In allegato il Bando di concorso
In allegato il Bando di concorso
“Vado Sicuro” nasce nel Settembre 2002 dalla scelta della Provincia di Rovigo di proporre un percorso educativo e culturale inedito su temi, oggi, di stringente e drammatica attualità. Una scelta che scaturisce dai dati sconcertanti relativi agli incidenti stradali, alle morti che hanno come protagonisti tanti giovani sulle nostre strade.
Questa la proposta: pensare alle regole non più come freno alla libertà ma al contrario come garanzia di libertà; pensare alla trasgressione non più come spinta contro le regole ma anzi come volontà e coraggio di difenderle e pretenderne il rispetto.
Il progetto è stato strutturato nella forma di un concorso rivolto agli studenti di tutte le scuole polesane, invitati ad esprimere con le forme espressive più diverse, le loro idee, opinioni, riflessioni sul tema della trasgressione, in stretta relazione ai comportamenti sulla strada, realizzando elaborati cartacei o virtuali.
L’obiettivo è quello di promuovere una forte sensibilità e una radicata cultura della conoscenza rivolte alla sicurezza stradale e al valore delle regole.
Partendo dall’acquisizione di informazioni precise, chiare e complete sulle cause degli incidenti sulla strada e sulle conseguenze di determinati comportamenti, si chiede ai ragazzi, sotto la guida dei loro insegnanti, di trasformarsi da destinatari di un messaggio a fautori di un messaggio, contro la trasgressione distruttiva, a favore del divertimento vero, della sicurezza, delle regole.
Intento del Concorso è quello di stimolare la realizzazione di lavori “originali” e “forti” nei contenuti, ma anche efficaci nella modalità di comunicazione, nel proporre il messaggio che si intende veicolare.
MIGLIAIA I BAMBINI E I RAGAZZI CHE IN QUESTI ANNI SONO STATI COINVOLTI NEL PROGETTO. MIGLIAIA LE OPERE REALIZZATE.
Nella prima edizione, 2002/2003, le scuole partecipanti sono state 28; oggi, nell’edizione 2009, sono 55, in un crescendo che testimonia il credito acquisito dal progetto nel corso degli anni presso le nostre scuole, molte delle quali hanno inserito Vado Sicuro all’interno dei propri piani dell’offerta formativa, come un’opportunità per fare educazione stradale in maniera nuova, rendendo protagonisti i giovani.
TANTE RAGIONI PER ANDARE AVANTI
Vado Sicuro è diventato ormai parte integrante dei percorsi didattici delle scuole della provincia di Rovigo, come un’opportunità per fare educazione stradale in maniera nuova, rendendo protagonisti i giovani.
Data la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione di tutti verso il tema della sicurezza stradale e in considerazione dell’alto gradimento che ha registrato Vado Sicuro presso le scuole del territorio della provincia di Rovigo, molte delle quali hanno inserito il progetto all’interno del piano dell’offerta formativa, la Provincia di Rovigo continua a portare avanti questo progetto, nella convinzione che possa dare un contributo al radicamento di una forte cultura della sicurezza.
UN GRANDE SUCCESSO: RAI EDUCATIONAL HA DEDICATO NEL 2007 UNA TRASMISSIONE A VADOSICURO
“Explora on the road” ha scelto di dedicare una trasmissione alla nostra provincia, puntando sulla Scuola dell’Infanzia di Castelguglielmo, in rappresentanza delle 30 scuole polesane che hanno aderito all’iniziativa ed. 2006/2007.
“Explora on the road” è un programma televisivo satellitare realizzato da Rai Educational in convenzione con il Ministero della Pubblica Istruzione ed è parte integrante del progetto EDUSTRADA, produzione RAI EDUCATIONAL che ha l’obiettivo di veicolare una serie di messaggi corretti in merito all’educazione stradale.
2009 – SESTA EDIZIONE. NUMERO RECORD DI ADESIONI: 55 SCUOLE HANNO DECISO DI PARTECIPARE
Lo scorso anno hanno partecipato al Concorso 48 scuole polesane: tantissime e con lavori straordinari, testimonianze della sensibilità di bambini, docenti, ragazzi, della volontà di dare una risposta educativa ai troppi incidenti che purtroppo accadono sulle nostre strade.
Ad ogni edizione i numeri crescono e per la sesta, quella del 2009 siamo già ad un nuovo numero record: 55 scuole hanno infatti inviato la loro adesione confermando il valore di questa iniziativa e la volontà forte di insegnanti e ragazzi di dare il proprio contributo ad una nuova cultura della sicurezza.
