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Provincia di Lucca, nuovo ponte sul Serchio: ad aprile il Varo

Con il varo delle prime due grandi campate da 80 e 100 metri previsto da Fincantieri per i primi giorni di aprile, il nuovo ponte sul fiume Serchio, a Lucca, sarà realmente visibile nella sua forma costruttiva definitiva.

La conferma arriva dal sopralluogo sul cantiere svoltosi oggi – martedì 28 gennaio 2025 – convocato dalla Provincia di Lucca, soggetto titolare della grande opera pubblica, a cui hanno partecipato il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani con l’assessore alle infrastrutture Stefano Baccelli, il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci con il consigliere provinciale Luca Menesini, affiancati dal Rup dell’intervento, arch. Francesca Lazzari, e dal dirigente del Servizio viabilità dell’ente di Palazzo Ducale, ing. Pierluigi Saletti, e dai rappresentanti di Fincantieri Infrastructure Spa: il dott. Alessandro Pelosini con il project manager Ing. Michele Bacilieri e l’ing. Antonio Galuppo.

Le grandi ‘torri’ provvisorie blu che svettano nell’area di cantiere sono la testimonianza che i prossimi 3-4 mesi costituiranno la fase effettiva del varo del ponte a tre arcate. Un’infrastruttura che collegherà la Sp1 ‘Francigena’ (via per Camaiore) con la Statale n.12 del Brennero, e destinata a diventare la principale via di unione tra le due sponde del Serchio alle porte della città. La terza campata, quella orientata sul lato via Francigena, sarà varata successivamente alle prime due nel mese di maggio.

Nei mesi estivi, dopo la realizzazione dei pali secanti sull’argine lato Brennero e il varo del viadotto di accesso, sono stati trasportati nell’area di cantiere i numerosi “conci” di acciaio della lunghezza di 12 metri che costituiscono la struttura dell’impalcato delle prime due campate del ponte che sono state poi saldati tra loro per essere installati sui sostegni definitivi. Inoltre sono in corso in questi giorni i trasporti delle porzioni delle arcate, anch’esse realizzate con grandi tubolari in acciaio (del diametro esterno di circa 1,40 metri) che, una volta composte a terra, saranno issate per essere installate sulle torri provvisorie già predisposte e ben visibili sul posto.

Le due campate hanno rispettivamente una configurazione degli archi di tipo concavo per la campata centrale e di tipo convesso per la campata laterale, fatto che caratterizza il progetto di questo ponte che raggiunge, con la sommità degli archi, un’altezza di circa 30 metri dal piano viario.

Tutti i componenti metallici che costituiscono il ponte arrivano in cantiere già verniciati nel colore bianco puro (N.d.r.: RAL 9010 che è il colore utilizzato per molti grandi ponti in acciaio) e sull’area di cantiere gli operatori specializzati dell’impresa provvedono alla ripresa del colore solo in corrispondenza dei punti di saldatura a vantaggio della migliore riuscita dell’opera e della velocizzazione delle lavorazioni.

L’operazione di varo delle campate (costituite da tratti dell’impalcato con le relative arcate) sarà effettuata mediante l’impiego di specifici “carrelloni” attraverso cui saranno sollevate le singole componenti dell’infrastruttura dal basso per poi essere posizionate sulle pile in cemento armato già realizzate nell’area di golena del fiume. Una modalità che consente di sollevare ed installare ogni singola campata nel giro di una sola giornata e dà, al contempo, ampi margini di manovra nei confronti della sicurezza idraulica.

Nei prossimi giorni, intanto, la Provincia di Lucca affiderà formalmente anche ulteriori lavorazioni non previste nell’appalto originario e che riguarderanno opere complementari da realizzare nella fase finale dei lavori: ovvero la stesura del manto di usura ed alcune opere di segnaletica. Verrà predisposto, altresì, un progetto illuminotecnico sviluppato con maggior dettaglio per meglio rispondere alle richieste dell’Amministrazione Provinciale ed affinché siano garantiti, da una parte, i necessari requisiti di sicurezza per gli utenti che potranno percorrere il ponte nelle ore serali e notturne e, dall’altra, di limitare i fenomeni di inquinamento luminoso al fine di non arrecare disturbo agli animali e alle piante che costituiscono l’habitat naturale del contesto fluviale. 

