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Spending review e Province: l’Upi ricevuta dal Governo

“Da oggi si avvia un tavolo di lavoro tra Governo e Upi che, a partire dalla nostra proposta, riuscirà a costruire un processo di riforma delle Province e dell’amministrazione dei territori che porterà ad un riassetto chiaro delle istituzioni locali, ad una riduzione dei costi e alla riqualificazione della spesa pubblica”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine dell’incontro avuto oggi con il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, il Ministro della Pubblica Amministrazione e semplificazione, Filippo Patroni Griffi e il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, insieme al Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, della Provincia di Torino, Antonio Saitta, della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e al Presidente del Consiglio Direttivo Upi, Fabio Melilli.

“Abbiamo ringraziato i Ministri per averci concesso questo incontro– sottolinea il Presidente Castiglione – che avevamo chiesto da tempo per illustrare la proposta dell’Upi e confermare la nostra piena disponibilità a procedere con l’autoriforma delle Province, superando l’articolo 23 del decreto Salva Italia. Abbiamo ricordato i nodi chiave della nostra proposta, che porterebbe ad un risparmio di 5 miliardi di euro, attraverso l’accorpamento delle Province, la razionalizzazione conseguente degli uffici periferici dello Stato, il taglio di tutti gli enti intermedi e la chiara attribuzione delle sole funzioni di area vasta alle Province. Oggi è stato ribadito da tutti  che il Paese ha bisogno di enti di governo di area vasta, ridotte nel numero ma con funzioni chiare, e che il vero risparmio si avrà dalla razionalizzazione dell’amministrazione dello Stato e dal taglio degli Enti strumentali. Per questo la riforma delle Province serve, e va fatta quanto prima, e se si lavora lontano dal populismo e dalla demagogia, è possibile consegnare al Paese una amministrazione pubblica più efficiente. Questi saranno i temi di cui discuteremo a Roma, il 26 e 27 giugno prossimo, all’Assemblea Nazionale delle Province”.

 

“Abbiamo sottolineato ancora una volta come si debba affrontare la ristrutturazione del corpo intermedio dello Stato in modo positivo, propositivo, e intelligente e non, invece, inseguire un ipotetico consenso mediatico – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, a margine della riunione – quello a cui davvero teniamo, è che la riorganizzazione dell’architettura dello Stato funzioni perfettamente per non danneggiare successivamente gli interessi delle famiglie, dei cittadini e delle imprese”

Sisma: al via il coordinamento delle Province per interventi

Creare un circuito virtuoso tra le Province che in questi giorni si sono messe immediatamente a diposizione per supportare le comunità, e le sei Province – Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia, Rovigo, Mantova – colpite dal sisma, per indirizzare aiuti e risorse in maniera mirata, senza disperdere risorse. Questo l’obiettivo del coordinamento delle Province per fronteggiare il terremoto nel nord Italia, attivato dall’Upi.

“Le Province – spiega il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – si sono impegnate in una gara di solidarietà all’indomani della prima scossa, per portare soccorsi e aiutare nella fase emergenziale. Interventi che sono stati decisivi per garantire da subito alle popolazioni colpite l’assistenza necessaria.

Per non disperdere questo prezioso patrimonio di collaborazione e continuare a supportare tutti i territori, anche nel post emergenza, abbiamo concordato con le sei Province colpite da sisma, che si trovano a dovere fronteggiare in prima linea ora la fase della ricostruzione e della ripartenza,  di realizzare una rete di contatti diretti, che permetta alle amministrazioni che lo vorranno di intervenire direttamente nei Comuni colpiti attraverso la regia delle Province, con gli aiuti che si riterranno più opportuni. Attiveremo quindi – assicura Castiglione – un vero e proprio gemellaggio, che legherà le sei Province Capofila e i loro Comuni con le Province che offriranno sostegno,  e permetterà quindi di indirizzare qualunque forma di aiuto in maniera mirata, immediata, senza rischiare di disperdere energie e risorse in progetti ripetitivi o interventi tardivi. Ci sono opere pubbliche da rimettere in piedi, strade e scuole su cui servono verifiche e ristrutturazioni tempestive, ma soprattutto c’è bisogno che le istituzioni utilizzino ogni risorsa disponibile per permettere alle comunità di riprendere a vivere nella quotidianità. Un traguardo che si può raggiungere dimostrando ancora una volta la forte coesione istituzionale del Paese e il ruolo determinante di quelle istituzioni, come le Province e i Comuni, che come sempre sono le prime a sapere rispondere ai cittadini”.                        

