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Provincia di Lecce: via libera al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

“La giunta regionale ha dato il via libera all’approvazione definitiva del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale esprimendo il previsto parere di compatibilità con la pianificazione regionale”, dichiara Maria Rosaria Manieri, assessore alla Gestione territoriale della Provincia.

“Con questo provvedimento il territorio della Provincia di Lecce si dota di un fondamentale strumento di governo finalizzato a definire e proporre gli obiettivi da perseguire mediante indirizzi e criteri in ordine alla programmazione della pianificazione urbana ed alla realizzazione di interventi nei quali rappresentare la conservazione, la modificazione e la trasformazione del territorio.

“Obiettivo generale del Ptcp della Provincia di Lecce è la costruzione di un quadro di coerenze entro il quale, la Provincia e le singole Amministrazioni ed Istituzioni, possono definire le politiche di miglioramento della qualità e delle prestazioni fisiche, sociali e culturali dell’intero territorio provinciale”, continua la Manieri.

“Sarà attraverso l’istituto delle intese, che saranno attivate su temi specifici, che la Provincia darà attuazione al nuovo strumento di pianificazione garantendo, da un lato, condizioni di partecipazione a tutti i soggetti e, dall’altro, l’iniziativa e l’autonomia dei singoli Comuni”.

“Particolare importanza assumerà in questa fase il Ptcp per i Comuni impegnati nella predisposizione delle nuove pianificazioni comunali: dovrà, infatti, essere assicurata la compatibilità dei nuovi Pug allo strumento di pianificazione provinciale”.

“L’approvazione del Piano Territoriale, per la quale va dato merito all’impegno profuso dall’assessore regionale Angela Barbanente, sarà accompagnata da una estesa attività di informazione e comunicazione finalizzata ad un attivo coinvolgimento delle istituzioni per la realizzazione del nuovo progetto territoriale messo in campo dalla Provincia” conclude l’assessore Maria Rosaria Manieri.

 

 

Provincia di Biella: Contratto di lago

Razionalizzare l’uso dei fertilizzati, ottimizzare le tecniche di irrigazione, tutelare i vigneti, consolidare il turismo di qualità e il marketing territoriale, valorizzare le risorse naturali, formare gli operatori turistici. Sono i temi affrontati ieri a Viverone nel corso dei tavoli di lavoro del Contratto di Lago, l’innovativo strumento di sviluppo locale previsto dall’accordo di programma siglato da Regione Piemonte, Province di Torino e Biella e Comune di Viverone.

L’incontro mirava a definire linee strategiche e azioni concrete per impostare un piano d’azione capace di migliorare nel lungo periodo le condizioni del lago di Viverone, dare durevolezza agli interventi previsti dall’accordo di programma e impostare un’idea di sviluppo locale condivisa in grado di creare occasioni di sviluppo socioeconomico e, al tempo stesso, tutelare il grande patrimonio ambientale, naturalistico paesaggistico dell’area.

Alcune linee di fondo sono già emerse, soprattutto dal tavolo Agricoltura, e sembrano rispondere in pieno alle esigenze di razionalizzazione dell’uso dei fertilizzanti. Per esempio, un’idea condivisa dalle associazioni di categoria e dagli altri partecipanti è quella di verificare la fattibilità di un piano di campionamenti per valutare, area per area, le esigenze di nutrienti del terreno. Spesso infatti si usa una quantità eccessiva di fertilizzanti che aumenta l’apporto negativo di nutrienti al lago. La razionalizzazione dovrebbe essere accompagnata da azioni di formazione degli operatori e da una campagna di comunicazione e sensibilizzazione.

Commenta l’assessore provinciale all’ambiente Davide Bazzini: «La nostra sfida è quella di costruire un’idea di sviluppo condivisa dagli attori locali. Come dimostrano esperienze realizzate in realtà simili alla nostra, lo sviluppo sostenibile è possibile solo se si ha una visione comune verso cui orientare gli interventi: dalla gestione territoriale allo sviluppo economico, dall’agricoltura alla tutela della natura».

