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Animal Friendly

COMPITI DEL COMITATO

1. Il Comitato ha il compito di analizzare il quadro normativo e sistemico relativo ai diritti degli animali in relazione a qualunque attività che possa incidere sull’immagine dell’Italia , nonché del quadro normativo relativo al turismo con animali al seguito al fine predisporre e realizzare ogni iniziativa necessaria allo sviluppo di una cultura “animal friendly” che possa contribuire al miglioramento dell’appeal nazionale anche verso i mercati esteri nonché d’individuare le opportune sinergie per innovare i servizi di ospitalità, di trasporto degli animali, e di convivenza sociale nella realizzazione delle proprie vacanze, nonché iniziative che possano attrarre fasce turistiche specializzate. Ha, inoltre, lo scopo di individuare le strategie e porre in essere le opportune attività per sviluppare e tutelare le realtà già presenti sul territorio legate alla promozione di offerte turistiche per chi viaggia con animali, nonché per promuoverne di nuove tenendo conto delle specifiche esigenze di tale fascia turistica. Il Comitato potrà, inoltre, lavorare alla realizzazione di campagne di comunicazione e alla promozione di eventi che possono favorire la diffusione di una cultura animal-friendly. Il Comitato ha l’obiettivo di attuare tutte le iniziative necessarie affinché ogni iniziativa posta in essere costituisca un’importante occasione per incrementare i flussi turistici nel Paese e migliorare l’immagine dell’Italia. 2. Il Comitato potrà predisporre un programma d’interventi per favorire il turismo delle persone con animali al seguito, anche in collaborazione con altre amministrazioni competenti e con gli altri soggetti preposti alla materia, nonché altre attività volte a salvaguardare sia i proprietari che i loro animali, non solo nell’ambito della propria scelta turistica, ma anche in un’ottica di miglioramento e promozione dell’immagine nazionale. 3. Il Comitato svolge la sua attività su indirizzo del Ministro del Turismo al quale deve presentare relazioni periodiche su quanto svolto.

COMPOSIZIONE DEL COMITATO

1. Il Comitato è coordinato dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla,

2. Il Comitato è composto, altresì, da: · Avv. Arianna Alessandri, coordinatore della segreteria tecnica del settore legislativo, con funzione di Vice-coordinatore. · Cons. Davide Ponte, Capo del settore Legislativo. · Avv. Maurizio Borgo, Vice Capo del settore Legislativo. · Dott. Giorgio Medail, Dirigente della Struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia · Dott.ssa Adele Cavalleri, Esperto della Struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia · Dott. Eugenio Magnani, Coordinatore della Struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia · Dr.ssa Barbara Bonura, Capo Ufficio Stampa · On. Fiorella Ceccacci Rubino. · On. Gabriella Giammanco · On. Basilio Catanoso · On. Gianni Mancuso · On. Manuela Repetti · On. Barbara Mannucci · On Ermete Realacci · Dott Chiamparino Sergio – Sindaco di Torino in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani – A.N.C.I. · Dott. Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia Regionale di Catania, in qualità di Presidente dell’Unione delle Province Italiane – U.P.I. · Dott. Gianluca Felicetti, Presidente della L.A.V. · Dott.ssa Carla Rocchi, Presidente dell’E.N.P.A. · Dott. Giuliano Tallone, Presidente della L.I.P.U. · Dott. Carlo Consiglio, Presidente della Lega per L’abolizione della Caccia- L.A.C. · Dott. Stefano Leoni, Presidente del W.W.F. ITALIA · Laura Rossi, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane · Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani ONLUS · Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente · Dott.ssa Annalaura Sagramora, Presidente dell’Associazione DOGWELCOME

Vestire il paesaggio.

