Si allega il testo CCNL del personale del comparto Regioni ed enti
locali, realtivo al biennio 2008-09, sottoscritto il 31 luglio 2009.
Si allega il testo CCNL del personale del comparto Regioni ed enti
locali, realtivo al biennio 2008-09, sottoscritto il 31 luglio 2009.
Sul sito della Conferenza unificata è stato pubblicato il parere di Regioni ed Autonomie locali, espresso nella seduta del 29 luglio 2009, sullo schema di decreto legislativo in materia di ottinizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, emanato dal Governo in attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15.
In allegato lo Statuto dell’Unione delle Province d’Italia Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1° dicembre 2004
L’Assemblea generale congressuale è un appuntamento obbligatorio che deve svolgersi entro 6 mesi dalla data delle elezioni amministrative al fine di procedere all’elezione del Presidente e al rinnovo degli altri organi dell’UPI, come previsto dallo statuto (che potrete scaricare dal link).
In base all’art. 6 dello Statuto l’Assemblea generale congressuale delle Province è costituita:
a) dai Presidenti di Provincia o loro delegati;
b) dai Presidenti delle Unioni regionali o loro delegati;
c) da un numero di consiglieri pari ad uno ogni 300.000 abitanti o frazioni eletti dalle rispettive Unioni regionali in occasione delle loro assemblee congressuali da tenersi non oltre i 4 mesi successivi all’ultima consultazione amministrativa generale, garantendo comunque la presenza di almeno un consigliere per Provincia;
d) da un assessore per ogni Provincia, designato dalle rispettive giunte;
e) dai Presidenti dei Consigli provinciali.
Allo scopo di comporre nella maniera più completa l’Assemblea congressuale (come da elenco allegato) è indispensabile provvedere al più presto ai seguenti adempimenti:
• le Giunte provinciali devono designare un assessore;
• le Unioni regionali devono convocare le loro assemblee per eleggere i consiglieri delegati.
E’ pertanto opportuno definire al più presto il calendario delle Assemblee regionali poiché, in base all’art. 6 dello statuto, esse devono tenersi non oltre 4 mesi dalle elezioni amministrative.
Sono questi adempimenti importanti per consentire agli Uffici dell’UPI di provvedere in maniera funzionale l’organizzazione dell’Assemblea congressuale.
Il Congresso associativo di quest’anno, infine, sarà un’occasione per riflettere in modo approfondito sul ruolo dell’Unione e sul futuro istituzionale delle Province, alla luce dei provvedimenti di attuazione del federalismo fiscale e del’emanazione della nuova Carta delle autonomie locali. E’ evidente che su queste tematiche l’UPI, con la vostra collaborazione, dovrà definire una piattaforma da discutere in sede congressuale.
Non appena terminato il periodo estivo potremo inviare informazioni più dettagliate sullo svolgimento del Congresso. In ogni caso, sul sito dell’UPI (www.provinceditalia.it) sarà disponibile un’apposita “finestra informativa” esclusivamente dedicata alla comunicazione di tutte le notizie relative all’Assemblea generale congressuale .
Nel link, la scheda con i delegati con diritto di voto
In allegato, la scheda dei delegati con diritto di voto. Per i dati della popolazione si è fatto riferimento a ISTAT http://demo.istat.it/ 1° gennaio 2008
E’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2009 il DECRETO 15 giugno 2009 “Obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilita’ interno per il triennio 2009-2011 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (09A07632)”
Il Corso, organizzato dal PORE – Progetto Opportunità delle Regioni in Europa-, struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri alle dipendenze funzionali del Ministro per i Rapporti con le Regioni, On Raffaele Fitto, di cui è coordinatore il Prof Ernesto Somma, insieme al DIPES – Dipartimento di Istituzioni pubbliche Economia e Società dell’Università degli Studi di Roma Tre, e con il supporto organizzativo dell’ Anci ed dell’UPI, rappresenta una grande opportunità di crescita e formazione per arricchire le conoscenze e le capacità progettuali degli amministratori locali.
“Governance locale ed Unione europea”, il corso di formazione per amministratori locali, si svolgerà a Roma, presso il D.I.P.E.S., è strutturato in moduli tematici per un totale di 124 ore, con aggiunta di 16 ore di stage.
Le lezioni, oltre ad approfondire le conoscenze sui meccanismi di partecipazione alle politiche comunitarie e alle opportunità di finanziamento offerte dall’Unione europea, esaminano temi di grande attualità e di interesse per gli amministratori locali quali quelli della valutazione delle politiche pubbliche e il federalismo fiscale. Sono previsti, oltre alla formazione in aula, Laboratori di progettazione dal taglio fortemente operativo.
