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LE ISTITUZIONI PUBBLICHE AL PASSO CON I TEMPI:PER LORO IL CENSIMENTO È SOLO ON LINE

Sono circa 13mila le istituzioni pubbliche coinvolte nel Censimento dell’industria e dei servizi. Si tratta, in particolare, di tutti gli organi costituzionali e di rilievo costituzionale, le agenzie fiscali, le autorità amministrative indipendenti, gli enti produttori di servizi economici, le Regioni e le Province autonome, gli enti locali e altre tipologie istituzionali quali le Camere di Commercio, gli enti regionali di sviluppo agricolo, i consorzi fra enti pubblici, le università e gli Enti e Istituzioni di ricerca, i collegi e gli ordini professionali.
L’intera operazione viene realizzata tramite web.

GLI OBIETTIVI
Lo scopo della rilevazione è la definizione di un preciso quadro informativo statistico sulle peculiarità strutturali e organizzative del settore pubblico in Italia, con particolare attenzione alle unità territoriali e alle sedi decentrate.
Per questo l’Istat acquisisce informazioni tradizionali, ma anche dati relativi ai processi di modernizzazione del settore, come quelli relativi all’amministrazione sostenibile, all’Ict e alle modalità di erogazione dei servizi sul territorio.

LE MODALITÀ
Si è conclusa il 20 settembre la prima fase in cui a ogni istituzione è stato chiesto di aggiornare le informazioni anagrafiche, fornire  l’elenco delle proprie unità locali e  individuare la persona incaricata del coordinamento della rilevazione. Il mondo delle istituzioni ha risposto con efficienza e tempestività.  Inizia  ora la seconda fase.

Dal 1° ottobre, infatti, l’Istat fornisce a ciascun dirigente o funzionario incaricato del coordinamento della rilevazione le credenziali d’accesso a un questionario on line che si articola in due modelli:
•    un modello per l’Unità istituzionale, con il quale si chiedono informazioni riferite all’istituzione nel suo complesso;
•    un modello per le Unità locali, con il quale si chiedono informazioni riferite a ciascuna di esse.

Il 15 ottobre il questionario sarà accessibile anche alle scuole pubbliche italiane di ogni ordine e grado. Per tutti, le risposte dovranno fotografare la situazione esistente al 31 dicembre 2011, data di riferimento del Censimento.

Le operazioni di raccolta dei dati devono concludersi entro il 20 dicembre 2012. I risultati verranno diffusi entro la seconda metà del 2013.
Sul sito http://censimentoindustriaeservizi.istat.it  è disponibile la documentazione e l’accesso al questionario on line.

Riordino Province e scioglimento Consigli

“Il riordino delle Province è un processo delicato e che comporta non pochi conflitti sui territori. A gestirlo, se davvero vogliamo che arrivi a termine con la nascita delle nuove Province, devono essere i politici che sono stati eletti dai cittadini a guidare le amministrazioni. Cancellare i consigli adesso rischia di creare nuovi conflitti e di confondere l’obiettivo principale di questa riforma, che è di riorganizzare i governo locali a partire dalle Province”. 

Lo dichiara il Presidente dell’Unione delle Province italiane, Giuseppe Castiglione, che ha inviato oggi una lettera al Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e al Ministro per la Pubblica amministrazione e semplificazione Filippo Patroni Griffi, per chiedere  un incontro urgente sul riordino delle Province.

“A partire dal prossimo anno, dopo che il Governo e il Parlamento avranno varato il riordino – spiega Castiglione – si dovrà dare vita alle nuove Province che saranno territorialmente e demograficamente molto grandi e che avranno funzioni certe in settori chiave del governo locale, dalla pianificazione dell’ambiente alla salvaguardia dei territori, dalla gestione del trasporto pubblico locale alla viabilità provinciale fino alle funzioni di gestione dell’istruzione secondaria superiore.

