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PREMIO LE CITTA’ DEL VERDE

Prende il via l’undicesima edizione del Premio “La Città per il Verde”, l’iniziativa della casa editrice Il Verde Editoriale di Milano, che conferisce i suoi prestigiosi riconoscimenti alle amministrazioni pubbliche che hanno investito in modo eccellente il proprio impegno e le proprie risorse a favore del verde pubblico.

In particolare il Premio viene assegnato ai Comuni e alle Province italiani che si sono particolarmente distinti per realizzazioni o metodi di gestione innovativi, finalizzati all’incremento del patrimonio verde pubblico, o che, attraverso programmi mirati e in maniera esemplare, hanno migliorato le condizioni ambientali del proprio territorio.

“La Città per il Verde” ha come partner istituzionali Fondazione Fiera Milano, PadovaFiere e Touring Club Italiano, ed è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dall’Associazione Nazionale Comuni italiani – ANCI, e dall’Unione delle Province d’Italia – UPI.
Il Premio è inoltre parte integrante di “Expo Verde. Il Lato verde dell’Expo”, il progetto promosso da Il Verde Editoriale e dal Gruppo Land con la finalità di raccogliere e promuovere le buone pratiche progettuali, costruttive e gestionali che rappresentino un punto di riferimento per il mondo del verde, prima e dopo l’Expo 2015 di Milano.

Sponsor principale dell’iniziativa è Peugeot, storico marchio automobilistico che celebra quest’anno il suo bicentenario, che anche in questa edizione metterà a disposizione di ogni vincitore una 308 SW 1.6. HDi FAP® in comodato d’uso gratuito per un anno, in accordo con il suo impegno a introdurre in gamma prodotti che rispettino l’ambiente, con soluzioni tecnologiche avanzate per la riduzione dell’inquinamento. Il Premio è inoltre sostenuto dagli sponsor di settore:
– Giochisport, produttore di attrezzature all’avanguardia per le aree gioco bambini e l’arredo urbano;
– Stihl, punto di riferimento per la realizzazione di attrezzature per il giardinaggio e forestale;
– Toro Irrigazione, specialista nello sviluppo di innovativi prodotti e sistemi di irrigazione.

Gli enti parteciperanno al Premio suddivisi nelle seguenti categorie:
I categoria – Comuni fino a 5mila abitanti; II categoria – Comuni da 5mila a 15mila abitanti; III categoria – Comuni da 15mila a 50mila abitanti; IV categoria – Comuni oltre 50mila abitanti; V categoria – Province.

La giuria decreta un ente vincitore per ogni categoria del Premio; qualora altri enti fossero ritenuti meritevoli, la giuria assegna delle segnalazioni e delle menzioni speciali.
Ciascun ente vincitore, segnalato e menzionato di ogni categoria riceve una targa di riconoscimento, l’autorizzazione a utilizzare sulla propria carta intestata il logo del Premio seguito dall’anno di assegnazione e un abbonamento annuale ad ACER, la rivista della casa editrice Il Verde Editoriale dedicata ai professionisti del verde. Ciascun ente vincitore riceve inoltre una copia dell’ultimo libro pubblicato dalla casa editrice e a tutti i partecipanti viene assegnata la password per accedere all’area riservata del sito web de Il Verde Editoriale.

La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 10 settembre 2010 nell’ambito del Salone del verde tecnologico (T-Verde), all’interno del Flormart di Padova (Salone Internazionale del Florovivaismo, 9-11 settembre).

La partecipazione al Premio è completamente gratuita e non comporta per gli enti alcun onere se non l’invio del materiale che dovrà avvenire entro e non oltre il 21 maggio 2010.

