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Tagli ai bilanci: le decisioni dell’Ufficio di Presidenza Upi

Una settimana di incontri con i Parlamentari per sensibilizzare la politica sui tagli drammatici operati dalle manovre economiche ai bilanci delle Province, che mettono a rischio i servizi essenziali, dalle scuole alle strade alla difesa del  suolo. Queste le decisioni prese dall’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia che si è tenuto oggi a Roma.

 

“A partire dalla prossima settimana – ha spiegato il Presidente Saitta al termine della riunione – avvieremo Regione per Regione incontri  con i parlamentari eletti sui territori, e contemporaneamente chiederemo ai Capigruppo di tutti i partiti politici di riceverci. Porteremo dossier sulla situazione dei servizi delle Province, messi a rischio dai tagli e chiederemo che si intervenga con la legge di stabilità a dimezzare almeno quelli previsti per il 2013, passando da 1,2 miliardi a 600 milioni”.

 

Per quanto riguarda i problemi legati alla scuola, sollevati dalle Province la scorsa settimana, Saitta ha annunciato che incontrerà il Ministro dell’istruzione Francesco Profumo sabato prossimo a Torino.

 

“Al Ministro – ha detto – chiederemo di essere al nostro fianco per sostenere nel Governo interventi che ci permettano non solo di assicurare i servizi essenziali, ma di riportare il tema dell’edilizia scolastica al centro delle priorità del Paese. Oltre a chiedere il suo sostegno al dimezzamento del taglio per il 2013, chiederemo che sia permesso alle Province di escludere dal patto di stabilità gli interventi per la messa in sicurezza degli oltre 5000 edifici scolastici che rientrano nelle nostre competenze, per assicurare a tutti gli studenti di accedere in classi calde, accoglienti, sicure”.

 

Previsti anche incontri con le organizzazioni sindacali, per discutere del tema della valorizzazione e tutela del personale delle Province a seguito dell’operazione di riordino. “ In questi giorni – ha spiegato Saitta – cominciano ad uscire dati allarmanti rispetto ai rischi di esuberi o comunque di eccedenze del personale delle Province. E’ un tema troppo delicato su cui, secondo noi, nonostante i nostri continui richiami, ci si sta muovendo con troppa leggerezza”.

 

Riordino Province: Saitta incontra Ministro Patroni Griffi

Un occasione di chiarimento e un ulteriore confronto sul decreto di riordino delle Province. Questo il motivo dell’incontro avuto oggi  tra il Ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi e il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta.

“Abbiamo ribadito al Ministro che per noi la priorità è il mantenimento del livello dei servizi ai cittadini, e che quindi è necessario che il Governo intervenga a ridurre i tagli alle Province.

Per quanto riguarda il processo di riordino – sottolinea Saitta – abbiamo ricordato al Ministro che si tratta di un percorso necessario per avviare, intorno alle Province, una riorganizzazione del governo dell’amministrazione periferica dello Stato più snella, efficace e funzionale. 

Tuttavia il Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, che pure ha il pregio di confermare il ruolo essenziale delle Province nel sistema istituzionale del Paese, presenta alcune importanti criticità che noi riteniamo possano essere corrette dal Parlamento, a partire dai parametri stabiliti per gli accorpamenti, che sono troppo rigidi, e dalla poca chiarezza sulle funzioni delle Province.  Chiederemo poi che siano portati a scadenza naturale nella primavera del 2014 tutti gli organi e  che sia quindi cancellata la norma che elimina le giunte delle Province dal 2013.  Riteniamo indispensabile infatti – afferma Saitta – che siano gli amministratori attualmente in carica a dovere seguire responsabilmente tutto il processo di riordino delle Province.

Vogliamo inoltre  che il Parlamento affronti con serietà il tema del modello elettorale di queste istituzioni – sottolinea Saitta – perché siamo convinti che sia necessario assicurare organi eletti direttamente dal popolo.

Nei prossimi giorni presenteremo alle forze politiche e  Parlamento emendamenti al testo che vanno in questa direzione, confermando la nostra volontà che questo processo sia portato a termine”.

Muraro, Upi “Il Governo si vanta di avere eliminato 600 assessori.

“Il Governo, usando un linguaggio davvero inopportuno per una istituzione della Repubblica italiana, si vanta di avere ‘eliminato’ 600 assessori delle Province. Intanto bandisce un concorso per 30 nuovi prefetti, che si andranno ad aggiungere ai 1400 in servizio. Considerando che dal 2013 le Province, e quindi le Prefetture, saranno 50 in tutta Italia, gli altri 1300 a cosa serviranno? Saranno riorganizzati come le Province, o resteranno sul territorio?”

