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DECRETO ANTICRISI E CONFERENZE DI SERVIZI

 “Le nuove norme che il decreto anticrisi intende introdurre in materia di conferenza dei servizi per progetti di opere di interesse statale rappresentano un elemento critico per gli enti locali” è quanto affermato da Massimo Rossi, Presidente della Provincia di Ascoli Piceno e Responsabile UPI per l’Ambiente
“Superare l’eventuale dissenso di una o più amministrazioni locali interessate dal progetto semplicemente prevedendo che siano lo Stato e la Regione interessata a valutare autonomamente le posizioni prevalenti, ci appare lesivo di una equiordinazione dei diversi livelli di governo, ma soprattutto non se ne capisce la necessità, poiché la normativa vigente già prevede forme di superamento dei contrasti” – prosegue Rossi.
“Pur comprendendo la necessità dotare il Paese delle infrastrutture necessarie e sostenibili in relazione al suo progresso economico e sociale, ritengo che il problema della celerità nell’attuazione degli investimenti sia piuttosto da ricercare nelle note carenze della programmazione e nel mancato coinvolgimento nell’ambito della stessa dell’intera “filiera istituzionale”. “Pertanto” conclude “chiediamo che la norma in questione sia modificata in un’ottica più coerente e rispettosa dell’autonomia e della rappresentatività degli enti locali nei propri territori”

 

Sicurezza nelle scuole: in vista patto tra le istituzioni

“Si lavora al testo di una Intesa interistituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni sul tema decisivo della sicurezza nelle scuole, che noi ci auguriamo possa arrivare già nei prossimi giorni”. E’ il commento del Vice Presidente dell’Upi, Alberto Cavalli, alla decisione presa oggi in Conferenza Unificata di definire un Patto per la sicurezza scolastica.
“L’intesa – ha aggiunto Cavalli – potrà però dare i risultati che ci aspettiamo solo se sarà accompagnata da un adeguato stanziamento di risorse, tali da permettere alle Province e ai Comuni di intervenire tempestivamente. Noi riteniamo che solo per le scuole superiori servano almeno 3 miliardi di euro per i prossimi tre anni.
Si tratta di una grande inversione di tendenza rispetto al passato perché non dimentichiamo che, solo dal 2001 al 2006, le Province e i Comuni hanno investito per le scuole oltre 27 miliardi di euro, a fronte degli appena 630 milioni assegnati dal Governo.
Il Decreto anticrisi dovrebbe essere convertito dal Parlamento per la fine del mese: ci aspettiamo di conoscere l’ammontare delle risorse subito dopo questo passaggio, e chiediamo che venga riconosciuta la centralità dell’ educazione e formazione nelle politiche di sviluppo del Paese. La scuola – ha concluso Cavalli – è per le Province una priorità, e non solo in termini di edilizia scolastica, ma di programmazione, di facilitazione del raccordo tra formazione e lavoro, di adeguata dotazione informatica: siamo certi che anche il Governo e il Parlamento sapranno considerare questi aspetti come elementi determinati nel contrasto alla crisi finanziaria ed economica”. 

Federalismo fiscale, Upi: primo passo importante

“Ieri al Senato è stato compiuto un primo, importante, passo in avanti verso la costruzione di un nuovo quadro istituzionale del Paese. Ora è indispensabile accompagnare la riforma del federalismo fiscale con la riforma istituzionale, procedendo spediti con la definizione della Carta delle Autonomie locali”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dopo l’approvazione avvenuta ieri in Senato della riforma del federalismo fiscale.
“Il federalismo fiscale – ha detto Melilli – è una grande occasione per il Paese di snellire e semplificare il sistema tributario, legando le risorse alle responsabilità di chi governa e amministra i territori. Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie al metodo che il Ministro Calderoli ha deciso di seguire nella faticosa definizione dei testi: questa volta, infatti, si è scelta la via del confronto, del dialogo, non solo tra partiti ma anche e soprattutto con le istituzioni locali. E’ anche grazie al fatto che il testo è stato costruito con l’apporto delle associazioni delle Regioni, delle Province e dei Comuni, se ieri anche l’opposizione ha scelto, dando prova di grande responsabilità, di astenersi nel voto”.
“Ci auguriamo che il Ministro Maroni possa al più presto completare questo quadro di riforme, definendo con la Carta delle Autonomie le funzioni e il nuovo assetto amministrativo di Province, Comuni e Città metropolitane, evitando così sovrapposizioni tra livelli di governo con l’obiettivo di snellire la Pubblica amministrazione e creare un più fecondo rapporto tra istituzioni, cittadini e imprese”.

