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Riforma delle Province: l’intervento del Vice Presidente Upi, Antonio Saitta, sul quotidiano l’Unità

Pubblichiamo in allegato il testo dell’intervento del Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, apparso sul quotidiano l’Unità di domenica 12 febbraio 2012.
Nell’articolo, Saitta, tra l’altro, sottolinea il valore del “rapporto dialettico tra le istituzioni, determinato anche dall’elezione diretta dei vertici delle amministrazioni. Non è solo più trasparente ma ha anche il vantaggio di mantenere il legame tra cittadini e istituzioni in un momento in cui i partiti non godono certo di buona salute. I cittadini – scrive Saitta – vogliono più democrazia, vogliono contare nella scelta di chi governa, non accettano più che i parlamentari siano designati e, sono certo, non accetterebbero che fossero i partiti a nominare anche i consiglieri provinciali e il presidente come avverebbe con l’elezione di secondo livello”.

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Riforme e Province

Il caos e il rischio di conflitti istituzionali conseguenti all’attuazione della manovra Monti da una parte, la proposta Upi di riforma delle istituzioni locali dall’altra. E’ questo il raffronto che oggi presentano alcuni articoli dei quotidiani Il sole 24 ore, La Repubblica, Il riformista e il Corriere della Sera.

In allegato, gli articoli

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Riforma delle Province: l’Upi incontra i segretari nazionali CGIL-CISL E UIL della Funzione Pubblica

“Il valore, la professionalità e il ruolo dei 60.000 dipendenti delle Province rischia di essere messo in discussione dal dibattito demagogico sull’abolizione delle Province. Dobbiamo considerare prioritario tutelare chi, ogni giorno, è al servizio dei cittadini e dei territori”. Lo hanno detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione e il Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, nell’incontro che l’Unione Province d’Italia ha avuto oggi a Roma con i Segretari Nazionali di Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica, Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio.

Nel corso dell’incontro si è concordato di elaborare un documento di proposta che costituirà la base di future iniziative comuni, tese a tutelare e valorizzare il ruolo delle istituzioni territoriali e dei lavoratori pubblici.

 

Maltempo: Le Province in prima linea

“In tutta Italia le Province e i Comuni sono ormai da quattro giorni impegnati giorno e notte con uomini, risorse e mezzi per fare fronte alla drammatica emergenza maltempo che sta sconvolgendo l’intera penisola. Il Governo deve sostenere questo sforzo enorme che le istituzioni locali stanno portando avanti, quanto meno acconsentendo ad una deroga al patto di stabilità interno per gli interventi realizzati per l’emergenza neve”.
Lo chiede il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come :“da giorni i tecnici e i dipendenti delle Province lavorano, saltando turni di riposo, per cercare di consentire alle comunità e ai piccoli paesi di resistere al meglio alla neve, ma le risorse sono agli sgoccioli. C’è bisogno di potere usare quanto possibile, derogando ai vincoli del patto di stabilità, per pagare le ditte che stanno lavorando a spalare e i mezzi spazzaneve, ma anche per riparare i danni che questa ondata di maltempo ha procurato alle strutture pubbliche e alle strade”.  

CERTIFICAZIONI DELLE SPESE SOSTENUTE DALLE PROVINCE PER SPESE DI RAPPRESENTANZA

Nel link, decreto relativo alle certificazioni delle spese sostenute dalle Province per spese di rappresentanza pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 2012.

http://www.finanzalocale.interno.it/circ/dec1-12.html

Province e bilanci: La Presidente della Provincia di Asti, Maria Teresa Armosino, scrive a Monti

La Presidente della Provincia di Asti, Maria Teresa Armosino, scrive al Premier Monti e al Presidente della Repubblica. ”  La recente normativa in materia di soppressione delle funzioni provinciali, unitamente ai pesanti tagli finanziari ai quali le Province sono state e saranno sottoposte rendono estremamente difficile l’adempimento dei doveri amministrativi che fanno capo alle medesime, ad iniziare dalla approvazione del Bilancio 2012, annuale e pluriennale. In particolare, assume molto rilievo il tema della sicurezza delle strade e degli edifici scolastici; per quanto concerne la rete stradale, vogliamo far rilevare come questa Provincia, allo stato sprovvista del Bilancio per il 2012, si vede costretta ad affrontare anche interventi d’emergenza per garantirne la sicurezza in relazione dell’annunciato ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche.

E’ quindi necessario – scrive la Presidente Armosino – un intervento immediato di ordine normativo e/o amministrativo-finanziario utile a consentire ad amministratori e strutture provinciali di far fronte all’adempimento dei loro doveri in questa fase indubbiamente straordinaria”.