Presidenti di Provincia, Assessori e Consiglieri delle Provincie d’Italia con meno di 45 anni potranno iscriversi direttamente sul sito del PORE www.pore.it dal 1° al 21 settembre p.v.,
Saranno ammessi alla frequenza 150 discenti, le selezioni saranno realizzate da un Comitato di valutazione ad hoc, composto da rappresentanti del DAR, dell’Anci, dell’Upi e del DIPES, che prenderà in considerazione l’estensione territoriale dell’ Ente Locale di riferimento – uno dei titolo di preferenza è la popolazione inferiore a 10.000 abitanti – l’età anagrafica degli amministratori e la rappresentanza femminile.
Sono previsti contributi di 3000 euro per 10 comuni, con meno di 10.000 abitanti, per un totale di 30.000 euro, a titolo di rimborso spese per la frequenza.
A fine corso verrà organizzato uno stage finale a Bruxelles, presso le Istituzioni europee.
Per maggiori informazioni:
dott. Giacomo Castagna
tel 06/67794091
mail: [email protected]
“Le Province stanno mettendo in campo misure anticicliche per contrastare la crisi economica sui territori, coordinando gli interventi con le parti sociali e con gli altri enti locali, ma se non si allentano i vincoli del Patto di stabilità non si potranno pagare le imprese e il Paese resterà bloccato da una paralisi pressoché totale degli investimenti “.
Lo ha detto l’assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, intervenendo per l’Upi a Palazzo Chigi nell’incontro in corso sul Dpef con il Governo.
“Il decreto anticrisi – ha sottolineato Rosati – non potrà portare nessun risultato incisivo sull’economia del Paese, perché continua a tenere ferme nelle casse di Province e Comuni le risorse degli Enti locali dai quali dipende quasi l’80% degli investimenti in opere pubbliche del Paese. Per le Province si tratta di quasi 5 miliardi, che dovrebbero essere utilizzate per pagare gli stati di avanzamento di opere, che lo ricordo, sono già stati realizzate dalle imprese.
La crisi che stiamo attraversando non ci consente di lasciare ancora questa mole di risorse ferma: il Governo deve modificare il patto di stabilità interna, allentando quei vincoli che impediscono a Province e Comuni di sostenere la ripresa, dando così ragione a chi sostiene, me compreso, che così com’è il patto è semplicemente stupido”.
“Il Consiglio dei Ministri ha segnato oggi una nuova tappa nel cammino della riforma federalista del Paese. Ora però è indispensabile che si ridefiniscano con chiarezza le funzioni di Province e Comuni, per portare a compimento quell’opera di semplificazione istituzionale che tutti auspichiamo”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, alla notizia dell’approvazione in via preliminare, nel Consiglio dei Ministri si oggi, dello schema di disegno di legge Calderoli sulle Autonomie locali.
“Apprezziamo il tentativo del Governo di riordinare il sistema Paese, con la soppressione di tutti gli enti strumentali intermedi che si frappongono tra Regioni, Province e Comuni, ma auspichiamo che si scelga di proseguire su questa strada con maggior incisività. E’ un intervento indispensabile questo – ha proseguito Melilli – per riportare in capo alle Province e ai Comuni quelle funzioni che ad oggi sono impropriamente gestite dai tanti organismi intermedi.
Diamo atto al Ministro Calderoli del lavoro in atto per imprimere una accelerazione nel processo di riforma del Paese, prima con il Federalismo fiscale e ora con il Codice delle Autonomie, in uno spirito di collaborazione con tutte le istituzioni.
Ci auguriamo che il testo possa approdare presto in Conferenza Unificata, in modo da potere esprimere in quella sede un parere unitario e condiviso di Province, Regioni e Comuni”.
Si è svolto il 12 luglio, seguendo le scadenze del programma di eventi Biella e Buona , il Mercato contadino organizzato dalla Provincia di Biella, nel cortiletto interno dell’Ala Ovest del Palazzo Provinciale. Erano presenti undici produttori locali, che hanno potuto offrire ai numerosi visitatori quasi tutto il campionario della produzione agricola biellese. L’offerta comprendeva i prodotti biologici dell’orto, in questo momento particolarmente abbondanti. Dato il periodo stagionale favorevole, in vendita c’erano: zucchini, fagiolini, pomodori, cipolle, insalate, fino ai non meno importanti prezzemolo e basilico con i quali insaporire le pietanze o produrre gustosi “bagnet”. Poi ancora frutta con pesche, albicocche e susine e i piccoli frutti come mirtilli e fragole. Questi prodotti, venduti appena raccolti al giusto grado di maturazione, senza aver subito trattamenti per la conservazione o passaggi in celle frigorifere, hanno sapori e fragranze che spesso, nei prodotti della grande distribuzione, sono decisamente meno “vivaci” e genuini. I derivati del latte prodotto dalla Pezzata rossa d’Oropa (se provenienti dal Biellese occidentale) o dalla Bruno Alpina (se provenienti da quello orientale) erano altrettanto abbondanti. In vendita gustosissimi yogurt alla frutta, formaggi