Un «manifesto per il verde» a disposizione dell’Unione Europea per produzioni vivasitiche di qualità e migliorare gli standard ambientali nelle città a disposizione di tutta la rete di operatori, studiosi e addetti del settore. Sarà questo uno degli obiettivi della seconda edizione di “Vestire il paesaggio”, il meeting internazionale, a cadenza triennale, sull’incontro tra produzione e progettazione del verde, che si svolgerà a Pistoia dal 1 al 3 luglio 2010, con sede principale a Villa La Magia a Quarrata. Un evento organizzato dalla Provincia di Pistoia, Regione Toscana, Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia con la collaborazione del Comune di Quarrata, di Pescia, del Comune di Pistoia, del Distretto Vivaistico-Ornamentale Pistoiese e di molti altri partners.

Tutte le informazioni sono sul sito internet: http://vestireilpaesaggio.provincia.pistoia.it

Per tre giorni previsti dibatti e incontri con oltre 60 esperti tra architetti del paesaggio, agronomi, tecnici provenienti da Spagna, Francia, Belgio, Danimarca, Germania, Grecia e Olanda insieme a 30 giornalisti del settore e che vedrà il più ampio coinvolgimento degli operatori del settore vivaistico e dell’indotto pistoiese, con la seconda giornata dell’evento interamente dedicata alla visita delle aziende e dei luoghi di eccellenza del territorio, da Pistoia a Pescia, da Montecatini a Quarrata. Tra i relatori il “Renzo Piano” del paesaggio lo spagnolo Fernando Caruncho con la sua relazione “l’idea e il paesaggio” e poi interventi di rappresentanti dell’Università di Valencia, Pisa, Tuscia, Torino, Firenze, Reggio Calabria e Drama (Grecia), Reale Accademia delle Belle Arti di Copenhagen, associazione italiana architettura del paesaggio, CNR Firenze, Scuola Superiore Agricoltura Catalogna. Parteciperanno anche la Direzione generale Agricoltura della Commissione Europea, la Biennale del paesaggio di Barcellona, Università di Berlino. I lavori del convegno saranno divisi in sessioni dedicate al il sistema del verde per la città (1° luglio), la qualità delle opere a verdi e il verde per migliorare la qualità della vita (3 luglio). Proprio questo tema sarà il filo conduttire di tutto il meeting affrontato in tutti i suoi più diversi e molteplici aspetti: dall’ambiente, alla salute, la pianificazione territoriale, il benessere, turismo e cultura. Particolare attenzione sarà rivolta al legame tra le piante e la salute con tutta una serie di progetti innovativi come il verde negli ospedali, i giardini terapeutuci, quelli per i malati di Alzheimer, giardini olistici, giardini per ciechi e ipovedenti. E poi ci si confronterà sul grande tema della qualità del verde nelle città, la sua gestione e sostenibilità come le tipologie di piante da utilizzare, i fattori allergici e tanti altri aspetti che possono contribuire ad elevare la presenza del verde nelle nostre città. Ampio il coinvolgimento degli operatori del settore vivaistico e dell’indotto pistoiese ( 1500 imprese, 5000 addetti, 2500 specie coltivate, rapporti commerciali con oltre 50 paesi), con la giornata del 2 luglio interamente dedicata alla visita delle aziende e dei luoghi di eccellenza del territorio. Compreso nel programma di “Vestire il paesaggio” anche la quinta edizione del premio intitolato al famoso paesaggista toscano Pietro Porcinai, in programma venerdì 2 luglio al Parco Pinocchio di Collodi. Inoltre sono previste dodici mostre sul verde ed il paesaggio ad ingresso libero nei luoghi più a vocazione artista di Pistoia, esposte dal 24 giugno al 24 luglio, e un percorso all’interno di diversi siti artistici e significativi del territorio, tra cui viste guidate alla “Fattoria di Celle – Collezione Gori” a Santomato, sito conosciuto in tutto il mondo per l’unicità e la particolarità della collezione di arte ambientale. Infine un evento che vedrà protagonista la bellezza delle “Terme Tettuccio” di Montecatini Terme. I lavori del meeting potranno essere seguiti in diretta sul sito internet www.tvl.it

Da Pistoia quindi idee innovative per la progettazione del verde urbano che possono utilizzare le opportunità offerte dall’ampia gamma di piante coltivate nel distretto vivaistico. Nello stesso tempo potranno emergere nuovi indirizzi di ricerca per la produzione alberi ed arbusti sempre più rispondenti alle tendenze della paesaggistica ed alle diverse istanze della attuale realtà internazionale.