Provincia di Milano Città metropolitana, Il Presidente Penati

“Basta rinvii e percorsi alternativi. L’iter è maturo e ci sono oggi le condizioni per dare piena attuazione alla Città metropolitana laddove è prevista dalla Costituzione.

Così interviene il presidente della Provincia di Milano e vicepresidente vicario dell’Unione Province italiane Filippo Penati sul tema delle città metropolitane.

“Non servono norme transitorie che complicherebbero il percorso istitutivo del nuovo ente. Al contrario ritengo che l’ente Città metropolitana debba essere ben definito da subito, senza dover fare passaggi intermedi. Si abbia il coraggio di dare piena attuazione alle città metropolitane, con un percorso chiaro e condiviso. Solo così si risponde alla richiesta di efficienza dei cittadini e dei territori di quelle aree”.

 

Circolare del Dipartimento delle Finanze, Direzione Federalismo fiscale,

In allegato, la “Circolare n.1 del Dipartimento delle Finanze/Direzione Federalismo Fiscale in materia di applicazione della tassa per occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap) e del canone (Cosap) per le occupazioni effettuate con cavi, condutture e impianti da aziende di erogazione di pubblici servizi”

Documenti allegati:

CITTA’ METROPOLITANE: L’UPI AL PARLAMENTO

Il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, insieme ai Presidenti delle Province metropolitane, rivolge al Parlamento l’appello ad affrontare il tema delle Città metropolitane definendo norme che portino davvero alla istituzione di un ente nuovo, diverso da Comuni e Province, così come previsto dalla Costituzione.

“Per fare questo – sottolinea il Presidente Melilli – non servono norme transitorie, tanto più se queste disegnano le Città metropolitane come mere associazioni di Comuni.

Anche perché se le Città metropolitane si riducessero a questo, non ci sarebbe nemmeno bisogno di produrre alcuna nuova norma, visto che la possibilità di definire enti costituiti da Associazioni di Comuni è già prevista dalla legislazione italiana”.

Mobilitazione dei Consigli provinciali – venerdì 30 gennaio 2009

In allegato la terza circolare inviata alle Province

Documenti allegati:

DL Anticrisi: le Province ai Ministri

Il Decreto Anticrisi approvato dalla Camera dei Deputati contiene alcune norme che per le Province sono inaccettabili. 
E’ quanto scrive il Presidente dell’Upi Fabio Melilli in una lettera inviata oggi ai Ministri Tremonti, Maroni e Calderoli e al Sottosegretario Letta, chiedendo al Governo di “intervenire per rettificare questi errori ed evitare le gravi ripercussioni economiche che altrimenti si verificheranno nei bilanci delle Province”.
Nella lettera il Presidente dell’Upi fa riferimento in particolare all’articolo 2-ter del Decreto, che consente ai soli Comuni la possibilità di utilizzare le risorse giacenti nelle casse degli enti e spendibili nell’immediato per investimenti programmati e avviati, escludendole dal saldo utile 2009.
“Desidero ricordare – prosegue Melilli – che questa richiesta è stata avanzata dall’Upi da mesi, sia in sede tecnica che in sede politica,  ma ci è sempre stato risposto che questa strada era impraticabile, perché necessitava di copertura finanziaria. Se dunque ora la copertura finanziaria è stata individuata, desta molto stupore verificare che tale opzione è stata definita per i soli Comuni e non anche per le Province, così come ci si sarebbe aspettati, poiché, ricordo, anche le Province concorrono al risanamento della finanza pubblica attraverso il patto di stabilità interno e sottostanno alle medesime regole contabili dei Comuni”.
“Inoltre – aggiunge il Presidente dell’Upi Melilli – il Decreto approvato riduce l’Imposta Provinciale di Trascrizione, unica imposta propria delle Province,  intervenendo in maniera unilaterale su risorse proprie degli enti locali, senza che su ciò ci sia stato il benché minimo confronto con le Province.  Ciò è tanto più grave se si considera che tutto il settore automobilistico, che risente come altri ambiti, della grave crisi economica, registra una forte flessione e con esso anche le entrate provinciali collegate, ovvero IPT ed RcAuto: per fare un esempio in Piemonte e Liguria le immatricolazioni nel 2008 sono calate del 16%, e nel solo Piemonte le Province registreranno un calo delle entrate pari a circa 40 milioni  di euro”.