Documenti allegati:

Decreto sisma: Province escluse dall’allentamento del Patto

“Comprendiamo e apprezziamo l’estrema urgenza con cui il Governo è dovuto intervenire per dare risposte immediate alle comunità colpite dal terremoto. Ma il mancato allentamento del Patto di stabilità interno, previsto per il soli Comuni e non per le Province, rappresenta un blocco inaccettabile  alla possibilità di investire nella ricostruzione di scuole, strade e degli edifici pubblici delle sei Province colpite dal sisma”.

 Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, che aggiunge: “troviamo inaccettabile che, dovendo il Governo trovare soluzioni adeguate all’emergenza, escluda le Province dalle sole misure in grado di permettere a queste istituzioni di dare risposte ai cittadini per le proprie competenze, mostrando di non volere considerare l’enorme impegno speso in questi 15 giorni di emergenza proprio dalle Province.

Una grave mancanza di rispetto, questa, non tanto e non solo verso le istituzioni, quanto verso tutti quegli uomini e quelle donne, amministratori e dipendenti pubblici delle Province, che stanno lavorando ogni giorno fianco a fianco con Regioni e Comuni nel massimo della collaborazione e con generosità e dedizione. Ci auguriamo che il Parlamento possa correggere questo errore, che danneggia, prima di tutto, comunità e i territori”.

CREDITI IMPRESE, UFFICIO PRESIDENZA UPI CHIEDE MODIFICHE IN CONFERENZA UNIFICATA

“Gli obiettivi che il Governo si pone con il decreto sui crediti alle imprese sono decisivi e pienamente condivisi dalle Province, che su questo tema si sono spese da tempo.  Ma il rischio è che il provvedimento che oggi discuteremo in Conferenza Unificata  non solo non dia risposte reali agli imprenditori, ma porti al collasso i bilanci degli Enti locali”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine della riunione dell’Ufficio di Presidenza nel quale sono stati analizzati i provvedimenti in agenda in Conferenza Unificata. “Oggi chiederemo modifiche al Governo, perché riteniamo che  a questo decreto manchino quegli interventi strutturali che noi chiediamo da tempo, e che sono la vera risposta alle richieste dell’economia. Altrimenti la nostra preoccupazione è che, nonostante l’impegno di tutti, non si dia alle imprese quello che ci chiedono e tutto ricada, ancora una volta, sui soli bilanci degli Enti locali”. “Il decreto – spiega il Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi, Fabio Melilli – non scioglie i veri nodi: non si sbloccano i 4 miliardi fermi nelle casse delle Province a causa del Patto di stabilità, non si restituiscono i 2, 5 miliardi di crediti che lo Stato deve alle Province. C’è poi il problema dei ritardi dei pagamenti delle Regioni verso le Province e i Comuni. Se non si liberano queste risorse gli Enti locali non saranno materialmente in grado di rispondere alle richieste di pagamento. Per questo l’ufficio di Presidenza dell’Upi ha deciso che presenterà oggi in Conferenza unificata un documento con emendamenti di modifica, per introdurre interventi strutturali”. 

