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Zanni, UPI E-R “stretta alle risorse e limiti alle assunzioni di Province ed enti locali: cosi’ non va”

I numeri non sono definitivi, visto che la manovra di bilancio non è ancora legge definitiva dello Stato, ma sono già in forte allarme gli amministratori e gli enti locali dopo aver appreso dell’ipotesi del Governo di introdurre nuovi vincoli di bilancio, tagli economici e tetti alle assunzioni del personale di Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane.

Molto preoccupato Giorgio Zanni, il Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio-Emilia: “Il disegno di legge di bilancio, così come si presenta oggi, non solo non prevede risorse economiche in grado di sanare gli squilibri certificati dalla stessa commissione tecnica nazionale in tema di mancate risorse destinate a tutte le province italiane per far fronte alle funzioni fondamentali attribuite per legge, ma va ben oltre. Al momento, infatti, sarebbero imposti “accantonamenti obbligatori” sulla spesa corrente per circa 1,5 miliardi nei prossimi 5 anni – 140 milioni per il 2025, 290 milioni per il 2026, 2027, 2028 e di 490 milioni per il 2029 – risorse che saranno fisicamente in disponibilità di Province, Comuni, Regioni e Città metropolitane, ma che non potrebbero essere utilizzate e non potrebbero dunque finanziare servizi pubblici a favore di cittadini ed imprese. A tali limitazioni si aggiungerebbero poi quelle sull’assunzione di nuovo personale, con l’introduzione del turnover al 75%, che, in un momento decisamente molto delicato e di intenso lavoro, derivante anche dalla gestione straordinaria di risorse e rendicontazioni del PNRR, rischia di minare il lavoro e la stabilità di Province ed enti locali”.

La partita, tuttavia, non è ancora chiusa, il 4 novembre dovrebbero iniziare le audizioni sulla manovra in commissione bilancio alla Camera.

“Auspichiamo che l’atteggiamento emerso da questi primi documenti del Governo rispetto a Province ed Enti Locali trovi una profonda correzione nell’iter parlamentare che porterà all’approvazione della definitiva legge di bilancio – commenta Zanni – perché, se così non fosse, è evidente che tali scelte graverebbero pesantemente sulla capacità di erogazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali e sui cittadini che hanno il diritto di beneficiarne.

E, ancora: “leggiamo con preoccupazione di tagli al fondo per la messa in sicurezza di scuole, strade ed edifici pubblici, di tagli al fondo per la progettazione e per gli studi di fattibilità di nuove opere e infrastrutture, tagli che rischierebbero di bloccare gli investimenti una volta ultimate le opere relative alle risorse del PNRR. Misure – prosegue Zanni – che, se non profondamente riviste, si aggiungerebbero a quelle della passata manovra e rischierebbero di trascinare Province ed enti locali al collasso. Uno scenario inaccettabile per enti ed amministratori locali che rappresentano, ogni giorno, l’interlocutore più vicino e di maggior fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.”

 

Zanni, UPI E-R “stretta alle risorse e limiti alle assunzioni di Province ed enti locali: cosi’ non va”

I numeri non sono definitivi, visto che la manovra di bilancio non è ancora legge definitiva dello Stato, ma sono già in forte allarme gli amministratori e gli enti locali dopo aver appreso dell’ipotesi del Governo di introdurre nuovi vincoli di bilancio, tagli economici e tetti alle assunzioni del personale di Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane.

Molto preoccupato Giorgio Zanni, il Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Reggio-Emilia: “Il disegno di legge di bilancio, così come si presenta oggi, non solo non prevede risorse economiche in grado di sanare gli squilibri certificati dalla stessa commissione tecnica nazionale in tema di mancate risorse destinate a tutte le province italiane per far fronte alle funzioni fondamentali attribuite per legge, ma va ben oltre. Al momento, infatti, sarebbero imposti “accantonamenti obbligatori” sulla spesa corrente per circa 1,5 miliardi nei prossimi 5 anni – 140 milioni per il 2025, 290 milioni per il 2026, 2027, 2028 e di 490 milioni per il 2029 – risorse che saranno fisicamente in disponibilità di Province, Comuni, Regioni e Città metropolitane, ma che non potrebbero essere utilizzate e non potrebbero dunque finanziare servizi pubblici a favore di cittadini ed imprese. A tali limitazioni si aggiungerebbero poi quelle sull’assunzione di nuovo personale, con l’introduzione del turnover al 75%, che, in un momento decisamente molto delicato e di intenso lavoro, derivante anche dalla gestione straordinaria di risorse e rendicontazioni del PNRR, rischia di minare il lavoro e la stabilità di Province ed enti locali”.