Le Province in piazza contro la manovra.

«Così perde l’Italia» lo slogan mostrato nelle «divise» Tagli, Provincia e Comuni in piazza con maglie azzurre listate a lutto

PESARO – Hanno manifestato contro la manovra indossando maglie azzurre listate a lutto. «Perché con i tagli agli enti locali, previsti nel decreto del Governo, ci saranno meno asili, meno sicurezza, più buche nelle strade, più biblioteche e teatri chiusi, più anziani soli. E così perde l’Italia». Le giunte delle amministrazioni del territorio sono scese in piazza, o meglio in «campo», con il numero «140» stampato sul retro della «divisa» azzurra. Sono i milioni di euro che, per effetto dei tagli, verranno a mancare alla Provincia e ai Comuni da qui al 2012. A capitanare la «Nazionale» degli amministratori Matteo Ricci, che ha lanciato l’iniziativa bipartisan, concertata in conferenza delle autonomie. «Abbiamo voluto creare una scenografia “calcistica” – ha spiegato il presidente della Provincia -, sfruttando il rimando ai Mondiali, per veicolare in modo ancora più immediato un concetto: se sarà approvato il decreto senza modifiche, i tagli non saranno diretti agli enti locali ma ricadranno direttamente sulle persone…». Poi ha aggiunto: «Bisogna cambiare linguaggio: i tagli non sono agli enti locali, ma alle persone e alle famiglie. Gli sprechi vanno combattuti, ma parliamo di qualche migliaia di euro. La manovra incide, invece, sui nostri servizi essenziali. E le conseguenze sono per le fasce medio-basse. Se chiuderanno gli asili, il problema non si porrà solo per chi potrà permettersi strutture private o babysitter…». Non solo: «Si rischia di svuotare la democrazia. La manifestazione di oggi non è la fine, ma solo l’inizio. Entro luglio la manovra, che allo stato attuale è il contrario del federalismo fiscale, dovrà essere approvata. E vogliamo fare di tutto per modificarla…». Sugli amministratori del Pdl assenti: «I tagli non hanno colore: saremmo scesi in piazza anche con un Governo di centrosinistra. Spiace che il Pdl provinciale si sia spaccato sul tema. Ci sono 6 amministrazioni (Apecchio, Auditore, Barchi, Borgo Pace, Cartoceto e Sassofeltrio) che hanno sottoscritto la nostra piattaforma di programma, concertata insieme in conferenza delle autonomie. Formigoni e Alemanno, in primis, hanno manifestato: vuol dire che ai Comuni assenti oggi la manovra sta bene così: è un loro problema…». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. «E’ una manifestazione istituzionale, non contro il Governo. Il peso della manovra è eccessivo e sono a rischio servizi essenziali per la popolazione. Vogliamo difendere il nostro modello, basato sulla qualità: se il Governo vuole, può ascoltare la nostra voce. Siamo istituzioni al pari dello Stato…». Sul palco anche il sindaco di Borgo Pace Romina Pierantoni, a capo di una lista civica in Comune: «Anche le piccole amministrazioni subiranno gravi conseguenze dal decreto. Perché riusciamo a garantire i servizi solo grazie all’aiuto di Regione e Provincia, ma ci pioveranno addosso i tagli indiretti dei trasferimenti. Rischiamo di morire e rivendichiamo dignità…». In piazza, tra gli altri, consiglieri provinciali e comunali, associazioni di categoria, sindacati e cittadini. Poi il corteo si è trasferito nel Palazzo del governo, per la consegna al prefetto Alessio Giuffrida del documento unitario sottoscritto dalla Provincia e da 49 Comuni del territorio. Con incluse le richieste al Governo: «Modifica profonda del contenuto del decreto legge; riduzione significativa della manovra, posta a carico di Regioni, Province e Comuni; revisione delle regole del Patto di stabilità, per favorire il mantenimento dei servizi pubblici e il sostegno della spesa per gli investimenti…».