Lo dichiara il Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi, Leonardo Muraro, al termine di un incontro avuto oggi a Roma con i parlamentari del Veneto, sul riordino delle Province e i tagli ai bilanci imposti dalle leggi economiche.

  “Un assessore di Provincia, eletto dal popolo – sottolinea Muraro –  riceve in media un compenso di 3.500 euro su 12 mensilità, senza vitalizi o diritto a pensione.

Un prefetto di prima nomina riceve uno stipendio di circa 5.700 euro. Quando viene mandato a commissariare una Provincia a questo si aggiunge una indennità di mansione pari al 50% del compenso del Presidente che sostituiscono.

Il Governo Monti ha già commissariato 6 Province nel 2012 e si appresta a commissariarne altre 8 nel 2013 a seguito del decreto legge di riordino,  semplicemente non mandandole al voto, e non perché abbiano commesso reati.

Quindi commissariare le Province, oltre ad essere antidemocratico, rappresenta una spesa inutile per lo Stato. Siccome siamo stati accusati di non volere risparmiare, invitiamo il Governo a fare altrettanto. Perché non si dica mai che il Governo Monti, tanto attento alle spese degli Enti locali, che ormai ha ridotto sul lastrico, non dia il buon esempio”.

 

Tagli ai bilanci: l’Upi chiede un incontro alla Corte dei Conti

Un incontro urgente con il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, per portare l’attenzione su un taglio complessivo ai bilanci delle Province, che per il solo anno 2012 ammonta a 1.415 milioni di euro, che diventeranno 2.115 milioni di euro dal 2013. Ma anche per sollevare la questione dei 2,8 miliardi di residui perenti passivi che lo Stato deve alle Province.

 La richiesta in una lettera inviata oggi dal Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, al Presidente Giampaolino, per ribadire come: “le Province, interessate da un delicato processo di riordino, hanno subito con le ultime manovre economiche tagli alle risorse che stanno producendo effetti deleteri sulla concreta capacità di offrire servizi qualitativamente e quantitativamente sufficienti alle collettività e ai territori amministrati dalle Province. Numeri abnormi che tagliano fondi destinati a servizi per strade, scuole, tutela ambientale e protezione civile, ma anche per l’esercizio di funzioni delegate o trasferite dalle Regioni e dunque spese non discrezionali dell’ente”. 

Da qui la richiesta di un incontro “in virtù dell’importante e fondamentale ruolo della Corte dei Conti sugli equilibri e sulla qualità della finanza pubblica, soprattutto in vista del rafforzato ruolo che la Corte assumerà ai sensi del decreto legge n.174/12, ora in fase di conversione in Parlamento”.

Il Vice Presidente dell’Upi, Angelo Vaccarezza, “Con un decreto non si può impedire al ghiaccio di formarsi”

«Per decreto si avrà la possibilità di impedire alla neve di scendere, alla pioggia di cadere, al ghiaccio di formarsi. Con i tagli imposti dal governo Monti la Provincia non potrà garantire interventi di asfaltatura delle strade, sgombero neve e ghiaccio, sicurezza delle strutture scolastiche, agibilità e riscaldamento delle aule». A dirlo il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza. Da pochi giorni è diventato vicepresidente vicario dell’Upi, l’Unione delle Province italiane, una nomina giunge nel momento più delicato perla storia delle province italiane, il cui destino è strettamente legato al piano di riordino «imposto» dal Governo. Dice Vaccarezza: «E’ un riordino che, di fatto, afferma il loro continuare ad esistere, ad essere governate e ad essere elette. Nel Ponente vi sarà la cosiddetta “Provincia lunga” nata dall’accorpamento di Savona con Imperia. Tutto già fatto. Tutto già deciso. Non stiamo più ragionando su questo, che è oramai storia, ma su ben altro: sui servizi che questi Enti dall’oggi al domani, cesseranno di erogare ai loro cittadini. Sono inaccettabili i tagli di 500 milioni di euro per l’anno 2012 e di un miliardo e duecento milioni per il 2013. Cifre impressionanti, che non mettono solo a rischio i servizi, ma li annulleranno del tutto. Dati che confermano l’impossibilità da parte delle province di svolgere le funzioni per le quali sono state istituite, percentuali che variano dal 60 al 70% delle quote messe a bilancio per l’erogazione di servizi fondamentali per la comunità. Servizi a rischio a causa di un decreto arrogante». Aggiunge: «Il nostro tanto celebrato Governo tecnico ha fatto della razionalizzazione delle province il simbolo del taglio dei costi della politica. Ebbene vorrei che fosse chiaro ai cittadini che i costi della parte politica del nostro Ente equivalgano allo 0,47%. I tagli invece previsti riguardano ben il 60-70% delle quote a bilancio. Evidente quindi che questo decreto dipinto come una legge “anti-casta” rappresenterà so- lo un ulteriore impoverimento della qualità di vita dei cittadini. Ho sempre ritenuto che fare l’amministratore locale fosse il modo migliore per rendere un servizio alla comunità, ed è per spirito di responsabilità che ho intenzione di portare avanti il mio mandato. Una considerazione che prescinde dal ruolo istituzionale che sono a ricoprire, sono un presidente, è vero, ma sono anche un cittadino, un padre che vuole vedere i propri figli andare in scuole calde e sicure. Una doppia responsabilità che da padre di famiglia e amministratore vive nella pro- pria quotidianità il profondo disagio che milioni di famiglie si troveranno ad affrontare». Termina Vaccarezza: «In questo momento, grazie al consenso di migliaia di cittadini che hanno creduto in me tre anni fa, ho la possibilità di tutelare i diritti di una comunità e sarò in prima fila in tutte le sedi competenti per difenderli. Non mi tirerò indietro per future prospettive professionali più appetibili. Sono, con orgoglio, il presidente di tutti i savonesi»