La partita, tuttavia, non è ancora chiusa, il 4 novembre dovrebbero iniziare le audizioni sulla manovra in commissione bilancio alla Camera.

“Auspichiamo che l’atteggiamento emerso da questi primi documenti del Governo rispetto a Province ed Enti Locali trovi una profonda correzione nell’iter parlamentare che porterà all’approvazione della definitiva legge di bilancio – commenta Zanni – perché, se così non fosse, è evidente che tali scelte graverebbero pesantemente sulla capacità di erogazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali e sui cittadini che hanno il diritto di beneficiarne.

E, ancora: “leggiamo con preoccupazione di tagli al fondo per la messa in sicurezza di scuole, strade ed edifici pubblici, di tagli al fondo per la progettazione e per gli studi di fattibilità di nuove opere e infrastrutture, tagli che rischierebbero di bloccare gli investimenti una volta ultimate le opere relative alle risorse del PNRR. Misure – prosegue Zanni – che, se non profondamente riviste, si aggiungerebbero a quelle della passata manovra e rischierebbero di trascinare Province ed enti locali al collasso. Uno scenario inaccettabile per enti ed amministratori locali che rappresentano, ogni giorno, l’interlocutore più vicino e di maggior fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.”

 

Manovra, la Presidente Scarpellini (Livorno) : La riforma delle Province assente dai piani del Governo

“Nei prossimi giorni inizierà  la discussione sulla legge di bilancio dello Stato, ma ancora una volta dobbiamo registrare la totale assenza della riforma delle Province dai piani dell’Esecutivo e del Parlamento”. Così la presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, commenta la notizia sull’avvio delle procedure di esame relative alla Manovra di bilancio, il cui testo ufficiale è stato rilasciato nei giorni scorsi dal Governo.

“Come Provincia stiamo facendo i conti sulle risorse necessarie agli interventi per la viabilità distrutta dalle alluvioni, senza alcuna certezza sulle coperture finanziarie. Le scuole superiori necessitano di interventi costanti e di investimenti in prospettiva, ma non abbiamo possibilità di accendere mutui, perché ce lo vieta la legge, né di poter effettuare una reale programmazione dei lavori.
In questo quadro di incertezza, emerge invece con costante evidenza la necessità di ridare forza al livello di governo intermedio tra comuni e regione. Si pensi, per esempio, all’imprescindibile ruolo della protezione civile provinciale, in particolare  per i comuni più piccoli, e i recenti e recentissimi eventi meteo avversi, l’ultimo proprio la notte appena trascorsa, ne sono una testimonianza concreta.

Ma la presenza di un ente intermedio, capace di armonizzare le politiche di sviluppo tra  territori, si rende necessaria in tutti gli ambiti: dal trasporto pubblico locale all’ambiente, dall’agricoltura alle infrastrutture. Se solo fossero ascoltati gli amministratori locali, non credo ci sarebbero dubbi nel chiedere il rafforzamento dell’ente provinciale. La sua importanza la si apprezza ancora di più ora, dopo  anni in cui il forzato (e subìto) abbandono del presidio della Provincia ha fatto emergere una somma di guai su vari fronti.

Eppure, nella manovra di bilancio dello Stato non una riga è dedicata alla riforma delle Province. B

adate, ciò non significa che lo Stato si è dimenticato della nostra esistenza. Infatti, non a caso, si dà corso ai prelievi forzosi alle casse delle Province: per la nostra si tratta di 700 mila euro, prelevati a luglio dalla spesa corrente del 2024 con la ultima spending review, che nei prossimi 5 anni diventeranno oltre 1.700.000 euro. A questi, poi, si sommeranno le risorse che la prossima legge di bilancio impone agli enti locali di congelare  come accantonamenti obbligatori. Al momento, se non interverranno modifiche in sede di approvazione definitiva della legge da parte del Parlamento, per le Province si parla complessivamente di 10 milioni nel 2025 e altri  30 milioni per il biennio successivo. Risorse finanziarie che dovremo tenere ferme e inutilizzate perché ce lo chiede lo Stato. Lo stesso Stato che lascia le Province in un eterno limbo di indeterminazione finanziaria, operativa ed istituzionale, ma si ricorda benissimo di noi quando ci chiede di contribuire al pareggio di bilancio generale. Un bel paradosso che spero, prima o poi, trovi una soluzione, soprattutto per il bene dei cittadini e delle comunità locali.