Il 2025 sarà l’anno del nuovo Ponte sul fiume Serchio – afferma il presidente della Provincia Pierucci -, l’avanzamento dei lavori è tangibile e dopo il varo delle campate potremo vedere il ponte che attraversa 2/3 del fiume in tutta la sua maestosità architettonica. Gli interventi procedono spediti e quindi non manca molto al completamento della grande opera viaria strategica per la città di Lucca certamente sotto il profilo della viabilità, ma anche della sicurezza idrogeologica e della vivibilità di alcuni quartieri. Colgo l’occasione per ringraziare la Regione Toscana per il contributo fattivo sia nella fase iniziale sia, soprattutto, quando si è reso necessario l’adeguamento del quadro economico a causa del vertiginoso aumento dei prezzi dei materiali”.

“Oggi il nuovo ponte sul Serchio si vede e presto sarà utilizzato, facendo così vivere meglio tante persone – dice il consigliere provinciale Menesini -. È un’opera di cui sono molto orgoglioso, e che dimostra che il coraggio deve far parte del patrimonio di un amministratore. Quando abbiamo deciso di rifare la gara di appalto abbiamo sentito la diffidenza di alcuni attori della politica locale, e adesso tutti i cittadini vedono che avevamo ragione noi.
 Sono convinto che il nuovo Ponte sul Serchio sia anche il simbolo della rinascita della Provincia, ente maltrattato che a Lucca è volano dell’economia del territorio, con investimenti mai visti prima. Ringrazio il presidente della Regione Giani e l’assessore regionale Baccelli per il sostegno dato e faccio gli auguri al nuovo presidente della Provincia Pierucci perché i lavori procedano al meglio e nell’interesse di tutti”.

Il progetto, lo ricordiamo, prevede la costruzione di un viadotto in acciaio con impalcato sostenuto da tre arcate in sequenza, di luce rispettivamente: 80 m, 100 m e 80 m che si susseguono con andamento alternato. Il collegamento viario è completato da una tratta di viadotto per l’attraversamento della golena sinistra e di rilevato di collegamento alla via per Camaiore (sp n. 1 Francigena) in sponda destra. Sia sulla Sp n. 1 che sulla Ss12 saranno realizzate rotatorie di innesto alle viabilità esistenti. Al percorso veicolare del ponte si affiancherà, inoltre, una pista ciclopedonale per ogni lato posta in sede separata e protetta che collega le due direttrici e si integra ai percorsi ciclopedonali già esistenti sul parco fluviale di Lucca. I piani viari saranno dotati di asfalto fono-assorbente di ultima generazione.

Alle estremità del nuovo ponte sono previste le opere di connessione con la viabilità esistente costituite dalle rotatorie: la prima che s’innesta sulla SP1 via per Camaiore all’altezza del ponte sulla Freddana e l’altra sulla SS12 del Brennero in corrispondenza dell’attuale rotatoria con via della Canovetta. 

Grazie a queste modifiche sarà migliorato anche l’accesso alle proprietà private in prossimità della rotatoria sulla SP1 e disciplinato l’accesso dell’edificio privato in corrispondenza della rotatoria sul Brennero. 

Il quadro economico complessivo dell’opera è di 27 milioni di euro garantiti per 4,1 milioni dalla Regione Toscana con fondi propri di bilancio; 18,1 milioni circa dal Ministero delle Infrastrutture a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione destinato ad interventi infrastrutturali della Regione Toscana e che la stessa li ha destinati alla Provincia di Lucca per la realizzazione di quest’opera mediante la sottoscrizione di un Accordo di Programma che disciplina risorse e tempi di esecuzione; ed infine 4,7 milioni della Provincia di Lucca. 