Il nuovo regolamento si basa sul concetto di “sicurezza partecipata”, cioè sul principio che la sicurezza non è determinata solo da restrizioni, sanzioni, controlli, seppure estremamente importanti, ma anche dalla partecipazione di tutti i cittadini, dalla condivisione dei valori, dalla volontà di tutti di essere parte attiva a favore delle regole necessarie per una convivenza civile.
La Scuola è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nella costruzione della “Cultura della sicurezza stradale” attraverso percorsi formativi finalizzati allo sviluppo nei giovani.
La prevenzione dei comportamenti a rischio e l’acquisizione delle regole iniziano dai primi anni della scolarizzazione e costituiscono un elemento fondamentale nei processi formativi della personalità dell’alunno.
Il sito del progetto è www.vadosicuro.it
In allegato:
La circolare e l’Intesa
Giungeranno da tutt’Italia Sindaci e amministratori locali per l’incontro promosso dal presidente della Provincia di Cremona, on. Giuseppe Torchio, che vede al centro delle questioni la proposta di revisione della Legge 368/03 ed i criteri di distribuzione delle risorse ai territori contermini entro il raggio di 10 chilometri.
Un’iniziativa attesa dalle comunità locali interessate e che nutre buone speranze, considerando anche le recenti prese di posizioni al riguardo da parte del Ministro on. Scajola.
L’incontro si terrà venerdì 6 febbraio ore 11.00 a Roma – via di Pietra, 70 presso l’ufficio di rappresentanza della Provincia di Bergamo Sala Papa Giovanni XXIII ( dell’Arciconfraternita dei Bergamaschi in Roma ),a poca distanza da Palazzo Chigi..
“Vogliamo ribadire al Governo la nostra proposta operativa per un equo trattamento rispetto ai fondi già assegnati che ci hanno vergognosamente esclusi e per quelli da assegnare, anche in considerazione degli investimenti realizzati a livello di prevenzione, decontaminazione, protezione civile, pronto intervento, formazione, che non sono mai stati considerati.- ha precisato il presidente Torchio – Saremo a pochi passi da Palazzo Chigi e da Montecitorio e questo dovrebbe stimolare anche i rappresentanti al Parlamento ad ascoltare le voci che giungono dalle comunità locali, sanando una questione che da troppo tempo richiede una soluzione e dando il proprio contributo in quella sede”.
Il gruppo UPI sulla pianificazione provinciale è stato attivato nella riunione del 20 gennaio scorso a Roma. Al gruppo aderiscono ad oggi circa 50 province, delle quali 30 erano presenti alla riunione che è stata presieduta da Massimo Rossi, vicePresidente UPI e responsabile per l’ambiente e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, e con la presenza di Piero Antonelli, Direttore generale UPI.
Il Presidente Rossi introduce la riunione ribadendo innanzitutto la volontà dell’UPI di creare una rete tra le Province che possa supportare e sviluppare l’azione dell’Associazione a livello delle amministrazioni centrali, sui temi della pianificazione e del governo del territorio; ciò anche in considerazione del disegno di legge presentato dall’INU in materia e sul quale l’UPI ha già avuto modo di esprimere formalmente le proprie perplessità, legate alla scarsa incisività della pianificazione provinciale ivi prevista. Inoltre si ritiene quanto meno necessario sottolineare e implementare il ruolo e le attività di pianificazione delle Province nel quadro complessivo delle funzioni e dei compiti di ciascun livello di governo, anche nell’ottica dell’attuazione del federalismo fiscale e della predisposizione della nuova Carta delle Autonomie.
I presenti hanno focalizzato l’attenzione su diversi aspetti meritevoli di approfondimento: coerenza tra pianificazione di livello provinciale e pianificazione paesaggistica; quadro della legislazione regionale in materia al fine di individuare tratti comuni per una normativa nazionale quadro, necessità di individuare meccanismi di “misurazione” dei diversi governi di area vasta, ecc.
Dal dibattito con le province intervenute sui contenuti da dare al gruppo sono dunque emerse numerose proposte sintetizzate nell’elenco di finalità di seguito riportato. E’ inoltre emersa l’opportunità di impegnare il gruppo in attività sia di breve che di lungo termine, in modo da essere in grado sia di attivare progetti di largo respiro, che necessitano di una fase iniziale di approfondimento e di verifica di fattibilità, sia azioni che possano tradursi in impegni operativi in tempi brevi.
