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TERREMOTO IN ABRUZZO: L’ELENCO DELLE OPERE

Superata per la Provincia dell’Aquila la fase più critica legata agli interventi dell’immediato dopo sisma, ricomincia con slancio all’azione di ricostruzione. Per organizzare al meglio le operazioni, la Provincia ha costituito “l’Ufficio Unico per la Ricostruzione”, che si occuperà tra l’altro di gestire le donazioni pervenute da parte delle Province italiane.
L’Ufficio ha predisposto un elenco di interventi di ricostruzione, essenziali per la rinascita della Provincia: da quelli per rendere sicuri ed efficienti gli edifici scolastici e gli uffici provinciali (quasi 9 milioni per i primi e più di 3 milioni per i secondi), agli interventi sui beni culturali della Provincia ( per cui si prevede un costo di 7 milioni 350 mila euro).
“Ma per ricostruire l’Aquila abbiamo bisogno di mettere in campo anche progetti legati al sociale e al mondo del lavoro – dichiara la Presidente dell’Aquila Stefania Pezzopane – Penso a centri di aggregazione per giovani e per gli anziani, a luoghi polifunzionali dove sia possibile permettere la socializzazione”. Per queste strutture saranno necessari circa 700 mila euro. Ancora, 140 mila euro servono per garantire strade sicure, soprattutto ora che le prime nevicate hanno iniziato a rendere poco praticabili le strade provinciali. 200 mila euro serviranno per opere per l’ambiente mentre con 390 mila euro la Provincia riattiverà i servizi a favore del lavoro.
“Le Province – dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – si sono attivate immediatamente al fianco della Provincia dell’Aquila, ed hanno avviato raccolte di fondi per sostenere la ricostruzione. L’elenco degli interventi predisposti potrà aiutare a gestire al meglio la destinazione delle risorse, e a rendere ancora più stringente il legame tra le Province e l’Aquila”.

In allegato, la circolare inviata dall’Upi a tutti i Presidenti di Provincia

Documenti allegati:

MANOVRA FINANZIARIA E MAXIEMENDAMENTO

“Non possiamo che definire allarmanti le notizie, che apprendiamo oggi dalla stampa, sugli interventi che il Governo avrebbe intenzione di inserire nel maxiemendamento alla finanziaria, a danno degli Enti locali”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, ricordando come “nell’ultimo incontro avuto con il Presidente del Consiglio avevamo avuto assicurazioni che ci sarebbe stato una nuova riunione insieme al Ministro dell’Economia, per trovare soluzioni alla nostra richiesta di modifica del patto di stabilità interna. Ad oggi, di questo incontro non c’è traccia.
Piuttosto, leggendo i quotidiani, apprendiamo che nel maxiemendamento, non solo non si allentano i vincoli del patto di stabilità, ma anzi ancora una volta il Governo sta immaginando di fare cassa sugli Enti locali, tagliando il fondo ordinario, con una riduzione per le Province di 60 milioni di euro nel triennio (4 milioni per il 2010, 23 milioni per il 2011, 33 milioni per il 2012).
Questo è assolutamente inaccettabile. I bilanci delle Province non sono in grado di sostenere alcun nuovo taglio: con le entrate tributarie crollate di oltre il 10% in un anno e il blocco degli investimenti dovuto ai vincoli imposti dal patto di stabilità, una manovra di questa portata impedirebbe qualunque attività.
Chiediamo poi che vengano stralciate le norme che riguardano la riduzione del numero degli assessori e dei Consiglieri provinciali, norme che andrebbero discusse all’interno della Carta delle Autonomie e che, così come sono, portano ad una modifica surrettizia del sistema elettorale delle Province, alzando di fatto la soglia di sbarramento“.

Carta Autonomie: lettera di Errani, Chiamparino e Melilli

Regioni, Comuni e Province segnalano la necessità di ‘’proseguire formalmente il confronto sulla Carta delle Autonomie durante tutto l’iter parlamentare, al fine di consentire l’espressione del parere in sede di Conferenza Unificata”. E’ quanto ribadiscono, in una lettera consegnata ai Ministri Fitto e Calderoli, i Presidenti di ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, Fabio Mellili e Vasco Errani.
Nell’ evidenziare che il disegno di legge, cosi’ come approvato dal Consiglio dei Ministri del 19 novembre ‘’non contiene quelle correzioni ed integrazioni che in seguito ad un significativo sforzo unitario Regioni, Province e Comuni hanno elaborato, anche in seguito ad una espressa richiesta del Governo” Chiamparino, Melilli ed Errani sottolineano ‘’la rilevanza dei temi avanzati in modo congiunto che non hanno trovato accoglimento in questa prima fase da parte del Governo, ma dei quali riteniamo di ribadire l’importanza anche al fine dell’auspicabile parere favorevole delle Regioni e delle Autonomie locali, prime destinatarie delle norme in questione”.

