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CARTA DELLE AUTONOMIE. LE PROVINCE AL SENATORE BIANCO

“Apprezziamo l’appello del Sen. Bianco ad affrontare, in Senato ed in raccordo con la Camera, i lavori di definizione della Carta delle autonomie, e auspichiamo che l’indicazione che il Relatore oggi ha dato, di discussione e approvazione della legge in Aula entro luglio,  possa realizzarsi. E’ una legge decisiva che deve restare ancorata all’attuazione del federalismo fiscale, e che per questo non solo va approvata quanto prima, ma in un clima quanto più possibile di collaborazione e condivisione tra tutte le istituzioni, Governo, Parlamento e Autonomie territoriali”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alle dichiarazioni del Sen. Enzo Bianco nel suo intervento al convegno promosso dall’Anci sulla Carta delle Autonomie locali in corso a Roma.
“Bianco – aggiunge Castiglione – oggi ha parlato di un pacchetto di emendamenti sostanzialmente condivisi, che modificherebbero il testo entrato in Senato. Come Upi, chiediamo a Governo e Parlamento di aprire subito un confronto su queste modifiche, per arrivare, attraverso un dialogo  aperto e leale e nello spirito della condivisione cui si faceva appello, alla definitiva approvazione del testo”.

AUMENTI RCA: IL PRESIDENTE CASTIGLIONE SCRIVE AI PRESIDENTI DI PROVINCIA

PUBBLICHIAMO LA LETTERA INVIATA DAL PRESIDENTE DELL’UPI A TUTTI I PRESIDENTI DI PROVINCIA.

Caro Presidente,
il recente Documento di Economia e Finanza – DEF –  presentato dal Governo lo scorso mese di aprile contiene le  analisi e le tendenze della finanza pubblica per il prossimo periodo. In particolare viene chiaramente indicato, quale strumento per il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014, il prossimo varo di una manovra finanziaria dal valore di circa 2,4 punti di pil ovvero circa 40 miliardi di euro. Tale significativa correzione dei conti pubblici peserà, presumibilmente, in maniera assai considerevole anche sul sistema delle regioni e degli enti locali che, come è noto, hanno subito un importante intervento di riduzione di risorse già con il decreto legge n. 78/2010.
In tale contesto, come certamente saprai, il 27 maggio scorso è entrato in vigore il decreto legislativo 6 maggio 2011 n. 68 recante autonomia di entrata per le Province. Nello specifico l’art. 17 reca la possibilità, fin dal 2011 di variare fino a 3,5 punti percentuali l’attuale aliquota dell’Imposta sulla RcAuto (pari ora a 12,5%), attraverso delibera di giunta ed approvazione o variazione di bilancio.
Nel merito mi preme sottolineare come il repentino ricorso a tale strumento di finanziamento, pur nelle estreme difficoltà in cui versano gli enti a causa dei vincoli del patto di stabilità e soprattutto a seguito dei tagli ai trasferimenti operati dal dl 78/10, sebbene appaia potenzialmente una interessante opportunità, rischia di rivelarsi un passaggio rischioso per le Province soprattutto in ordine alla indeterminatezza, ancora tutta evidente, del quadro complessivo della finanza provinciale così come definito dal dlgs 68/11.
Segnalando infatti che un incremento di gettito si registrerà con il decreto che il Ministero dell’Economia dovrà emanare entro fine giugno relativo alla soppressione della tariffa fissa dell’IPT per gli atti soggetti ad Iva (e sul quale l’UPI ha già sollecitato formalmente il Ministro per una rapida adozione del provvedimento), occorre riflettere che ad oggi non è ancora possibile identificare con una sostanziale chiarezza come si realizzerà il percorso che porterà alla individuazione dell’aliquota della compartecipazione provinciale all’Irpef, né come verrà delineato e perfezionato il fondo sperimentale di riequilibrio di cui all’art. 21 che questa compartecipazione alimenta. Ed ancora: il percorso di definizione dei fabbisogni standard per le funzioni fondamentali, che incidono direttamente sul riparto del fondo di riequilibrio e del fondo perequativo, si compirà solo nel 2013.
Anche sul versante della trasformazione dei trasferimenti regionali in compartecipazione alla tassa automobilistica regionale ad oggi non vi è una direzione chiara di operatività, essendo tutta l’attuazione del Capo II del dlgs 68/11 prevista secondo scadenze successive da qui ai prossimi 12/24 mesi.
In tal senso mi preme ribadire che l’utilizzo della leva tributaria sulla imposta RcAuto in un contesto ancora assai poco definito rischia di originare non solo effetti controproducenti dal punto di vista politico, ma soprattutto inutili dal punto di vista finanziario, essendo previsto anche un intervento, a breve, sull’IPT.
 Certo che comprenderai il senso di questa mia nota, Ti ringrazio per l’attenzione e Ti invio cordiali saluti.