I moduli da compilare per presentare la propria candidatura, insieme a ulteriori informazioni, sono disponibili sul sito www.ilverdeeditoriale.com

Ufficio Iniziative – Il Verde Editoriale
via Ariberto 20 – 20123 Milano – T. 02 83311822 F. 02 83311848 [email protected]

 

PROVINCIA DI LECCO: SERVIZIO CIVILE

La Provincia di Lecco ha presentato all’Ufficio Protocollo della Sede Territoriale di Lecco della Regione Lombardia, come previsto dal Prontuario contente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di Servizio Civile Nazionale, i seguenti cinque progetti predisposti dall’Ufficio di Servizio Civile, con il coinvolgimento degli uffici della Provincia e degli Enti interessati:

– Anziani protagonisti di serenità – Settore Assistenza Anziani – Sedi coinvolte 4: Comuni di Barzio, Calolziocorte, Galbiate e Montevecchia;

– PISTA – Progetto Integrato Salvaguardia Territorio Ambiente – Settore Ambiente – Prevenzione e monitoraggio inquinamento delle acque – Sedi coinvolte 2: Comuni di Barzio e Taceno;

– Parco Barro da vivere – Settore Ambiente – Salvaguardia e Tutela dei Parchi e Oasi naturalistiche – Sede coinvolta 1: Consorzio Parco Monte Barro;

– Con i libri nello zaino – Settore Patrimonio Artistico e Culturale – Cura e conservazione delle biblioteche – Sedi coinvolte 8: Comuni di Barzio, Brivio, Calolziocorte, Cremeno, Santa Maria Hoè, Sirtori, Viganò e Sistema Bibliotecario Provinciale;

– Tuttarte. Musei e territorio – Settore Patrimonio Artistico e Culturale – Valorizzazione sistema museale pubblico e privato – Sedi coinvolte 3: Comune di Abbadia Lariana, Consorzio Parco Monte Barro e Sistema Museale Provinciale.

 Complessivamente gli Enti coinvolti nei progetti sono 13 per un totale di 20 volontari richiesti.

“Quest’anno – commenta l’Assessore ai Servizi alla Persona e alla Famiglia Antonio Conrater – il coinvolgimento degli Enti con la Provincia di Lecco ha consentito di presentare cinque progetti ben strutturati e motivati che coinvolgono aree di grande interesse. Oltre ai tradizionali ambiti musei, biblioteche, anziani e disabili, la novità è costituita da due progetti del Settore Ambiente che dimostrano l’interesse del territorio a sperimentare in ambiti nuovi l’azione del Servizio Civile Nazionale. Auspico che i progetti vengano approvati nella loro interezza”. L’iter prosegue ora con la valutazione dei progetti di Servizio Civile da parte della Regione Lombardia.

Per informazioni e comunicazioni: telefono 0341.295442, mail [email protected].

 

EFFICIENZA DEI SERVIZI PUBBLICI PER L’IMPIEGO

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha incontrato questa sera il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, per concertare azioni e strumenti in grado di potenziare, valorizzare e rendere più efficienti i 550 Centri per l’impiego gestiti dalle Province. Nell’incontro si è stabilito di dare il via ad un tavolo tecnico che, nel giro di un mese, definirà linee guida con le indicazioni sui servizi di assistenza e sugli standard di informatizzazione necessari per mettere in rete la banca dati dei Centri.
L’intento è di arrivare alla definizione di un protocollo d’intesa volto, tra l’altro, a favorire la diffusione del voucher per il lavoro occasionale di tipo accessorio attraverso la rete delle Province italiane sia come strumento di attuazione di politiche attive sul territorio, sia come prestazione che i Servizi Pubblici per l’Impiego possono promuovere presso le realtà produttive locali e i lavoratori disoccupati.
La collaborazione ipotizzata con l’Upi rientra tra gli interventi che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intende realizzare nei prossimi mesi per la mobilitazione attiva dei Servizi pubblici per l’impiego, nella fase di crisi, attraverso la diversificazione e l’aumento delle tipologie di servizi erogati a livello locale ai fini della facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per le Province, invece, rappresenta una preziosa occasione per valorizzare il ruolo di sostegno allo sviluppo locale e di qualificazione dei servizi offerti dalla rete dei Centri per l’impiego.

