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PROVINCE. VIZI E VIRTU’ DI UN SIMBOLO DELLA STORIA ITALIANA

Nel link, lo speciale dedicato alla storia, al valore e all’identità delle Province dal quotidiano La Repubblica del 3 giugno 2010.

PROVINCE. VIZI E VIRTU’ DI UN SIMBOLO DELLA STORIA ITALIANA di Giorgio Bocca

L’IDENTITA’ E LA SUA CULLA di Marino Niola

GLI ERRORI DEL PASSATO di Giorgio Ruffolo

INSEDIATO IL COORDINAMENTO DEGLI ASSESSORI ALL’ISTRUZIONE E ALL’EDILIZIA SCOLASTICA DELL’UPI

“La stragrande maggioranza delle Province convive ancora col drammatico problema della messa in sicurezza delle scuole che richiede ingentissime risorse”, – ha affermato oggi il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido, responsabile del settore Istruzione ed edilizia scolastica della Presidenza Upi in occasione della riunione di insediamento del nuovo coordinamento degli Assessori provinciali all’Istruzione e all’edilizia scolastica. “Pur apprezzando – ha continuato il Presidente Florido – i finanziamenti diretti a Comuni e Province sulla base del primo Programma straordinario stralcio relativo agli interventi urgenti sul patrimonio scolastico per la messa in sicurezza del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali degli edifici scolastici, constatiamo purtroppo il permanere di grandi zone d’ombra, aggravate dalla mancata esclusione dal Patto di Stabilità delle risorse connesse all’edilizia scolastica”. Su questo tema così delicato e urgente – ha continuato il Presidente Florido – daremo immediatamente il via ad una ricognizione tra tutte le Province degli interventi di somma urgenza da attivare organizzando nel mese di settembre una grande iniziativa nazionale per aprire un nuovo confronto con il Governo”.
“Come già evidenziato dall’Upi in diverse occasioni – ha inoltre dichiarato Francesco Pinto, coordinatore degli Assessori all’Istruzione dell’Upi (e Assessore della Provincia di Napoli) – è ormai fondamentale prevedere un Piano finanziario pluriennale che garantisca la certezza delle risorse da investire nei territori per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche”. L’assessore Pinto ha inoltre ribadito l’importanza dell’esclusione dai vincoli del patto di stabilità degli interventi dell’edilizia scolastica, poiché spesso gli Enti locali non possono spendere le risorse, anche quando sono disponibili. “In preparazione della grande iniziativa sull’edilizia scolastica di settembre, – ha riferito infine l’Assessore Pinto – il 6 luglio convocheremo a Roma un’Assemblea nazionale di tutti gli Assessori all’Istruzione e all’edilizia scolastica delle Province italiane“.

INIZIATIVE PER IL 2 GIUGNO FESTA NAZIONALE

Un appello alla difesa dell’unità nazionale “raggiunta con la partecipazione dei cittaidni di tutta la Penisola, che durante il Risorgimento  italiano e le due guerre mondiali del ‘900 hanno eroicamente costruito il cammino verso l’Italia unita e verso la repubblica”. E’ un brano di una lettera che il Presidente della Provincia di Lucca ha voluto inviare a tutti i Presidenti di Provincia.

In allegato, il testo integrale della lettera.

Documenti allegati:

MANOVRA FINANZIARIA E ABOLIZIONE PROVINCE

In allegato, il testo dell’Ordine del giorno approato all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza Upi.

Documenti allegati:

Manovra: nessuna abolizione di Province nel decreto

Le Province saranno al fianco, anzi faranno da capofila, di chi vuole veramente riformare, e giungere ad un vero riordino delle circoscrizioni provinciali, così come stabilisce l’art. 14 della Carta delle autonomie che detta le funzioni di Regioni, Comuni e Province; ma questo non può essere fatto se non attraverso un dibattito serio e approfondito, non estemporaneo. Lo ha dichiarato all’Agenzia di stampa Ansa il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Preisdnete della Provincia di Catania. “Noi – ha detto Castiglione – non abbiamo mai creduto che questa norma di carattere ordinamentale potesse essere inserita nella manovra ed i fatti ci danno ragione. Già nel colloquio avuto con Berlusconi, il sottosegretario Letta e il ministro Calderoli era emersa la necessità di un riordino delle Province e noi in quella sede ci siamo detti disponibili ad affrontare la questione, ma al di fuori della manovra che sarebbe stata palesemente anticostituzionale. Bisogna cominciare a parlare – ha proseguito – delle Città metropolitane e di tutti quegli enti inutili i cui compiti, all’interno di una riforma e di un dibattito serio, potrebbero essere assunti dalle Province. Noi ribadiamo la centralità delle Province -e con la ‘Carta delle autonomie’, che affida le funzioni amministrative a Comuni e Province, si va in quella direzione. Non si fa cassa con le riforme istituzionali – ha concluso Castiglione –  parlare di costi della politica riducendo il dibattito alle sole Province è fuorviante”.