XXXII ASSEMBLEA CONGRESSUALE PROGRAMMA DEI LAVORI DELL’ASSEMBLEA

Mercoledì 9 dicembre 2009
Ore 15.30
Apertura dei lavori dell’Assemblea
Presiede e introduce
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma

Saluti delle autorità
Gianni Alemanno, Sindaco del Comune di Roma
Esterino Montino, Vice Presidente Regione Lazio

Intervento
Sen. Michelino Davico, Sottosegretario Ministero dell’Interno

Intervento
Stefania Pezzopane, Presidente della Provincia dell’Aquila
Premiazione del corpo della Polizia provinciale per il coraggio e l’impegno
dimostrati nel collaborare ai soccorsi nel sisma dell’Abruzzo

Ore 18.00
Relazione del Presidente dell’Upi
Fabio Melilli

Ore 18,30
Conclusioni
On Raffaele Fitto, Ministro per i Rapporti con le Regioni

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Giovedì 10 dicembre 2009
Ore 9,30 Apertura dei lavori
Verso un nuovo protagonismo delle Province

Presiede e introduce
On. Maria Teresa Armosino Presidente della Provincia di Asti

Relazione
Prof. Giuseppe De Rita, Presidente del Censis

Ore 10,30 Intervento
On. Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione

Ore 11,00 Interventi

Giovanni Antoci, Presidente della Provincia di Ragusa
On. Nicola Bono, Presidente della Provincia di Siracusa
Patrizia Esposto Casagrande, Presidente della Provincia di Ancona
On. Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania
Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia di Bologna
Giovanni Florido, Presidente della Provincia di Taranto
Gianna Gancia, Presidente della Provincia di Cuneo
Leonardo Muraro, Presidente della Provincia di Treviso
Andrea Pieroni, Presidente della Provincia di Pisa
Alessandro Repetto, Presidente della Provincia di Genova

Ore 12,00 Dibattito

Ore 12.30 Intervento
Sergio Chiamparino, Presidente Anci

Ore 13,00 Conclusioni
On. Daniele Molgora, Sottosegretario Ministero dell’Economia e Presidente della Provincia di Brescia

13,30 Pausa (Colazione di lavoro)

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Giovedì 10 dicembre 2009
Ore 15.30 Ripresa dei Lavori

Le riforme e la semplificazione
Presiede e introduce
Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese

Ore 16.00 Interventi

Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze
Giuseppina Maturani, Presidente del Consiglio della Provincia di Roma
Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano
Vincenzo Bernazzoli, Presidente della Provincia di Parma
On. Edmondo Cirielli, Presidente della Provincia di Salerno
Bruno Dapei, Presidente del Consiglio della Provincia di Milano
Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provincia di Chieti
Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro
Graziano Milia, Presidente della Provincia di Cagliari
Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia

Dibattito

Ore 18.00 Intervento
Vasco Errani, Presidente Conferenza delle Regioni

Ore 18,30 Conclusioni
On Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa

Nel corso della giornata interverranno i Segretari dei partiti politici e i Responsabili Enti locali dei Partiti politici

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Venerdì 11 dicembre 2009
Ore 9,30 Apertura dei lavori
Assemblea Congressuale
Presiede e introduce
Antonino Saitta, Presidente della Provincia di Torino

Dibattito aperto agli interventi dei delegati

Svolgimento degli adempimenti congressuali
Approvazione modifiche statutarie
Approvazione Documento Conclusivo

Elezione del Presidente dell’Upi

Elezione del Consiglio Direttivo suo insediamento ed adempimenti conseguenti

Ore 12,30
Saluto del Presidente dell’Unione delle Province d’Italia
 

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IN ALLEGATO, LA SCHEDA DELLE STRUTTURE CONVENZIONATE PER LE PRENOTAZIONI ALBERGHIERE

Documenti allegati:

CARTA DELLE AUTONOMIE

In allegato il testo del Disgno di Legge di riofrma degli Enti locali “Carta delle Autonomie”, approvato dal Consiglio dei Ministri del 20 novembre 2009.