Le Province chiedono un confronto ai candidati alle elezioni regionali

Avviare un confronto con i candidati Presidenti e Consiglieri alle prossime elezioni regionali per promuovere la realizzazione di un sistema regionale delle autonomie locali. Lo hanno chiesto le Province, nella giornata di insediamento del nuovo Consiglio Direttivo dell’Upi, presentando una piattaforma di proposte in vista della prossima tornata di voto amministrativo. Un vero e proprio decalogo, presentato dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dal Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi Fabio Melilli, e dal responsabile delle relazioni istituzionali Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino.
Queste le richieste avanzate, che saranno sottoposte in ogni Regione ai candidati.
1. Vogliamo una Regione che si concentri sulle sue funzioni legislative, di indirizzo e programmazione, che trasferisca ai Comuni e alle Province le funzioni legate al governo di area vasta ;
2. Chiediamo ai candidati il riconoscimento prioritario delle Province come unico ed esclusivo livello di governo di area vasta tra Regioni e Comuni. Questo dovrà portare alla riconduzione alle Province delle funzioni fondamentali, in particolare: il coordinamento dello sviluppo locale; le funzioni legate alla scuola, formazione e lavoro; le funzioni legate all’ambiente, alle infrastrutture e al governo del territorio; la valorizzazione della Polizia locale.
3. Vogliamo che siano aboliti gli enti, le agenzie, e gli apparati amministrativi, attribuendo alle Province le relative funzioni.
4. Chiediamo che le Province , nella legislazione regionale, siano riconosciute come il punto di riferimento per i Comuni del territorio e per attuare il processo di ristrutturazione delle reti dei servizi pubblici locali.
5. Vogliamo che si superi completamente il sistema delle deleghe, che comporta vincoli sull’organizzazione e sulle procedure degli enti locali a scapito dell’autonomia normativa;
6. Vogliamo un patto di stabilità regionale che consenta di rimuovere, almeno in parte, i vincoli che gravano sulle Province, soprattutto rispetto alle spese per investimenti;
7. Vogliamo un patto tra le Autonomie locali e le Regioni per il coordinamento della finanza pubblica, che porti al superamento dell’attuale sistema di finanza derivata.
8. Chiediamo che ogni Regione provveda ad adottare leggi regionali di istituzione e di disciplina del Consiglio delle Autonomie locali.
9. Chiediamo che siano previste Conferenze tra i vertici esecutivi di Regione, Province e Comuni.
10. Chiediamo che nel nuovo sistema di raccordi istituzionali, sia assicurato un ruolo guida alle Associazioni regionali rappresentative di Comuni e Province.
Le Province sottoporranno il decalogo ai candidati alle elezioni regionali e renderanno noti i nomi dei candidati che si impegneranno a sottoscriverlo.

In allegato, il decalogo e il documento sul patto con le Regioni

RIFORMARE IL PAESE. LE PROVINCE SI CONFRONTANO CON L’ITALIA CHE CAMBIA

In allegato:

la relazione del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione

il decalogo con le richieste delle Province alle Regioni

il documento sul Patto per le elezioni regionali

Documenti allegati:

Riformare il Paese. Le Province si confrontano con l’Italia che cambia

Si è conclusa con l’intervento del Presidente del Senato, Renato Schifani, la due giorni di dibattito “Riformare il Paese. Le Province si confrontano con l’Italia che cambia” promossa dall’Unione delle Province d’Italia. “Un convegno – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – ha segnato un momento di confronto alto e trasversale sulle riforme necessarie al Paese. Gli interventi che si sono susseguiti, dai rappresentanti del Parlamento a quelli delle forze economiche e sociali, è stata ribadita la necessità di ripartire dalla riforme che servono al Paese: riforme costituzionali, riforme amministrative, riforma del sistema fiscale, riforme del sistema del welfare e del lavoro. Abbiamo davanti almeno tre anni per poter affrontare con la serenità necessaria questi temi”. Il Presidente ha poi indicato quelle che per le Province sono le priorità, dall’istituzione della Commissione bicamerale per le questioni regionali integrata con i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni alla istituzione di un Senato federale rappresentativo dei territori e delle Autonomie locali, attraverso il coinvolgimento diretto di Regioni, Province e Comuni; istituire un Senato federale, in cui siano direttamente rappresentate le Regioni, le Province ed i Comuni; consentire l’accesso diretto alla Corte Costituzionale anche alle Province e ai Comuni; proseguire con l’attuazione del federalismo fiscale e della carta delle autonomie, per assegnare competenze e risorse agli Enti locali; costituzionalizzare la Conferenza Unificata”. Il Consiglio direttivo dell’Upi ha inoltre approvato un vero e proprio decalogo di richieste da sottoporre e fare sottoscrivere ai Presidneti di Regione e ai Consiglieri, anche in vista delle prossime elezioni. Un documento, presentato dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dal Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi Fabio Melilli, e dal responsabile delle relazioni istituzionali Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino per per promuovere la realizzazione di un sistema regionale delle autonomie locali. “Vogliamo – si legge nel documento – una Regione che si concentri sulle sue funzioni legislative, di indirizzo e programmazione, che trasferisca ai Comuni e alle Province le funzioni legate al governo di area vasta ; chiediamo ai candidati il riconoscimento prioritario delle Province come unico ed esclusivo livello di governo di area vasta tra Regioni e Comuni. Questo dovrà portare alla riconduzione alle Province delle funzioni fondamentali, in particolare: il coordinamento dello sviluppo locale; le funzioni legate alla scuola, formazione e lavoro; le funzioni legate all’ambiente, alle infrastrutture e al governo del territorio; la valorizzazione della Polizia locale. Vogliamo che siano aboliti gli enti, le agenzie, e gli apparati amministrativi, attribuendo alle Province le relative funzioni. Vogliamo un patto di stabilità regionale che consenta di rimuovere, almeno in parte, i vincoli che gravano sulle Province, soprattutto rispetto alle spese per investimenti, superando il sistema della finanza derivata”.

 In allegato, la relazione del Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione

 

Documenti allegati:

BANDA LARGA E RIDUZIONE DEL DIGITAL DIVIDE

Il Viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, On. Paolo Romani, e il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, firmano il Protocollo d’intesa per promuovere attività di sviluppo, informazione, formazione e sensibilizzazione per la realizzazione delle reti a banda larga e la riduzione del digital divide.

Dopo aver definito accordi con quasi tutte le regioni italiane (eccetto valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento e Bolzano) ora il Piano nazionale Banda Larga entra in contatto anche con le Province Italia: un piano per azzerare il digital divide nazionale portando la banda larga al 13% dei cittadini esclusi da questo servizio. Secondo le stime del Ministero, grazie a questo progetto entro il 2010 sarà possibile rendere fruibile la rete a 3,2 milioni di italiani.
Le Province, infatti, hanno un ruolo determinante per la corretta prosecuzione del Piano Romani, poiché molta della fibra necessaria a collegare i cittadini alla Rete deve essere inserita proprio nelle strade provinciali. Si tratta di territori dove – in termini di costi/benefici – agli operatori di telecomunicazioni non conviene portare la banda larga, data la lunghezza delle aree da cablare prima di raggiungere l’utente finale, ma dove vi è analoga richiesta di collegamento. A dimostrazione di ciò la percentuale di abbonati alla rete internet veloce costruita da Infratel Italia (e quindi parte del Piano Romani) è assimilabile alla percentuale di penetrazione (quindi all’uso) della banda larga nazionale ed, inoltre, tale percentuale è stata raggiunta in un periodo di tempo molto breve dall’apertura al servizio delle aree oggetto di intervento del Piano. Su un milione di persone potenziali a cui Infratel ha portato sinora la banda larga, 400mila hanno sottoscritto un abbonamento con un operatore di rete. Ovvero il linea con il dato nazionale di penetrazione della banda larga (che come rivela la relazione annuale dell’AGCom 2009 è pari al 40,3%). Anche grazie a questo accordo il piano di realizzazione del 2010 consentirà il collegamento di circa 1.000 nuove località che poi potranno essere abilitate dagli Operatori ai servizi a Banda Larga.
Inoltre, attraverso questo protocollo, mediante la collaborazione di tutti gli enti, si potranno eliminare quei rallentamenti burocratici nell’attuazione della legge 133 del 2008 che possono triplicare i tempi dei lavori di scavo con i conseguenti ritardi nel completamento del progetto (la mancata applicazione della legge 69 del 2009 – ovvero del consenso a procedere anche nelle strade provinciali con la tecnica della microtrincea – incrementerebbe dal 20% al 60%, a secondo del costo di ripristino della strada, i 1471 milioni di euro del costo del Piano).
Il protocollo prevede inoltre la realizzazione di un Progetto pilota per la sperimentazione delle reti di nuova generazione nei territori in cui nessun operatore nei prossimi 3 anni ha in programma di investire con tali tecnologie.
La collaborazione tra il Dipartimento e l’UPI però non si ferma a questo importante aspetto, ma si estende alla volontà di coinvolgere le Province italiane anche nella ricognizione delle infrastrutture di rete a banda larga presenti sul territorio. Il ruolo istituzionale delle Province le vede protagoniste anche nella raccolta e nell’elaborazione dei dati, nonché nel coordinamento delle attività di innovazione tecnologica a livello locale.

