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CITTA’ METROPOLITANE: L’UPI AL PARLAMENTO

Il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, insieme ai Presidenti delle Province metropolitane, rivolge al Parlamento l’appello ad affrontare il tema delle Città metropolitane definendo norme che portino davvero alla istituzione di un ente nuovo, diverso da Comuni e Province, così come previsto dalla Costituzione.

“Per fare questo – sottolinea il Presidente Melilli – non servono norme transitorie, tanto più se queste disegnano le Città metropolitane come mere associazioni di Comuni.

Anche perché se le Città metropolitane si riducessero a questo, non ci sarebbe nemmeno bisogno di produrre alcuna nuova norma, visto che la possibilità di definire enti costituiti da Associazioni di Comuni è già prevista dalla legislazione italiana”.

Mobilitazione dei Consigli provinciali – venerdì 30 gennaio 2009

In allegato la terza circolare inviata alle Province

Documenti allegati:

DL Anticrisi: le Province ai Ministri

Il Decreto Anticrisi approvato dalla Camera dei Deputati contiene alcune norme che per le Province sono inaccettabili. 
E’ quanto scrive il Presidente dell’Upi Fabio Melilli in una lettera inviata oggi ai Ministri Tremonti, Maroni e Calderoli e al Sottosegretario Letta, chiedendo al Governo di “intervenire per rettificare questi errori ed evitare le gravi ripercussioni economiche che altrimenti si verificheranno nei bilanci delle Province”.
Nella lettera il Presidente dell’Upi fa riferimento in particolare all’articolo 2-ter del Decreto, che consente ai soli Comuni la possibilità di utilizzare le risorse giacenti nelle casse degli enti e spendibili nell’immediato per investimenti programmati e avviati, escludendole dal saldo utile 2009.
“Desidero ricordare – prosegue Melilli – che questa richiesta è stata avanzata dall’Upi da mesi, sia in sede tecnica che in sede politica,  ma ci è sempre stato risposto che questa strada era impraticabile, perché necessitava di copertura finanziaria. Se dunque ora la copertura finanziaria è stata individuata, desta molto stupore verificare che tale opzione è stata definita per i soli Comuni e non anche per le Province, così come ci si sarebbe aspettati, poiché, ricordo, anche le Province concorrono al risanamento della finanza pubblica attraverso il patto di stabilità interno e sottostanno alle medesime regole contabili dei Comuni”.
“Inoltre – aggiunge il Presidente dell’Upi Melilli – il Decreto approvato riduce l’Imposta Provinciale di Trascrizione, unica imposta propria delle Province,  intervenendo in maniera unilaterale su risorse proprie degli enti locali, senza che su ciò ci sia stato il benché minimo confronto con le Province.  Ciò è tanto più grave se si considera che tutto il settore automobilistico, che risente come altri ambiti, della grave crisi economica, registra una forte flessione e con esso anche le entrate provinciali collegate, ovvero IPT ed RcAuto: per fare un esempio in Piemonte e Liguria le immatricolazioni nel 2008 sono calate del 16%, e nel solo Piemonte le Province registreranno un calo delle entrate pari a circa 40 milioni  di euro”.

Roma, 19 gennaio 2009

In allegato la lettera del Presidente dell’Upi inviata ai Ministri

Documenti allegati:

DL Anticrisi e Patto di stabilità interno

“Il Parlamento oggi ha dato voce alle proteste e alle richieste legittime degli amministratori locali che chiedono da giorni modifiche al patto di stabilità interno e che ritengono ingiusta e ingiustificata la previsione dell’esclusione dal Patto prevista per il solo Comune di Roma”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando l’approvazione alla Camera dell’ordine del giorno che chiede al Governo l’esclusione delle spese per gli investimenti dal Patto di stabilità interna per Comuni e Province.
“Avevamo da tempo sollecitato il Governo ad operare questa scelta – prosegue Melilli – perché riteniamo che con l’esclusione dal Patto delle risorse utilizzate per investire sul territorio, oltre ad assicurare al Paese infrastrutture efficienti e sicure, si possa offrire un sostegno immediato all’economia per contrastare la crisi. Per questo avevamo chiesto di inserire questa norma nel Decreto Legge anticrisi, che riteniamo sia lo strumento più idoneo per accogliere questa richiesta.
Oggi, sostenuti anche dal Parlamento, torniamo a chiedere al Governo di ascoltare i Sindaci e i Presidenti di Provincia, e di operare una scelta giusta riparando all’ingiustizia che invece sarebbe rappresentata dal prevedere una deroga ad hoc per un solo Comune, fosse pure la Capitale”.

