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STATO/CITTÀ – PROROGATO AL 31 OTTOBRE IL TERMINE DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER IL 2012

Si ricorda che era stato già approvato un differimento del termine, precedentemente fissato al 31 agosto.

Tagli agli enti locali: appello delle Province in Conferenza Stato Città Castiglione “A rischio i servizi ai cittadini, necessario ridurre il taglio”

COMUNICATO STAMPA

 

Tagli agli enti locali: appello delle Province in Conferenza Stato Città

Castiglione “A rischio i servizi ai cittadini, necessario ridurre il taglio”

 

 

“Con il taglio ai bilanci delle Province operato con la spending review sono a rischio i servizi essenziali ai cittadini, a partire dalla scuola. Facciamo appello al Governo perché intervenga per trovare soluzioni che allentino la stretta o le amministrazioni andranno in dissesto”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, intervenendo nel corso della riunione della Conferenza Stato Città al Ministero dell’Interno.

“Lo abbiamo denunciato più volte: il taglio di 500 milioni nel 2012 e di 1 miliardo nel 2013 per le Province non interviene sulla spesa improduttiva, ma ci costringe a ridurre i servizi essenziali. Non possiamo considerare come consumi intermedi il trasporto pubblico locale o la manutenzione delle scuole pubbliche, che sono invece diritti dei cittadini”.

In Conferenza Stato città il Presidente dell’Upi ha ribadito l’iniquità di una manovra che “pesa ben oltre la metà sul sistema delle Regioni e degli enti locali e che rischia di deprimere ancora di più la capacità, già minata, degli enti locali di sostenere lo sviluppo, come denunciato dalla Corte dei Conti”.

Castiglione ha ricordato poi che “con la spending review di fatto per il 2013 si svuota per le Province tutto il fondo sperimentale di riequilibrio. Un fondo – sottolinea Castiglione – che, ora pari a 1,039 miliardi, deriva per 813 milioni dalla addizionale provinciale sull’energia elettrica, un importante tributo proprio provinciale che è stata soppressa nel 2011, e solo per 226 milioni è costituito dai vecchi trasferimenti erariali.  Vuol dire che con questa operazione il Governo si è appropriato di risorse proprie delle Province”.

Il Presidente ha quindi ribadito la necessità che il Governo trovi “nei prossimi provvedimenti di natura economica e finanziaria, a partire dalla legge di stabilità, la possibilità di intervenire mitigando l’impatto dei tagli sulle Province e riequilibrando la riduzione delle risorse tra centro e periferia”.

Castiglione ha quindi richiesto una convocazione straordinaria della Conferenza Stato Città per i primi di settembre per affrontare il tema dei tagli alle Province operato dalla spending review.

 

 

Roma, 2 agosto 2012

ECCO PERCHE’ VA DIFESO IL RIORDINO DELLE PROVINCE

Articolo del Presidente Castiglione sul giornale La Sicilia

Documenti allegati:

FA.RE.NA.IT FARE RETE PER NATURA 2000 IN ITALIA

Il progetto FARENAIT, co-finanziato dal programma LIFE+ dell’Unione Europea, nasce per rilanciare Rete NATURA 2000 in Italia, il programma europeo per la protezione degli habitat e delle specie a rischio.

Molti habitat naturali e animali rari e minacciati sopravvivono anche grazie a pratiche agricole tradizionali e sostenibili. Per questo è importante coinvolgere nella salvaguardia della biodiversità chi vive ed opera in determinate aree agricole.

 

Partner

FARENAIT nasce dalla collaborazione tra CTS, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – la Regione Lombardia, Coldiretti e Comunità Ambiente.

 

 

A chi si rivolge il progetto

L’iniziativa è rivolta:

agli agricoltori per aumentare la conoscenza della rete Natura 2000 e le opportunità che essa offre al mondo rurale;

agli amministratori pubblici, per accrescere le conoscenze e le competenze sulle tematiche relative alla rete ecologica europea;

alle scuole per rafforzare il rapporto dei giovani con il territorio in cui vivono e per renderli consapevoli dell’importanza della natura e della biodiversità.

 

 

FARENAIT intende rafforzare l’alleanza tra mondo rurale e mondo della conservazione della natura, attraverso una serie di azioni di comunicazione da realizzare su tutto il territorio nazionale nel corso dei 3 anni del progetto (dal 2012 al 2014).