Il nuovo ponte – progettato dallo studio Itec di Sarzana in collaborazione con gli arch. Lucchesi e Mencacci e il geol. Buchignani di Lucca – sarà realizzato a monte dell’attuale ponte di Monte S. Quirico e unirà la sp n.1 Francigena (via per Camaiore), poco prima del ponte sul Torrente Freddana, con la statale n. 12 del Brennero all’altezza della rotatoria esistente con via Dianda. A completamento dell’infrastruttura il Comune di Lucca ha programmato la costruzione di una nuova viabilità tra le due arterie extraurbane che dalla rotatoria sul Brennero si andrà a innestare sulla via Pesciatina all’altezza della rotonda nei pressi dell’Esselunga dell’Arancio costituendo il cosiddetto asse sub-urbano di Lucca.

​Da segnalare, infine, che da lunedì 3 febbraio, collegati all’intervento per il nuovo ponte sul Serchio, prenderanno il via i lavori di ampliamento della rotatoria sulla via del Brennero dove s’innesterà la grande infrastruttura della Provincia. L’Anas, che è titolare della SS12 del Brennero, sta predisponendo insieme al Comune di Lucca l’ordinanza che regolerà la nuova circolazione provvisoria durante il periodo di apertura del cantiere che durerà fino all’inizio di giugno, visto e considerato che tra i lavori in programma c’è anche il taglio dell’argine che affianca la statale in questo punto. Particolare attenzione è stata data alla circolazione sulla SS 12 del Brennero che non sarà mai interrotta se non per alcune fasi lavorative notturne e per periodi estremamente limitati.

L’altra rotatoria di svincolo sul lato della via per Camaiore, invece, sarà realizzata a partire da maggio.

Lorenzetti all’insediamento della Cabina di Regia Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza

“L’adozione di un Piano Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza è un passaggio indispensabile per il Paese, non solo perchè occorre dare seguito al Piano d’azione UE contro il razzismo: la presenza strutturata di cittadini stranieri, uomini donne e bambini, ci impone infatti di porre in campo ogni azione utile a favorire politiche di accoglienza e integrazione. La scelta del Ministero poi, di declinare questo Piano ponendo particolare attenzione all’integrazione di genere rende questo strumento particolarme innovativo.  Non possiamo che apprezzare la scelta di un pieno coinvolgimento di tutti i gli attori istituzionali – Governo, Regioni, Province e Comuni, in questa sfida che è strategica”.

L’ ha detto il rappresentante di UPI, Gianni Lorenzetti, Presidente di UPI Toscana e della Provincia di Massa-Carrara, intervenendo all’insediamento della Cabina di Regia per le politiche di prevenzione e controllo delle discriminazioni etnico-razziali, presieduta dalla Ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Eugenia Rocella.

“Come UPI – ha detto Lorenzetti –  daremo il nostro contributo sia nella Cabina politica che nel tavolo tecnico.

Ricordiamo che le Province in base alla Legge 56/14 detengono come funzione fondamentale il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Non solo: le Province gestiscono le oltre 5100 scuole superiori in cui studiano oltre 2 milioni e mezzo di ragazze e ragazzi.

In questo contesto – ha edivenziato il Presidente – UPI e Province possono e devono assumere un ruolo operativo nell’attuazione del Piano, accanto agli altri attori istituzionali in particolare rispetto alle azioni riguardanti la discriminazione sui luoghi dl lavoro, i progetti e le campagne di sensibilizzazione rivolti ai giovani studenti delle scuole secondarie superiori, la formazione e l’aggiornamento dei dipendenti delle Province, la promozione di reti territoriali antidiscriminazioni, partecipazione alla definizione e attuazione dei piani regionali e locali contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza”.

 

Lorenzetti all’insediamento della Cabina di Regia Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza

“L’adozione di un Piano Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza è un passaggio indispensabile per il Paese, non solo perchè occorre dare seguito al Piano d’azione UE contro il razzismo: la presenza strutturata di cittadini stranieri, uomini donne e bambini, ci impone infatti di porre in campo ogni azione utile a favorire politiche di accoglienza e integrazione. La scelta del Ministero poi, di declinare questo Piano ponendo particolare attenzione all’integrazione di genere rende questo strumento particolarme innovativo.  Non possiamo che apprezzare la scelta di un pieno coinvolgimento di tutti i gli attori istituzionali – Governo, Regioni, Province e Comuni, in questa sfida che è strategica”.