PROVINCIA DI LIVORNO: FONTI RINNOVABILI, FOTOVOLTAICO PER I COMUNI

Le prospettive di risparmio legate all’utilizzo degli impianti fotovoltaici stanno suscitando l’attenzione dei Comuni del territorio, che hanno partecipato con vivo interesse alla prima riunione della Conferenza dei servizi convocata dalla Provincia per l’attuazione dell’Accordo di Programma relativo alla realizzazione di impianti  di energia rinnovabile da parte degli enti pubblici.
Alla riunione erano presenti gli amministratori dei Comuni di Livorno, Collesalvetti, Cecina, Rosignano M.mo, Bibbona, Castagneto C.ci, Piombino, Sassetta, Suvereto, Rio Marina, Marciana Marina, Campo nell’Elba, Campiglia M.ma. Tutti  i partecipanti hanno confermato l’adesione all’Accordo al quale avevano aderito i Comuni di Marciana, Porto Azzurro, Rio nell’Elba e San Vincenzo, assenti all’incontro.
Attraverso l’Accordo  la Provincia offre il proprio supporto ai Comuni nella realizzazione di progetti per l’ installazione di pannelli fotovoltaici sulle proprietà degli stessi Enti. “Come abbiamo già fatto   per le famiglie  con il progetto Gruppi di Acquisto Solare  e con le aziende con gli incentivi di Provincia Eternit Free – ha detto l’assessore provinciale Nicola Nista – proponiamo adesso alle Amministrazioni Comunali   di accedere alle opportunità offerte dagli incentivi riconosciuti con il nuovo Conto Energia, approvato di recente dal Ministero dell’Ambiente”.
L’Accordo di Programma  prevede la messa in campo di uno specifico progetto, denominato “Fotovoltaico negli Enti Pubblici”, con l’obiettivo di individuare, attraverso bandi di gara gestiti su scala provinciale, le imprese che realizzeranno, finanzieranno e gestiranno le opere.
L’iniziativa sarà a costo zero per i Comuni, ai quali sarà riconosciuta l’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici e che potrà essere destinata a copertura dei propri consumi.
L’EALP (Agenzia Energetica Provinciale) gestirà, per conto della Provincia, tutte le attività previste dal programma di sviluppo del fotovoltaico presso le strutture di proprietà dei Comuni. In particolare seguirà, gli aspetti relativi agli studi di fattibilità, ai bandi di gara per individuare le imprese realizzatrici ed al monitoraggio degli impianti una volta in esercizio.
I Comuni intervenuti, che per la maggior parte hanno già fornito ad EALP tutte le informazioni necessarie per definire i progetti sulle strutture di proprietà, hanno sottolineato la necessità di un coinvolgimento anche della Soprintendenza, perché si possano chiarire gli aspetti legati ai territori soggetti a vincoli, come per esempio l’Elba.
Sulla base dei dati forniti, dei sopralluoghi alle strutture  e degli studi di fattibilità elaborati dall’EALP, gli impianti potenzialmente installabili potrebbero rendere più di 5 MW di energia. “Una quantità di potenza – ha sottolineato Nista – che sarà facilmente superata in quanto, al momento, sono stati presi in considerazione prevalentemente gli spazi offerti dalle coperture degli edifici di proprietà comunale. Sarà, quindi, necessario terminare la  ricognizione in tutti i Comuni per individuare anche altre possibili aree utilizzabili”.
Allo stato attuale, come ha affermato il direttore dell’EALP, Roberto Bianco, i dati disponibili consentono  già di andare, in tempi brevi, ad un primo bando  di gara per i progetti ritenuti cantierabili.

