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5 milioni di euro arriveranno alla Provincia di Crotone nell’ambito dei “PIAR”

Risorse per oltre 5 milioni di euro arriveranno alla Provincia di Crotone nell’ambito dei “PIAR” (Progetti Integrati per le Aree Rurali). Lo ha comunicato, nei giorni scorsi, il direttore generale del Dipartimento 6 (Agricoltura, Foreste e Forestazione) della Regione Calabria al presidente Stano Zurlo ed al consigliere provinciale, delegato all’Agricoltura, Umberto Lorecchio. “Inizialmente la nostra richiesta era di 21 milioni di euro -dichiarano Zurlo e Lorecchio- ma la precedente Giunta regionale, guidata da Agazio Loiero, ci ha penalizzati. I finanziamenti in arrivo verranno utilizzati per una serie di interventi presentati dai comuni e dalle Comunità montane del crotonese. Si va dalla realizzazione di percorsi sentieristici, alla sistemazione di strade interpoderali, dalla creazione di orti botanici alla realizzazione di strutture culturali e ricettive. Previsti inoltre interventi telematici nonché implementazioni nei trasporti. A breve, il presidente della Provincia Zurlo ed il consigliere delegato all’agricoltura Lorecchio, convocheranno i sindaci dei comuni ed i presidenti degli enti montani, titolari di progetti, per rimodulare gli interventi stessi e chiarire tutti gli aspetti gestionali.

PERSONALE: ANCI E UPI , UN TAVOLO DI CONFRONTO PER FORNIRE CHIARIMENTI SUL DL N. 78/2010

“Attivare un t

avolo di confronto tra Comuni, Province e Ministeri competenti per fornire agli enti indicazioni operative sulle problematiche applicative del decreto legge n. 78/2010 convertito in legge n. 122/2010”. E’ la richiesta avanzata dal Segretario generale Anci, Angelo Rughetti e dal Direttore generale Upi, Piero Antonelli al Direttore della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, Marcella Castronovo.

“Nell’ambito di questo provvedimento – sottolineano Comuni e Province – alcune disposizioni che riguardano tutto il personale pubblico concernono le spese di personale e il trattamento economico dei pubblici dipendenti, disposizioni che, oltre che apparire di particolare complessità interpretativa, stanno generando negli enti notevoli difficoltà”.

E ANCI e Upi sottolineano le principali problematiche aperte. Innanzitutto Rughetti e Antonelli chiedono chiarimenti sulla “portata applicativa delle disposizioni che hanno abrogato le norme concernenti l’autorizzazione all’utilizzo del mezzo proprio da parte dei pubblici dipendenti, creando notevolissime difficoltà soprattutto nei piccoli enti sprovvisti di parco auto e di un sistema di mezzi pubblici”. Ma non solo. Di particolare “difficoltà interpretativa appaiono anche le disposizioni dell’articolo 9 riguardanti le limitazioni al trattamento economico e alla contrattazione: occorre infatti chiarire come opera il blocco al 2010 del trattamento economico dei singoli dipendenti, individuare le modalità per effettuare la decurtazione degli stipendi superiori ai 90 mila euro lordi annuali, definire la portata applicativa delle disposizioni che incidono sulle risorse destinate alla contrattazione decentrata”.

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE ITALIANE

Si terrà il 19 e 20 ottobre prossimi, a Catania, presso il Centro Congressi Le Ciminiere – Viale Africa – l’Assemblea Nazionale delle Province italiane “Federalismo, territorio, sicurezza e sviluppo”.

L’evento sarà articolato in tre sessioni di lavoro nelle due giornate.

L’Assemblea avrà dunque inizio la mattina di martedì 19 ottobre con la sessione inaugurale, cui prenderanno parte le autorità nazionali e locali.
Nel pomeriggio di martedì 19 ottobre si proseguirà con un dibattito incentrato sui temi del federalismo fiscale e della riforma degli enti locali.
Nell’occasione, saranno chiamati ad intervenire rappresentanti del Governo e del Parlamento, delle forze economiche e produttive, della società civile, che discuteranno con gli amministratori delle Province e con i rappresentanti dei Comuni e delle Regioni sui temi all’ordine del giorno, a partire dai decreti attuativi sul federalismo fiscale e dalla Carta delle Autonomie locali.