L’ ha detto il rappresentante di UPI, Gianni Lorenzetti, Presidente di UPI Toscana e della Provincia di Massa-Carrara, intervenendo all’insediamento della Cabina di Regia per le politiche di prevenzione e controllo delle discriminazioni etnico-razziali, presieduta dalla Ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Eugenia Rocella.

“Come UPI – ha detto Lorenzetti –  daremo il nostro contributo sia nella Cabina politica che nel tavolo tecnico.

Ricordiamo che le Province in base alla Legge 56/14 detengono come funzione fondamentale il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Non solo: le Province gestiscono le oltre 5100 scuole superiori in cui studiano oltre 2 milioni e mezzo di ragazze e ragazzi.

In questo contesto – ha edivenziato il Presidente – UPI e Province possono e devono assumere un ruolo operativo nell’attuazione del Piano, accanto agli altri attori istituzionali in particolare rispetto alle azioni riguardanti la discriminazione sui luoghi dl lavoro, i progetti e le campagne di sensibilizzazione rivolti ai giovani studenti delle scuole secondarie superiori, la formazione e l’aggiornamento dei dipendenti delle Province, la promozione di reti territoriali antidiscriminazioni, partecipazione alla definizione e attuazione dei piani regionali e locali contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza”.

 

Lorenzetti all’insediamento della Cabina di Regia Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza

“L’adozione di un Piano Nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza è un passaggio indispensabile per il Paese, non solo perchè occorre dare seguito al Piano d’azione UE contro il razzismo: la presenza strutturata di cittadini stranieri, uomini donne e bambini, ci impone infatti di porre in campo ogni azione utile a favorire politiche di accoglienza e integrazione. La scelta del Ministero poi, di declinare questo Piano ponendo particolare attenzione all’integrazione di genere rende questo strumento particolarme innovativo.  Non possiamo che apprezzare la scelta di un pieno coinvolgimento di tutti i gli attori istituzionali – Governo, Regioni, Province e Comuni, in questa sfida che è strategica”.

L’ ha detto il rappresentante di UPI, Gianni Lorenzetti, Presidente di UPI Toscana e della Provincia di Massa-Carrara, intervenendo all’insediamento della Cabina di Regia per le politiche di prevenzione e controllo delle discriminazioni etnico-razziali, presieduta dalla Ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, Eugenia Rocella.

“Come UPI – ha detto Lorenzetti –  daremo il nostro contributo sia nella Cabina politica che nel tavolo tecnico.

Ricordiamo che le Province in base alla Legge 56/14 detengono come funzione fondamentale il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Non solo: le Province gestiscono le oltre 5100 scuole superiori in cui studiano oltre 2 milioni e mezzo di ragazze e ragazzi.

In questo contesto – ha edivenziato il Presidente – UPI e Province possono e devono assumere un ruolo operativo nell’attuazione del Piano, accanto agli altri attori istituzionali in particolare rispetto alle azioni riguardanti la discriminazione sui luoghi dl lavoro, i progetti e le campagne di sensibilizzazione rivolti ai giovani studenti delle scuole secondarie superiori, la formazione e l’aggiornamento dei dipendenti delle Province, la promozione di reti territoriali antidiscriminazioni, partecipazione alla definizione e attuazione dei piani regionali e locali contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza”.

 

Il Presidente della Provincia dell’Aquila inaugura i nuovi laboratori dell’istituto alberghiero di Roccaraso

Taglio del nastro questa mattina per i nuovi laboratori professionali dell’Istituto Alberghiero “Edmondo De Panfilis” di Roccaraso (L’Aquila).

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti numerosi esponenti istituzionali, tra cui il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, la dirigente scolastica dell’Istituto, Cinzia D’Altorio, e l’assessore al Comune di Castel di Sangro (L’Aquila) Raffaella Dell’Erede.