L’UPI LANCIA APPELLO A PROMUOVERE APPRENDISTATO ATTRAVERSO I SERVISI PER L’IMPIEGO

Collaborare attraverso i servizi per l’impiego alla promozione dell’ apprendistato tra le imprese ed i giovani, anche con titolo di studio universitario, e di sostenere alcune iniziative rivolte in questo senso, come il pacchetto giovani. Questo l‘appello lanciato dall’Upi attraverso una circolare inviata a tutti gli Assessori e  Dirigenti al lavoro delle Province.
“In questi mesi – si legge nella circolare – sono state avviate diverse iniziative per il rilancio dell’occupazione, tra le quali assume un rilievo prioritario quella relativa alla riforma ed alla promozione del nuovo apprendistato.
L’apprendistato tende a diventare, sulla base della normativa e delle intese con le parti sociali, lo strumento di riferimento per l’accesso dei giovani nel mercato del lavoro. Si tratta di un contratto come è noto più stabile e remunerato del tirocinio e con un contenuto formativo più garantito.
La strategia condivisa dal Ministero del Lavoro e dalle parti sociali tende a sostenere la diffusione del nuovo apprendistato, con diverse forme di incentivazione per le imprese.
Per questo l’Upi invita le Province a collaborare attraverso i servizi per l’impiego alla promozione dell’ apprendistato tra le imprese ed i giovani e a sostenere iniziative in questo senso.
“In questi giorni – ricorda l’Upi nella lettera – il Ministero del Lavoro sta perfezionando l’intesa con le regioni sugli incentivi alle imprese previsti dal pacchetto giovani, tra cui la diffusione dell’apprendistato”. Alle Province di chiede di essere pronte e di attivarsi “per programmare azioni di sistema per il lavoro giovanile in grado di utilizzare e diffondere queste risorse”.
In allegato, il testo della circolare inviata

Federalismo demaniale: i beni degli Enti locali

Pubblicata la white list dei beni demaniali attribuibili agli Enti locali. Cliccate nel link per accedere alla sezione del sito dell’Agenzia del Demanio dedicata ai beni patrimonio dello Stato trasferibili agli enti locali.

DIRIGENTI PA: Le Province scrivono al Ministro Brunetta

Non si possono applicare a Province e Comuni le rigide percentuali di limiti previste dal decreto legislativo 150/09, il cosiddetto Decreto Brunetta, per gli incarichi esterni a tempo determinato dei dirigenti di prima e seconda fascia, perché questa divisione negli Enti locali non esiste e per la difficoltà di utilizzare un’unica uniforme percentuale di riferimento nella grande varietà di esperienze organizzative che caratterizzano gli enti territoriali.
Lo ribadisce il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera indirizzata oggi al Ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, Renato Brunetta.
“In più occasioni – scrive Castiglione al Ministro – abbiamo avuto modo di condividere l’esigenza di un intervento che consentisse un’interpretazione corretta delle disposizioni introdotte dal decreto legislativo 150/09 in materia di incarichi dirigenziali a tempo determinato nei Comuni e nelle Province,  e che consentisse agli enti locali di conservare margini di autonomia nell’applicazione delle percentuali di incarichi esterni”. Il testo unico sul pubblico impiego, infatti, prevede disposizioni di principio che devono poi trovare concreta applicazione attraverso un adeguamento dei regolamenti degli enti locali.
“Per questo motivo – prosegue Castiglione – abbiamo predisposto emendamenti che chiariscono la non applicabilità agli enti locali delle percentuali stabilite dalla legge per i dirigenti di prima e seconda fascia, visto che la suddivisione in due fasce della dirigenza non esiste negli enti locali e in considerazione della difficoltà di utilizzare un’unica uniforme percentuale di riferimento nella grande varietà di esperienze organizzative che caratterizzano gli enti territoriali.
Allo stesso tempo – conclude Castiglione, auspicando la possibilità di trovare soluzioni condivise – abbiamo individuato delle norme che indicano chiaramente modalità e tempi affinché gli enti locali possano adeguare i loro ordinamenti al principio di limitazione degli incarichi dirigenziali previsto dalla Legge Brunetta. Soluzioni che possono essere risolte nell’ambito del decreto correttivo del 150/09, che in questi giorni è all’esame delle commissioni competenti di Camera e Senato”.