Upi: Emergenza sisma e scuole a rischio

“E’ certamente positiva la scelta del Governo di permettere a Comuni e Province dei territori colpiti dal sisma di derogare al patto di stabilità per gli interventi di emergenza. Ma se si consentisse agli Enti locali che hanno soldi in cassa  di riprendere a pianificare gli investimenti non solo quando c’è un’emergenza, potremmo garantire scuole più sicure in tutto il Paese. Per questo abbiamo chiesto da mesi al Governo di togliere dai vincoli del patto gli interventi per la messa in sicurezza delle scuole: altrimenti continueremo a potere intervenire solo dopo che saranno crollate”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come “ormai sono mesi che l’Upi chiede di sbloccare i fondi vincolati dal patto di stabilità. Per le Province, nel 2012, si parla di più di 4 miliardi di euro non utilizzabili. Non possiamo, ogni volta  che accade una tragedia come questa del sisma nel nord Italia, ritrovarci a dovere inventare misure improvvisate, dettate dall’emergenza. Se si tornasse a pianificare, a programmare gli interventi, si potrebbe avviare una grande opera di manutenzione delle scuole che in tutta Italia hanno bisogno di interventi.

Per fare questo, però, c’è bisogno che il Governo, insieme alle Province e ai Comuni, ragioni su quelle modifiche al patto di stabilità che farebbero davvero il bene del Paese, non solo perché ci permetterebbero di fare studiare i nostri ragazzi in scuole sicure e moderne, ma anche perché darebbero il via ad una forte ripresa economica. Siamo un Paese fondato sulla piccola e media industria: gli investimenti della Pubblica amministrazione vanno indirizzati verso interventi capaci di mettere in moto questi sistemi imprenditoriali.

Rinnovabili: i progetti delle Province per semplificare le procedure

Si chiama Interpares – Percorsi di semplificazione amministrativa ed è il progetto, che domani chiude l’ultima Round Table attrverso cui, con UPI capofila e con Tecla ed Ecosistemi come partner tecnici, 12 province hanno avviato una sperimentazione basata su modelli semplificati ed omogenei per le installazioni degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

Un progetto che si conclude dopo 36 mesi, durante i quali sono state in via preliminare analizzate le normative nazionali e regionali in materia di FER, verificandone punti di forza e criticità, comparando anche tali normative tra diversi Stati UE, per poi arrivare alla redazione di una modulistica semplificata attraverso la quale facilitare gli operatori del settore e, al tempo stesso, ridurre l’onere amministrativo per gli enti.

 

Tra i risultati più interessanti si segnalano quelli prodotti dalla Provincia di Benevento dove, per un impianto di mini eolico, si è registrata una riduzione dei tempi necessari per la conferenza dei servizi pari a oltre il 30%, e dalla Provincia di Salerno, dove si è osservata anche una tangibile riduzione delle richieste di informazioni da parte degli operatori, riducendo così l’appesantimento dell’iter, proprio in virtù della chiarezza dei modelli utilizzati.

 

Il progetto Interpares, la cui presentazione finale si svolgerà a Bruxelles il prossimo 20 giugno in occasione dell’Energy Week , potrà dunque produrre ancora nel tempo dei benefici sensibili sul territorio, grazie all’azione di disseminazione dei risultati del progetto che l’UPI porterà avanti nei prossimi mesi.

 

Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore Bello di Benevento: “ il progetto realizzato s’inserisce in un quadro di iniziative condotte dalla Provincia per semplificare le procedure di rilascio delle Autorizzazioni Energetiche, assicurando tempi certi per gli imprenditori che vogliono investire nel Sannio per il Polo di Eccellenza delle Energie Rinnovabili. Tale sistema di sviluppo sta producendo, in questo difficile momento di crisi economica, effetti positivi nel settore delle Energie Rinnovabili creando occasioni di sviluppo rispettose dell’ambiente”.