L’intervento per la realizzazione dei laboratori, per complessivi 280 mila euro, comprende strumentazioni tecnologicamente avanzate e cucine professionali, oltre al rifacimento dell’impianto aeraulico. A questa somma vanno poi aggiunti i fondi previsti all’interno del Programma operativo nazionale (Pon) del Ministero dell’Istruzione e del Merito, circa 200 mila euro, per attrezzature innovative e green per la ristorazione.

“I nuovi laboratori sono un investimento importante per la formazione delle future professionalità nel settore turistico-alberghiero – ha spiegato il presidente Caruso – Sono convinto che attrezzature moderne e spazi specializzati siano parte integrante della creazione delle competenze delle nuove generazioni, che potranno contare su un know-how che li aiuterà nell’inserimento immediato nel mondo del lavoro”.

Durante la cerimonia, Caruso ha dunque sottolineato “l’importanza di progetti come questo, non solo volti al miglioramento dell’istruzione ma in grado di contribuire in maniera concreta allo sviluppo del territorio, favorendo la crescita dell’intero settore turistico, sempre più dinamico e competitivo. Oggi possiamo dire infatti che il ‘De Panfilis’ di Roccaraso è sempre più un punto di riferimento per la formazione di eccellenza nel turismo”.

“L’inaugurazione di questi nuovi spazi – ha concluso il presidente della Provincia dell’Aquila – è il risultato di un impegno costante e di una collaborazione importante tra istituzioni e scuola, che mira a migliorare le opportunità educative e professionali dei nostri studenti”.

Il Presidente della Provincia dell’Aquila inaugura i nuovi laboratori dell’istituto alberghiero di Roccaraso

Taglio del nastro questa mattina per i nuovi laboratori professionali dell’Istituto Alberghiero “Edmondo De Panfilis” di Roccaraso (L’Aquila).

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti numerosi esponenti istituzionali, tra cui il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, la dirigente scolastica dell’Istituto, Cinzia D’Altorio, e l’assessore al Comune di Castel di Sangro (L’Aquila) Raffaella Dell’Erede.

L’intervento per la realizzazione dei laboratori, per complessivi 280 mila euro, comprende strumentazioni tecnologicamente avanzate e cucine professionali, oltre al rifacimento dell’impianto aeraulico. A questa somma vanno poi aggiunti i fondi previsti all’interno del Programma operativo nazionale (Pon) del Ministero dell’Istruzione e del Merito, circa 200 mila euro, per attrezzature innovative e green per la ristorazione.

“I nuovi laboratori sono un investimento importante per la formazione delle future professionalità nel settore turistico-alberghiero – ha spiegato il presidente Caruso – Sono convinto che attrezzature moderne e spazi specializzati siano parte integrante della creazione delle competenze delle nuove generazioni, che potranno contare su un know-how che li aiuterà nell’inserimento immediato nel mondo del lavoro”.

Durante la cerimonia, Caruso ha dunque sottolineato “l’importanza di progetti come questo, non solo volti al miglioramento dell’istruzione ma in grado di contribuire in maniera concreta allo sviluppo del territorio, favorendo la crescita dell’intero settore turistico, sempre più dinamico e competitivo. Oggi possiamo dire infatti che il ‘De Panfilis’ di Roccaraso è sempre più un punto di riferimento per la formazione di eccellenza nel turismo”.

“L’inaugurazione di questi nuovi spazi – ha concluso il presidente della Provincia dell’Aquila – è il risultato di un impegno costante e di una collaborazione importante tra istituzioni e scuola, che mira a migliorare le opportunità educative e professionali dei nostri studenti”.

Insediato a Roma il nuovo Comitato Direttivo UPI

Sono ventisette i Presidenti delle Province italiane che affiancheranno il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi nel suo mandato alla guida dell’Associazione.

Si è infatti insediato il nuovo Comitato Direttivo, organo di indirizzo politico e programmatico dell’Associazione, composto dal Presidente dell’UPI e da ventisette Presidenti, tra cui i dodici Presidenti delle UPI Regionali.

