In allegato, il Numero 4 del Notiziario Upi, uno speciale tutto dedicato all’incontro al Quirinale tra le Province e il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano.
In allegato, il Numero 4 del Notiziario Upi, uno speciale tutto dedicato all’incontro al Quirinale tra le Province e il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano.
Le Province italiane respingono con forza la proposta di inserire nella manovrina norme di abolizione delle Province delle aree metropolitane e chiedono un confronto urgente con il Governo per definire insieme un percorso comune.
La richiesta sarà presentata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dal Presidente della Provincia di Milano e Vice Presidente dell’Upi, Filippo Penati, e dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, nell’incontro previsto per oggi, alle ore 15,00 presso il Ministero delle Regioni, tra i rappresentanti del Governo e le Autonomie locali proprio sulla manovra finanziaria.
“La Costituzione italiana non è carta straccia – afferma il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – non si può abolire una istituzione che è parte fondante della Repubblica italiana con un decreto legge, o inserendo una norma in un provvedimento di natura finanziaria, senza nemmeno prevedere l’istituzione delle Città metropolitane – sulle quali siamo tutti d’accordo – ma sostanzialmente creando confusione tra comuni e comuni e complicando la vita ai cittadini
E’ una procedura evidentemente incostituzionale, che lascia pensare più ad un governo che improvvisa, che alla volontà di riformare effettivamente le nostre istituzioni.
Con il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni – aggiunge Melilli – abbiamo nei giorni scorsi concordato di riprendere il percorso avviato con la Carta delle Autonomie e realizzare in tempi brevi una riforma che porti a compimento il disegno delle Città metropolitane e semplifichi radicalmente la burocrazia attraverso la chiara individuazione delle funzioni di ciascun livello di governo. Preferiamo pensare che questo sia il metodo giusto”.
Avvilimento ed una profonda sensazione d’ingiustizia sono stati i sentimenti che hanno accompagnato la lettura delle considerazioni relative alle attività della provincia di Ascoli Piceno apparse in conclusione del Suo articolo “Consulenti pubblici”, pubblicato venerdì 13 giugno scorso sul “Corriere della Sera”.
Avvilimento e sensazione d’ingiustizia, forse, non dicono nulla a chi è abituato a stare -da protagonista- nelle arene del potere mediatico; essi invece sono sentimenti ancora vivi, e che contano, nella fatica quotidiana di amministratori che si mettono a servizio dei territori nella speranza di rispondere alla domanda di visione, passione e partecipazione dei cittadini; e lo fanno onestamente e testardamente, perché credono che dall’impegno nel locale possa, forse, riaccendersi un barlume di fiducia nel futuro.
Come non avvilirsi, allora, quando si vede affogare, in quel mare presentato al lettore come palude limacciosa di sperperi e clientele, uno dei progetti di punta del proprio impegno amministrativo, che ha richiesto -non ci crederà- anche un po’ di coraggio politico?
Sì, perché “SaggiPaesaggi” non è una consulenza che “si è voluto a tutti costi chiamare progetto” ma quanto sinteticamente proviamo a dirLe:
· è un’esperienza pilota in Italia di attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio ( il cui scempio siamo tutti convinti, compresa la stampa, abbia raggiunto livelli non più accettabili);
· punta a ridurre il consumo del territorio e, in quest’ottica, ha contribuito a creare le condizioni culturali e politiche per la revisione, ampiamente condivisa, del PTC (Piano di coordinamento territoriale) con l’introduzione di nuove e virtuose regole urbanistiche;
· sta realizzando la copianificazione di un’intera valle (Valdaso), di notevole pregio paesaggistico, per evitarne il degrado attraverso regole nuove che portino 24 piccoli comuni a comportarsi come una vera città diffusa;
· coinvolge le scuole, ed in particolare gli Istituti Tecnici per Geometri, in percorsi didattici e di formazione sui temi del paesaggio;
· ha avviato un piano di aggiornamento e formazione per tecnici ed amministratori locali;
· mette a sistema le attività culturali dei 73 comuni di cui è formata la provincia e le promuove in modo integrato attraverso il brand del paesaggio, che il territorio ha riconosciuto come suo bene distintivo (realizzando economie di scala);
· permette per la prima volta al Piceno di progettare e realizzare a sistema iniziative culturali di valenza nazionale, come l’attuale mostra su Osvaldo Licini, ampiamente e positivamente recensita dalla stampa nazionale, compreso il “Corriere della sera”;
· permette per la prima volta al Piceno di promuoversi in modo unitario, facendo emergere attraverso il paesaggio le sue qualità diffuse e facendo registrare, in controtendenza nazionale, un significativo incremento delle presenze turistiche sul territorio provinciale;
· apre all’esplorazione ed alla partecipazione dei cittadini luoghi la cui destinazione urbanistica è fattore di qualità nella vita delle popolazione locali, evitando che essa (come nel caso dei i 27 ettari relativi alla dismessa area industriale SGL Carbon di Ascoli Piceno) sia decisione esclusiva di pochi.