Upi e Università di Firenze presentano studio su Province in Europa

In tutti gli stati partner dell’Italia in Europa , il sistema istituzionale è costruito su tre livelli di governo, Regioni Province e Comuni: questo vale per Belgio, Francia, Germania, Polonia, Spagna e Regno Unito. E in tutti questi Stati il  livello di governo intermedio gode di protezione Costituzionale. Non solo:  in Francia, Germania, Belgio, Polonia e Regno Unito, come in Italia, gli organi di Governo sono eletti direttamente dal popolo. Solo la Spagna prevede elezioni di secondo livello. E in tutte le Province europee, a prescindere dal modello elettorale, esiste un blocco di funzioni ‘core’ caratteristiche dell’ente di funzione di area vasta che si concentra su ambiente (pianificazione, tutela, gestione dei rifiuti e delle acque), sviluppo economico (sostegno alle imprese e politiche per l’occupazione), trasporti (viabilità, mobilità, infrastrutture) scuola (compresa l’edilizia scolastica). Le funzioni sono legate a tributi propri: c’è autonomia fiscale e agli enti di governo intermedio in Europa sono assegnate entrate tributarie, anche qui, a prescindere dal modello elettorale.  Per quanto riguarda la spesa, le Province italiane risultano essere quelle con minor  incidenza sulla spesa pubblica nazionale (1,7% Italia, contro il 5,4% della Francia e il 4,2% della Germania). Questi i dati che emergono da uno studio realizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze, presentata oggi a Firenze e curata dal Prof. Carlo Baccetti e dalla Prof.ssa Annick Magnier. “Se si analizza il contesto Europeo – ha sottolineato il Prof. Baccetti –  le Province italiane sono, per funzioni, costi e tipologia di governo politico, esattamente in linea con quelle degli altri Paesi, e costano meno. Introdurre in questo contesto una riforma settoriale, come quella prevista dal Governo Monti con la legge Salva Italia, rischierebbe di creare una profonda frattura nel sistema di governo locale del Paese”. “Oggi – ha evidenziato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – le Province italiane, contrariamente a quello che si vuole fare credere, sono in tutto identiche alle Province europee, mentre se si portasse a termine la riforma Monti l’Italia diventerebbe una anomalia, tra l’altro in netta controtendenza con gli altri Stati Ue”. Nella ricerca dell’Università di Firenze emerge poi una forte propensione riformista delle Province stesse, come sottolineato dalla Prof.ssa Magnier, che ha presentato una analisi realizzata su un campione di 70 Province, sulle 107 totali. “Le Province- ha detto la professoressa – sono consapevoli della necessità di autoriformarsi. Per questo sottolineano la necessità di mantenere il livello di governo elettivo, perché le Province sono ente di autogoverno territoriale, ma rivederne la composizione e soprattutto ripensarne le funzioni, concentrando intorno a questa istituzione solo quelle che la caratterizzano come responsabile della programmazione e della gestione del territorio” .

TERREMOTO: RACCOLTA FONDI REGIONE EMILIA ROMAGNA

La Regione Emilia-Romagna ha attivato una raccolta fondi rivolta a quanti, privati ed Enti pubblici, desiderano versare un contributo per far fronte ai costi del terremoto che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna.

Per i privati le possibilità sono le seguenti:

– versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;

– bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 – I – 02008 – 02450 – 000003010203;

– versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.

Per quanto riguarda invece gli Enti pubblici, assoggettati al sistema di Tesoreria unica, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia – Sezione Tesoreria di Bologna.

In tutti i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna.

Terremoto: Province impegnate nei soccorsi

“E’ una giornata di dolore pe le vittime dei sisma e di grande preoccupazione per i cittadini dell’Emilia Romagna. Le Province si sono immediatamente attivate per collaborare ai soccorsi e sostenere nell’opera di assistenza ai tantissimi cittadini rimasti senza casa.

Al Presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, e ai presidenti delle Province devastate dal sisma va tutto il nostro sostegno e un ringraziamento sentito. L’Italia saprà dimostrare ancora una volta tutta la forza dell’unità e una piena solidarietà ai cittadini, alle imprese che hanno perso tutto, alle istituzioni.

L’Unione delle Province d’Italia è a diposizione da subito per ogni iniziativa il Governo, la Regione o gli Enti locali dell’Emilia Romagna riterranno utile mettere in campo a livello nazionale e locale ”.  Lo dichiara il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.