Quattro i VicePresidenti dell’Associazione, Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso che assume la carica di Vicario, Angelo Caruso, Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce e Claudio Scajola, Presidente della Provincia di Imperia. Definiti anche i nuovi rappresentanti UPI in Conferenza Unificata e Stato città: Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Gianni Lorenzetti, Presidente della Provincia di Massa-Carrara, Emanuele Ramella, Presidente della Provincia di Biella e Alessandro Romoli, Presidente della Provincia di Viterbo. Confermato poi Piero Antonelli come Direttore Generale dell’UPI.

“Con l’insediamento del Direttivo – ha detto il Presidente Gandolfi – si avvia formalmente il nuovo mandato di questa Presidenza. Dovremo affrontare sfide molto complesse, prima fra tutti l’urgenza di riaprire con Governo, Parlamento e forze politiche un confronto serrato sull’emergenza dovuta al taglio delle risorse e del personale, che mettono a rischio i diritti dei cittadini. Resta aperta poi la questione della revisione delle norme sulle Province, su cui chiediamo risposte immediate. Per questo avvieremo da subito una serie di incontri con Ministri, Gruppi parlamentari e forze politiche, ma anche con le forze economiche e sociali del Paese, a cui chiediamo collaborazione per porre al centro il tema del protagonismo dei territori per una crescita sostenibile, equa e strutturata”.

Ecco di seguito il Comitato Direttivo UPI al completo

Presidente
Pasquale Gandolfi, Presidente Provincia di Bergamo
Vicepresidente Vicario
Stefano Marcon, Presidente Provincia di Treviso

Vicepresidenti
Angelo Caruso, Presidente Provincia dell’Aquila
Stefano Minerva, Presidente Provincia di Lecce
Claudio Scajola, Presidente Provincia di Imperia

Componenti
Massimiliano Angori, Presidente Provincia di Pisa
Agnese Carletti, Presidente Provincia di Siena
Enzo Lattuca, Presidente Provincia di Forlì-Cesena
Bernardo Lodispoto, Presidente Provincia di Barletta-Andria-Trani
Emanuele Pralungo Ramella, Presidente Provincia di Biella
Gerardo Stefanelli, Presidente Provincia di Latina
Roberta Cuneo, Presidente Provincia di Rieti
Daniele Garuti, Presidente Provincia di Ferrara
Davide Gilardino, Presidente Provincia di Vercelli
Massimo Flavio Pasini, Presidente Provincia di Verona
Rosaria Succurro, Presidente Provincia di Cosenza

PRESIDENTI UPI REGIONALI
Angelo Caruso, UPI Abruzzo
Christian Giordano, UPI Basilicata
Mario Amedeo Mormile, UPI Calabria
Rizieri Buonopane, UPI Campania
Giorgio Zanni, UPI Emilia-Romagna
Alessandro Romoli, UPI Lazio
Pierluigi Peracchini, UPI Liguria
Luca Santambrogio, UPI Lombardia

Giuseppe Paolini, UPI Marche
Daniele Saia, UPI Molise
Luca Robaldo, UPI Piemonte
Stefano Minerva, UPI Puglia
Gianni Lorenzetti, UPI Toscana
Marco Bruni, UPI Umbria
Stefano Marcon, UPI Veneto

 

Politiche giovanili, le province protagoniste: oltre 400 ragazzi a Roma per la chiusura di GameUPI