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FEDERALISMO FISCALE: 30 GIUGNO 1 LUGLIO A BOLOGNA, SEMINARIO NAZIONALE

L’Unione delle Province d’Italia, la Provincia di Bologna e l’UPI Emilia Romagna hanno organizzato un Seminario Nazionale, sul tema inerente la fiscalità provinciale così come delineata dal decreto legislativo n. 68/11, il quale disciplina, tra l’altro, l’autonomia di entrata per le Province.

La due giorni di lavoro si aprirà il 30 giugno alle ore 15,00 con una intervista a due condotta dalla Vicedirettrice di Rai Parlamento Simonetta Faverio, tra il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. (Inizialmente prevista per il 1° luglio, è stata anticipata per concomitanti appuntamenti istituzionali)

L’evento proseguirà poi secondo quanto previsto dal Programma allegato.

L’incontro rappresenta il secondo appuntamento che l’UPI ha inteso realizzare al fine di focalizzare ed approfondire i principali aspetti correlati alla realizzazione del federalismo fiscale, soprattutto dal punto di vista delle Province.
A Bologna verranno esaminati alcuni temi di stringente attualità: il nuovo fisco provinciale, i fabbisogni standard per le funzioni fondamentali  e l’armonizzazione dei sistemi contabili, avendo queste tre questioni raggiunto un significativo grado di maturità, tale da meritare i necessari approfondimenti, avendo peraltro un diretto ed immediato impatto sull’attività degli enti, fin dal 2011.
In allegato, il programma dell’evento e le informazioni logistiche.

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AUTONOMIE LOCALI E RIFORME:SERVE LA CAMERA DI RAPPRESENTANZA DELLE ISTITUZIONI LOCALI

“Una Camera delle Autonomie, che rappresenti gli interessi di Regioni Province e Comuni, è un passaggio fondamentale, se si vuole davvero riformare il Paese in senso federale. Ma se non si procede con l’approvazione della Carta delle Autonomie e la definizione chiara delle competenze di Regioni, Province e Comuni il processo non va avanti e lo stesso federalismo fiscale rischia di trasformarsi in una riforma incompleta”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo oggi al  “Il nuovo assetto degli Enti locali nella riforma della riforma costituzionale”.
“Le sovrapposizioni – ha aggiunto – non fanno che generare diseconomie, che si traducono in sprechi. La Carta delle Autonomie procede troppo lentamente: è il momento di completare l’iter e di approvarla, insieme agli ultimi decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale. Quando questo nuovo assetto sarà definito, allora inevitabilmente si arriverà alla riforma parlamentare, con il superamento del bicameralismo perfetto e l’istituzione della camera delle rappresentanze locali”.

Provincia di Potenza: Patto dei sindaci. Sottoscritto protocollo d’intesa per primo Paes

Dopo essere stata riconosciuta, dalla Direzione Generale Energia della Commissione Europea, come struttura di supporto al Patto dei Sindaci, la Provincia di Potenza ha sottoscritto questo pomeriggio, nell’ambito dell’Energy day, un protocollo d’intesa con il Comune di Potenza e la Società energetica lucana, per l’elaborazione del primo Paes (Piano di azione per la sostenibilità energetica).
Si tratta dell’inizio di un percorso, costruito attraverso un’intensa collaborazione con Regione e Società energetica lucana, che porterà, da qui ad un anno, alla predisposizione del piano di azione e che comporta precisi impegni quali la riduzione delle emissioni di CO2 nel capoluogo di almeno il 20% entro il 2020.
“Obiettivi questi – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza – che la Provincia ha fatto propri e che sono in linea con gli impegni per il clima – la conferenza di Cancun, come verrà ribadito nel nuovo accordo globale che si sottoscriverà in Sudafrica, fissa l’obiettivo di limitare l’aumento del surriscaldamento del pianeta a + 2° C – e con le finalità della strategia Europa 2020”.
Tutti i dati del Paes saranno trasmessi al Sistema informativo territoriale (Sit) dell’Ente, sul quale la Provincia sta lavorando, per arrivare a rafforzare uno strumento capace di elaborare dati a supporto dello strumento principale di pianificazione dell’Amministrazione, il Piano strutturale provinciale che poggerà sugli assi di Europa 2020: crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.
A questa visione di pianificazione e programmazione si affiancano misure concrete dirette a trasformare in risultati tangibili gli obiettivi in tema di efficienza energetica e sviluppo sostenibile, di cui è esempio significativo il progetto “Scuole ecologiche in scuole sicure”, il programma da 25 milioni di euro finalizzato alla costruzione di una rete di edifici scolastici alimentati da fonti rinnovabili e riconosciuto da Legambiente nazionale come “miglior buona pratica 2011”.
Proprio questa mattina sono stati approvati gli schemi dei progetti esecutivi, relativi ai primi interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e di laboratori per la formazione e la sperimentazione di impianti fotovoltaici e mini eolici. Si tratta di opere finanziate nell’ambito dei Pois, Piani di offerta integrata di servizi, che interesseranno tutte le scuole del territorio provinciale. Ciò consentirà, entro l’estate, di completare le procedure di affidamento, per un importo pari a 3 milioni di euro. La Provincia di Potenza, inoltre, ha avviato le procedure amministrative di tutti gli interventi del programma Pois, compresi quelli il cui avvio era fissato nel 2012, sulla base della delibera Cipe 1/2011 che ha previsto l’anticipazione degli stessi.
L’attivazione dei primi progetti Pois si aggiunge alla pubblicazione del bando, in scadenza nei prossimi giorni, da 1,6 milioni di euro, per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle scuole di Potenza e alla ripresa dei lavori per la realizzazione della Bibliomediateca provinciale, per cui è attualmente in corso la fase, prevista per legge, di caratterizzazione dei materiali da smaltire.

