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Riforma delle Province: il 13 settembre riunione in Upi

Riunione congiunta dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi insieme ai Presidenti delle Upi regionali il 13 settembre prossimo, a Roma, a partire dalle ore 11,00. Un incontro fissato per fare un primo punto sullo stato di avvio del confronto sui territori sulla riorganizzazione delle Province stabilita con la legge 135/2012 varata il 7 agosto scorso.

“In tutte le Regioni – sottolinea il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – si è entrati nella fase operativa e, laddove questi organismi sono operativi, sono stati calendarizzati i lavori dei Consigli delle Autonomie Locali.

Da qui alle prossime settimane saranno già pronte le prime proposte, in linea con i tempi indicati dalla legge. Nella riunione di giovedì prossimo vogliamo tracciare un primo quadro generale dello stato di avanzamento delle ipotesi operative sui territori, per verificare quali siano le principali criticità e trovare le possibili soluzioni.

Il riordino delle Province e l’istituzione delle Città metropolitane avviate con gli articoli 17 e 18 della spending review – sottolinea poi Castiglione – rappresentano una occasione importante per avviare, a partire dalle Province, una riforma della pubblica amministrazione locale.  E’ evidente che, perché questo processo determini i risultati sperati e non si traduca in una contesa tra campanili, è necessario assicurare il massimo coinvolgimento delle comunità e la massima collaborazione tra tutte le istituzioni, Regioni Province e Comuni. La legge varata apre spazi importanti affinché il riordino avvenga con il concorso di tutti”.

Per aggiornare il Governo sullo stato di avanzamento delle ipotesi di riordino delle Province, il Presidente Castiglione ha chiesto al Ministro Patroni Griffi un incontro, da tenersi presumibilmente nel pomeriggio del 13 settembre stesso, al termine dei lavori dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi .

Riforma province e nuovi parametri: l’Upi scrive al Presidente dell’Istat Giovannini

Inizia la fase di definizione delle nuove Province, avviata con le norme di riordino contenute nella Legge 135/2012, la spending review. Fondamentali in questo percorso saranno i dati dell’ultimo censimento, che, secondo la legge, dovranno essere i dati Istat relativi all’ultimo censimento ufficiale, comunque disponibili alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso. Saranno quelli infatti i dati di riferimento rispetto ai quali ci si dovra’ confrontare per individuare con certezza le aree vaste con più’ di 350 mila abitanti e oltre 2.500 chilometri quadrati. Per questo il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione ha inviato una lettera al Presidente dell’Istat, Luigi Giovannini, affinché l’Istituto possa  “offrire la disponibilità a fornire il supporto necessario alle Province, alle loro Unioni regionali e ai Consigli regionali delle autonomie locali sui dati certificati comunque disponibili nell’ambito delle statistiche ufficiali, nel caso in cui ci sia una richiesta in tal senso”.

“Con le norme di riordino delle Province – scrive Castiglione a Giovannini – si e’ avviata una profonda riforma delle istituzioni provinciali con l’individuazione delle funzioni fondamentali di area vasta e l’avvio di un percorso di revisione delle circoscrizioni territoriali di area vasta che porterà alla riduzione del numero delle Province, all’istituzione delle città metropolitane e ad un complessivo riordino delle amministrazioni pubbliche nel territorio.

Tutte le Province italiane in questi giorni sono impegnate nei territori per arrivare, entro il prossimo 2 ottobre, alla condivisione di ipotesi di riordino delle circoscrizioni provinciali, nell’ambito dei Consigli regionali delle autonomie locali,  che tengano conto dei criteri stabiliti dal governo e, allo stesso tempo, siano effettivamente sostenibili nei territori.

Ma in alcuni casi, come per esempio quello di Arezzo, la provincia non rientrerebbe nei criteri previsti dal Governo in base ai dati provvisori del censimento sulla popolazione 2011, mentre dai dati anagrafici risulterebbe che i residenti della provincia supererebbero la soglia di 350.000 abitanti” .