Le azioni previste si propongono di migliorare la comunicazione fra amministrazioni pubbliche e mondo agricolo, illustrare i benefici collegati alla rete ecologica europea e restituire ai territori inclusi nella Rete Natura 2000 il riconoscimento del loro valore per fermare la perdita della biodiversità.

 

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Per sensibilizzare gli amministratori pubblici riguardo a Rete Natura 2000 e fornire suggerimenti utili ad avviare nei confronti del mondo agricolo azioni di comunicazione efficaci, è previsto lo svolgimento di una campagna di comunicazione e la realizzazione di una serie di azioni di formazione e aggiornamento, rivolti ai dirigenti e funzionari regionali e locali.

L’azione include la distribuzione di un set di prodotti di comunicazione editoriali (ad esempio un manuale di comunicazione) e multimediali (spot audio e video, edugame) utilizzabili dalle amministrazioni per comunicare con le aziende agricole.

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE AL MONDO AGRICOLO

Agli imprenditori agricoli e alle loro organizzazioni di tutte le regioni è dedicato un percorso informativo e formativo volto a:

  • rendere consapevoli gli agricoltori e gli allevatori del ruolo fondamentale che svolgono per la tutela e la conservazione della biodiversità,
  • facilitare la comunicazione con le amministrazione pubbliche;
  • aumentare la conoscenza delle opportunità  legate a RN2000 e favorire l’accesso ai fondi previsti per chi opera in aree RN2000.

Quest’attività sarà realizzata in tutte le regioni italiane attraverso l’organizzazione di una serie di seminari formativi e incontri locali che coinvolgeranno anche il pubblico e mediante un educational tour diretto ad agricoltori e aziende agricole.

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE ALLA SCUOLA

Alle scuole italiane è dedicata una campagna di educazione ambientale per coinvolgere insegnanti e studenti nella costruzione di un’alleanza concreta per la biodiversità e per l’agricoltura sostenibile nelle aree Natura 2000.

La campagna prevede una competizione per le scuole primarie (dal 2° ciclo) e secondarie di 1° e 2° grado, che si impegneranno nella cura di un’area della Rete Natura 2000.

Ogni anno saranno selezionate 3 classi tra quelle che avranno inviato il loro elaborato e saranno premiate con un soggiorno in una area Natura 2000 di particolare pregio e bellezza.

Saranno inoltre realizzati 5 seminari di formazione e aggiornamento docenti, per fornire agli insegnanti ulteriori elementi di conoscenza e supporto per la realizzazione delle attività in classe.

 

 

Il progetto prevede uno sportello informativo, per fornire consulenza alle amministrazioni pubbliche e a chi vive ed opera in aree rurali o agricole, sulla gestione dei siti Natura 2000, sugli aspetti naturalistici e di conservazione e sull’accesso e l’utilizzo dei fondi collegati a Rete Natura 2000.

 

Per consultare lo sportello informativo è sufficiente scrivere un e-mail al seguente indirizzo [email protected] o chiamare il numero telefonico 06 5806070.

 

 

Per maggiori informazioni sul progetto

Indirizzo mail: [email protected]

Tel. 06/44111327

www.lamiaterravale.it

 

 

 

Spending review, Scuole, Castiglione – Positiva apertura Ministro Profumo a incontro

“Apprendiamo con piacere che il Ministro dell’istruzione Profumo ha ritenuto opportuno un incontro con l’Upi sull’emergenza edilizia scolastica. Avevamo chiesto questo incontro tre mesi fa, e fino ad ora non era stato possibile. Aspettiamo una comunicazione ufficiale, che faccia seguito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Ministro Francesco Profumo, secondo cui domani ci sarebbe un incontro con l’Upi sul tema della sicurezza nelle scuole gestite dalle province.

“Noi avevamo già dal mese di maggio chiesto ufficialmente un incontro al Ministro Profumo, al quale sottolineavamo la necessità di aprire un confronto sulla questione della manutenzione e della messa in sicurezza dei 5000 edifici scolastici delle Province. Lo avevamo fatto proprio perché, come afferma  il Ministro, siamo certi che per risolvere i problemi la cosa essenziale sia sedersi attorno ad un tavolo e trovare soluzioni condivise” .

