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SICUREZZA STRADALE E INVESTIMENTI

“Le proposte presentate oggi dall’ACI sulla mobilità e la sicurezza stradale sono pienamente condivisibili. Occorre rilanciare gli investimenti e scegliere con determinazione la strada della mobilità sostenibile”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, riguardo alle proposte ai candidati alle prossime elezioni presentate oggi dall’ACI.

“Le Province – ricorda Saitta – gestiscono oltre l’80% della rete stradale nazionale, 134 mila chilometri di strade, e su queste concentrano gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza.

Per questo nel nostro Manifesto per il Paese abbiamo ribadito che l’ammodernamento e la messa in sicurezza della rete viaria provinciale, come il completamento delle opere già in essere, sono azioni necessarie che non devono essere bloccate dai vincoli del patto di stabilità interno, ma devono poter essere inserite nelle linee di azione prioritarie del prossimo Governo all’interno di un piano straordinario di investimento sulle infrastrutture di comunicazione.

Mettere in sicurezza le strade, investire in mobilità sostenibile, rendere sempre più efficiente e moderno il sistema viario de Paese – aggiunge Saitta – non solo è indispensabile per garantire alle imprese una rete di infrastrutture che non sia di ostacolo ai commerci, ma è una condizione imprescindibile per il miglioramento della sicurezza stradale. Se vogliamo davvero ridurre i livelli di incidentalità, serve favorire la qualità delle strade e accompagnare l’ammodernamento delle strade con l’incremento delle tecnologie intelligenti. Troppo spesso si dimenticano gli alti costi sociali connessi alla incidentalità”.  

CONFERENZA STAMPA – LE PROPOSTE DELLE PROVINCE PER IL PAESE

Le province italiane presentano il Manifesto programmatico per la prossima legislatura.

“Nel pieno della campagna elettorale – afferma il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta –  il Paese ascolta ogni giorno dichiarazioni dei leader che si candidano a guidare l’Italia per i prossimi 5 anni. Eppure, analizzando i dibattiti politici e le dichiarazioni dei diversi candidati premier e dei rappresentanti dei partiti politici, ci sembra che alcune tematiche rischino di rimanere troppo ai margini.

Come Province – sottolinea Saitta – abbiamo provato a definire alcune proposte programmatiche da sottoporre ai candidati al prossimo Governo e Parlamento.

L’obiettivo non è di produrre l’ennesimo manifesto di rivendicazioni, quanto piuttosto di riportare l’attenzione su questioni che riteniamo centrali per il Paese.

Crediamo che chi si candida a guidare l’Italia per i prossimi cinque anni dovrà considerare prioritario investire nella scuola, nella formazione e negli strumenti che possono sostenere le politiche attive per il lavoro; che per dare nuove opportunità alle imprese e alle economie locali serva intervenire sulle piccole reti di infrastrutture viarie, che sono ormai obsolete; che l’Italia abbia bisogno di attivare politiche che consentano alle istituzioni e alle imprese di cogliere la sfida della green economy e delle infrastrutture immateriali, coniugando la crescita e la diffusione di know how alla promozione dello sviluppo sostenibile; che occorre garantire la messa in sicurezza del Paese, con un’opera costante di contrasto al dissesto idrogeologico e di valorizzazione e tutela del nostro immenso patrimonio paesaggistico”.

La conferenza stampa si terrà giovedì 31 gennaio 2013, alle ore 12,00 presso la sede dell’Unione delle Province d’Italia, Piazza Cardelli 4 (Roma).

Mobilitazione nazionale imprese

“La politica non può restare indifferente alla crisi che sta decimando il sistema delle imprese e il prossimo Governo dovrà dare risposte chiare ed immediate al drammatico appello che oggi arriva attraverso la mobilitazione nazionale promossa dalle loro Associazioni di categoria”.

Lo afferma il vice Presidente nazionale dell’Unione Province Italiane e responsabile dello Sviluppo economico Enrico Di Giuseppantonio.

“Le Province condividono i temi proposti dalle Imprese: va decisamente ridotta una intollerabile pressione fiscale, bisogna garantire e rendere più conveniente l’accesso al credito  – dice ancora Di Giuseppantonio. Sono inoltre necessarie la semplificazione delle norme per favorire nuove assunzioni e produttività, investimenti nella realizzazione di infrastrutture e bisogna portare avanti quell’azione di semplificazione e snellimento burocratico che le Province hanno già avviato da tempo. Le Province chiederanno che tali questioni, sulle quali si gioca il futuro di una fetta rilevante del futuro economico e sociale del nostro Paese, abbiamo la priorità nell’agenda di lavoro del prossimo Governo”.