Cooperazione al futuro. Futuro alla cooperazione.

Con l’obiettivo di offrire un contributo ed una risposta del nostro territorio agli spunti e alle riflessioni emersi nel Forum Nazionale di Milano del 1 e 2 ottobre scorsi, l’Istituzione organizza a Pisa il prossimo 20 novembre nella Sala del Consiglio Provinciale della Provincia di Pisa (piazza Vittorio Emanuele II, 14) dalle 9:30 il Forum provinciale della cooperazione dal titolo:Cooperazione al futuro. Futuro alla cooperazione.

All’iniziativa prenderà parte anche Iacopo Viciani,  Consigliere del Ministro per l’Integrazione e la Cooperazione Andrea Riccardi.

L’Istituzione Centro Nord Sud rilancia fortemente il tema della cooperazione decentrata e territoriale ponendo particolare attenzione al ruolo delle istituzioni pubbliche locali nei processi di cooperazione e alla valorizzazione dei migranti quali potenziali attori dei processi di co-sviluppo. 
Il nostro obbiettivo è quella di offrire a tutto il territorio un’occasione per fare il punto sui progetti di cooperazione attivi, per testimoniare e documentare le proprie attività, anche attraverso materiale multimediale, per costruire un momenti di analisi e di riflessione sui punti di forza e le criticità della cooperazione decentrata e territoriale e sul ruolo che i migranti svolgono o potrebbero svolgere nei processi di sviluppo dei propri Paesi. Questi due temi infatti sono rimasti un po’ a margine anche della discussione a livello nazionale.

L’edizione 2012 del Forum ha tra i suoi obiettivi:
lo sviluppo, anche a livello locale, di un dibattito sul processo di revisione della Legge 49/87;
il rilancio del tema della cooperazione decentrata e territoriale, con particolare attenzione alle istituzioni pubbliche locali e, nello specifico, ai Comuni nei processi di cooperazione;
lo sviluppo di riflessioni critiche e di strumenti concreti sul tema dei migranti, quali potenziali attori di co-sviluppo.

La giornata sarà pertanto suddivisa in tre sessioni. Al termine dopo le conclusioni, abbiamo pensato di fare cosa gradita a tutti i partecipanti di programmare alle 19:00 circa lo spettacolo “Non Dimenticateci” di e con Annet Henneman del Teatro di Nascosto di Volterra.

Documenti allegati:

Le Province costrette a ridurre i servizi per i tagli ai bilanci

La nostra protesta non vuole colpire la scuola, anzi, vuole sollevare il velo su un tema drammatico, quello della sicurezza nelle scuole, che ci pare sia poco considerato quando si parla di tagli ai bilanci”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, che annuncia “nei prossimi giorni contatteremo l’Associazione dei Presidi e dei dirigenti scolastici, perche’ sappiamo che sono loro i primi a soffrire delle gravissime carenze nella manutenzione delle scuole. Vogliamo che i nostri ragazzi studino in scuole sicure e se possibile moderne, le Province vogliono continuare ad investire nelle scuole, ma se il Governo ci impedisce di utilizzare le risorse per investire e addirittura ci taglia i fondi per la manutenzione ordinaria, non siamo in grado di assicurare il servizio. Facciamo un appello al Ministro dell’istruzione, Profumo, perche’ sostenga nel Governo la nostra richiesta di liberare risorse per l’edilizia e di togliere dal blocco del patto questi investimenti. Questa – chiude Saitta – e’ una protesta per ricordare al Governo e al Paese che quando si tagliano risorse in maniera cosi drammatica agli Enti locali, sono i cittadini che perdono”.