Per quanto riguarda il rischio segnalato dall’Upi sulla riapertura delle scuole, Castiglione ribadisce che “non si tratta di fare polemiche o di lanciare allarmi ingiustificati. Sono anni ormai che aspettiamo di avere fondi destinati a finanziare l’edilizia scolastica, ma ogni stanziamento previsto non arriva mai ad essere liquidato. Mi riferisco ai 350 milioni di fondi del Cipe indirizzati alla manutenzione delle scuole, su cui la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole da un anno, che sono solo la prima tranche di uno stanziamento complessivo di 700 milioni di euro.

Non solo – prosegue Castiglione – abbiamo sollevato questa questione in tutti i tavoli, perché la riteniamo la vera emergenza del Paese. Per questo abbiamo chiesto, anche a questo Governo, di togliere i vincoli del patto di stabilità per le risorse destinate dalle Province negli investimenti in sicurezza, senza mai ottenere la minima apertura.

Anzi, per tutta risposta, nel decreto sull’emergenza sisma del nord Italia, varato dal Governo Monti, l’esclusione dal patto è stata concessa alle solo scuole dei Comuni, come se la questione non interessasse le centinaia di scuole superiori colpite dal sisma la cui gestione è affidata alle Province.  Adesso, con i nuovi 500 milioni di tagli, che si vanno ad aggiungere ai 915 milioni già stabiliti dalle manovre dello scorso anno, si paralizza qualunque possibilità di intervento delle Province. Ribadisco – conclude Castiglione – che il nostro appello non nasce da alcuna volontà di fare polemica: speriamo davvero che nell’ incontro con il Ministro Profumo, quando si farà, questi nodi verranno sciolti”.

SPENDING REVIEW, L’ALLARME DELL’UPI: A RISCHIO SERVIZI ESSENZIALI

“Le Province subiranno, a causa della spending review, un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013 perché il Governo considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro: in realtà questa cifra include voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi aggredibili, bensì servizi”. E’ Ll’allarme lanciato oggi nel corso di una conferenza stampa dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dal presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e dal presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza. Dati alla mano, che trovate nel dossier allegato, i presidenti hanno spegato come “i parametri scelti dal Govenro per definire i costi aggredibili sono sbagliait, perchè si considerano come consumi intermedi anche servizi essenziali come la manutenzione delle scuole, delle strade, la formazione professionale. Se togliamo questi, che non sono costi ma servizi ai cittadini, l’ammontare totale della spesa ggredibile delle province scende dai 3,7 miliardi stabiliti dalla spending review a 1,3 miliardi. “Parametrando 1,3 miliardi ai 500 milioni previsti dalla spending, il taglio reale che dovrebbe spettare alle Province – ha detto stamane Castiglione – è pari a 176 milioni di euro per il 2012 invece dei 500 milioni previsti e 352 milioni di euro per il 2013 invece del miliardo previsto”. “Non siamo in grado di garantire che i 5000 edifici scolastici che gestiamo possano iniziare l’anno scolastico”, ha lanciato l’allarme Saitta, secondo cui inoltre “se il Governo non dovesse cambiare idea la metà delle province andrà in dissesto finanziario: il commissario Bondi non ha considerato che noi svolgiamo funzioni che non sono tagliabili”. Per Lacorazza “i tagli avranno un impressionante impatto umano. Inoltre non si può tagliare sulle manutenzioni di strade e scuole ad anno già iniziato. Tecnicamente siamo già al dissesto”. “Perché invece non si riesce ad intaccare le 3.127 società ed enti partecipati regionali che costano 7 miliardi l’anno? – si è chiesto Castiglione -. Due miliardi e mezzo è il costo dei soli Consigli di amministrazione”.

A confermare l’errore è una email inviata dal Ministro Giarda al Presidente Saitta, nella quale il Ministro scrive
“Caro Presidente, ho cercato invano di far cambiare quella norma. E’ contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del Governo”.

L’allarme è stato confermato e rilanciato dai Presidenti delle Province del nord, riuniti in Veneto.