Ai tavoli (il primo si occupa di agricoltura ed economia, il secondo di turismo) hanno partecipato le amministrazioni di Viverone, Roppolo, Azeglio, Piverone, il comitato Insieme per il Lago, la Coldiretti, l’Unione agricoltori, la Pro Loco, il Wwf, la Lipu, gli operatori turistici, il Circolo nautico Torino e l’Associazione Velica Nord Ovest, l’Arpa e le Province di Biella e Torino.

 

Provincia di Biella: progetto “strade virtuali”

Presentati oggi con una conferenza stampa nella sala Becchia della Provincia alcuni risultati del progetto “Territorio virtuale”. In particolare gli assessori alle nuove tecnologie della Provincia, Davide Bazzini, e del Comune di Biella, Rinaldo Chiola, hanno parlato dei servizi innovativi a disposizione on line, in particolare del progetto Strade virtuali.

Ispirato al prodotto StreetView di Google Maps offre la possibilità di effettuare passeggiate virtuali navigando all’interno di foto panoramiche a 360 gradi, utilizzando una tecnologia di ripresa sviluppata da Magellano-Progetti su incarico di Cordar.it.

Nel corso del 2008 sono stati rilevati alcuni tratti stradali significativi del panorama biellese: una rilevazione fotografica (ancora in corso) che ha portato alla nascita di di questo servizio, che comprende alcuni percorsi caratteristici per tipologia di paesaggio: dalle risaie della bassa campagna biellese ai percorsi alpini della panoramica Zegna, dai borghi storici alle foreste della Serra.

Oltre all’aspetto tipicamente turistico-promozionale, “Strade virtuali” mette anche a disposizione degli uffici della pubblica amministrazione uno strumento per effettuare misurazioni dello spazio stradale stando seduti di fronte al proprio computer, sfruttando le panoramiche come estensione della mappa cartografica comunemente intesa: un aspetto, questo, fondamentale per lo snellimento delle procedure burocratiche. Ma si può anche immaginare nel futuro l’uso di questa infrastruttura all’interno di navigatori satellitari in cui al posto dell’immagine simbolica a volo d’uccello della strada da percorrere, si possa “vedere” il filmato simulato del percorso come una sorta di video girato in anteprima.

Un progetto dal contenuto fortemente innovativo, ancor più se paragonato a servizi simili promossi e sviluppati dai grandi operatori dell’Information Technology.

Si tratta di 300 chilometri di percorso rilevato, con 90 mila scatti fotografici, oltre 3 milioni di files generati per la gestione degli zoom dinamici e 50 GigaByte di spazio utilizzato per memorizzare le immagini visibili via internet.

Il progetto Territorio Virtuale (www.territoriovirtuale.org) è iniziato nel 2006 con l’approvazione del Centro Servizi Territoriale della Provincia e grazie ai finanziamenti riconosciuti dalla Regione Piemonte (affiancata da CSI-Piemonte) e dall’amministrazione provinciale.

È stato condiviso e approvato da oltre 60 comuni biellesi e ha visto il Comune di Biella quale principale ispiratore e partner operativo. Tutte le commesse sono state gestite da Cordar.it.

Nella prima parte del 2007 è stata sviluppata la fase 1, che attraverso l’interfaccia di Google Earth ha reso disponibile sul web informazioni cartografiche aggiornate e particolareggiate (carta tecnica regionale, ortofotocarta, tessuto edificato, modelli tridimensionali di alcuni edifici di interesse storico/culturale, mappa dei sentieri, mappe delle società operaie della zona di Valle Mosso).

Nella seconda parte del 2007 ha preso avvio la fase 2, mirata in particolare a facilitare l’uso degli applicativi, a permettere l’interscambio di dati con i Comuni e con gli altri strumenti cartografici di gestione del territorio (Gis o Sit), a integrare la piattaforma con i portali web, a rendere utilizzabili i dati anche sulle più semplici interfacce di Google Maps e a realizzare alcune applicazioni innovative (le prime in Italia).