 

LE PROVINCE RICORDANO LA STRAGE DI CAPACI

“Oggi in tutte le Province italiane si celebra il ricordo del Giudice Giovanni Falcone, di sua moglie, Francesca Morvillo, e degli uomini della scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, eroi mai dimenticati. Abbiamo scelto di farlo nelle nostre scuole, tra i giovani, con le famiglie, con centinaia di iniziative che abbiamo voluto mettere in campo non solo per ricordare, ma per riaffermare tra i ragazzi, che sono i custodi della memoria e  il nostro futuro, che la legalità è il valore in cui crediamo e che la lotta a tutte le mafie è il baluardo delle istituzioni.  La tragedia di Brindisi, che ha ferito ancora una volta il Paese, ci ha fatto tornare indietro a quegli anni, quando le stragi degli uomini dello Stato fecero piombare l’intero Paese in un dolore profondo. Dolore che resta, che vive nel ricordo, ma che si tramuta in una forza incredibile, che soprattutto i giovani stanno dimostrando in questi giorni, e nella determinazione che abbiamo non solo a resistere ma a sconfiggere la criminalità organizzata”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.

 

STRAGE DI CAPACI: LE INIZIATIVE DELLE PROVINCE

Provincia di Potenza Lacorazza: partire dalla scuola per portare lontano ideali di giustizia

“La straordinaria partecipazione di studenti registrata in questi giorni in tutta Italia dalle manifestazioni contro la violenza è un filo invisibile ma robusto che, dopo 20 anni dalla strage, continua a legare il sacrificio di Falcone, della moglie e della scorta al bisogno sempre più forte di ricercare la verità per combattere tutte le mafie”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, in occasione della commemorazione delle vittime di Capaci, sottolineando l’importanza di far camminare le idee del magistrato su nuove gambe, come suggerisce il titolo della grande mostra fotografica realizzata dall’Ansa a Palazzo Branciforte.

“La rabbia e la memoria – ha continuato – sono un binomio su cui fondare la lotta alla violenza, una lotta che ha bisogno di alimentarsi di continuo e che deve trovare nella scuola il luogo privilegiato per crescere e consolidarsi. Se puntare sulla scuola significa puntare sul futuro, è da lì che bisogna partire per trovare, nelle nuove generazioni, gambe in grado di portare lontano gli ideali di giustizia e legalità. Da qui la decisione di inserire nel programma di investimenti triennale “Abitare il futuro”, promosso dalla Provincia di Potenza per restituire centralità alla scuola, il progetto “Legalità come narrazione collettiva”, un intervento formativo di tipo laboratoriale con metodologie di action learning (ricerca azione), il cui scopo è quello di rendere visibile, partendo dall’esperienza e dalla riflessione degli studenti, il confine tra legalità ed illegalità, offrendo modelli di comportamento fondati sui principi della convivenza civile e sul rispetto delle regole”.

“L’impegno a cui ciascuno di noi è chiamato, cioè quello di contribuire al faticoso processo di affermazione della giustizia – ha concluso Lacorazza – deve essere un obiettivo collettivo, che deve trarre forza dal ricordo e dalla commemorazione dei grandi sacrifici, come quello di Falcone e Borsellino, ma soprattutto dalla voglia di futuro delle nuove generazioni”.

Provincia di Venezia: i progetti con gli studenti raccontati dalla Presidente Francesca Zaccariotto