40 mila ragazze e ragazzi coinvolti, 147 scuole superiori che hanno partecipato attivamente ai progetti, più di 650 docenti che hanno colto il valore di questa iniziativa e si sono messi al servizio, più di 290 associazioni sportive che hanno
collaborato con le Province per tutto l’anno.
Oltre 300 Comuni, partner pubblici e partner privati. Sono questi i numeri che raccontano il successo di GaneUPI, l’iniziativa promossa dall’Unione delle Province d’Italia finanziata con il Fondo per le Politiche giovanili del Ministro per lo Sport e i giovani, che ha permesso la realizzazione di progetti dedicati ai temi dello sport e dell’inclusione in venti province. Oltre mille gli eventi che sono stati realizzati grazie al progetto, e che hanno permesso ai ragazzi di scoprire e cimentarsi in discipline olimpiche e paralimpiche, ma anche di seguire un percorso sulla corretta alimentazione degli sportivi.
“Questo progetto – ha detto il Presidente UPI Pasquale Gandolfi rivolgendosi agli oltre 400 ragazzi e ragazze in sala – ci rende molto orgogliosi, perché ha reso voi protagonisti di un percorso di crescita prima di tutto come cittadini e ci ha permesso di aprire un canale di comunicazione tra voi e le istituzioni.
Oggi si chiude GameUPI ma proprio in questi giorni abbiamo pubblicato risultati del bando GameUPI 2.0,, che permetterà nel 2025 di realizzare altri venti i progetti dedicati allo sport e all’orientamento professionale con un valore aggiunto: l’iniziativa mette in sinergia i Progetti delle Province con quelli già finanziati a livello nazionale dal Dipartimento per le Politiche giovanili. Un modo efficace per moltiplicare gli effetti e potenziare i risultati sia a livello nazionale che locale” .

 

 

Politiche giovanili, le province protagoniste: oltre 400 ragazzi a Roma per la chiusura di GameUPI

40 mila ragazze e ragazzi coinvolti, 147 scuole superiori che hanno partecipato attivamente ai progetti, più di 650 docenti che hanno colto il valore di questa iniziativa e si sono messi al servizio, più di 290 associazioni sportive che hanno
collaborato con le Province per tutto l’anno.
Oltre 300 Comuni, partner pubblici e partner privati. Sono questi i numeri che raccontano il successo di GaneUPI, l’iniziativa promossa dall’Unione delle Province d’Italia finanziata con il Fondo per le Politiche giovanili del Ministro per lo Sport e i giovani, che ha permesso la realizzazione di progetti dedicati ai temi dello sport e dell’inclusione in venti province. Oltre mille gli eventi che sono stati realizzati grazie al progetto, e che hanno permesso ai ragazzi di scoprire e cimentarsi in discipline olimpiche e paralimpiche, ma anche di seguire un percorso sulla corretta alimentazione degli sportivi.
“Questo progetto – ha detto il Presidente UPI Pasquale Gandolfi rivolgendosi agli oltre 400 ragazzi e ragazze in sala – ci rende molto orgogliosi, perché ha reso voi protagonisti di un percorso di crescita prima di tutto come cittadini e ci ha permesso di aprire un canale di comunicazione tra voi e le istituzioni.
Oggi si chiude GameUPI ma proprio in questi giorni abbiamo pubblicato risultati del bando GameUPI 2.0,, che permetterà nel 2025 di realizzare altri venti i progetti dedicati allo sport e all’orientamento professionale con un valore aggiunto: l’iniziativa mette in sinergia i Progetti delle Province con quelli già finanziati a livello nazionale dal Dipartimento per le Politiche giovanili. Un modo efficace per moltiplicare gli effetti e potenziare i risultati sia a livello nazionale che locale” .

 

 

Riforma TUEL, Gandolfi “Riprendere con urgenza il percorso bloccato”

“Il Testo unico degli Enti locali è stato continuamente modificato in questi 25 anni da interventi normativi introdotti con decreti e norme che rispondevano a logiche emergenziali. Non tiene conto della riforma costituzionale del 2001 e tantomeno degli stravolgimenti introdotti per le Province dalla legge Delrio.  Serve un nuovo TUEL, che consenta alle Province di avere un quadro di riferimento che ne valorizzi la nuova missione di istituzioni di semplificazione amministrativa, gli investimenti del territorio e di supporto assistenza ai Comuni.  E’ urgente riprendere il confronto sul testo con le associazioni delle autonomie locali e avviare al più presto l’iter parlamentare”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi, intervenendo alla Sala della Regina della Camera dei Deputati al convegno “Riflessioni sulla revisione della disciplina dei segretari comunali e provinciali in vista della riforma del TUEL” organizzato dall’Unione Nazionale dei segretari Comunali e Provinciali.