Da qui la richiesta all’Istat a fornire il supporto necessario alle Province: a questo scopo l’Upi garantirà la piena disponibilità del CUSPI e degli Uffici di statistica delle Province ad affiancare e sostenere l’Istat in questo impegno.

WORLD URBAN FORUM: LA RIFORMA DELLE PROVINCE E LE CITTA’ METROPOLITANE

“I bilanci delle Province non reggeranno i tagli: da qui al 2013 tutti gli enti rischiano il dissesto. Il Governo deve comprendere che questa e’ una emergenza su cui si deve intervenire subito”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione intervenendo al World Urban Forum in corso a Napoli. “Abbiamo iniziato un monitoraggio tra le Province, per capire cosa sta accadendo con la riapertura delle scuole. Dalle prime verifiche e’ evidente la grande difficolta che gli Enti stanno attraversando per assicurare i servizi scolastici, tanto che molti si sono visti costretti a chiudere le scuole nel pomeriggio, per abbattere i costi di manutenzione. Ma cosi a pagare i disagi sono i cittadini, le famiglie, gli studenti”. Il Presidente ha poi ribadito la richiesta avanzata al Governo di intervenire a modificare i tagli “La prossima settimana – ha detto – abbiamo una riunione importante della Conferenza Stato città a cui abbiamo chiesto sia presente anche il Commissario Bondi. Ci aspettiamo di potere definire con lui una nuova agenda dei lavori, che ci permetta davvero di fare un quadro reale  delle ripercussioni dei tagli e delle possibili soluzioni in modo da aprire su questo fronte un confronto leale con il Governo. Confronto che su questi temi fino ad oggi è mancato”
Castiglione si è poi soffermato sul tema della riforma delle Province avviata con la spending review dal Governo Monti. “Noi – ha detto – crediamo fortemente nella possibilità che la riorganizzazione introdotta con l’articolo 17 della spending review possa rappresentare una riforma epocale per l’amministrazione dei governi locali. C’è però una questione che per noi resta dirimente e su cui aspettiamo anche di conoscere il giudizio della Corte Costituzionale che si pronuncerà il 6 novembre prossimo: il modello elettorale che si vorrà adottare per le nuove Province. Lo dico con chiarezza: è del tutto impossibile immaginare che grandi Province, chiamate ad amministrare territori cosi vasti come quelle che nasceranno dopo il riordino,  non siano governate da persone elette dai cittadini ma da rappresentanti nominati dalla politica. Pensare di trasformare le Province in enti di secondo livello, sul modello di quei consorzi di comuni che hanno sempre fallito, sarebbe come condannare all’immobilità e impedire lo sviluppo delle aree vaste del Paese. Per questo ci aspettiamo che il Parlamento, dopo il responso della Consulta e dopo che il Governo avrà varato la legge di riordino delle Province, avvii il dibattito sul modello elettorale e riconsegni ai cittadini, come giusto, la possibilità di scegliere chi debba amministrarli”.
Anche sulle Città metropolitane il Presidente dell’Upi ha sottolineato come “l’articolo 18, che da il via ad un percorso che alcune aree del Paese aspettano da decenni, va colto positivamente, perché può essere l’occasione per offrire un sistema di governance più moderno ed efficiente alle aree in cui vive il 31% della popolazione nazionale e si produce il 34% del nostro PIL. Le città metropolitane avranno infatti anche la responsabilità, e la capacità di agire da motori di sviluppo per la ripresa del Paese, collegandosi all’Unione europea e cogliendo a pieno tutte le opportunità che verranno messe a disposizione per le grandi aree urbane nella futura programmazione dei fondi comunitari. Dall’Agenda digitale alle infrasturrure, dalle politiche energetiche alla promozione della banda larga: le grandi aree urbane sarnno al centro delle politiche europee da qui al 2020 e per cogliere le occasioni che la nuova programmazione offre le nuove istituzioni saranno indispensabili”.