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Liberalizzazioni, Castiglione. Sulle Province il Governo si contraddice. Nel decreto servizi pubblici ottimali a livello provinciale

“Le Province devono sparire ma i servizi pubblici locali devono organizzarsi a livello provinciale, perché solo questo è l’ambito ottimale idoneo per massimizzare l’efficienza dei servizi. Una contraddizione assurda, che emerge dal decreto liberalizzazioni, che ancora di più chiarisce che il progetto che si ha in mente è di affidare a società e consorzi provinciali quanto oggi gestiscono le Province”.
Lo rileva il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, riferendosi all’articolo 25 del Decreto liberalizzazioni, che stabilisce che, quanto  alla gestione dei servizi  pubblici locali, le Regioni dovranno organizzarne lo svolgimento in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei individuati in riferimento a dimensioni comunque non inferiori alla dimensione del territorio provinciale.
“E’ chiaro a tutti, anche al Governo Monti, quindi, che ci sono alcune determinanti funzioni di area vasta che non possono essere gestite né dalle Regioni né dai Comuni: l’intento è solo quello di cancellare la rappresentanza democratica e affidare la gestione di questi servizi essenziali a Consigli di Amministrazioni ben più costosi delle Province e lontani da qualunque controllo democratico”.

Oggi proprio sul decreto liberalizzazioni il Coordinatore degli Assessori al Bilancio Upi, Antonio Rosati, Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, è intervenuto in Audizione in Senato per presentare le richieste di modifiche dell’Upi.

In allegato, pubblichiamo il documento consegnato ai senatori. Tra le richieste principali: eliminare le norme che prevedono il ritorno alla Tesoreria unica e consentire alle Province di pagare i propri fornitori con tempestività.
“La norma sulla tesoreria unica è umiliante ed inaccettabile – ha detto Rosati – E’ una norma che riporta Regioni, Province e Comuni indietro di 30 anni – ha aggiunto – che limita qualunque autonomia e va nella direzione opposta a quella indicata proprio ieri dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha invitato il Paese ad andare avanti sulla strada del federalismo.
E’ evidente che il Governo sceglie invece la strada di accentrare e controllare le spese degli Enti, ci commissaria, e prende le nostre risorse per fare cassa. Per quanto riguarda le Province – ha detto Rosati – si tratta di circa 1 miliardo di euro.
Piuttosto – ha proseguito – il decreto sulle liberalizzazioni, che prevede anche norme per accelerare il pagamento ai creditori della Pubblica amministrazione, deve essere lo strumento per liberare le risorse bloccate dal patto di stabilità nelle Casse.
Il decreto prevede un fondo di 5,7 miliardi per fare fronte ai pagamenti dei fornitori della PA Centrale: noi chiediamo che almeno la metà di questo fondo sia destinato a Regioni ed Enti locali, che realizzano il 65% degli investimenti sui territori. Per quanto riguarda le Province, chiediamo di potere utilizzare almeno 500 milioni dei residui delle amministrazioni per pagare fornitori e imprese per opere già realizzate o in corso di completamento”.  

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CONSIGLI PROVINCIALI APERTI: IL MESSAGGERO RILANCIA I DOSSIER UPI

Pubblichiamo l’articolo del quotidiano “Il Messaggero” di oggi che da conto della giornata nazionale dei Consigli Provinciali aperti e riporta i dati del Dossier Upi su costi reali e funzioni delle Province. Nel pezzo, si evidenziano tra l’altro le forti incongruezne del Decreto Monti sulle Province e le enormi difficoltà, con aggravio di costi, che il processo di svuotamento comporterà per il Paese.

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DAI CONSIGLI PROVINCIALI APERTI LE PROPOSTE PER INNOVARE LE ISTITUZIONI

“Il Presidente Napolitano ha pienamente ragione quando dice che le riforme vanno portate avanti e che il Paese ha bisogno di fare chiarezza sul sistema istituzionale. La nostra risposta all’appello lanciato dal Presidente della Repubblica è la grande giornata di mobilitazione che proprio oggi vede i 107 Consigli provinciali aperti”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nella Giornata di Mobilitazione dei Consigli Provinciali aperti in corso oggi in tutta Italia. “Un evento straordinario  di democrazia e partecipazione – sottolinea Castiglione –  che sta coinvolgendo in tutta Italia centinaia di cittadini, di amministratori locali, di rappresentanti della società civile, che insieme vogliono dare una risposta vera al bisogno di innovare il Paese.
Oggi in questi Consigli si voterà un ordine del giorno che va proprio nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica, in cui si chiede di razionalizzare le Province attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni, di ridefinirne le funzioni perché non vi sia più quella sovrapposizione che crea burocrazie e sprechi inutili, di istituire le Città metropolitane e restituire ai cittadini la possibilità di giudicare chi amministra cancellando  le società e le agenzie che sono guidate da consigli di amministrazione di nominati, di riordinare gli uffici periferici dello Stato.
E’ un appello che parte da tutto il Paese e che muove  dalle Comunità locali che non vogliono una Italia senza le Province. Al Presidente Napolitano chiediamo che questo grande momento di democrazia non resti inascoltato”.