Roma, 19 gennaio 2009

In allegato la lettera del Presidente dell’Upi inviata ai Ministri

Documenti allegati:

DL Anticrisi e Patto di stabilità interno

“Il Parlamento oggi ha dato voce alle proteste e alle richieste legittime degli amministratori locali che chiedono da giorni modifiche al patto di stabilità interno e che ritengono ingiusta e ingiustificata la previsione dell’esclusione dal Patto prevista per il solo Comune di Roma”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando l’approvazione alla Camera dell’ordine del giorno che chiede al Governo l’esclusione delle spese per gli investimenti dal Patto di stabilità interna per Comuni e Province.
“Avevamo da tempo sollecitato il Governo ad operare questa scelta – prosegue Melilli – perché riteniamo che con l’esclusione dal Patto delle risorse utilizzate per investire sul territorio, oltre ad assicurare al Paese infrastrutture efficienti e sicure, si possa offrire un sostegno immediato all’economia per contrastare la crisi. Per questo avevamo chiesto di inserire questa norma nel Decreto Legge anticrisi, che riteniamo sia lo strumento più idoneo per accogliere questa richiesta.
Oggi, sostenuti anche dal Parlamento, torniamo a chiedere al Governo di ascoltare i Sindaci e i Presidenti di Provincia, e di operare una scelta giusta riparando all’ingiustizia che invece sarebbe rappresentata dal prevedere una deroga ad hoc per un solo Comune, fosse pure la Capitale”.

La Provincia di Vicenza su Facebook

La Provincia di Vicenza è su Facebook, il social network del momento. Il web 2.0, nuova visione di internet, varca la soglia di Palazzo Nievo e mette la Pubblica Amministrazione a portata di un solo click. “Nel solco della trasparenza – sottolinea l’Assessore Provinciale all’Innovazione Andrea Pellizzari – abbiamo deciso di sviluppare e potenziare gli strumenti di E-democracy per raggiungere e avvicinare i cittadini per dialogare con loro”. Attraverso una propria pagina ed un proprio profilo da oggi, dunque, è possibile non solo avere l’aggiornamento in tempo reale sulle attività dell’Amministrazione ma anche esprimere il proprio commento su tutto ciò che viene condiviso ovviamente previa verifica delle richieste di accesso.

Unica Provincia approdata in questa “maglia” della rete (“e forse anche unica pubblica amministrazione in Italia”) palazzo Nievo ha oggi due account registrati – Provincia Vicenza e Provincia Giovane – per un totale, rispettivamente, di 150 e 350 “amici”. “Ma siamo disponibilissimi ad aprirci a tutti. Basta richiedere di essere inseriti nella nostra lista e una volta accettati dall’amministratore del sistema sarà possibile accedere al profilo della Provincia, avere feedback in tempo reale sull’attività quotidiana dell’Amministrazione attraverso gli aggiornamenti di stato ed avere accesso a contenuti in esclusiva, foto, video e documenti. Non solo è possibile vedere i contenuti della pagina, ma è anche possibile commentare ogni elemento pubblicato”.

Conferenze stampa, convegni potranno essere seguiti in tempo reale con la possibilità di interagire con domande e richieste.

E per vedere o rivedere i video servizi sulle attività dell’Amministrazione è attivo il canale You Tube della Provincia

 

 

Mobilitazione nazionale delle Province il 30 gennaio

“Il Coordinamento dei Consigli Provinciali inizierà da subito a lavorare per organizzare la giornata di mobilitazione delle Province, il 30 gennaio prossimo, per ribadire il valore della democrazia rappresentato nei territori dalle istituzioni locali”.
Lo ha detto il Coordinatore dei Presidenti di Consiglio delle Province, Mauro Boscolo, Presidente del Consiglio provinciale di Venezia che ha sottolineato quanto “i consigli provinciali sono rappresentanze democratiche elette dai cittadini, e per questo chiamati a rispondere di un mandato che ne guida l’azione politica. Siamo stanchi di essere considerati degli ‘sprechi da tagliare’. Piuttosto bisogna proseguire nelle riforme che davvero possono portare la semplificazione della pubblica amministrazione, dal Codice delle Autonomie al federalismo fiscale.
La mobilitazione del 30 gennaio, che vedrà Consigli straordinari aperti in contemporanea in tutta Italia, cui saranno invitati a partecipare Sindaci, i Consiglieri regionali, i Parlamentari, i responsabili provinciali delle forze politiche, – conclude il Presidente Boscolo – non vuole essere solo una giornata di protesta. Piuttosto sarà l’occasione per rappresentare ai cittadini il lavoro che svolgiamo sul territorio, e dare il via ad una campagna di informazione sulla realtà delle Province, dalle funzioni alle risorse investite, dagli investimenti impegnati ai prossimi obiettivi da raggiungere”.

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