Questo ed altro è “Saggi Paesaggi” : la invitiamo con piacere a venire sul territorio per una verifica; certo, una verifica a posteriori e dunque deontologicamente non impeccabile, ma sempre utile e gradita.
Egregio dott. Rizzo, egregio Direttore, a ciò non aggiungiamo altro; anche se molto vorremmo dire sul vuoto di argomenti che è sotteso all’operazione di transfert comunicativo dal contenuto ai nomi, sull’arroganza con cui si addita, a colpa e quasi ad onta di persone e società il loro nome che, ci pare, abbiano ancora il diritto di scegliersi e che non può costituire metro di valutazione della serietà e qualità di quanto fanno.
E, neppure, come sarebbe nostro diritto, chiediamo una rettifica; perché il danno all’immagine di quanto stiamo facendo resta lì, intatto; il tarlo è attivato, e su di esso già sono al lavoro quanti, sul territorio – e sono spesso i gruppi più aderenti a quella cultura affaristica e clientelare che le operazioni di trasparenza messe in atto cercano giustamente di combattere- vedono come un ostacolo il progetto di sviluppo locale, sostenibile e partecipato, che stiamo cercando di portare avanti (anche in consonanza con tante giuste questione sollevate dalle inchieste giornalistiche) e di cui SaggiPaesaggi è una punta.
Due domande, però, vorremmo porle, chiedendo, se possibile, una cortese risposta:
la prima: perché infangare un progetto come “SaggiPaesaggi” senza alcuna verifica, volendolo far passare per forza per una vuota consulenza? Semplicemente perché il nome si prestava a chiudere brillantemente l’articolo? Per altro?
La seconda: più che una domanda è un appello alla coscienza civile di chi opera nel mondo della comunicazione: se è autentico l’impegno di professionisti come Sergio Rizzo, e di giornali come “Il Corriere della Sera” (che non vogliamo nemmeno sospettare possa rispondere ad altre logiche se non quelle dichiarate di favorire lo sviluppo democratico del nostro paese), allora perché continuare a “sparare nel mucchio”, a distruggere, senza differenziazione, tutto ciò che s’incontra sul proprio cammino, compresi quei semi di speranza che cittadini di buona volontà continuano silenziosamente ed onestamente a coltivare?
Un incontro molto positivo, all’insegna della concretezza e del corretto dialogo istituzionale: questo il commento dei Presidenti di Provincia che hanno partecipato all’incontro con il Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni, delegazioone composta da Fabio Melilli, Presidente Upi, Presidente Provincia Rieti; Filippo Penati, Vice Presidente Vicario Upi, Presidente Provincia Milano; Alberto Cavalli, Vice Presidente Vicario Upi, Presidente Provincia Brescia;Massimo Rossi, Vice Presidente Upi, Presidente Provincia Ascoli Piceno; Leonardo Muraro, Presidente Provincia Treviso;Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese;On. Maria Piera Pastore, Ufficio di Presidenza dell’Upi
I presidenti hanno consegnato al Ministro Maroni una nota con le principali richieste delle Province in team di riforme istituzionale, manovrina, DPEF, federalismo fiscale e sicurezza.