Manovra, la Presidente Scarpellini (Livorno) : La riforma delle Province assente dai piani del Governo

“Nei prossimi giorni inizierà  la discussione sulla legge di bilancio dello Stato, ma ancora una volta dobbiamo registrare la totale assenza della riforma delle Province dai piani dell’Esecutivo e del Parlamento”. Così la presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, commenta la notizia sull’avvio delle procedure di esame relative alla Manovra di bilancio, il cui testo ufficiale è stato rilasciato nei giorni scorsi dal Governo.

“Come Provincia stiamo facendo i conti sulle risorse necessarie agli interventi per la viabilità distrutta dalle alluvioni, senza alcuna certezza sulle coperture finanziarie. Le scuole superiori necessitano di interventi costanti e di investimenti in prospettiva, ma non abbiamo possibilità di accendere mutui, perché ce lo vieta la legge, né di poter effettuare una reale programmazione dei lavori.
In questo quadro di incertezza, emerge invece con costante evidenza la necessità di ridare forza al livello di governo intermedio tra comuni e regione. Si pensi, per esempio, all’imprescindibile ruolo della protezione civile provinciale, in particolare  per i comuni più piccoli, e i recenti e recentissimi eventi meteo avversi, l’ultimo proprio la notte appena trascorsa, ne sono una testimonianza concreta.

Ma la presenza di un ente intermedio, capace di armonizzare le politiche di sviluppo tra  territori, si rende necessaria in tutti gli ambiti: dal trasporto pubblico locale all’ambiente, dall’agricoltura alle infrastrutture. Se solo fossero ascoltati gli amministratori locali, non credo ci sarebbero dubbi nel chiedere il rafforzamento dell’ente provinciale. La sua importanza la si apprezza ancora di più ora, dopo  anni in cui il forzato (e subìto) abbandono del presidio della Provincia ha fatto emergere una somma di guai su vari fronti.

Eppure, nella manovra di bilancio dello Stato non una riga è dedicata alla riforma delle Province. B

adate, ciò non significa che lo Stato si è dimenticato della nostra esistenza. Infatti, non a caso, si dà corso ai prelievi forzosi alle casse delle Province: per la nostra si tratta di 700 mila euro, prelevati a luglio dalla spesa corrente del 2024 con la ultima spending review, che nei prossimi 5 anni diventeranno oltre 1.700.000 euro. A questi, poi, si sommeranno le risorse che la prossima legge di bilancio impone agli enti locali di congelare  come accantonamenti obbligatori. Al momento, se non interverranno modifiche in sede di approvazione definitiva della legge da parte del Parlamento, per le Province si parla complessivamente di 10 milioni nel 2025 e altri  30 milioni per il biennio successivo. Risorse finanziarie che dovremo tenere ferme e inutilizzate perché ce lo chiede lo Stato. Lo stesso Stato che lascia le Province in un eterno limbo di indeterminazione finanziaria, operativa ed istituzionale, ma si ricorda benissimo di noi quando ci chiede di contribuire al pareggio di bilancio generale. Un bel paradosso che spero, prima o poi, trovi una soluzione, soprattutto per il bene dei cittadini e delle comunità locali.

Zanni nuovo Presidente di UPI Emilia – Romagna

E’ Giorgio Zanni il nuovo presidente di UPI Emilia-Romagna, l’Unione delle Province italiane, eletto, all’unanimità, nel corso della seduta del direttivo regionale che si è tenuta a Bologna giovedì 24 ottobre, alla presenza dei Presidenti delle Province, dei consiglieri delegati, del Presidente uscente Andrea Massari e della Direttrice Luana Plessi.