A. Una rete tra le province per lo scambio di esperienze, per la promozione dell’innovazione nella pianificazione del territorio, e per rafforzare il ruolo di coordinamento proprio dell’ente intermedio di governo. Specifica attenzione potrà essere dedicata al potenziamento degli strumenti attuativi del piano, anche attraverso il raccordo collaborativo con la pianificazione comunale e di settore.
B. Una maggiore visibilità all’attività di pianificazione territoriale svolte dalle diverse province, considerata come funzione strategica, base per le politiche dell’ente, da valorizzare, anche facendone conoscere ad un pubblico di non addetti ai lavori l’utilità nel coordinamento dei temi di area vasta. Quindi un contributo alla più generale necessità di dare risposta ai recenti sempre più ricorrenti attacchi sui media relativi all’utilità dell’ente intermedio. Attacchi che, anche se non in grado di raggiungere l’obiettivo dichiarato, rischiano comunque, con la loro insistenza e ripetitività, di logorare immagine e credibilità dell’ente nella pubblica opinione.
C. Un supporto tecnico alle strutture politiche dell’UPI nazionale quando necessario per iniziative che riguardino i temi territoriali. Ad esempio, urgente, la predisposizione di osservazioni da presentare nella commissione parlamentare per la proposta di legge nazionale sulla riforma urbanistica. Ma anche supporto tecnico a chiamata alle organizzazioni UPI regionali su temi normativi riguardanti il territorio.
D. Un progressivo avvicinamento ai comuni, anche nelle loro forme associative, con iniziative che rafforzino e consolidino i rapporti tra gli strumenti di pianificazione dei due principali livelli di governo locale, che sono sempre più complementari ed inscindibili, in conseguenza dell’attuazione della riforma costituzionale del Titolo V.
L’elenco sopra non è né esaustivo né definitivo. E’ semplicemente una sintesi di quanto emerso dalla prima riunione, che viene assunto come punto di partenza per avviare una serie di attività e percorsi operativi. Dal riscontro applicativo dei primi mesi di lavoro potrà emergere la necessità di rivedere alcune delle finalità, di cancellare o accorparne delle altre, o di aggiungerne delle nuove.
L’avvio di un gruppo così complesso e numeroso richiederebbe una preventiva attività di discussione della missione e degli obiettivi. Tuttavia, si è ritenuto preferibile dare da subito un’impronta operativa, immaginando di mettere progressivamente a fuoco in itinere lo scopo del nostro lavoro, vista anche la necessità, l’urgenza, di organizzare al più presto una risposta ai continui attacchi sui media in merito all’utilità dell’ente.
Si sono quindi evidenziate alcune prime linee di azione da sviluppare nel corso del 2009, di seguito elencate, delle quali si intende verificare al più presto la fattibilità, per tradurle in azioni operative. L’elenco può ovviamente essere modificato o integrato con ulteriori proposte da parte delle province del gruppo.
1. Avvio di pagine web sul sito UPI specificamente dedicate alle attività del gruppo di lavoro e delle province che ne fanno parte. Pagine nelle quali andare progressivamente a inserire anche norme, documenti, e riferimenti utili per il lavoro, o avviare gruppi di discussione su specifici argomenti. Pagine che quindi possano col tempo diventare portale di riferimento per gli uffici di pianificazione territoriale delle province, e per coloro che si occupano di pianificazione provinciale. Questa attività può essere attivata da subito, e quindi portare a risultati a primi risultati concreti nel breve termine, successivamente implementabili.
2. Sviluppo di schede sintetiche (da mettere sulle pagine web) che descrivano, anche per i non addetti ai lavori, contenuti e ruolo della pianificazione provinciale nel governo dei temi di area vasta (in analogia con le “schede verità” già presenti sul sito web di UPI, che contengono interessanti dati e spunti di riflessione sull’utilità e i costi delle province). Da avviare nel breve termine con un gruppo che provveda alla redazione di prime schede, e alla raccolta di documenti e materiali utili per popolare le pagine web. In prospettiva si potrebbe anche pensare di attivare una newsletter sulle attività di pianificazione territoriale.