Documenti allegati:

CARTA DELLE AUTONOMIE APPROVATA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

La Conferenza delle Regioni, l’ANCI (associazione nazionale comuni italiani) e l’UPI (l’Unione delle Province d’Italia) valuteranno il testo della “Carta delle Autonomie”, licenziato oggi dal Consiglio dei Ministri, quando sarà trasmesso ufficialmente dal Governo.

“Quanto si apprende dalle prime notizie di stampa – hanno dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il Presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino e il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli – consente però una prima valutazione critica relativa alle limitate e poco rilevanti modifiche rispetto alla versione già discussa precedentemente dal Governo , su cui Regioni, Anci e Upi avevano presentato nella Conferenza Unificata del 18 novembre un pacchetto di emendamenti condiviso”. Il disegno di legge parrebbe definire un semplice restyling della Pubblica Amministrazione non in grado di dare le risposte di cui i cittadini hanno bisogno. Gli emendamenti presentati ieri in Conferenza Unificata – hanno ricordato Errani, Chiamparino e Melilli – accogliendo una richiesta del Governo ed in particolare del Ministro Calderoli di avere proposte congiunte – avevano il fine di costruire un impianto di riforma responsabile, innovativo, di razionalizzazione del sistema istituzionale e di reale federalismo amministrativo e per noi irrinunciabile. Se l’accoglienza riservata agli emendamenti presentati in un modo unitario dal sistema delle Regioni e delle autonomie locali si rivelasse così parziale e limitata -come emergerebbe dalle informazioni che finora abbiamo ricevuto – la valutazione non potrebbe che essere negativa rispetto ad un provvedimento in cui non potremmo riconoscerci, anche perché questo impianto normativo impatta sul meccanismo del federalismo fiscale e se non venisse garantito un equilibrio tra i diversi livelli della Repubblica il federalismo fiscale non avrebbe alcuna sostenibilità. In particolare sembrerebbero non essere state accolte le proposte emendative volte ad un profondo decentramento dallo Stato a favore di Regioni, Province e Comuni, che sono le premesse di un vero federalismo. Chiediamo al Governo un’ulteriore riflessione, impegnandosi come promesso anche nel prosieguo dell’iter parlamentare affinché l’intero pacchetto delle proposte di Regioni ed autonomie locali sia recepito. Facciamo appello anche al Parlamento – hanno concluso Errani, Chiamparino e Melilli – perché questo provvedimento sia davvero il frutto della piena condivisione dei Comuni, delle Province e delle Regioni anche per consentire un’applicazione in linea con gli impegni futuri in applicazione della delega sul federalismo fiscale.

ACCORDO CONTRATTO DIRIGENTI ENTI LOCALI

Il Comitato di Settore del Comparto Regioni-Autonomie locali esprime soddisfazione per la firma, avvenuta ieri, dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto dei dirigenti per il biennio economico 2006-2007 e il quadriennio normativo 2006-2009.
L’intesa, per la parte economica, prevede a regime un aumento di 141 euro mensili lordi per lo stipendio tabellare da gennaio 2007, mentre per la parte normativa, viene definito un sistema di sanzioni disciplinari per l’ipotesi di violazione degli obblighi di servizio e comportamentali.
Per il trattamento economico accessorio, coerentemente con i contenuti del decreto ‘Brunetta’, la parte preponderante delle risorse e’ stata finalizzata alla valorizzazione della retribuzione di risultato, collegata al raggiungimento degli obiettivi.
Il Comitato, che a breve si riunira’ per la ratifica dell’Ipotesi, auspica quindi che rapidamente si concluda l’iter per la definitiva sottoscrizione.