Per la prima volta sono in programma corse fino a Opicina e Muggia. Da quest’anno operatori presenti anche in festival e incontri giovanili regionali TORNA OVERNIGHT, IL BUS PER NOTTI SENZA RISCHI Tutti i sabati, dal 14 giugno al 6 settembre, da piazza Oberdan alla baia di Sistiana.
Torna quest’estate – con due novità di rilievo – Overnight, l’autobus gratuito che collega Trieste a Sistiana per notti di divertimento senza rischi. La navetta, che parte da piazza Oberdan e lo scorso anno ha visto a bordo circa 7 mila ragazzi, entrerà in funzione sabato 14 giugno e viaggerà tutti i sabati sera fino al 6 settembre. In programma sei corse all’andata e sette al ritorno, tra le 22.15 alle 4.05.
Per la prima volta quest’anno la corsa finale del bus arriverà, al ritorno, fino a Muggia e Opicina. E per la prima volta, sulla base di un preciso riconoscimento ministeriale, il progetto Overnight assumerà una più ampia valenza regionale.
Già dal 2006 l’esperienza del bus navetta coinvolge Monfalcone e, dallo scorso anno, Gorizia. La novità del 2008 riguarda la presenza degli operatori che – con banchetti informativi, animazioni e altre forme di educativa di strada – garantiranno un intervento di prevenzione e sensibilizzazione ai festival e nelle occasioni di maggiore aggregazione giovanile in svolgimento nel Friuli Venezia Giulia.
Il progetto Overnight, giunto alla terza edizione, è promosso dal Dipartimento delle dipendenze dell’Azienda per i Servizi Sanitari e dalla Provincia in collaborazione con Etnoblog, le cooperative La Quercia e Duemilauno Agenzia sociale e l’Apt di Gorizia che mette a disposizione alcuni autobus.
“Rispetto agli altri anni il servizio viene di trasporto con bus viene ulteriormente potenziato e ottimizzato – ha detto Ondina Barduzzi, Assessore provinciale ai Trasporti- cercando di dare un servizio sempre più efficace ed esteso sul territorio. Quest’anno è aumentato il numero di corse, ma soprattutto c’è la novità del servizio bus che trasporterà i ragazzi da piazza Oberdan fino a Borgo san Sergio e a Muggia e da piazza Oberdan ad Opicina. Voglio ricordare che la Provincia di Trieste non solo sostiene questo servizio, ma lo finanzia erogando circa 15mila euro per l’attività dell’Azienda sanitaria e delle cooperative e 25 mila euro per il trasporto pubblico”.
“Il progetto Overnight è uno strumento intelligente e gradevole per aiutare le ragazze e i ragazzi a capire gli aspetti più nascosti e pericolosi dell’uso di alcool su cui purtroppo vengono ingannati dalla pubblicità e dal bisogno di sentirsi come gli altri – ha detto Dennis Visioli – Assessore provinciale alla Promozione dell’Associazionismo – la forza del progetto sta nel non imporre o proibire, ma proporre di pensarci su con la propria testa. Inoltre Overnight è efficace perché interviene subito sul limitare i danni con l’accompagnamento in bus”
“L’obiettivo – spiega Roberta Balestra, responsabile del Dipartimento dipendenze – è evitare che i ragazzi si mettano alla guida se troppo stanchi o in stato di alterazione proponendo loro un mezzo di trasporto pubblico che copre un tragitto altrimenti raggiungibile solo in macchina”. “Al tempo stesso – prosegue – si punta alla sensibilizzazione dei ragazzi, così da migliorare la loro consapevolezza in tema di divertimento, piacere, rischi”.
A bordo del mezzo, come già gli anni scorsi, sarà dunque presente un operatore mentre gli altri saranno dislocati nella postazione di Sistiana. Anche quest’anno l’équipe dell’Azienda sanitaria coinvolge anche gli operatori dei Consultori familiari e del Dipartimento di prevenzione, nonché l’Associazione Stella Polare. L’esperienza ha infatti mostrato che nel dialogo con i più giovani emergono molteplici tematiche oltre alla questione delle consumo di sostanze, fra cui la sessualità, la contraccezione o le malattie sessualmente trasmissibili.