MANOVRA: IL PREMIER BERLUSCONI CONFERMA AL PRESIDENTE CASTIGLIONE NESSUNA NORMA SU ABOLIZIONE PROVINCE

“Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mi ha assicurato che nella manovra finanziaria non ci saranno norme sull’abolizione delle Province”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nel corso della Conferenza Stampa che si è tenuta oggi al termine dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, convocato per discutere dell’impatto della manovra finanziaria sui bilanci delle Province.
L’Ufficio di Presidenza ha approvato un ordine del giorno nel quale si sottolineano gli sforzi che le Province in questi anni hanno sostenuto nel contenimento della loro spese correnti e di investimento in un contesto di peggioramento complessivo dei conti pubblici del Paese. “Le Province italiane – si legge nel testo – sono consapevoli della grave congiuntura economica che l’Italia e l’Europa devono affrontare e sono pronte a dare il loro contributo allo sforzo che il Governo sta chiedendo per il risanamento delle finanze pubbliche e per il rilancio del Paese. In questa prospettiva, le Province condividono l’esigenza che tutto il sistema politico ed istituzionale contribuisca a questo sforzo, attraverso un serio processo di riordino e di semplificazione del sistema istituzionale che porti a sensibili riduzioni della spesa pubblica e che affronti anche, in modo adeguato, il tema dei costi della politica”. Nel documento si ricorda poi il contributo apportato dalle Province alla riduzione del deficit (dimezzamento del disavanzo nel 2009 da 1,1 a 0,6 miliardi di euro; riduzione complessiva della spesa del 3% sia nella parte corrente, sia in quella in conto capitale). “Ciò – si legge- in un momento in cui le entrate delle Province sono diminuite del 7% (- 9% addizionale energia elettrica; – 7% l’IPT % ; -7% RCAuto) ed in un contesto in cui il disavanzo dello Stato è invece passato da 41,8 a 73,6 miliardi di euro.
Rispetto al 2011, le norme vigenti contenute nella manovra triennale stabilita con la legge 133/08 richiedono già alle Province il notevole sforzo di miglioramento dei saldi finanziari di 1 miliardo di euro. A questa cifra, la manovra finanziaria che si sta prefigurando prevede un ulteriore appesantimento sulle Province per 300 milioni di euro nel 2011; di 500 milioni di euro per il 2012 e di 500 milioni di euro per il 2013.
Occorre sottolineare, – prosegue l’ordine del giorno – che la previsione di oltre 4 miliardi di euro di tagli ai trasferimenti dallo Stato alle Regioni avrà come ripercussione naturale la riduzione dei fondi oggi attribuiti ai Comuni e alle Province per i servizi che gli enti locali erogano ai cittadini e al territorio.
L’opera di risanamento delle finanze pubbliche, infatti, deve legarsi necessariamente ad un’azione mirata di rilancio degli investimenti per favorire la crescita del Paese. Se si considera che il 77% degli investimenti passa attraverso i bilanci degli enti locali diventa prioritario ridurre i vincoli del patto di stabilità sulle spese di investimento dei Comuni e delle Province.
La manovra che si configura è dunque pesante – dice il documento dell’Upi – e rischia di avere ripercussioni sui servizi ai cittadini e alle imprese, come i servizi scolastici, la viabilità e la sicurezza stradale, gli interventi per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico.
Le Province sono pronte a fare la loro parte di sacrificio attraverso un ulteriore contenimento delle spese correnti ed, in particolare, dei costi della politica e delle spese di personale, ma richiedono al Governo di allentare i vincoli del patto di stabilità sui pagamenti residui e sulle spese di investimento.
Per quanto riguarda l’abolizione delle Province l’Unione delle Province d’Italia ribadisce la sua assoluta contrarietà all’inserimento di queste disposizioni nel decreto legge recante la manovra finanziaria e sottolinea la loro incostituzionalità rispetto alle procedure di modifica delle circoscrizioni provinciali previste dall’articolo 133, comma 1, della Costituzione che recita “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.”
In allegato, il testo dell’ordine del giorno

Documenti allegati:

MANOVRA E ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, Presidente del Consiglio Direttivo Upi.