Valorizzare la produttività del lavoro pubblico, l’efficienza e la trasparenza delle Province

Favorire il miglioramento dei servizi resi dalle amministrazioni provinciali e realizzare un’amministrazione più vicina al cittadino, efficiente e aperta al confronto, permeata della cultura dell’integrità, attuando il processo di riforma avviato con il decreto Brunetta per l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
Questo l’obiettivo primario del Protocollo d’Intesa siglato oggi dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Prof. Renato Brunetta, e il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, che dovrà, nelle intenzioni dei firmatari, “condurre allo sviluppo di una cultura del merito e della valorizzazione della qualità del lavoro e della produttività, del singolo e dell’intera amministrazione, attraverso l’adozione e lo sviluppo di adeguati sistemi di valutazione della performance e di sistemi premianti”.
Il protocollo predispone un quadro di riferimento standard per facilitare l’avvio, lo svolgimento e il flusso di informazioni sulle sperimentazioni.
Tre saranno le linee guida specifiche che daranno attuazione al protocollo.
L’orientamento e il supporto metodologico nella fase di adeguamento degli assetti organizzativi
, che l’Upi metterà a disposizione del Ministero attraverso: l’individuazione di un sistema di analisi dei requisiti necessari all’attuazione del ciclo di gestione della performance; l’individuazione di modelli organizzativi e modalità di adeguamento delle proprie discipline ordinamentali alle specificità del decreto; l’individuazione di ipotesi applicative dei nuovi istituti di valorizzazione del merito e della produttività definiti nella normativa di riforma del lavoro pubblico che siano conformi alle caratteristiche specifiche delle amministrazioni locali.
La ridefinizione dei modelli di valutazione delle performance, con l’individuazione e l’implementazione di un primo sistema di misurazione e valutazione delle performance delle Province, e la definizione di meccanismi di valutazione della performance individuale e organizzativa dei dirigenti e del personale.
Il monitoraggio dell’attuazione degli adempimenti del decreto, da parte delle Province secondo le modalità e nel rispetto della tempistica definita dalla norma.
Il Protocollo verrà attuato mediante la realizzazione di una prima fase di sperimentazione, che si concluderà entro il 31 dicembre 2010.

Documenti allegati:

Accordo sul patto di stabilità in Lombardia

“L’accordo sul patto di stabilità della Regione Lombardia è un esempio di come la buona collaborazione tra le istituzioni territoriali, che dovrà essere alla base del federalismo, riesca a produrre risultati ottimali per le comunità”. Lo afferma il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando la decisione assunta dalla Regione Lombardia di premiare le Province e i Comuni virtuosi garantendo loro i fondi per gli investimenti. Un accordo che si è raggiunto anche grazie all’impegno e al lavoro dell’Unione delle Province Lombarde.
“Questo accordo – prosegue Melilli – è la riprova, se ce ne fosse bisogno, del fatto che il patto di stabilità interno deve essere modificato. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo di aprire un tavolo di lavoro per trovare insieme la strada che ci permetta di correggere gli assurdi meccanismi del patto di stabilità interno che impediscono a Comuni e Province di investire, e che tengono bloccate risorse complessive per oltre 15 miliardi di euro. Soldi che potrebbero essere spese in quelle opere di manutenzione, messa in sicurezza e infrastrutturazione del Paese di cui non solo c’è urgente bisogno, ma che sarebbero fondamentali per dare immediato ossigeno alla piccole e medie imprese, soffocate dalla crisi economica in atto.
Ci auguriamo che il Governo, anche prendendo atto della scelta del Presidente Formigoni, si convinca dell’urgenza di avviare il confronto con Province e Comuni“.

BANDA LARGA: LA PROVINCIA DI ROMA LANCIA UN APPELLO

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti lancia un appello rivolto a tutti gli amministratori locali per una raccolta di firme affinché lo Stato italiano riconosca l’ accesso a Internet grazie alla banda larga come servizio universale.

“L’accesso – afferma Zingaretti – deve essere universale, poiché esserne esclusi significa vivere una nuova forma di disuguaglianza che penalizza, oltre ai cittadini, anche le aziende. Per questo chiediamo al Governo italiano riconoscere il diritto all’accesso ad internet in banda larga come servizio universale”. “Chiedo – continua Zingaretti – ai presidenti di Regione, Provincia, sindaci di intervenire: a chiunque sia impegnato nel confronto con i bisogni dei cittadini e delle imprese nella speranza che la nostra richiesta arrivi in Parlamento”.

