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Riforme istituzionali: con Province accorpate ridurre Regioni

“Abbiamo sempre detto che il riordino delle Province dovesse essere considerato solo il primo passo di un percorso generale di riforma delle istituzioni locali. E’ evidente che ora che le Province stanno avviando il percorso di riorganizzazione che le porterà a ridursi quasi della metà nel numero, bisognerà cominciare a lavorare ad una conseguente riduzione del numero delle Regioni”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che dal quotidiano Il Mattino lancia la proposta di riorganizzazione delle Regioni.

“Non posso che essere d’accordo con il Presidente Caldoro – prosegue Castiglione –  anche perché al termine della riforma delle Province, con la nascita delle nuove grandi aree vaste, saranno diverse le Regioni con dimensione territoriale e demografica inferiore alle Province stesse.

Quando abbiamo presentato al Governo e al Parlamento la nostra proposta di riforma – sottolinea il Presidente dell’Upi –  avevamo chiarito che, per avere efficacia, la riduzione delle Province doveva essere considerata solo il primo passo.

Ma non si tratta solo di rivedere confini geografici, perché il tema vero è l’urgenza di riportare le Regioni a svolgere i compiti che sono loro assegnati dalla Costituzione –  le funzioni legislative, di coordinamento e programmazione – riportando le funzioni amministrative in capo a Comuni e Province.

Le Regioni invece negli anni sono diventati dei carrozzoni in cui si fa di tutto, direttamente o attraverso la miriade di società che sono state istituite per gestire competenze amministrative tipiche degli enti locali.

Per questo – conclude Castiglione – mi auguro che adesso si possa riprendere quel cammino di autoriforma che lo scorso anno era stato annunciato dalle Regioni, e che invece è stato portato fino in fondo solo dalle Province”.

 

Roma, 24 settembre 2012

FONDO PERSEO

Per le adesioni al fondo Perseo del personale delle Province e degli Enti locali è stata emanata la Circolare Operativa n. 1 del 4 settembre 2012 e l’altra documentazione contenente tutte le indicazioni utili in merito alle modalità di adesione al Fondo ed alla contribuzione da parte dei dipendenti.

Tutte le informazioni relative al Fondo Perseo, alle caratteristiche ed alle prestazioni che il Fondo offre, sono reperibili sul sito http://www.fondoperseo.it/ .
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Tagli ai bilanci: le Province ai Ministri Grilli e Cancellieri

“Le Province hanno già ridotto il proprio debito nel 2012, e in piena autonomia. I 100 milioni che la spending review ha destinato a questo scopo devono essere utilizzati per ridurre i 500 milioni di tagli imposti”.

Lo chiede il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e al Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri.

Nel testo il Presidente dell’Upi chiarisce che “nel 2012, secondo un primo monitoraggio Upi, le Province hanno già abbondantemente realizzato un abbattimento del proprio debito di oltre 140 milioni di euro. I 100 milioni che la spending review assegna a questo scopo non servono, mentre è indispensabile che siano utilizzati per ridurre l’ammontare dei tagli”. 

Il Presidente ribadisce poi “situazione di estrema difficoltà in cui versano i bilanci provinciali a seguito della riduzione di risorse per l’anno 2012 per 500 milioni” e le “fortissime perplessità in ordine alla metodologia e all’utilizzo dei dati contenuti nella banca dati Siope così come emersi dall’esame del Commissario Enrico Bondi”, tanto che “molte province saranno in difficoltà nella fase di equilibrio dei bilanci e soprattutto nella previsione di rispetto degli obiettivi di patto di stabilità interno assegnati.            

La riduzione di 500 milioni nel 2012 e addirittura di 1 miliardo per l’anno 2013 – scrive Castiglione ai Ministri –  segna di fatto la volontà di vanificare non solo il pluriennale percorso di efficientemento delle spese delle Province, che le ha viste sempre assai più che rispettose degli obiettivi di comparto in termini di patto, ma anche coerenti e puntuali nelle politiche di riduzione di spesa per ambiti specifici (auto, personale, ecc).

Occorre infatti ricordare che il 2012 per le Province si apre con una riduzione di risorse di 915 milioni di euro, per le manovre finanziarie del 2011, che diventerebbero quasi due miliardi dal 2013! Una cifra – sottolinea il Presidente Castiglione –  assolutamente abnorme e non congrua rispetto al volume di risorse che le Province gestiscono. Basti pensare che la riduzione di 500 milioni di euro per il 2012 è la medesima che viene richiesta ai Comuni che hanno una spesa per consumi intermedi 8 volte superiore ed  una spesa corrente che è 6 volte quella delle Province”.