La presidente Casagrande partecipa alla manifestazione di Roma contro la modalità dei tagli previsti dalla manovra finanziaria.

La presidente dell’Upi Marche Patrizia Casagrande ha partecipato oggi alla manifestazione organizzata dall’Upi e dall’Anci a Roma contro la pesante ricaduta dei tagli della manovra finanziaria sulle Province e sui Comuni. “Non siamo qui per protestare contro l’entità della manovra né contro il governo – afferma la presidente Casagrande, – ma sulla modalità dei tagli. Di fatto 16 dei 24 mld di euro della manovra riguardano proprio i tagli alle spese e di questi ben più del 90% (14.8 mld) ricade sugli enti locali, come se solo questi fossero i responsabili di tutti gli sprechi. Al contrario, le Province sono tra quegli enti virtuosi disposti a fare sacrifici e ad ottimizzare le spese per contrastare gli effetti negativi della crisi sui territori. Tagli così elevati sono inaccettabili se rivolti in un’unica direzione perché – prosegue, – mettono a repentaglio l’attività di enti che garantiscono la sicurezza stradale e degli edifici scolastici, che evitano gravi rischi di disgregazione sociale e di dissesti idrogeologici in un momento di evidenti mutamenti climatici”. Dopo appena qualche minuto dall’inizio della manifestazione, giunge la notizia di un incontro con il Ministro Giulio Tremonti. E, mentre la protesta in piazza Navona prosegue con una folla di presidenti di Provincia e di sindaci provenienti da tutta Italia, i responsabili Upi e Anci nazionali incontrano il Ministro. “Un incontro – riferisce la presidente Casagrande, – che sembra portare un risultato modesto. La manovra rimane invariata, mentre le Province hanno l’unica facoltà di gestire i pesanti tagli (che rimangono intatti) come preferiscono nell’arco di tre anni”.

PROVINCE E COMUNI INSIEME PER CONTRASTARE LA MANOVRA

Prime importanti aperture alle richieste dell’Upi: questo il risultato dell’incontro con il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e con il Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che si è avuto oggi dopo la manifestazione che ha visto in piazza Province e Comuni insieme contro la manovra economica.
“Il Ministro Tremonti – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – ci ha assicurato che saranno riviste le modalità del taglio dei trasferimenti alle Province, che è di 300 milioni nel 2011 e di 500 milioni del 2012, in modo non impattare in maniera così pesante sui bilanci delle Province. Inoltre ha accolto la nostra richiesta di introdurre modifiche al patto di stabilità interno, introducendo meccanismi di premio per le amministrazioni che si sono dimostrate virtuose rispetto alla riduzione dell’indebitamento o all’incidenza delle spese di personale.
Il Ministro ha accettato poi di rivedere, in autunno, i vincoli del patto di stabilità, per liberare parte di quei 2,6 miliardi di residui passivi che oggi sono bloccati nelle casse delle Province e che invece devono essere destinati agli investimenti per la messa in sicurezza di strade, scuole, e per il contrasto al dissesto idrogeologico.
Il Ministro Calderoli – ha aggiunto Castiglione – ci ha invece assicurato che il decreti attuativi del federalismo fiscale, in particolare quello che assegna autonomia tributaria a Province e Comuni, sono in dirittura d’arrivo”.

MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE INSIEME AI COMUNI CONTRO I TAGLI DELLA MANOVRA

Il 23 giugno i Presidenti di Provincia, gli Assessori e i Consiglieri provinciali si mobiliteranno a Roma al fianco dei Sindaci per contestare i tagli imposti ai bilanci degli Enti locali dalla manovra finanziaria.

