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Castiglione: prioritario portare in aula la carta delle autonomie.

“La Carta delle Autonomi locali e’ un testo indispensabile per proseguire sulla strada delle riforme e della semplificazione. Per questo ci auguriamo che la Commissione Affari Costituzionali possa farla approdare quanto prima in Aula”. E’ il commento del Presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione, dopo la conclusione oggi dei lavori della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. “La Carta delle Autonomie- sottolinea il Presidente – contiene misure fondamentali, come la definizione delle funzioni di Province e dei Comuni, che serviranno per conferire al federalismo fiscale la giusta cornice istituzionale necessaria affinche’ gli effetti sperati di riduzione dei costi e di razionalizzazione della spesa pubblica abbiano effetto. Ridurne la portata alle sole norme di razionalizzazione delle Province vuol dire non assegnarle il grande valore di riforma dello Stato che invece questa Carta rappresenta. Norme – aggiunge Castiglione – che certo ci sono, e che vanno approfondite in Aula, per assicurarne la piena coerenza con l’articlo 133 della Costituzione, che prevede, per la revisione delle circoscrizioni provinciali, l’iniziativa dei Comuni interessati, sentita la Regione. In questo senso non possiamo che ribadire che la vera riforma del sistema istituzionale si potra’ avere solo con l’istituzione delle Citta’ metropolitane. Questo processo, sospeso ormai da anni, porterebbe ad una vera razionalizzazione dei costi della politica, grazie al superamento del Comune capoluogo e della Provincia interessata, ma soprattutto assicurerebbe a territori complessi strumenti e risorse necessarie per assicurare un governo unitario ed integrato”.

La posizione dell’UPI Emilia-Romagna sulla manovra.

Vincenzo Bernazzoli, Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Parma è desolato di fronte alla scure pesantissima che taglia le gambe agli enti locali e sostiene che “la manovra estiva prevista dal Governo (D.L. 78/2010) per gli anni 2011 – 2012 provoca un ulteriore taglio ai bilanci delle 9 Province dell’Emilia-Romagna di oltre 21.800.000 euro per il 2011 e di più di 36.400.000 euro per il 2012 sul totale dei bilanci certificati di oltre 1.335.000.000 di euro. E tutto ciò in un momento in cui le entrate proprie delle Province, che sono notoriamente legate al mercato dell’automobile, dell’RC auto e dei consumi di energia elettrica, sono calate del 4% rispetto all’anno precedente, mentre i trasferimenti dallo stato alle Province si sono ridotti del 15%”. “E’ una manovra inaccettabile” – prosegue Bernazzoli – “come hanno giustamente dichiarato il Presidente Vasco Errani e i Sindaci dell’Emilia-Romagna, si tratta di una manovra che porta gli enti locali sull’orlo della paralisi e che mette ulteriormente a rischio la grande rete della viabilità provinciale, già fortemente provata dal maltempo e dalle frane.” “La crisi colpisce anche i 180 plessi scolastici superiori che accolgono oltre 160.000 studenti, e gli altri importanti servizi (formazione professionale e lavoro – centri per l’impiego) erogati dalle Province alle famiglie e alle imprese”, rincara il Presidente di UPI e prosegue evidenziando come le Province, per far fronte alla crisi economica e occupazionale abbiano fatto la propria parte “stanziando oltre € 14.000.000 di euro per aiuti alle imprese, e più di 2.700.000 euro di aiuti alle famiglie. Hanno contribuito a salvare 6500 posti di lavoro e ad assistere, con gli ammortizzatori sociali, oltre 29.000 lavoratori in crisi”. “La manovra – prosegue il Presidente – aggrava ulteriormente i vincoli del patto di stabilità, ponendo un forte limite agli investimenti delle Province virtuose, e dimentica che Province, Comuni e Regioni rappresentano il 70% degli investimenti pubblici del Paese. “Se si toglie alle Province la possibilità di fare investimenti in opere pubbliche – prosegue amareggiato Bernazzoli – si contribuisce a deprimere il sistema delle piccole e medie imprese di costruzioni che vive prevalentemente, data la crisi del mercato immobiliare, di piccole e medie opere pubbliche”. “Confidiamo – conclude il Presidente – che in sede di conversione in legge del decreto si ponga rimedio e si tenga presente che, senza gli enti locali il Paese non cammina”.