E’ evidente – sottolinea il Presidente dell’Upi – che  un percorso di questo genere non può essere guidato se non da una classe politica di amministratori che sono stati votati dai cittadini e che possono con responsabilità e autorevolezza portare a compimento il processo”.

RIORDINO DELLE PROVINCE

Il 26 settembre il Cal Abruzzo ha già approvato la proposta di riordino

L’ipotesi prevede la riduzione delle Province dalle attuali 4 a 2
Le nuove Province dell’Abruzzo sarebbero dunque: L’Aquila-Teramo; Pescara-Chieti

Il 1 ottobre hanno votato i Cal Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Marche

Emilia Romagna: l’ipotesi votata prevede la riduzione delle Province dalle attuali 9 a 4 più la Città metropolitana di Bologna.
Le nuove Province dell’Emilia Romagna sarebbero dunque: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena; Ferrara; Ravenna-ForlìCesena- Rimini .

Liguria: l’ipotesi votata prevede la riduzione delle Province dalle attuali 4 a 2 più la Città metropolitana di Genova.
Le nuove Province della Liguria sarebbero dunque: Savona-Imperia; La Spezia

Marche: l’ipotesi votata prevede la riduzione delle Province dalle attuali 5 a 4.
Le nuove Province delle Marche sarebbero dunque: Ancona; Pesaro-Urbino; Macerata; AscoliPiceno-Fermo.

Veneto: l’ipotesi votata prevede il mantenimento delle attuali 6 Province e l’istituzione della Città metropolitana di Venezia.
Le Province del Veneto sarebbero dunque: Belluno; Treviso; Padova; Vicenza; Rovigo e Verona.

Il 2 ottobre si sono svolte le riunioni dei Cal Lombardia, Toscana, Lazio e Campania.

Lombardia: l’ipotesi votata dal Cal Lombardia prevede la riduzione delle Province dalle attuali 12 a 8 più la Città metropolitana di Milano.
Secondo questa ipotesi, le nuove Province della Lombardia sarebbero: Pavia; Lodi-Cremona; Mantova; Brescia; Bergamo; Sondrio; Como – Lecco – Varese; Monza Brianza.

Toscana: il Cal Toscana non ha preso posizione ed ha deciso di inviare al Consiglio Regionale due diverse proposte. La prima, presentata dall’Upi regionale, prevede la riduzione delle Province dalle attuali 10 a 5 più la Città metropolitana di Firenze.
Secondo questa ipotesi le Province della Toscana sarebbero: Massa-Lucca; Prato-Pistoia; Siena-Grosseto; Arezzo; Pisa-Livorno.
La seconda ipotesi prevede la riduzione delle Province da 10 a 4 più la Città metropolitana di Firenze. Secondo questa ipotesi le Province della Toscana diventerebbero: Massa-Lucca-Pisa-Livorno; Prato-Pistoia, Siena-Grosseto, Arezzo.

Lazio: Il CAL Lazio, anche a seguito della decisione della Regione Lazio di presentare ricorso alla Corte Costituzionale sull’articolo 17 della Legge 135/2012, ha deliberato di non presentare proposte di riordino.

Campania: Il Cal Campania ha deliberato la richiesta al Presidente della Regione di presentare una proposta di deroga per evitare l’accorpamento della Provincia di Benevento alla Provincia di Avellino.  

Per oggi sono previste le riunioni dei Cal di Piemonte e Umbria.