“Durante i lavori della Presidenza dell’Unione delle Province italiane che si sono svolti a Roma questa mattina, il presidente del Consiglio Berlusconi, sentito telefonicamente dal presidente dell’Upi Castiglione, ci ha comunicato che nella Manovra Finanziaria non è prevista la soppressione delle piccole Province, mettendo così fine alla ridda di notizie e di smentite di queste ultime ore. Credo che rispetto tale decisione abbiano influito anche le perplessità di una norma che rischiava di essere incostituzionale: ricordo infatti che l’articolo 133 della Costituzione consente il mutamento delle circoscrizioni provinciali all’iniziativa dei Comuni. Resta tutto intero il tema della riforma e semplificazione del sistema pubblico del nostro Paese, tema non più rinviabile che spero possa vedere nei prossimi giorni protagonisti lo Stato e le Regioni che hanno il potere di legiferare in materia. La speranza delle Province rimane quella di arrivare a norme che eliminino radicalmente tutti gli enti non previsti dalla Costituzione che oggi esercitano funzioni amministrative a livello nazionale e regionale senza il controllo diretto da parte dei cittadini”.

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Fermo, Fabrizio Cesetti

Come rimarcato da anni dal Presidente Cesetti e ribadito da ultimo nella serata di martedì 25, all’uscita delle prime indiscrezioni sulla Manovra Economica 2011-2012 varata dal Governo, nessuna soppressione delle Province può essere praticata. A tutti gli organi di stampa locali e nazionali, infatti, Cesetti ha sottolineato come sia la Costituzione a garantire questi Enti che – al pari dello Stato, delle Città metropolitane, delle Regioni e dei Comuni – costituiscono un’articolazione della Repubblica. Tanto è vero che l’art. 133 recita: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione.” “Annunci di circostanza quelli diramati circa la soppressione delle Province – li ha definiti il Presidente – che ci fanno soltanto perdere tempo, a noi che abbiamo costruito in meno di un anno una Provincia già autonoma, operativa e capace di dare risposte concrete ai cittadini di questo territorio. E resto tranquillo di fronte alle uscite estemporanee di chi manifesta una scarsa conoscenza della Carta Costituzionale. Ribadisco: a Costituzione vigente nessuna Provincia può essere soppressa. Ci conforta la presenza di un garante come il Presidente della Repubblica, a cui non potrà mai sfuggire questo elemento fondamentale”. “Pur non avendo ancora avuto la possibilità di approfondire i provvedimenti contenuti nella Manovra perché non disponibili – ha concluso Cesetti – sono certo di una conclusione positiva della vicenda. A tal fine rendo noto che nel corso della riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI a Roma, alla quale ero presente, il Presidente Castiglione ha comunicato che il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Sottosegretario Letta lo hanno formalmente rassicurato che non vi è alcun provvedimento all’interno del Decreto Legge varato dal Governo riguardante l’ipotizzata abolizione delle piccole Province.
Nel prendere atto con soddisfazione di quanto comunicato dal Presidente dell’UPI Castiglione, auspico che chi di competenza voglia adottare provvedimenti per impedire che notizie tanto infondate ed improbabili, quanto devastanti, possano essere pubblicate sul sito del Ministero ed addirittura essere confermate da funzionari dello Stato che dovrebbero essere informati o altrimenti dovrebbero avere il buon senso di tacere. La Provincia di Fermo e i suoi cittadini meritano rispetto e con l’occasione ribadisco, altresì, la necessità che il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Economia, il Ministro degli Interni e l’intero Governo diano immediate disposizioni affinché siano completate tutte le procedure per la completa attivazione degli uffici periferici dello Stato nella Provincia di Fermo”.

Dichiarazione del Presidente dell’UPI Umbria, Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia

“A Province ed enti locali si chiedono risparmi molto consistenti: questa manovra economico-finanziaria rischia di trasformarsi nell’ennesima “mannaia” per gli investimenti e la gestione dei servizi pubblici, già bloccati dal Patto di stabilità. Ridurre la spesa ed eliminare gli sprechi evitando aumento di tasse e tariffe e’ giusto e sacrosanto, ma gli enti locali, province in testa, chiedono al Governo l’applicazione del federalismo fiscale perché è attraverso questo sistema, che introduce i costi standard e responsabilizza gli amministratori, che si potrà davvero operare in maniera decisa sulla riduzione costi della Pubblica Amministrazione”. E’ quanto ha dichiarato Marco Vinicio Guasticchi, Presidente dell’Upi (Unione province d’Italia), in riferimento all’imminente varo della manovra economica che “ancora una volta, attraverso tagli indiscriminati agli enti locali andrà a penalizzare direttamente i cittadini già colpiti dalla grave crisi economica internazionale”. Il Presidente dell’Upi dell’Umbria, inoltre, in riferimento alla rituale richiesta di cancellazione delle province dall’ordinamento costituzionale e alla precisa sollecitazione al governo avanzata dal presidente della Ferrari e Fondazione Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo (nel corso di un convegno sui distretti industriali e l’internazionalizzazione), di non poter più consentire l’esistenza delle stesse, lo ha invitato a Perugia per un confronto pubblico sull’argomento nel contesto delle riforme federaliste e la costituzione della cosiddetta Italia Mediana. “Vorrei illustrare al dottor Montezemolo, dati alla mano – ha aggiunto Guasticchi – il ruolo istituzionale che svolgono le province ed in particolare la gestione dei servizi pubblici che riguardano direttamente i cittadini”. “Non è piu’ tollerabile, tirare sempre in ballo le province, quando si parla di sprechi e contenimento dei costi, usando slogan generici privi di fondamento reale, suffragato da dati statistici e risultati conseguiti”.

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, Presidente dell’Upi Veneto

“In merito alla linea del rigore adottata dal Governo, le Province, pur comprendendo il difficile momento di crisi economica e la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, hanno voluto portare all’attenzione nazionale alcuni dati. Dimostrando che gli sprechi non vanno ricercati nelle Amministrazioni Provinciali – spiega Muraro – Non siamo noi a dircelo, ma la stessa Corte dei Conti, la quale afferma che, per il 2009, le Province hanno pienamente rispettato gli obiettivi imposti dal Patto di Stabilità. Addirittura, le Province sono riuscite a recuperare 275 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti. Purtroppo, spiace dirlo, ma chi continua storicamente a sforare sono gli organi dello Stato, in particolare i Ministeri. Le Province hanno già contribuito in questi anni alla riduzione del deficit, dimezzando nel 2009 il proprio disavanzo da 1,1 a 0,6 miliardi di euro, con una riduzione complessiva della loro spesa del 3% (sia nella parte corrente, sia in quella in conto capitale). Noi abbiamo giocato una partita corretta, nonostante la crisi abbia messo a dura prova i nostri già risicati bilanci. Ricordiamo che ben prima delle Province, c’è un enorme elenco di improduttivi che contribuiscono ad aumentare il debito pubblico. Noi amministriamo scuole, strade, ci occupiamo di tutela del lavoro, dell’ambiente… Come Amministrazioni Provinciali, siamo allora disposte a fare la nostra parte, ben consce però che lo sforzo deve essere comune a tutti i livelli, altrimenti i nostri sacrifici sarebbero ancora una volta vani – chiude Muraro – Pensando alla mia Regione, il Veneto, direi che abbiamo sempre dato tanto senza ricevere nulla. Sono allora questi i territori che per primi, in questo momento di crisi, devono poter disporre di adeguate risorse per innescare una nuova stagione di sviluppo, che solo il Federalismo Fiscale ci potrà dare. Di questa ed altre tematiche parleremo nella riunione dell’UPI che si terrà a Treviso il 17 e 18 giugno alla presenza del Ministro Calderoli”. 

Dichiarazione di Maurizio Zingoni,  Consigliere Provinciale di Livorno e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi

“Chi nel Popolo delle Libertà continua a chiedere l’abolizione delle Province, non ricorda il programma con cui è stato eletto”. Lo dichiara il Consigliere Provinciale di Livorno PdL, Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia.
“Che ci sia la necessità di una riduzione della spesa pubblica anche operando sugli assetti istituzionali del Paese è indubbio, ma tale razionalizzazione non può prescindere da una drastica riduzione della pletora di enti inutili non elettivi che rappresentano i veri costi della politica. Il Codice delle Autonomie sarà lo strumento per rendere più snello, meno costoso e più competitivo il nostro Paese”. 