Zanni, 36 anni, laureato in Economia Aziendale e attualmente Presidente della Provincia di Reggio Emilia dal novembre 2018, confermato nel novembre 2022 e sindaco di Castellarano, ha ringraziato Massari per il «prezioso lavoro svolto da lui e dallo staff dell’associazione in questi anni, che ha contribuito all’impegnativo percorso di rilancio e protagonismo istituzionale delle Province e dell’UPI, sia in ambito regionale che nazionale. UPI Emilia-Romagna – prosegue Zanni – ha assicurato in questi anni il proprio supporto ai territori e la piena disponibilità a tutte le istituzioni regionali, nella costante ricerca di strategie condivise che potessero rimettere al centro del dibattito politico, l’importanza, la dignità istituzionale e, soprattutto, l’utilità delle Province, quale elemento decisivo per risposte più puntuali e più vicine alle esigenze, fragilità e bisogni dei nostri concittadini, delle nostre comunità e di sindaci e amministratori che sono chiamati a guidarle. In modo particolare cercando di dare voce, strumenti e rappresentatività ulteriore anche a comuni e comunità più piccole, patrimonio prezioso e comune a tutte le Province italiane. In questa direzione continueremo insieme a lavorare con ancor più forza e determinazione.».

Alla Vice Presidenza, Valentina Palli, Vicepresidente della Provincia di Ravenna e Sindaco di Russi.

Così il Presidente uscente Andrea Massari: “auguro buon lavoro al Presidente Giorgio Zanni, che sono certo saprà valorizzare e promuovere UPI nel suo ruolo di supporto ai territori. Desidero ringraziare tutto lo staff, che, con la direttrice Luana Plessi, in questi anni mi ha affiancato in un lavoro intenso ma proficuo per il rilancio e il rafforzamento delle Province. Nel mio doppio ruolo presidente della Provincia di Parma e sindaco di Fidenza, ho toccato con mano la necessità e l’urgenza di restituire a questo ente piena dignità per poter operare al meglio e, in questo senso, ringrazio nuovamente Zanni per il prezioso contributo che saprà di certo dare in questa direzione e in un momento così delicato di auspicata riforma del testo unico degli enti locali.

Il nuovo Direttivo regionale, che si rinnova con la nomina del nuovo Presidente, è composto dai Presidenti delle Province dell’Emilia-Romagna, che sono: Monica Patelli, Presidente della Provincia di Piacenza e sindaca di Borgonovo val Tidone, Alessandro Fadda, Presidente della Provincia di Parma e sindaco di Torrile, Fabio Braglia, Presidente della Provincia di Modena e sindaco di Palagano, Daniele Garuti, Presidente della Provincia di Ferrara e sindaco di Poggio Renatico, Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena e sindaco di Cesena, Michele de Pascale, Presidente della Provincia e sindaco di Ravenna, Jamil Sadegholvaad, Presidente della Provincia e sindaco di Rimini.

UPI Emilia-Romagna dialoga costantemente con UPI nazionale e con le Province dell’Emilia-Romagna, per condividere aggiornamenti, approfondimenti ed eventuali quesiti da porre a Regione, Corte dei conti e alla stessa UPI nazionale, al fine di organizzare contatti anche per supporti consulenziali necessari ai propri associati.

L’attività dell’associazione si caratterizza in ambiti distinti che sono la formazione e gli eventi (nel 2023 sono state 102 le giornate dedicate a corsi, master e convegni), le attività progettuali finanziate dalla Regione attraverso l’Assemblea legislativa e la Giunta tra cui, il monitoraggio e la verifica degli investimenti sui Fondi strutturali di coesione, il riordino istituzionale, i progetti sulla legalità e diritti alle persone e il sostegno alla creazione degli Uffici Europa nelle Province.

Infine, UPI è impegnata in progetti europei e nazionali come ad esempio All4games, che ha l’obiettivo di combattere il disagio giovanile e il rischio di esclusione sociale tra i giovani attraverso lo sport o il progetto europeo Desice, finalizzato a migliorare le politiche locali di economia circolare ed ecodesign, rafforzando allo stesso tempo le competenze dei product designer del settore privato.

Tanti progetti per rendere sempre più attiva e competitiva la Provincia sui propri territori.

 

 

Consiglio Direttivo di UPI Lombardia: la Presidenza al completo

Il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, è stato eletto vicepresidente dell’Unione delle Province Lombarde (Upl), che affianca il Presidente Luca Santambrogio, Presidente della Provincia Monza-Brianza e il Vicepresidente vicario Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo .

L’elezione si è svolta all’unanimità martedì mattina a Milano, presso la sede della Città Metropolitana, alla presenza dell’assessore regionale agli Enti locali, Massimo Sertori.

 

35° Assemblea Congressuale: la convocazione

Ecco la lettera di convocazione della 35° Assemblea Congressuale dell’Unione delle Province d’Italia con le informazioni relative alle procedure di elezione del Presidente dell’UPI e alla composizione delle delegazioni.

lettera convocazione assemblea Congressuale Upi dicembre 2024

Insediato il nuovo Consiglio Provinciale di Pavia

Si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio Provinciale di Pavia, eletto nelle consultazioni del 29 settembre scorso. Il Presidente della Provincia, Giovanni Palli, ha accolto i consiglieri neoeletti sottolineando l’importanza di questo nuovo mandato, caratterizzato da un’ampia partecipazione alle urne, con un’affluenza del 73,85%, segno tangibile di una forte fiducia da parte degli amministratori locali.

“Il risultato elettorale – dichiara il Presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli – non solo evidenzia la voglia di partecipazione, ma rappresenta anche una chiara richiesta di rilancio e di crescita per il nostro territorio. L’affluenza particolarmente significativa, soprattutto nei piccoli comuni, ci indica la strada verso una collaborazione sempre più stretta tra la Provincia e le amministrazioni locali. Insieme, possiamo affrontare le sfide più importanti e costruire un futuro migliore per tutti.”

Tra le priorità di questa nuova stagione è stata evidenziata l’attenzione alle infrastrutture, con particolare riferimento alle strade e alle opere pubbliche in corso, l’edilizia scolastica e il potenziamento dei Centri per l’Impiego, oltre al costante sostegno ai piccoli comuni che rappresentano il cuore pulsante della provincia. È stato inoltre ribadita l’importanza di lavorare congiuntamente per consolidare quanto già realizzato dal 2021 e per portare avanti nuove iniziative a beneficio di tutto il territorio provinciale.

“Il nostro impegno è quello di continuare a operare con serietà, responsabilità e visione per rendere la Provincia di Pavia un modello di sviluppo sostenibile e coeso. Il lavoro che ci attende sarà intenso e complesso, ma sono certo che, uniti, sapremo rispondere alle aspettative dei cittadini e delle amministrazioni locali,” ha concluso Palli.

Con questo spirito di collaborazione, il nuovo Consiglio Provinciale inizia il suo mandato, pronto a affrontare le sfide future e a costruire una provincia più forte e vicina alle esigenze di tutti i suoi cittadini.

Verificata l’assenza di cause di ineleggibilità o incompatibilità e, dato che non sono pervenuti alla Provincia ricorsi o reclami, sono stati proclamati eletti:

Per la Lista “La Provincia dei Comuni Palli Presidente”

Quaroni Amedeo (Vice sindaco del comune di Montù Beccaria)

Callegari Michela (Sindaco del comune di Miradolo Terme)

Bio Daniela (Consigliere comunale di Castello d’Agogna)

Costantino Antonio (Sindaco del comune di Gambolò)

Carnia Serafino (Consigliere comunale di Ottobiano)

Di Michele Dino (Consigliere comunale di Stradella)

Niutta Nicola (Consigliere comunale di Pavia)

Patrucchi Paola (Sindaco del comune di Cozzo Lomellina).

 

Per la Lista “La Casa dei Comuni”

Infurna Marcello (Sindaco del comune di Certosa di Pavia)

D’imperio Milena (Consigliere comunale di Pavia)

Zucca Fabio (Sindaco del comune di Belgioioso)

Bertucci Alessio (Consigliere comunale di Vigevano)

Insediato il nuovo Consiglio Provinciale di Pavia

Si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio Provinciale di Pavia, eletto nelle consultazioni del 29 settembre scorso. Il Presidente della Provincia, Giovanni Palli, ha accolto i consiglieri neoeletti sottolineando l’importanza di questo nuovo mandato, caratterizzato da un’ampia partecipazione alle urne, con un’affluenza del 73,85%, segno tangibile di una forte fiducia da parte degli amministratori locali.