Variazioni aliquote RCA

In allegato il decreto dirigenziale del Ministero dell’Economia e Finanze per la variazione delle aliquote RcAuto e il relativo link http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm

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PROVINCIA DI ANCONA: ARRETRAMENTO DELLA FERROVIA

L’arretramento della ferrovia dalla costa è un progetto ambizioso in cui la Provincia di Ancona crede e lavora da anni. La presidente della Provincia Patrizia Casagrande ha rilanciato il tema durante un incontro con il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, a cui hanno partecipato i tecnici, gli assessori alle infrastrutture delle due Province e l’ingegner Giuseppe Marconi che ne ha firmato il progetto preliminare su incarico della Provincia di Ancona.

“Torniamo sulla questione arretramento della ferrovia, – dichiara la presidente Casagrande, – un progetto al  quale lavoriamo da anni con l’ingegnere Marconi e a cui oggi si aggiunge la Provincia di Pesaro e Urbino. Un progetto infrastrutturale di ampio respiro che potrebbe essere condiviso dalle altre province e dalle altre regioni confinanti, per creare una dorsale adriatica che produrrebbe indiscutibili benefici all’economia dell’intera area. A più riprese ci siamo confrontati con il presidente Matteo Ricci sull’argomento, anche in virtù del fatto che la provincia di Pesaro e Urbino potrebbe destinare all’arretramento l’area laterale all’autostrada che la terza corsia lascia inutilizzata. Lunedì prossimo concorderemo la strategia per muovere, congiuntamente, i passi giusti verso la realizzazione di un’opera che, costituendo il collegamento con il porto, l’aeroporto e l’interporto, sarebbe importantissima per il trasporto merci di Ancona .  L’abbiamo ripetuto più volte, – prosegue Patrizia Casagrande, – la ripresa dell’economia nel nostro territorio passa per le infrastrutture. Peraltro, il lungimirante studio di fattibilità dell’ingegner Marconi mostra molto chiaramente le notevoli potenzialità di un arretramento che non trascura quella sostenibilità richiesta dall’Ue, là dove favorisce l’ideale combinazione ferro/gomma . Liberare la costa dai binari della ferrovia, – conclude, – senza pensare per questo a nuove urbanizzazioni, giova senz’altro alla crescita di tutte le economie locali della costa basate sul turismo. Contiamo molto sul valore di un arretramento che lascerebbe spazio alla creazione di una metropolitana di superficie al servizio dei cittadini, decongestionando il traffico di ingresso nelle città e alleggerendo le emissioni di CO2 ” .

CONVEGNO FINALE PROGETTO IDEE

Si conclude con un convegno alla Provincia di Roma il Progetto Idee – Integrazione, Diritti ed Educazione contro l’esclusione, cofinanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno e promosso dall’Unione delle Province d’Italia in partenariato con le Province di Milano, L’Aquila e Roma e in collaborazione con Save The children Italia Onlus. In allegato, il programma dell’evento

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