L’Assemblea si chiuderà nella mattina di mercoledì 20 ottobre, con la discussione sui temi della sicurezza e dello sviluppo economico locale e nazionale.
In questa sessione, Governo e amministratori locali dibatteranno, insieme ai rappresentanti della società civile, degli interventi per la ripresa e della necessità di coniugare lo sviluppo alla legalità, a partire dalla lotta alla criminalità organizzata e dai progetti che le Province hanno messo in campo.

Nei prossimi giorni pubblicheremo la prima bozza di programma, insieme alle convenzioni con gli alberghi e alla nota organizzativa. Il sito dell’Associazione www.provinceditalia.it dedicherà una sezione all’evento, in cui troverete tutti gli aggiornamenti.

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Conferenza internazionale sull’ambiente: La sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici

 Si terrà il 24 e 25 settembre prossimi, nell’Isola di Palmaria, in Provincia della Spezia, la Conferenza internazionale sull’ambiente “La sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici“, evento organizzato dalla Provincia della Spezia in collaborazione con l’UPI, l’associazione Ambiente Vivo e la rete Arco Latino e che vedrà la partecipazione di autorità locali nazionali ed internazionali, a cui tutte le Province italiane sono invitate ad intervenire.

La mattina di sabato 25 settembre, alla presenza della Commissione europea, avrà luogo una sessione di lavoro dedicata al Patto dei sindaci sull’energia, con una cerimonia ufficiale di firma del “Covenant of Mayors” da parte delle Province italiane che avranno manifestato il loro interesse.

Per informazioni e per aderire al Patto, è necessario contattare  l’ufficio di Bruxelles, Spazio Europa Upi Tecla, incaricato di supportare tecnicamente la procedura di adesione delle Province e le attività successive legate all’implementazione del patto dei sindaci, richiedendo il Kit contenente i documenti utili all’adesione entro il 15 settembre .

Le Province che abbiamo già aderito al Patto sono invece invitate a condividere le loro esperienze inviando entro la stessa data del 15 settembre allo Spazio Europa UPI Tecla di Bruxelles una descrizione delle principali attività in corso.

Contatti Spazio Europa UPI TECLA
Ginevra Del Vecchio -Covenant Coordinator
Antonella Casillo – Media officer
email: [email protected]
Tel: +32 (0)2 503.51.28
Fax: +32 (0)2 514.34.55

Il programma della Conferenza è pubblicato sul sito www.palmariaclima.it

RISPARMIO ENERGETICO: PROGETTO DOCCIA LIGHT PER PROVINCE E COMUNI

In allegato, la presentazione del Progetto di risparmio idrico ed energetico Doccia Light, per Province e Comuni, finalizzata alla distribuzione gratuita di erogatori a basso flusso per impianti sportivi e palestre scolastiche, e il modulo da compilare per aderire all’iniziativa. Per altre informazioni consultate il sito www.doccialight.it

 

 

 

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INFORMAZIONE: LA RAI RIDUCE GLI SPAZI DEI TG REGIONALI

“E’ inaccettabile che la Rai decida di tagliare senza preavviso la terza edizione del Tg Regionale in tutt’Italia o che ne preveda il trasferimento sul canale digitale di Rainews, che peraltro non è ancora visibile in molte zone. A fare le spese di questa penalizzazione saranno soltanto i cittadini a cui verrà sottratto un importante spazio informativo”.

Lo dichiara il presidente della Provincia di Catania e presidente dell’Unione Province d’Italia, Giuseppe Castiglione. “Chiediamo alla Rai di rivedere la sua posizione – ha esortato il presidente Castiglione – e auspichiamo piuttosto un incremento del servizio pubblico per quanto riguarda l’offerta informativa in generale”.

