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La Camera boccia la proposta di soppressione delle Province

“Con la votazione di oggi si chiude l’inutile discussione sull’abolizione delle Province: ci auguriamo che da qui si possa partire con un vero confronto sulle riforme necessarie per il governo dei territori, dall’eliminazione degli enti strumentali alla razionalizzazione Province stesse. Ma le dichiarazioni di voto di oggi alla Camera ci hanno consegnato l’ennesima fiera delle ovvietà e della demagogia. A dimostrazione che il Paese ha bisogno soprattutto di una riforma della legge elettorale che permetta al Parlamento di essere davvero legato ai territori, con rappresentanti eletti al posto dei nominati“. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando il dibattito in Aula alla Camera che ha portato alla bocciatura della proposta di legge di abolizione delle Province. “Ascoltando il dibattito rancoroso e pieno di slogan propagandistici che c’è stato oggi – sottolinea Castiglione – come istituzioni locali non possiamo che sperare in un rapido ritorno ad una legge elettorale che consenta di portare in Parlamento uomini e donne capaci di rappresentare davvero le comunità gli eletti”.

DOSSIER VERITA’ SULLE PROVINCE

“Chissà perché in questi giorni tutti parlano di Province, ma nessuno chiama le Province ad un confronto. Forse perché in questo modo crollerebbe quel castello di sabbia fatto di demagogia e ipocrisia che in molti stanno giocando a costruire” .
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione sottolineando come “assistiamo ad un deprimente dibattito fondato sul nulla: si tirano in ballo, tra l’altro stravolgendoli, dati vecchi di anni; si fanno assurdi calcoli sui presunti risparmi; si discetta di abolizione di una istituzione facendo credere  che da questo possano discendere non solo risparmi strabilianti, ma addirittura nell’immediato.
Noi abbiamo elaborato un dossier dettagliato, con i dati dei bilanci delle Province, i confronti con la spesa delle altre amministrazioni, le cifre sul numero e i costi dei tanti consorzi, aziende, e commissari, consulenti di cui il Paese è pieno e che sono un costo vivo, tagliabile, questo si, subito, con risparmi netti di oltre 5 miliardi di euro.  
Ma soprattutto abbiamo elaborato proposte di riforma che, partendo dalle Province e dalla loro razionalizzazione, descrivono un disegno complessivo di riordino del sistema istituzionale.
Il dossier è pubblicato sul nostro sito ed è a disposizione di quanti hanno voglia di sapere davvero cosa fanno le Province.  
Ribadisco – conclude Castiglione – noi siamo disponibili ad un confronto serio da subito. Purtroppo so che il mio invito cadrà inascoltato: gli slogan si inventano in un attimo, ma per fare proposte serie c’è bisogno di impegno”.

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L’UPI RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DEI PARLAMENTARI SULLA MANCATA ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

“Altro che lotta alla casta! Altro che campagna contro gli sprechi! Oggi finalmente Donadi ci ha detto perché vuole abolire le Province: per fare cadere il Governo. Le istituzioni della Repubblica usate come merce nello scontro politico, anche a costo di gettare nel caos il Paese. A tutti gli onorevoli che in queste ore si stanno spendendo in dichiarazioni dello stesso tenore di quelle dell’On Donadi, ricordiamo che gli amministratori provinciali sono eletti da migliaia di cittadini, non nominati dai partiti.  Se si disprezzano le istituzioni democratiche per scopi di bassa politica, si disprezza il Paese”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi alle dichiarazioni rilasciate oggi dai parlamentari sulla mancata abolizione delle Province ieri alla Camera.
Quanto ai costi della politica delle Province, Castiglione ricorda, che nel 2010 gli organi politici provinciali sono costati 93 milioni di euro, contro i 6,5 miliardi di costo dell’intera macchina politica nazionale.

 “Eliminando gli oltre 7000 Consorzi, Aziende, Società che oggi occupano 24 mila persone nei loro Consigli di Amministrazione e che si occupano di materie che la Costituzione assegna a Province e Comuni, si risparmierebbero subito 2,5 miliardi di euro, 22 volte il presunto risparmio dei costi della politica delle Province. Chi crede nella democrazia e vuole cancellare gli enti nominati dalla politica, batta un colpo”.

Faccia a faccia tra Castiglione ed Errani a Raidue

Manovra economica, federalismo fiscale, riforma delle istituzioni: questi i temi della lunga intervista a due tra il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che andra’ in onda nella puntata di sabato 2 luglio di “Quello che le Regioni” su Rai2.

“I cittadini devono sapere che con questa manovra i servizi sono a rischio – dice Errani rispondendo alla giornalista Simonetta Faverio – si dice che non ci sono stati tagli ai servizi sociali. E quelli che abbiamo subito dal 2008 ad oggi? Tagli – dice Errani- che hanno colpito i servizi per gli anziani, per i bambini, per le famiglie”. Una preoccupazione condivisa dal Presidente Castiglione, che dalle telecamere di Rai2 lancia l’allarme sulle conseguenze della manovra sul federalismo fiscale “Cosi mettiamo a rischio la riforma – dice – e non facciamo ripartire il Paese. Dobbiamo riqualificare la spesa e rilanciare gli investimenti – aggiunge – ma serve un confronto serio e serrato tra Governo, Regioni ed Enti locali per apportare quei correttivi che servono”. L’intervista a due prosegue con le riflessioni dei Presidenti sul federalismo fiscale su cui, dicono  Castiglione e Errani , “e’ il momento di fermarsi a riflettere: abbiamo davanti sei mesi di proroga, usiamoli per ragionare”. La trasmissione si chiude sulla riforma parlamentare “Non basta la Conferenza della Repubblica – dice Errani – serve una Camera delle Autonomie”. “Solo con la Camera delle Autonomie i territori saranno davvero rappresentati”, chiosa Castiglione. L’intervista andra’ in onda domani, sabato 2 luglio, alle 10,30 sul Rai2.