Crisi Edilizia: Saitta “Ascoltare allarme dell’Ance.

“Il nuovo Governo e il nuovo Parlamento devono ascoltare il grido d’allarme lanciato dall’Ance, che le Province non possono che sottoscrivere. Bisogna sbloccare subito le risorse degli enti locali per avviare un piano di opere pubbliche, dando la massima priorità alla messa in sicurezza, all’ammodernamento e alla riqualificazione delle scuole pubbliche”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, commentando le dichiarazioni del Presidente dell’Ance Paolo Buzzetti sulla gravissima crisi del settore edile.

“Fino ad oggi – sottolinea Saitta – si è scelta la strada dei tagli alle risorse degli Enti locali, che ha colpito i bilanci delle Province in modo drammatico.

La capacità di produrre investimenti delle nostre amministrazioni è crollata di oltre il 44% in soli 5 anni. Se non si inverte immediatamente questa tendenza e non si liberano le tante risorse bloccate inutilmente dal patto di stabilità non sarà possibili agire per fare ripartire la crescita.

I Governi passati non hanno voluto ascoltare questo allarme: noi lo riproporremo con forza a chi prenderà la guida del Paese per i prossimi 5 anni.

Abbiamo bisogno di riprendere ad investire nelle piccole opere, che sono quelle che possono nell’immediato sostenere le imprese locali; e abbiamo bisogno di mettere in sicurezza le nostre scuole, di renderle moderne, di ricostruirle perché possano offrire agli studenti il luogo ottimale in cui crescere e apprendere.

La piattaforma delle proposte delle Province, che la settimana prossima presenteremo alla stampa e che nei prossimi giorni porteremo a tutti i candidati al Parlamento, parte proprio da queste priorità”.

 

 

 

Pubblicato sulla GU del 14 gennaio 2013 il Dpcm 28 settembre 2012

Riparto delle risorse, stanziate dall’articolo 23, comma 9 del decreto-legge n. 95 del 6 luglio 2012, per gli interventi connessi alle eccezionali avversita’ atmosferiche che hanno colpito il territorio nazionale nel mese di febbraio 2012. (13A00169) (GU n.11 del 14-1-2013) 

 

 

Riforme Costituzionali: su Il Sole 24 ore di oggi un intervento del Prof. Valerio Onida

“La vera riforma sarebbe la modifica del bicameralismo. Quanto alle Regioni e agli enti locali  il quadro generale non dovrebbe cambiare: abolire tutte le Province (e non solo nelle Regioni piccole e piccolissime) non è una misura ragionevole“. Lo scrive oggi il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Prof. Valerio Onida, in un lungo intervento pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore.

In allegato, il testo dell’articolo.

Documenti allegati:

Programmi elettorali: Saitta, Upi “Riportare al centro le istituzioni locali

“Che si chiamino agende o più rigorosamente programmi elettorali, i partiti politici che parteciperanno alle prossime elezioni dovranno proporre interventi concreti per fare ripartire lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali e dei territori. La scelta perseguita in questi ultimi anni di penalizzare le istituzioni locali, con tagli continui alle risorse e normative fortemente centraliste,  non ha fatto che indebolire il tessuto produttivo locale e il livello di servizi garantiti ai cittadini. Chiediamo a chi verrà di invertire questa tendenza, di tornare a considerare Province, Regioni e Comuni come una risorsa del Paese e di ristabilire una vera concertazione tra tutte le istituzioni dello Stato”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, annunciando la definizione di una piattaforma programmatica delle Province che verrà presentata ai candidati premier, alle forze politiche e ai candidati alla Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

“Ci sono alcune priorità – dichiara Saitta – che sono centrali per la ripresa e che devono essere affrontate assicurando sia allo Stato centrale che alle istituzioni locali la possibilità di intervenire con risorse adeguate e investimenti unitari. Penso al grande tema della scuola e dell’istruzione, al rilancio delle politiche per il lavoro, agli investimenti per le opere infrastrutturali e la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico, al sostegno della green economy. Su questi, è indispensabile un impegno di tutto il Paese, che potrà essere portato avanti solo se si smetterà di considerare le istituzioni locali come un costo da tagliare e si avvieranno politiche collegiali che esaltino le diverse competenze assegnate a ciascuna parte dello Stato”.

 

CHIUSURA UFFICI UPI

In occasione delle festivita’ natalizie gli uffici dell’Upi resteranno chiusi dal 24 dicembre 2012 al 1° gennaio 2013.

Le attivita’ riprenderanno regolarmente mercoledi’ 2 gennaio 2013.

L’unione Province d’Italia augura a tutti Buone Feste.