In allegato, il Dossier sulle scuole delle Province e il Dossier sullo stato dell’edilizia scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione

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Tagli alle Province: Saitta “Chiedo che l’edilizia scolastica diventi una priorità per il Governo”

“Fino ad oggi le Province italiane hanno sempre sopperito con risorse proprie alla totale mancanza di stanziamento di fondi destinati all’edilizia scolastica da parte dei Governi che si sono succeduti nel tempo. Ora il taglio lineare applicato dal ministro dell’economia Grilli ai nostri bilanci ci impedirà addirittura di pagare le bollette. Siamo pronti a ridurre ogni altra spesa, pur di assicurare ai ragazzi scuole calde e sicure, ma non posso permettere che si continui a tenere sottovoce una questione così drammatica, che lo stesso Ministero della Pubblica istruzione ha dovuto mettere nero su bianco nel suo ‘focus sulla scuola’ pubblicato all’inizio dell’anno scolastico”.

 Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando che “il Governo ci toglie 500 milioni di euro e ci impedisce di investire per scuole più sicure, moderne ed efficienti. Chiedo a studenti, famiglie, insegnanti e presidi di sostenere con noi questa battaglia per riportare la sicurezza della scuola pubblica al centro delle priorità del nostro Paese”.

“Come è possibile – aggiunge Saitta –  che il Governo, dopo aver pubblicato un dossier nel quale ammette che il 40% delle scuole italiane dovrebbero essere abbattute e ricostruite perché vecchie di 200 anni, insicure e non adatte ad accogliere i nostri ragazzi, poi non investa un solo euro per intervenire su questa emergenza e tolga mezzo miliardo di euro alle Province, che hanno il compito di presiedere proprio all’edilizia scolastica?”.

 

In allegato, il dossier sulle scuole delle Province e il dossier sull’edilizia scolastica del MIUR

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ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE DELL’UPI ANTONIO SAITTA, Presidente della Provincia di Torino.

A seguito delle due giornate del 7 e 8 Novembre durante le quali si è svolta la riunione dell’Ufficio di Presidenza e del Consiglio Direttivo unitamente all’Assemblea dei Presidenti di Provincia e dei Presidenti di Consiglio sono stati eletti i nuovi vertici dell’Associazione:

Antonio Saitta Presidente Upi, Presidente della Provincia di Torino;

Angelo Vaccarezza Vice Presidente Vicario Upi, Presidente della Provincia di Savona;

Enrico Di Giuseppantonio  Vice Presidente Upi, Presidente della Provincia di Chieti;

Leonardo Muraro  Presidente del Consiglio Direttivo Upi, Presidente della Provincia di Treviso.

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Chi è Antonio Saitta

Nato a Raddusa (Ct) il 15/07/1950. Esponente del Partito Democratico, nominato Grand’Ufficiale dal Presidente della Repubblica nel 2007.

Dall’8 novembre 2012 è presidente dell’Unione Province Italiane.

Sta svolgendo il secondo mandato come presidente della Provincia di Torino, essendo stato eletto una prima volta nel 2004 e rieletto poi nel giugno 2009.

Laureato in Scienze politiche, sposato, padre di Marilde, studentessa universitaria, vive a Rivoli fin da quando ha lasciato bambino la Sicilia insieme ai genitori e ai due fratelli. Di Rivoli è stato a lungo amministratore come consigliere comunale prima e come sindaco poi, dal 1988 al 1995. Ha una lunga esperienza amministrativa alle spalle: è stato consigliere e capogruppo della Democrazia Cristiana della Provincia di Torino dal 1985 al 1990. Eletto consigliere regionale nel 1995 nelle file del Partito popolare, rieletto per la Margherita nel 2000 per il secondo mandato, interrotto nell’estate del 2004 con l’elezione a Palazzo Cisterna.

 

Nel definire il suo impegno politico ama ricordare una citazione tratta dal libro di Siracide (180 a. C.): “dell’artista si ammira l’opera, del politico la saggezza della proposta. Ma se parla a vanvera è una minaccia per la città; se dice cose inconcludenti si fa odiare”.

DISEGNO DI LEGGE N. 3558

In allegato il testo

Documenti allegati:

“Le Province e i Servizi per l’Impiego per un mercato del lavoro più efficiente”

Trasmissione documento UPI “Le Province e i Servizi per l’Impiego per un mercato del lavoro più efficiente”

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ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DI PROVINCIA, DEI PRESIDENTI DI CONSIGLIO PROVINCIALE E DEL CONSIGLIO DIRETTIVO UPI

E’ convocata una riunione del Consiglio Direttivo Upi, unitamente all’Assemblea dei Presidenti di Provincia e dei Presidenti di Consiglio, per giovedì 8 novembre 2012, ore 10,30, a Roma presso la Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A. 

In allegato, la lettera di convocazione

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