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La Carta delle Autonomie locali per semplificare il Paese.

“Alla richiesta di semplificazione, di riduzione delle spese, di alleggerimento della burocrazia, che ormai le comunità ci pongono quotidianamente, si può rispondere solo in questo modo: assegnando funzioni amministrative esclusive a Province e Comuni, riportando le Regioni ad esercitare il loro vero ruolo, quello di legislazione e programmazione, ed eliminando quella miriade di enti strumentali, agenzie e consorzi, che oggi utilizzano risorse pubbliche senza il controllo democratico dei cittadini”. Sono queste le parole utilizzate da Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provincia di Chieti e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI, intervenuto ieri in Senato in occasione del Quarantennale della costituzione dei Consigli Regionali. Il Presidente Di Giuseppantonio si è a lungo soffermato sull’occasione rappresentata dalla Carta delle Autonomie locali, il cui esame è stato assegnato alla Commissione Affari Istituzionali della Camera, che ha come possibile conseguenza positiva quella di chiarire ruoli e funzioni di ciascun livello di governo, semplificando il sistema e riducendo gli sprechi causati dalle tante sovrapposizioni che oggi caratterizzano l’azione amministrativa del Paese. Ha inoltre aggiunto che l’Unione delle Province d’Italia non ha mai condotto battaglie di pura difesa corporativa e, anzi, si è sempre dimostrata disponibile a discutere come, la vicenda delle aree metropolitane, dimostra.

Convegno Nazionale : Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità

L’avvio dell’iter parlamentare dei decreti legislativi attuativi del federalismo fiscale, ai sensi della legge delega n. 42/09, impone un momento di approfondimento e confronto sulla delicata fase attuale, nell’ottica della costruzione di un modello di fiscalità provinciale, in un assetto federalista, che rappresenterà un momento di profondo mutamento del sistema tributario provinciale e dell’interno sistema Paese, nonché un passo decisivo verso nuovi assetti interistituzionali in materia finanziaria.
E’ per questo motivo che l’UPI ha deciso di organizzare un Convegno Nazionale sul tema “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità” che si svolgerà il prossimo 18 giugno a Treviso, presso la Sala Auditorium della Provincia (Via Cal di Breda 116).

Sarà l’occasione per approfondire gli aspetti di maggiore ed immediato impatto sulle politiche di programmazione delle Province nonché, attraverso l’apporto di rappresentanti del Governo e del Parlamento, poter acquisire un più ampio e completo panorama delle riforme in essere. Il Convegno sarà concluso dal Ministro per la Semplificazione on. Roberto Calderoli.

Anche in preparazione del convegno è convocata, sempre a Treviso, per il 17 giugno presso  Sala Consiglio Provincia – Via Cal di Breda 116, l’ Assemblea degli Assessori Provinciali al Bilancio e Dirigenti di Settore,
All’ordine del giorno, la discussione sullo stato della fiscalità locale, sull’impatto della manovra finanziaria sui bilanci delle Province, e sull’andamento dei lavori della Commissione tecnica per l’attuazione del federalismo fiscale.

In allegato, le informazioni organizzative, l’elenco degli alberghi convenzionati e una prima bozza del programma delle due giornate di lavoro

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PROVINCE. VIZI E VIRTU’ DI UN SIMBOLO DELLA STORIA ITALIANA

Nel link, lo speciale dedicato alla storia, al valore e all’identità delle Province dal quotidiano La Repubblica del 3 giugno 2010.

