Si comunica che, in occasione delle festvità natalizie, gli uffici dell’UPI resteranno chiusi dal 24 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011.
Le attività riprenderanno regolarmente lunedì 3 gennaio.
Buone Feste!
Si comunica che, in occasione delle festvità natalizie, gli uffici dell’UPI resteranno chiusi dal 24 dicembre 2010 al 2 gennaio 2011.
Le attività riprenderanno regolarmente lunedì 3 gennaio.
Buone Feste!
L’ANCI e l’UPI hanno incontrato le Organizzazioni Sindacali per riprendere il confronto per la definizione degli assetti contrattuali del lavoro pubblico nelle regioni e negli enti locali.
L’obiettivo del confronto è di giungere in tempi rapidi alla sottoscrizione di un Protocollo avente ad oggetto la riforma del sistema delle relazioni sindacali, alla luce dell’evoluzione normativa di settore, al fine di rafforzare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni interessate, la qualità dei servizi erogati e lo sviluppo del sistema produttivo e favorire lo sviluppo dell’occupazione ed il miglioramento delle retribuzioni reali di tutti i lavoratori.
Nel corso dell’incontro inoltre è stato avviato un primo approfondimento sulle tematiche generali relative al personale delle pubbliche amministrazioni alla luce del vigente quadro normativo e delle misure di contenimento della spesa introdotte dalla manovra economica estiva.
“L’intesa raggiunta ieri tra Regioni, Province, Comuni e Governo segna una svolta decisiva nel percorso di attuazione del federalismo fiscale. Non possiamo che essere soddisfatti, perché le proposte dell’Upi sono state accolte e grazie alle modifiche introdotte, il sistema tributario previsto per le Province potrà assicurare davvero la semplificazione dei tributi, la cancellazione della finanza derivata, la piena autonomia delle Province, favorendo anche il contrasto all’evasione fiscale. Tutti obiettivi che avevamo posto come determinanti ai tavoli di confronto”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sull’intesa raggiunta ieri in conferenza Unificata sull’autonomia tributaria di Regioni, Province e Comuni.
“Il decreto – aggiunge Castiglione – grazie a questa intesa, arriverà in Parlamento forte del sostegno di tutte le autonomie territoriali, e sono certo che questo favorirà il dibattito e renderà più rapido l’iter di approvazione definitiva”.
Nel dettaglio, alcune delle richieste più importanti avanzate dall’Upi, introdotte con l’Intesa.
Autonomia tributaria e fine della finanza derivata
Oltre ai tributi sulla gomma (Rca e Ipt), le Province beneficeranno di una quota di compartecipazione all’Irpef. Questo consentirà di semplificare il sistema tributario, con l’eliminazione dell’addizionale sull’energia elettrica, assicurando allo stesso tempo la copertura delle risorse fino ad oggi derivate dai trasferimenti nazionali.
Cancellata anche tutta la finanza derivata regionale, con la compartecipazione al bollo auto. In caso di incapienza del gettito relativo al bollo auto, l’Upi ha ottenuto dalle Regioni l’assicurazione della compartecipazione ad un altro tributo regionale.
Attività di controllo e contrasto all’evasione
Alle Province è assicurato il controllo delle banche dati relative ai tributi RCA e IPT. Questo consentirà alle singole Province di avere il controllo sui tributi versati e di attuare politiche di contrasto all’evasione fiscale.
Più inquini, più paghi
L’Upi ha chiesto ed ottenuto l’introduzione di un sistema di regolamentazione del tributo IPT, attraverso cui le tariffe dei tributi saranno modulate a seconda del livello di inquinamento della macchina cui si applicano.
I nodi ancora aperti
Resta aperto il nodo della fiscalizzazione dei trasferimenti in conto capitale dallo Stato e dalle Regioni, che per le Province ammonta a 1,5 miliardi di euro. L’Upi presenterà su questo tema proposte di emendamento in Parlamento.
“Non bastava la chiusura della Camera: ora si chiudono anche le sedi della concertazione. Non comprendiamo il motivo per cui oggi non si sia potuta svolgere la riunione della Conferenza Unificata.
Questa ulteriore sospensione ci ha impedito di esprimere il nostro parere in merito al sistema tributario per le Province che il Governo ha previsto con in decreto sull’autonomia fiscale”. Lo dichiara Antonio Saitta, vice presidente Vicario Upi e Presidente della Provincia di Torino, in merito all’annullamento della Conferenza Unificata prevista per oggi.
“Avevamo pronte le nostre proposte e le richieste delle Province: in particolare avremmo chiesto assicurazioni in merito ai meccanismi per assicurare l’utilizzo delle risorse per gli investimenti nell’edilizia scolastica, nella manutenzione delle strade e nelle infrastrutture in genere. Questa mancata riunione non ci soddisfa”.
Pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno la tabella relativa alla riduzione dei trasferimenti erariali per l’anno 2011 per le Province, ai sensi dell’art. 14 del dl 78/10.