L’INTERVENTO DELLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

Pubblichiamo il testo dell’intervento del Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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IL VICEPRESIDENTE DELL’UPI, ANTONIO SAITTA, AL PRESIDENTE MONTI “SULLE PROVINCE E’ ANCORA IN TEMPO PER CAMBIARE”

“Professor Monti, fa ancora in tempo a cambiare, non si faccia prendere da tentazioni di cattiva politica”: è l’appello che Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e vicepresidente dell’Upi (Unione Province Italiane), ha lanciato intervenendo nel consiglio aperto contro la soppressione delle Province. “Chiedo al Presidente del consiglio di leggere, come ha sempre fatto, i rapporti, i bilanci e lo studio della ‘sua’ Bocconi: probabilmente avrà modo di verificare che la decisione sulle Province presa dal Governo non é fondata su elementi certi. Siamo pienamente consapevoli che è necessaria una razionalizzazione, ma nei confronti delle Province c’é un pregiudizio. Abolendole non si otterrebbe un risparmio ma, al contrario, avremmo più costi e le esigenze delle nostre comunità non sarebbero più rappresentate al meglio, come avviene ora”.

PORE: Al via le iscrizioni per la IV° edizione del corso di formazione per amministratori locali “Governance locale e Unione europea”

Aperte, da oggi e fino al 25 febbraio, le iscrizioni per partecipare al corso gratuito “Governance locale e Unione europea”, destinato ad amministratori locali under 45 di Comuni e Province italiane.
Il corso è organizzato dalla Struttura Progetto Opportunità delle Regioni in Europa – P.O.R.E. della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Dipartimento di Istituzioni pubbliche Economia e Società dell’Università degli Studi di “Roma Tre”, con il supporto organizzativo di Anci ed Upi.

Il corso rappresenta la prima attività di formazione nel panorama nazionale, destinata specificamente al livello politico-istituzionale delle autonomie locali riguardante l’Unione Europea.
Il programma didattico prevede 98 ore d’aula, con lezioni il giovedì e il venerdì, svolte a Roma presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università ed uno  stage finale di tre giorni presso le istituzioni comunitarie a Bruxelles.

L’obiettivo del corso è quello di approfondire le competenze degli amministratori locali sul quadro di insieme della partecipazione delle autonomie locali alle dinamiche istituzionali e decisionali dell’ordinamento europeo e, in particolare, conoscenze relative all’impianto istituzionale dell’Unione europea, alle principali ricadute sul sistema amministrativo locale del diritto europeo, ai rapporti tra UE ed enti locali, alle principali politiche europee e ai programmi e ai sistemi di finanziamento europei, specificatamente con riguardo ai fondi a gestione diretta. Quest’anno, in particolare, si rafforzerà il modulo sulla politica regionale europea in vista del nuovo Quadro finanziario dell’Ue per la programmazione 2014-2020.

Considerato il grande interesse dei partecipanti delle passate edizioni – circa 400 gli amministratori formati finora – prosegue la formula di dedicare un cospicuo numero di lezioni ai programmi settoriali ed ai laboratori di progettazione. Questo in linea anche con quanto fatto dal Pore negli ultimi mesi, in particolare attraverso la Piattaforma web 2.0 “Progetto Opera” (www.progetto-opera.eu) e la creazione di una Community di più di 1000 utenti interessati all’euro progettazione, molti dei quali hanno partecipato a corsi organizzati dal PORE, che sanno di poter contare su servizi realizzati per migliorare la capacità di scrivere e gestire un progetto europeo, cercare partner , con la possibilità di dialogare direttamente con esperti del P.O.R.E. attraverso la chat settimanale “Il PORE risponde”.
Sul sito del Pore www.pore.gov.it è possibile trovare tutte le informazioni per la presentazione della domanda di partecipazione.

Il corso sarà inaugurato il 22 marzo pv  con un seminario su “Il mercato unico europeo tra due crisi: stabilità finanziaria e legittimazione democratica”.

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