In allegato, il protocollo d’intesa.

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Riformare il Paese. Le Province si confrontano con l’Italia che cambia

Ha preso il via i lavori della due giorni delle Province dedicata alla riflessione sulle riforme per il Paese, e che vedrà domani la giornata di dibattito con i rappresentanti del Parlamento, delle forze economiche e sociali.
Ad aprire l’incontro, l’insediamento del nuovo Consiglio direttivo dell’Upi, che sarà guidato dal Presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli. Nel corso del dibattito, che si è aperto con l’intervento del Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, e con la relazione del responsabile per i rapporti istituzionali Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, sono state definite le prime proposte delle Province che saranno discusse domani, alla presenza del Presidente del Senato, Renato Schifani.

Proposte che interessano le riforme costituzionali, le riforme amministrative, ma anche richieste ai candidati alle prossime elezioni regionali, per confermare il ruolo delle Province e chiedere la costruzione di un vero e proprio sistema regionale delle autonomie locali.

“Le Province – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – con queste due giornate di lavoro entrano a pieno titolo da primarie nel dibattito sul nuovo assetto istituzionale del Paese. Abbiamo voluto promuovere questo dibattito perché crediamo che sia fondamentale mettere intorno ad un tavolo tutte quelle realtà, che rappresentano il mondo politico-istituzionale e il mondo imprenditoriale e sociale, che si muovono insieme per cambiare il Paese”.

I lavori proseguiranno domani, a partire dalle 10,00, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Ad intervenire al dibattito, oltre al Presidente Schifani, saranno il Sen. Carlo Vizzini, Presidente Commissione Affari Costituzionali Senato; Nicola Zingaretti, Vice Presidente Vicario dell’Upi e Presidente della Provincia di Roma; il Sen. Maurizio Gasparri, Capogruppo PDL Senato della Repubblica; Dario Galli, Vice Presidente Vicario Upi e Presidente della Provincia di Varese; il Sen. Enzo Bianco, Commissione Affari Costituzionali, Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ; Ivan Lo Bello, Presidente di Confindustria Sicilia; Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL; Vera Lamonica, Segretario Confederale CGIL; Roberto Reggi, Vice Presidente Anci e Sindaco di Piacenza; Antonino Saitta, Vice Presidente Upi e Presidente della Provincia di Torino. 