VASCO ERRANI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI

“Congratulazioni e auguri di buon lavoro a Vasco Errani, per la sua riconferma alla guida della Conferenza delle Regioni”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, aggiungendo “Errani ha guidato negli anni trascorsi la Conferenza con equilibrio, passione, forte senso istituzionale e grande capacità di collaborazione con tutte le istituzioni. La sua riconferma è un attestato al lavoro da lui svolto, che, siamo certi, non potrà che confermarsi.
Come Presidente dell’Unione delle Province d’Italia voglio fare arrivare al Presidente Errani tutta la mia stima, certo che il clima di cooperazione che fino ad oggi si è registrato tra le Associazioni di rappresentanza delle Autonomie territoriali, è di certo il miglior viatico per far sì che Regioni, Province e Comuni, insieme, contribuiscano al grande lavoro di riforma istituzionale e razionalizzazione del Paese che insieme a Governo e Parlamento stiamo mettendo in atto”.

 

 

Manovra finanziaria: Castiglione “Valutazioni dopo avere approfondito il testo”.

 “Allo stato delle cose, con le sole notizie di stampa, ci è impossibile dare una valutazione seria e approfondita riguardo alla manovra finanziaria, né per la parte economica, né tantomeno per le presunte norme ordinamentali che dovrebbe contenere”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione aggiungendo che del tema “Ne discuteremo domani, in una riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, e predisporremo un documento politico ufficiale con le valutazioni delle Province italiane”.
Al termine della riunione, il Presidente Castiglione e l’Ufficio di Presidenza Upi illustreranno la posizione delle Province in una Conferenza Stampa, che si terrà alle ore 13,00 presso la sede dell’Unione delle Province d’Italia, (Roma, Piazza Cardelli 4, 1° Piano).

 

Manovra e abolizione delle Province

“Se fossero confermate le notizie riportate dalle agenzie, la manovra prevederebbe l’abolizione delle Province con popolazione inferiore ai 220mila abitanti. Domani scopriremo chi è il genio che ha deciso di fissare questa asticella per definire l’utilità o l’inutilità delle Province. Ogni volta che si affrontano i temi istituzionali con la fretta della Finanziaria si producono mostri. Qualcuno ci dovrà spiegare infatti perché Imperia con 220 mila 712 abitanti è provincia utile ed Asti con 217 mila no. Avevamo concordato con il ministro Calderoli l’inserimento nella Carta delle autonomie, che è attualmente in discussione in Parlamento, di una norma che avrebbe aperto la strada alla revisione dei confini delle Province che naturalmente dovrebbe essere basata su dati di natura socio-economica e con qualche riflessione un po’ più approfondita, Regione per Regione. Le Province interessate all’abolizione sono solo 9. Tutto ciò mentre resta inattuata da anni l’istituzione delle Città metropolitane che prevede la scomparsa di 12 grandi Province. La cosa più divertente di questa vicenda è che scomparendo Isernia e Matera il Molise e la Basilicata diventeranno Regioni che coincidono con la Provincia. Per quanto riguarda la Provincia di Rieti aspettiamo con ansia che il Governo ci spieghi, visto che dovrà sparire la Provincia di Roma, se dobbiamo essere accorpati a Terni a L’Aquila, o ad Ascoli e in quale Regione finiremo”.

E’ quanto dichiara il presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, in merito alle prime notizie sulla manovra finanziaria decisa dal Governo.

Il Presidente della Provincia di Crotone, Stanislao Zurlo, ha invece rilasciato una dichiarazione all’Agenzia di Stampa Adn Kronos, nella quale, tra l’altro, afferma: ”Avanzo dubbi sulla costituzionalità del provvedimento, non penso che con un decreto legge si possa sopprimere le Province, che sono garantite dalla Costituzione e per le quali c’e’ un procedimento specifico parlamentare. I risparmi che si avranno sarebbero modesti. I costi piu’ rilevanti di una Provincia riguardano il personale e la gente non puo’ essere licenziata. Se puo’ avere una logica sopprimere la Provincia in un’area metropolitana, penso a Milano, Torino, Palermo ad esempio -dice Zurlo- dove il capoluogo ‘schiaccia’ il ruolo delle Province stesse, viceversa per i territori piccoli si creerebbe un vulnus nelle funzioni che le Province hanno. Inoltre ci sarebbero sprechi e inefficienze a causa della distanza dei territori dai centri decisionali”. Per Zurlo su un territorio come il crotonese ”non si puo’ pensare che la citta’ capoluogo adempia a tutte le funzioni della Provincia, ne’ si puo’ pensare a un’unione dei Comuni perche’ sono piccoli e non hanno disponibilita’ finanziarie”. Il presidente dell’Amministrazione provinciale di Crotone afferma poi che contattera’ i colleghi delle altre Province per un’azione unitaria.  