In allegato, il testo dell’intervento del Presidente Castiglione

Documenti allegati:

L’evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall’Unità d’Italia ad oggi

Il decreto legge 95/12 pone con forza l’esigenza di un riordino territoriale delle province nella prospettiva dell’istituzione delle città metropolitane e di una più complessiva riforma della pubblica amministrazione.
Lo scritto allegato, elaborato nell’ambito di una ricerca coordinata dalla professoressa Ida Nicotra dell’Università di Catania, segue l’evoluzione delle circoscrizioni provinciali nei 150 anni di storia unitaria del Paese e offre un contributo di approfondimento al lavoro che i Consigli regionali delle autonomie locali e le Regioni dovranno fare per definire le proposte di riordino delle Province.

Documenti allegati:

Convegno “IL FUTURO DELLE CITTA’ METROPOLITANE”

Il convegno si terrà presso la Sala conferenze Padiglione Italia della Mostra d’Oltremare.

L’accesso al solo convegno è aperto a tutti e non richiede accrediti particolari.

L’accesso all’Area ONU richiede invece una registrazione che è possibile anche effettuare al momento.

Per informazioni su come raggiungere la Mostra d’Oltremare, si invita a consultare il link

http://www.wufnapoli.com/

La Mostra d’Oltremare è in viale Kennedy, 54 – 80125 – Napoli, facilmente raggiungibile da qualsiasi parte della città e dai principali punti di snodo grazie ad un sistema di collegamenti ampio ed efficiente.

In auto
A 5 minuti dalle uscite della Tangenziale di Fuorigrotta e Agnano

In treno
A 5 minuti a piedi dalla stazione di Campi Flegrei

In aereo
A 15 minuti in auto dall’aeroporto di Capodichino

Via mare
A 10 minuti in auto dal Molo Beverello

In metropolitana
A 5 minuti a piedi da tre linee della Metropolitana di Napoli:
linea 2: stazione Campi Flegrei
linea 6: stazione Mostra
Cumana: stazione Fuorigrotta

In autobus
A 5 minuti a piedi dallo Stazionamento di Piazzale Tecchio
Linee 180,181, 615, C1, C2, C6, C7, C8 e R6

 

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SPENDING REVIEW: VIA LIBERA DEFINITIVO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

La Camera dei Deputati, nella seduta di ieri, ha approvato definitivamente i Decreti Legge in materia di spending review (ddl 3396) e di dismissioni del patrimonio pubblico (ddl 3382), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Al fine di fornirvi una prima informativa riguardo all’articolo 17 in materia di riordino delle Province si allega una nota di commento predisposta dagli uffici UPI.

Si allega inoltre il testo coordinato dei seguenti articoli:

Articolo 4. Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche;

Articolo 9.  Razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e soppressione di enti, agenzie e organismi;

Articolo 10. Riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio

Articolo 16. Riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 16-bis. Patto Governo-Regioni per il trasporto pubblico locale

Articolo 17. Riordino delle province e loro funzioni

Articolo 18. Istituzione delle Città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio

Articolo 19. Funzioni fondamentali dei comuni e modalità di esercizio associato di funzioni e servizi comunali

Articolo 20. Disposizioni per favorire la fusione di comuni e razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali

IN ALLEGATO, IL TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 7 AGOSTO 2012 PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 14 AGOSTO 2012

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STATO/CITTÀ – PROROGATO AL 31 OTTOBRE IL TERMINE DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER IL 2012

Si ricorda che era stato già approvato un differimento del termine, precedentemente fissato al 31 agosto.