PROVINCE RIORDINO E COSTI POLITICA

“Aspettiamo di vedere cosa deciderà nel prossimo Consiglio dei Ministri il Governo Monti sui costi della politica locale. Certo è che la trasparenza massima deve essere il punto di ripartenza per tutta la politica italiana, da quella nazionale a       quella locale”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, chiarendo come “le vicende riportate oggi dal quotidiano La Repubblica si riferiscono a fatti degli anni passati, già risolti. Le Province hanno avviato un percorso virtuoso di tagli sia rispetto al numero di assessori e consiglieri che in quanto a gli emolumenti dei politici. Attualmente i Consiglieri Provinciali sono passati da un numero di circa 4000 nel 2010 a 2.700 circa. Gli assessori, dai 1.700 circa dello stesso anno, sono oggi 773. A questo si aggiunge il riordino che è stato avviato a seguito della proposta avanzata dall’Unione delle Province italiane, che porterà a ridurre le amministrazioni provinciali in modo da assicurare a queste istituzioni una dimensione territoriale tale da potere esercitare al meglio le funzioni di area vasta che la Costituzione assegna loro”.

Quanto al riordino, rispondendo a Confesercenti che oggi parla di un processo bloccato, per cui sarebbe stata meglio l’abolizione totale, Castiglione spiega che “Il processo di riordino delle Province e delle Città metropolitane è ormai avviato, nonostante, come ovvio, le difficoltà e le resistenze che sono emerse nei territori. E’ un percorso virtuoso, che le Unioni Regionali delle Province stanno sostenendo con forza, cercando sempre la massima collaborazione con le Regioni e i Comuni dei territori. Siamo convinti che da questo processo si svilupperà un nuovo modello di amministrazione locale e statale più snello in grado di sostenere il rilancio del Paese e l’uscita dalla crisi. Per questo tutti devono sentire la responsabilità di portare a termine questo processo con trasparenza e responsabilità”.

Questa settimana infatti si concluderà la prima fase del processo di riordino delle Province. Entro il 3 ottobre i Consigli delle Autonomie Locali (o dove non presenti le Conferenze Permanenti delle Autonomie) voteranno le prime ipotesi di riordino da consegnare alle Regioni, cui spetterà entro il 25 ottobre massimo definire la proposta definitiva da inviare al Governo.

Indagine comparata sul “Livello di governo intermedio” in Europa

In questo difficile momento politico ed economico il tema delle riforme istituzionali e territoriali ha assunto una forte rilevanza in tutta Europa e sono in corso dibattiti che direttamente guardano al ruolo e alle competenze dei Poteri Locali Intermedi in diversi Paesi europei.

 

Le esperienze tuttavia non sono state sistematicamente confrontate e poco si sa delle modalità eventuali con le quali le amministrazioni provinciali e gli enti equivalenti si sono adattate alle trasformazioni dei contesti istituzionali, politici, finanziari e territoriali nei quali si trovano a lavorare.

 

In questa logica abbiamo ritenuto opportuno aderire e sostenere una vasta indagine comparata sugli enti intermedi di governo in Europa, promossa da una rete di sedici istituti di ricerca e coordinata per l’Italia dalla Prof.ssa Annick Magnier e dal Prof. Carlo Baccetti del Dipartimento di Scienza della Politica e Sociologia dell’Università degli Studi di Firenze.

 

Il questionario oggi in distribuzione vuole completare l’indagine già realizzata sui Presidenti di Provincia, per delineare al meglio il ruolo della Provincia e degli enti europei di simile livello nella configurazione attuale delle istituzioni locali e nel contesto dell’integrazione europea, le opinioni sulle prospettive di riforma.

 

É evidente l’importanza particolare che riveste la ricerca, in Italia, in queste settimane, nel quadro dell’attuale dibattito politico-istituzionale nazionale sulla razionalizzazione del sistema delle autonomie.

 

Il questionario è compilabile direttamente online sul file allegato. Per apporre la crocetta, seleziona il quadratino scelto e digita la “X”.  Se lo riterrai necessario, potrai stampare il questionario, compilare la versione cartacea apponendo le crocette con la penna e spedire il questionario scannerizzato per mail.


Una volta compilato il questionario va inviato ai seguenti indirizzi email  [email protected] e [email protected] ossia ai recapiti della Prof.ssa Annick Magnier e del Prof. Carlo Baccetti che cureranno personalmente la ricerca.