Per andare alla pagina, clikkate nel link.
Nei prossimi giorni sarà possibile per le imprese delle regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), presentare le domande in merito ad investimenti in settori innovativi e ad elevato contenuto tecnologico. Sono a disposizioni fondi per 500 milioni di euro suddivisi su tre diversi bandi:
Bando innovazione e competitività (100 milioni), a valere sul PON Ricerca e Competitività 2007-2013 per “programmi di investimento finalizzati al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale” (le domande potranno essere inviate in via elettronica a partire da domani 9 dicembre 2010);
Bando investimenti energetici (300 milioni di euro), a valere sul POI “Energie rinnovabili e risparmio energetico” 2007-2013, per “lo sviluppo delle imprese nell’ambito delle fonti di energia rinnovabile e del risparmio energetico e con particolare attenzione allo sviluppo delle relative filiere produttive” (le domande potranno essere inviate in via elettronica a partire dal 10 dicembre 2010);
Bando industrializzazione (100 milioni di euro), a valere sul PON Ricerca e Competitività 2007-2013 per “promuovere il riposizionamento competitivo del sistema produttivo e la valorizzazione dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo delle imprese” (le domande potranno essere inviate in via elettronica a partire dall’11 dicembre 2010).
Tutti i dettagli sono sul sito:
http://incentivialleimprese.sviluppoeconomico.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=111&Itemid=109
Ridurre la quantità di rifiuti prodotti, favorire il riuso e l’utilizzo degli eco imballaggi, promuovere centri raccolta presso la grande distribuzione. Queste alcune delle proposte di modifica alle norme sul ciclo integrato dei rifiuti elaborate dal Dipartimento degli Ambiente dell’Unione delle Province d’Italia per dare risposte concrete e strutturali alla questione rifiuti in Italia.
“Se ridurremo a monte la quantità di rifiuti prodotti – spiega il Presidente del Dipartimento Upi Nazionale, Alfonso Ascione, Consigliere della Provincia di Napoli – potremo ottenere nel giro di 6 mesi primi decisivi risultati in tutta Italia.
In questo modo, infatti, avremo vantaggi immeditati per tutti: per i cittadini, che, non solo avranno meno disagi, ma vedranno anche diminuire i costi dei prodotti e della tassa sui rifiuti, e che quindi saranno incentivati ad accogliere e promuovere questo cambiamento culturale.
Per l’ambiente e il territorio, perché con la drastica riduzione di rifiuti a monte ridurremo la necessità di creare ulteriori discariche e termovalorizzatori. Per fare questo, però, c’è bisogno di introdurre modifiche alla legge sul ciclo integrato dei rifiuti”.
Il Dipartimento Upi, che ha elaborato un testo avviando un confronto tra tutti gli amministratori del Paese, propone modifiche alla legge sul ciclo integrato dei rifiuti che consentano alle Province di promuovere e regolamentare sul territorio azioni quali: la realizzazione di centri di prodotti ‘alla spina’; la reintroduzione nella piccola e grande distribuzione del ‘vuoto a rendere’; l’eliminazione della distribuzione di sacchetti di plastica; la promozione di produzione di oggetti scomponibili per incentivare il recupero e il riuso. Tali azioni dovranno essere previste attraverso il “Piano provinciale della gestione dei rifiuti” , che prevederanno, tra l’altro, centri di recupero dei rifiuti presso la grande distribuzione commerciale.
“E’ con profonda stima che rivolgo, a nome dell’Upi e di tutte le Province italiane, cari auguri di buon compleanno al Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Un uomo che ha sempre promosso, valorizzato, difeso, il valore delle istituzionali locali”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, che ricorda come “Il Presidente Ciampi, attraverso il suo viaggio nelle Province italiane compiuto durante il settennato alla Presidenza della Repubblica, ha operato per promuovere il patrimonio umano, intellettuale, politico delle Province, valorizzandolo in quanto bene prezioso per tutto il Paese. Gli auguri al Presidente Ciampi da parte degli amministratori delle Province – conclude Castiglione – oltre ad essere un attestato di stima, sono soprattutto il segno di un profondo affetto”.
un intervento del Presidente dell’Unione delle Province Italiane, Giuseppe Castiglione.
Occupazione e mercato del lavoro: siglato un protocollo d’intesa tra Upi e Ministero del Lavoro per rilanciare i centri per l’impiego.
Il Presidente Zingaretti presenta a Barcellona l’incubatore di lavoro “Porta Futuro”.
I numeri precedenti sono pubblicati nella sezione Upi Live del sito
“Mancano davvero pochi giorni al termine della scadenza fissata dalla manovra finanziaria per il 2010, che stabilisce l’abolizione degli Ato Acqua e degli Ato rifiuti da parte delle Regioni entro il 31 dicembre 2010 e la ridefinizione delle competenze da questi svolti. Credo sia urgente che Regioni, Province e Comuni si incontrino per fare il punto su quanto sta avvenendo nei territori e tracciare un quadro complessivo che definisca, in maniera uniforme su tutto il territorio, le nuove competenze di Province e Comuni”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, ricordando come “è necessario fare chiarezza sulle competenze delle istituzioni sul ciclo dei rifiuti e delle acque, sia nella fase di programmazione che in quella di gestione.