Tagli agli enti locali: appello delle Province in Conferenza Stato Città Castiglione “A rischio i servizi ai cittadini, necessario ridurre il taglio”

COMUNICATO STAMPA

 

Tagli agli enti locali: appello delle Province in Conferenza Stato Città

Castiglione “A rischio i servizi ai cittadini, necessario ridurre il taglio”

 

 

“Con il taglio ai bilanci delle Province operato con la spending review sono a rischio i servizi essenziali ai cittadini, a partire dalla scuola. Facciamo appello al Governo perché intervenga per trovare soluzioni che allentino la stretta o le amministrazioni andranno in dissesto”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, intervenendo nel corso della riunione della Conferenza Stato Città al Ministero dell’Interno.

“Lo abbiamo denunciato più volte: il taglio di 500 milioni nel 2012 e di 1 miliardo nel 2013 per le Province non interviene sulla spesa improduttiva, ma ci costringe a ridurre i servizi essenziali. Non possiamo considerare come consumi intermedi il trasporto pubblico locale o la manutenzione delle scuole pubbliche, che sono invece diritti dei cittadini”.

In Conferenza Stato città il Presidente dell’Upi ha ribadito l’iniquità di una manovra che “pesa ben oltre la metà sul sistema delle Regioni e degli enti locali e che rischia di deprimere ancora di più la capacità, già minata, degli enti locali di sostenere lo sviluppo, come denunciato dalla Corte dei Conti”.

Castiglione ha ricordato poi che “con la spending review di fatto per il 2013 si svuota per le Province tutto il fondo sperimentale di riequilibrio. Un fondo – sottolinea Castiglione – che, ora pari a 1,039 miliardi, deriva per 813 milioni dalla addizionale provinciale sull’energia elettrica, un importante tributo proprio provinciale che è stata soppressa nel 2011, e solo per 226 milioni è costituito dai vecchi trasferimenti erariali.  Vuol dire che con questa operazione il Governo si è appropriato di risorse proprie delle Province”.

Il Presidente ha quindi ribadito la necessità che il Governo trovi “nei prossimi provvedimenti di natura economica e finanziaria, a partire dalla legge di stabilità, la possibilità di intervenire mitigando l’impatto dei tagli sulle Province e riequilibrando la riduzione delle risorse tra centro e periferia”.

Castiglione ha quindi richiesto una convocazione straordinaria della Conferenza Stato Città per i primi di settembre per affrontare il tema dei tagli alle Province operato dalla spending review.

 

 

Roma, 2 agosto 2012

ECCO PERCHE’ VA DIFESO IL RIORDINO DELLE PROVINCE

Articolo del Presidente Castiglione sul giornale La Sicilia

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FA.RE.NA.IT FARE RETE PER NATURA 2000 IN ITALIA

Il progetto FARENAIT, co-finanziato dal programma LIFE+ dell’Unione Europea, nasce per rilanciare Rete NATURA 2000 in Italia, il programma europeo per la protezione degli habitat e delle specie a rischio.

Molti habitat naturali e animali rari e minacciati sopravvivono anche grazie a pratiche agricole tradizionali e sostenibili. Per questo è importante coinvolgere nella salvaguardia della biodiversità chi vive ed opera in determinate aree agricole.

 

Partner

FARENAIT nasce dalla collaborazione tra CTS, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – la Regione Lombardia, Coldiretti e Comunità Ambiente.

 

 

A chi si rivolge il progetto

L’iniziativa è rivolta:

agli agricoltori per aumentare la conoscenza della rete Natura 2000 e le opportunità che essa offre al mondo rurale;

agli amministratori pubblici, per accrescere le conoscenze e le competenze sulle tematiche relative alla rete ecologica europea;

alle scuole per rafforzare il rapporto dei giovani con il territorio in cui vivono e per renderli consapevoli dell’importanza della natura e della biodiversità.

 

 

FARENAIT intende rafforzare l’alleanza tra mondo rurale e mondo della conservazione della natura, attraverso una serie di azioni di comunicazione da realizzare su tutto il territorio nazionale nel corso dei 3 anni del progetto (dal 2012 al 2014).

Le azioni previste si propongono di migliorare la comunicazione fra amministrazioni pubbliche e mondo agricolo, illustrare i benefici collegati alla rete ecologica europea e restituire ai territori inclusi nella Rete Natura 2000 il riconoscimento del loro valore per fermare la perdita della biodiversità.