 

Documenti allegati:

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE SU L’UNITA’ DI OGGI

“Mentre le Province venivano depredate di ogni risorsa necessaria al funzionamento dei servizi, nelle Regioni c’era anche chi poteva permettersi le ostriche”. Questo il commento amaro che il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ha rilasciato in un fondo pubblicato sul quotidiano L’Unità di Oggi.
In allegato, l’articolo, nel quale il Presidente Barducci sottolinea che “mentre per i gruppi consiliari di qualche Regione gli stanziamenti milionari aumentavno in modo esponenziale, la scure dei tagli si abbatteva pesantemente sui bilanci degli enti provinciali. E pazienza se mancano i soldi per mettere in sicurezza le scuole”.

Documenti allegati:

Riforme istituzionali: con Province accorpate ridurre Regioni

“Abbiamo sempre detto che il riordino delle Province dovesse essere considerato solo il primo passo di un percorso generale di riforma delle istituzioni locali. E’ evidente che ora che le Province stanno avviando il percorso di riorganizzazione che le porterà a ridursi quasi della metà nel numero, bisognerà cominciare a lavorare ad una conseguente riduzione del numero delle Regioni”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che dal quotidiano Il Mattino lancia la proposta di riorganizzazione delle Regioni.

“Non posso che essere d’accordo con il Presidente Caldoro – prosegue Castiglione –  anche perché al termine della riforma delle Province, con la nascita delle nuove grandi aree vaste, saranno diverse le Regioni con dimensione territoriale e demografica inferiore alle Province stesse.

Quando abbiamo presentato al Governo e al Parlamento la nostra proposta di riforma – sottolinea il Presidente dell’Upi –  avevamo chiarito che, per avere efficacia, la riduzione delle Province doveva essere considerata solo il primo passo.

Ma non si tratta solo di rivedere confini geografici, perché il tema vero è l’urgenza di riportare le Regioni a svolgere i compiti che sono loro assegnati dalla Costituzione –  le funzioni legislative, di coordinamento e programmazione – riportando le funzioni amministrative in capo a Comuni e Province.

Le Regioni invece negli anni sono diventati dei carrozzoni in cui si fa di tutto, direttamente o attraverso la miriade di società che sono state istituite per gestire competenze amministrative tipiche degli enti locali.

Per questo – conclude Castiglione – mi auguro che adesso si possa riprendere quel cammino di autoriforma che lo scorso anno era stato annunciato dalle Regioni, e che invece è stato portato fino in fondo solo dalle Province”.

 

Roma, 24 settembre 2012

FONDO PERSEO

Per le adesioni al fondo Perseo del personale delle Province e degli Enti locali è stata emanata la Circolare Operativa n. 1 del 4 settembre 2012 e l’altra documentazione contenente tutte le indicazioni utili in merito alle modalità di adesione al Fondo ed alla contribuzione da parte dei dipendenti.

Tutte le informazioni relative al Fondo Perseo, alle caratteristiche ed alle prestazioni che il Fondo offre, sono reperibili sul sito http://www.fondoperseo.it/ .
Documenti allegati:

Tagli ai bilanci: le Province ai Ministri Grilli e Cancellieri

“Le Province hanno già ridotto il proprio debito nel 2012, e in piena autonomia. I 100 milioni che la spending review ha destinato a questo scopo devono essere utilizzati per ridurre i 500 milioni di tagli imposti”.

Lo chiede il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e al Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri.

Nel testo il Presidente dell’Upi chiarisce che “nel 2012, secondo un primo monitoraggio Upi, le Province hanno già abbondantemente realizzato un abbattimento del proprio debito di oltre 140 milioni di euro. I 100 milioni che la spending review assegna a questo scopo non servono, mentre è indispensabile che siano utilizzati per ridurre l’ammontare dei tagli”. 