Lo ha deciso oggi il Consiglio Direttivo dell’Upi, riunito a Treviso per discutere di federalismo fiscale e manovra finanziaria in occasione del Convegno “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità”. “Non vogliamo tirarci indietro – dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – ci rendiamo conto che c’è bisogno di fare la nostra parte per contribuire al risanamento del Paese. Ma la manovra, per come è stata definita oggi, è troppo squilibrata nei tagli tra Stato e Autonomie locali. Ai Ministeri si tagliano 3 miliardi e 5 milioni di euro: a Regioni, Province e Comuni si tagliano 14 miliardi e 800 milioni di euro.” Tagli, ricordano gli amministratori provinciali, che andranno a colpire il livello dei servizi ai cittadini il che, per quanto riguarda le Province, comporta il blocco degli investimenti in sicurezza stradale, manutenzione degli edifici scolastici, difesa del paesaggio e interventi di contrasto al dissesto idrogeologico. “L’assurdo – aggiunge Castiglione – è che secondo le analisi che abbiamo fatto come Upi, le Province hanno 2 miliardi e 600 milioni di euro di residui passivi che potrebbero essere messi in campo per gli investimenti, ma i vincoli imposti dalla manovra finanziaria ci permetteranno di utilizzarne solo lo 0,78%. E’ impensabile che in un momento di crisi economica non ci sia permesso di sostenere la ripresa liberando tutte queste risorse. Per questo – aggiunge Castiglione – abbiamo deciso di mobilitarci, insieme all’Anci, per chiedere che siano accolte le nostre proposte di modifica”. Le Province – si legge nell’ordine del giorno votato all’unanimità, che annuncia la mobilitazione – chiedono una manovra che sia sostenibile, ridotta nell’importo complessivo e soprattutto riconsiderata all’interno del patto di stabilità interno; chiedono dunque che si ridefiniscano le regole del patto di stabilità interno per gli anni 2011-2013, attraverso l’individuazione di una nuova base di calcolo, nuovi coefficienti ed una nuova ripartizione dell’onere della manovra su tutti gli enti, salvaguardando gli investimenti per i delicati settori dell’edilizia scolastica, viabilità e dissesto idrogeologico. Chiedono sia tutelata “l’autonomia finanziaria ed organizzativa, in relazione ai singoli tagli imposti a singole voci di spesa, che sono di fatto lesivi dell’autonomia dell’ente nonché penalizzanti in maniera indifferente rispetto a quegli enti che nell’anno 2009 hanno già significativamente ridotto le medesime voci di bilancio”.

Il Consiglio Direttivo chiede che siano individuati criteri che possano premiare gli enti virtuosi e sanzionare gli enti non virtuosi prendendo a riferimento il livello di indebitamento, il rispetto del patto di stabilità, le spese di personale, rigidità di bilancio. Le Province chiedono inoltre che sia garantito, in sede di attuazione del federalismo fiscale, il livello di finanziamento attuale, rispetto al quale si dovrà costruire l’autonomia finanziaria degli enti.

“Una manovra che penalizza le province e gli enti locali è una manovra antifederalista che abbassa il livello dei servizi ai cittadini e alle imprese da parte di comuni e province. Il taglio ai trasferimenti per le province, così come previsto nel decreto legge 78 è iniquo e determina effetti regressivi sui bilanci degli enti locali. Quello che i cittadini e le imprese ci chiedono è di liberare risorse per lo sviluppo e l’occupazione, questi sono i motivi per cui i presidenti di provincia staranno accanto ai sindaci nella mobilitazione prevista a Roma per mercoledì 23 giugno”. È quanto ha dichiarato Antonio Saitta Vicepresidente dell’UPI e presidente della Provincia di Torino al convegno “Le Province e la sfida del federalismo, autonomia e responsabilità” svoltosi oggi nella sede della Provincia di Treviso.
“Le Province nel 2009 hanno rispettato il patto di stabilità – ha detto Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso e presidente dell’Upi Veneto – Anzi, abbiamo migliorato 275 milioni di euro il limite imposto dal Governo, contribuendo alla perequazione nazionale. Ci sono Province del Veneto che non ricevono da tempo trasferimenti dallo stato. Chiedere un sacrificio su quello che non arriva sarebbe davvero assurdo”.