PROVINCE. VIZI E VIRTU’ DI UN SIMBOLO DELLA STORIA ITALIANA di Giorgio Bocca

L’IDENTITA’ E LA SUA CULLA di Marino Niola

GLI ERRORI DEL PASSATO di Giorgio Ruffolo

INSEDIATO IL COORDINAMENTO DEGLI ASSESSORI ALL’ISTRUZIONE E ALL’EDILIZIA SCOLASTICA DELL’UPI

“La stragrande maggioranza delle Province convive ancora col drammatico problema della messa in sicurezza delle scuole che richiede ingentissime risorse”, – ha affermato oggi il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido, responsabile del settore Istruzione ed edilizia scolastica della Presidenza Upi in occasione della riunione di insediamento del nuovo coordinamento degli Assessori provinciali all’Istruzione e all’edilizia scolastica. “Pur apprezzando – ha continuato il Presidente Florido – i finanziamenti diretti a Comuni e Province sulla base del primo Programma straordinario stralcio relativo agli interventi urgenti sul patrimonio scolastico per la messa in sicurezza del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali degli edifici scolastici, constatiamo purtroppo il permanere di grandi zone d’ombra, aggravate dalla mancata esclusione dal Patto di Stabilità delle risorse connesse all’edilizia scolastica”. Su questo tema così delicato e urgente – ha continuato il Presidente Florido – daremo immediatamente il via ad una ricognizione tra tutte le Province degli interventi di somma urgenza da attivare organizzando nel mese di settembre una grande iniziativa nazionale per aprire un nuovo confronto con il Governo”.
“Come già evidenziato dall’Upi in diverse occasioni – ha inoltre dichiarato Francesco Pinto, coordinatore degli Assessori all’Istruzione dell’Upi (e Assessore della Provincia di Napoli) – è ormai fondamentale prevedere un Piano finanziario pluriennale che garantisca la certezza delle risorse da investire nei territori per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche”. L’assessore Pinto ha inoltre ribadito l’importanza dell’esclusione dai vincoli del patto di stabilità degli interventi dell’edilizia scolastica, poiché spesso gli Enti locali non possono spendere le risorse, anche quando sono disponibili. “In preparazione della grande iniziativa sull’edilizia scolastica di settembre, – ha riferito infine l’Assessore Pinto – il 6 luglio convocheremo a Roma un’Assemblea nazionale di tutti gli Assessori all’Istruzione e all’edilizia scolastica delle Province italiane“.

INIZIATIVE PER IL 2 GIUGNO FESTA NAZIONALE

Un appello alla difesa dell’unità nazionale “raggiunta con la partecipazione dei cittaidni di tutta la Penisola, che durante il Risorgimento  italiano e le due guerre mondiali del ‘900 hanno eroicamente costruito il cammino verso l’Italia unita e verso la repubblica”. E’ un brano di una lettera che il Presidente della Provincia di Lucca ha voluto inviare a tutti i Presidenti di Provincia.

In allegato, il testo integrale della lettera.

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MANOVRA FINANZIARIA E ABOLIZIONE PROVINCE

In allegato, il testo dell’Ordine del giorno approato all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza Upi.

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Manovra: nessuna abolizione di Province nel decreto

Le Province saranno al fianco, anzi faranno da capofila, di chi vuole veramente riformare, e giungere ad un vero riordino delle circoscrizioni provinciali, così come stabilisce l’art. 14 della Carta delle autonomie che detta le funzioni di Regioni, Comuni e Province; ma questo non può essere fatto se non attraverso un dibattito serio e approfondito, non estemporaneo. Lo ha dichiarato all’Agenzia di stampa Ansa il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Preisdnete della Provincia di Catania. “Noi – ha detto Castiglione – non abbiamo mai creduto che questa norma di carattere ordinamentale potesse essere inserita nella manovra ed i fatti ci danno ragione. Già nel colloquio avuto con Berlusconi, il sottosegretario Letta e il ministro Calderoli era emersa la necessità di un riordino delle Province e noi in quella sede ci siamo detti disponibili ad affrontare la questione, ma al di fuori della manovra che sarebbe stata palesemente anticostituzionale. Bisogna cominciare a parlare – ha proseguito – delle Città metropolitane e di tutti quegli enti inutili i cui compiti, all’interno di una riforma e di un dibattito serio, potrebbero essere assunti dalle Province. Noi ribadiamo la centralità delle Province -e con la ‘Carta delle autonomie’, che affida le funzioni amministrative a Comuni e Province, si va in quella direzione. Non si fa cassa con le riforme istituzionali – ha concluso Castiglione –  parlare di costi della politica riducendo il dibattito alle sole Province è fuorviante”.