Il Presidente ribadisce poi “situazione di estrema difficoltà in cui versano i bilanci provinciali a seguito della riduzione di risorse per l’anno 2012 per 500 milioni” e le “fortissime perplessità in ordine alla metodologia e all’utilizzo dei dati contenuti nella banca dati Siope così come emersi dall’esame del Commissario Enrico Bondi”, tanto che “molte province saranno in difficoltà nella fase di equilibrio dei bilanci e soprattutto nella previsione di rispetto degli obiettivi di patto di stabilità interno assegnati.            

La riduzione di 500 milioni nel 2012 e addirittura di 1 miliardo per l’anno 2013 – scrive Castiglione ai Ministri –  segna di fatto la volontà di vanificare non solo il pluriennale percorso di efficientemento delle spese delle Province, che le ha viste sempre assai più che rispettose degli obiettivi di comparto in termini di patto, ma anche coerenti e puntuali nelle politiche di riduzione di spesa per ambiti specifici (auto, personale, ecc).

Occorre infatti ricordare che il 2012 per le Province si apre con una riduzione di risorse di 915 milioni di euro, per le manovre finanziarie del 2011, che diventerebbero quasi due miliardi dal 2013! Una cifra – sottolinea il Presidente Castiglione –  assolutamente abnorme e non congrua rispetto al volume di risorse che le Province gestiscono. Basti pensare che la riduzione di 500 milioni di euro per il 2012 è la medesima che viene richiesta ai Comuni che hanno una spesa per consumi intermedi 8 volte superiore ed  una spesa corrente che è 6 volte quella delle Province”.

            Da qui la richiesta di alleggerire il taglio, per “mantenere il comparto in equilibrio di bilancio, soprattutto non creando le condizioni per uno sforamento generalizzato del patto da parte delle Province, il cui onere per la finanza pubblica – conclude il Presidente Castiglione – potrebbe essere assai più ingente della riduzione di taglio”.

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Conferenza Stato Città: tagli ai bilanci

“Abbiamo chiesto al Governo di alleggerire i 500 milioni di tagli ai bilanci delle Province imposti dalla spending review, quantomeno anche  utilizzando i 100 milioni che la spending ci ha concesso spostandone la destinazione dall’abbattimento del debito all’alleggerimento del taglio. Il Governo non è stato in grado di fornirci risposte certe, abbiamo solo stabilito di attivare da subito un tavolo tecnico per rivedere funzione per funzione i parametri dei consumi intermedi stabiliti dal Commissario Bondi, e su cui sono stati definiti i tagli”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, al termine della riunione della Conferenza Stato Città che si è tenuta al Ministero dell’Interno, cui ha preso parte anche il Commissario straordinario per la spending review Enrico Bondi.

“Ci sono evidenti anomalie – sottolinea il Presidente Castiglione –  che lo stesso Governo ha riconosciuto, che hanno portato a considerare come spese comprimibili capitoli di bilancio destinati a servizi ai cittadini, dai contratti del trasporto pubblico locale ai fondi per assicurare la gestione delle scuole provinciali”.

All’incontro è intervenuto anche il Vice Presidente Vicario, Antonio Saitta, che ha sollevato il tema del mancato gettito dell’Imposta Provinciale di Trascrizione.

“Le Province autonome ci hanno sottratto per il 2012 tra i 100 e i 150 milioni di euro di entrate. Il Governo deve intervenire risolvendo questa emergenza” – ha detto il Vice Presidente Saitta, che ha infatti ricordato che il problema dei bilanci delle Province, oltre ai tagli insostenibili operati dal Governo, sono le entrate tributarie che diminuiscono ogni anno. “A questo dobbiamo aggiungere l’emorragia drammatica che i nostri bilanci stanno subendo a causa del dumping fiscale operato dalle Province autonome di Trento, Bolzano e sull’Imposta Provinciale di Trascrizione”.

Il Governo Berlusconi, infatti, nel 2011 ha varato una norma che impone per le immatricolazioni soggetti ad IVA una imposta calcolata in proporzione ai kilowatt del veicolo. 