La Provincia di Vicenza su Facebook

La Provincia di Vicenza è su Facebook, il social network del momento. Il web 2.0, nuova visione di internet, varca la soglia di Palazzo Nievo e mette la Pubblica Amministrazione a portata di un solo click. “Nel solco della trasparenza – sottolinea l’Assessore Provinciale all’Innovazione Andrea Pellizzari – abbiamo deciso di sviluppare e potenziare gli strumenti di E-democracy per raggiungere e avvicinare i cittadini per dialogare con loro”. Attraverso una propria pagina ed un proprio profilo da oggi, dunque, è possibile non solo avere l’aggiornamento in tempo reale sulle attività dell’Amministrazione ma anche esprimere il proprio commento su tutto ciò che viene condiviso ovviamente previa verifica delle richieste di accesso.

Unica Provincia approdata in questa “maglia” della rete (“e forse anche unica pubblica amministrazione in Italia”) palazzo Nievo ha oggi due account registrati – Provincia Vicenza e Provincia Giovane – per un totale, rispettivamente, di 150 e 350 “amici”. “Ma siamo disponibilissimi ad aprirci a tutti. Basta richiedere di essere inseriti nella nostra lista e una volta accettati dall’amministratore del sistema sarà possibile accedere al profilo della Provincia, avere feedback in tempo reale sull’attività quotidiana dell’Amministrazione attraverso gli aggiornamenti di stato ed avere accesso a contenuti in esclusiva, foto, video e documenti. Non solo è possibile vedere i contenuti della pagina, ma è anche possibile commentare ogni elemento pubblicato”.

Conferenze stampa, convegni potranno essere seguiti in tempo reale con la possibilità di interagire con domande e richieste.

E per vedere o rivedere i video servizi sulle attività dell’Amministrazione è attivo il canale You Tube della Provincia

 

 

Termine per la approvazione dei bilanci preventivi 2009 dei Comuni.

Si comunica che nella giornata di ieri, la Conferenza Stato-Citta’ ha dato il via libera al differimento, al 31 marzo 2009, del termine per la approvazione dei bilanci preventivi 2009 dei Comuni.

Campagna contro le Province: Muraro (Treviso) invita Feltri e Stella

“Una riunione dell’Upi a Treviso, il 16 gennaio, un confronto al quale ho già invitato i giornalisti Stella e Feltri per un dibattito sereno e concreto sui numeri reali, e non quelli virtuali, sul ruolo e la necessità dell’esistenza delle Province”. Questa la proposta lanciata oggi da Muraro al direttivo Upi. “Nella riunione di oggi convocata dal presidente Melilli si è parlato del ruolo delle Province, dei servizi indispensabili da esse offerti ai cittadini. Abbiamo poi convenuto sul fatto della necessità di un dibattito serio basato su numeri reali. Secondo i dati raccolti nella Relazione Unificata sull’economia e sulla finanza pubblica del 2008, la spesa è cresciuta del 7% a livello centrale, del 5% a livello regionale, e solo del 3,4% per Comuni e Province, perfettamente in linea con la crescita dell’inflazione. La Corte dei Conti, la Ragioneria dello Stato, l’Istat, nelle loro analisi dei bilanci degli enti  locali, ogni anno confermano la virtuosità delle Province, la buona gestione dei bilanci, il contributo al miglioramento della spesa pubblica. Questo ho sottolineato nel mio intervento – chiude Muraro – chiedendo una campagna di comunicazione che illustri la virtuosità delle Province e lanciando poi la proposta della riunione a Treviso”.

 

Mobilitazione nazionale delle Province il 30 gennaio

“Il Coordinamento dei Consigli Provinciali inizierà da subito a lavorare per organizzare la giornata di mobilitazione delle Province, il 30 gennaio prossimo, per ribadire il valore della democrazia rappresentato nei territori dalle istituzioni locali”.
Lo ha detto il Coordinatore dei Presidenti di Consiglio delle Province, Mauro Boscolo, Presidente del Consiglio provinciale di Venezia che ha sottolineato quanto “i consigli provinciali sono rappresentanze democratiche elette dai cittadini, e per questo chiamati a rispondere di un mandato che ne guida l’azione politica. Siamo stanchi di essere considerati degli ‘sprechi da tagliare’. Piuttosto bisogna proseguire nelle riforme che davvero possono portare la semplificazione della pubblica amministrazione, dal Codice delle Autonomie al federalismo fiscale.
La mobilitazione del 30 gennaio, che vedrà Consigli straordinari aperti in contemporanea in tutta Italia, cui saranno invitati a partecipare Sindaci, i Consiglieri regionali, i Parlamentari, i responsabili provinciali delle forze politiche, – conclude il Presidente Boscolo – non vuole essere solo una giornata di protesta. Piuttosto sarà l’occasione per rappresentare ai cittadini il lavoro che svolgiamo sul territorio, e dare il via ad una campagna di informazione sulla realtà delle Province, dalle funzioni alle risorse investite, dagli investimenti impegnati ai prossimi obiettivi da raggiungere”.