In allegato, l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Direttivo Upi il 18 giugno a Treviso.

Documenti allegati:

MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE DEL 23 GIUGNO

“Una manovra che penalizza le province e gli enti locali è una manovra antifederalista che abbassa il livello dei servizi ai cittadini e alle imprese da parte di comuni e province. Il taglio ai trasferimenti per le province, così come previsto nel decreto legge 78 è iniquo e determina effetti regressivi sui bilanci degli enti locali. Quello che i cittadini e le imprese ci chiedono è di liberare risorse per lo sviluppo e l’occupazione, questi sono i motivi per cui i presidenti di provincia staranno accanto ai sindaci nella mobilitazione prevista a Roma per mercoledì 23 giugno”. È quanto ha dichiarato Antonio Saitta Vicepresidente dell’UPI e presidente della Provincia di Torino al convegno “Le Province e la sfida del federalismo, autonomia e responsabilità” svoltosi oggi nella sede della Provincia di Treviso.
“Le Province nel 2009 hanno rispettato il patto di stabilità – ha detto Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso e presidente dell’Upi Veneto – Anzi, abbiamo migliorato 275 milioni di euro il limite imposto dal Governo, contribuendo alla perequazione nazionale. Ci sono Province del Veneto che non ricevono da tempo trasferimenti dallo stato. Chiedere un sacrificio su quello che non arriva sarebbe davvero assurdo”.

LE PROVINCE E I COMUNI PER UNA MANOVRA ECONOMICA PIU’ EQUA E SOSTENIBILE

A seguito della decisione presa dal Consiglio Direttivo dell’Upi, riunito a Treviso il 18 giugno scorso, l’Unione delle Province d’Italia parteciperà insieme all’Anci alla manifestazione “Per una manovra economica più equa e sostenibile” che si terrà Mercoledì 23 giugno, alle ore 12,00, di fronte al Senato della Repubblica (Roma – Corso Rinascimento).

La manifestazione è stata indetta per contestare i tagli imposti ai bilanci degli Enti locali dal decreto legge 78/2010 e per riaffermare la necessità di rivedere la manovra e i vincoli imposti a Province e Comuni.

Presidenti, Assessori, Consiglieri, sono chiamati ad essere presenti alla mobilitazione. I Presidenti dovranno intervenire indossando la fascia di rappresentanza. Le Province che lo vorranno potranno intervenire anche con il gonfalone.  