“Noi alla cultura delle regole crediamo con forza; ci crediamo così profondamente che siamo particolarmente orgogliosi della felice riuscita della “Giornata della Legalità”, frutto del lavoro di squadra fra Provincia di Venezia, Camera di Commercio, Ufficio Scolastico Provinciale e associazioni cattoliche. Siamo stati soddisfatti di aver registrato la presenza nel nostro auditorium di circa 300 studenti delle scuole medie superiori veneziane, senza dimenticare gli altri studenti  collegati in “streaming” attraverso la rete. Numeri importanti, che hanno concretamente provato il ruolo della Provincia e della scuola veneziana nel sensibilizzare e coinvolgere i giovani su temi che sono oggi alla base della loro crescita, educazione e consapevolezza. La lectio magistralis di Don Ciotti deve continuare a camminare, soprattutto in questo momento, e dopo il drammatico attentato alla scuola di Brindisi di sabato scorso, dove ha perso la vita una giovane innocente. Proprio per combattere fenomeni come questo, intendiamo proseguire sulla strada della cultura e dell’educazione alla legalità e alla giustizia. Un obiettivo che perseguiamo senza sosta, attraverso tante azioni, in primis i controlli per la sicurezza effettuati dai nostri agenti di polizia provinciale lungo il nostro litorale, con il sequestro e la sanzione per il commercio di merce contraffatta, spesso pericolosa per chi la produce e per chi la consuma, con un’unica finalità, tutelare chi lavora nel rispetto delle regole e propone prodotti di qualità, e proteggere i più deboli dallo strapotere della criminalità organizzata. A questa attività abbiamo affiancato l’impegno a favore dei nostri studenti, con il progetto di educazione all’acquisto consapevole, realizzato con la prefettura e le scuole, che abbiamo chiamato “Giovani Originali”. Ricordo anche l’accordo siglato nel dicembre scorso con le istituzioni, le Usl e le forze dell’ordine per la prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti da parte dei giovani, risultato di un progetto iniziato due anni fa, che vuole favorire la cultura della legalità, ed insieme promuovere il valore della vita sana fra i giovani. Una terza iniziativa, fra le altre, è il protocollo della legalità sottoscritto lo scorso 9 gennaio alla presenza del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, con l’obiettivo di  prevenire casi di infiltrazione mafiosa nel settore dei contratti dei lavori pubblici e delle forniture di servizi. Il documento, quanto mai attuale anche nel nostro territorio, ha visto la firma di tutte le prefetture del Veneto, dell’Upi (Unione Province del Veneto) e dell’Anci veneto (Associazione regionale dei Comuni). Ma i nostri progetti, e le iniziative che ne conseguono, per produrre i risultati attesi devono essere supportati dalla cittadinanza e dalle famiglie, protagonisti sulla cena della vita dei nostri ragazzi. Famiglia come base da cui partire, e base su cui costruire l’impegno dell’amministrazione locale. E’ alla famiglia, prima che ai ragazzi, che noi rivolgiamo il nostro appello e che consideriamo partner nella lotta all’ingiustizia e all’illegalità. Per onorare il ricordo del giudice Falcone, e della moglie, il magistrato Francesca Morvillo, e commemorarne l’anniversario di morte che ricorre domani». 

 

Provincia di Pesaro Urbino Migliaia di studenti in piazzale Carducci ricordano la strage di Capaci e l’attentato di Brindisi  Ricci: «Reazione straordinaria, il futuro non si ferma»
 
Quando arriva il blocco più numeroso, quello del Campus, piazzale Carducci si è già trasformata in un piccolo santuario della memoria. Decine di cartelli, striscioni e due aste: «Gli uomini passano, le idee restano»; «Le vostre idee camminano sulle nostre gambe»; «Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa». Gli altoparlanti sparano la musica di Jovanotti e dei Negrita. Sottofondo al corteo della legalità, che unisce il ricordo della strage di Capaci e quello dell’attentato di Brindisi. I ragazzi – migliaia – ‘parcheggiano’ il lenzuolo più grande, «adesso ammazzateci tutti», davanti al tribunale e alla gigantografia di Falcone e Borsellino. Per Matteo Ricci, quella degli studenti, in questo momento, «è una reazione straordinaria: la risposta migliore a chi pensava di intimidire il Paese. Alla legalità e al coraggio non rinunceremo mai». E quindi: «Il futuro non si ferma – continua il presidente – e neanche il cammino per la giustizia, a cui questo territorio ha sempre guardato. Oggi vanno rimessi in fila i valori che contano, tra cui il bene comune e la civiltà. Siamo qui per ribadire che la guardia non va abbassata: abbiamo gli anticorpi per espellere ogni infiltrazione della criminalità. E le nostre sentinelle migliori, come questa giornata testimonia, sono i giovani». L’assessore provinciale Alessia Morani guarda i ragazzi e aggiunge: «Gli studenti hanno dimostrato una grande voglia di partecipare, condannando con determinazione ogni forma di violenza e intimidazione. Il messaggio è ancora più forte guardando all’esempio di grandi uomini come Falcone, che hanno sacrificato la loro vita per il bene comune e la collettività». Gli striscioni sotto il piccolo palco formano un abbraccio collettivo, mentre rivivono le parole del magistrato, nel ventennale della sua morte.        