            Da qui la richiesta di alleggerire il taglio, per “mantenere il comparto in equilibrio di bilancio, soprattutto non creando le condizioni per uno sforamento generalizzato del patto da parte delle Province, il cui onere per la finanza pubblica – conclude il Presidente Castiglione – potrebbe essere assai più ingente della riduzione di taglio”.

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Conferenza Stato Città: tagli ai bilanci

“Abbiamo chiesto al Governo di alleggerire i 500 milioni di tagli ai bilanci delle Province imposti dalla spending review, quantomeno anche  utilizzando i 100 milioni che la spending ci ha concesso spostandone la destinazione dall’abbattimento del debito all’alleggerimento del taglio. Il Governo non è stato in grado di fornirci risposte certe, abbiamo solo stabilito di attivare da subito un tavolo tecnico per rivedere funzione per funzione i parametri dei consumi intermedi stabiliti dal Commissario Bondi, e su cui sono stati definiti i tagli”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, al termine della riunione della Conferenza Stato Città che si è tenuta al Ministero dell’Interno, cui ha preso parte anche il Commissario straordinario per la spending review Enrico Bondi.

“Ci sono evidenti anomalie – sottolinea il Presidente Castiglione –  che lo stesso Governo ha riconosciuto, che hanno portato a considerare come spese comprimibili capitoli di bilancio destinati a servizi ai cittadini, dai contratti del trasporto pubblico locale ai fondi per assicurare la gestione delle scuole provinciali”.

All’incontro è intervenuto anche il Vice Presidente Vicario, Antonio Saitta, che ha sollevato il tema del mancato gettito dell’Imposta Provinciale di Trascrizione.

“Le Province autonome ci hanno sottratto per il 2012 tra i 100 e i 150 milioni di euro di entrate. Il Governo deve intervenire risolvendo questa emergenza” – ha detto il Vice Presidente Saitta, che ha infatti ricordato che il problema dei bilanci delle Province, oltre ai tagli insostenibili operati dal Governo, sono le entrate tributarie che diminuiscono ogni anno. “A questo dobbiamo aggiungere l’emorragia drammatica che i nostri bilanci stanno subendo a causa del dumping fiscale operato dalle Province autonome di Trento, Bolzano e sull’Imposta Provinciale di Trascrizione”.

Il Governo Berlusconi, infatti, nel 2011 ha varato una norma che impone per le immatricolazioni soggetti ad IVA una imposta calcolata in proporzione ai kilowatt del veicolo. 

“Ma le Province Autonome di Trento, Bolzano e Aosta, schermandosi dietro la loro ‘autonomia’ – ha spiegato Saitta alla Conferenza Stato Città –  hanno deciso di non adeguarsi a questa norma, che vale invece per tutto il resto del territorio nazionale,  e hanno stabilito di mantenere una tariffa fissa per tutte le immatricolazioni.

La conseguenza è stata che le  grandi aziende di noleggio e leasing a partire dal gennaio 2012 hanno deciso di spostare la loro sede legale, e quindi le immatricolazioni,  nelle tre province autonome.

Con una perdita di gettito per le Province a statuto ordinario che stimiamo tra i 100 e i 150 milioni di euro. Risorse che le Province avevano considerato nei propri bilanci, e quindi nelle risorse ai fini del patto di stabilità.

Sono soldi che, in maniera del tutto impropria, ci sono stati sottratti. Per questo abbiamo chiesto oggi al Sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, di intervenire a correggere quella che lui stesso ha definito oggi una distorsione, che ha gravi ripercussioni sui bilanci degli Enti.

La soluzione, che abbiamo prospettato alla Conferenza Stato Città e su cui ci è stata confermata la massima attenzione – conclude Saitta –  è che si spostino quote di patto di stabilità corrispondenti alle cifre del mancato introito dai bilanci delle tre Province autonome a quelli delle Province. Anche questo sarebbe un modo per alleviare i tagli imposti alle Province”.