Mobilitazione nazionale delle Province il 30 gennaio

COMUNICATO STAMPA
Mobilitazione nazionale delle Province il 30 gennaio
I Consigli Provinciali in prima linea

“Il Coordinamento dei Consigli Provinciali inizierà da subito a lavorare per organizzare la giornata di mobilitazione delle Province, il 30 gennaio prossimo, per ribadire il valore della democrazia rappresentato nei territori dalle istituzioni locali”.
Lo ha detto il Coordinatore dei Presidenti di Consiglio delle Province, Mauro Boscolo, Presidente del Consiglio provinciale di Venezia che ha sottolineato quanto “i consigli provinciali sono rappresentanze democratiche elette dai cittadini, e per questo chiamati a rispondere di un mandato che ne guida l’azione politica. Siamo stanchi di essere considerati degli ‘sprechi da tagliare’. Piuttosto bisogna proseguire nelle riforme che davvero possono portare la semplificazione della pubblica amministrazione, dal Codice delle Autonomie al federalismo fiscale. 
La mobilitazione del 30 gennaio, che vedrà Consigli straordinari aperti in contemporanea in tutta Italia, cui saranno invitati a partecipare Sindaci, i Consiglieri regionali, i Parlamentari, i responsabili provinciali delle forze politiche, – conclude il Presidente Boscolo – non vuole essere solo una giornata di protesta. Piuttosto sarà l’occasione per rappresentare ai cittadini il lavoro che svolgiamo sul territorio, e dare il via ad una campagna di informazione sulla realtà delle Province, dalle funzioni alle risorse investite, dagli investimenti impegnati ai prossimi obiettivi da raggiungere”.

19 dicembre 2008

Documenti allegati:

Consiglio Direttivo Upi: il 30 gennaio mobilitazione nazionale

Il 30 gennaio prossimo in tutta Italia le Province convocheranno Consigli Provinciali straordinari per discutere con i Comuni, i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati, delle forze sociali e con i cittadini, difendere la dignità delle istituzioni e ribadire la necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del sistema istituzionale del Paese.
Lo hanno deciso oggi i rappresentanti delle Province italiane, nel Consiglio Direttivo dell’Upi, approvando all’unanimità un ordine del giorno nel qual si ribadisce l’infondatezza delle argomentazioni usate contro le Province, e la necessità di proseguire, invece nel cammino delle vere riforme. “Pensare di abolire le Province – sostiene il Consiglio Direttivo dell’Upi – sarebbe dannoso e antieconomico. Piuttosto bisogna proseguire con la riorganizzazione dello Stato, la definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, l’eliminazione degli enti strumentali e la semplificazione del sistema”.
“Basta con la delegittimazione delle Province, con l’attacco al personale politico e con la denigrazione del personale che lavora nelle nostre amministrazioni – ha detto il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli – Siamo stanchi di questa campagna che offende chi ogni giorno lavora in prima linea per affrontare le tante emergenze che ogni giorno si aprono sui territori. Noi siamo chiamati a trovare risposte alle crisi industriali, ai disastri ecologici, alla mancanza di fondi per i servizi ai cittadini; ogni giorno nei nostri uffici si presentano amministratori, sindacalisti, imprenditori, associazioni, e con loro affrontiamo le vere questioni che interessano le comunità . Questo continuo gettare discredito nei nostri confronti non solo manca di rispetto a noi, ma all’intero sistema della rappresentanza democratica che è a fondamento del nostro Paese”.

CAMPAGNA CONTRO L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Cari colleghi,

la campagna strumentale che sta portando avanti il quotidiano “Libero”, e che non sembra destinata a sopirsi a breve, ma che anzi rischia di allargare di nuovo il fronte delle polemiche contro le Province, necessita di un intervento mirato sia a livello nazionale che locale.

Vi informo che, a livello nazionale, l’Upi ha intenzione di intraprendere una serie di azioni nei confronti dei partiti politici e dei gruppi parlamentari. Abbiamo inoltre chiesto ai sindacati – come da lettera allegata – di unirsi a noi in questa battaglia, perché denigrare le Province vuol dire anche denigrare le 61.000 persone che nelle Province lavorano.

Vi chiediamo di volere intraprendere iniziative sul territorio, mobilitando le forze economiche e produttive, chiedendo ai sindacati di organizzare assemblee dei dipendenti in cui discutere del tema e del futuro che li aspetterebbe con l’abolizione delle Province, replicando attraverso i quotidiani locali, aprendo un dibattito con i politici locali e nazionali di riferimento, inviando lettere di protesta di Giunte e Consigli ai vostri partiti politici, o attraverso altre forme che riterrete appropriate.

Nel corso del nostro prossimo direttivo nazionale, che si terrà il 18 dicembre a Roma, proporrò l’approvazione di un Ordine del Giorno da discutere all’interno dei consigli provinciali. Restando a diposizione per ricevere vostre proposte e suggerimenti, con stima, vi saluto.

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