MANOVRA FINANZIARIA: I COMMENTI DELLE PROVINCE

“Il Consiglio di presidenza dell’Unione Regionale delle Province delle Marche ha affrontato, mercoledì scorso, il tema della manovra finanziaria. Un tema della massima urgenza, visto il pesantissimo impatto sui bilanci e sulla funzionalità delle Province.  Di fatto, il Coordinamento regionale di rappresentanza unitaria (Anci-Upi-Uncem-Lega Autonomie) in occasione dell’incontro di martedì scorso con l’assessore regionale al bilancio Pietro Marcolini metteva in evidenza come più del 60% dei tagli alla spesa pubblica ricadano esclusivamente su Regioni, Province e Comuni, attraverso i tagli ai trasferimenti erariali. Per le Province italiane, la manovra si traduce in un taglio ai trasferimenti correnti pari a 300 milioni di euro nel 2011 e di 500 milioni di euro dal 2012; le cinque Province marchigiane avranno 8, 8 milioni in meno nel 2011 e 15 milioni in meno nel 2012. A queste cifre si aggiunge la ricaduta sulle Province della riduzione di risorse a disposizione delle Regioni. Precisamente, nelle Marche, ciò significa un taglio di 400 milioni di euro nel prossimo triennio, di cui 164,3 milioni (su un totale di 221,5) solo nel 2011. Le cifre parlano da sole: le misure contenute nella manovra del Governo costituiscono un sostanziale impedimento all’esercizio delle funzioni degli Enti locali. L’avere escluso la soppressione di alcune Province italiane, tra le quali la nostra di Fermo, non basta per cambiare il giudizio sulle linee di fondo della manovra. Linee che incidono sulla reale possibilità di esercitare le funzioni di governo proprie e delegate, svuotando nella sostanza il ruolo delle Province. Voglio ricordare che la titolarità delle funzioni proprie e conferite ha rilevanza costituzionale e che siamo nella condizione di denunciare l’illegittimità di una diminutio. Come più volte ripetuto e dimostrato, le Province non intendono sottrarsi alla necessità di adottare comportamenti virtuosi di riduzione dei costi. Facciamo la nostra parte già dai primi mesi della grave crisi in atto e voglio ricordare che proprio dalle Province sono state avanzate proposte di semplificazione dell’ordinamento, orientate alla riduzione degli Enti intermedi e alla assunzione delle funzioni in capo a chi ha, per missione istituzionale, il governo dell’area vasta. In una situazione che ci viene presentata come di straordinaria gravità, si è invece scelto di togliere mezzi e possibilità di azione a chi quotidianamente risponde ai cittadini e alle imprese”.

Convegno

CLICCA per lo streaming dei lavori.

 

IL PRESIDENTE CASTIGLIONE INTERVISTATO DAL QUOTIDIANO LA STAMPA

“Sono convinto che l’identità storica e culturale del nostro Paese può essere valorizzata meglio da un ente locale come la Provincia. Quella di Oliviero Toscani non è una provocazione. E’ una riflessione seria. Io capisco la necessità di mettere mano ai conti ma non si può fare cassa con le riforme istituzionali. Capisco le esigenze della manovra, ma questa non può cadere tutta sulla testa degli enti locali”. Sono solo alcuni stralci dell’intervista pubblicata oggi a pagina 10 del quotidiano La Stampa, al presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.

Per leggere il testo integrale cliccate sul link.

 

Impianti fotovoltaici, un invito ai Comuni.

Consapevole che in materia di risorse energetiche il nostro territorio non è ancora autosufficiente e che l’incidenza dei costi energetici risulta piuttosto elevata, soprattutto per le imprese locali, l’Amministrazione Provinciale guidata dal Presidente Fabrizio Cesetti ha esplicitato nelle proprie linee di mandato la volontà di incentivare la produzione e la diffusione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, il nostro territorio sembra prestarsi prevalentemente all’utilizzo del fotovoltaico, per il quale, grazie anche agli incentivi statali, sono pervenute alla Provincia di Fermo numerosissime richieste di autorizzazione all’installazione di impianti. “Sul versante del fotovoltaico, negli ultimi mesi si è posta una questione di particolare importanza, evidenziata anche da numerosi sindaci – ha affermato il presidente Cesetti -. Infatti le richieste riguardano prevalentemente installazioni in territorio agricolo, che potrebbero determinare una modificazione significativa del paesaggio e della sua percezione. Considerata pertanto l’esigenza di bilanciare in modo ragionevole la promozione dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e la salvaguardia e tutela delle qualità paesaggistiche del territorio (aree di pregio paesaggistico, ambientale e naturale), abbiamo adottato con delibera di Giunta Provinciale n. 115 dell’1/06/2010 (che si allega) un atto di indirizzo nei confronti dei Comuni affinché regolamentino nella pianificazione urbanistica la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici, contestualizzandoli alle peculiarità dei singoli territori comunali”. In particolare, nel documento si invita a privilegiare l’istallazione degli impianti nelle zone industriali, ampiamente presenti in tutti i territori comunali o in quelle agricole limitrofe alle stesse, o in generale sulle coperture degli edifici produttivi e su edifici pubblici, evitando invece impianti su crinali, versanti, centri storici, manufatti storici extraurbani, zone archeologiche, sui fabbricati vincolati ed altro ancora. “In attesa della redazione del Piano Territoriale di Coordinamento, con il quale andremo a disciplinare anche il settore del fotovoltaico – ha affermato l’assessore all’urbanistica Renzo Offidani – questo atto di indirizzo costituisce un importante tassello per la tutela e la salvaguardia del paesaggio fermano”.