DL ENTI LOCALI: ABOLIZIONE DEGLI ATO

“L’approvazione dell’emendamento che sopprime gli Ambiti Territoriali Ottimali è una prima importante risposta alla richiesta di semplificazione e di razionalizzazione del Paese che da tempo come Upi chiedevamo”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alla notizia dell’approvazione da parte della commissione Affari Costituzionali della Camera, nel Decreto Legge sugli enti locali, di un emendamento che porterà alla scomparsa degli Ato acqua e degli Ato rifiuti.
“Le Province – sottolinea Castiglione – si candidano a pieno titolo ad esercitare le funzioni degli Ato soppressi, quali istituzioni di area vasta che meglio possono rispondere a questo compito. Invitiamo le Regioni – aggiunge il Presidente dell’Upi – a volere cogliere questa opportunità di semplificazione offerta dalla norma, e a riportare in capo alle istituzioni previste dalla Costituzione le funzioni amministrative connesse a questi servizi. Una opportunità che andrebbe persa se si ricostruissero inutili agenzie regionali o enti strumentali, che invece causerebbero solo un aggravio di spesa. Subito dopo le elezioni regionali – annuncia Castiglione – chiederemo alle Regioni e ai Comuni di aprire un confronto per definire insieme quale debba essere l’assetto migliore per il governo di questi settori, nella logica dell’attuazione coerente dei principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.”.

SICUREZZA STRADALE: NASCE L’OSSERVATORIO NAZIONALE DELLE AUTONOMIE LOCALI

“Dobbiamo impegnarci ad applicare la direttiva europea sulla sicurezza delle infrastrutture stradali, o rischiamo di non riuscire ad arginare il dramma degli incidenti sulle nostre strade”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania, intervenendo oggi alla presentazione dell’Osservatorio nazionale delle Autonomie locali sulla sicurezza stradale.
“I dati che presentiamo oggi – ha detto – sono drammatici e ci obbligano a considerare la sicurezza stradale come una emergenza del Paese, per i costi che paghiamo sia in vita umane che in termini di costi sociali. L’Osservatorio delle Autonomie ci consentirà di coordinare tutti gli interventi che Province e Comuni mettono in campo per fare fronte a questa emergenza. Interventi che vanno dalla promozione di una nuova cultura della sicurezza, attraverso campagne di comunicazione e informazione, agli investimenti per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade. Le Province – ha ricordato il Presidente Castiglione – gestiscono l’80% della rete viaria extraurbana oltre 130 mila chilometri di strade, e indirizzano a questo scopo quasi il 44% dei propri bilanci. Si tratta di oltre 2 miliardi di euro, che rischiano però di essere bloccati a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno. Per questo facciamo appello al Governo perché ci sia permesso di utilizzare le risorse adesso ferme almeno per garantire gli interventi di messa in sicurezza. Il Paese, – ha poi aggiunto – ha bisogno di un grande piano di manutenzione. Un piano che parta dalla direttiva europea sulla sicurezza stradale che ci impone non solo di aumentare i controlli di sicurezza, ma anche di formare in maniera permanente gli operatori delle strade. Per fare questo servono risorse: per le strade provinciali abbiamo stimato un fabbisogno di oltre 3 miliardi di euro”.

In allegato, i dati finanziari sulla gestione delle Province delle strade extraurbane.

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RIFORMARE IL PAESE. LE PROVINCE SI CONFRONTANO CON L’ITALIA CHE CAMBIA

Il dibattito sulle riforme istituzionali in atto, e che potrà portare nei prossimi anni ad un ridisegno dell’intero sistema Paese, impone a tutti i protagonisti della società – dalle istituzioni alla politica, dalle forze economiche alla società civile – di partecipare attivamente cercando soluzioni condivise che consentano di raggiungere quello che è un obiettivo comune: muovere l’Italia verso un nuovo sviluppo economico e sociale, nel quale la pubblica amministrazione diventi sempre di più alleata, e non ostacolo, delle imprese e dei cittadini.  In questo processo, le Province si candidano ad essere protagoniste, pronte ad cogliere  e ad affrontare con decisione la sfida dell’efficienza, della modernizzazione, della riduzione dei costi della politica, che troppo spesso si pongono ad ostacolo dello sviluppo.  Per questo l’Upi ha deciso di organizzare un grande momento di confronto tra tutti gli attori che saranno protagonisti della stagione di riforme che si sta aprendo. Una giornata nella quale offrire, attraverso un dibattito articolato sui grandi temi all’ordine del giorno – dalle riforme costituzionali alla riforma della pubblica amministrazione, dalla riforma del fisco alla carta delle autonomie, al federalismo fiscale – un contributo alla riflessione generale.
 “Riformare il Paese. Le Province si confrontano con l’Italia che si muove” è il titolo della giornata di lavori che si terrà nella mattinata di venerdì 26 febbraio 2010, a partire dalle ore 10,00 a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica (Piazzale Pietro de Coubertin).