MANOVRA: IL PREMIER BERLUSCONI CONFERMA AL PRESIDENTE CASTIGLIONE NESSUNA NORMA SU ABOLIZIONE PROVINCE

“Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mi ha assicurato che nella manovra finanziaria non ci saranno norme sull’abolizione delle Province”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nel corso della Conferenza Stampa che si è tenuta oggi al termine dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, convocato per discutere dell’impatto della manovra finanziaria sui bilanci delle Province.
L’Ufficio di Presidenza ha approvato un ordine del giorno nel quale si sottolineano gli sforzi che le Province in questi anni hanno sostenuto nel contenimento della loro spese correnti e di investimento in un contesto di peggioramento complessivo dei conti pubblici del Paese. “Le Province italiane – si legge nel testo – sono consapevoli della grave congiuntura economica che l’Italia e l’Europa devono affrontare e sono pronte a dare il loro contributo allo sforzo che il Governo sta chiedendo per il risanamento delle finanze pubbliche e per il rilancio del Paese. In questa prospettiva, le Province condividono l’esigenza che tutto il sistema politico ed istituzionale contribuisca a questo sforzo, attraverso un serio processo di riordino e di semplificazione del sistema istituzionale che porti a sensibili riduzioni della spesa pubblica e che affronti anche, in modo adeguato, il tema dei costi della politica”. Nel documento si ricorda poi il contributo apportato dalle Province alla riduzione del deficit (dimezzamento del disavanzo nel 2009 da 1,1 a 0,6 miliardi di euro; riduzione complessiva della spesa del 3% sia nella parte corrente, sia in quella in conto capitale). “Ciò – si legge- in un momento in cui le entrate delle Province sono diminuite del 7% (- 9% addizionale energia elettrica; – 7% l’IPT % ; -7% RCAuto) ed in un contesto in cui il disavanzo dello Stato è invece passato da 41,8 a 73,6 miliardi di euro.
Rispetto al 2011, le norme vigenti contenute nella manovra triennale stabilita con la legge 133/08 richiedono già alle Province il notevole sforzo di miglioramento dei saldi finanziari di 1 miliardo di euro. A questa cifra, la manovra finanziaria che si sta prefigurando prevede un ulteriore appesantimento sulle Province per 300 milioni di euro nel 2011; di 500 milioni di euro per il 2012 e di 500 milioni di euro per il 2013.
Occorre sottolineare, – prosegue l’ordine del giorno – che la previsione di oltre 4 miliardi di euro di tagli ai trasferimenti dallo Stato alle Regioni avrà come ripercussione naturale la riduzione dei fondi oggi attribuiti ai Comuni e alle Province per i servizi che gli enti locali erogano ai cittadini e al territorio.
L’opera di risanamento delle finanze pubbliche, infatti, deve legarsi necessariamente ad un’azione mirata di rilancio degli investimenti per favorire la crescita del Paese. Se si considera che il 77% degli investimenti passa attraverso i bilanci degli enti locali diventa prioritario ridurre i vincoli del patto di stabilità sulle spese di investimento dei Comuni e delle Province.
La manovra che si configura è dunque pesante – dice il documento dell’Upi – e rischia di avere ripercussioni sui servizi ai cittadini e alle imprese, come i servizi scolastici, la viabilità e la sicurezza stradale, gli interventi per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico.
Le Province sono pronte a fare la loro parte di sacrificio attraverso un ulteriore contenimento delle spese correnti ed, in particolare, dei costi della politica e delle spese di personale, ma richiedono al Governo di allentare i vincoli del patto di stabilità sui pagamenti residui e sulle spese di investimento.
Per quanto riguarda l’abolizione delle Province l’Unione delle Province d’Italia ribadisce la sua assoluta contrarietà all’inserimento di queste disposizioni nel decreto legge recante la manovra finanziaria e sottolinea la loro incostituzionalità rispetto alle procedure di modifica delle circoscrizioni provinciali previste dall’articolo 133, comma 1, della Costituzione che recita “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.”
In allegato, il testo dell’ordine del giorno

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MANOVRA E ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, Presidente del Consiglio Direttivo Upi.