Quest’anno s’intensificherà la campagna sul “guidatore designato”. A inizio serata i ragazzi che arrivano a Sistiana in macchina saranno invitati a indicare il responsabile della guida al ritorno. Prima del rientro, tra i guidatori negativi all’etiltest saranno sorteggiati gadget, magliette, biglietti del cinema o di concerti e premi messi a disposizione dai numerosi esercizi commerciali della città che aderiscono al progetto Overnight.
Nel 2007 Overnight ha riscosso un notevole successo. Sono stati quasi 6 mila i giovani che hanno utilizzato la navetta per tornare a casa, numerosi i genitori coinvolti nel progetto e centinaia i contatti al banchetto informativo allestito a Sistiana per informazioni, etiltest e distribuzione di materiali informativi.
In base ai questionari distribuiti dagli operatori, il 52 per cento dei ragazzi trasportati aveva dai 15 ai 17 anni, il 31 per cento era tra i
18 e i 20. Il 58 per cento degli intervistati era senza patente, il 39 per cento l’aveva ma preferiva usare il bus di Overnight.
Tra i motivi della scelta indicati dai giovani, la mancanza di mezzi propri (35 per cento), la comodità (21 per cento) e il desiderio di evitare incidenti (16 per cento). Ben 33 su cento raccontano infatti di essersi trovati a rischiare guidando un mezzo in stato di alterazione psichica. Otto su cento, infine, dichiarano di usare il bus per la tranquillità dei genitori. Le famiglie, secondo quanto riferito dal 66 per cento degli intervistati, approvano infatti l’iniziativa.
L’esperienza del bus è positiva per la stragrande maggioranza dei
giovani: l’85 per cento di chi l’ha utilizzato lo consiglierebbe infatti agli amici e quasi altrettanti pensano di usarlo anche in futuro. Più della metà degli intervistati dichiara infine di essere a conoscenza dell’attività d’informazione e prevenzione svolta dagli operatori alle postazioni allestite nella baia di Sistiana.
Sei le partenze di Overnight da piazza Oberdan con due corse alle 22.15, 22.30, due corse alle 23.30 e 23.45. Sette quelle da Sistiana all’1.10, 2.20, due corse alle 2.50 e tre corse alle 4.05: due di queste proseguono per Muggia e Opicina. Il tragitto dura circa 40 minuti.
Per informazioni Daniela Gross 040 399 7217 347 4838306 329 9504724 Carla Ciampalini 040 3798229 349 8537879
In allegato, il Verbale della Riunione del Tavolo Tecnico per la fiscalità locale dell’8 aprile 2008
Si preannuncia una manovra dura. Lo ha detto ai giornalisti il presidente dell’Upi Fabio Melilli, al termine dell’incontro avuto a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i Ministri Fitto e Tremonti e i Sottosegretari Letta, Vegas e Davico.
“Dalle prime dichiarazioni la manovra si profila dura – ha detto Melilli – aspettiamo che ci vengano date alcune indicazioni, speriamo che non incida sul patto di stabilita’ interno. Durante l’incontro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non ha dato i numeri della manovra ne’ e’ entrato nel merito. Si e’ parlato di federalismo fiscale, della semplificazione della pubblica amministrazione per eliminare la burocrazia e ammodernare il paese. C’e’ uno spirito di collaborazione.
Per quanto riguarda le province non si è più parlato di abolizione; parliamo invece di semplificazione del sistema e di abolizione di molti enti inutili”.
“Oggi – ha aggiunto Melilli – abbiamo cominciato un percorso, speriamo molto produttivo, di eliminazione della burocrazia e di ammodernamento del Paese, e ora vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni.
Durante l’incontro con il Governo, Melilli ha inoltre consegnato consegnato al Presidente Berlusconi un crono programma di un opera pubblica, per ribadire l’insostenibilità delle procedure cui le Province debbono sottostare dalla definizione di un opera alla sua conclusione. Il documento mostra come, dall’atto di avvio dell’opera alla sua esecuzione e consegna passano in media tre anni: due anni per gli adempimenti burocratici e un anno per l’esecuzione effettiva
“Per portare a termine un’opera pubblica in Italia le amministrazioni locali devono sottoporsi ad una vera e propria corsa ad ostacoli che impone continui blocchi e rallenta la chiusura dei cantieri. Sono tempi – ha detto Melilli a Berlusconi – davvero insostenibili: c’è bisogno di intervenire e presto nella revisione di queste norme, per tagliare tutti quei passaggi inutili o doppi, senza incidere sui controlli e sulla sicurezza”.