3. Sviluppo di proposta per progetto europeo dedicato ad approfondire il ruolo dell’ente intermedio nella pianificazione e nel governo del territorio, nei diversi contesti normativi nazionali. Il progetto consentirebbe di dare un respiro internazionale alla rete di scambio di esperienze, e servirebbe anche per portare, nel dibattito nazionale sull’utilità della provincia, testimonianze dagli altri Paesi sul ruolo dell’ente intermedio. Nel breve termine si potrebbe sviluppare una scheda con una traccia del progetto, e cercare potenziali partner interessati attraverso la rete di collaborazione europea cui partecipa UPI. Parallelamente si potranno valutare le linee di finanziamento europeo che potrebbero essere utilizzate, anche con il supporto dell’ufficio Europa di UPI.
4. Supporto a UPI per elaborare osservazioni e proposte tecniche in vista delle ormai prossime audizioni sulle proposte normative per la norma nazionale sul governo del territorio. Trattandosi di appuntamento ormai prossimo, quindi di brevissimo termine, è opportuno che ogni provincia inizi subito una riflessione sui progetti di legge presentati ad oggi in Parlamento, in modo da mettere in condizione il gruppo di preparare al più presto i materiali necessari.
5. Organizzazione di convegni di discussione e divulgazione sui temi di pianificazione provinciale, in collaborazione anche con le strutture UPI regionali, continuando ed intensificando le positive esperienze delle esperienze già svolte nel corso del 2008.
6. Organizzazione di un osservatorio sullo stato di attuazione della pianificazione provinciale e comunale, anche a seguito delle novità introdotte dalle norme regionali sul governo del territorio. Monitoraggio sugli strumenti normativi regionali, su differenze e similitudini delle esperienze provinciali nei diversi contesti regionali, sui risultati raggiunti e sulla reale efficacia dei piani provinciali sui diversi temi. Nel dibattito sono stati sottolineati in particolare i temi del contenimento del consumo di suolo, che vedono sempre più numerose province impegnate a costruire una strategia di approccio cercando di sensibilizzare i comuni, e del paesaggio, sul quale si sta in alcune regioni del centro Italia assistendo, a seguito delle recenti modifiche al Decreto Urbani, ad un ritorno di accentramento delle competenze sulle strutture regionali (sul paesaggio, ma anche più in generale sui temi territoriali).
Si chiede alle province che si sono iscritte al gruppo, presenti o meno alla riunione del 20 gennaio, di segnalare entro il 15 febbraio (all’indirizzo e-mail [email protected], seguirà l’attivazione di una specifica casella di posta elettronica dedicata al gruppo) l’eventuale interesse ad uno o più delle linee di azioni sopra indicate, in modo da attivare al più presto specifici tavoli di lavoro, o proposte per nuove linee d’azione. L’adesione ai gruppi non comporta obblighi particolari, se non quello di fornire il proprio supporto volontario, ognuno sulla base delle competenze e del tempo che può realisticamente mettere a disposizione, tenendo conto dei molti, e sempre crescenti, impegni che gravano sulla nostra quotidianità lavorativa.
Resoconto redatto dalla Segreteria Tecnica, Dott. Marco Pompilio, 348-4705335
Per maggiori informazioni o chiarimenti sul gruppo potete inviare una e-mail alla casella di posta elettronica di cui sopra, oppure telefonare a UPI – Dott.ssa Luisa Gottardi 0668403432
Si segnala un link utile per la normativa regionale in materia di pianificazione.
http://www.unipa.it/~mcarta/PT_08/L03a_strumentinorme.pdf
La Pubblica Amministrazione italiana è stata, negli ultimi tempi, al centro di forti polemiche dovute all’atteggiamento, quantomeno critico, del Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, nel denunciarne sprechi ed inefficienze.
Esistono comunque numerosi casi nei quali gli uffici pubblici si distinguono per innovatività e funzionalità. Nel sito “nonsolofannulloni”, promosso dal Ministero retto da Brunetta, sono stati segnalati circa ottocento casi degni di menzione, nei quali si è riscontrato miglioramento dei servizi ai cittadini, accrescimento della trasparenza e della partecipazione, aumento dell’efficienza e miglioramento della gestione della risorsa umana.
Uno dei casi segnalati riguarda l’Amministrazione Provinciale di Pisa, ed è relativo al progetto “Come riorganizzare le procedure di acquisto della Provincia”, promosso dalla responsabile dell’U.O. “Appalti e acquisti” Irene Barbafieri.
per altre informazioni: http://www.provincia.pisa.it/interno.php?id=7891&lang=it
Sul sito della Provincia di Ravenna le notizie e i documenti relativi al gruppo di lavoro sperimentale sulla Contabilità Ambientale”
Il grande successo della giornata di mobilitazione del 30 gennaioscoprso, che ha visto riuniti in contemporanea tutti i Consigli Provinciali è confermata dalla rassegna stampa dell’evento, che alleghiamo.