 

                                                

Riordino Province: la posizione della Presidenza UPI

“Il processo di riordino delle Province è ormai avviato. L’Upi nazionale e le Upi regionali sono impegnate affinché si concluda nei tempi definiti dalla legge nel pieno rispetto delle procedure e dei termini indicati. Le nuove province che nasceranno da questo riordino, con funzioni chiare e definite, potranno rispondere a pieno al ruolo di istituzioni di governo di area vasta”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Upi cui hanno preso parte anche i Presidenti delle Upi regionali, convocata per monitorare lo stato del dibattito sui territori in merito al riordino delle Province.

“Da questo incontro è emerso che, dovendo gestire un processo molto complesso che impatta direttamente sulle vite delle comunità e che si pone l’obiettivo di migliorare e  modernizzare il sistema di governo locale, le Upi regionali stanno lavorando in accordo con i Comuni e le Regioni per definire l’assetto delle nuove Province e presentare proposte fortemente condivise dai territori.

 Il percorso necessariamente procede seguendo quanto disposto dalla legge 135/2012, sia per quanto attiene alla tempistica, sia per i parametri indicati. In alcune Regioni lo stato del dibattito è molto avanzato, in altre, anche per le problematiche legate alla istituzione delle Città metropolitane, i nodi da affrontare sono diversi.

Certo è – sottolinea il Presidente Castiglione – che i tagli ai bilanci imposti dalla spending review inseriscono gravi criticità nel percorso di riforma , perché, come la stessa Corte dei Conti ha denunciato, il default degli enti è ormai certo.

E gestire gli accorpamenti delle Province con i bilanci in dissesto è quasi impossibile”.

Nel pomeriggio, una delegazione della Presidenza dell’Upi composta dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, dal Vice Presidente Massimo Ferrarese, Presidente della Provincia di Brindisi, dal Presidente del Consiglio Direttivo, Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti e dal Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, incontrerà a Palazzo Vidoni il Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione Filippo Patroni Griffi, per riportare al Governo lo stato di attuazione del processo di riordino nei territori.

Intanto il Ministero della Pubblica Amministrazione ha diffuso oggi il volume Province Istruzioni per l’uso, scaricabile al link

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1001068/le_province_istruzioni_per_luso.pdf

Le Province, istruzioni per l’uso

Il volume è scaricabile da questo link http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1001068/le_province_istruzioni_per_luso.pdf

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Riforma delle Province: il 13 settembre riunione in Upi

Riunione congiunta dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi insieme ai Presidenti delle Upi regionali il 13 settembre prossimo, a Roma, a partire dalle ore 11,00. Un incontro fissato per fare un primo punto sullo stato di avvio del confronto sui territori sulla riorganizzazione delle Province stabilita con la legge 135/2012 varata il 7 agosto scorso.

“In tutte le Regioni – sottolinea il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – si è entrati nella fase operativa e, laddove questi organismi sono operativi, sono stati calendarizzati i lavori dei Consigli delle Autonomie Locali.

Da qui alle prossime settimane saranno già pronte le prime proposte, in linea con i tempi indicati dalla legge. Nella riunione di giovedì prossimo vogliamo tracciare un primo quadro generale dello stato di avanzamento delle ipotesi operative sui territori, per verificare quali siano le principali criticità e trovare le possibili soluzioni.

Il riordino delle Province e l’istituzione delle Città metropolitane avviate con gli articoli 17 e 18 della spending review – sottolinea poi Castiglione – rappresentano una occasione importante per avviare, a partire dalle Province, una riforma della pubblica amministrazione locale.  E’ evidente che, perché questo processo determini i risultati sperati e non si traduca in una contesa tra campanili, è necessario assicurare il massimo coinvolgimento delle comunità e la massima collaborazione tra tutte le istituzioni, Regioni Province e Comuni. La legge varata apre spazi importanti affinché il riordino avvenga con il concorso di tutti”.

Per aggiornare il Governo sullo stato di avanzamento delle ipotesi di riordino delle Province, il Presidente Castiglione ha chiesto al Ministro Patroni Griffi un incontro, da tenersi presumibilmente nel pomeriggio del 13 settembre stesso, al termine dei lavori dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi .

Riforma province e nuovi parametri: l’Upi scrive al Presidente dell’Istat Giovannini

Inizia la fase di definizione delle nuove Province, avviata con le norme di riordino contenute nella Legge 135/2012, la spending review. Fondamentali in questo percorso saranno i dati dell’ultimo censimento, che, secondo la legge, dovranno essere i dati Istat relativi all’ultimo censimento ufficiale, comunque disponibili alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso. Saranno quelli infatti i dati di riferimento rispetto ai quali ci si dovra’ confrontare per individuare con certezza le aree vaste con più’ di 350 mila abitanti e oltre 2.500 chilometri quadrati. Per questo il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione ha inviato una lettera al Presidente dell’Istat, Luigi Giovannini, affinché l’Istituto possa  “offrire la disponibilità a fornire il supporto necessario alle Province, alle loro Unioni regionali e ai Consigli regionali delle autonomie locali sui dati certificati comunque disponibili nell’ambito delle statistiche ufficiali, nel caso in cui ci sia una richiesta in tal senso”.