Preoccupazioni sono state espresse anche dal Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi. “La decisione della Rai di ridurre gli spazi informativi del servizio pubblico – ha dichiarato-  penalizzerà fortemente l’importante contenitore rappresentato dal Tg regionale, sottraendo ai cittadini uno spazio informativo di grande utilità, soprattutto in quelle realtà caratterizzate da una sostanziale povertà del panorama dell’informazione locale. Si tratta di un provvedimento inaccettabile. Auspico che la Rai riveda la decisione sui palinsesti. In caso contrario, infatti, i primi a farne le spese, oltre ai giornalisti, saranno i cittadini che al contrario chiedono un incremento della quantità e della qualità dei momenti di informazione”.

PROVINCIA DI RIETI: INTERVENTI PER LA BANDA LARGA

Entro la fine di questo mese è prevista la chiusura dei 21 cantieri previsti nel piano di interventi predisposto da Infratel di concerto con la Provincia di Rieti per abilitare altrettante centrali telefoniche al collegamento ai servizi Adsl, nell’ambito di un accordo quadro siglato con il Ministero delle Comunicazioni e con la Regione Lazio.
In questo modo gli operatori telefonici saranno messi in condizione di offrire a circa 35 mila abitanti della provincia di Rieti i servizi internet a banda larga.
Il Piano predisposto da Infratel comprende circa 150 chilometri di posa di cavi in fibra ottica di cui 50 in infrastrutture di nuova realizzazione (la cosiddetta minitrincea) e 100 in infrastrutture già esistenti (tubazioni o palificate).
“Con la realizzazione di questi interventi – afferma il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli – abbiamo scritto una pagina importantissima per il nostro territorio e per moltissimi nostri concittadini, ponendo le basi per colmare in brevissimo tempo un divario che, al giorno d’oggi, ingiustamente ne limitava i diritti e cioè la possibilità di comunicare e informarsi grazie all’utilizzo del cosiddetto internet veloce. Se gli operatori di telefonia attiveranno in breve tempo le cabine raggiunte dalla fibra ottica grazie agli interventi di Infratel, già entro la fine di quest’anno circa il 95 per cento della popolazione della nostra provincia sarà coperta dalla banda larga: un risultato ragguardevole per chi solo lo scorso anno era in penultima posizione nella classifica del digital divide in Italia. Il lavoro non è ancora terminato perché dobbiamo convincere gli operatori ad attivare i servizi, ma ciò non credo rappresenti un grosso problema in quanto i costi che dovranno sostenere sono decisamente diminuiti dopo questi lavori. Non possiamo neanche dimenticarci – prosegue il presidente della Provincia – della restante porzione di popolazione ancora fuori dal collegamento a banda larga e per questo motivo ho ritenuto opportuno scrivere ai nostri sindaci per farci indicare eventuali centrali telefoniche non ancora servite perché, grazie alla proficua collaborazione tra Infratel e Provincia di Rieti, si è riuscito a concludere i lavori utilizzando risorse minori da quelle stanziate e perciò Infratel si è detta disponibile ad utilizzare le somme risparmiate per compiere ulteriori interventi. Questa operazione, che vede la Provincia di Rieti all’avanguardia nel Centro Italia – conclude Melilli – è una chiara dimostrazione di buon governo e di efficienza da parte della pubblica amministrazione dove due enti pubblici, la Provincia e Infratel, sono riusciti a portare a casa il risultato prefisso nei tempi stabiliti e con minori spese di quelle preventivate”.