Legge di stabilità: alle Province tagliate del 31% risorse per servizi

“Governo e Parlamento approveranno, consapevolmente,  una Legge di stabilità che manda in dissesto le Province, come dimostrano le dichiarazioni dei relatori. Evidentemente hanno deciso che la sicurezza nelle scuole, la manutenzione delle strade, gli interventi per la difesa del territorio sono diritti di cui i cittadini potranno fare a meno”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando come “Governo e Parlamento – aggiunge – hanno scelto di tagliare del  31% le risorse destinate ai servizi. E’ evidente che si è scelto di adottare una linea iniqua, ben sapendolo. Avevamo infatti rappresentato al Governo, alla Corte dei Conti, al Commissario Straordinario Bondi e a tutti i gruppi parlamentari quali sarebbero state le conseguenze di questa scelta assurda, presentando, dati alla mano, l’elenco delle Province che nel 2013 andranno al default. Ci chiediamo in che modo riusciremo a tutelare per il prossimo anno i 57 mila dipendenti delle Province, e come ci sarà possibile continuare a garantire i servizi ai cittadini. Non possiamo che ribadire – conclude Saitta – che questa scelta avrà conseguenze drammatiche e porterà ripercussioni immediate sia sui cittadini che sul bilancio del Paese, perché il dissesto del 70% delle Province non potrà che incidere pesantemente sul complesso della finanza pubblica”. 

 

 

Legge di stabilità: lo Stato sottrae 260 milioni alle Province

“Con questa Legge di Stabilità ha vinto chi voleva affossare definitivamente il federalismo e fare ritornare il Paese indietro di venti anni ad un centralismo che credevamo ormai superato. L’autonomia delle Province e degli Enti locali è definitivamente cancellata, con tagli ai bilanci di portata tale da non consentire agli enti alcun margine per svolgere le loro funzioni e con la sottrazione da parte dello Sato perfino delle risorse che sono dei territori e che sui territori dovrebbero essere usati”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il maxiemendamento alla legge di stabilità, che non solo conferma per le Province il taglio di 1,2 miliardi di euro, ma non  intervien sulla scelta del Governo di prelevare 260 milioni di euro dalle entrate relative alle imposte RcAuto delle Province e riportarle nelle casse dello Stato.  

“Cosa resta dell’autonomia delle Province, garantita dalla stessa Costituzione, se ci vengono tolte perfino le tasse che i cittadini pagano e che sono destinati a garantire servizi essenziali?”.

“Non è ammissibile – conclude Saitta – che il Parlamento, che per voce dei due relatori alla Legge di Stabilità ieri in aula ha ammesso le gravi difficoltà in cui si troveranno le Province e l’impossibilità di garantire i servizi ai cittadini, non abbia nemmeno provato a risolvere questa emergenza, lasciando al prossimo Governo e Parlamento  l’onere di farsene carico”.  

 

Legge di stabilità e Tagli ai bilanci delle Province

“Siamo fortemente delusi dalle decisioni prese dalla Commissione Bilancio del Senato sui tagli ai bilanci delle Province. Ci saremmo aspettati più coraggio nel difendere i territori e i cittadini dai drammatici tagli imposti dal Governo”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando le ultime decisioni prese dalla Commissione Bilancio del Senato che non ha ridotto in alcun modo i tagli ai bilanci delle Province. 

“L’iniquità della manovra a carico delle Province è palese, e Governo e Parlamento hanno dovuto ammetterlo, ma non hanno voluto affrontare e risolvere questa emergenza. Gli emendamenti approvati dalla Commissione bilancio ne sono la prova: alle Province restano 1,2 miliardi di tagli ai bilanci, un peso insostenibile che manderà in dissesto il 70% degli enti nel 2013”.

 

 

Legge stabilità e Tagli ai bilanci delle Province

E’ drammatico che oggi si sia stabilito con la Legge di stabilità che andare a scuola oltre i 14 anni  sia meno sicuro, che dovere percorrere strade provinciali sia  più rischioso  che percorrere quelle nazionali, che vivere nell’entroterra voglia dire non essere certi di trovare strade libere dalla neve o dal ghiaccio”. Lo dichiara il Vicepresidente Vicario dell’Upi, Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona. “Di queste scelte  – sottolinea Vaccarezza – sono responsabili i senatori di questa legislatura, che non hanno voluto trovare soluzioni per ridurre un taglio drammatico ed ingiusto ai bilanci delle Province. Il paradosso è avere salvato le poltrone e umiliato le funzioni. Evidentemente hanno scambiato noi che siamo amministratori del territorio per dei semplici parlamentari”.

 

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