Il Presidente della Provincia di Massa – Carrara, Osvaldo Angeli ha dichiarato: “Reputo la ventilata ipotesi di soppressione della Provincia di Massa – Carrara un atto assolutamente ingiustificabile e lesivo degli interessi del nostro territorio e di tutti i nostri cittadini. La sua soppressione comporterebbe, infatti, un taglio drastico ai servizi che la nostra provincia svolge sulle materie delegate a livello nazionale e regionale (tematiche ambientali, del lavoro, della formazione, dell’istruzione, delle infrastrutture etc..). Saremmo di fronte ad un atto – se confermato – di assoluta propaganda politica e che tenta di giustificarsi all’interno di una politica di presunti tagli – tagli che in realtà non ci sarebbero come il Governo Nazionale sa bene – senza guardare assolutamente ai singoli territori, alla loro conformazione, alle funzioni proprie che un ente di coordinamento come la nostra Provincia può svolgere fra tanti comuni, magari di piccole dimensioni. Non posso anche non notare una palese e assurda discriminazione fra diversi enti: non si comprende, infatti, come in uno stato nazionale unitario – almeno fino a prova contraria – ci possano essere Regioni a statuto speciale con province di poche decine di migliaia di cittadini ed altre, come questa, in cui viene soppressa una Provincia che invece ne conta, al 31 dicembre 2009 oltre 203 mila. E sempre a proposito di Stato nazionale,voglio, infine, ricordare come propria la nostra Provincia di Massa-Carrara sia stata la prima insignita della Medaglia d’Oro al valor militare per la lotta di liberazione che si è svolta sul nostro territorio, una lotta in cui la popolazione apuana ha pagato, con il proprio sangue, un tributo alla storia dell’intero Paese; abolire la nostra Provincia è, quindi, un fatto assurdo, inaccettabile ed un’offesa a chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia. Mi impegnerò – conclude il Presidente Angeli – in tutte le sedi istituzionali per portare avanti una battaglia di giustizia che non penalizzi il nostro territorio, la sua storia e tutti i suoi cittadini.”

 

 

MANOVRA FINANZIARIA: LE PROVINCE INCONTRANO IL GOVERNO

“Siamo consapevoli, come ci ha detto oggi il Ministro Tremonti, che questa non è una manovra qualsiasi e siamo pronti a dare il nostro contributo. Chiediamo però che i tagli intervengano a ridurre davvero la spesa inutile”.
Lo ha detto il Vice Presidente Vicario dell’Upi, Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese, intervenendo insieme all’Assessore al Bilancio della Provincia di Roma Antonio Rosati, all’incontro a Palazzo Chigi convocato dal Governo per illustrare la manovra finanziaria a Regioni, Province e Comuni.
“Nel 2009 – ha ricordato Galli – le Province hanno ridotto la propria spesa in conto capitale del 3%. Lo Stato la ha aumentata del 18%. Siamo pienamente d’accordo che questa manovra debba farsi sulla riduzione della spesa, e non sull’aumento delle tasse, ma chiediamo che si agisca introducendo criteri di premialità per gli enti virtuosi. Chiediamo poi al Governo più coraggio sul federalismo fiscale, perché è attraverso questo sistema, che introduce i costi standard e responsabilizza gli amministratori, che si potrà davvero operare in maniera decisa sulla riduzione degli sprechi della Pubblica Amministrazione”.
L’Assessore Rosati, Coordinatore Upi degli Assessori provinciali alla finanza, ha invece sottolineato la necessità di liberare risorse per gli investimenti: “Gli investimenti di Province e Comuni – ha ricordato Rosati – sono bloccati dal Patto di stabilità. Se non liberiamo risorse il Paese non può ripartire perché senza aumentare la ricchezza non usciremo dal tunnel. In questo senso gli investimenti pubblici e privati sono determinanti. Per questo abbiamo chiesto al Ministro di sbloccare almeno il 4% dei residui passivi e di cancellare la norma che costringe le amministrazioni a verificare la compatibilità dei pagamenti con gli stanziamenti di bilancio, che di fatto impedisce qualunque possibilità di avvio di opere pubbliche”.
Quanto alle dimensioni della manovra, il Ministro Tremonti non ha fornito dati relativi all’ammontare richiesto a Regioni, Province e Comuni. “Potremo dare un giudizio più chiaro sulla manovra solo dopo la riunione del Consiglio dei Ministri di oggi, quando avremo a disposizione gli elementi necessari”, ha concluso il Vice Presidente Galli.

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