Provincia di Perugia.  Il presidente della Provincia di Perugia a Palermo per  nuove azioni sul progetto “Lo Stato siamo noi” Guasticchi “Vogliamo affermare la legalità partendo dalle scuole”

Il Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, è in partenza per Palermo per fare il punto e rilanciare nuove azioni in merito al progetto sulla legalità “Lo Stato siamo noi”, di cui l’Ente di Piazza Italia è capofila dal 2010. Guasticchi si incontrerà con Giuseppe Castiglione, presidente UPI nazionale e presidente della Provincia di Catania e, inoltre, con i presidenti delle Province di Palermo e di Trapani. “Un momento di grande importanza” – è questo per il presidente della Provincia di Perugia – “un momento particolare che serve ad affermare sempre di più il senso della legalità, partendo dalle scuole, con il nostro progetto ‘Lo Stato siamo noi”. “Oggi, giornata in cui ricorre il ventennale della strage di Capaci dove furono assassinati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta – ha affermato il presidente Guasticchi – e giornata di mobilitazione generale, anche del mondo della scuola, dopo il terribile episodio di Brindisi, intendo affermare la nostra presenza e offrire il nostro contributo con questo progetto a cui stiamo lavorando da tempo e con cui intendiamo sensibilizzare le giovani generazioni, attraverso la scuola, sul tema della legalità, creando un processo di dialogo interculturale e intergiovanile. Il rispetto delle leggi deve provenire da un incessante lavoro educativo che va iniziato fin dai primi anni sui banchi di scuola dove vanno diffusi i concetti di legalità come principi fondamentale di democrazia ed educazione al rispetto delle leggi e delle regole sociali. Ritengo giusta e necessaria una forte mobilitazione contro questi gesti efferati e la messa in campo di una necessaria unità di intenti da parte di tutte le Istituzioni democratiche per fermare queste incredibili azioni di violenza”. “Questo progetto – ha aggiunto l’assessore alle attività culturali della Provincia di Perugia Donatella Porzi – ha suscitato grande interesse ed ha già ricevuto risposte notevoli su molti fronti, a partire da quello scolastico e sociale a quello religioso e alle altre articolazioni della società civile che hanno portato alla diffusione di una grande rete per la difesa e la promozione di una cultura della legalità”

 

Scheda

Il progetto “Lo Stato siamo noi” vede il coinvolgimento della Provincia di Perugia e delle Province della regione Sicilia di Palermo e Catania e si attua nel quadro di una collaborazione con il Centro Studi Parlamento della Legalità. Esso nasce con l’intento di rapportare due realtà diverse che possono crescere scambiandosi opinioni ed esperienze sul tema della legalità.  Un’intesa di base è stata realizzata con l’Ufficio Scolastico Regionale per consentire una diffusione del progetto nelle scuole del nostro territorio. Il prologo del progetto è stato costruito con la mostra del pittore Gaetano Porcasi, autore delle opere che costituiscono il Museo della Legalità, ubicato nella casa confiscata a Provenzano nel comune di Corleone, e che è stata riproposta a Villa Fidelia di Spello, dove è stata visitata dagli studenti degli Istituti scolastici umbri. E’ stato poi rispettato un fitto calendario di appuntamenti con personaggi  e testimoni in prima  fila sul fronte della battaglia per la legalità. Vista la lontananza tra i due territori, il progetto intende creare un processo di dialogo interculturale ed intergiovanile connotato di carattere innovativo e tecnologico, attraverso l’utilizzazione dei nuovi canali del web, come ad esempio i social network, in una vera piazza virtuale dove tutti possano incontrarsi. L’educazione alla legalità non può essere il semplice risultato di una serie di regole e di proibizioni imposte autoritariamente dall’alto e fatta rispettare con misure repressive; al contrario è preferibile che la naturale predisposizione al rispetto delle leggi sia stimolata da un incessante lavoro educativo da iniziare fin da i primi anni della scuola di base. Per questo motivo il progetto si rivolge alle scuole, ma anche alle associazioni culturali e di categoria, alle cooperative sociali o a chiunque possa dare un contributo utile a diffondere capillarmente la cultura della legalità. Cultura della legalità intesa come rispetto in senso generalizzato ed esteso a tutto e a tutti. Una legalità vista come migliore qualità della vita, con un’attenzione all’ambiente, alla salute e al rispetto dell’altro. Una legalità come garanzia di pace e dunque dello sviluppo sociale, culturale  ed economico.