Tra le dichiarazioni rilasciate il presidente dell’UPI Veneto, Muraro ha sottolineato l’importanza del fatto che: “Oggi, per la prima volta i territori provinciali del Nord (Veneto, Lombardia e Piemonte) si sono riuniti ad un tavolo unico per discutere le istanze del nord da presentare al Governo. Queste tre Regioni, insieme, rappresentano interessi e numeri importanti che vanno ad influire a livello nazionale. Parlando di PIL rappresentiamo il 38,2 % del valore nazionale, il 32% della popolazione italiana vive nelle tre Regioni, infine le nostre esportazioni sono pari al 51% di quelle nazionali. Riteniamo che questi territori debbano essere non solo rappresentanti, ma anche tutelati di fronte alle prossime azioni che intraprenderà il Governo, inserite nella spending review. Due, a mio avviso, i punti determinanti: la richiesta del mantenimento dell’elezione diretta degli organi amministrativi degli enti di area vasta che resteranno e la definizione di competenze certe e tributi propri. Oggi a Verona abbiamo discusso quali le azioni possibili da intraprendere come segnale ‘eclatante’: innanzittutto, lo sfratto di quegli Enti statali

in affitto dalle Province che in base alla spending review non verseranno più l’affitto. Ma altre sono le proposte fatte dai presidenti che hanno fatto emergere tutto il malessere e le difficoltà di queste rappresentanze territoriali di fronte a certe scelte del Governo. Credo che questo sia solo l’inizio della sinergia fra enti del nord e auspico il coinvolgimento anche delle Regioni interessate. Perchè questa è una battaglia per la collettività!”

 

Ha aggiunto il Presidente UPI Piemonte – Nobili: “Qui non c’è in gioco tanto il futuro delle Province, quanto soprattutto quello dei servizi per la cittadinanza. Entro fine anno, infatti, si rischia di non garantire importanti attività per i cittadini come ad esempio la manutenzione delle scuole e delle strade,il trasporto scolastico, senza dimenticare la gestione dei rifiuti, tema di grande attualità. Non siamo qui per difendere i nostri ruoli, ma l’erogazione di questi servizi. Ci auguriamo che i cittadini comprendano la nostra battaglia e ci supportino. Se su questi tagli lineari non si interverrà con maggiore cognizione di causa i bilanci di tutte le Province – senza aspettare il riassetto che non ci trova concordi nelle modalità con cui questo sta avvenendo – porterà al disavanzo dei bilanci nel corso di questo esercizio, e al dissesto nel prossimo”.

 

“Come UPP – ribadisce Nobili abbiamo dimostrato grande volontà nell’intervenire in un riordino che produca reali risparmi e insieme reale efficienza, ma chiediamo che restino enti di primo grado con competenze e funzioni ben definite, eliminando organismi di secondo grado che in questi anni hanno svolto compiti di cui le Province possono benissimo farsi carico in prima persona”.

 

Infine, il Presidente UPI Lombardia – Sertori ha ribadito: “I tagli che il Governo vuole portare avanti vanno a ‘premiare’ le Regioni che hanno gestito male finora i fondi stanziati e vanno invece a penalizzare le Province virtuose come le nostre che hanno sempre agito con lungimiranza e capacità. È necessario che le elezioni del Presidente e degli organi provinciali rimangano dirette per garantire il principio di rappresentatività democratica, salvaguardare l’indipendenza dei territori e il contatto diretto con i cittadini. Una delle principali funzioni delle Province, infatti, rimane quella di essere enti in grado di fare sintesi tra comuni e Regioni”.

In allegato, il dossier spendind review dell’Upi, con i tagli alle Province aggregati per Regioni

Documenti allegati:

DAL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

DAL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il Consiglio ha definito i criteri per il riordino delle province – dimensione territoriale e popolazione residente – previsti dal decreto sulla spending review (cfr. comunicato stampa del 5 luglio “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica”). In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati.

Nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.

Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto “Salva Italia”). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane – 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze – avverrà contestualmente alla creazione di queste (entro il 1° gennaio 2014).

Nuove Province: il Governo vara i parametri

Castiglione, Upi: “A partire dalle Province si riordini tutta l’amministrazione.Adesso parte percorso condiviso con i territori”.

“Il varo della delibera del Governo nel Consiglio dei Ministri di oggi, che definisce i parametri intorno a cui saranno costruite le nuove Province, da il via ad un processo di riforma istituzionale dal quale ci auguriamo esca una Italia più efficiente con una amministrazione più moderna.

I parametri stabiliti consentono alle Province che nasceranno da questa riforma, di avere dimensioni tali da potere svolgere a pieno il loro ruolo di enti di governo di area vasta”.