Noi siamo convinti – aggiunge Castiglione – che le competenze di programmazione e regolazione esercitate fino ad ora dagli Ato debbano essere poste in capo alle Province. E siamo altrettanto convinti che la gestione dei rifiuti e delle acque debba essere affidata ad aziende specializzate siano esse pubbliche che private, tramite gare e non con concessioni dirette. Abbiamo predisposto una nostra proposta che, attraverso le Upi Regionali, stiamo sottoponendo a tutte le Regioni. Siamo pronti a discuterne da subito con l’Anci, il Governo e le Regioni, per trovare soluzioni condivise che consentano al Paese di avere un quadro di riferimento univoco in tutti i territori ”.
In allegato il Verbale del Tavolo Tecnico per la fisclaità locale del 25 novembre 2010.
“Se il Governo non vuole ascoltare le richieste delle Province, almeno dia seguito a quelle che vengono dal mondo delle costruzioni, che oggi manifestano a Roma, perché senza gli investimenti degli enti locali le imprese sono sull’orlo del fallimento”. Lo dichiara il Vicepresidente dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, ribadendo la piena condivisione da parte dell’Upi della protesa degli Stati generali delle costruzioni in corso a Roma.
“Abbiamo più volte denunciato che con il blocco degli investimenti locali, quelli promossi principalmente dalle Province, si mette in crisi l’intero sistema economico e si ferma il Paese. Se non ci è permesso di pagare le imprese che lavorano per noi il settore finisce in ginocchio. Non possiamo permettere che questo avvenga, soprattutto in un così difficile momento di crisi economica globale: abbiamo risorse nei nostri bilanci, vogliamo che si sia permesso di spenderli. Bisogna rilanciare un piano nazionale delle piccole opere, puntando sugli investimenti per le infrastrutture viari provinciali, sulla manutenzione degli edifici scolastici, sulla messa in sicurezza del territorio. Solo così potremmo immettere nel breve periodo risorse nei sistemi economici locali, a favore delle piccole imprese. Ma prima di tutto – conclude Saitta – bisogna che ci consentano di pagare i nostri fornitori, sbloccando almeno il 4% dei residui passivi delle Province. E’ un allarme che lanciamo con ostinazione da tempo, fino ad oggi inascoltati: ci auguriamo che almeno il Governo sappia sentire le ragioni degli imprenditori”.
Dello stesso parere il Presidente della Provincia di Potenza e dell’Upi Basilicata, Piero Lacorazza, che ha espresso il proprio sostegno alla mobilitazione generale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) e degli stati generali dei costruttori in corso oggi a Roma.
“Comprendiamo e appoggiamo le richieste dei costruttori e chiediamo con forza lo sblocco dei fondi Fas e dei fondi Cipe, per favorire la ripresa generale degli investimenti, soprattutto su strade e scuole, e ridare ossigeno al sistema produttivo del Paese e, in particolare, del Mezzogiorno”.
“Come Upi Basilicata abbiamo firmato un documento – ha continuato – per richiedere un’applicazione meno rigida dei criteri del Patto di stabilità, per effetto dei quali vengono messi a rischio i pagamenti alle imprese, e ci stiamo muovendo per verificare gli investimenti a partire dal cosiddetto Piano per il Sud”.
“Per quanto riguarda i Fas la priorità è quella di attivare una sinergia interistituzionale finalizzata a canalizzare gli investimenti su tre traiettorie principali: le principali infrastrutture di connessione al sistema viario e logistico del Mezzogiorno, senza le quali non ha senso la viabilità secondaria, i completamenti delle opere avviate e, soprattutto, un piano stralcio per la manutenzione e la messa in sicurezza che consenta, da un lato, di soddisfare la richiesta di migliori condizioni della viabilità proveniente da cittadini e amministrazioni e, dall’altro, di dare ossigeno al mondo dell’impresa locale. Questo anche perchè alla manutenzione della viabilità non si può più far fronte con le risicate risorse dei bilanci che riducono al minimo la capacità di indebitamento degli enti locali”.
“Per l’edilizia scolastica e per gli interventi sul patrimonio di edifici pubblici e privati – ha aggiunto Lacorazza – la nuova traiettoria da seguire è quella della sostenibilità delle costruzioni. In questo campo la Provincia di Potenza, concretizzando un proprio obiettivo strategico, ha messo in campo una serie di investimenti importanti, dal progetto di scuola ecologica in scuola sicura al programma tetti fotovoltaici per la città capoluogo. Investimenti che, da un lato, rispondono ai principali obiettivi della politica europea in tema di risparmio ed efficienza energetica, dall’altro, creano interessanti opportunità di sviluppo per le imprese lucane e nuovi sbocchi professionali”.