 

 

La Provincia di Treviso per le energie rinnovabili

“Non possiamo continuare ad essere schiavi della dittatura del petrolio ormai è chiaro che tutti gli enti locali devono investire seriamente sulle energie rinnovabili e sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Lo sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, che aggiunge “La Provincia sta facendo da apripista in questo tema: cito soltanto ad esempio il protocollo per la Bioedilizia oppure la Settimana Provinciale dell’Ambiente che proporremo anche quest’anno e che vede ampia sensibilizzazione sul tema del risparmio energetico. Il tutto pienamente condiviso con gli altri attori del territorio all’interno del Piano Strategico. Persino nella formazione investiamo in questo senso: a settembre partirà infatti un corso IFTS mirato proprio sulla progettazione di prodotti e processi con efficienza energetica. Anche per questo, stiamo creando un’agenzia che coordini la gestione delle energie. Infatti, l’obiettivo per il 2020 è ottenere che il 20% dell’energia trevigiana provenga da fonti ecocompatibili e rinnovabili.

Fotovoltaico, geotermico, idroelettrico e anche biomasse – conclude il Presidente Muraro -Sono queste le energie pulite che la Provincia vuole promuovere e sostenere. E non a caso, venerdì firmeremo con Veneto Agricoltura e Ascopiave un importante protocollo d’Intesa per lo sviluppo, tra le altre cose, della produzione energetica da biomasse. Il prossimo passo da compiere, infine, lo deve fare la Regione, approvando il piano energetico che riguarda il fabbisogno regionale di energia elettrica, sia di grandi che piccoli impianti”.

 

 

La Provincia di Bologna dimezza le sue sedi

Le sedi della Provincia passano da otto a quattro. Dal prossimo autunno, l’Ente accorperà parte dei suoi uffici in uno stabile di via San Felice 25, attualmente occupato dai settori urbanistica ed edilizia del Comune di Bologna. Questa riorganizzazione permetterà un risparmio economico e una maggiore razionalizzazione delle attività.
Saranno abbandonate le sedi in via dei Castagnoli, Strada Maggiore, via Rizzoli, via Zamboni 8.

La nuova sede di via San Felice
Capienza: 230 dipendenti
Superficie: circa 7.000 mq (compresi archivi)
Costo: 588.000 €/annui (richiesta iniziale)
Costo annuo per dipendente: 2.556 € anno
Questa soluzione consente una riduzione dei costi annui per le affittanze passive quantificabile in circa 200.000 €, consentendo una riduzione del numero delle sedi provinciali, e l’unificazione del Provveditorato agli Studi e degli Uffici Scolastici Regionali in via Castagnoli.

Assemblea Generale delle Province italiane 2008

Si terrà a Torino i prossimi 13, 14 e 15 ottobre 2008 l’Assemblea Generale dell’Unione delle Province italiane.

Il profondo dibattito aperto sulle riforme istituzionali, sul nuovo assetto del Paese, sul riordino e il rilancio della Pubblica Amministrazione, con uno sguardo orientato verso le altre esperienze dell’Unione Europea, saranno i temi centrali dei momenti di confronto che si snoderanno attraverso i tre giorni di lavoro e di riflessione, e ai quali intendiamo invitare a partecipare rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, ospiti in rappresentanza delle istituzioni straniere, studiosi e docenti universitari interessati al dibattito politico istituzionale.
Vorremmo infatti che l’Assemblea dell’Upi rappresentasse un momento di grande riflessione collegiale, proprio alla ripresa dei lavori della stagione politica, che si preannuncia decisiva, in particolare per l’attuazione delle grandi riforme attese dal Paese: dal federalismo fiscale al Codice delle Autonomie locali, alla istituzione delle Città metropolitane.

A breve, le indicazioni di carattere logistico -organizzativo e il programma dell’evento.

Province: interrogazione dell’Udc al Ministro Maroni

“Orientamenti del ministro dell’interno in merito all’ipotesi di abolizione delle province” Questo il titolo dell’interrogazione a risposta diretta presentata al Ministro dell’Interno Maroni dai deputati VIETTI, CIOCCHETTI, GALLETTI, VOLONTÉ, NARO, CICCANTI e COMPAGNON, nella seduta del 16 luglio scorso. “Nel corso della campagna elettorale – ha detto l’On. Ciocchetti –  il presidente Berlusconi ha annunciato più volte l’impegno ad eliminare le province, ritenute enti inutili e fonte di sprechi. Il Ministro dell’interno, il 14 luglio scorso, ha invece affermato che le province  ‘sono importanti e non saranno abolite, ma dovranno avere più potere e per questo metteremo mano agli enti intermedi’. Credo che si ponga una questione circa la diversa posizione all’interno del Governo: ecco perché abbiamo chiesto di avere contezza della questione.