“Il risultato elettorale – dichiara il Presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli – non solo evidenzia la voglia di partecipazione, ma rappresenta anche una chiara richiesta di rilancio e di crescita per il nostro territorio. L’affluenza particolarmente significativa, soprattutto nei piccoli comuni, ci indica la strada verso una collaborazione sempre più stretta tra la Provincia e le amministrazioni locali. Insieme, possiamo affrontare le sfide più importanti e costruire un futuro migliore per tutti.”

Tra le priorità di questa nuova stagione è stata evidenziata l’attenzione alle infrastrutture, con particolare riferimento alle strade e alle opere pubbliche in corso, l’edilizia scolastica e il potenziamento dei Centri per l’Impiego, oltre al costante sostegno ai piccoli comuni che rappresentano il cuore pulsante della provincia. È stato inoltre ribadita l’importanza di lavorare congiuntamente per consolidare quanto già realizzato dal 2021 e per portare avanti nuove iniziative a beneficio di tutto il territorio provinciale.

“Il nostro impegno è quello di continuare a operare con serietà, responsabilità e visione per rendere la Provincia di Pavia un modello di sviluppo sostenibile e coeso. Il lavoro che ci attende sarà intenso e complesso, ma sono certo che, uniti, sapremo rispondere alle aspettative dei cittadini e delle amministrazioni locali,” ha concluso Palli.

Con questo spirito di collaborazione, il nuovo Consiglio Provinciale inizia il suo mandato, pronto a affrontare le sfide future e a costruire una provincia più forte e vicina alle esigenze di tutti i suoi cittadini.

Verificata l’assenza di cause di ineleggibilità o incompatibilità e, dato che non sono pervenuti alla Provincia ricorsi o reclami, sono stati proclamati eletti:

Per la Lista “La Provincia dei Comuni Palli Presidente”

Quaroni Amedeo (Vice sindaco del comune di Montù Beccaria)

Callegari Michela (Sindaco del comune di Miradolo Terme)

Bio Daniela (Consigliere comunale di Castello d’Agogna)

Costantino Antonio (Sindaco del comune di Gambolò)

Carnia Serafino (Consigliere comunale di Ottobiano)

Di Michele Dino (Consigliere comunale di Stradella)

Niutta Nicola (Consigliere comunale di Pavia)

Patrucchi Paola (Sindaco del comune di Cozzo Lomellina).

 

Per la Lista “La Casa dei Comuni”

Infurna Marcello (Sindaco del comune di Certosa di Pavia)

D’imperio Milena (Consigliere comunale di Pavia)

Zucca Fabio (Sindaco del comune di Belgioioso)

Bertucci Alessio (Consigliere comunale di Vigevano)

Antibracconaggio, Polizia Provinciale di Brescia sequestra due caprioli adulti

Ieri, 16 ottobre, durante un servizio mirato alla lotta al bracconaggio in Alta Valle Sabbia, la Polizia Provinciale di Brescia ha sequestrato a una squadra di segugisti della zona un maschio e una femmina di capriolo abbattuti illegalmente e occultati presso un’abitazione privata.

Nel tardo pomeriggio di ieri gli Agenti del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia hanno intercettato un atto di bracconaggio culminato con l’uccisione di due magnifici esemplari di capriolo, un maschio e una femmina. Già dalla tarda mattinata gli uomini del Nucleo Venatorio avevano avuto avvisaglie di movimenti strani nei boschi che sovrastano l’abitato di Bagolino. L’esperienza e l’intuizione degli agenti della Provinciale hanno fatto il resto. Attorno alle 16.20 la Polizia Provinciale, dopo aver attentamente seguito le mosse di un gruppo di giovani e di un cacciatore del posto, certi di trovare il sodalizio con i corpi di reato, hanno bussato alle porte di una casa di montagna: all’interno gli occupanti si preparavano alla macellazione dei due caprioli abbattuti. È quindi scattata l’identificazione di tutti i soggetti presenti, alle prese con il bottino della giornata. Gli animali abbattuti, le attrezzature impiegate, nonchè due fucili sono stati posti sotto sequestro, mentre i cinque, tutti titolari di licenza di caccia, sono stati denunciati alla Autorità Giudiziaria in concorso fra loro per il reato di abbattimento illegale dei caprioli e per aver utilizzato illegalmente, per l’abbattimento degli ungulati, delle munizioni spezzate.