primo sale, ricotta e mascarpone. Non mancava il noto “San Carlin”, tome giovani ed invecchiate, tomini, maccagno e macagn e formaggi di capra. Gli insaccati prodotti con suini o bovini delle nostre valli hanno mostrato la capacità dei nostri produttori nella lavorazione delle carni prodotte nei loro allevamenti. Salumi sia di puro suino che di bovino più o meno stagionati erano a disposizione dei golosi. Ovviamente non mancava la paletta di Coggiola, presidio Slow food per il nostro territorio. Farine per polenta, macinate a pietra, il riso ed alcuni prodotti da esso derivati quali la grappa di riso o i biscotti. Come al solito abbondante e varia l’offerta di mieli e confetture di frutta. Il mercatino è stato impreziosito dalle parole di Bianca Zumaglini, che presentando il suo ultimo libro “100 ricette a chilometri zero”, ha ricordato a tutti l’eccellenza della cucina popolare biellese, dalla quale lei trae ispirazione, rimarcando che la sua cucina è sempre stata a “chilometri zero” come del resto lo era quella dei nostri nonni. Ha concluso la presentazione esortando soprattutto i giovani a riscoprire i vecchi sapori utilizzando le ricette fatte con prodotti locali. La presenza dell’assessore all’Agricoltura Guido Dellarovere e dell’assessore alla Cultura ed al turismo, Mariella Biollino ha evidenziato quanto la Provincia di Biella sia vicino ai produttori agricoli e quanto sia interessata a far conoscere il loro lavoro ed il territorio attraverso i prodotti . Il commento dei due assessori è stato estremamente positivo, poiché, a detta dei presenti, sia l’afflusso di pubblico che di venditori è stato superiore alle edizioni del passato, nonostante
un’azione volta alla comunicazione organizzata nello spazio di soli due giorni. Per il futuro si cercherà di lavorare con maggiore coordinamento al fine di offrire un migliore servizio sia a produttori che ai consumatori. Un ipotesi avanzata dall’Assessore Dellarovere è quella di organizzare il mercatino una volta al mese, in concomitanza con il mercatino dell’antiquariato, del “Vernato” che ha sede nei Giardini prospicienti il Palazzo della Provincia. Si cercherà di coinvolgere anche i produttori di vino, oggi assenti .A ciò in parte ha posto rimedio l’aperitivo, offerto da tutti i produttori presenti: un’ insalata di riso biellese Dop Baraggia , gustosi assaggi di vari prodotti accompagnati da “Erbaluce”.
Oltre un milione di euro per quattro progetti di impianti fotovoltaici nelle scuole superiori. La Provincia di Viterbo, attraverso l’ufficio tecnico per l’Edilizia scolastica, ha presentato quattro progetti preliminari per il finanziamento di altrettanti interventi di installazione di impianti fotovoltaici, ai sensi del bando POR-FESR (programma operativo regionale-fondo europeo di sviluppo regionale) 2007-2013 denominato “Promozione dell’efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile”.
Si tratta di impianti da 20 Kw ciascuno, per una spesa complessiva di oltre un milione di euro, da installare sulle coperture piane del Liceo Linguistico “Buratti” di Viterbo (252.249 euro), della sede centrale Ipsct “Orioli” di Viterbo (268.976 euro), dell’Itis di Viterbo (253.436 euro) e dell’Ipssar, sede distaccata di Montalto di Castro (237.924 euro). La quantità di energia prodotta da ciascun impianto ed il relativo risparmio conseguito saranno monitorati in tempo reale e accessibili a tutti grazie ad un display visibile all’esterno di ciascuna scuola.
L’assessore all’Edilizia Scolastica Angelo Cappelli spiega le motivazioni e le finalità di questa iniziativa: “Si tratta – dice – di un progetto pilota, calibrato in modo da rendere le scuole autosufficienti dal punto di vista energetico, da realizzare e collaudare in tempi brevi, destinato ad essere esteso a tutte le altre scuole di competenza provinciale. In questi giorni, abbiamo ricevuto dal ministero dell’Ambiente un altro contributo di 60.000 euro che, integrato con nostri fondi di bilancio, consentirà di realizzare in breve altri sei impianti fotovoltaici di minore potenza (1,3 Kw ciascuno) in altrettante scuole”.
La Provincia, con queste iniziative nel campo dell’efficienza energetica, intende – conclude Cappelli – contribuire a tracciare la nuova strada dello sviluppo sostenibile che la pubblica amministrazione dovrà necessariamente percorrere con una duplice finalità: la riduzione dei costi di gestione delle strutture e il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’inquinamento dettati dal Protocollo di Kyoto”.
“Mettiamoci la faccia” è un’iniziativa pilota promossa dal Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, in partnership con enti nazionali ed amministrazioni locali, per rilevare in maniera sistematica attraverso l’utilizzo di emoticons, la soddisfazione di cittadini e utenti per i servizi pubblici erogati agli sportelli o attraverso altri canali (web e telefono).
Nel link, il sito “QUALITA PA” con tutte le informazioni sull’iniziativa