Nessuna contraddzione – ha risposto il Ministro Maroni –  Il programma di Governo è chiaro e parla di abolizione delle province inutili, quelle delle nove aree metropolitane.  Per le altre province, il programma di Governo non afferma che esse debbano essere abolite. Ciò per un motivo molto semplice; esse svolgono infatti funzioni assolutamente importanti e anzi insostituibili nei confronti dei piccoli comuni, che non avrebbero altra possibilità per ottenere servizi, infrastrutture, manutenzione delle scuole, eccetera. Tutte cose che senza le province non si potrebbero avere. Semmai, il ruolo della provincia in quanto ente democratico e democraticamente eletto deve essere rafforzato, eliminando invece – questa è la mia intenzione e l’indirizzo che porrò nel codice delle autonomie (che presenterò all’approvazione del Consiglio dei ministri nel mese di settembre) – tutti quegli enti intermedi tra comune e provincia che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una complicazione della gestione del territorio. Dunque: competenze chiare assegnate comuni; competenze chiare assegnate alle province; eliminazione di tutto ciò che vi è fra comune e provincia e che serve purtroppo solo a complicare la vita dei cittadini”.

In allegato, il testo dell’interrogazione, la risposta del Ministro Maroni e la controreplica dell’On.Ciocchetti

 

Documenti allegati:

Manovra finanziaria: parere negativo dalle Province

Le Province esprimono parere negativo sulla manovra finanziaria del Governo.
“E’ una manovra che nel triennio è insostenibile – dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ed è anche confusa, perché, accanto a provvedimenti prettamente finanziari, contiene norme ordinamentali che incidono direttamente sul sistema istituzionale dei Comuni e delle Province.
Come Province – aggiunge Melilli – ci impegneremo, non senza sacrifici, a contribuire allo sforzo di risanamento dei conti pubblici che ci è richiesto nel 2009.
Ma per il 2010 e 2011 la manovra dovrà essere rivista, perché così com’è non solo è insostenibile, ma deprime gli interventi e gli investimenti sul territorio, a danno delle economie locale e dello sviluppo del Paese.
Questa manovra mostra chiaramente quanto sia ormai ineludibile portare a compimento le riforme istituzionali, dal federalismo fiscale al Codice delle Autonomie locali – conclude il Presidente Melilli – e su questi temi ci siamo già impegnati con il Governo a garantire la nostra piena collaborazione al confronto”.

Federalismo fiscale: apprezzamento delle Province per il Ministro Calderoli

“Apprezziamo il metodo e condividiamo l’impostazione che il Ministro Calderoli ha dato al percorso di attuazione del federalismo fiscale”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando l’intervento del Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, in Conferenza Unificata.

“Siamo pronti fin da subito – aggiunge Melilli – a dare il nostro contributo al confronto che si aprirà nei prossimi giorni, per arrivare a definire insieme al Governo una riforma che consenta a Regioni, Province e Comuni di gestire le risorse in autonomia e con responsabilità. E’ necessario – conclude il Presidente – che questa riforma cammini di pari passo con il Codice delle Autonomie locali e con la chiara definizione delle funzioni fondamentali di Province, Comuni e Città metropolitane”.

 

 

Manovra finanziaria 2009 – 2011: Melilli alle Province

In allegato, la lettera che il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, ha inviato ai Preisdenti di Provincia, con la posizione dell’Associazione sugli emendamenti presentati dal Governo al decreto legge 112/08.

In particolare, nella lettera il Presidnete dell’Upi sottolinea come “nella giornata di ieri, in un incontro politico con il Governo, l’UPI e l’ANCI hanno rappresentato l’assoluta contrarietà sulle disposizioni di tipo ordianmentali e la richiesta di stralciare le norme ordinamentali, che andrebbero collocate nell’ambito della discussione sul codice delle autonomie locali”.