“Ma le Province Autonome di Trento, Bolzano e Aosta, schermandosi dietro la loro ‘autonomia’ – ha spiegato Saitta alla Conferenza Stato Città –  hanno deciso di non adeguarsi a questa norma, che vale invece per tutto il resto del territorio nazionale,  e hanno stabilito di mantenere una tariffa fissa per tutte le immatricolazioni.

La conseguenza è stata che le  grandi aziende di noleggio e leasing a partire dal gennaio 2012 hanno deciso di spostare la loro sede legale, e quindi le immatricolazioni,  nelle tre province autonome.

Con una perdita di gettito per le Province a statuto ordinario che stimiamo tra i 100 e i 150 milioni di euro. Risorse che le Province avevano considerato nei propri bilanci, e quindi nelle risorse ai fini del patto di stabilità.

Sono soldi che, in maniera del tutto impropria, ci sono stati sottratti. Per questo abbiamo chiesto oggi al Sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, di intervenire a correggere quella che lui stesso ha definito oggi una distorsione, che ha gravi ripercussioni sui bilanci degli Enti.

La soluzione, che abbiamo prospettato alla Conferenza Stato Città e su cui ci è stata confermata la massima attenzione – conclude Saitta –  è che si spostino quote di patto di stabilità corrispondenti alle cifre del mancato introito dai bilanci delle tre Province autonome a quelli delle Province. Anche questo sarebbe un modo per alleviare i tagli imposti alle Province”.

 

                                                

Riordino Province: la posizione della Presidenza UPI

“Il processo di riordino delle Province è ormai avviato. L’Upi nazionale e le Upi regionali sono impegnate affinché si concluda nei tempi definiti dalla legge nel pieno rispetto delle procedure e dei termini indicati. Le nuove province che nasceranno da questo riordino, con funzioni chiare e definite, potranno rispondere a pieno al ruolo di istituzioni di governo di area vasta”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Upi cui hanno preso parte anche i Presidenti delle Upi regionali, convocata per monitorare lo stato del dibattito sui territori in merito al riordino delle Province.

“Da questo incontro è emerso che, dovendo gestire un processo molto complesso che impatta direttamente sulle vite delle comunità e che si pone l’obiettivo di migliorare e  modernizzare il sistema di governo locale, le Upi regionali stanno lavorando in accordo con i Comuni e le Regioni per definire l’assetto delle nuove Province e presentare proposte fortemente condivise dai territori.

 Il percorso necessariamente procede seguendo quanto disposto dalla legge 135/2012, sia per quanto attiene alla tempistica, sia per i parametri indicati. In alcune Regioni lo stato del dibattito è molto avanzato, in altre, anche per le problematiche legate alla istituzione delle Città metropolitane, i nodi da affrontare sono diversi.

Certo è – sottolinea il Presidente Castiglione – che i tagli ai bilanci imposti dalla spending review inseriscono gravi criticità nel percorso di riforma , perché, come la stessa Corte dei Conti ha denunciato, il default degli enti è ormai certo.

E gestire gli accorpamenti delle Province con i bilanci in dissesto è quasi impossibile”.

Nel pomeriggio, una delegazione della Presidenza dell’Upi composta dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, dal Vice Presidente Massimo Ferrarese, Presidente della Provincia di Brindisi, dal Presidente del Consiglio Direttivo, Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti e dal Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, incontrerà a Palazzo Vidoni il Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione Filippo Patroni Griffi, per riportare al Governo lo stato di attuazione del processo di riordino nei territori.

Intanto il Ministero della Pubblica Amministrazione ha diffuso oggi il volume Province Istruzioni per l’uso, scaricabile al link

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1001068/le_province_istruzioni_per_luso.pdf

Le Province, istruzioni per l’uso

Il volume è scaricabile da questo link http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1001068/le_province_istruzioni_per_luso.pdf

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