“Il 35% delle risorse dei bilanci delle Province sono investite in opere pubbliche, in particolare strade e scuole. Al Presidente Berlusconi abbiamo chiesto di lavorare insieme per definire un patto tra Governo e Province che consenta di definire un Piano Nazionale per di investimento sulle strade e per l’ammodernamento e la messa in sicurezza degli edifici scolastici”.
Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, al termine dell’incontro avuto oggi a Palazzo Chigi con il Presidente Silvio Berlusconi, i Ministri Fitto e Tremonti, i Sottosegretari Letta, Vegas e Davico.
“Le scuole – ha detto poi Cavalli – devono diventare veri poli di riferimento, centri per l’educazione permanente non solo per i bambini e giovani, rimanendo aperte anche nel pomeriggio, ma per fare ciò devono avere una dotazione informatica adeguata e al passo con le moderne tecnologie. Quanto alle strade, le Province devono essere messe in grado di potere continuare ad assicurare i necessari standard di sicurezza dell’84% della rete stradale nazionale che gestiscono, e di portare a compimento i tanti cantieri aperti nella costruzione di nuove strade”.
In allegato, le Proposte delle Province per la XVI Legisltura
Colgo con grande piacere questa occasione per quello che rappresentate: i problemi che ponete sono problemi di fronte ai quali si trova l’intera comunità nazionale e l’insieme delle istituzioni.
Ho seguito con attenzione il discorso del vostro presidente, ben dosato tra rivendicazioni e sottolineature delle radici profonde dell’ente provincia – della realtà delle provincie nella storia del nostro paese – e la necessità di collaborare attivamente a provvedimenti di riforma e di riordino. Il Presidente ha citato anche qualche questione particolarmente scottante e complessa, come quella del cosiddetto federalismo fiscale, legge da tempo diventata ineludibile in attuazione della riforma del titolo V. Sappiamo che sarà un appuntamento molto delicato a cui bisognerà che ciascuno porti il suo contributo tenendo conto precisamente della linea qui indicata di un federalismo efficace, unitario e solidale. Non sarà semplice. Mi auguro che il nuovo governo terrà conto anche del lavoro che si è fatto nella scorsa legislatura – nella quale è stato presentato un disegno di legge precisamente in questa materia – naturalmente con tutte le proposte di revisione e le novità che si riterrà opportuno sottoporre all’esame del Parlamento.
Proprio raccogliendo il filo conduttore del suo discorso, presidente Melillo, mi permetto di ricordare quello che ho detto nel settembre del 2006, più di un anno e mezzo fa, nel corso di una mia visita in Puglia:
“S’impone, ormai, un’attenta rivisitazione dell’architettura dei livelli istituzionali via via sovrappostisi: ho apprezzato i segni di disponibilità manifestatesi in questo senso nell’intervento del presidente Divella (presidente della provincia di Bari). Vanno seriamente considerate innegabili esigenze di razionalizzazione e semplificazione di fronte a duplicazioni e confusioni di responsabilità e di poteri, a moltiplicazioni di istanze decisionali e di enti derivati, e quindi di incarichi elettivi e non elettivi retribuiti in modo ingiustificato. Combattere fenomeni di spreco da congestione istituzionale e, in special modo, di dilatazione del costo della politica, è parte importante del discorso sull’efficienza dell’azione di governo e amministrativa in particolare nel Mezzogiorno”.
Ritenni necessario dire allora queste cose che, forse, adesso sono diventate un po’ più di dominio comune, e me ne compiaccio: perché, naturalmente, posso richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su determinate tematiche, ma poi spetta ad altri, spetta alle istituzioni di governo e alle assemblee elettive definire le soluzioni che occorre dare. È comunque importante partire da una consapevolezza dei problemi per poter arrivare anche a delle soluzioni adeguate e io mi auguro che così sia.