PROGETTO IDEE: IL VIDEO

In allegato il video del progetto” Idee – Integrazione, Diritti ed educazione contro l’esclusione” promosso dall’Unione Province d’Italia in partenariato con le Province di Milano, Roma e dell’Aquila ed in collaborazione con Save the Children Italia Onlus, e  finalizzato a favorire l’inclusione di minori provenienti da Paesi Terzi e frequentanti istituti scolastici secondari superiori dei territori partner, mediante processi di socializzazione interculturale e contrasto ai pregiudizi ed azioni di supporto legale e accompagnamento alla genitorialità.

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STATO–CITTA’ – TERMINE APPROVAZIONE BILANCI PROVINCE PROROGATO AL 31 AGOSTO

Nel corso della riunione di oggi, 30 giugno, su proposta del Ministro dell’Interno e’ stato infatti deciso lo slittamento al 31 agosto prossimo.

Patto di stabilità: il Governo annuncia modifiche

“Il Governo oggi annuncia che introdurrà modifiche al Patto di stabilità per premiare gli enti virtuosi e sanzionare le amministrazioni inefficienti. Ci auguriamo che questo si traduca nella possibilità di allentare i vincoli per rilanciare gli investimenti, come le Province chiedono ormai da anni”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, commentando l’intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in Senato ha annunciato la decisione del Governo di modificare il Patto di stabilità interno.
“La prossima manovra finanziaria – aggiunge Castiglione – rischia di avere, ancora una volta, ricadute pesantissime sui bilanci delle Province e degli Enti locali. Se non si apre almeno la possibilità di modificare il Patto di stabilità e di riprendere ad investire per chi gestisce virtuosamente i propri bilanci, si mette davvero in pericolo la tenuta economica dei territori e la stessa capacità delle piccole imprese locali di continuare ad esistere. Che il Governo abbia finalmente deciso di ascoltarci e di aprire su questo fronte è importante: ci aspettiamo al più presto un incontro per chiarire in che modo si intenda modificare il patto, quali sono i criteri di virtuosità individuati e soprattutto per cominciare a discutere della manovra”.  

Castiglione “Basta tirare in ballo le Province nei battibecchi politici.Più rispetto per le istituzioni”

“In un Paese in perenne campagna elettorale, basta tirare in ballo le Province nei battibecchi tra maggioranza e opposizione e all’interno degli stessi partiti: chiediamo più rispetto per le istituzioni che rappresentiamo.
Rispetto che può realizzarsi solo se il dibattito è condotto all’interno di un confronto serio,  su cui l’Upi si è espressa con chiarezza, in cui la razionalizzazione delle Province rappresenta un tassello importante di una opera complessiva di semplificazione e riforma  di tutto il quadro istituzionale del Paese.  
Siamo stanchi di sentire rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, economiche e sociali che nei dibattiti e negli incontri asseriscono la necessità di fare a meno delle Province, sottolineando,  che dalla loro abolizione ne deriverebbero risultati significativi, se non la soluzione stessa di tutti i problemi economici della Pubblica amministrazione.
Se non cominciamo a considerare prioritario portare a compimento a tutti i livelli l’opera di riforma ormai indispensabile che abbiamo avviato con il federalismo fiscale e la carta delle autonomie, non facciamo che creare specchietti per le allodole, che certo non servono al futuro dell’Italia.
L’Upi, lo ribadiamo, non è contraria a proposte di razionalizzazione delle Province. Aspettiamo con fiducia di poterne discutere con la serenità e la serietà che un tema di questa portata merita”.

Pedaggi raccordi autostradali: la Presidenza Upi al Governo

“Le Province non possono che contrastare in ogni modo l’ipotesi di introdurre pedaggi nei raccordi autostradali: un balzello iniquo, sulla cui inapplicabilità, tra l’altro, si è già espresso il Tar. Ribadiamo al Ministro Matteoli la necessità che su questo tema si apra subito un vero dibattito”.

Lo dichiara il Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, responsabile per la Presidenza Upi del settore sviluppo economico.

“Sono mesi che chiediamo al Governo di aprire un tavolo di confronto, per discutere, prima di tutto, di come tutelare i cittadini pendolari delle 20 Province che potrebbero essere interessate dai nuovi pedaggi. A partire da Roma, che è davvero un caso emblematico, perché il Grande Raccordo Anulare che si vorrebbe tassare è un’arteria viaria che non interessa solo i pendolari della Provincia, ma i tanti che ogni giorno si recano nella Capitale per motivi di lavoro, di studio, per turismo, da tutta Italia. Ci rivolgiamo in particolare al Ministro Matteoli – conclude Di Giuseppantonio – perché accolga la nostra richiesta e apra il confronto con tutti i soggetti interessati, per trovare soluzioni condivise e rilanciare, piuttosto, il grande tema  della manutenzione e messa in sicurezza delle strade”.

ORGANIZZAZIONE DELLE PROVE D’ESAME PER ASPIRANTI ISTRUTTORI E INSEGNANTI DI SCUOLA GUIDA

Il Ministero delle Infrastrutture fornisce alcune indicazioni utili alla organizzazione delle prove d’esame (quiz patente)  per gli aspiranti istruttori e insegnanti di scuola guida.
In allegato, i documenti.

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