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Manovra: i tagli alle Province

La manovra finanziaria per le Province è pesante, per l’ammontare dei tagli dei trasferimenti erariali alle Province, ma è indispensabile riequilibrare i tagli agli enti locali. E’ quanto si legge nel documento che l’Upi ha consegnato ieri alla Commissione Bilancio del Senato, nell’audizione sulla manovra finanziaria.
Nel dettaglio, il DL 78/2010 stabilisce per le Province un taglio dei trasferimenti pari a 300 milioni di euro nel 2011; 500 milioni di euro per il 2012, che, aggiunti ai tagli previsti per Regioni e Comuni, determina una cifra complessiva per il comparto di 15,3 miliardi: ben oltre la metà del totale.
“Una manovra – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che non è equilibrata nel peso tra tagli allo Stato e tagli agli enti locali, e neppure nella ripartizione del peso del patto di stabilità sui singoli enti: attualmente solo 69 province su 100 contribuiscono alla manovra di comparto, essendo stata fotografata al 2007 la loro situazione di disavanzo, mentre le altre 31 non contribuiscono poiché in avanzo. Le regole del patto di stabilità, ancora una volta, ignorano il processo di miglioramento che nel tempo gli enti hanno realizzato sino a raggiungere saldi di bilancio di segno positivo”.
Il taglio dei trasferimenti infatti colpisce solo quelle Province che ancora godono dei trasferimenti erariali (sono 22 quelle che hanno azzerato la contribuzione da parte dello Stato) e che quindi, per definizione, non hanno un livello di entrate proprie che consenta loro di affrancarsi da un sistema di finanza derivata. Gli enti interessati si troveranno a dover gestire risorse ridotte di circa il 40% nel 2011 e di oltre il 67% a partire dal 2012.
“La manovra – ha aggiunto Castiglione -ha un duplice impatto sulle Province: accanto al taglio dei trasferimenti, gli enti si troveranno anche a gestire la carenza dei trasferimenti che vengono tagliati alle Regioni. I 4 miliardi per il 2011 e i 4,5 del 2012 che verranno tagliati alle Regioni, rappresentano in parte, infatti, risorse che vengono trasferite agli enti locali per funzioni attribuite e o delegate e che dunque trovano quale destinazione finale i bilanci delle Province stesse. Vuol dire sommare ai tagli diretti alle Province, altri tagli indiretti.
Se invece il miglioramento dell’indebitamento richiesto alle Province con la manovra si realizzasse all’interno di un nuovo patto di stabilità interno, che ridefinisca gli obiettivi per il triennio 2011-2013, si potrebbero trovare modalità più adeguate e sicuramente più coerenti e tollerabili, per liberare risorse a favore di investimenti in strade, scuole, contrasto al dissesto idrogeologico, individuando anche sistemi di sanzioni e premialità, legati ad indicatori come la riduzione del debito o il contenimento delle spese di personale”.

Della manovra finanziaria e del suo impatto sul federalismo fiscale si parlerà il 18 giugno prossimo a Treviso, nel convegno “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità”, in programma presso l’Auditorium della Provincia, a Sant’Artemio. Tra gli altri, interverranno il Vice Presidente di Confindustria per il federalismo e le autonomie, Antonio Costato, e chiuderà i lavori il Ministro per la Semplificazione Sen. Roberto Calderoli.

 In allegato, il documento consgenato in audizione e la scheda con i tagli per provincia

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