“Con le norme di riordino delle Province – scrive Castiglione a Giovannini – si e’ avviata una profonda riforma delle istituzioni provinciali con l’individuazione delle funzioni fondamentali di area vasta e l’avvio di un percorso di revisione delle circoscrizioni territoriali di area vasta che porterà alla riduzione del numero delle Province, all’istituzione delle città metropolitane e ad un complessivo riordino delle amministrazioni pubbliche nel territorio.

Tutte le Province italiane in questi giorni sono impegnate nei territori per arrivare, entro il prossimo 2 ottobre, alla condivisione di ipotesi di riordino delle circoscrizioni provinciali, nell’ambito dei Consigli regionali delle autonomie locali,  che tengano conto dei criteri stabiliti dal governo e, allo stesso tempo, siano effettivamente sostenibili nei territori.

Ma in alcuni casi, come per esempio quello di Arezzo, la provincia non rientrerebbe nei criteri previsti dal Governo in base ai dati provvisori del censimento sulla popolazione 2011, mentre dai dati anagrafici risulterebbe che i residenti della provincia supererebbero la soglia di 350.000 abitanti” .

Da qui la richiesta all’Istat a fornire il supporto necessario alle Province: a questo scopo l’Upi garantirà la piena disponibilità del CUSPI e degli Uffici di statistica delle Province ad affiancare e sostenere l’Istat in questo impegno.

WORLD URBAN FORUM: LA RIFORMA DELLE PROVINCE E LE CITTA’ METROPOLITANE

“I bilanci delle Province non reggeranno i tagli: da qui al 2013 tutti gli enti rischiano il dissesto. Il Governo deve comprendere che questa e’ una emergenza su cui si deve intervenire subito”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione intervenendo al World Urban Forum in corso a Napoli. “Abbiamo iniziato un monitoraggio tra le Province, per capire cosa sta accadendo con la riapertura delle scuole. Dalle prime verifiche e’ evidente la grande difficolta che gli Enti stanno attraversando per assicurare i servizi scolastici, tanto che molti si sono visti costretti a chiudere le scuole nel pomeriggio, per abbattere i costi di manutenzione. Ma cosi a pagare i disagi sono i cittadini, le famiglie, gli studenti”. Il Presidente ha poi ribadito la richiesta avanzata al Governo di intervenire a modificare i tagli “La prossima settimana – ha detto – abbiamo una riunione importante della Conferenza Stato città a cui abbiamo chiesto sia presente anche il Commissario Bondi. Ci aspettiamo di potere definire con lui una nuova agenda dei lavori, che ci permetta davvero di fare un quadro reale  delle ripercussioni dei tagli e delle possibili soluzioni in modo da aprire su questo fronte un confronto leale con il Governo. Confronto che su questi temi fino ad oggi è mancato”
Castiglione si è poi soffermato sul tema della riforma delle Province avviata con la spending review dal Governo Monti. “Noi – ha detto – crediamo fortemente nella possibilità che la riorganizzazione introdotta con l’articolo 17 della spending review possa rappresentare una riforma epocale per l’amministrazione dei governi locali. C’è però una questione che per noi resta dirimente e su cui aspettiamo anche di conoscere il giudizio della Corte Costituzionale che si pronuncerà il 6 novembre prossimo: il modello elettorale che si vorrà adottare per le nuove Province. Lo dico con chiarezza: è del tutto impossibile immaginare che grandi Province, chiamate ad amministrare territori cosi vasti come quelle che nasceranno dopo il riordino,  non siano governate da persone elette dai cittadini ma da rappresentanti nominati dalla politica. Pensare di trasformare le Province in enti di secondo livello, sul modello di quei consorzi di comuni che hanno sempre fallito, sarebbe come condannare all’immobilità e impedire lo sviluppo delle aree vaste del Paese. Per questo ci aspettiamo che il Parlamento, dopo il responso della Consulta e dopo che il Governo avrà varato la legge di riordino delle Province, avvii il dibattito sul modello elettorale e riconsegni ai cittadini, come giusto, la possibilità di scegliere chi debba amministrarli”.
Anche sulle Città metropolitane il Presidente dell’Upi ha sottolineato come “l’articolo 18, che da il via ad un percorso che alcune aree del Paese aspettano da decenni, va colto positivamente, perché può essere l’occasione per offrire un sistema di governance più moderno ed efficiente alle aree in cui vive il 31% della popolazione nazionale e si produce il 34% del nostro PIL. Le città metropolitane avranno infatti anche la responsabilità, e la capacità di agire da motori di sviluppo per la ripresa del Paese, collegandosi all’Unione europea e cogliendo a pieno tutte le opportunità che verranno messe a disposizione per le grandi aree urbane nella futura programmazione dei fondi comunitari. Dall’Agenda digitale alle infrasturrure, dalle politiche energetiche alla promozione della banda larga: le grandi aree urbane sarnno al centro delle politiche europee da qui al 2020 e per cogliere le occasioni che la nuova programmazione offre le nuove istituzioni saranno indispensabili”.