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI POTENZA, LACORAZZA SUI 150 DELL’UNITA’ D’ITALIA

“I dati Ocse Pisa ci consegnano una scuola “fanalino di coda”, proprio nel momento in cui il Paese, anche per uscire dalla pesante crisi economica che lo sta attraversando, ha bisogno di aumentare la propria competitività, investendo in conoscenza, cultura, innovazione e ricerca scientifica. Tali dati, nel Mezzogiorno, assumono un significato ancora più allarmante, mostrando criticità non trascurabili. Nei primi 130 anni dall’Unità cinque sono state le riforme e i provvedimenti principali che hanno interessato la scuola italiana fino agli inizi del 1990. Nell’ultimo ventennio, poi, si sono succeduti tanti ministri all’Istruzione che hanno introdotto visioni diverse della scuola, dando vita ad un susseguirsi confuso di riforme e controriforme”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, intervenendo a Montemurro alla manifestazione che, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia, ha voluto ricordare la figura di Giacinto Albini, insediatosi il 7 settembre 1860 come Governatore della Provincia di Basilicata e personaggio chiave del Risorgimento lucano.
“I problemi che vive oggi la scuola, di cui l’emergenza precari rappresenta una delle più tangibili e preoccupanti manifestazioni, vengono da molto lontano e, con un’attenta rilettura dei 150 anni di vita unitaria del Paese, le cause potrebbero essere rintracciate – ha continuato Lacorazza – anche attraverso il difficile rapporto tra popolo e territorio, come ad esempio quello che caratterizza una regione grande come la nostra (10 milioni di chilometri quadrati), dove una popolazione piccola (600 mila abitanti) è dispersa in 131 comuni. E ancora attraverso lo scollamento tra classi sociali e tra città e periferie che si determinò all’indomani dell’Unità e che, oggi, continua ad essere uno degli effetti più critici della cosiddetta “Riforma Gelmini”.
L’istruzione scolastica rappresentò, sin da subito, una delle principali preoccupazioni del nuovo Stato unitario: dalla legge Casati (che rendeva obbligatoria la frequenza scolastica), già approvata in Piemonte nel 1859 e successivamente estesa a tutto il territorio nazionale, alla legge Coppino del 1877, che introduce una differenza nell’obbligo scolastico tra città più grandi (fino a 5 anni) e quelli minori (fino a 3). A quei tempi le gravi difficoltà finanziarie dei singoli comuni ostacolarono la crescita delle istituzioni educative, soprattutto al Sud. Un problema, questo, che nel periodo giolittiano, cercò di aggirare la legge Daneo-Credaro del 1911, attribuendo allo Stato il costo della gestione delle scuole elementari. Tutti questi provvedimenti – e in seguito la nota Riforma Gentile del 1923 e la Carta della Scuola, voluta da Giuseppe Bottai e che prevedeva una divisione delle scuole elementari in “urbane” e “rurali”, con tutte le penalizzazioni immaginabili per quest’ultime – non compresero fino in fondo le esigenze delle singole aeree del Paese ed ebbero come comune denominatore quello di favorire la separazione tra classi sociali e territori, introducendo un primo elemento di distorsione nella visione della scuola e dell’istruzione, destinato a ripresentarsi, sotto diverse forme, nelle varie tappe che hanno caratterizzato il lungo processo di riforma di questa importante istituzione, fino agli ultimi e dibattuti provvedimenti governativi sulla scuola. Nel corso degli anni, dunque, il tentativo di dare una nuova e coerente forma alla scuola italiana si è scontrato con l’effetto di aumentare, anziché ridurre, il divario esistente tra città e periferie, tra nord e sud e tra classi sociali differenti. Un aumento confermato dalla statistica che, a più di mezzo secolo dall’unificazione, disegnava ancora un quadro fosco per quanto riguarda l’analfabetismo, lontano dall’essere debellato soprattutto al Sud e in particolare in Basilicata, dove nel 1921 la percentuale di analfabeti si attestava al 52 per cento, meglio solo di quella della Calabria (53 per cento). Percentuali che si spiegano con il persistere, a 70 anni dall’Unità, di alcuni limiti alla diffusione dell’istruzione come la mancata percezione della scuola, da parte delle classi meno abbienti, come strumento di educazione ed elevazione sociale o i gravi ostacoli di tipo logistico e pratico, che rendevano difficoltoso, ad esempio, trovare i docenti per le scuole primarie di periferie. Scuole che presentavano condizioni deplorevoli e scarse remunerazioni finendo per scoraggiare i maestri della ricca borghesia. Il pericolo oggi in agguato è quello di un’istruzione, una formazione e un sapere che non aiutino la coesione del Paese né il processo di mobilità sociale. La storia corre il rischio di ripetere e di accentuare le proprie criticità che, al di là del colore politico, anche nell’attualità dei provvedimenti sulla scuola, potrebbero avere l’effetto di marginalizzare sempre di più il Mezzogiorno. Oggi, dunque, è necessario ripensare e rafforzare l’istruzione, la formazione e il sapere, affinché siano in grado di accompagnare l’Italia unita in Europa e nel mondo”.
“Riflessioni, queste, che inducono a dare alla celebrazioni per i 150 anni dell’Unità una chiave di lettura centrata sulle grandi traiettorie di sviluppo, dalla scuola alle infrastrutture, passando per quelle trasformazioni del territorio causate dai diversi sismi. Ripercorrere 150 anni di storia – ha concluso Lacorazza – è mettersi in cammino verso il futuro, se saremo in condizione di scalzare i luoghi comuni di parte dell’opinione pubblica, le derive faziose delle classi dirigenti e i coloriti detrattori dell’Unità d’Italia. Questi 150 anni di storia, e di storie, sono utile alimento per l’elaborazione di un pensiero nuovo del nostro Paese, del Mezzogiorno, della Basilicata, in uno scenario geopolitico ricco di insidie e di opportunità. Pensiamo all’Europa, all’area del Mediterraneo e alla sua perenne conflittualità culturale, etnica e religiosa, dalle ricadute politico-economiche non irrilevanti. “Se 150 anni fa l’Italia politica si unì dentro l’Italia”, oggi l’Italia deve essere unita all’interno del mondo”.