 

È solo l’ultima operazione portata a termine nelle Valli Bresciane dagli agenti e ufficiali del Nucleo Itttico – Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia, che si aggiunge ad altri sequestri di ungulati avvenuti in Valle Camonica in questo primo periodo di attività venatoria e ad altri reati legati all’avifauna migratoria (reti di uccellagione e trappole a scatto sequestrate in bassa bresciana). Nelle precedenti giornate sono infatti stati sequestrati, per diverse violazioni al regolamento della caccia agli ungulati che è iniziata il 17 agosto, un cervo maschio a Temù e uno a Monno, un camoscio maschio in Valle di Saviore, uno a Esine e uno a Corteno Golgi. Gli animali oggetto di sequestro amministrativo sono stati affidati ai Comprensori Alpini di provenienza per gli adempimenti a loro carico.

 

Il Nucleo Ittico venatorio, oltre ai controlli in materia di caccia e pesca su tutto il territorio provinciale, resta impegnato anche nel contrasto della peste suina africana (PSA) con diversi servizi di contenimento al cinghiale, principale veicolo dell’infezione trasmissibile ai suini domestici, effettuati in orario notturno, che hanno portato all‘abbattimento di 168 cinghiali. Anche in questo caso, gli animali sono stati affidati all’Ambito e ai Comprensori alpini oggetto del prelievo per l’effettuazione dell’asta per la vendita delle carni.

Antibracconaggio, Polizia Provinciale di Brescia sequestra due caprioli adulti

Ieri, 16 ottobre, durante un servizio mirato alla lotta al bracconaggio in Alta Valle Sabbia, la Polizia Provinciale di Brescia ha sequestrato a una squadra di segugisti della zona un maschio e una femmina di capriolo abbattuti illegalmente e occultati presso un’abitazione privata.

Nel tardo pomeriggio di ieri gli Agenti del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia hanno intercettato un atto di bracconaggio culminato con l’uccisione di due magnifici esemplari di capriolo, un maschio e una femmina. Già dalla tarda mattinata gli uomini del Nucleo Venatorio avevano avuto avvisaglie di movimenti strani nei boschi che sovrastano l’abitato di Bagolino. L’esperienza e l’intuizione degli agenti della Provinciale hanno fatto il resto. Attorno alle 16.20 la Polizia Provinciale, dopo aver attentamente seguito le mosse di un gruppo di giovani e di un cacciatore del posto, certi di trovare il sodalizio con i corpi di reato, hanno bussato alle porte di una casa di montagna: all’interno gli occupanti si preparavano alla macellazione dei due caprioli abbattuti. È quindi scattata l’identificazione di tutti i soggetti presenti, alle prese con il bottino della giornata. Gli animali abbattuti, le attrezzature impiegate, nonchè due fucili sono stati posti sotto sequestro, mentre i cinque, tutti titolari di licenza di caccia, sono stati denunciati alla Autorità Giudiziaria in concorso fra loro per il reato di abbattimento illegale dei caprioli e per aver utilizzato illegalmente, per l’abbattimento degli ungulati, delle munizioni spezzate.

 

È solo l’ultima operazione portata a termine nelle Valli Bresciane dagli agenti e ufficiali del Nucleo Itttico – Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia, che si aggiunge ad altri sequestri di ungulati avvenuti in Valle Camonica in questo primo periodo di attività venatoria e ad altri reati legati all’avifauna migratoria (reti di uccellagione e trappole a scatto sequestrate in bassa bresciana). Nelle precedenti giornate sono infatti stati sequestrati, per diverse violazioni al regolamento della caccia agli ungulati che è iniziata il 17 agosto, un cervo maschio a Temù e uno a Monno, un camoscio maschio in Valle di Saviore, uno a Esine e uno a Corteno Golgi. Gli animali oggetto di sequestro amministrativo sono stati affidati ai Comprensori Alpini di provenienza per gli adempimenti a loro carico.

 

Il Nucleo Ittico venatorio, oltre ai controlli in materia di caccia e pesca su tutto il territorio provinciale, resta impegnato anche nel contrasto della peste suina africana (PSA) con diversi servizi di contenimento al cinghiale, principale veicolo dell’infezione trasmissibile ai suini domestici, effettuati in orario notturno, che hanno portato all‘abbattimento di 168 cinghiali. Anche in questo caso, gli animali sono stati affidati all’Ambito e ai Comprensori alpini oggetto del prelievo per l’effettuazione dell’asta per la vendita delle carni.