“Il Governo ha colto la nostra richiesta di riordinare le Province e non abolirne – aggiunge Castiglione –  ora spetta al Parlamento assicurare che il percorso avvenga lasciando spazio ai territori nel ridisegnare il nuovo assetto delle Province”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sull’approvazione della delibera del Governo che stabilisce i criteri per gli accorpamenti delle Province.

In allegato, la lista delle Province secondo i parametri decisi dal Governo

Nel link, il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Saitta “Ora il Governo con la stessa determinazione accorpi gli uffici periferici dello Stato”

 “Da oggi parte un percorso decisivo per la riforma del governo dei territori: la definizione delle nuove Province è il primo passo verso quella modernizzazione della pubblica amministrazione locale che ha visto gli amministratori provinciali in prima linea. Un percorso che il Parlamento deve adesso completare assegnando alle Province le funzioni necessarie per svolgere a pieno il proprio ruolo di enti di governo di area vasta, a partire da istruzione ed edilizia scolastica”.

E’ il commento del Vice Presidente Vicario dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, che chiede però al Governo “di usare ora la stessa determinazione per intervenire sugli accorpamenti degli uffici periferici dello Stato, a partire dalle Prefetture. In questo modo lo Stato darà un contributo concreto al contenimento della spesa pubblica”.

Saitta conclude proponendo una riflessione “sulla necessità di valutare l’accorpamento delle Regioni più piccole, quelle che hanno oggi un’estensione ed una popolazione inferiore alle nuove Province accorpate”.

In allegato, la lista delle Province secondo i parametri decisi dal Governo

Nel link, il comunicato del Consiglio dei Ministri

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=68751

Documenti allegati:

Spending review: i tagli alle Province intervengono sui servizi

“I parametri scelti dal Governo per definire i ‘consumi intermedi’ sono  sbagliati: non si taglia la spesa improduttiva, si tagliano i servizi”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione analizzando, in un documento che l’Upi ha inviato al Governo, al Parlamento e ai Partiti politici, gli effetti dei tagli previsti dalla spending review sui bilanci delle Province.

Il Decreto legge approvato dal Governo, che da oggi inizia ufficialmente il suo iter di valutazione in Senato, assegna infatti alle Province un taglio ai consumi intermedi di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo per il 2013.

Per le Province i consumi intermedi ammontano a circa 3,7 miliardi di euro, ma alcune delle voci significative ricomprese nel consumo intermedio oggetto di ‘review’ sono evidentemente servizi ai cittadini, come 1 miliardo e 134 milioni di euro che sono Contratti di servizio per il trasporto pubblico locale, 367 milioni di euro che sono corsi di formazione, 243 milioni di euro che sono invece spese per la manutenzione ordinaria e la riparazione degli immobili, compresi gli edifici scolastici.

“Queste tre voci prese ad esemplificazione,  che assommano a circa la metà dei consumi intermedi – spiega Castiglione –  rappresentano servizi ai cittadini, non sprechi aggredibili: stiamo infatti parlando di trasporto pubblico locale e di formazione professionale, ovvero di due rilevanti funzioni assegnate da quasi tutte le Regioni alle Province con propria legge; ma stiamo anche parlando di manutenzione degli immobili ovvero degli  oltre 5000 edifici scolastici nonché dell’intero patrimonio immobiliare delle Province”.

Alcuni esempi concreti: per la Provincia di Genova il totale dei consumi intermedi ritenuti aggredibili dalla spending è pari a 25 milioni e 500 mila. Di questi, il decreto ne taglierà 22 milioni: vuol dire che il taglio di questi consumi corrisponderebbe alla pressocchè totalità degli acquisti di beni e servizi della Provincia che si riferiscono a manutenzione degli istituti scolastici, manutenzione delle strade provinciali, sgombero neve, taglio erba, segnaletica, carburante per i mezzi meccanici, Centri per l’Impiego,  manutenzione immobili adibiti ad uffici, utenze di energia elettrica, gas, acqua, telefono, ecc. Per la Provincia di Torino i consumi intermedi finanziati con fondi dell’Ente per formazione professionale, trasporto pubblico locale, mercato del lavoro, tutela dell’ambiente, etc, sono pari a 61.192.901 che, secondo il dl 95/12  dovrebbero essere decurtati per quasi la metà entro la fine dell’anno e completamente azzerati il prossimo anno.