Documenti allegati:

Provincia di Salerno premiata da Legambiente

Alla Provincia di Salerno il riconoscimento di Legambiente quale “Provincia “Pioniera” nella raccolta differenziata del secco e dell’umido con risultati comparabili con quelli settentrionali”. Una motivazione importante che fa attestare l’Ente Provincia salernitano al primo posto nel Sud Italia.  Il Premio “Riciclone 2008”, in corso a Roma, è stato assegnato a molti centri del territorio:

Bellizzi, Comune con oltre 10mila abitanti;

Rofrano, Comune con meno di 10mila abitanti;

Battipaglia, quale Comune per essersi differenziato nella raccolta dell’imballaggio e dell’alluminio;

Eboli, quale Comune “emergente nell’emergenza”.

“Esprimo soddisfazione e compiacimento per il riconoscimento alla Provincia di Salerno e all’Assessorato di mia competenza. Una contentezza che aumenta se si pensa che siamo stati paragonati, per traguardi raggiunti, a importanti Centri del Nord Italia. Gli sforzi e l’impegno sono stati riconosciuti”, ha dichiarato l’Assessore Provinciale all’Ambiente Angelo Paladino.  

 

Provincia di Viterbo: piano d’azione per il risparmio energetico

Piano di azione del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili della Provincia di Viterbo: a cose fatte, la Tuscia viterbese avrà rispettato gli obiettivi di Kyoto. Non solo, avrà portato a un ulteriore risparmio: quello economico. Di quanto? Ben 123 milioni di euro. La proposta di piano è stata presentata stamattina al tavolo di concertazione, alla presenza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria. Proposta che resta naturalmente aperta alle osservazioni dei presenti.

“Tutto – dicono il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli e l’assessore all’Ambiente Tolmino Piazzai – nasce da uno studio sulle emissioni di CO2 realizzato in collaborazione col Diasfri dell’Università della Tuscia e dal finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio pari a 830.000 euro. Da qui la ripartizione dei fondi attraverso incentivi per la costruzione di nuovi impianti.

Una parte – circa 100.000 euro – verrà destinata agli enti locali per la redazione dei piani energetici e ambientali e l’analisi energetica degli immobili comunali. Il resto è suddiviso per i seguenti generi di impianti:

Caldaie a condensazione: l’incentivo in questo caso è di 200.000 euro, per un massimo di 200 euro a impianto e del 10 per cento della spesa totale. Si prevedono quindi 1.000 impianti, tra nuovi e in sostituzione.

Biomasse: 250.000 euro andranno per impianti cogenerativi nel settore agricolo (incentivo pari al 10 per cento della spesa totale, per un massimo di 20.000 euro), 60.000 più 60.000 euro per altri in cogenerazione e trigenerazione e riscaldamento nei settori industriale, artigianale e terziario (10 per cento, fino a 20.000 euro) e in cogenerazione, trigenerazione e riscaldamento ma di potenza non superiore a 100 kWe (10 per cento, fino a 10.000 euro).

Metano o biofuel: 100.000 euro per impianti cogenerativi, l’incentivo è del 10 per cento, fino a 10.000 euro a intervento.

Micro e mini eolico: gli ultimi 60.000 euro saranno utilizzati per favorire questo genere di impianti (20 e 30 per cento, 3.000 o 5.000 euro a seconda della potenza.

“Secondo le previsioni – spiegano ancora Mazzoli e Piazzai – con la piena applicazione del piano non solo saremo dentro i dettami di Kyoto, ma avremo 414.000 kilotonnellate di CO2 in meno”.

Si fanno i conti anche col caro petrolio. “In termini energetici, avremo fatto a meno di 156.000 tonnellate equivalenti di greggio per quella elettrica e di 25.000 per quella termica”. Il risultato finale, in soldoni, è questo. “Facendo a meno di oltre un milione e 323.000 barili di petrolio – concludono – grazie alle iniziative pubbliche e private nella provincia verranno risparmiati 123 milioni di euro”.

 

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