Stati Generali della Via Verde Costa dei Trabocchi, grande partecipazione per la prima edizione in Provincia di Chieti

Si è tenuta oggi, giovedì 17 ottobre, nella sala consiliare della Provincia di Chieti, la prima edizione degli Stati Generali della Via Verde Costa dei Trabocchi, un evento promosso dalla Provincia con l’obiettivo di creare un’occasione di dialogo tra istituzioni, associazioni e operatori economici per discutere del presente e del futuro di una delle opere più significative per lo sviluppo sostenibile della costa abruzzese. L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, che ha sottolineato l’importanza di una collaborazione sinergica tra enti pubblici per completare e valorizzare al meglio la Via Verde. Menna ha ribadito come questa infrastruttura rappresenti un’opportunità unica per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, capace di conciliare la tutela del territorio con la crescita economica, ricordando gli impegni assunti dall’ente provinciale che ha ideato e realizzato l’infrastruttura ciclopedonale. Sono inoltre intervenuti per i saluti istituzionali il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e il sottosegretario alla presidenza della Regione, Daniele D’Amario e il vicepresidente di Unione Province Italiane Angelo Caruso, collegato in videoconferenza. Numerosi gli interventi tecnici che hanno offerto un quadro aggiornato sulle principali questioni legate alla gestione e allo sviluppo della Costa dei Trabocchi: Paola Campitelli e Maria Rosaria Greco, rispettivamente dirigente e responsabile del servizio Patrimonio della Provincia di Chieti, Pierpaolo Pescara, direttore del Governo del Territorio della Regione Abruzzo, Chiara Delpino e Tiziana Mignogna rispettivamente soprintendente e responsabile di zona Chieti-Pescara, Lido Legnini, vicepresidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Giuseppe Di Marco, amministratore di Legambiente Abruzzo, e Roberto Di Vincenzo, presidente del Gal Costa dei Trabocchi. Il dibattito finale, aperto a operatori economici, cittadini e sindaci del territorio, oltre che ad amministratori pubblici tra cui gli ex presidenti della Provincia di Chieti Tommaso Coletti, Enrico Di Giuseppantonio e Mario Pupillo, operatori economici, associazioni culturali e sportive, ha offerto un momento di confronto costruttivo, in cui sono emerse diverse proposte concrete di gestione e valorizzazione della Via Verde. I lavori sono stati moderati da Angelo Radica, consigliere provinciale delegato alla Via Verde. “Molto bene questa prima iniziativa degli Stati generali della Via Verde, grazie alla grande partecipazione degli attori istituzionali e dei vari portatori di interesse coinvolti nella gestione e nella valorizzazione di questa meravigliosa infrastruttura. Dobbiamo unire le forze, al di là delle legittime posizioni di ognuno, affinché la Via Verde possa estendersi non solo verso le nostre aree interne ma anche verso le regioni vicine, per unire la nostra ciclovia alle altre infrastrutture di Molise, Marche e Puglia. Un processo che ha bisogno di tempi certi e della collaborazione di tutte le istituzioni. In questo senso, dispiace dover rilevare che il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio non abbia colto lo spirito dell’iniziativa e sia venuto a fare propaganda, elencando una serie di freddi numeri senza entrare nel merito di uno solo dei tanti problemi che la Regione dovrebbe invece affrontare tempestivamente sulla Via Verde. E’ necessario che la Regione ci dica chiaramente quando arriveranno i finanziamenti per il completamento della Via Verde, ad oggi interrotta in tre punti a Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto; è necessario che la Regione modifichi il Pst consentendo ad esempio alla Provincia di Chieti di utilizzare a parcheggio le aree di sua proprietà adiacenti la Via Verde e dando la possibilità di valorizzare le ex stazioni lungo la ciclovia mettendo a bando queste strutture, anche per iniziative imprenditoriali compatibili con la Via Verde come ristoranti, b&b. Quanto alla destagionalizzazione della Costa dei Trabocchi, c’è una legge nazionale che stabilisce la durata delle strutture temporanee in 180 giorni: Marsilio potrebbe interessare direttamente il capo del Governo Giorgia Meloni di cui si professa grande amico, così da poter dare una risposta alle istanze degli imprenditori che chiedono di estendere la durata delle strutture temporanee a servizio della Costa dei Trabocchi”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna a margine dell’evento.

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