PORE: AL VIA CORSO DI FORMAZIONE PER PA LOCALI SU EURO PROGETTAZIONE

Giovedì 9 settembre alle ore 12, presso la sede del Ministero per i Rapporti con le Regioni – via della Stamperia 8 – si terrà la Conferenza Stampa di lancio del corso OP.ERA (Operatori locali per l’euro-progettazione). Oltre al coordinatore del P.O.R.E., Ernesto Somma, parteciperanno anche l’assessore della Regione Abruzzo alle Politiche Attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione, Paolo Gatti, l’assessore della Regione Friuli Venezia Giulia alla Pianificazione territoriale, Autonomie locali e Sicurezza, Federica Seganti, l’assessore della Regione Campania al Personale, Pasquale Sommese.
OP.ERA è un percorso formativo organizzato dalla struttura di missione P.O.R.E. dedicato all’euro progettazione e destinato ai funzionari delle Pubbliche Amministrazioni locali (dirigenti, quadri e dipendenti di Regioni, Province e Comuni italiani) e ai membri delle rappresentanze economiche e sociali territoriali.
L’obiettivo è quello di aumentare le competenze e le conoscenze degli stakeholders che operano in realtà locali per partecipare a progetti a valere sui Programmi comunitari a gestione diretta attraverso un percorso innovativo con l’attivazione di una web community.
Il corso, completamente gratuito, ha la durata di cinque giornate formative, per un totale di circa 40 ore di aula tra lezioni frontali e laboratori, e si terrà su tutto il territorio nazionale. In particolare, lo svolgimento delle attività formative sarà realizzato tramite l’erogazione di un percorso di accompagnamento, condensato e intensivo, rivolto a circa 25 soggetti per area territoriale.
All’iniziativa hanno già aderito 17 Regioni e la prima a partire con un proprio corso sarà la Lombardia il 13 settembre.

Al via la quarta edizione del Premio Pimby

Associazione Pimby ha annunciato oggi che è stato pubblicato il bando per il
Premio Pimby 2010, un riconoscimento a quelle Amministrazioni che hanno scelto di realizzare opere
coniugando rispetto delle regole con il consenso dei cittadini. Il bando è consultabile e scaricabile dal sito
dell’Associazione www.pimby.eu. Il bando riguarda opere e progetti realizzati o da realizzare in una di
queste quattro macro categorie di infrastrutture: energia, rifiuti, mobilità, trasformazioni sul
territorio.

Giunto alla quarta edizione, il Premio vuole contribuire a portare alla luce esperienze virtuose nel campo
della corretta informazione, della comunicazione e del coinvolgimento dei portatori di interesse di un
territorio, stimolando un dibattito serio e privo di pregiudizi sulle modalità con cui realizzare quelle opere
di cui il Paese ha bisogno.