 “E’ evidente – sottolinea Castiglione – che si tratta di un taglio di risorse, e non di un efficientamento della spesa, come ci si sarebbe aspettato. Parametrare il taglio ai consumi intermedi attesta di fatto la volontà di  non voler  tenere conto né della razionalizzazione già avviata e realizzata da parte di alcuni enti, né della  incapacità di individuare, effettivamente quella ancora  da fare . Un taglio così oneroso e assolutamente sproporzionato non solo all’interno dei diversi comparti della PA, ma anche e soprattutto tra i livelli di governo locale, si traduce nella impossibilità di mantenere gli equilibri di bilancio, mettendo in serio rischio anche il pagamento delle retribuzioni del personale. Resta il dubbio – conclude il Presidente dell’Upi – che l’eccessivo carico della manovra in capo alle Province non sia frutto di una ponderata riflessione tecnica o il risultato di una analisi delle spese delle autonomie locali, quanto piuttosto un modo per operare, attraverso la stretta finanziaria, lo svuotamento delle Province, in linea con l’art. 23 del Decreto Salva Italia. Questo nonostante, sul tavolo delle riforme istituzionali, si stia avviando con il Governo un processo di profondo riordino delle Province. Processo che, stante questi tagli, rischia di essere vanificato”.

In allegato, i documenti Upi sulla spending review inviati alla Commissione bilancio del Senato

 

Documenti allegati:

SPENDING REVIEW : CASTIGLIONE SVUOTARE DI FUNZIONI LE PROVINCE PRODURRA’ COSTI STRAORDINARI

“Noi lo abbiamo detto non appena il Governo ha varato il famoso decreto Salva Italia: l’articolo 23 che svuota le Province dalle loro funzioni non solo getterebbe nel caos il Paese, ma produrrebbe costi straordinari per lo Stato e la Pubblica Amministrazione.

Oggi il Servizio Bilancio del Senato conferma il nostro allarme, analizzando le norme ordinamentali contenute nella spending review che danno attuazione a quello sciagurato provvedimento”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sulle valutazioni emerse dal Servizio Bilancio del Senato, alle prese con l’analisi della Spending review che contiene norme ordinamentali sulle Province, tra cui la definizione delle funzioni in linea con quanto stabilito dall’articolo 23 del Salva Italia.

Secondo i tecnici del Senato, spostare le funzioni dalle Province ai Comuni produrrà costi straordinari, e quindi nemmeno quantificabili, anche per il venir meno delle economie di scala che le Province riescono a realizzare sui territori nell’espletamento delle loro funzioni.

“E’ chiaro a tutti – aggiunge Castiglione – che ci sono funzioni che sono tipiche dell’area vasta: dalla difesa dell’ambiente alla pianificazione territoriale, dalla viabilità e mobilità provinciale alle politiche per il lavoro, all’istruzione, alla formazione professionali, fino alla gestione degli edifici scolastici. 

Proprio lo spostamento delle funzioni sulla scuola può essere l’esempio più immediato: trasferire le competenze dell’edilizia scolastica dalle Province ai Comuni significherebbe spostare sui bilanci dei Comuni spesso medi e piccoli i costi di gestione, manutenzione e messa in sicurezza di 3.266 istituti scolastici e 5.179 edifici, con un immediato aumento delle spese.

Ci auguriamo che il Parlamento voglia riflettere con attenzione su queste analisi del Servizio Studi del Senato: la spending review, visto il suo obiettivo, non può certo contenere provvedimenti che sicuramente produrranno spese inattese e straordinarie per la Pubblica Amministrazione”.