 

Riforma delle Province: il Vice presidente della Provincia di Taranto alla Regione Puglia

“La lettera inviata dall’assessore regionale al Federalismo Marida Dentamaro ai sei presidenti di Provincia pugliesi ha il sapore sgradevole della lezioncina che i docenti più boriosi sono soliti riservare ai propri scolari. Ma noi non siamo alunni ma amministratori pubblici democraticamente eletti dai cittadini”.

Inizia così la replica dell’assessore provinciale ai Lavori pubblici Costanzo Carrieri, all’assessore regionale Dentamaro che proprio ieri ha invitato le Province pugliesi ad assumere un atteggiamento prudente in materia di gestione del personale in vista del riassetto istituzionale previsto dal governo Monti e che coinvolge, com’è noto, proprio le Province.

Così prosegue Carrieri: “Della esibita solerzia dell’assessore Dentamaro non avvertivamo certo il bisogno. Ci saremmo invece aspettati, questo sì, la convocazione di un incontro per discutere insieme di tempi, forme e modalità di trasferimento e ridefinizione di compiti e funzioni. Faccio presente, per esempio, che in materia di ecologia e ambiente, formazione professionale ed edilizia sismica ex genio civile,  ci sono voluti “appena” due anni per trasferire risorse umane e competenze dalla Regione Puglia alla Provincia di Taranto. Noi siamo pronti al dialogo e ad assumerci le nostre responsabilità ma sicuramente non staremo a riscaldare la poltrona né ci esalta l’idea di diventare i commissari liquidatori delle Province: non lo siamo e non lo diventeremo.

La democrazia, come sa bene la professoressa Dentamaro, si caratterizza per essere il governo delle leggi e non degli uomini: ci atterremo alle decisioni prese, con animo sereno seguiremo il percorso tracciato dal governo e dal Parlamento. Come con animo sereno ricordo anche all’assessore regionale al Federalismo che la Provincia di Taranto avanza circa 20 milioni di euro dalla Regione Puglia per opere programmate e realizzate. Si tratta di un credito che non è stato ancora onorato. Sono soldi che aiuterebbero certamente l’economia ionica, dunque i lavoratori e le imprese.

E tuttavia, nonostante i nostri ripetuti solleciti, per senso di responsabilità e per rispetto istituzionale non abbiamo voluto rendere pubblica questa grave inadempienza.

È vero, la narrazione collettiva che assegna alle Province il ruolo di enti inutili da cancellare sta registrando consensi nell’opinione pubblica; come pure conosciamo il doloroso travaglio di quelle “coscienze infelici” che in pubblico si scagliano contro le Province e poi in privato, da amministratori responsabili, ammettono che la realtà dei fatti è diversa perché gli sprechi, quelli veri, si annidano altrove, per esempio nelle decine di enti strumentali che in molti casi sono diretta emanazione delle Regioni. Sempre in quest’ottica, non sarebbe sbagliato ed anzi vivamente auspicabile, se la Regione Puglia facesse qualcosa in più per ridurre drasticamente il costo del ceto politico pugliese, dagli emolumenti a consiglieri ed assessori ai vitalizi, dalle consulenze agli incarichi.

 Ma si sa, la storia è scritta dai vincitori ed in questa commedia che porta in scena la Demagogia il ruolo dei vinti spetta alle Province. Gentile assessore Dentamaro, noi sappiamo di dover recitare la nostra parte anche se il finale è tutto da scrivere. Fino ad allora, ci piacerebbe però essere rispettati per quello che ancora rappresentiamo: la sovranità popolare”.  

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