Nell’appello, pubblicato sul sito della Provincia di Roma,  si legge che ” è ormai dimostrato, e confermato anche dal Governo italiano, che lo sviluppo delle cosiddette ‘infrastrutture della conoscenza’ rappresenta una delle sfide cruciali per uscire dalla crisi garantendo una ripresa economica stabile e duratura. Come amministratori locali, quotidianamente impegnati nel confronto con le richieste dei cittadini e delle imprese dei nostri territori – prosegue il testo –  siamo da tempo consapevoli della crescente importanza che internet ha assunto nella vita delle persone come indispensabile strumento di socialità, informazione e conoscenza, nonché come infrastruttura di collegamento per molte applicazioni o servizi, anche per servizi fondamentali legati alla medicina, alla mobilità, o all’ambiente. Oggi, essere esclusi dall’accesso alla Rete significa vivere una nuova forma di disuguaglianza nella fruizione delle opportunità offerte dalla società globale. Non intervenire per ridurre questa disuguaglianza penalizza le nostre imprese e rende l’Italia meno competitiva nel mondo”.

Il Presidente Zingaretti rivolge “un appello al Parlamento e al Governo affinché, anche in Italia, una legge dello Stato riconosca l’accesso ad internet in banda larga come “servizio universale” e quindi come diritto di tutti i cittadini, superando i limiti del D.P.R. 318/97 e aprendo un’ampia riflessione con tutti gli operatori, le istituzioni e le amministrazioni locali, gli attori economici e sociali per un modello di sviluppo dell’infrastruttura che valorizzi al meglio le risorse economiche e di rete, pubbliche e private, già presenti e che dovranno essere messe in campo.

Per aderire all’appello è sufficiente inviare una e mail all’indirizzo [email protected]

URPV – UNIONE REGIONALE DELLE PROVINCE VENETE

Si è riunito venerdì 6 novembre, a Padova il consiglio direttivo dell’URPV presieduto dal presidente Leonardo Muraro. Nella seduta, tra gli altri, sono stati approvati alcuni documenti sul patto di stabilità per gli Enti Locali e sulla crisi del settore lattiero-caseario. L’URPV, nella stessa giornata, ha incontrato l’assessore regionale all’Urbanistica, Renzo Marangon per parlare di urbanistica.

“L’incontro – ha dichiarato il presidente Leonardo Muraro – fa seguito ad una richiesta da me inoltrata il 3 ottobre scorso a nome dell’URPV per chiedere alla Regione Veneto di non procrastinare l’attuazione della riforma urbanistica e di trasferire le deleghe alle Province, così garantendo una maggiore autonomia e una più diretta responsabilizzazione degli Enti Locali nel governo del territorio e un più efficace coordinamento tra tutti i livelli di pianificazione”. Nel corso dell’incontro, il presidente Muraro ha ribadito all’assessore Marangon che “Le Province sono da tempo pronte ad assumere ruoli e responsabilità, dopo avere assolto al difficile compito della pianificazione di propria competenza. L’assessore Marangon ha garantito il passaggio di deleghe e risorse, sia economiche che umane, agli Enti provinciali. A breve sarà sottoscritto un accordo quadro tra URPV e Regione Veneto per fissare i punti principali del passaggio di competenze, rimettendo poi le modalità specifiche ad accordi puntuali da sottoscrivere tra la Regione e le singole Province che tengano conto delle specificità di ciascuna Amministrazione, dello stato della pianificazione provinciale di riferimento e dell’organizzazione degli uffici provinciali e del numero di pratiche giacenti in Regione da trasferire. Siamo soddisfatti – ha concluso Muraro – dell’impegno assunto dall’assessore Marangon di non ritardare ulteriormente il trasferimento delle competenze alle Province attuando così una riforma fondamentale per il governo e la tutela del territorio”.

L’Agenziaper la diffusione delle tecnologie per l’innovazione recluta personale dalla Pubblica Amministrazione

Le posizioni aperte sono 12 e riguardano l’area settori di intervento (previsione tecnologica,alta formazione, valorizzazione e trasferimento tecnologico del patrimonio della ricerca pubblica e
valutazione) e l’area pianificazione, controllo, programmazione (amministrazione, affari generali, segreteria e organi collegiali). La prestazione lavorativa è da considerarsi a tempo pieno.

I dipendenti di ruolo di pubbliche amministrazioni interessati all’assegnazione temporanea possono presentare domanda entro il 15 novembre 2009 attraverso il modulo presente alla pagina del reclutamento del personale.

Maggiori informazioni e modulistica sul sito:
http://www.aginnovazione.gov.it/it/chi_siamo/Reclutamento_personale/index.html

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