Naturalmente, non possiamo nasconderci che si riscontra una estrema lentezza perché la riforma del titolo V è del 2001: siamo nel 2008 e non solo l’adeguamento della legislazione e delle regole in materia di entrate dello Stato e di finanza pubblica, ma anche l’adempimento di alcune specifiche previsioni in materia istituzionale non sono ancora al nostro esame.
L’elenco che lei ha indicato è per qualche aspetto almeno per me fonte di dubbi: i Comuni, le Province, le città metropolitane, le Regioni e lo Stato. Ho sempre avuto – vi confesso – una riserva su questa collocazione dello Stato accanto alle città metropolitane come parte della Repubblica. Insomma, ho un’idea un po’ diversa dello Stato storico. Comunque, a parte questo elemento di perplessità personale, noto che in particolare, le città metropolitane sono un ente ancora inesistente: se ne parla da molto tempo, perché già in una fase molto precedente di riforma della legislazione comunale e provinciale, si parlò di aree metropolitane, poi c’è stata questa più specifica previsione nella riforma del titolo V, che però è rimasta finora sulla carta. So bene quanto voi siate in modo particolare interessati a contribuire alla realizzazione di questo impegno e a discuterne le possibili implicazioni per il sistema delle province, per la istituzione Provincia. Quindi, vi incoraggio fortemente a muovervi in questo senso, a partorire vostre proposte, e vostre idee, insieme, per esempio, con l’associazione dei Comuni d’Italia.
Questa collaborazione è indispensabile ancor più con le Regioni che saranno protagoniste di qualsiasi proposta e progetto – in particolare in materia fiscale, in generale in materia istituzionale – per quel che riguarda il complessivo sistema delle autonomie.
Prendo atto anche della dichiarazione da lei fatta, dell’esservi da sempre opposti alla istituzione di nuove Province. Per la verità non ebbi questa sensazione quando una decina di anni fa, da Ministro dell’Interno, mi trovai piuttosto solo a osteggiare l’istituzione di alcune nuove Province. E in effetti, dopo che io lasciai il Viminale quelle nuove Province sono state create. Meglio tardi che mai, ma questo dato di proliferazione c’è stato: adesso bisogna vedere come porvi riparo.
Infine, l’ultima raccomandazione. Parto da quello che lei ha detto sugli sforzi e anche sulle risorse di bilancio che le Province dedicano ad alcuni interventi, per esempio per la pianificazione del ciclo dei rifiuti. Non voglio fare accenni specifici a una situazione che è motivo di assillo credo per tutti noi, per tutti noi italiani, la situazione in Campania. Dico soltanto una cosa: le Province facciano la loro parte; è essenziale non cedere mai a logiche di arroccamento, di cedimento a pressioni localistiche, di contrapposizione tra Province. È indispensabile, nel rispetto delle autonomie e delle funzioni di tutti, una visione regionale, unitaria e solidale, altrimenti non è possibile dare soluzione a un problema di quella natura. Sono sicuro che da parte vostra non mancherà l’apporto necessario. Auguri.
“Condividiamo pienamente il richiamo del Presidente a dare piena attuazione al titolo V della Costituzione, ad eliminare sovrapposizioni, duplicazioni e ridurre i costi, a definire con chiarezza le funzioni di ciascuno, a partire dai Comuni e dalle Province, portando a termine riforme che sono ormai ineludibili”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi al discorso pronunciato oggi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’incontro al Quirinale con l’Unione delle Province italiane.
“Il Presidente – ha aggiunto Melilli – ha voluto ricordarci il nostro ruolo, riaffermandolo, e per questo ci ha richiamati ad intervenire con proposte e progetti nel dibattito sulle riforme.
Anche sul tema dell’emergenza rifiuti, il Presidente ha ricordato quanto sia indispensabile la presenza delle Province come istituzione di area vasta per superare i localismi e ricomporre le strategie all’interno di piani coordinati. Una necessità questa, su cui le Province sono pronte ad impegnarsi in tutto il Paese, per evitare che l’emergenza di oggi colpisca altre realtà nell’immediato futuro”.
In allegato i due testi.