“L’obiettivo che dobbiamo porci – ha detto Gandolfi – è quello di riordinare, semplificare e rilanciare tutto il sistema di governo locale, a partire dalle Province che aspettano ormai da anni una revisione delle norme che assicuri certezza di funzioni, garanzia di risorse per i servizi ai cittadini e un riassetto organizzativo. Una volta avviato l’iter normativo in Parlamento, sarà possibile apportare tutte le modifiche al testo che si riterranno necessarie”.

Riforma TUEL, Gandolfi “Riprendere con urgenza il percorso bloccato”

“Il Testo unico degli Enti locali è stato continuamente modificato in questi 25 anni da interventi normativi introdotti con decreti e norme che rispondevano a logiche emergenziali. Non tiene conto della riforma costituzionale del 2001 e tantomeno degli stravolgimenti introdotti per le Province dalla legge Delrio.  Serve un nuovo TUEL, che consenta alle Province di avere un quadro di riferimento che ne valorizzi la nuova missione di istituzioni di semplificazione amministrativa, gli investimenti del territorio e di supporto assistenza ai Comuni.  E’ urgente riprendere il confronto sul testo con le associazioni delle autonomie locali e avviare al più presto l’iter parlamentare”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi, intervenendo alla Sala della Regina della Camera dei Deputati al convegno “Riflessioni sulla revisione della disciplina dei segretari comunali e provinciali in vista della riforma del TUEL” organizzato dall’Unione Nazionale dei segretari Comunali e Provinciali.

“L’obiettivo che dobbiamo porci – ha detto Gandolfi – è quello di riordinare, semplificare e rilanciare tutto il sistema di governo locale, a partire dalle Province che aspettano ormai da anni una revisione delle norme che assicuri certezza di funzioni, garanzia di risorse per i servizi ai cittadini e un riassetto organizzativo. Una volta avviato l’iter normativo in Parlamento, sarà possibile apportare tutte le modifiche al testo che si riterranno necessarie”.

Provincia di Lecco e Protezione civile: al via il progetto “Ambasciatori”

La rete dei Centri di promozione della protezione civile della provincia di Lecco, di cui la Provincia di Lecco è partner, promuove anche per l’anno scolastico 2024/2025 il progetto “Ambasciatori” nella più ampia attività “Io non rischio” – Scuola del Dipartimento nazionale della Protezione civile.

La finalità del progetto “Ambasciatori” è la diffusione nelle scuole delle buone pratiche di protezione civile con il coinvolgimento diretto degli studenti delle scuole superiori quali divulgatori verso i bambini delle scuole primarie.

Le scuole superiori che si sono candidate per la formazione degli “Ambasciatori” sono gli istituti Viganò di Merate, Badoni e Fiocchi di Lecco.

Gli studenti parteciperanno alla formazione con lezioni frontali in aula, tenute dai formatori regionali “Io non rischio” con la collaborazione operativa del servizio di protezione civile della Provincia di Lecco, cui seguiranno attività laboratoriali per testare le modalità di confronto con i piccoli studenti delle scuole primarie.

L’attività nelle scuole vedrà la collaborazione del volontariato organizzato di protezione civile territorialmente competente, che sarà presente in aula come supporto agli studenti “Ambasciatori”.

L’attività formativa vede le prime lezioni lunedì 13 e lunedì 20 gennaio all’istituto Viganò di Merate con la partecipazione della formatrice Flavia Moro, della coordinatrice della rete Mariagrazia Rota e del servizio di protezione civile della Provincia di Lecco.

L’attività di divulgazione delle buone pratiche di protezione civile verso le nuove generazioni – commenta il Consigliere provinciale delegato alla Protezione civile Antonio Pasquini – rappresenta la volontà di impegnarsi verso il prossimo, tipica della protezione civile e di tutte le sue componenti, istituzionali e del volontariato. La collaborazione della Provincia di Lecco con il volontariato organizzato e la partecipazione alla rete dei Centri di promozione della protezione civile è fondamentale e i risultati ottenuti finora ne sono la dimostrazione. Voglio ringraziare tutti coloro che ancora una volta si mettono in gioco per attivare l’attività di prevenzione, uno dei pilastri fondanti del servizio di protezione civile”.

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