliti ha prodotto alcuni accorpamenti troppo forzati che non rispettano le vocazioni socio economiche dei territori; le funzioni vanno chiarite perché non ci siano più sovrapposizioni, e le norme che cancellano i livelli democratici eletti non solo non sono ammissibili per un livello istituzionale garantito dalla Costituzione, ma rischiano di produrre ingovernabilità sia nella fase di transizione che nella amministrazione delle future Province. A questo si aggiunge il drammatico taglio ai bilanci operato con le manovre economiche, che sta mettendo a duro rischio la nostra possibilità di continuare ad assicurare ai cittadini servizi essenziali e di qualità, a garantire scuole sicure e accoglienti, strade libere dalla neve e agibili,  investimenti e interventi per tutelare il territorio e contrastare il dissesto idrogeologico. Sono nodi su cui chiediamo al Parlamento di intervenire, nella sua autorevolezza, dimostrando di essere in grado di trovare le soluzioni opportune, migliorando il decreto sul riordino in modo che sia più rispettoso delle prerogative espresse dalle comunità locali e alleggerendo il peso di manovre economiche palesemente inique. Ma bloccare il percorso proprio ora non approvando il decreto di riordino o restando sordi alle nostre proteste sarebbe una resa davvero incomprensibile, soprattutto per i cittadini, e metterebbe a rischio i servizi essenziali garantiti dalle Province alle comunità. Per questo oggi ai parlamentari chiediamo di non nascondersi dietro alla maschera dei difensori delle tradizioni locali, pur di non prendere la responsabilità delle scelte. Proprio l’approssimarsi della fine della legislatura dovrebbe essere considerata da tutti l’occasione per dimostrare ai cittadini che le istituzioni italiane sono in grado di collaborare seriamente e costruttivamente quando si tratta di avviare processi di riforme, e che sono in grado di portarli a termine. Se ci fermassimo ora, le distanze che separano la politica dal popolo diventerebbero ancora più grandi, e non riusciremmo a recuperare la fiducia nelle istituzioni. Non servirebbe alle Province, non servirebbe ai territori e tantomeno al Paese”.

 

Antonio Saitta, Presidente dell’Unione Province italiane

Documenti allegati:

Centri per l’impiego: l’Upi all’incontro con il Ministro Fornero

Innalzare gli standard qualitativi dei centri per l’impiego, migliorando la qualificazione professionale del personale impegnato nei servizi delle Province e assicurando livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio. Queste le proposte presentate in un incontro tra il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il Presidente dell’Upi Antonio Saitta e il Vice presidente Angelo Vaccarezza.

“I Centri per l’impiego – ha detto il Presidente Saitta al Ministro – devono continuare ad essere a livello provinciale il presidio delle politiche del lavoro. Sappiamo bene che oggi in Italia ci sono esperienze estremamente diversificate, con aree del Paese in cui i centri delle Province sono di avanguardia e pari agli standard europei, e altre in cui invece è necessario intervenire per potenziare  la qualità e l’efficienza.

Oltre a lavorare per il rafforzamento di questi centri, anche attraverso programmi di formazione che garantiscano personale di professionalità adeguata ed efficace, occorre definire una serie di prestazioni fondamentali che dovranno essere erogati in maniera omogenea a livello nazionale dai centri.

Per questo – ha aggiunto Saitta – offriamo al Ministro la piena disponibilità delle Province a lavorare con il Governo per avviare piani di miglioramento che consentano di garantire lo stesso livello di prestazioni su tutto il territorio.

Si tratta di investire – ha concluso il Presidente dell’Upi – in uno dei servizi essenziali per i cittadini, soprattutto nella drammatica crisi occupazionale che l’Italia sta vivendo, che va rilanciato e rafforzato perché possa incidere nelle dinamiche del mercato del lavoro e assicurare ai lavoratori e alle imprese un punto di riferimento efficace e funzionale”.

Legge di stabilità, tagli ai bilanci delle Province

Non è accettabile che il Governo continui a non farci avere nessuna risposta sulla nostra richiesta di confronto sulle modifiche ai tagli dei bilanci delle Province imposte dalla Legge di stabilità. Non si tratta solo di rispetto istituzionale, che pure riteniamo di potere pretendere, ma di un atteggiamento di chiusura totale che avrà effetti drammatici sia per la cancellazione di servizi essenziali ai cittadini, sia sullo stato del bilancio pubblico”. 

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, sottolineando come “ sono passati ormai venti giorni da quando il Ministro Grilli, dichiarando a parole la comprensione per le nostre proteste e la volontà di avviare un confronto costruttivo, aveva preso con noi impegni puntuali. Nei fatti però dal Governo ci viene solo un assordante silenzio. Ribadiamo che se non si interviene sul testo, dimezzando i tagli alle Province che per il 2013 ammontano a 1,2 miliardi di euro, oltre 70 amministrazioni non saranno in grado di rispettare il patto di stabilità e andranno in dissesto, con conseguenze gravissime sul bilancio dello Stato.

E ribadiamo che se vanno in dissesto le Province, sono i cittadini a pagarne le conseguenze perché non sarà più possibile erogare servizi fondamentali, dalle opere di manutenzione delle strade alla messa in sicurezza delle scuole, dagli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico ai servizi per l’impiego.

Il Governo –conclude Saitta –  non può continuare a fare finta di ignorare la portata di questo problema. Riapra il confronto prima che la Legge di stabilità sia definitivamente approvata”.

 

Cerca