Il Premio verrà assegnato dall’Associazione ai migliori progetti pervenuti. Possono candidarsi
all’assegnazione del Premio le Regioni, le Province, i Comuni, gli Enti Parco, le Comunità Montane e le
forme associative dei predetti enti. Sono ammessi a partecipare inoltre i soggetti che rappresentano il
territorio su cui è stato realizzata l’opera. Questi i criteri/aspetti che, a titolo non esclusivo, verranno
valorizzati dalla Giuria al momento della valutazione:

 impatti sulle potenzialità di sviluppo del territorio;

 politiche per la tutela dell’ambiente;

 processi di inclusione dei portatori di interessi (e loro riproducibilità);

 velocità di realizzazione e rispetto della tempistica legata all’iter decisionale;

 capacità di coordinamento e raccordo dei processi amministrativi.

I progetti devono riguardare opere che siano state pienamente autorizzate, cantierizzate o realizzate nel
quinquennio 2005-2010. L’istanza di partecipazione dovrà essere corredata dalla seguente
documentazione:
a) descrizione del progetto; b) relazione sintetica illustrante le procedure di inclusione e coinvolgimento
dei portatori di interesse nei processi decisionali della pubblica amministrazione.

Le candidature devono essere inviate alla segreteria dell’Associazione (via email all’indirizzo
[email protected] o via posta tradizionale Associazione Pimby, c/o redazione “Formiche”,
Corso Vittorio Emanuale II, 18 00152 Roma) entro il 15 ottobre 2010.
Il Premio verrà consegnato a Roma a fine novembre 2010, nel corso di una serata di gala alla presenza di
autorevoli esponenti del mondo politico ed economico.
Nata nel 2007, Associazione Pimby negli anni ha premiato le seguenti Amministrazioni: Provincia di
Rovigo, Comune di Caorso, Comune di San Vittore del Lazio, Comune di Genova (2009); Comune di
Civitavecchia, Regione Marche, Comune di Rho, Provincia di Siena (2008); Comune di Candela (FG),
Comune di Stella (SV), Comitato Locale di Controllo del termovalorizzatore di Torino Gerbido (2007).

Documenti allegati:

Gestione del rischio finanziario negli Enti locali

In allegato il programma del Corso Breve di Perfezionamento in Mercati Finanziari dal titolo “Gestione del rischio finanziario negli Enti locali”, organizzato dall’Università di Pisa e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e con il patrocinio dell’UPI.

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Manovra e soppressione dell’Agenzia dei segretari

“La scelta del Governo di individuare in maniera affrettata una struttura di missione per gestire la soppressione dell’Agenzia dei Segretari Comunali e Provinciali, senza il minimo confronto con Anci e Upi, ha il segno di una controriforma centralista in assoluta controtendenza rispetto alle scelte federaliste che si stanno attuando”.
Lo dichiara Giuseppe Castiglione, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, commentando quanto deciso nel decreto inviato dal Ministero dell’Interno alla Corte dei Conti rispetto alle procedure che porteranno alla soppressione dell’Ages, stabilita dalla manovra economica.
“Il mancato coinvolgimento delle Autonomie – ribadisce Castiglione – contrasta con quanto avevano stabilito in conferenza Stato città, nella quale era stato individuato un percorso diverso, che prevedeva la piena collaborazione di Anci e Upi in tutto il processo di soppressione dell’Ages e di riforma dell’istituto del segretario comunale e provinciale, anche alla luce della nuova Carta delle Autonomie”.
“A questo punto – prosegue il Presidente ¬- riteniamo indispensabile che il Ministero dell’Interno apra un tavolo di confronto con Anci e Upi per seguire le attività della struttura di missione individuata, condividere i decreti previsti dalla Manovra economica ed elaborare una strategia comune sul destino dei segretari comunali e provinciali. Siamo certi che il Ministro Maroni, che si è sempre mostrato attento alle esigenze delle autonomie, raccoglierà il nostro invito a trovare soluzioni condivise “.  

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