 

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Per sensibilizzare gli amministratori pubblici riguardo a Rete Natura 2000 e fornire suggerimenti utili ad avviare nei confronti del mondo agricolo azioni di comunicazione efficaci, è previsto lo svolgimento di una campagna di comunicazione e la realizzazione di una serie di azioni di formazione e aggiornamento, rivolti ai dirigenti e funzionari regionali e locali.

L’azione include la distribuzione di un set di prodotti di comunicazione editoriali (ad esempio un manuale di comunicazione) e multimediali (spot audio e video, edugame) utilizzabili dalle amministrazioni per comunicare con le aziende agricole.

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE AL MONDO AGRICOLO

Agli imprenditori agricoli e alle loro organizzazioni di tutte le regioni è dedicato un percorso informativo e formativo volto a:

  • rendere consapevoli gli agricoltori e gli allevatori del ruolo fondamentale che svolgono per la tutela e la conservazione della biodiversità,
  • facilitare la comunicazione con le amministrazione pubbliche;
  • aumentare la conoscenza delle opportunità  legate a RN2000 e favorire l’accesso ai fondi previsti per chi opera in aree RN2000.

Quest’attività sarà realizzata in tutte le regioni italiane attraverso l’organizzazione di una serie di seminari formativi e incontri locali che coinvolgeranno anche il pubblico e mediante un educational tour diretto ad agricoltori e aziende agricole.

 

 

ATTIVITA’ RIVOLTE ALLA SCUOLA

Alle scuole italiane è dedicata una campagna di educazione ambientale per coinvolgere insegnanti e studenti nella costruzione di un’alleanza concreta per la biodiversità e per l’agricoltura sostenibile nelle aree Natura 2000.

La campagna prevede una competizione per le scuole primarie (dal 2° ciclo) e secondarie di 1° e 2° grado, che si impegneranno nella cura di un’area della Rete Natura 2000.

Ogni anno saranno selezionate 3 classi tra quelle che avranno inviato il loro elaborato e saranno premiate con un soggiorno in una area Natura 2000 di particolare pregio e bellezza.

Saranno inoltre realizzati 5 seminari di formazione e aggiornamento docenti, per fornire agli insegnanti ulteriori elementi di conoscenza e supporto per la realizzazione delle attività in classe.

 

 

Il progetto prevede uno sportello informativo, per fornire consulenza alle amministrazioni pubbliche e a chi vive ed opera in aree rurali o agricole, sulla gestione dei siti Natura 2000, sugli aspetti naturalistici e di conservazione e sull’accesso e l’utilizzo dei fondi collegati a Rete Natura 2000.

 

Per consultare lo sportello informativo è sufficiente scrivere un e-mail al seguente indirizzo [email protected] o chiamare il numero telefonico 06 5806070.

 

 

Per maggiori informazioni sul progetto

Indirizzo mail: [email protected]

Tel. 06/44111327

www.lamiaterravale.it

 

 

 

Spending review, Scuole, Castiglione – Positiva apertura Ministro Profumo a incontro

“Apprendiamo con piacere che il Ministro dell’istruzione Profumo ha ritenuto opportuno un incontro con l’Upi sull’emergenza edilizia scolastica. Avevamo chiesto questo incontro tre mesi fa, e fino ad ora non era stato possibile. Aspettiamo una comunicazione ufficiale, che faccia seguito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Ministro Francesco Profumo, secondo cui domani ci sarebbe un incontro con l’Upi sul tema della sicurezza nelle scuole gestite dalle province.

“Noi avevamo già dal mese di maggio chiesto ufficialmente un incontro al Ministro Profumo, al quale sottolineavamo la necessità di aprire un confronto sulla questione della manutenzione e della messa in sicurezza dei 5000 edifici scolastici delle Province. Lo avevamo fatto proprio perché, come afferma  il Ministro, siamo certi che per risolvere i problemi la cosa essenziale sia sedersi attorno ad un tavolo e trovare soluzioni condivise” .