In allegato, il testo dell’intervento del Presidente Castiglione

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L’evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall’Unità d’Italia ad oggi

Il decreto legge 95/12 pone con forza l’esigenza di un riordino territoriale delle province nella prospettiva dell’istituzione delle città metropolitane e di una più complessiva riforma della pubblica amministrazione.
Lo scritto allegato, elaborato nell’ambito di una ricerca coordinata dalla professoressa Ida Nicotra dell’Università di Catania, segue l’evoluzione delle circoscrizioni provinciali nei 150 anni di storia unitaria del Paese e offre un contributo di approfondimento al lavoro che i Consigli regionali delle autonomie locali e le Regioni dovranno fare per definire le proposte di riordino delle Province.

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Convegno “IL FUTURO DELLE CITTA’ METROPOLITANE”

Il convegno si terrà presso la Sala conferenze Padiglione Italia della Mostra d’Oltremare.

L’accesso al solo convegno è aperto a tutti e non richiede accrediti particolari.

L’accesso all’Area ONU richiede invece una registrazione che è possibile anche effettuare al momento.

Per informazioni su come raggiungere la Mostra d’Oltremare, si invita a consultare il link

http://www.wufnapoli.com/

La Mostra d’Oltremare è in viale Kennedy, 54 – 80125 – Napoli, facilmente raggiungibile da qualsiasi parte della città e dai principali punti di snodo grazie ad un sistema di collegamenti ampio ed efficiente.

In auto
A 5 minuti dalle uscite della Tangenziale di Fuorigrotta e Agnano

In treno
A 5 minuti a piedi dalla stazione di Campi Flegrei

In aereo
A 15 minuti in auto dall’aeroporto di Capodichino

Via mare
A 10 minuti in auto dal Molo Beverello

In metropolitana
A 5 minuti a piedi da tre linee della Metropolitana di Napoli:
linea 2: stazione Campi Flegrei
linea 6: stazione Mostra
Cumana: stazione Fuorigrotta

In autobus
A 5 minuti a piedi dallo Stazionamento di Piazzale Tecchio
Linee 180,181, 615, C1, C2, C6, C7, C8 e R6

 

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SPENDING REVIEW: VIA LIBERA DEFINITIVO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

La Camera dei Deputati, nella seduta di ieri, ha approvato definitivamente i Decreti Legge in materia di spending review (ddl 3396) e di dismissioni del patrimonio pubblico (ddl 3382), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Al fine di fornirvi una prima informativa riguardo all’articolo 17 in materia di riordino delle Province si allega una nota di commento predisposta dagli uffici UPI.

Si allega inoltre il testo coordinato dei seguenti articoli:

Articolo 4. Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche;

Articolo 9.  Razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e soppressione di enti, agenzie e organismi;

Articolo 10. Riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio

Articolo 16. Riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 16-bis. Patto Governo-Regioni per il trasporto pubblico locale

Articolo 17. Riordino delle province e loro funzioni

Articolo 18. Istituzione delle Città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio

Articolo 19. Funzioni fondamentali dei comuni e modalità di esercizio associato di funzioni e servizi comunali

Articolo 20. Disposizioni per favorire la fusione di comuni e razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali

IN ALLEGATO, IL TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 7 AGOSTO 2012 PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 14 AGOSTO 2012

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