L’incontro sarà presieduto dal Presidente del Consiglio direttivo dell’Upi, Fabio Melilli, e vedrà, dopo la relazione del Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania, e l’intervento del Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani, un dibattito cui prenderanno parte: il Sen. Carlo Vizzini, Presidente Commissione Affari Costituzionali Senato; Nicola Zingaretti, Vice Presidente Vicario dell’Upi e Presidente della Provincia di Roma; il Sen. Maurizio Gasparri, Capogruppo PDL Senato della Repubblica; Dario Galli, Vice Presidente Vicario Upi e Presidente della Provincia di Varese; il Sen. Enzo Bianco, Commissione Affari Costituzionali, Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale ; Nicola Bono, Presidente della Provincia di Siracusa; Ivan Lo Bello, Confindustria; Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL; Vera Lamonica, Segretario Confederale CGIL; Roberto Reggi, Vice Presidente Anci e Sindaco di Piacenza; Antonino Saitta, Vice Presidente Upi e Presidente della Provincia di Torino. In attesa di conferma, le conclusioni del Sen Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione normativa.

In allegato, il programma dell’evento

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PROVINCIA DI LECCO: INCONTRO CON GLI STUDENTI

Questa mattina, il Presidente Daniele Nava e la Giunta Provinciale hanno incontrato, in Sala Consiliare, la classe quinta della scuola elementare La Traccia di Arlate-Calco. L’incontro ha permesso al Presidente Nava di illustrare le competenze e le funzioni della Provincia e di descrivere il lavoro svolto dai diversi settori dell’Ente. In particolare, su sollecito dei ragazzi, il Presidente Nava ha descritto i diversi compiti che quotidianamente è chiamato ad affrontare, tra cui raccordare le attività svolte dagli Assessori, incontrare cittadini e amministratori, presenziare a eventi e inaugurazioni.  Il Presidente Nava ha inoltre sottolineato che “chi fa politica e decide di amministrare lo fa perché vuole dare un servizio alla comunità, mettendo così a disposizione le proprie conoscenze e competenze”. I ragazzi hanno poi sottoposto alla Giunta diverse domande, in particolare sulla conservazione e sulla tutela dell’ambiente, sulla possibilità di garantire fondi che assicurino a tutti la pratica sportiva. A questo proposito l’Assessore Antonio Rossi ha dichiarato che “la pratica dello sport assicura uno stile di vita e migliora il benessere della società. Per questo la Provincia deve tutelare chi fa sport” e ha illustrato l’iniziativa della Provincia di assegnare contributi alle famiglie con lavoratori in difficoltà per la pratica sportiva dei loro figli. Gli studenti hanno poi avanzato la proposta di istituire fondi per le gite scolastiche e hanno invitato la Giunta a intervenire sul traffico per diminuire l’inquinamento e a incentivare forme alternative di trasporto. Al termine dell’incontro il Presidente Nava ha omaggiato i ragazzi con gadget utili per la scuola, tra cui un righello, matite colorate e lo Stemmario della Provincia di Lecco, con la descrizione degli stemmi di tutti i Comuni e i principali Enti del territorio. L’incontro si è poi concluso con la visita presso il Centro per l’impiego, che offre servizi ai lavoratori e alle imprese, e la sala CE.SI, dove avvengono il monitoraggio del territorio e la gestione delle emergenze.  “L’iniziativa – ha spiegato il Presidente Nava – rientra in un ampio progetto di attività di comunicazione e dialogo con i cittadini; in questo caso la Provincia ha aperto le proprie porte, ha cercato di farsi conoscere e di avvicinarsi ai ragazzi, che sono i cittadini di oggi e di domani. Ritengo molto importante che i ragazzi imparino a conoscere gli enti del territorio, con le loro funzioni e le loro competenze, recuperando quel senso civico che in questi anni si è un po’ perso”.

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