Per quanto riguarda il rischio segnalato dall’Upi sulla riapertura delle scuole, Castiglione ribadisce che “non si tratta di fare polemiche o di lanciare allarmi ingiustificati. Sono anni ormai che aspettiamo di avere fondi destinati a finanziare l’edilizia scolastica, ma ogni stanziamento previsto non arriva mai ad essere liquidato. Mi riferisco ai 350 milioni di fondi del Cipe indirizzati alla manutenzione delle scuole, su cui la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole da un anno, che sono solo la prima tranche di uno stanziamento complessivo di 700 milioni di euro.

Non solo – prosegue Castiglione – abbiamo sollevato questa questione in tutti i tavoli, perché la riteniamo la vera emergenza del Paese. Per questo abbiamo chiesto, anche a questo Governo, di togliere i vincoli del patto di stabilità per le risorse destinate dalle Province negli investimenti in sicurezza, senza mai ottenere la minima apertura.

Anzi, per tutta risposta, nel decreto sull’emergenza sisma del nord Italia, varato dal Governo Monti, l’esclusione dal patto è stata concessa alle solo scuole dei Comuni, come se la questione non interessasse le centinaia di scuole superiori colpite dal sisma la cui gestione è affidata alle Province.  Adesso, con i nuovi 500 milioni di tagli, che si vanno ad aggiungere ai 915 milioni già stabiliti dalle manovre dello scorso anno, si paralizza qualunque possibilità di intervento delle Province. Ribadisco – conclude Castiglione – che il nostro appello non nasce da alcuna volontà di fare polemica: speriamo davvero che nell’ incontro con il Ministro Profumo, quando si farà, questi nodi verranno sciolti”.

SPENDING REVIEW, L’ALLARME DELL’UPI: A RISCHIO SERVIZI ESSENZIALI

“Le Province subiranno, a causa della spending review, un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013 perché il Governo considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro: in realtà questa cifra include voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi aggredibili, bensì servizi”. E’ Ll’allarme lanciato oggi nel corso di una conferenza stampa dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dal presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e dal presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza. Dati alla mano, che trovate nel dossier allegato, i presidenti hanno spegato come “i parametri scelti dal Govenro per definire i costi aggredibili sono sbagliait, perchè si considerano come consumi intermedi anche servizi essenziali come la manutenzione delle scuole, delle strade, la formazione professionale. Se togliamo questi, che non sono costi ma servizi ai cittadini, l’ammontare totale della spesa ggredibile delle province scende dai 3,7 miliardi stabiliti dalla spending review a 1,3 miliardi. “Parametrando 1,3 miliardi ai 500 milioni previsti dalla spending, il taglio reale che dovrebbe spettare alle Province – ha detto stamane Castiglione – è pari a 176 milioni di euro per il 2012 invece dei 500 milioni previsti e 352 milioni di euro per il 2013 invece del miliardo previsto”. “Non siamo in grado di garantire che i 5000 edifici scolastici che gestiamo possano iniziare l’anno scolastico”, ha lanciato l’allarme Saitta, secondo cui inoltre “se il Governo non dovesse cambiare idea la metà delle province andrà in dissesto finanziario: il commissario Bondi non ha considerato che noi svolgiamo funzioni che non sono tagliabili”. Per Lacorazza “i tagli avranno un impressionante impatto umano. Inoltre non si può tagliare sulle manutenzioni di strade e scuole ad anno già iniziato. Tecnicamente siamo già al dissesto”. “Perché invece non si riesce ad intaccare le 3.127 società ed enti partecipati regionali che costano 7 miliardi l’anno? – si è chiesto Castiglione -. Due miliardi e mezzo è il costo dei soli Consigli di amministrazione”.