”Il Partito Democratico esprime il proprio appoggio alla giornata di partecipazione promossa dall’Unione delle Province Italiane. Oggi, in tutti i consigli provinciali si svolge un confronto sul ruolo delle province a partire dalle funzioni riconosciute dalla Costituzione italiane, infatti anche noi partiamo dall’esigenza di attuare il titolo V”.
Lo dice Paolo Fontanelli, responsabile Enti locali del Partito democratico.
”L’auspicio e’ quello che si porti avanti questo percorso in modo concreto e innovativo. Per questo e’ fondamentale il codice delle autonomie come processo di profondo riordino del sistema istituzionale locale. Cio’ e’ necessario e urgente anche in relazione al federalismo fiscale. Con l’istituzione delle citta’ metropolitane si puo’ superare il dibattito sterile e demagogico sulla abolizione delle Province”.
”L’odierna mobilitazione delle Province, promossa e organizzata dall’Upi, si innesta in un percorso di forte responsabilita’ istituzionale con cui il sistema delle Regioni e delle Autonomie locali sta cercando di caratterizzare il confronto con il Governo e il Parlamento”. Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commentando l’iniziativa dell’Unione delle Province d’Italia e l’impegno che sta vedendo i Consigli provinciali impegnarsi in ”un confronto sulle riforme e sul futuro assetto istituzionale del Paese”.
”Una strada – ha proseguito Errani – che coniuga il necessario processo di autoriforma con urgenti cambiamenti legislativi, penso, in primo luogo al federalismo fiscale e al codice delle Autonomie per i quali e’ indispensabile una concertazione fondata sulla leale collaborazione istituzionale, su una puntuale definizione delle competenze e su una trasparente individuazione delle risorse”.
“Oggi nei Consigli Provinciali il Paese reale ha potuto parlare delle riforme possibili e chiedere alla politica di ascoltare la voce dei territori“. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando il successo ottenuto dalla Giornata Nazionale della Partecipazione voluta dalle Province per aprire, nelle aule dei Consigli provinciali, un confronto con tutti i rappresentanti delle realtà locali su come costruire il nuovo sistema istituzionale del Paese.
“Nei Consigli che si sono svolti e in quelli che sono ancora in corso è emersa chiaramente la volontà di contribuire a portare a termine riforme capaci di restituire fiducia ai cittadini e dare un nuovo slancio alla sviluppo. Voglio con orgoglio sottolineare che il successo più grande di questa Giornata, per noi amministratori provinciali, è stato ascoltare i sindaci, i rappresentanti delle Regioni, delle associazioni, delle forze economiche e sociali, intervenuti in tutte le Aule Consiliari per ribadire che le Province sono per loro una istituzione indispensabile, un riferimento che non può venire meno perché capace di ascoltare e dare voce a tutti i territori.
Un messaggio che ci conferma, ancora una volta, che troppo spesso chi si lascia prendere dalle facili demagogie è talmente lontano da quelli che sono i veri bisogni delle comunità da non riuscire più a coglierli ed interpretarli correttamente“.
In occasione dei Consigli provinciali straordinari aperti convocatisi contemporaneamente il giorno 30 gennaio p.v. su decisione del Vs. Direttivo Nazionale, mi pregio portare il mio saluto, ben consapevole del ruolo e dell’importanza che la nostra Costituzione assegna alle Province nello svolgimento delle funzioni di governo del territorio, dell’ambiente e delle infrastrutture, di sviluppo economico, sociale e delle attività produttive, di pianificazione territoriale.
Mi preme evidenziare il nostro impegno per giungere in tempi brevi alla semplificazione e la razionalizzazione delle funzioni di ogni livello di governo previsto dalla Costituzione. Lo abbiamo fatto con l’approvazione in Senato del disegno di legge delega sul federalismo fiscale e lo stiamo facendo con la presentazione in Consiglio dei Ministri dei nuovo disegni di legge sul Codice Autonomie, laddove abbiamo riaffermato il ruolo istituzionale delle Province, sia nel testo ordinamentale, sia nel testo sulle funzioni fondamentali.
Vi auguro buon lavoro, contando sulla Vostra forza propositiva e innovativa.