Riforma delle Province e Spending Review

“Le funzioni del decreto legge sulla spending review sono del tutto insufficienti per assicurare alle nuove Province, più grandi e quindi con più responsabilità sul territorio, di governare l’area vasta”: lo dichiara il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, ribadendo come “la nostra piena disponibilità a riorganizzare le Province è sempre stata strettamente legata alla volontà di riformare l’amministrazione dei territori. Non vogliamo che tutto si trasformi nell’ennesimo provvedimento inutile, seguendo le sciagurate orme del salva Italia”.
Con la spending review le Province non saranno tagliate, osserva Castiglione, “piuttosto cambieranno: diventeranno piu” grandi dal punto di vista dell’estensione territoriale e necessariamente dovranno avere tutti i compiti che spettano a istituzioni di questa portata.
Per questo dovranno avere tutte le funzioni che riguardano il mercato del lavoro, dai servizi per l’occupazione ai centri per l’impiego. E, strettamente legate a queste, le funzioni sulla formazione professionale”.
Di questi, ricorda il presidente dell’Upi, “ci occupiamo ormai da 20 anni, e, nonostante fino a oggi vi sia stato scarso interesse da parte dello Stato centrale, che non ha mai investito risorse in strumenti cosi importanti per i cittadini, abbiamo costruito modelli d’eccellenza che ci sono stati riconosciuti anche dal ministro Fornero. Interrompere questo percorso, proprio ora, con la gravissima crisi occupazionale che il Paese attraversa, significherebbe privare i cittadini di servizi essenziali”.
Castiglione punta poi il dito su un altro tema che definisce “imprescindibile”, vale a dire l’edilizia scolastica: a oggi “noi ci occupiamo di oltre 3000 edifici scolastici in cui studiano ragazzi che vengono da tutti i comuni delle Province. Spezzettare questo patrimonio e mandarlo in capo ai comuni, spesso piccoli e piccolissimi, vuol dire rischiare di gettare nel caos tutto il sistema dell’istruzione secondaria superiore.
Per questo ci rivolgeremo al Parlamento, e al Senato in prima battuta, che è chiamato da subito ad esaminare la spending review, per riportare in capo alle Province – conclude – queste e altre funzioni, dall’ambiente alla difesa del suolo alla pianificazione territoriale”.

Spending Review: il Presidente della Provincia di Varese, Dario Galli intervistato dall’ANSA

 Le Province continuano a stare sotto i riflettori e sono tanti gli amministratori che dicono un secco ‘no’ allo “svuotamento delle funzioni e al rischio di accorpamenti assurdi”.
Lo fa anche il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, leghista, in una intervista all’ANSA, secondo il quale “se il quadro prossimo venturo delle Province dovesse essere questo allora – afferma con un paradosso – sarebbe meglio chiuderle”. Ma al di là di questo l’amministratore lombardo (la Provincia di Varese conta 900 mila abitanti e 141 comuni compresi in 1200 km quadrati) giudica incomprensibile che alle Province siano state tolte le funzioni relative al mercato del lavoro, all’istruzione, la formazione e l’edilizia scolastico.
“Ma non solo – aggiunge – visto che mancherebbero all’appello anche la promozione del territorio e le attività turistiche, ma anche tante altre funzioni non codificate che rientrano in una normale gestione di politica territoriale”.
Figurano in questo capitolo ad esempio i progetti relativi alle energie rinnovabili, che hanno coinvolto molti edifici, il tutto a costo zero per le casse della Provincia. “Cose che gli enti di secondo livello, secondo quanto previsto dal governo, non potranno più fare – osserva Galli – che anzi si apprestano a diventare delle mere stazioni appaltanti”.
Galli ad esempio dice di non capire chi in futuro si occuperà delle scuole medie superiori, “il cui passaggio ai Comuni ritengo essere improponibile, nel senso che i più grandi potrebbero pure farcela, divenendo sedi di distretti scolastici, ma non certamente i più piccoli, che dovrebbero consorziarsi, al di là delle problematiche legate al Patto di stabilità o dei colori politici”.
Così facendo, aggiunge, “si innesca la destrutturazione di uno Stato organizzato. Qui nella vicina Svizzera – osserva – hanno fatto il contrario, riempiendo di funzioni gli enti locali, vale a dire i Comuni e i Cantoni”.
A Varese tutti gli edifici scolastici sono in perfetto stato, ricorda il presidente, “e se qualcosa non va i cittadini vengono da me a protestare” e questo a suo giudizio significa contemperare la responsabilità diretta e il federalismo con il centralismo e l’economia di scala.
“Posso anche essere d’accordo sulla sforbiciata alle Province, ma – avverte- mantenendo le competenze di oggi e il passaggio elettivo”. Poi conclude nell’intervista all’ANSA: “Le pare giusto che la mia Provincia, stante i requisiti fissati dal governo, possa chiudere, quando rappresenta in termini di abitanti 2 volte il Trentino?”

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