“Durante i lavori della Presidenza dell’Unione delle Province italiane che si sono svolti a Roma questa mattina, il presidente del Consiglio Berlusconi, sentito telefonicamente dal presidente dell’Upi Castiglione, ci ha comunicato che nella Manovra Finanziaria non è prevista la soppressione delle piccole Province, mettendo così fine alla ridda di notizie e di smentite di queste ultime ore. Credo che rispetto tale decisione abbiano influito anche le perplessità di una norma che rischiava di essere incostituzionale: ricordo infatti che l’articolo 133 della Costituzione consente il mutamento delle circoscrizioni provinciali all’iniziativa dei Comuni. Resta tutto intero il tema della riforma e semplificazione del sistema pubblico del nostro Paese, tema non più rinviabile che spero possa vedere nei prossimi giorni protagonisti lo Stato e le Regioni che hanno il potere di legiferare in materia. La speranza delle Province rimane quella di arrivare a norme che eliminino radicalmente tutti gli enti non previsti dalla Costituzione che oggi esercitano funzioni amministrative a livello nazionale e regionale senza il controllo diretto da parte dei cittadini”.

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Fermo, Fabrizio Cesetti

Come rimarcato da anni dal Presidente Cesetti e ribadito da ultimo nella serata di martedì 25, all’uscita delle prime indiscrezioni sulla Manovra Economica 2011-2012 varata dal Governo, nessuna soppressione delle Province può essere praticata. A tutti gli organi di stampa locali e nazionali, infatti, Cesetti ha sottolineato come sia la Costituzione a garantire questi Enti che – al pari dello Stato, delle Città metropolitane, delle Regioni e dei Comuni – costituiscono un’articolazione della Repubblica. Tanto è vero che l’art. 133 recita: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione.” “Annunci di circostanza quelli diramati circa la soppressione delle Province – li ha definiti il Presidente – che ci fanno soltanto perdere tempo, a noi che abbiamo costruito in meno di un anno una Provincia già autonoma, operativa e capace di dare risposte concrete ai cittadini di questo territorio. E resto tranquillo di fronte alle uscite estemporanee di chi manifesta una scarsa conoscenza della Carta Costituzionale. Ribadisco: a Costituzione vigente nessuna Provincia può essere soppressa. Ci conforta la presenza di un garante come il Presidente della Repubblica, a cui non potrà mai sfuggire questo elemento fondamentale”. “Pur non avendo ancora avuto la possibilità di approfondire i provvedimenti contenuti nella Manovra perché non disponibili – ha concluso Cesetti – sono certo di una conclusione positiva della vicenda. A tal fine rendo noto che nel corso della riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI a Roma, alla quale ero presente, il Presidente Castiglione ha comunicato che il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Sottosegretario Letta lo hanno formalmente rassicurato che non vi è alcun provvedimento all’interno del Decreto Legge varato dal Governo riguardante l’ipotizzata abolizione delle piccole Province.
Nel prendere atto con soddisfazione di quanto comunicato dal Presidente dell’UPI Castiglione, auspico che chi di competenza voglia adottare provvedimenti per impedire che notizie tanto infondate ed improbabili, quanto devastanti, possano essere pubblicate sul sito del Ministero ed addirittura essere confermate da funzionari dello Stato che dovrebbero essere informati o altrimenti dovrebbero avere il buon senso di tacere. La Provincia di Fermo e i suoi cittadini meritano rispetto e con l’occasione ribadisco, altresì, la necessità che il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Economia, il Ministro degli Interni e l’intero Governo diano immediate disposizioni affinché siano completate tutte le procedure per la completa attivazione degli uffici periferici dello Stato nella Provincia di Fermo”.

Dichiarazione del Presidente dell’UPI Umbria, Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia

“A Province ed enti locali si chiedono risparmi molto consistenti: questa manovra economico-finanziaria rischia di trasformarsi nell’ennesima “mannaia” per gli investimenti e la gestione dei servizi pubblici, già bloccati dal Patto di stabilità. Ridurre la spesa ed eliminare gli sprechi evitando aumento di tasse e tariffe e’ giusto e sacrosanto, ma gli enti locali, province in testa, chiedono al Governo l’applicazione del federalismo fiscale perché è attraverso questo sistema, che introduce i costi standard e responsabilizza gli amministratori, che si potrà davvero operare in maniera decisa sulla riduzione costi della Pubblica Amministrazione”. E’ quanto ha dichiarato Marco Vinicio Guasticchi, Presidente dell’Upi (Unione province d’Italia), in riferimento all’imminente varo della manovra economica che “ancora una volta, attraverso tagli indiscriminati agli enti locali andrà a penalizzare direttamente i cittadini già colpiti dalla grave crisi economica internazionale”. Il Presidente dell’Upi dell’Umbria, inoltre, in riferimento alla rituale richiesta di cancellazione delle province dall’ordinamento costituzionale e alla precisa sollecitazione al governo avanzata dal presidente della Ferrari e Fondazione Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo (nel corso di un convegno sui distretti industriali e l’internazionalizzazione), di non poter più consentire l’esistenza delle stesse, lo ha invitato a Perugia per un confronto pubblico sull’argomento nel contesto delle riforme federaliste e la costituzione della cosiddetta Italia Mediana. “Vorrei illustrare al dottor Montezemolo, dati alla mano – ha aggiunto Guasticchi – il ruolo istituzionale che svolgono le province ed in particolare la gestione dei servizi pubblici che riguardano direttamente i cittadini”. “Non è piu’ tollerabile, tirare sempre in ballo le province, quando si parla di sprechi e contenimento dei costi, usando slogan generici privi di fondamento reale, suffragato da dati statistici e risultati conseguiti”.

Dichiarazione del Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, Presidente dell’Upi Veneto

“In merito alla linea del rigore adottata dal Governo, le Province, pur comprendendo il difficile momento di crisi economica e la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, hanno voluto portare all’attenzione nazionale alcuni dati. Dimostrando che gli sprechi non vanno ricercati nelle Amministrazioni Provinciali – spiega Muraro – Non siamo noi a dircelo, ma la stessa Corte dei Conti, la quale afferma che, per il 2009, le Province hanno pienamente rispettato gli obiettivi imposti dal Patto di Stabilità. Addirittura, le Province sono riuscite a recuperare 275 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti. Purtroppo, spiace dirlo, ma chi continua storicamente a sforare sono gli organi dello Stato, in particolare i Ministeri. Le Province hanno già contribuito in questi anni alla riduzione del deficit, dimezzando nel 2009 il proprio disavanzo da 1,1 a 0,6 miliardi di euro, con una riduzione complessiva della loro spesa del 3% (sia nella parte corrente, sia in quella in conto capitale). Noi abbiamo giocato una partita corretta, nonostante la crisi abbia messo a dura prova i nostri già risicati bilanci. Ricordiamo che ben prima delle Province, c’è un enorme elenco di improduttivi che contribuiscono ad aumentare il debito pubblico. Noi amministriamo scuole, strade, ci occupiamo di tutela del lavoro, dell’ambiente… Come Amministrazioni Provinciali, siamo allora disposte a fare la nostra parte, ben consce però che lo sforzo deve essere comune a tutti i livelli, altrimenti i nostri sacrifici sarebbero ancora una volta vani – chiude Muraro – Pensando alla mia Regione, il Veneto, direi che abbiamo sempre dato tanto senza ricevere nulla. Sono allora questi i territori che per primi, in questo momento di crisi, devono poter disporre di adeguate risorse per innescare una nuova stagione di sviluppo, che solo il Federalismo Fiscale ci potrà dare. Di questa ed altre tematiche parleremo nella riunione dell’UPI che si terrà a Treviso il 17 e 18 giugno alla presenza del Ministro Calderoli”. 

Dichiarazione di Maurizio Zingoni,  Consigliere Provinciale di Livorno e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi

“Chi nel Popolo delle Libertà continua a chiedere l’abolizione delle Province, non ricorda il programma con cui è stato eletto”. Lo dichiara il Consigliere Provinciale di Livorno PdL, Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia.
“Che ci sia la necessità di una riduzione della spesa pubblica anche operando sugli assetti istituzionali del Paese è indubbio, ma tale razionalizzazione non può prescindere da una drastica riduzione della pletora di enti inutili non elettivi che rappresentano i veri costi della politica. Il Codice delle Autonomie sarà lo strumento per rendere più snello, meno costoso e più competitivo il nostro Paese”. 

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