A confermare l’errore è una email inviata dal Ministro Giarda al Presidente Saitta, nella quale il Ministro scrive
“Caro Presidente, ho cercato invano di far cambiare quella norma. E’ contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del Governo”.

L’allarme è stato confermato e rilanciato dai Presidenti delle Province del nord, riuniti in Veneto.

Tra le dichiarazioni rilasciate il presidente dell’UPI Veneto, Muraro ha sottolineato l’importanza del fatto che: “Oggi, per la prima volta i territori provinciali del Nord (Veneto, Lombardia e Piemonte) si sono riuniti ad un tavolo unico per discutere le istanze del nord da presentare al Governo. Queste tre Regioni, insieme, rappresentano interessi e numeri importanti che vanno ad influire a livello nazionale. Parlando di PIL rappresentiamo il 38,2 % del valore nazionale, il 32% della popolazione italiana vive nelle tre Regioni, infine le nostre esportazioni sono pari al 51% di quelle nazionali. Riteniamo che questi territori debbano essere non solo rappresentanti, ma anche tutelati di fronte alle prossime azioni che intraprenderà il Governo, inserite nella spending review. Due, a mio avviso, i punti determinanti: la richiesta del mantenimento dell’elezione diretta degli organi amministrativi degli enti di area vasta che resteranno e la definizione di competenze certe e tributi propri. Oggi a Verona abbiamo discusso quali le azioni possibili da intraprendere come segnale ‘eclatante’: innanzittutto, lo sfratto di quegli Enti statali

in affitto dalle Province che in base alla spending review non verseranno più l’affitto. Ma altre sono le proposte fatte dai presidenti che hanno fatto emergere tutto il malessere e le difficoltà di queste rappresentanze territoriali di fronte a certe scelte del Governo. Credo che questo sia solo l’inizio della sinergia fra enti del nord e auspico il coinvolgimento anche delle Regioni interessate. Perchè questa è una battaglia per la collettività!”

 

Ha aggiunto il Presidente UPI Piemonte – Nobili: “Qui non c’è in gioco tanto il futuro delle Province, quanto soprattutto quello dei servizi per la cittadinanza. Entro fine anno, infatti, si rischia di non garantire importanti attività per i cittadini come ad esempio la manutenzione delle scuole e delle strade,il trasporto scolastico, senza dimenticare la gestione dei rifiuti, tema di grande attualità. Non siamo qui per difendere i nostri ruoli, ma l’erogazione di questi servizi. Ci auguriamo che i cittadini comprendano la nostra battaglia e ci supportino. Se su questi tagli lineari non si interverrà con maggiore cognizione di causa i bilanci di tutte le Province – senza aspettare il riassetto che non ci trova concordi nelle modalità con cui questo sta avvenendo – porterà al disavanzo dei bilanci nel corso di questo esercizio, e al dissesto nel prossimo”.

 

“Come UPP – ribadisce Nobili abbiamo dimostrato grande volontà nell’intervenire in un riordino che produca reali risparmi e insieme reale efficienza, ma chiediamo che restino enti di primo grado con competenze e funzioni ben definite, eliminando organismi di secondo grado che in questi anni hanno svolto compiti di cui le Province possono benissimo farsi carico in prima persona”.

 

Infine, il Presidente UPI Lombardia – Sertori ha ribadito: “I tagli che il Governo vuole portare avanti vanno a ‘premiare’ le Regioni che hanno gestito male finora i fondi stanziati e vanno invece a penalizzare le Province virtuose come le nostre che hanno sempre agito con lungimiranza e capacità. È necessario che le elezioni del Presidente e degli organi provinciali rimangano dirette per garantire il principio di rappresentatività democratica, salvaguardare l’indipendenza dei territori e il contatto diretto con i cittadini. Una delle principali funzioni delle Province, infatti, rimane quella di essere enti in grado di fare sintesi tra comuni e Regioni”.

In allegato, il dossier spendind review dell’Upi, con i tagli alle Province aggregati per Regioni

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